
Gli Alberi dei funghi Porcini
Quali sono gli alberi sotto ai quali si possono trovare i funghi Porcini?
Lo sai che i ricercatissimi Porcini amano formare simbiosi e micorrize solamente con alcuni alberi o cespugli, e non con tutte le piante del bosco?
E sai quali sono queste piante?
Sappiamo che i nostri beneamati porcini, per poter vegetare, riprodursi e venire alla luce, hanno bisogno di creare alleanze con alcuni alberi.
Questa alleanze sono dette simbiosi, mentre l’atto di legarsi alle radici delle piante compatibili è detta: micorriza (micorrizazione).
Non tutte le piante presenti nei nostri boschi riescono però a stringere quest’alleanza con i funghi.
Sappiamo bene che in boschi puri di alcune essenze quali per esempio il Larice, il Frassino, il Pioppo coltivato o selvatico, il Salice, l’Acero ed altri, è altamente improbabile, se non del tutto impossibile, trovare funghi Porcini. Perché?
Perché i funghi Porcini non vanno d’accordo con alcune particolari piante, mentre amano vegetare in stretto rapporto con altre?
Per rispondere a questa importantissima domanda, ti consiglio di leggere l’articolo > GLI ALBERI DEI FUNGHI
in cui troverai dettagliate risposte che ti faranno capire perché sotto alcune piante sì, sotto altre no, e soprattutto perché in alcuni boschi i Porcini ci sono, in altri invece no.
Gli Alberi dei Funghi Porcini – prima parte
PRINCIPALI ALBERI E ARBUSTI SIMBIONTI DEI PORCINI
Iniziamo subito col dire che ‘simbionte‘ significa che un albero — oppure un fungo — è in grado di creare una ‘simbiosi‘ (uno stretto legame) con la specie vegetale o fungina compatibile.
Quando una pianta e un fungo sono compatibili, si creano le cosiddette “micorrize” ovvero particolari tipi di ife fungine che avvolgendo o penetrando le radici delle piante, instaurano uno scambio di liquidi indispensabili alla reciproca sopravvivenza.
I funghi forniscono alle piante micorrizate acqua mineralizzata, viceversa le piante restituiscono ai funghi la stessa acqua privata dei minerali che hanno assorbito, ma arricchita da Carboidrati altamente nutritivi-calorici, che i funghi non sono in grado di produrre autonomamente. Una collaborazione perfetta, che apporta beneficio a entrambe le specie.
In questo articolo puoi trovare le schede delle principali piante che creano abitualmente simbiosi con i funghi.
Naturalmente fatto salvo il caso in cui le piante, pur compatibili, si trovino in ambienti boschivi-prativi o altri ambienti non adatti per la vegetazione dei Porcini, ad esempio in ambienti con ristagni d’acqua, quindi troppo umidi (Ambienti igrofili), oppure con suoli troppo sabbiosi (dreanti), troppo rocciosi (impermeabili), troppo asciutti (aridi o desertici) o con acidità del suolo non corretta (PH acido, basico e neutro).
I QUATTRO TIPI DI FUNGO PORCINO D’ITALIA
La prima specie di Porcino che appare nei nostri boschi a inizio stagione fungina è il Porcino Estatino (Boletus reticulatus / B. aestivalis), il secondo è il Porcino Pinicola (Boletus pinophilus) che vegeta preferibilmente col freddo e con le prime nascite che avvengono già a inizio primavera e poi, nuovamente nel tardo autunno (anche in estate al fresco in montagna), il terzo è il porcino del caldo, il Porcino Nero o Bronzino (B. aereus), infine il quarto è il Boletus edulis, Porcino tardivo, a tutti noto come Porcino chiaro autunnale.
Di seguito, nell’articolo, per ogni albero, troverai il disegno della varietà di fungo Porcino ad esso associato.
IL FAGGIO (FAGUS)
Gli alberi dei funghi Porcini@funghimagazine – Il Faggio
In Italia, il Faggio è sicuramente considerato l’albero più produttivo, in termini di funghi Porcini. Anche chi ha poca conoscenza sugli alberi e sui funghi, sa che se andrà a cercar funghi nel momento giusto in una faggeta, non tornerà mai a mani vuote.
Il Porcino Nero o Bronzino (B.aereus) manca in tutte le faggete del Nord Italia ed Appennino Settentrionale superiore, è invece abbastanza presente nei boschi termofili di Faggio del Sud Italia.
Nel corso degli ultimi anni, a causa dei Cambiamenti Climatici e del relativo Riscaldamento Globale del Pianeta, funghi Porcini Neri/Bronzini (B. aereus) stanno diventando sempre più facilmente reperibili anche in zone boschive a prevalenza di Faggio del Centro Italia, con limite settentrionale che si sta portando sempre più verso Nord.
Dal 2020 ci sono stati segnalati diversi ritrovamenti di Porcini Neri presenti tra i Faggi del basso Appennino Settentrionale, fin verso i 1.000 mt, tra Toscana-Emilia e Toscana-Romagna ma anche in Liguria e persino sui monti dell’Oltrepò Pavese, ma qua non oltre gli 800 mt d’altezza.
I PORCINI DEL FAGGIO SONO:
Boletus reticulatus, B. pinophilus, B. edulis,
B. aereus (solo in alcuni particolari areali caldi-termofili, per lo più del Centro-Sud Italia)
IL CASTAGNO (CASTANEA SATIVA)
Gli alberi dei funghi Porcini@funghimagazine – Il Castagno
La diatriba se siano più pregiati e profumati i Porcini di Castagno, quelli di Faggio oppure quelli di Abete, probabilmente non troverà mai una risposta esaustiva.
In Italia, paese che vai, detto che trovi, c’è chi sostiene con ardore che, i funghi Porcini nati tra i Castagni dei propri colli, abbiano un profumo impareggiabile ma, c’è anche chi dice per esempio che i Porcini che crescono nelle vastissime abetaie delle Alpi non abbiano rivali per profumo e gusto, così come altri ancora sostengono che i Porcini migliori siano assolutamente quelli nati tra i Faggi.
Comunque sia, il Castagno, malattie permettendo (Cinipide del Castagno principalmente), è anch’esso uno degli alberi più produttivi in termini di nascite di funghi Porcini.
Dalle Prealpi all’estremo Sud Italia, ovunque ci sia un bosco di Castagno c’è almeno un cercatore di funghi Porcini.
► Tra tutti gli alberi dei funghi Porcini, il castagno è il più diffuso come distribuzione in Italia
Il Castagno è anche l’albero del Poker Porcino → ovvero, l’albero sotto al quale è possibile trovare tutte quattro le varietà di Porcini, talvolta, in fortunati periodi autunnali con repentini cambiamenti climatici e shock termici, li si può anche trovare in contemporanea nello stesso bosco, sebbene a differenti altitudini.
Il Castagno può infatti creare simbiosi con tutte 4 le varietà di funghi Porcini reperibili in Italia. I recenti CAMBIAMENTI CLIMATICI / RISCALDAMENTO GLOBALE hanno però modificato sensibilmente la distribuzione di molti funghi, in particolar modo dei Porcini.
Da pochi anni a questa parte è infatti possibile trovare Porcini Neri/Bronzini (B. aereus) anche nei boschi termofili (più caldi e ben soleggiati) di Castagno del Piemonte, non più solamente meridionale, ma ora anche in quello settentrionale, oltre che sulle Prealpi Lombarde.
► APPROFONDISCI LA CONOSCENZA DI QUESTA PIANTA LEGGENDO L’ARTICOLO:
I PORCINI DEL CASTAGNO SONO:
Boletus reticulatus, B. pinophilus, B.aereus, B. edulis
IL PINO SILVESTRE (PINUS SYLVESTRIS)
Gli alberi dei funghi Porcini@funghimagazine – Pino Silvestre e Pino Nero
Noto anche come Pino di Scozia, tipico delle foreste di Conifere del Centro e Nord Europa, risulta comunque abbastanza ben presente anche in Italia, anche se spesso non spontaneo, ma quale risultato di rimboschimenti.
Difficilmente distinguibile dal Pino Nero, se non nel portamento più o meno slanciato.
Il Porcino Nero o Bronzino raramente vegeta in associazione con le Conifere ma, nel nostro Sud Italia, soprattutto tra Calabria e Sicilia, può accadere di trovare qualche albero micorrizzato dal Boletus aereus.
IL PINO NERO (PINUS NIGRA)
Si tratta di un pino originario delle regioni montuose termofile del Mediterraneo, ma che sta diventando sempre più raro per mancanza di habitat naturale.
Oggi è ancora presente allo stato spontaneo soprattutto nel Carso, Carnia in poche altre zone del Veneto, nel Torinese e sporadiche zone termofile del Piemonte tra Biellese ed Alpi Marittime. Qua e là lo si può rinvenire anche nel Centro Italia, ma soprattutto su speroni rocciosi del Sud Italia ed Etna, anche se in questi luoghi con alcune varietà locali (endemismi) leggeremente differenti.
In generale però, in Italia è più comune come albero da rimboschimenti, che non come specie spontanea.
I PORCINI DEL PINO NERO E DEL PINO SILVESTRE SONO:
Boletus reticulatus/aestivalis, Boletus pinophilus e
B. edulis (raro e solo in Calabria-Sicilia, anche B. aereus)
L’ABETE BIANCO (ABIES ALBA)
Gli alberi dei funghi Porcini@funghimagazine – L’Abete bianco
Scopri tutto sull’ ►Abete Bianco.
Come riconoscerlo, dove vive e quali funghi vegetano in associazione con questo albero.
Questo albero è un buon produttore di Porcini Pinicola e Porcini edulis, più sporadicamente si possono trovare sotto quest’albero Porcini estatini ma, grazie ai recenti Cambiamenti Climatici, non è più impresa rara trovare Boletus reticulatus/aestivalis anche tra gli Abeti bianchi.
I PORCINI DELL’ABETE BIANCO SONO:
Boletus pinophilus, B. edulis, B. reticulatus
L’ABETE ROSSO (PICEA ABIES)
Gli alberi dei funghi Porcini@funghimagazine – L’Abete rosso
Scopri tutto sull’ ►Abete Rosso.
Come riconoscerlo, dove vive e quali funghi vegetano in associazione con questo albero.
► La presenza di Porcini Estatini (B. reticulatus/aestivalis) in associazione con l’Abete Rosso si può considerare del tutto marginale per via di esigenze termiche assai differenti. Tuttavia tra Abeti fuori areale, la presenza di questa specie di Boleto non è impossibile.
Il Porcino Estatino ama i boschi caldi, mentre l’Abete Rosso preferisce i boschi freddi. Tuttavia, in boschi artificiali di Abete Rosso, impropriamente impiantati (fuori areale naturale) in zone calde, soprattutto a seguito dei recenti cambiamenti climatici, è possibile trovare esemplari di B. reticulatus associati anche a quest’albero. Per questa ragione questa specie di Porcino è comunque presente nella rappresentazione grafica dei Porcini dell’Abete rosso.
IL PINO STROBO (PINUS STROBUS) & L’ABETE DI DOUGLAS – DOUGLASIA – (PSEUDOTSUGA MENZIESII)
Gli alberi dei funghi Porcini@funghimagazine.it – il Pino Strobo e l’Abete di Douglas
Si tratta di due conifere originarie del Nord Americana, perciò non autoctone in Italia.
Oggi di entrambe le specie, si iniziano a trovare nei nostri boschi alberi cresciuti spontaneamente da seme e che stanno anche iniziando a creare perfette simbiosi micorriziche con i funghi Porcini. Soprattutto il Pino Strobo risulta essere ben produttivo, tanto tra esemplari radi, quanto in boschi esclusivi. Unica limitazione alla eventuale presenza di funghi Porcini tra questi due alberi è che, gli esemplari siano già adulti e producano già le pigne.
La presenza di funghi Porcini, sia tra il Pino Strobo che tra l’Abete di Douglas, è soggetta al microclima locale, necessariamente fresco-umido e mai caldo e siccitoso. In presenza di clima caldo mediterraneo, il Pino Strobo può ospitare anche il Porcino Estatino (B. reticulatus/aestivalis) mentre in presenza di clima fresco della Sila, anche il Porcino Rosso (B. pinophilus).
► Il Pino Strobo diventa un discreto produttore di funghi Porcini quando cessa il gran caldo estivo, aumentano i tassi d’umidità e le piogge si fanno più intense e frequenti, sufficienti a ben idratare gli spessi strati di lettiera di aghi, diversamente non idratabile-siccitosa.
► L’Abete di Douglas invece produce belle quantità di Porcini nella varietà B. edulis, non appena sopraggiungono i primi freddi veri, che bloccano le nascite di Porcini tra gli Abeti bianchi e i Porcini rossi di montagna.
Gli aghi del Pino Strobo sono molto lunghi e coriacei, formano spesse lettiere che necessitano di frequenti piogge fredde per potersi compattare, ossigenare, disgregare e consentire il proliferare dei Miceli. Di solito timide nascite (quasi esclusivamente di B. edulis), si possono avere già a inizio Autunno, in caso di frequenti piogge fredde, ma più propriamente, quest’albero diventa ben produttivo dopo metà Ottobre, a Novembre ed inizio Dicembre, in assenza di neve e gelo, soprattutto in Pianura Padana in boschi da rimboschimento.
L’Abete di Douglas è un albero che talvolta risulta pigramente simbionte in Italia. Diventa però sufficientemente produttivo a fine stagione, quando sopraggiungono i primi freddi pre-invernali. Può regalare funghi Porcini, principalmente B. edulis, marginalmente B. pinophilus, tra metà Ottobre e metà Dicembre, in assenza di neve e gelo mentre, con l’arrivo delle prime piogge fredde, ma non ancora del freddo vero, può regalare anche qualche sporadico Porcino estatino (B. reticulatus/aestivalis).
I PORCINI DEL PINO STROBO E ABETE DI DOUGLAS SONO:
B. edulis – in zone calde del Sud anche Boletus reticulatus, sulla Sila anche B. pinophilus
LE QUERCE (QUERCUS)
CERRO (Q. CERRIS), FARNIA (Q. ROBUR), FARNETTO (Q. FRAINETTO), FRAGNO (Q. TROIANA), GUSSONE (Q. GUSSONEI), LECCIO (Q. ILEX), ROVERE (Q. PETRAE), ROVERELLA (Q. PUBESCENS), SPINOSA (Q. COCCIFERA), SUGHERA (Q. SUBER) ► tutte queste specie di Quercia/Quercus sono ampiamente descritte nel nostro articolo → LE QUERCE D’ITALIA.
SCOPRI ► tutte le varietà di Querce presenti in Italia.
Le Querce appena elencate sono le varietà autoctone presenti in Italia, che possono normalmente associarsi ai funghi Porcini con i quali creano simbiosi micorrizica.
Esistono anche alcune varietà non autoctone che spesso vengono introdotte quali alberi da legname, ornamentali o da riforestazione. Una tra tutte è la Quercia Rossa o Quercia Canadese (Quercus rubra) che nel Nord Italia si è naturalizzata al punto da diventare una infestante di alcuni boschi del Piemonte, Lombardia e Veneto. Dove la Quercia Rossa si è naturalizzata e gli esemplari sono nati da seme, è possibile trovarvi associati grandi Porcini Estatini, poi in tardo autunno anche Boletus edulis, diversamente in boschi da selvicoltura, soprattutto dove il sottobosco viene arato-concimato, quest’albero risulta del tutto privo di micorrizzazioni con i Porcini.
Roverella (Q. pubescens), Leccio (Q. ilex) e Sughera (Q. suber) sono i tre alberi che prediligono lasciarsi micorrizzare dai Porcini Neri / Bronzini (B. aereus), anche se la micorrizzazione con Boletus reticulatus/aestivalis è altrettanto comune, più rare le micorrizazioni con B. edulis, in genere le fruttificazioni di B. edulis nei Lecci si verificano sempre a fine autunno e nella stagione invernale, se priva di gelo e neve.
► Incostante la presenza di B. edulis nei boschi di Quercia. Alcuni boschi tuttavia, soprattutto se a base di Rovere e/o Cerro sono in grado di generare grandi buttate di Boletus edulis con l’arrivo delle prime piogge fredde e temperature decisamente più autunnali.
Le Querce sono alberi che possono vegetare fino in bassa montagna al Nord e fino in media montagna al Sud. Di solito queste piante sono poco produttive se si trovano sui freschi monti, sono invece produttive o persino assai produttive se si trovano tra la medio-bassa collina ed il piano. In alta Pianura Padana si possono trovare spesso i Porcini edulis in savane poco boschive, ma la micorriza sembra avvenire più frequentemente se le Querce sono associate ad erbe alte, Brugo/eriche, Betulle e Pioppo Tremulo.
In boschi esclusivi di Querce miste o misti con anche Ornielli e Castagni è possibile rinvenire in contemporanea 3 varietà di funghi Porcini: Boletus aereus, B. reticulatus e B. edulis.
Risultano rare le zone d’Italia in cui è possibile fare buoni ritrovamenti di Porcini Pinicola (Boletus pinophilus) nei boschi di Quercia ma, raro non significa impossibile. Conosciamo personalmente alcuni ottimi spot, piccoli boschi che, con le piogge giuste e temperature decisamente non troppo elevate, sono in grado di produrre buone quantità di Porcini Pinicola (Porcini Rossi), anche nel cuore di una fresca estate, ma molto meglio in autunno.
I PORCINI DEGLI ALBERI DEL GENERE QUERCIA SONO:
B. reticulatus, B. aereus, B. edulis, sporadico ma possibile anche B. pinophilus
QUERCIA DA SUGHERO e LECCIO ospitano solamente: B. aereus e B. reticulatus, sporadicamente possono essere micorrizati anche da B. edulis, con fruttificazioni in periodi invernali
IL CARPINO (CARPINUS BETULUS & OSTRYA CARPINIFOLIA)
Gli alberi dei funghi Porcini@funghimagazine – Il Carpino
Scopri tutto sul ► Carpino Bianco (Carpinus betulus).
Come riconoscerlo, dove vive e quali funghi vegetano in associazione con questo albero.
Il Carpino Nero (Ostrya carpinifolia) non è presente, allo stato selvatico, in Pianura Padana e in molte zone alpine. La sua guida monotematica è in fase di preparazione.
Il Carpino è un ottimo albero da funghi Porcini. Ottimo soprattutto quando si trova all’interno di boschi umidi, meglio se caldo-umidi. A partire dai primi miti tepori primaverili è in grado di supportare nascite di Porcini Estatini (B. reticulatus/aestivalis), poi a partire dai primi caldi estivi, normalmente tra fine giugno e metà luglio, prima che il caldo diventi rovente, può supportare anche buone nascite di Porcini Neri (B. aereus), infine solo in periodi autunnali ancora caldi nuove nascite di Porcini Estatini, se invece fa già sufficientemente fresco o freddo, anche Porcini Chiari Autunnali (B. edulis).
Non abbiamo riscontri di ritrovamenti di Porcini Rossi (B. pinophilus) tra i Carpini.
I PORCINI DEI CARPINI SONO:
Boletus reticulatus, B. aereus, poco frequente B. edulis
BETULLE (BETULA) & PIOPPO TREMULO (POPULUS TREMULA)
Gli alberi dei funghi Porcini@funghimagazine – La Betulla
Sono ben 40 le specie di Betulla originarie dell’Emisfero Boreale. In Italia la specie più comune è la Betula pendula, sinonimo Betula verrucosa, seguita dalla Betulla pelosa delle torbiere (Betula pubescens).
► Sono molti i cercatori di funghi che non sanno che le Betulle, ma anche il Pioppo Tremulo, sono ottimi alberi simbionti dei funghi Porcini.
La micorriza avviene sia su esemplari isolati che in boschi fitti puri o in associazione con altri alberi micorrizici dei funghi Porcini. Le Betulle creano abitudinariamente simbiosi radicale con altri alberi e le associazioni più comuni sono con il Pioppo Tremulo, con il Castagno, il Faggio, il Sorbo degli Uccellatori e Sorbo Montano e gli Abeti: A. Rosso, A. Bianco.
► Una curiosità: le micorrize dei funghi Porcini vanno in competizione con quelle dei Leccini, perciò spesso, la presenza di un fungo può escludere la presenza dell’altro.
► Nell’illustrazione non abbiamo riportato il Porcino rosso quale specie simbionte di Betulle e Pioppo Tremulo, tuttavia, soprattutto la Betulla è facilmente micorrizabile dal Porcino rosso-Pinicola, soprattutto in presenza di clima fresco-umido, sulle Alpi, a fine stagione autunnale.
I PORCINI DELLE BETULLE E PIOPPO TREMULO SONO:
Boletus reticulatus, B. edulis, B. Pinophilus (non comune ma possibile)
I TIGLI (TILIA CORDATA & T. PLATYPHYLLOS / EUROPEA)
Gli alberi dei funghi Porcini@funghimagazine.it – Il Tiglio
Scopri tutto sul ► Tiglio con le sue 2 varietà italiane.
Come riconoscerlo, dove vive e quali funghi vegetano in associazione con questo albero.
Per molti cercatori di funghi è difficile saper distinguere un Tiglio selvatico (Tilia cordata) da un Tiglio nostrano (T. europea). Sappi però che il Tiglio selvatico ha foglie a forma di cuore più piccole rispetto alla varietà nostrana, più lucide e coriacee. Tutti i Tigli utilizzati nei viali, parchi e giardini sono non selvatici e di tipo europeo o Nord Americani (T. americana).
Come per tutti gli alberi non autoctoni, la micorrizzazione con i funghi Porcini avviene solo su esemplari nati da seme, spontaneamente o provenienti da vivai.
Boletus reticulatus o Porcino Estatino, di norma creano simbiosi con i Tigli ad avvio stagione, già a primavera inoltrata per poi cessare di colpo con l’arrivo dei primi caldi estivi. Boletus edulis invece crea spesso simbiosi con i Tigli ad autunno inoltrato, quando torna a far freddo, prima dell’arrivo dei rigori invernali.
I PORCINI DEI TIGLI SONO:
Boletus reticulatus e B. edulis
NB: Le associazioni tra varie essenze nel bosco possono permette lo sviluppo di porcini diversi dagli abituali.
Ad esempio, in presenza di Faggio, i boschi primari di Abete Bianco possono generare anche Boletus reticulatus, in presenza di Pino silvestre i Faggi producono spesso Boletus pinophilus.
Ci sono anche piante minori (arbusti) che, anche se non simbionti con assoluta certezza, possono essere buoni indicatori di possibile presenza di Porcini.
GINEPRO
Gli alberi dei funghi Porcini@funghimagazine – Il Ginepro
► Anche il Ginepro è un buon simbionte dei funghi Porcini. É una pianta che si adatta a vari climi e ambienti, la si può trovare infatti dalle coste ai monti, sia in ambienti caldo-umidi mediterranei, che in ambienti caldi termofili e pure in habitat freschi o freddi di collina e bassa mantagna.
Scopri le ► varietà di Ginepro presenti in Italia.
Come riconoscerlo, dove vive e quali funghi vegetano in associazione con questo albero.
Il Ginepro può ospitare Porcini Neri (Boletus aereus) quasi esclusivamente tra i Litorali e la Macchia / Bosco Mediterraneo o nel bosco termofilo. Meno frequenti ma presenti anche Porcini estatini, soprattutto nei boschi termofili.
In ambienti montani invece, il Ginepro comune può ospitare Boletus edulis e Boletus pinophilus. L’associazione tra Ginepro comune e Porcino rosso (B. Pinophilus) è più probabile in boschi misti con altre essenze tipiche quali il Castagno, ciò accade soprattuto nei boschi mesofili collinari, con nascite di Porcini rossi relegate quasi esclusivamente ai periodi autunnali.
I FUNGHI DEL GINEPRO SONO:
B. aereus, B. reticulatus, B. pinophilus, B. edulis
Porcini e Arbusti minori, sentinella o spia:
I funghi Porcini molto spesso si possono rinvenire anche in associazione con alcuni cespugli, arbusti, erbe, la cui simbiosi non sempre è stata accertata, ma che si può dedurre dalla frequenza di ritrovamenti di funghi Porcini in prossimità, vicinanza o a ridosso di alcuni di questi. Di seguito la descrizione delle specie vegetali che frequentemente si associano alle quattro specie di Boletus.
IL BOLETUS AEREUS
Pur non avendo la certezza dell’avvenuta micorrizzazione, il Porcino Nero/B. aereus è spesso associato a qualunque arbusto tipico della Macchia Mediterranea ovvero:
- Alloro,
- Cisto,
- Erica Arborea,
- Euforbia Arborea,
- Ginepro Rosso,
- Lentisco,
- Ginestra Odorosa o Spinosa,
- Pungitopo,
- Rosmarino,
- ma i due arbusti preferiti sono senza dubbio l’Orniello ed il Corbezzolo.
- Erica scoparia (albero della scopa)
IL BOLETUS RETICULATUS / AESTIVALIS
Sottobosco con:
- Erba Lucciola (Luzola nivea),
- Erica arborea,
- Erica vagans,
- Ginepro,
- Nocciolo,
- Mirtillo,
- Rododendro.
(Leggi anche: A caccia dei primi Porcini primaverili)
IL BOLETUS EDULIS
Sottobosco con:
- Mirtillo (Mirtillo nero) (Vaccinium myrtillus),
- Mirtillo rosso o Uva di monte (Vaccinium vitis-idea),
- Uva ursina (Arctostaphylos uva-ursi),
- Corbezzolo alpino (Arctostaphylos alpina),
- varie specie di Erica ed il Brugo (Calluna vulgaris),
- Rododendro sia selvatico (R. irsutum o R. ferrugineum) che quello ornamentale del Nepal, Nord America, Cina e Giappone purché nati da seme,
- Muschio,
- Salice alpino (Salix alpina Scop.).
Il Boletus edulis si associa sempre anche ai Sorbi selvatici, sia nella varietà Sorbus aucuparia o Sorbo degli uccellatori che nella varità Sorbus aria o Sorbo montano.
Nelle zone prealpine, i recenti cambiamenti climatici rendono sempre più possibile l’associazione tra Porcino edulis e Rovo da more (Rufus ulmifolius), grazie alla capacità del Rovo di resistere alla temporanea siccità.
► In area alpina, tra prati e pascoli, in piena estate, è abbasanza comune trovare Porcini edulis nei prati, al confine con boschi o boschetti, anche in prossimità di piante isolate e, molto spesso anche in pieno prato. Di solito le migliori fruttificazioni dei Boletus edulis avvengono in piena estate, quando le temperature di bassa quota si fanno più roventi e domina aria calda africana con siccità. In questi casi, là dove in alta quota si realizzano temperature massime prossime ai 18/22°C, questi Porcini possono fruttificare anche molto oltre il limite della vegetazione arborea, perciò anche oltre i 2.000 metri, se sono presenti gli arbusti tipici di questi areali alpini.
BOLETUS PINOPHILUS
Sottobosco o prati con:
ORNIELLO (Fraxinus ornus)
L’Orniello (o Frassino della Manna), è una pianta che in pochi conoscono. Quasi certamente avranno già visto questo alberello in boschi radi o rocciosi inospitali per altre specie arboree.
E’ un albero tipico degli ambienti mediterranei che, dal 1980 in poi, ha iniziato a colonizzare anche i boschi radi a nord dell’Appennino, spingendosi ben oltre all’Emilia-Pavese e basso Piemonte. Oggi è ben presente anche in alto Piemonte e Prealpi Lombardo-Venete.
L’orniello è un alberello o albero che può essere facilmente micorrizato dalle specie di Boleti tipicamente mediterranei e, a seconda del substrato su cui cresce, può ospitare funghi termofili anche tipici dei suoli calcarei. Su suoli acidi, ospita: Boletus edulis in stagione tardo autunnale-invernale, Boletus reticulatus sin dalla primavera, e Boletus aereus in piena estate e, al Centro-Sud in zone litoranee fin tanto che le foglie non sono del tutto cadute, anche in inverno.
Puoi approfondire la conoscenza di questa pianta leggendo il nostro apposito articolo > Orniello / Fraxinus ornus.
I SORBI – SORBO DEGLI UCCELLATORI E SORBO MONTANO
I Sorbi spontanei d’Italia sono buoni simbionti dei Porcini.
Si tratta di piante che di solito prediligono gli orizzonti montani, quindi i climi temperati-umidi, temperati-freschi, di montagna e persino alpini.
Il Sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia) è facilmente riconoscibile per le sue infruttescenze che sono ombrelli con molti frutti di colore arancio-rossiccio-
Il Sorbo montano (Sorbus aria) si riconosce facilmente per le sue foglie coriacee seghettate, il cui colore è di un verde scuro sulla superficie superiore, bianco-grigiastro sulla superficie inferiore, anche leggermente tomentosa (con finissima peluria). Produce bacche rosse, vagamente simili a quelle della rosa canina, raggruppate in simil-grappoli.
Entrambe le piante sono buone simbionti dei Porcini, in particolar modo di: Boletus edulis e Boletus reticulatus. Meno comune, ma non rara, l’associazione con Boletus pinophilus.
LINK UTILI
GLI ALBERI CENSITI DA FUNGHIMAGAZINE E AMBIENTI BOSCHIVI ITALIANI
GLI ALBERI DEI FUNGHI
GLI ECOSISTEMI BOSCHIVI
LE SPECIE VEGETALI ALIENE
Last Updated on 25/02/2026 by Redazione FM

























