Boletus pinophilus o pinicola, Il Porcino rosso

Boletus pinophilus Porcino rosso Pinicola
Boletus pinophilus Porcino rosso Pinicola
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Boletus pinophilus Pilát & Dermek 1973

Boletus pinophilus scheda illustrativa
Boletus pinophilus scheda illustrativa

DESCRIZIONE SOMMARIA

Qual è il colore prevalente?

Nell’arcobaleno dei funghi: → Rosso bruno-vinoso, rosso mattone-vino. Gambo da bianco a ocra-rossastro.

Come riconoscere al volo Boletus pinophilus?

Ho trovato un fungo Porcino con il cappello rossiccio-vinoso invece che marrone. È normale? Si tratta comunque di un Porcino o di altra specie?

Sì, è perfettamente normale! Boletus pinophilus, comunemente detto Porcino Pinicola o Porcino Rosso, è un Porcino vero e proprio, appartenente al genere Boletus, che in Italia include 4 specie principali. B. aereus o Porcino Nero, B. edulis o Porcino Chiaro Autunnale, B. reticulatus/aestivalis o Porcino Estivo/Estatino e appuno il B. pinophilus. É commestibile e pregiato proprio come gli altri Porcini e si riconosce al volo grazie alle colorazioni rossicce del suo cappello.

Sinonimi obsoleti1:

Boletus aestivalis var. pinicola(Vittad.) Sacc., in Saccardo & Traverso, Syll. fung. (Abellini)  (1910)
Boletus edulis f. pinicola(Vittad.)
Vassilkov, C. r. Soc. Phys. Hist. nat. Genève (1966)
Boletus edulis var. pinicolaVittad.,
Descr. fung. mang. Italia (1835)
Boletus pinicola(Vittad.)
A. Venturi, I Miceti dell’Agro Bresciano (1863)
Boletus pinicola(Vittad.)
Rea, Brit. basidiomyc. (Cambridge) (1922)
Boletus pinophilus f. frondosophilus
Klofac & Krisai, Öst. Z. Pilzk. (2018)
Boletus pinophilus f. fuscoruber(Forq.)
Estadès & Lannoy, Docums Mycol.31(no. 121) (2001)
Boletus pinophilus var. fuscoruber(Forq.)
Cetto, Enzyklopädie der Pilze, Band 1: Leistlinge, Korallen, Porlinge, Röhrlinge, Kremplinge u.a. (München) (1987)
Boletus pinophilus var. viridicaerulescens
Estadès & Lannoy, Docums Mycol.31(no. 121) (2001)
Dictyopus edulis var. fuscoruber Forq.,
C. r. Assoc. Franç. Avancem. Sci. 18(2) (1890) [1889]

Boletus pinophilus Pilát & Dermek 1973

Divisione: Basidiomycota
Classe: Basidiomycetes
Ordine: Boletales
Famiglia: Boletaceae
Genere: Boletus
Specie: Pinophilus (Boletus pinophilus)
Nome comune: Porcino rosso, Porcino Pinicola, Porcino dei Pini
Nomi obsoleti: Boletus pinicola, Boletus edulis f. pinicola, Boletus edulis var. pinicola
Tipo nutrimento: Simbionte-micorrizico
Periodo vegetativo: Primaverile e tardo autunnale
Commestibilità o Tossicità: OTTIMO COMMESTIBILE ⭐⭐⭐⭐⭐

🇮🇹 Nomi comuni italiani

Il Boletus pinophilus è un fungo piuttosto comune nel Nord Italia, dove trova habitat ideali grazie alla vegetazione, mentre è decisamente meno diffuso nel Centro e Sud, ad eccezione di alcune aree specifiche.

I suoi nomi comuni più diffusi sono Porcino Rosso e Porcino Pinicola, quest’ultimo ripreso da un antico epiteto. Viene anche chiamato Porcino dei Pini o Porcino di Pineta, in riferimento al suo habitat tipico. Negli ultimi anni, tra gli appassionati di funghi è noto anche come Porcino del freddo”, poiché fruttifica spesso con temperature più basse rispetto agli altri Porcini.

In alcune zone del Piemonte settentrionale e dell’Alta Lombardia, viene erroneamente chiamato Porcino Nero a causa delle tonalità scure, talvolta violacee, del cappello. Tuttavia, questa denominazione è correttamente attribuita al Boletus aereus.

Nel Tirolo e in Alto Adige, è conosciuto come “Roter Steinpilz” (letteralmente “fungo rosso duro come pietra”), un nome che sottolinea sia la sua colorazione sia la straordinaria compattezza della carne.

Tra i nomi dialettali e locali, spiccano: “Bertone” in Liguria, “Brisa rossa” o “Rigorsella” in Veneto, “Vermalin” nel basso Piemonte

Nel Meridione, il Boletus pinophilus è presente solo in alcune aree della Calabria e della Sicilia, uniche regioni del Sud con habitat adatti, poiché la specie non ama i suoli calcarei. Qui assume nomi particolari: in Calabria, è chiamato “Zappinaru” o “Funciu o Cozza di Pino”, in Sicilia, è noto come “Porcinu du Sciaru”.


🗣 Etimologia

L’epiteto Boletus ha origine controversa. Deriva dal latino bōlētus, a sua volta ripreso dal greco βωλήτης (bolétēs), un termine usato per indicare alcuni funghi. L’etimologia di βωλήτης non è del tutto chiara e si divide in due interpretazioni principali:

  1. Dal greco βῶλος (bólos) con il significato di gleba, zolla, suolo, facendo riferimento al substrato di crescita dei funghi.
  2. Dal greco βῶλος (bólos) con il significato di “sfera”, poiché il giovane cappello della maggior parte dei Boletus è inizialmente globoso.

Secondo altri autori, il termine Boletus deriverebbe invece da bolites, nome con cui i Romani indicavano inizialmente i migliori funghi eduli, riferendosi in origine agli ovoli (Amanita caesarea), ma successivamente esteso anche ai Porcini.

L’epiteto pinophilus, invece, è di origine latina moderna e significa “amante dei pini” (pīnus = pino, philus = amante, dal greco φίλος). Questo nome riflette il suo habitat tipico, caratterizzato da boschi di conifere, in particolare pinete e ambienti con presenza di pini.

🌟🔥 Su alcuni vecchi manuali di micologia, Boletus pinophilus è ancora classificato con un epiteto ormai obsoleto, Boletus fuscoruber. Sebbene questa denominazione non sia più valida, si può ancora trovare in stampe e ristampe di vecchi libri sui funghi, dove talvolta è riportata come Boletus pinophilus f. fuscoruber o Boletus pinophilus var. fuscoruber. Un esempio di questa nomenclatura si trova nel volume I funghi di montagna di Roberto Thieme (E. Grossi, Domodossola, 2000).

Secondo alcuni anziani micologi, B. fuscoruber si distinguerebbe da B. pinophilus principalmente per l’habitat e alcune caratteristiche morfologiche. In particolare:

    • Crescerebbe in faggete e castagneti, anziché nelle classiche pinete preferite da B. pinophilus.
    • Il gambo sarebbe privo di reticolo e completamente bianco, anche a maturità, con solo lievi sfumature rossicce.
    • Al contrario, B. pinophilus sviluppa presto una colorazione bruno-rossiccia nel gambo, che tende a scurirsi con l’età.

Nonostante queste presunte differenze, la classificazione di B. fuscoruber come specie o varietà distinta non è più riconosciuta in ambito scientifico.

🈂 Nomi internazionali e traduzioni di Boletus pinophilus

La maggior parte dei nomi comuni internazionali riprende il nome scientifico di questa specie, storicamente ritenuta legata ai pini. Vediamo nel dettaglio alcune traduzioni:

English Pine bolete, Pinewood king bolete
Porcino dei pini, Re dei porcini di pineta
čeština Hřib borový
Porcino dei pini
Deutsch Kiefern-Steinpilz, Rothütiger Steinpilz
Porcino dei pini, Porcino dal cappello rossastro
español Boleto pinícola
Porcino pinicolo
français Cèpe des pins, Bolet pinicole
Porcino dei pini, Porcino pinicolo
magyar Vörösbarna vargánya
Porcino rosso-bruno
Nederlands Denne-eekhoorntjesbrood
Pane degli scoiattoli del pino
norsk Rødbrun steinsopp
Porcino rosso-bruno
polski Borowik sosnowy
Porcino del pino
română Hrib de pin
Porcino del pino
suomi Männynherkkutatti
Porcino del pino
svenska Rödbrun stensopp
Porcino rosso-bruno

Queste traduzioni evidenziano come in molte lingue Boletus pinophilus venga associato ai pini e alla sua colorazione rossiccia-brunastra.


🌍 LA DISTRIBUZIONE di BOLETUS PINOPHILUS

Distribuzione globale del Porcino Rosso-Pinicola, il Porcino del freddo

Il Porcino Rosso-Pinicola o Boleto del Freddo è un fungo Porcino legato ai climi temperati e moderatamente freddi, con una preferenza per ambienti freschi e umidi. A differenza di Boletus edulis, che ha una distribuzione più ampia e si adatta a una varietà di ambienti, il B. pinophilus è più selettivo nei suoi habitat, prediligendo boschi di conifere o faggete con suoli tendenzialmente acidi o neutri.

Distribuzione geografica

Europa

È ampiamente diffuso in Europa centrale e settentrionale, con una maggiore presenza nelle pinete boreali e nelle foreste montane. È comune in Scandinavia, nei paesi baltici, in Germania, Polonia e nelle zone alpine, dove si rinviene frequentemente tra spessi strati di muschio, dal quale emergono appena gli apici dei cappelli, all’interno di pinete.

Italia

È particolarmente diffuso nel Nord Italia, con una presenza significativa nelle Alpi e Prealpi occidentali, comprese le Alpi Marittime e l’Appennino Ligure. La sua distribuzione si estende fino all’Appennino settentrionale, specialmente nella zona di confine tra Liguria, Toscana ed Emilia-Romagna, dove in una vallata emiliana è stato persino riconosciuto con una IGP. È inoltre ben rappresentato nel Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Nel Centro Italia è più raro, mentre nel Sud è quasi assente, fatta eccezione per alcune aree montane che offrono condizioni climatiche e pedologiche favorevoli, come la Sila (Calabria) e l’Etna (Sicilia). Segnalazioni sporadiche provengono anche dal Gennargentu (Sardegna), dove alcuni lettori di Funghimagazine hanno riferito la sua presenza in annate particolarmente fresche e umide.

Asia

È segnalato in Russia, Siberia e alcune aree della Cina e del Giappone, sempre in ambienti caratterizzati da foreste di conifere.

Nord America

Alcune popolazioni simili sono state descritte, ma la sua presenza negli Stati Uniti e in Canada è meno documentata rispetto alle specie affini locali.

Nel 2008, nell’America Nordoccidentale, è stata riclassificata una specie di fungo precedentemente considerata una varietà di Boletus edulis, nota come Boletus edulis var. pinophilus. Dopo studi approfonditi, gli è stato attribuito un nuovo nome scientifico: Boletus rex-veris (D. Arora & Simonini, 2008).

Boletus pinophilus o pinicola – Boletus fuscoruber – Porcino rosso
↑ Boletus pinophilus, nella presunta varietà o forma fuscoruber, perciò dal gambo bianco, raccolti in bosco misto Faggio-Abete bianco in alta Valsesia – foto: Angelo Giovinazzo

🌲🌳HABITAT / ECOLOGIA2

L’HABITAT🌲🌳di Boletus pinophilus

L’habitat ideale per il Porcino Rosso, Porcino Pinicola, Porcino dei Pini 🌲🌳🌿🍂

Boletus pinophilus è un fungo simbionte micorrizico, che instaura associazioni benefiche con le radici di numerose specie arboree. La sua crescita è strettamente legata alla presenza di conifere, soprattutto pini, e alla composizione del suolo.

Vive principalmente in pinete pure o miste, dove è associato a pino silvestre (Pinus sylvestris),abete rosso (Picea abies) e abete bianco (Abies alba). Tuttavia, può trovarsi anche in boschi misti di conifere e latifoglie, specialmente nei misti con faggi e pini.

Nelle zone alpine è piuttosto comune anche nei boschi puri di faggio (Fagus sylvatica) e castagno (Castanea sativa), con fruttificazioni prevalentemente estive e di inizio autunno nei faggi, mentre nei castagneti fruttifica più tardi, in autunno avanzato. Non è poi insolito trovarlo anche nei boschi termofili con solo querce (per lo più rovere e cerro) a seguito di abbondanti piogge e con clima freddo autunnale.

Suolo e condizioni ambientali

🔹 Preferisce suoli acidi o debolmente acidi, tipici delle foreste montane, subalpine e delle aree sabbiose.
🔹 È più frequente nei terreni ben drenati e ricchi di humus, mentre evita i suoli calcarei e compatti-argillosi.
🔹 Cresce spesso tra strati di muschio, specialmente nelle pinete alpine e boreali, dove il cappello può rimanere parzialmente nascosto dal tappeto muschioso.

Clima e stagionalità

🍂🍄 Fruttifica con temperature fresche o fredde, preferibilmente in periodi caratterizzati da forti escursioni termiche tra il giorno e la notte. Lo abbiamo raccolto personalmente, anche in abbondanza, durante autunni in cui le temperature massime diurne raggiungevano ancora i 18-20°C, mentre le minime notturne scendevano vicino allo zero, con brina già presente nelle radure aperte e abbondante rugiada depositata sulle lettiere o tra i cespugli di brugo.
🍂🍄 Per questo motivo, tra gli appassionati è noto anche come “Boleto del Freddo”, poiché può comparire più tardi rispetto agli altri Porcini, o addirittura in stagioni in cui le temperature si abbassano rapidamente.
🍂🍄 Si sviluppa prevalentemente in primavera e in autunno, ma in ambienti montani freschi può fruttificare anche durante l’estate, a condizione che l’umidità sia sufficiente. La sua crescita è particolarmente favorita da lievi grandinate, che generano uno shock termico improvviso senza danneggiare le chiome e il sottobosco, ma provocando un abbassamento delle temperature ideale per la fruttificazione. Sulle Alpi settentrionali, questa specie può essere trovata anche in piena estate, nei boschi di soli abeti o di soli faggi, a patto che il suolo sia ben idratato da frequenti temporali freddi.

🍂🍄 In alcune aree alpine interne della Valle d’Aosta, alto Piemonte, alta Lombardia, Alto Adige-Tirolo, Carnia e Alpi Giulie, non è raro trovare Boletus pinophilus e Boletus edulis nel pieno dell’estate, nei pascoli alpini d’alta quota, oltre il limite della vegetazione arborea, fino a 2200-2600 metri. Qui possono associarsi a cespugli alpini come mirtillo, salice nano, uva ursina e altre specie nane, oppure a sporadici abeti che, deformati dalle intemperie, rimangono di piccole dimensioni. Questa è una caratteristica tipica degli alberi che crescono al limite superiore della vegetazione arborea, dove le condizioni estreme, come abbondanti nevicate, venti forti e gelo persistente, ne impediscono il pieno sviluppo.

📢 I membri della nostra Chat Telegram segnalano le prime nascite già a partire dal mese di maggio tra i colli delle Alpi Marittime e delle Alpi Cozie, con temperature massime attorno ai +20°C e minime sopra gli +5°C. In rari casi, può comparire anche a fine aprile, se il clima è particolarmente favorevole. A seguire, le fruttificazioni si estendono ai boschi di bassa montagna del Trentino e del Veneto.

In Calabria, invece, le prime fruttificazioni iniziano già in aprile in Sila, dove la neve si è sciolta da qualche settimana, diventando più diffuse tra Sila, Serre e Aspromonte in tarda primavera. A differenza del Nord, la crescita si interrompe in estate, per poi riprendere massicciamente in autunno, generalmente da settembre fino all’arrivo della prima neve.

Durante l’estate, le prime nascite vengono registrate in Trentino-Alto Adige, seguite dall’alta Lombardia e dal Piemonte. La crescita diventa più diffusa e abbondante dopo il periodo di Ferragosto, quando le condizioni di umidità e temperatura risultano più favorevoli alla fruttificazione.

Altitudine e distribuzione

🗻 In Italia è più comune tra 600 e 1.800 m di quota, con una maggiore diffusione nelle foreste montane e subalpine. Tuttavia, come segnalato dai membri della nostra Chat Telegram, in tardo autunno può comparire anche nei castagneti di bassa collina e nelle aree di alta Pianura Padana, dove siano presenti castagni e faggi a quote inferiori.
🗻 Può essere presente anche a quote inferiori in Nord Europa, dove il clima più freddo gli permette di adattarsi a zone meno elevate.
🗻 In alcune regioni, cresce anche nelle pinete costiere, purché vi siano suoli adatti e un clima sufficientemente umido.

In sintesi, il Porcino Rosso è un fungo adattato ai climi freschi, che trova il suo habitat ideale in pinete e boschi misti su suoli acidi, spesso tra muschi e lettiere ricche di sostanza organica, crescendo con temperature fresche e umide che favoriscono la sua fruttificazione. 🍂🌲🍄

🔎 SEGNI DISTINTIVI / CARATTERISTICHE

COME RICONOSCERE Boletus pinophilus2

📌 Cappello

Colore: Variabile dal rosso-bruno al vinoso, con tonalità che possono scurirsi o schiarirsi a seconda dell’umidità e dell’età del fungo. Nei giovani esemplari ha un aspetto vellutato, mentre nei più maturi tende a diventare liscio e leggermente untuoso.
Dimensioni: Generalmente tra 7 e 20 cm di diametro, ma può raggiungere anche 30 cm nei migliori esemplari.
Forma: Inizialmente convesso e globoso, poi più espanso e appianato con la maturazione.
Margine: Arrotondato nei giovani esemplari, più regolare negli adulti, talvolta leggermente ondulato.
Cuticola: Non separabile dalla carne, leggermente viscida in condizioni di elevata umidità.

📌 Imenoforo (tubuli e pori)

Tubuli: Lunghi, gialli nei giovani esemplari, poi oliva-verdastri a maturità.
Pori: Piccoli e tondeggianti, inizialmente giallo chiaro, poi giallo-oliva con l’invecchiamento. Non virano al tocco o solo debolmente.

📌 Gambo

Forma: Robusto, panciuto nei giovani, poi più allungato e cilindrico con la crescita.
Colore: Bianco-rosato nei giovani esemplari, con toni rossastri o brunastro-rossicci che si intensificano con l’età. La base può presentare sfumature più chiare.
Reticolo: Fine e evidente nella parte superiore, di colore biancastro o con sfumature rossicce. Nella parte inferiore del gambo, il reticolo diventa più sfumato o quasi assente.
Dimensioni: Generalmente 5-15 cm di altezza, con uno spessore che può superare 5 cm.

📌 Spore e microscopia

Colore delle spore: Bruno-olivastro in massa.
Dimensioni: 12-17 × 4,5-5,5 µm, fusiformi e lisce.
Caratteristiche microscopiche: Sporata abbondante, tipica dei Boletus, con spore allungate e lisce, prive di ornamentazioni evidenti.

Boletus pinophilus o pinicola – Boletus fuscoruber – Porcino rosso
Porcino Rosso o Pinicola delle valli del Torinese. Foto: Riccardo Spagnoli

 


ALCUNE CURIOSITA’⭐🌟🔥

Tozzo, massiccio, corposo e sodo

Boletus pinophilus è un fungo che può raggiungere pesi considerevoli: non è raro trovare esemplari oltre il chilogrammo, e in alcuni casi possono superare i 2 kg.
✔ Tra i funghi Porcini, è quello a più rapida crescita, se le condizioni climatiche sono particolarmente favorevoli.
✔ Molti cercatori riportano di aver trovato un esemplare adulto e di grandi dimensioni (ben oltre il mezzo chilo) solo due giorni dopo non aver visto nulla sotto la stessa pianta


La sua presenza nei boschi è sempre più imprevedibile

La distribuzione e diffusione di B. pinophilus sono sempre più influenzate dai cambiamenti climatici, rendendo le nascite molto variabili di anno in anno.
✔ A maggio compare in medio-bassa montagna, preferibilmente su versanti riparati dai venti freddi (Maestrale, Tramontana, Grecale, Levante).
✔ Tra giugno e luglio, la quota di crescita si alza fino al limite della vegetazione arborea, con fruttificazioni anche tra i prati ai margini dei boschi o nelle radure tra erbe e cespugli di mirtillo.
✔ Uno shock termico dovuto a nevicate tardive o grandinate può favorire nascite improvvise e abbondanti su piccoli territori.
✔ In piena estate, con lo zero termico oltre i 4.500 m, la sua crescita si interrompe quasi del tutto.
✔ Torna a fruttificare dopo Ferragosto, con l’arrivo dei primi temporali atlantici, abbassandosi progressivamente di quota.

📌 Curiosità: Nell’estate del 2020, una serie di grandinate sulle Alpi interne ha favorito nascite insolitamente abbondanti in molte località montane, come Valsesia, Ossola-VCO, Valtellina e Orobie.


🔥 Il legame con gli incendi boschivi

✔ In Piemonte si dice che il Porcino Rosso cresce solo in boschi che hanno subito almeno un incendio.
✔ Un tempo, gli incendi erano meno distruttivi: oggi, il clima sempre più arido e le piogge irregolari rendono gli incendi più devastanti e persistenti.
✔ Se la lettiera forestale rimane secca per mesi, l’incendio libera grandi quantità di monossido di carbonio e nitrati, alterando profondamente la fertilità del suolo.
✔ Dopo un incendio, un terreno troppo ricco di azoto favorisce una crescita esplosiva della vegetazione erbacea (effetto “giungla”), ma non delle radici superficiali e delle micorrize, impedendo quindi lo sviluppo dei funghi.

Nel testo “Nuovi Fondamenti di Micologia” di Angelo Rambelli, Marcella Pasqualetti e Antonella Bortoli, pubblicato da Jaca Book nel 1996, si affronta l’argomento dell’interazione tra nutrienti del suolo e sviluppo micorrizico. Il volume tratta in modo approfondito le dinamiche nutrizionali che influenzano le associazioni micorriziche.
Analogamente, “Micologia Moderna” di J.W. Deacon, edito da Edagricole, offre un aggiornamento sulle conoscenze riguardanti i funghi, inclusi gli aspetti ecologici e fisiologici delle micorrize. Anche in questo caso, il testo esamina le influenze dei nutrienti del suolo sulle interazioni fungine.
Lo studio “Le micorrize: aspetti eco-fisiologici e fitopatologici” disponibile su ResearchGate, discute come l’equilibrio dei nutrienti nel suolo, inclusi i livelli di azoto, possa influenzare lo sviluppo delle micorrize e delle piante ospiti.
In sintesi, un’elevata concentrazione di azoto nel suolo tende a favorire la crescita delle piante superiori, spesso a scapito dello sviluppo delle micorrize, poiché le piante in condizioni di abbondanza di nutrienti possono ridurre la loro dipendenza dalle associazioni micorriziche.

📌 Curiosità: I funghi nati dopo un incendio possono assorbire quantità eccessive di nitrati, con effetti negativi sulla qualità del raccolto.

Dopo un incendio, la decomposizione della materia organica e la mineralizzazione accelerata possono aumentare la disponibilità di nitrati nel suolo. Questo ambiente arricchito di azoto favorisce la crescita di specie vegetali pioniere e può influenzare anche la composizione delle comunità fungine. Alcuni funghi, noti come “pirofili”, sono adattati a colonizzare suoli post-incendio e possono accumulare elevate concentrazioni di nitrati.
Tuttavia, l’assorbimento eccessivo di nitrati da parte dei funghi può avere implicazioni sulla loro qualità, soprattutto per le specie commestibili. Elevati livelli di nitrati nei funghi possono rappresentare un rischio per la salute umana, poiché i nitrati possono essere convertiti in nitriti e successivamente in nitrosammine, composti potenzialmente cancerogeni. Pertanto, è consigliabile prestare attenzione al consumo di funghi raccolti in aree recentemente colpite da incendi, considerando la possibilità di un accumulo eccessivo di nitrati nei loro tessuti.
In sintesi, sebbene i funghi svolgano un ruolo cruciale nella rigenerazione degli ecosistemi post-incendio, è importante essere consapevoli delle potenziali implicazioni per la salute legate al loro consumo in tali contesti.
Ad esempio, il “Quaderno Natura e Biodiversità Funghi n. 18-2022” dell’ISPRA discute l’accumulo di radionuclidi nei funghi, evidenziando come alcune specie possano assorbire elevate concentrazioni di questi elementi, con possibili implicazioni per la salute umana. Sebbene non vi siano studi specifici sull’accumulo di nitrati nei funghi dopo un incendio, è noto che gli incendi influenzano la composizione del suolo, aumentando la disponibilità di nutrienti come l’azoto. Questo potrebbe teoricamente portare a un maggiore assorbimento di nitrati da parte dei funghi che colonizzano aree post-incendio.


🌍 L’habitat ideale

B. pinophilus predilige suoli molto scuri, umidi e scoperti dalla lettiera, soprattutto in pinete su terreni acidi o neutri.
✔ Può crescere su suoli ghiaiosi, tra fenditure umide di rocce granitiche, o nelle zone coperte da muschio e radici superficiali.
✔ È comune tra cespugli di mirtillo o brugo (falsa Erica), specialmente tra Piemonte e Lombardia, dove si trovano esemplari di grandi dimensioni nascosti tra la vegetazione a margine del bosco.
✔ I suoli ricchi di carbonio risultano tra i più produttivi per questo fungo.

📌 Curiosità: Alcuni cercatori, riportano di non aver trovato nessun fungo sotto alla ‘pianta buona‘, ma tornati sul posto dopo due soli giorni, di aver trovato un esemplare già adulto, con barba verdastra e di grandi dimensioni, comunque ben oltre il mezzo chilo, sviluppatosi quindi assai rapidamente.

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🍄 Porcini Rossi in Italia: dove trovarli

Piemonte – Ticino – Liguria

Nel Piemonte occidentale, le valli del Pinerolese e le Valli Valdesi sono tra le prime a offrire nascite di Boletus pinophilus già da inizio maggio, grazie al clima favorevole. Le valli al confine tra Cuneese e Torinese sono particolarmente vocate, ma la distribuzione dipende sempre dalla piovosità e dalle temperature.

Il fungo è presente anche nel Cuneese montano occidentale, seppur meno abbondante rispetto ad altre zone, mentre risulta più frequente nelle alte valli liguri del Tanaro e della Bormida.

Più a nord, si trova nelle colline al confine tra Torino e Biella, dalla Serra di Ivrea alle alture di Quincinetto, Andrate e Mombarone di Graglia. Nel Biellese montano è meno comune, ma più frequente nelle colline orientali e lungo la bassa Valsesia, con picchi di crescita in tardo autunno.

In Val Grande, valli laterali e attorno a Scopello, il fungo è presente ma non particolarmente abbondante. Diventa invece più frequente nel Verbano-Cusio-Ossola, soprattutto nei boschi freschi dell’Ossola e nelle vicine pinete svizzere della Val Maggia, Verzasca, Isorno e Melezza.

In Liguria, Boletus pinophilus è noto per le sue fruttificazioni abbondanti ed è spesso chiamato localmente “Bertone”. Le migliori nascite si registrano nelle alte valli dell’Imperiese, del Savonese e del Genovesato, in particolare nelle zone di alto Bormida, alto Orba, alto Scrivia, alto Stura, alto Trebbia, Aveto-Borzonasca e alto Vara.


Lombardia

Come nell’alto Piemonte, anche in Lombardia le migliori nascite si verificano nelle zone più fresche del nord. Ottimi ambienti di crescita sono le abetaie della Valtellina, specialmente sui versanti settentrionali delle Orobie e nelle aree di confine con il Trentino-Alto Adige.

Nell’alta Val Brembana, le foreste di Foppolo e Roncobello sono particolarmente vocate, così come le faggete e abetaie delle Orobie e delle Prealpi lombarde, con una predilezione per le valli bergamasche.

In tardo autunno, discreti ritrovamenti si verificano nell’alto Oltrepò Pavese, in particolare nelle abetaie del Monte Penice.


Emilia-Romagna

Meno abbondante rispetto al Torinese e all’Appennino Ligure occidentale, il Boletus pinophilus compare in primavera, dopo lo scioglimento della neve, ma le migliori nascite si verificano in tardo autunno, prima della caduta definitiva delle foglie.

Le zone più vocate sono l’alta valle del fiume Taro (Borgo Val di Taro, Albareto) e del Ceno (Varsi, Bardi). Buoni ritrovamenti si fanno anche nelle alte valli di Trebbia, Nure, Arda, Enza, Secchia, Panaro e Reno, con una presenza più sporadica in Romagna.


Triveneto

Tra le aree migliori per il Porcino Rosso spiccano le foreste di abete del Trentino-Alto Adige, dove il fungo compare già a primavera, appena la neve si scioglie.

L’abetaia della Val di Fiemme e l’Altopiano dello Sciliar sono celebri per le loro abbondanti fruttificazioni sia in primavera che in autunno.

Ottimi ambienti di crescita si trovano anche nelle foreste di pino e abete della Val Badia, Valle Aurina, Meranese, Stelvio, Cevedale, Adamello e Tovel-Molveno.

Nel Veneto e Friuli Venezia Giulia, il fungo è ben presente sulle Dolomiti, nelle Alpi Carniche e Giulie e nelle Prealpi Giulie.

Nel 2019, la scarsa piovosità ha penalizzato le nascite in molte zone del Trentino-Alto Adige e Tirolo.


Toscana

Inizia a comparire già nella Valle del Vara e del Magra, tra Liguria e Toscana, con le migliori fruttificazioni nelle faggete rispetto ai castagneti, che entrano in produzione solo a fine autunno.

Presente anche in Garfagnana e sull’Abetone, così come nel Parco del Corno alle Scale (Emilia-Romagna), con estensioni verso San Marcello Pistoiese e il Mugello.

Più raro sull’Appennino Umbro-Marchigiano, e sporadico sull’Amiata.


Centro e Sud Italia

Nel Centro-Sud, il Boletus pinophilus è poco diffuso. La sua assenza è legata tanto ai suoli, quanto al clima:

  • In inverno, l’Appennino centro-meridionale accumula spesse coltri nevose, che si sciolgono solo a giugno inoltrato, facendo perdere il periodo ottimale per la nascita primaverile.
  • In autunno, il caldo si attarda a lungo e, quando arriva il freddo, è spesso improvviso, con nevicate precoci che bloccano la fruttificazione.

Nel 2019, un ottobre eccezionalmente mite ha favorito abbondanti nascite di B. pinophilus nel Nord Italia.


Lazio – Abruzzo – Calabria

Le regioni meridionali più vocate sono:

  • Lazio e Abruzzo, soprattutto nell’alto Reatino e sui Monti della Laga (più marginalmente sulla Maiella).
  • Calabria, dove il fungo è poco presente sul Pollino, più abbondante sulla Cantena Costiera-Orsomarso, Sila, Serre e Aspromonte.

In primavera, le prime nascite si verificano tra maggio e giugno, quando la neve si è sciolta nelle pinete esposte al sole. Le migliori fruttificazioni avvengono in autunno, in assenza di nevicate precoci.


🔎 Un fungo fedele alla sua pianta

Il Porcino Rosso è uno dei funghi più fedeli alle proprie piante simbionti. A differenza di altri Boletus, che possono fruttificare su una vasta rete micorrizica, il B. pinophilus tende a ricomparire nello stesso punto anno dopo anno.

📌 Se trovi un Porcino Rosso in un punto del bosco, memorizzalo: è molto probabile che negli anni successivi troverai altri funghi della stessa forma e dimensione nello stesso posto.

La nascita si sposta raramente di più di qualche decimetro, e solo in casi eccezionali di qualche metro.



🍽 COMMESTIBILITA’

🍽️ Qualità gastronomiche di Boletus pinophilus

Il Porcino Rosso / Pinicola è, tra le quattro specie di funghi Porcini, quella meno profumata da fresco. Tuttavia, secondo l’opinione di molti cercatori esperti, il suo aroma si esalta notevolmente durante l’essiccazione.

Grazie alla sua consistenza compatta e soda, tiene meglio la cottura rispetto a Boletus edulis, risultando meno molle e viscido, adatto perciò per essere conservato sottolio.

🛑 Porcini crudi: attenzione!

Mangiare Porcini crudi è come mangiare carta con profumo di fungo: la consistenza è poco gradevole e il nostro stomaco non è attrezzato per digerirli correttamente. Anche se il gambo giovane, duro e compatto, si presta al consumo crudo, si sconsiglia di mangiare funghi Porcini crudi più di due volte l’anno e solo in modeste quantità, poiché contengono chitina, una sostanza che il nostro sistema digestivo fatica a scomporre.

Il Porcino Rosso è un ottimo commestibile da cotto, ideale sia per l’essiccazione che per il congelamento.

Per approfondire la commestibilità dei funghi Porcini, si consiglia la lettura della guida della Regione Piemonte sulla commestibilità dei funghi è intitolata “Guida ragionata alla commestibilità dei funghi”. Gli autori sono Nicola Sitta, Paolo Davoli, Marco Floriani ed Edoardo Suriano. La pubblicazione è stata curata dalla Regione Piemonte nel settembre 20213.

Porcino rosso pinicola tagliato a cubetti
Porcino Rosso/Pinicola pronto per esser cucinato, con la sua carne bianca e compatta

 

🔍 Specie simili a 🍄 Boletus pinophilus

🍄 Boletus reticulatus / Boletus aestivalis (Porcino Estatino)

✔ Della stessa famiglia, si distingue per il profumo più intenso e per il gambo ricoperto da un reticolo evidente, da cui deriva il nome scientifico.
✔ Il cappello è marrone-ocra, con sfumature che possono variare fino al rossiccio-mattone, ed è tendenzialmente vellutato.
✔ Vegeta soprattutto tra primavera ed estate, ma nelle regioni del Centro-Sud può fruttificare anche in autunno e inizio inverno.

📌 Approfondisci nella guida dedicata ► Porcino Estatino (B. reticulatus / aestivalis).


🍄 Boletus edulis (Porcino Edulis)

✔ È il Porcino autunnale per eccellenza, diffuso in boschi di conifere, faggio, castagno e, in autunno, anche sotto quercia.
✔ Si distingue per il cappello lucido con bordo bianco e per i colori che spaziano dal panna-crema al marrone.
✔ Se cresce sotto le foglie o al buio, può risultare quasi bianco, mentre nelle radure e nei prati esposti al sole il cappello assume colorazioni più scure, con tonalità marroni più intense.

📌 Approfondisci nella guida dedicata ►Porcino Chiaro Autunnale (B. edulis).


🍄 Boletus aereus (Porcino Nero / Bronzino)

✔ È il Porcino mediterraneo, predilige ambienti caldi e cresce in macchia mediterranea, nei boschi con leccio, sughera, pini e arbusti come corbezzolo, eriche arboree e cisto.
In piena estate e in autunno, fruttifica anche nei boschi termofili di castagno, finché il clima rimane mite.
✔ Il gambo è spesso con sfumature bruno-bronzee.
✔ Il cappello è scuro, con tonalità bruno-bronzee uniformi se esposto alla luce, o con macchie più chiare se cresciuto sotto la copertura fogliare.
✔ Può presentare una leggera pruina biancastra sulla cuticola del cappello.

È il Porcino più profumato e ricercato, poiché tende a crescere in gruppi numerosi e in zone molto ristrette.

📌 Approfondisci nella guida dedicata ► Boletus aereus – Porcino Nero / Bronzino.


🍄 Butyriboletus regius (Boletus regius)

✔ Come Boletus pinophilus, può presentare toni rosso-brunastri sul cappello, ma si distingue per la spugna e il gambo di colore giallo vivo.

📌 Approfondisci nella guida dedicata ►Butyriboletus regius.


🍄 Altri boleti simili

Suillellus, Xerocomus e Xerocomellus → Alcune specie, come Xerocomellus armeniacus o anche Xerocomellus ripariellus possono avere un cappello rossiccio, ma si distinguono per la spugna giallo-verde e il gambo più sottile.
✔ Anche Suillellus queletii ha il cappello rosso ma possiede una spugna di colore arancio e gambo decisamente più fine.
Imleria badia (Boletus badius) → Gli esemplari giovani (sotto i 3 cm) possono essere confusi con piccoli B. pinophilus, ma sono commestibili.


⚠️ Confusioni con specie tossiche

Non ci sono sosia tossici tra i Boletus commestibili, ma i raccoglitori meno esperti possono confondere:

FOTOGALLERY

PORCINO ROSSO, PORCINO PINICOLA, PORCINO DEI PINI

Boletus pinophilus
Boletus pinophilus
Boletus pinophilus
Boletus pinophilus
Boletus pinophilus
Boletus pinophilus
Boletus pinophilus
Boletus pinophilus
Boletus pinophilus
Boletus pinophilus
Boletus pinophilus
Boletus pinophilus
Boletus pinophilus
Boletus pinophilus Natura morta con Porcini rossi
Boletus pinophilus
Boletus pinophilus
Boletus pinophilus
Boletus pinophilus Ph@Alfonso Conti
Boletus pinophilus
Boletus pinophilus mix foto@Chat Telegram


Altre immagini tratte dalla Chat Telegram Funghimagazine:

Boletus pinophilus o pinicola – Boletus fuscoruber – Porcino rosso
Porcino Rosso/Pinicola delle valli del Torinese. Foto: Riccardo Spagnoli
Boletus pinophilus o pinicola – Boletus fuscoruber – Porcino rosso
Porcino Rosso/Pinicola in bosco di Castagno. Foto: Roberto MB
Boletus pinophilus o pinicola – Boletus fuscoruber – Porcino rosso
Porcino Rosso/Pinicola in bosco di faggio del Nord Piemonte. Foto: Damiano Bovio
Boletus pinophilus o pinicola – Boletus fuscoruber – Porcino rosso
Porcini Rossi/Pinicola in bosco incendiato. Foto: Angelo Giovinazzo
Boletus pinophilus o pinicola – Boletus fuscoruber – Porcino rosso
Porcino Rosso/Pinicola dell’alto Piemonte. Foto: Nicholas Ciana
Boletus pinophilus o pinicola – Boletus fuscoruber – Porcino rosso
Porcino Rosso/Pinicola in bosco dell’alto Piemonte. Foto: Lorenzo NO
Boletus pinophilus o pinicola – Boletus fuscoruber – Porcino rosso
Porcino Rosso/Pinicola in bosco di Castagno. Foto: Roberto M

Argomenti correlati a Boletus pinophilus

Boletus [email protected] – Note e fonti:
1Index fungorum e Mycobank
2Funghi of Temperate Europe vol. 2 – Thomas Læssøe/Jens Henrik Petersen-Princeton University Press, 2019
3Guida ragionata alla Commestibilità dei Funghi – Sitta, Davoli, Floriani, Suriano – Regione Piemonte
Immagini allegate, dove non specificato@Funghimagazine – Autore: Angelo Giovinazzo
Scheda Illustrativa Boletus pinophilus@Angelo Giovinazzo 2025

Last Updated on 25/02/2026 by Redazione FM

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Angelo Giovinazzo

Divulgatore scientifico e studioso di Scienze Naturali, appassionato di Micologia, Geografia e Geologia. Dopo un’esperienza come redattore meteo, nel 2018 ha fondato Funghimagazine.it, oggi punto di riferimento per migliaia di appassionati. È autore di L’Arte di Cercare Funghi, edito da Newton Compton Editori (10/10/2025).