
Porcini: al Sud è esplosione e follia. Perché al Nord, nonostante i temporali, continuano a deludere? Aggiornamento nascite Funghi 17-07-2026
Al Sud è ormai una vera esplosione di funghi, con boschi letteralmente ricoperti di Porcini, estivi, neri, Finferli e numerose altre specie estive. Al Nord, invece, nonostante temporali anche violenti, è sempre più siccità conclamata, con vasti incendi, e le nascite continuano a deludere molti appassionati. Ma come è possibile che, a parità di caldo e temporali, l’Italia stia vivendo una stagione fungina così diversa tra Nord e Sud?
Perché i funghi esplodono al Sud e il Nord continua a soffrire?
Aggiornamento nascite funghi 17-07-2026 – Prima parte
Non è tanto importante che ci sia un Anticiclone, Azzorriano o Africano che sia.
Conta come arriva il caldo.
In questi giorni sull’Italia non stiamo vivendo il classico anticiclone estivo stabile, con aria immobile e cielo completamente sereno per settimane.
Gran parte della Penisola si trova invece sul bordo orientale di una vasta avvezione di aria molto calda proveniente dall’Africa nordoccidentale, una situazione ben diversa da quella descritta nei tradizionali manuali di meteorologia.
Ed è proprio qui che nasce la differenza tra Nord e Sud.
Mentre la massa d’aria sahariana risale verso l’Europa sudoccidentale, continue pulsazioni di aria rovente raggiungono l’Italia. Attraversando la barriera alpina, quest’aria viene frequentemente rimescolata dai venti e, nei casi più favorevoli, dà origine a episodi favonici. Durante la discesa verso la Pianura Padana si comprime, si riscalda ulteriormente e diventa ancora più secca.
Una volta raggiunti i bassi strati padani, questa massa d’aria entra in contrasto con l’umidità naturalmente presente nella pianura. È proprio questo contrasto a favorire la formazione di temporali anche molto violenti, spesso accompagnati da grandine e forti raffiche di vento. Terminato però il temporale, la stessa atmosfera torna rapidamente ad asciugare il sottobosco, disperdendo in poche ore buona parte dell’umidità accumulata dal terreno.
Al Sud accade spesso il contrario
L’aria calda raggiunge le regioni meridionali dopo aver attraversato il Mediterraneo, arricchendosi ulteriormente di umidità. Quando incontra i rilievi dell’Appennino e delle montagne interne è costretta a sollevarsi, favorendo la formazione di frequenti temporali che, pur sviluppandosi in presenza di temperature elevate, lasciano nei boschi un’umidità molto più persistente rispetto a quanto avviene al Nord.
È questa la differenza che interessa davvero ai funghi.
I funghi non guardano il termometro.
Guardano per quanti giorni il terreno riesce a rimanere contemporaneamente caldo e umido.
Per questo motivo, cinquanta millimetri di pioggia seguiti da una settimana di aria secca possono produrre risultati molto inferiori rispetto a venti millimetri accompagnati da un sottobosco che rimane umido per diversi giorni. È proprio qui che, in questa estate 2026, si sta giocando la grande differenza tra un Nord che continua a deludere molti cercatori e un Sud che, invece, sta vivendo una delle migliori ondate di nascite di Porcini degli ultimi anni.
Perché stanno nascendo così tanti funghi
Ogni anno, quando si verificano grandi fioriture fungine — in particolar modo di Porcini — qualcuno parla di stagione eccezionale.
In realtà, ciò che sta accadendo nel Sud Italia è perfettamente normale.
I funghi, da milioni di anni, rispondono sempre allo stesso meccanismo.
Caldo + acqua = crescita del micelio e fruttificazioni abbondanti.
Non esiste alcun mistero.
Al contrario, quando le piogge arrivano accompagnate da temperature basse oppure sono seguite dall’arrivo di aria molto secca, le nascite risultano decisamente inferiori.
La natura funziona così da sempre.
Sono le condizioni microclimatiche del bosco, molto più delle semplici precipitazioni, a decidere se assisteremo a poche nascite oppure a vere esplosioni fungine.
Boschi pieni di funghi, ma cresce anche l’ingordigia
Le fotografie che arrivano dal Sud Italia mostrano boschi letteralmente ricoperti di funghi.
Una gioia per qualsiasi appassionato.
Ma insieme alle immagini stanno arrivando anche numerose segnalazioni di comportamenti poco edificanti.
Sempre più lettori ci raccontano di persone incapaci di fermarsi. Si raccolgono funghi ben oltre ogni reale necessità, riempiendo ceste, zaini e perfino secchi. Come se lasciare qualche esemplare nel bosco fosse quasi un’offesa alla propria reputazione di cercatore.
È un atteggiamento che fa riflettere. Viene spontaneo domandarsi quale strano meccanismo si nasconda dietro a un comportamento tanto diffuso quanto apparentemente illogico. È solo passione? È competizione? È il desiderio di dimostrare qualcosa agli altri? Oppure è quella sottile ossessione della raccolta che accompagna molti cercatori e che ho cercato di raccontare anche nel mio libro L’Arte di Cercare Funghi, pubblicato da Newton Compton Editori.
Il bosco non è un supermercato.
È un ecosistema e, in un ecosistema equilibrato, funghi, vegetazione e uomo dovrebbero convivere in perfetta armonia, in una vera simbiosi con l’ambiente che li ospita.
Non sempre, però, accade. E in questi giorni lo stiamo osservando chiaramente nel Sud Italia, dove, se un tempo i funghi rappresentavano spesso una preziosa risorsa alimentare, oggi vengono talvolta raccolti con motivazioni ben diverse, non sempre edificanti e riconducibili a un autentico rispetto per il bosco.
Raccogliere con moderazione significa anche permettere ad altri appassionati di vivere la stessa emozione e rispettare il lavoro silenzioso del micelio.
Del resto, nessun cercatore tornerà a casa più felice perché ha raccolto cinquanta chilogrammi di funghi invece di cinque, che già, in tutte le regioni italiane, superano i limiti consentiti dalla normativa.
Dove stanno nascendo i funghi (Porcini) ora
«PIOVE SEMPRE SUL BAGNATO»
Non è una semplice sensazione di qualche lettore.
È un dato di fatto.
Piove sempre sul bagnato. Sia metaforicamente che in senso figurato.
Con una circolazione atmosferica che, ormai da settimane, cambia ben poco e continua a essere governata da masse d’aria molto calde ma al tempo stesso leggermente instabili, non c’è nulla di più normale che vedere i temporali svilupparsi quasi sempre nelle medesime aree e, di conseguenza, assistere a nuove ondate di funghi sempre negli stessi boschi.
Volendo essere il più possibile concisi, senza tirarla troppo per le lunghe — come qualche lettore ci ha simpaticamente suggerito — potremmo quasi chiudere questo capitolo con una semplice frase: rileggete il precedente Aggiornamento Nascite Funghi del 10 luglio, perché poco o nulla è realmente cambiato.
Ciò che è cambiato, semmai, è la natura delle nascite.
Non troviamo più solamente Porcini estivi (Boletus reticulatus), ma sempre più spesso Porcini Neri Bronzini (Boletus aereus), ormai protagonisti assoluti della stagione.
Calabria superstar. Ma bene anche Basilicata, Campania, Lazio e Sicilia
Dove?
Sempre negli stessi posti.
Sempre negli stessi boschi.
Sempre nelle stesse province.
In poche parole, sempre e soltanto dove le piogge continuano ad arrivare con cadenza quasi settimanale.
Ed è proprio questo il segreto.
Ogni nuova perturbazione bagna un terreno che non ha ancora perso completamente l’umidità lasciata dalla precedente. Così ogni buttata inizia quasi in sordina ma, nel giro di pochi giorni, si trasforma in una vera e propria esplosione di Porcini.
Spesso una buttata si accoda alla successiva, dando quasi l’impressione di una stagione senza interruzioni, con pochissimi giorni di pausa tra una nascita e l’altra.
La Calabria si conferma la vera superstar di questa estate 2026.
Qui i rilievi montuosi, completamente circondati da un Mar Mediterraneo eccezionalmente caldo, favoriscono continue condensazioni del vapore acqueo e la formazione di temporali frequenti, talvolta anche molto intensi.
Un autentico paradiso per i funghi.
Situazione molto favorevole anche in alcune aree della Basilicata, soprattutto nei settori occidentali e tirrenici, così come in buona parte della Campania, dove le raccolte continuano a essere molto abbondanti, specie nelle aree meridionali e sud-orientali.
Più irregolare, invece, la situazione del Matese, dove le precipitazioni non sono mancate ma sono state quasi sempre seguite da forti venti, decisamente poco favorevoli alle nascite.
Anche il Lazio continua a regalare ottime soddisfazioni, soprattutto lungo i rilievi orientali al confine con Abruzzo e Molise, sebbene con produzioni generalmente inferiori rispetto a quelle osservate nelle regioni più meridionali.
La Sicilia, infine, merita una menzione particolare.
In pochi ci credevano.
Molti si sono perfino stupiti vedendo il verde scuro comparire sulla nostra Mappa Nascite Funghi.
Eppure sono nati, parafrasando il titolo del nostro penultimo video pubblicato su YouTube, e come testimonia (per il Sud Italia) il video del nostro affezionato amico di funghi Flavio Aufiero, sempre su YouTube.
La dimostrazione che, quando piove con una certa continuità e il vento non asciuga rapidamente il sottobosco, anche sotto potenti avvezioni calde subtropicali possono verificarsi ottime nascite fungine.
Naturalmente riguardo alla Sardegna c’è poco da dire. Vento costante. Piogge scarse e nascite altrettanto contenute. Giusto qualche sporadica nascita sui monti interni.
► Una precisazione: dal Sud Italia riceviamo molte segnalazioni che sono già presenti in buona quantità gli Ovoli Reali (Amanita caesarea). Questo indica palesemente che siamo di fronte a nascite di Porcini estivi ormai al capolinea.
I Porcini Neri invece stanno nascendo ora dove le buttate di Porcini estivi sono al capolinea ma in ogni caso, se si trovano Porcini adulti, è naturale associarli a buttate ormai in dirittura d’arrivo e presto in esaurimento.
Nord Italia: il vento continua a vincere sui funghi
Inutile girarci attorno.
Il meccanismo che, almeno per ora, continua a limitare le nascite nel Nord Italia lo abbiamo spiegato nel capitolo precedente.
Vento.
Favonio.
Aria estremamente secca.
Brezze di valle sempre più calde.
Sono tutti elementi che sottraggono rapidamente umidità al terreno, rendendo molto difficile la formazione di buttate importanti.
La siccità è ormai evidente.
Prati completamente ingialliti.
Betulle e Tigli già in veste autunnale, con foglie gialle e disseccate (come da foto allegata).
Piante da frutto e ortaggi costretti ad anticipare la caduta di foglie e frutti perché non più in grado di sostenerli.
A tutto questo si aggiungono i numerosi incendi che, da settimane, interessano vaste aree boschive del Piemonte settentrionale, solo in parte mitigati dai violenti temporali del 16 luglio.
La situazione, insomma, resta tutt’altro che incoraggiante.
Perché il Triveneto continua a deludere?
È probabilmente una delle domande che ci viene rivolta più spesso.
“Ma se in Trentino, Veneto e Friuli piove così frequentemente, perché continua a nascere così poco?”
La risposta è molto più semplice di quanto possa sembrare.
Il problema non è la pioggia. È il bosco.
Le immense abetaie alpine, dominate da Abete rosso, Abete bianco, Pino Cembro e Pino Mugo, non rappresentano gli habitat preferiti dal Porcino estivo.
Nel nostro Aggiornamento del 3 luglio abbiamo documentato come, in alcune aree del basso Piemonte, della Liguria e del Centro Italia, il Porcino estivo stia iniziando a micorrizzare anche alcune conifere.
Sulle Alpi, però, entrano in gioco molti altri fattori.
Suoli spesso troppo acidi nelle Alpi occidentali o eccessivamente dolomitici in quelle orientali.
Humus non sempre abbondante.
Lettiere di aghi molto sottili.
Boschi spesso troppo freddi fino a poche settimane fa e ora, improvvisamente, troppo caldi.
Tutto ciò penalizza sia i Porcini estivi sia, soprattutto, i Porcini autunnali (Boletus edulis), che preferiscono temperature del suolo più contenute, elevata umidità costante e quei veri shock termici che, almeno per il momento, continuano a mancare.
Dopo ogni temporale, infatti, il caldo torna rapidamente a dominare, spesso accompagnato dal vento.
Condizioni tutt’altro che ideali.
Una precisazione sulla nostra Mappa Nascite Funghi
Diversi lettori ci hanno fatto notare come, ormai da giorni, la nostra Mappa riporti il verde scuro anche tra Lombardia orientale e Triveneto.
Non c’è alcuna contraddizione.
Il verde scuro indica una maggiore probabilità di trovare Porcini, sulla base delle segnalazioni ricevute, ma soprattutto evidenzia aree ricche di attività fungina nel loro complesso.
Se in una determinata zona, nell’arco di poche ore, vengono raccolti anche solo 2/4 Porcini, accompagnati però da altre specie, soprattutto Russule o Finferli, non possiamo certo affermare che i Funghi siano del tutto assenti.
Sono pochi i Porcini.
Molto localizzati.
Ma ci sono.
Ed è proprio questo il significato della mappa.
In conclusione, il Nordovest continua a rimanere ostaggio di venti troppo secchi e di un’atmosfera che fatica a trattenere l’umidità nei boschi.
Solo dove l’orografia crea piccole zone riparate dai venti dominanti si riescono ancora a trovare alcune fortunate “isole felici”, autentici microcosmi dove il bosco riesce ancora a conservare quel delicato equilibrio tra caldo e umidità indispensabile per la nascita dei funghi.
IN CONCLUSIONE – AGGIORNAMENTO NASCITE FUNGHI 17-07-2026
L’Italia continua dunque a viaggiare a due velocità.
Da una parte il Sud, dove il ripetersi delle piogge e un’umidità che riesce a conservarsi nei boschi stanno regalando una delle migliori stagioni estive degli ultimi anni, con Porcini Neri ormai protagonisti assoluti.
Dall’altra il Nord, dove i temporali, spesso anche violenti, continuano troppo frequentemente a lasciare spazio a venti secchi, Favonio e masse d’aria roventi che asciugano rapidamente il terreno, impedendo ai boschi di trasformare l’acqua caduta in vere e proprie buttate fungine.
La buona notizia, però, è che qualcosa nell’atmosfera sta finalmente cambiando.
Già da oggi i modelli matematici iniziano infatti a intravedere la progressiva attenuazione dell’attuale avvezione calda subtropicale, sostituita da una circolazione più dinamica legata alla formazione di una depressione fredda sul Centro Europa, destinata a influenzare anche parte della nostra Penisola.
Non sarà certamente questa la perturbazione capace di cambiare, da sola, le sorti dei nostri boschi.
Ma potrebbe rappresentare il primo passo verso una configurazione atmosferica meno estrema.
Le regioni orientali sembrano, almeno per il momento, quelle maggiormente favorite dai primi sconfinamenti instabili, mentre il Nordovest continuerà probabilmente a osservare il resto d’Italia con un pizzico di invidia.
Tuttavia anche qui qualcosa potrebbe migliorare.
Meno caldo significa minore evaporazione.
Minore evaporazione significa boschi che, finalmente, iniziano a conservare più a lungo quella preziosa umidità che oggi manca quasi ovunque.
Non è ancora il momento di parlare di svolta.
Ma, dopo settimane dominate quasi esclusivamente dall’anticiclone subtropicale e dalle sue continue pulsazioni calde, è sicuramente il primo segnale che la stagione potrebbe lentamente iniziare a cambiare volto.
Noi, come sempre, continueremo a monitorare giorno dopo giorno l’evoluzione del tempo e delle nascite fungine, aggiornando la Mappa Nascite Funghi (visualizzabile in homepage, nel blocco Meteo e Nascite di funghi e Aggiornamenti brevi live) e raccogliendo le vostre preziose segnalazioni direttamente dai boschi di tutta Italia.
Anche tu puoi inviarci le tue segnalazioni, foto, domande e richieste, attraverso i nostri canali Social con messaggio diretto ma, meglio ancora attraverso le nostre CHAT su TELEGRAM o su Whatsapp (cerca il QR Code nella pagina Contattaci).
► Chat Telegram Funghimagazine ► Apri una Chat su Telegram con Angelo Giovinazzo, autore di questo articolo.
FOTOGALLERY FUNGHI DELLA SETTIMANA
Di seguito alcune tra le tantissime foto dei nostri lettori: Daniele Pucci, Francesco MI, Francesco Reale, Giacomo JackJack, Giuseppe-Sicilia, Leandro Raviolo, Lorenzo Scarpelli, Marco-Abruzzo, Mary-Sicilia, Michael Milanesi, Riccardo Spagnoli, Roberto-Lazio, Matteo Teoninja, Tonino Abate.
Last Updated on 22/08/2026 by Redazione FM





sono anni che nella zona calizzano bardineto non ci sono più nascite consistenti: giri per ore e alla fine trovi 5-6 porcini…però camminare nel bosco in silenzio e con rispetto è sempre bellissimo
Ciao Andrea. Purtroppo non solo Calizzano-Bardineto-Alto Bormida non hanno più nascite all’altezza di quelle di un tempo, ma moltissime altre zone del Nordovest italiano, sempre più influenzato dalle avvezioni calde africane e sempre meno dalle benefiche correnti umide oceaniche. Ormai la crisi climatica è una realtà innegabile per molte zone d’Italia. Dobbiamo sempre sperare in un qualche effetto sorpresa estivo e qualche transito perturbato autunnale che non sia accompagnato da drastici cali termici e da piogge alluvionali che ci fanno passare dal troppo secco al troppo bagnato. Dobbiamo cambiare le nostre abitudini fungine, concentrando le ricerche nelle brevi finestre favorevoli. Comunque sì, è sempre un piacere camminare nei boschi, soprattutto quando puoi farlo nel silenzio e lontano da turisti schiamazzanti che disseminano rifiuti ovunque. Guardiamo l’unico aspetto positivo di questa esuberante e prolungata siccità: in assenza di pozze d’acqua con ruscelli in secca, molti boschi sono improvvisamente diventati privi delle fameliche zanzare. Facciamo di necessità virtù 👊🤞🍄🍄