Boletus aeres Porcino Nero Bronzino
Boletus aeres Porcino Nero Bronzino

Boletus aereus – Porcino Nero o Bronzino

Boletus aereus Bull., Herb. Fr. (Paris)(1789)

DESCRIZIONE SOMMARIA

Qual è il colore prevalente?

Nell’Arcobaleno dei Funghi: → Marrone/Bronzo, Bruno, Nero

Come riconoscere al volo il Porcino Nero/Bronzino?

Il Porcino Nero/Bronzino (Boletus aereus) è una specie fungina commestibile appartenente all’Ordine delle Boletales, Famiglia delle Boletaceae e Genere Boletus, perciò a tutti gli effetti un vero e proprio fungo Porcino, una delle 4 specie di Porcini presenti in Italia. Lo si riconosce al volo, non solo per la sua tipica forma/aspetto porcino, ma soprattutto per i suoi caratteristici colori del cappello, che vanno dal Marrone/Bronzo, al Bruno/Nero, con gambo quasi sempre robusto-massiccio, spesso obeso/bulboso di colore brunastro. Utile al riconoscimento della specie anche il suo habitat, sempre termofilo o di tipo mediterraneo, comunque indispensabilmente caldo.

BOLETUS AEREUS – PORCINO NERO/BRONZINO

Sinonimi obsoleti:

Boletus aereus f. citrinus Camello & De la Peña, Tarrelos  (2017)
Boletus aereus var. carne-dilute-sulfurea Bull., Hist. Champ. Fr. (Paris)  (1791)
Boletus aereus var. carne-nivea Bull., Hist. Champ. Fr. (Paris) (1791)
Boletus aereus var. cepa (Thore) DC., Fl. franç., Edn 3 (Paris)  (1815)
Boletus aereus var. cravetta (Bellardi) DC., Fl. franç., Edn 3 (Paris) (1815)
Boletus aereus var. leucoporus Pers., Mycol. eur. (Erlanga)  (1825)
Boletus aereus var. squarrosus Rezende-Pinto, Brotéria, N.S. (1940)
Boletus cepa Thore, Essai Chloris Dép. Landes (Seize) (1803)
Boletus cravetta Bellardi, Append. Flor. Pedemont. (Turin)(1792)
Boletus edulis f. aereus (Bull.) Vassilkov, Compl. Fl. Champ. Supér. Maroc(1955)
Boletus edulis f. aereus (Bull.) Vassilkov, Bekyi Grib (1966)
Dictyopus aereus (Bull.) Quél., Enchir. fung. (Paris) (1886)
Suillus aereus (Bull.) Kuntze, Revis. gen. pl. (Leipzig) (1898)
Tubiporus aereus (Bull.) P. Karst., Bidr. Känn. Finl. Nat. Folk  (1882)
Tubiporus edulis subsp. aereus (Bull.) Maire, in Maire & Werner, Mém. Soc. Sci. Nat. Maroc. (1937)

Boletus aereus Bull, 1789

Divisione:Basidiomycota
Classe:Basidiomycetes
Ordine:Boletales
Famiglia:Boletaceae
Genere:Boletus
Specie:Boletus aereus
Nome italiano:Porcino Nero, Porcino Bronzino, Bronzino
Tipo nutrimento:Simbionte – micorrizico
Periodo vegetativo:dalla tarda primavera all’autunno, con clima caldo
Commestibilità o Tossicità:Ottimo commestibile

Nomi internazionali

  • Català/Catalano: Sureny fosc
  • Corsu/Corso: Capineru
  • Deutsch/Tedesco: Schwarzer Steinpilz, Bronze-Röhrling, Schwarzhütiger Steinpilz
  • Español/Spagnolo: hongo negro
  • Français/Francese: Cèpe bronzé, Tête-de-nègre
  • Magyar/Magiaro: Bronzos vargánya
  • Nederlands/Olandese: Bronskleurig eekhoorntjesbrood
  • Polski/Polacco: Borowik ciemnobrązowy
  • Română/Rumeno: Hrib pucios

Nomi comuni italiani

Il Boletus aereus, come tutte le 4 specie di Porcini presenti in Italia, conta un’infinità di nomi comuni/dialettali generici e, un ristretto numero di nomi comuni nazionali che possono essere riassunti con: Porcino Nero, Porcino Bronzino, Bronzino oppure Testa Nera con tutte le numerosissime varianti dialettali locali.

Alcuni nomi dialettali piuttosto diffusi sono: Capeniro, Co’ Nigher, Farno, Lardaro, Neri (in alcune zone del Piemonte però i Neri sono i Pinicola o pinophilus), Moreccio, Reale.

Storia del Boletus aereus, Porcino Nero, Bronzino

Sia gli antichi romani che i latini, conoscevano e apprezzavano questa Specie di fungo Porcino, grazie soprattutto alla massiccia diffusione, lungo l’intera penisola e sulle isole, di immense foreste di Querce, sia a foglia caduca che sempreverdi, quindi sia di Farnie, Roveri, Cerri, Roverelle, che Lecci e Querce da Sughero.

Fino alle epoche romaniche, il Castagno in Italia era pressoché assente. Sembra sia stato introdotto dai romani stessi partendo dalle poche varietà autoctone presenti nel Triveneto o da alcune specie importate dal Caucaso, leggi in proposito l’esaustivo articolo dedicato al ►Castagno.

Durante l’epoca romanica era detto “aes” oppure “aeris“, col significato di bronzeo, bruno, scuro, divenendo poi “aereus“, il cui significato è: dell’aria.

DISTRIBUZIONE

Il Boletus aereus è una specie fungina simbionte-micorrizica tipicamente termofila e mediterranea che trova ampia diffusione in tutto il bacino del Mediterraneo, nelle Isole Canarie e negli stati meridionali degli Stati Uniti d’America e Messico.

In Europa è comune in tutte le aree influenzate dal Mar Mediterraneo e dal suo caratteristico clima ma, grazie ai recenti cambiamenti climatici, la sua distribuzione si sta allargando a tutte le aree boschive caratterizzate da una spiccata o comunque moderata termofilia (Ambienti Termofili), anche se ben distanti dal Mediterraneo.

Per esempio oggi il Porcino Nero (Boletus aereus) è facilmente rinvenibile anche in Pianura Padana, fin sui balconi caldi termofili pedemontani-prealpini, mentre nel resto d’Europa si va consolidando la sua presenza nelle Isole Canarie, in Portogallo, Spagna, Francia meridionale e centrale, in tutta la ex Jugoslavia, Albania, Grecia ma anche in Bulgaria e persino in Romania dove, il Porcino Bronzino sta diventando comune tanto quanto il Boletus edulis, soprattutto nelle zone pianeggianti e collinari o di bassa montagna delle Alpi Transilvane, Valacchia, Carpazi orientali e Moldavia.

In Italia, come anticipato, vegeta ovuque sulle isole, fino ad un’altezza prossima ai 1.000/1.200 mt, fin verso gli 800/1.000 mt in Appennino centro-meridionale, fin verso i 700/800 mt su quello settentrionale e non oltre i 500 mt al Nord, raramente fino a 600 mt, in zone spiccatamente termofile.

Questo Porcino è presente anche in Nord Africa, sebbene oggi sappiamo che le varietà di Porcino nero presenti su terreni sabbiosi con Quercia da Sughero del Marocco, Spagna, Sud della Francia (Cèpe de la Mamora), Corsica e Sardegna, oggi non sono più considerate una variante del Boletus aereus (B. aereus var. mamorensis) ma una vera e propria specie fungina a sé stante, nota come Boletus mamorensis.

HABITAT / ECOLOGIA

🌲🌿🍂🍁L’HABITAT del Boletus aereus

Il Porcino Nero/Bronzino/Moreccio, come già anticipato, necessita di un clima caldo, preferibilmente mediterraneo, comunque termofilo o al più meso-termofilo, con tendenza a frequentare anche gli ambienti boschivi eliofili (caratterizzati da molta luce, ottimo soleggiamento), perciò in radure o boschi radi ben soleggiati.

É una specie micorrizica che quindi crea micorrize sulle radici delle piante simbionti, che sono tutti i tipi di Quercia, sia a foglia caduca, che a foglia sempreverdem quali i Lecci e le Querce da Sughero.

Può micorrizare facilmente anche il Carpino, il Cisto, il Corbezzolo e più sporadicamente il Castagno, il Faggio e l’Eucalipto (nelle isole), purché queste essenze si trovino, come già detto, in ambienti termofili o in boschi mediterranei.

Cresce preferibilmente su terreni acidi o neutri, disdegnando invece quelli spiccatamente calcarei; l’acidità del terreno ideale per questo fungo deve avere un valore di pH compreso tra 4 e 6, condividendo quasi sempre la stessa nicchia ecologica con l’Ovolo reale (Amanita caesarea) ed il Boleto Fragrante (Lanmaoa fragrans), con la sola differenza che B. aereus ama i suoli asciutti ma, può iniziare a vegetare quando i suoli sono ancora ben umidi, L. fragrans appare, ancor prima del Bronzino, con suoli ancora ben umidi, mentre l’Ovolo reale chiude il ciclo vegetativo, comparendo solamente quando i Porcini Neri sono già tutti adulti e a fine buttata.

I suoli preferiti da queste specie di Porcino sono quelli composti da granito, ardesia, arenaia, quarzite, più raramente si adatta ai suoli con Calcare e Tufo, salvo in presenza di lettiera di foglie molto acida.

Boletus aereus ama i terreni poveri e ben drenati, con poca erba e pochissima lettiera, preferendo vegetare direttamente sull’humus, anche se, non è raro trovarlo su spesse lettiere di foglie o tra i rovi, in periodi fortemente siccitosi, dopo un’adeguata pioggia. In Centro e Sud Italia condivide sovente la stessa nicchia ecologica del Ciclamino.

Non ama i boschi troppo ombrosi, salvo in periodi fortemente siccitosi. Preferisce invece i boschi radi, le radure, i boschetti a margine di cascine, i filari di Querce in zone agricole e persino i filari di Querce in parchi e giardini. Nel Nord Italia, in piena estate, vegeta frequentemente anche lungo i cosiddetti fontanili, sia con acqua risorgiva, che con canali irrigui.

Vegeta preferibilmente in estate ma, con clima sufficientemente caldo inizia a fruttificare sin dal mese di Maggio nelle isole, da Giugno nell’entroterra, protraendo le nascite anche in pieno autunno e fino alle porte dell’inverno, in zone spiccatamente termofile, in assenza di gelo.

Ha un ciclo vegetativo molto breve, la sua fruttificazione dura solamente un paio di giorni e, con clima assai caldo o caldo-umido i suoi carpofori maturano rapidissimamente. I corpi fruttiferi compaiono quasi tutti insieme-all’unisono, le nascite se non avvengono in contemporanea, si realizzano comunque nell’arco di 3 massimo 4 giorni e non durano più di 2, massimo 3 giorni.

Le prime fruttificazioni avvengono generalmente dopo forti piogge, allorquando i terreni siano sufficientemente asciutti, questo Porcino non ama avere il piede bagnato. Ama invece gli shock termici provocati da forti temporali con repentini cali di temperatura, anche e soprattutto se accompagnati da grandinate, purché queste non siano dannose per le piante simbionti, e quindi che i chicchi di grandine siano fini, che non danneggino le foglie e la superficie del sottobosco.

Questo Porcino non sopporta il vento. In presenza di clima troppo secco e/o col sopraggiungere di forte vento, i cappelli si screpolano, si spaccano e le nascite cessano repentinamente.

Storia del Boletus aereus, Porcino Nero, Bronzino

Sia gli antichi romani che i latini, conoscevano e apprezzavano questa Specie di fungo Porcino, grazie soprattutto alla massiccia diffusione, lungo l’intera penisola e sulle isole, di immense foreste di Querce, sia a foglia caduca che sempreverdi, quindi sia di Farnie, Roveri, Cerri, Roverelle, che Lecci e Querce da Sughero.

Fino alle epoche romaniche, il Castagno in Italia era pressoché assente. Sembra sia stato introdotto dai romani stessi partendo dalle poche varietà autoctone presenti nel Triveneto o da alcune specie importate dal Caucaso, leggi in proposito l’esaustivo articolo dedicato al ►Castagno.

Durante l’epoca romanica era detto “aes” oppure “aeris“, col significato di bronzeo, bruno, scuro, divenendo poi “aereus“, il cui significato è: dell’aria.

Alcune curiosità sul Boletus aereus

🍄💥🔥 Al contrario delle altre specie di Porcino, il Boeltus aereus viene attaccato meno frequentemente dalle larve, ma ancora di più dalle lumache, per via della durezza e compattezza della sua carne, qualità questa che, insieme al suo inconfondibile odore e sapore lo rendono il Re dei Porcini, benché però a preservarlo dai morsi di lumaca è anche e soprattutto il suo tipico habitat di crescita, ben arieggiato, particolarmente caldo e soleggiato, in ecosistemi in cui le lumache si troverebbero in forte disagio e a rischio disidratazione.

Il gambo dell’aereus

🍄💥🔥 Un’altra caratteristica che lo rende facilmente riconoscibile e distinguibile dagli altri Boleti è il gambo. Il Boletus aereus di solito ha un gambo del colore del miele, ma può assumere facilmente anche un colore cannella, ocra-rossiccio, sempre assai più chiaro rispetto al cappello ma comunque assai più scuro rispetto a tutti gli altri Porcini edibili. Ha un reticolo che può essere appena visibile o persino molto pronunciato, soprattutto in prossimità del cappello sempre concolore col gambo che risulta prevalentemente tozzo e panciuto alla base, meno tozzo in prossimità del cappello.

🍄💥🔥 Il Porcino aereus può vegetare e crescere anche in pieno sole, cosa che non accade agli altri Porcini che invece preferiscono ambienti più ombrosi, decisamente più umidi, in particolar modo i Porcini edulis chiari autunnali ed i Porcini Rossi-Pinicola (B. pinophilus).

🍄💥🔥 Se non sai distinguere un bosco termofilo da un bosco comune (bosco mesofilo o simile), ti raccomando di leggere questo articolo che ti spiega come riconoscerlo e quali specie vegetali vivono in questo ambiente. Questo Porcino in Italia è il più comune in ambienti con Macchia Mediterranea e soprattutto tra le Querce.

LE QUERCE DEI PORCINI NERI

Trovi un dettagliato articolo dedicato alle Querce d’Italia sul nostro sito ► Quercia – Quercus – Le Querce d’Italia, varietà e diffusione –  Quercus pubescens – Roverella – In sintesi di seguito alcune informazioni sulle Querce d’Italia:

Farnetto/Frainetto

Non è molto comune. Il Farnetto si trova dalla Maremma alla Calabria, essenzialmente lungo i boschi costieri. É una specie più tipica dell’Europa dell’Est. I recenti cambiamenti climatici stanno modificando il suo aerale. Oggi alcuni esemplari di Frainetto sono già presenti nei boschi termofili delle Pedemontane/Prealpi Piemontesi/Lombarde.

Farnia

La Farnia è la Quercia dei boschi planiziali. Quest’albero non è presente nell’estremo Sud, tranne alcune colonie in Calabria e Basilicata.

Cerro

Il Cerro non è presente nella Pianura Padana, in Sardegna, Puglia e Sicilia (ad eccezione delle catene montuose del Nord dell’isola). Per il resto è presente in tutta Italia contendendosi il primato per distribuzione con la Farnia ed il Rovere. Il Cerro è una specie collinare-montana arrivando spesso a contendersi l’aerale con il Faggio.

Leccio

Il leccio è la Quercia sempreverde del clima Mediterraneo. Ama i climi caldi e mediterranei e non vegeta a Nord della Liguria, è presente con alcune colonie sul pre-Appennino settentrionale in Romagna.

Rovere

Molto simile a Cerro e Farnia, il Rovere vegeta soprattutto al Nord Italia spingendosi a Sud soltanto fin sull’Umbria. Alcune colonie sono presenti tra Maremma ed Amiata e nel Lazio-Abruzzo-Marche, è la tipica specie collinare.

Roverella

É la Quercia più diffusa in Italia. Si dice che la diffusione della Roverella è così capillare da contendersi il nome generico di Quercia con la Farnia ed il Cerro. La Quercus pubescens o Roverella è poco diffusa in Pianura Padana, Puglia, Sicilia e Sardegna meridionali. La Roverella è l’albero più tipico del bosco termofilo puro. Si distingue dalle altre Querce soprattutto per via del suo portamento minuto e contorto tipo bonsai e per le foglie pubescenti, ricoperte di finissima peluria in giovanissima età.

Sughera

É la Quercia da sughero. Assai diffusa nella macchia mediterranea, principalmente in Sardegna, Calabria, Sicilia e Puglia. Oggi è assai più diffusa di un tempo anche lungo le coste dalla Campania-Lazio alla Liguria.

Quercia Pirenaica

Piuttosto rara in Italia. La si può trovare spontanea soltanto in Val Susa nel Torinese. É stata introdotta sporadicamente in Liguria e lungo le coste tirreniche.

La Quercia Rossa o Canadese

Non è pianta autoctona, può associarsi a funghi Porcini ma come molte altre piante non autoctone, spesso fatica a creare simbiosi con i nostri funghi.

Gli altri alberi del Porcino Nero o Boletus aereus

Non solo Quercia. In realtà il Porcino Nero non ama associarsi soltanto alle Querce, pur rimanendo questo il suo albero simbionte preferito.

Condizione essenziale per la nascita dei Porcini Neri è che il bosco sia di tipo termofilo, ovvero caldo e soleggiato.

Questo Porcino ama la Macchia Mediterranea dove si associa alle seguenti essenze:

Corbezzolo, Alloro, Mirto, Lentisco, Erica arborea, Ginepro, Ginestra, Cisto, Euforbia arborea, Rosmarino, Ilatro. Corbezzolo edErica arborea le due essenze preferite dai Neri.

Il Bosco termofilo con Querce e Ornielli però non è necessariamente l’unico bosco che può ospitare questi Porcini. Può essere termofilo anche un bosco di Castagno o di Faggio, perciò il Bronzino si potrà trovare anche tra questi alberi. In questo caso però, perché vi siano nascite di Porcini Neri occorre che gli alberi siano radi, su versanti caldi, ben soleggiati e soprattutto riparati dal vento. Questo accade principalmente tra Centro e Sud Italia.

Gli alberi di Castagno e Faggio del Nord Italia non sono adatti ad ospitare i Porcini Neri. Lo sono alcuni Castagni che formano, piccole colonie con le Querce, ma sempre su di colli ben soleggiati con alle spalle rocce che riparano dal vento.

In generale, dove può vivere e vegetare la vite da vino e l’ulivo, può esserci un boschetto o bosco termofilo, anche non necessariamente a macchia mediterranea.

Boschi termofili a base di sola Roverella si possono trovare nelle vallate alpine anche nel bel mezzo dell’area montana. Qua ho personalmente certificato la ricca presenza di Boletus reticulatus o aestivalis (Estatini). Non ho ancora potuto però censire nascite di Porcini Neri/aereus in questi ambienti, sebbene oggi questo fungo sia spesso presente dal Torinese ai grandi Laghi sulle Pedemontane collinari.

Sui libri di testo non aggiornati c’è scritto che il Porcino Nero/Bronzino (Boletus aereus) non cresce nel Nord Italia o è rarissimo. In realtà oggi grazie ai Cambiamenti Climatici e soprattutto al Riscaldamento Globale del Pianeta, questo Porcino va diffondendosi a macchia d’olio dalla Romagna verso l’Emilia, la Lombardia fin sulle basse Prealpi, il Piemonte pianeggiante e collinare, ed i colli veneti e friulani.

A detta di tutti i cuochi, il Porcino Nero essiccato è il fungo per eccellenza.

Il suo aroma intenso perdura nel tempo, non solo da fresco ma anche e soprattutto da secco.

Non a caso questo fungo è il più ricercato tra tutti i Porcini.


lla conservazione sott’olio, perché per questo tipo di conservazione si preferiscono funghi di piccola taglia quali i Pinicola o gli Edulis.

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