I Parassiti del Frassino insetto tipografo

I Parassiti del Frassino – Frassini morenti e Morchelle in crisi.

Frassini morenti e Morchelle in crisi. I Parassiti del Frassino

I Parassiti del Frassino – Introduzione

Sembra che il Frassino europeo (Fraxinus excelsior e/o Fraxinus angustifolia) sia diventato uno degli alberi più fragili, vulnerabili e più ambiti da una serie di patogeni, parassiti che li attaccano, li indeboliscono e li portano irrimediabilmente a morte certa.

Gli attacchi a questo albero autoctono giungono da più fronti, sia in ambito fungino, che in in ambito animale.

Alcuni di questi parassiti sono presenti in Europa da diverso tempo ma, fino a poco tempo fa, si sono dimostrati tutto sommato piuttosto pigri e non particolarmente aggressivi.

L’attuale crisi climatica, con siccità perdurante e lunghissimi periodi caratterizzati da temperature torride, con brevissimi episodi di freddo invernale, per lo più blando e poco incisivo nel tenere a bada questi parassiti, ha favorito il loro proliferare ma non solo, li ha anche resi assai più aggressivi di fronte a specie vegetali sempre più sofferenti ed indifese.

Non solo ma, a favorire la loro espansione non sono stati solamente i cambiamenti climatici, ma anche e soprattutto gli interscambi sempre più massicci di merci a livello globale ed i trasporti aerei e marittimi, sempre più frequenti ed intercontinentali.

Ci sono alcuni funghi parassiti che per secoli hanno pigramente attaccato varie piante, nutrendosene a lungo e soprattutto, senza risultare mai particolarmente aggressivi.

Grazie agli scambi intercontinentali ed ai cambiamenti climatici, oggi assistiamo al proliferare ed alla rapida espansione di nuove specie parassite sempre più aggressive che, in maniera massiccia, attaccano piante, ed oggi anche la specie umana, sfruttando in maniera massiccia i propri ospiti.

CHONDROSTEREUM PURPUREUM ATTACCA GLI UMANI

Chondrostereum purpureum
I Parassiti del Frassino – Chondrostereum purpureum

Il 2023 ha esordito con l’eclatante notizia che per la prima volta un fungo parassita, il Chondrostereum purpureum, fungo parassita di molte piante, è stato in grado di infettare gli uomini e di procurare un’infezione definita “mal di piombo”.

Questo è un fungo molto comune nei nostri boschi ma che, per la prima volta, ha attaccato un essere umano.

L’infezione è stata riscontrata all’interno dell’Apollo Multispecialty Hospitals, in India, su di un paziente di 61 anni. Il paziente presentava tosse, voce rauca, affaticamento e vari fastidi alla gola. Sottoposto ad una Tac, gli è stato riscontrato un ascesso vicino alla trachea.

Ci sono voluti diversi test prima di riuscire a riscontrare la presenza di un agente patogeno fin’ora sconosciuto sugli uomini.

Questo parassita fungino si presentava con i tipici filamenti detti ife. A favorire la trasmissione del patogeno fungino dalla pianta all’essere umano, è stato il lungo contatto che il micologo ha avuto con piante attaccate da questo parassita, appunto il Chondrostereum purpureum.

Chondrostereum purpureum
I Parassiti del Frassino – Chondrostereum purpureum

Il paziente è stato immediatamente curato con antimocotici già noti, guarendo completamente dall’infezione ma, segnando al contempo il primo caso di interesse medico perché, per la prima volta si è riscontrato un contagio di un fungo non microscopico, da un vegetale ad un essere umano.

Questo è solamente uno dei tanti esempi di proliferazione, espansione ed adattamento da parte dei parassiti che, con sempre maggiore frequentza e virulenza, attaccano qualunque essere vivente in grado di nutrirli, di farli sopravvivere e di proliferare.

La difficoltà da parte dei vegetali, e nel nostro caso da parte dei Frassini, ad adattarsi a regimi climatici sempre più siccitosi e torridi, sta favorendo l’espansione e l’aggressività da parte di vari patogeni, sia fungini, che animali che, soprattutto in Europa, stanno distruggendo milioni di ettari di boschi in cui il Frassino è la specie dominante.

Anche in ambito fungino però, ci sono alcune specie, per lo più autoctone, non aggressive e non parassite che, a seguito dell’indebolimento o della morte delle piante cui si associano, vanno rapidamente scomparendo.

Le Morchelle ed il Cerioporus squamosus, sono tra questi, perciò abbiamo titolato questo articolo: Frassini morenti e Morchelle in crisi.

I Parassiti del Frassino – 1° parte

Come anticipato, i parassiti del Frassino attualmente in azione in Europa, sono ben più di uno ed assai rapidamente, stanno iniziando ad interessare anche la nostra penisola, partendo proprio dal Nord.

Alcuni di questi, sono da tempo noti, altri sono giunti nel corso degli ultimi anni, dimostrandosi particolarmente aggressivi.

Vediamo allora quali sono questi parassiti del Frassino che, di fatto li stanno indebolendo o del tutto uccidendo.

I parassiti del Frassino relativamente meno aggressivi:

  • Oidio o Mal Bianco (Microsphaera spp., Phyllactinia guttata, Podosphaera spp., Sphaerotheca spp.,) (Parassiti fungini)
  • Metcalfa pruinosa (Insetto polifago)
  • Hymenoscyphus albidus (Fungo saprotrofo)

Non ancora presente in Italia:

  • Giallume del Frassino, causato da un fitoplasma chiamato Candidatus Phytoplasma fraxini (Griffith et at., 1999).

OIDIO o MAL BIANCO

L’Oidio, è anche noto come Mal Bianco, Nebbia o Albugine, è noto ormai da molto tempo per colpire in particolar modo la vite ma, le sue tipiche macchie bianche, in estate sono spesso rinvenibili sulle foglie di zucche-zucchine, su piante quali le Querce o anche il Frassino.

É una malattia trofica, ovvero che sottrae nutrimento alla pianta ospite, causata da parassiti fungini appartenenti a diversi generi che, nel caso della vite sono Ascomiceti della famiglia delle Erysiphaceae ma che, nel caso del Frassino possono essere dei Microsphaera spp., Phyllactinia guttata, Podosphaera spp., Sphaerotheca spp.

La malattia si manifesta attraverso la comparsa di una sorta di ‘feltro’ biancastro dall’aspetto un po’ pulverulento, sulle foglie o su qualunque parte verde delle piante ospiti, dovuto ad un massiccio intreccio di ife asessuate, con elevata emissione di conidiospore.

Le macchie bianche, di solito, hanno un aspetto iniziale tondeggiante ma, col passare del tempo, queste si espandono fino a formare un unico feltro miceliare costituito da ife conidiofore, ovvero di ife terminanti con catene di conidi, contenenti moltitudini di conidiospore, anche dette oidiospore che, a maturità, vengono trasportate dal vento sulle foglie di altre piante adiacenti, dove formeranno nuovi centri d’infezione.

La malattia, per quanto seria, non porta quasi mai alla morte gli alberi colpiti, semmai solo piante erbacee.

Alberi colpiti dall’oidio possono giungere alla morte a seguito dell’indebolimento e successivo ingresso di altri patogeni più aggressivi, come sta accadendo in molte zone d’Europa, ora anche in Italia.

I Cambiamenti Climatici favoriscono l’Oidio

Questo agente fungino vegeta favorevolmente, moltiplicandosi rapidamente con un optimum di 20~22°C, sebbene possa sopportare temperature minime prossime ai +3~4°C e massime fino a +32~34°C, con umidità moderatamente alta.

Prolifica perciò con caldo, non torrido ma umido, quindi non eccessivo, temendo le piogge abbondanti che possono dilavare il micelio fungino dalle foglie.

Le primavere eccessivamente siccitose degli ultimi anni, con temperature superiori alla norma e venti costantemente presenti, stanno favorendo l’espansione di questa infezione fungina.

La comparsa di questa malattia sui Frassini, provoca una generale riduzione della resa fotosintetica da parte delle foglie, con riduzione fotosintetica direttamente proporzionale all’entità dell’infezione stessa.

La diminuzione o la mancanza di fotosintesi clorofilliana, ha come conseguenza, un minor o insufficiente nutrimento garantito ai funghi micorrizici legati a queste piante.

Funghi quali alcune specie di Morchelle possono perciò entrare in crisi o addirittura in grave sofferenza, fino alla morte della colonia fungina stessa, nel caso in cui si tratti di Morchelle il cui metodo di nutrizione esclusivo sia quello della simbiosi micorrizica legata all’albero ospite malato o morente.

METCALFA PRUINOSA

Metcalfa pruinosa SAY, 1830, è un insetto dell’ Ordine dei Rincoti, insetti pterigoti, Sottordine Omotteri (Homoptera).

Originario delle Americhe, è diffuso dal Canada al Messico, Isole Caraibiche e Brasile. É stato introdotto incidentalmente in Europa e rinvenuto per la prima volta in Veneto nel 1980, da dove ha iniziato a colonizzate l’intero territorio nazionale, isole comprese, espandendosi poi verso Croazia, Slovenia, Svizzera e Francia.

Può aggredire più di 200 specie vegetali, in particolar modo vite, agrumi ed altre piante da frutto, nel nostro caso anche il Frassino.

Si nutre di linfa vegetale ma, salvo un attacco massiccio e ben strutturato, non provoca danni mortali all’albero ospite. I danni maggiori sono invece provocati dalla produzione di una melata cerosa biancastra che imbrattando le parti verdi, su cui si creano fumaggini schermanti, compromettono la capacità fotosintetica delle piante.

Il forte indebolimento o eventualmente la morte della pianta ospite, di solito è provocata da agenti terzi, per lo più patogeni fungini favoriti dalla presenza di questi imbrattamenti.

Funghi saprofiti si sviluppano facilmente su questa melata che, a seguito della comparsa della colonia fungina, assume una colorazione nerastra. Nel caso in cui invece si insedia una specie parassita, allora l’albero giungerà rapidamente a morte certa.

Di solito, il fungo saprofita che più comunemente si sviluppa su questi imbrattamenti è l’Hymenoschyphus albidus.

HYMENOSCYPHUS ALBIDUS

Tra tutti i Parassiti del Frassino, Hymenoscyphus albidus (Roberge ex Desm.) W. Phillips, è senza dubbio il meno temuto perché, di fatto non è un parassita, anzi è addirittura quasi innocuo, dal momento che la sua comparsa non avviene a seguito di una sua aggressione alla pianta ospite, ma è la conseguenza di una pregressa aggressione da parte di altro patogeno.

Si tratta di un fungo saprotrofo (specie saprofita) che si sviluppa e vegeta sulle foglie già morte dei Frassini.

Questa specie fungina fu descritta per la prima volta nel 1851 quale specie fungina autoctona e tipica del Frassino europeo e dei Frassini Nord Americani.

Non è ovviamente considerato un patogeno, dal momento che non è un parassita qual è invece il suo gemello diverso, Hymenoscyphus fraxineus, già noto come Hymenoscyphus pseudoalbidus.

H. albidus è dunque un fungo che, per quanto quasi identico al suo gemello parassita, è comunque una innocua specie a sé stante.

I PARASSITI DEL FRASSINO PIU’ PERICOLOSI

Purtroppo ci sono una serie di Parassiti del Frassino che risultano ben più pericolosi perché decisamente più aggressivi e potenzialmente o gravemente mortali. Alcuni di questi possono essere patogeni fungini, altri invece insetti assai aggressivi.

Tra i Parassiti del Frassino più temuti, al primo posto c’è senza dubbio la Chalara fraxinea, un fungo Ascomicete che, nel 2006 fu descritto per la prima volta con questo nome ma che, anni dopo si è scoperto trattarsi di un fungo anamorfico, ovvero asessuato, battezzato con l’epiteto di Hymenoscyphus pseudoalbidus, poi rinominato in Hymenoscyphus fraxineus.

CHALARA FRAXINEA già HYMENOSCYPHUS FRAXINEUS

Occorre fare chiarezza tra varie specie fungine.

Hymenoscyphus fraxineus, è stato precedentemente noto come H. pseudoalbidus o anche come Chalara fraxinea.

Su di alcuni testi, si possono trovare tutti tre questi epiteti che indicano la stessa specie fungina particolarmente aggressiva che, oggi sta annientando i Frassini di quasi tutta l’Europa.

La sua infezione causa la perdita delle foglie e, in assenza di chioma e di fotosintesi clorofilliana, un rapido deperimento che porta rapidamente alla morte.

Il primo caso descritto in Europa risale al 1992, quando si ritiene che la morìa di Frassini locali sia stata provocata da questo agente patogeno.

Oggi nel nostro Continente si registra un tasso di mortalità dei Frassini davvero preoccupante, almeno l’85% dei Frassini coltivati in Europa sono infettati, morenti o già morti. Il 69% dei Frassini spontanei sono in grave sofferenza o già morti.

Il Italia, a cavallo tra Vercellese, Novarese, Biellese orientale, con fulcro lungo il Fiume Sesia, ogni 50 Frassini, 40 o addirittura 45 risultano già morti a causa di uno o più agenti patogeni in azione concomitante.

I primi di ottobre 2020 un disastroso alluvione ha letteralmente spazzato via quasi tutta la vegetazione golenale allagando i campi circostanti. Molti Frassini si sono trovati a mollo per più giorni consecutivi e, questo eccesso d’umidità ha favorito varie infestazioni fungine, con relativo indebolimento delle piante, che sono risultate più vulnerabili ad attacchi patogeni di varia natura.

Nel resto del Nord Italia, a favorire il proliferare di agenti patogeni, sono anche i caldi precoci primaverili con successive improvvise gelate notturne che, di fatto congelano e fanno morire i giovani germogli, con successiva cascola di tutte le infiorescenze ancora immature, ritardata fogliazione e ridottissima fotosintesi.

Come agisce l’Hymenoscyphus fraxineus

Il fungo H. fraxineus si presenta con due distinti cicli vitali, uno sessuale e l’altro asessuato.

Durante lo stadio asessuato e detto anamorfico, il fungo cresce, a partire dai primi tepori primaverili, all’interno degli alberi infettati, attaccando principalmente la corteccia e spingendosi anche su rami e ramoscelli.

Lo stadio sessuale, detto telomorfo, avviene invece durante la stagione calda sulle foglie cadute a terra o su quelle morte e rimaste sulla pianta dall’anno precedente. Sarà il vento a favorire la dispersione delle ascospore prodotte nei loro aschi e la quasi costante presenza di venti da Est, ha favorito la rapidissima espansione del patogeno dal Veneto verso il Piemonte e Francia.

Così come accade con molti altri patogeni, quando questi rimangono latenti all’interno del proprio areale in cui sono autoctoni, benché parassiti, risultano innocui perciò, questo fungo non risulta essere dannoso in Cina e comunque in estremo Oriente.

Risulta invece particolarmente aggressivo al di fuori del proprio areale con vere e proprie distruzioni in tutta Europa, dalla Novegia all’Italia settentrionale.

Fino ad oggi la malattia ha colpito principalmente il Frassino europeo (Fraxinus excelsior) e le sue varie cultivar ma anche il Frassino meridionale o a foglia stretta (Fraxinus angustifolia).

Il Frassino della Manna o Orniello (Fraxinus ornus) è un ospite potenziale ma, ad oggi risulta meno suscettibile agli attacchi da parte di questo fungo.

Sugli alberi infettati si registra un appassimento e perdita prematura delle foglie, in particolar modo sulla sommità delle chiome, che risulteranno quasi del tutto assenti con foglie per lo più disposte sulla parte interna della chioma stessa.

Su rami e rametti compaiono macchie necrotiche prive di essudato, che ben presto si trasformano in veri e propri cancri perenni con lesioni necrotiche che dalla corteccia si estendono rapidamente allo xilema per poi assestarsi nel tessuto del raggio assiale e paratracheale.

La malattia diventa subito cronica, letale per le piante più giovani colpite dal fungo che, le annienta in una sola stagione vegetativa. Le piante più adulte possono resistere a diverse stagioni d’infezione ma, alla fine soccombono per eccessivo indebolimento e soprattutto per suscettibilità ad esser attaccate anche da altri agenti patogeni concomitanti.

Cerioporus squamosus

Cerioporus squamosus
I Parassiti del Frassino – Cerioporus squamosus

Per esempio, le piante indebolite possono venire aggredite massicciamente dal fungo Cerioporus squamosus che, normalmente è un fungo sapro-parassita a nutrimento preferibilmente da saprofita ma che, in caso di piante particolarmente indebolite, si trasforma in un efficace parassita.

L’attacco massiccio da parte di questo fungo ai piedi di un Frassino, con più carpofori presenti sui primi 80 cm di fusto, indica la presenza di un albero particolarmente indebolito che, facilmente verrà presto attaccato da uno o più agenti patogeni.

Naturalmente, sia la presenza massiccia del fungo Cerioporus squamosus, che l’infezione da parte dell’Hymenoscyphus fraxineus, possono essere alcune tra le cause della mancata produzione di funghi del genere Morchella, nelle vicinanze di queste piante malate.

Benché le Morchelle siano funghi piuttosto resistenti alla scarsità di nutrienti, grazie alla loro riserva naturale di sostanze indispensabili al loro nutrimento, ovvero alla presenza degli sclerozi (→ sclerozio), simili a tuberi per l’immagazzinaggio dei preziosi nutrienti, questi non potranno superare due stagioni di infezione, soprattutto nel caso di Morchella esculenta o comunque di Morchelle chiare-gialle, notoriamente micorriziche-simbionti soprattutto del Frassino.

I Parassiti del Frassino - Cerioporus squamosus
I Parassiti del Frassino – Cerioporus squamosus

I PARASSITI DEL FRASSINO. GLI INSETTI

A contribuire ad un rapido indebolimento dei Frassini e, molto spesso alla loro rapida morte, ci sono una serie di insetti, tutti veri e propri amanti dei Frassini, il cui metodo d’azione è simile o identico a quello dei vari insetti cosiddetti “tipografi”.

Si tratta d’insetti che, di fatto, disegnano sulla porzione di legno sotto-corticale, veri e propri tunnel-labirinti.

Questi insetti penetrano al di sotto della corteccia attraverso ferite o lesioni e si insediano nel “libro” o “floema”, il sottile strato formato da lunghe fibre flessibili in cui scorre la linfa.

Il più noto tra tutti gli insetti tipografi è il cosiddetto Bostrico Tipografo (Ips Tipographus) ma questo ha come bersaglio preferito gli Abeti rossi o al più altri Pini, Larici e comunque in genere le sole conifere.

Ips tipographus - Bostrico Tipografo
Ips tipographus – Bostrico Tipografo

Non attacca dunque i Frassini che rimangono invece immuni da queste infezioni “tipografiche” dovute a questo insetto.

A “tipografare”, quindi a danneggiare, anche irrimediabilmente i nostri Frassini sono altri insetti, tutti tipici parassiti del Frassino.

INSETTI TIPOGRAFI

Al momento in Europa l’insetto che più di tutti attacca i Frassini, portandoli a morte certa, quasi sempre in accordo o comunque in collaborazione con altri agenti patogeni è l’Hylesinus fraxini.

I Parassiti del Frassino - Hylesinus fraxini
I Parassiti del Frassino – Hylesinus fraxini

Un suo stretto parente, Hylesinus crenatus è un altro agguerrito divoratore di floema degli alberi ma, in questo caso, il Frassino non è il suo albero bersaglio preferito, benché possa ugualmente attaccarlo.

I Parassiti del Frassino - Hylesinus crenatus
I Parassiti del Frassino – Hylesinus crenatus

C’è poi un altro insetto parassita che, dagli studiosi europei è considerato colui che potrebbe far morire la totalità dei Frassini europei perché non autoctono, si tratta del Trivellatore smeraldino, in Inglese detto Emerald ash borer (Agrillus planipennis), anche noto con l’acronimo di EAB, un insetto simile ad un grillo verde.

Distinguere quale di questi due tipografi sia il responsabile della morte dei Frassini italiani non è facile, osservando il solo legno “tipografato”, se non si riesce a vedere l’insetto in azione, benché ovviamente, come ci dice il suo nome scientifico, dovrebbe essere H. fraxini a martoriare maggiormente queste piante.

Il diffuso indebolimento dei Frassini, ad opera di patogeni fungini, in concomitanza con i cambiamenti climatici, sta favorendo però una maggiore aggressività da parte di questi insetti.

AGRILLUS PLANIPENNIS

I Parassiti del Frassino - Agrillus planipennis
I Parassiti del Frassino – Agrillus planipennis

Discorso differente invece per Agrillus planipennis che, essendo specie aliena, proveniente, guarda caso dalla Cina, sta comportandosi da vero e proprio patogeno distruttivo, all’interno degli areali in cui è giunto accidentalmente, Europa e Nord America, dove si sta espandendo a macchia d’olio.

Questo parassita trivellatore ha un ciclo di vita annuale o biennale, che può variare a seconda dello stato di salute dell’albero e della temperatura.

Dopo la schiusa delle proprie larve, gli adulti si nutrono per una settimana di foglie di Frassino. Qua si accoppiano, cadendo direttamente dalle chiome sulle femmine, con le quali si accoppiano per una durata fino a 50 minuti. Queste possono accoppiarsi più volte e con più maschi per garantire la progenie.

Una femmina può poi vivere all’incirca 6 settimane e deporre da 40 a 70 uova ma, le femmine più robuste, possono deporre fino a 200 uova.

Queste vengono poi depositate tra fessure, scaglie o necrosi della corteccia, schiudendosi dopo 2 settimane.

Dopo la nuova schiusa, le larve masticano dapprima la corteccia, passando rapidamente al floema interno, quindi al cambio ed allo xilema esterno dove si nutrono e sviluppano rapidamente, compiendo quattro stadi larvali.

Durante lo sviluppo, si nutrono di legno creando lunghe gallerie a serpentina poi, in autunno creano nell’alburno, camere di circa 1,25 cm in cui sverneranno da prepupe poi in pupe.

Nella primavera successiva, masticando la corteccia, emergeranno da fori a forma di D, già in qualità di adulti, mentre le larve ancora immature rimarrano nelle proprie camere, nutrendosi per tutta l’estate, per poi emergere nella primavera successiva.

Al momento attuale, questo insetto non dovrebbe ancora esser giunto nell’Europa occidentale. Per ora sarebbe già presente in Russia, Ucraina, Moldavia, ma percorre all’incirca 40 km all’anno, spostandosi rapidamente verso il Centro Europa.

Ha già colonizzato gli stati orientali degli USA, partendo proprio da porti ed aeroporti della costa Atlantica.

I Parassiti del Frassino - Agrillus planipennis
I Parassiti del Frassino – Foro d’uscita dell’Agrillus planipennis
I Parassiti del Frassino - Agrillus planipennis
I Parassiti del Frassino – Tunnel e tana dell’Agrillus planipennis
I Parassiti del Frassino - Agrillus planipennis
I Parassiti del Frassino – Tunnel freati dall’Agrillus planipennis
I Parassiti del Frassino - Agrillus planipennis
I Parassiti del Frassino – Tunnel creati dall’Agrillus planipennis

I PICIDI – I PICCHI

Al momento in Italia il predatore in grado di tenere meglio a bada questi insetti tipografi è il Picchio.

I Picchi usano martellare con il proprio becco il tronco degli alberi, principalmente per alimentarsi con larve di insetti, oltre che per creare cavità in cui nidificare.

Molto spesso, Frassini (o altri alberi) presentano il tronco più o meno decorticato, ciò è dovuto all’azione dei Picchi che, martellando, picchettando, alla continua ricerca di larve nascoste sotto la corteccia, finiscono per favorire il decorticamento.

Quando la corteccia è già morta da almeno due anni, tende a staccarsi su vaste porzioni di tronco o addirittura a lasciarlo completamente nudo.

I Picchi presenti in Italia sono:

I parassiti del Frassino – Ultima parte

Frassini morenti e Morchelle in crisi

Tempi duri per le Morchelle / Spugnole d’Europa, e quindi anche d’Italia. Tempi duri soprattutto per quelle specie di Morchella che, per vegetare, necessitano di legarsi con le proprie micorrize ai sempre più sofferenti o morenti Frassini.

Le Morchelle che, più di tutte legano il proprio destino, la propria sopravvivenza, ai Frassini sono le cosiddette Morchelle gialle, quelle Morchelle chiare contraddistinte da una mitra (cappello) di un colore che può variare dal beige-avorio al giallognolo-marroncino all’esterno degli alveoli e, colori bruni-scuri al loro interno.

Questi tipi di Morchella in genere si nutrono creando una simbiosi micorrizica prevalentemente con i Frassini, in forma minore con anche altre piante, così come puoi leggere nell’articolo → Morchelle in Giardino? Ecco come coltivare le Morchelle, in cui sono descritti tutti gli alberi simbionti delle Morchelle.

Vien dunque da sé che, se le Morchelle per potersi nutrire necessitano di legarsi a piante sempre più sofferenti, morenti o già del tutto morte, per loro non saranno solamente tempi duri, ma addirittura tempi di profonda crisi esistenziale, con reale rischio di morte dell’intera colonia fungina.

In presenza degli eclatanti fenomeni legati ai cambiamenti climatici, in particolar modo alla siccità ed ai continui sbalzi di temperature, con rapidi passaggi dal caldo al freddo e viceversa, saranno tempi duri non solo per le Morchelle ma anche per molte altre specie fungine.

In primo luogo, i funghi che soffriranno maggiormente la siccità saranno i funghi lignicoli-saprofiti, ovvero quei funghi che, per potersi nutrire, digerire e trasformare il legno morto, hanno necessità di molta umidità, necessitano di legno intriso d’acqua per un buon periodo di tempo.

Viceversa, funghi lignicoli-parassiti, diverranno sempre più aggressivi perché la siccità, l’aria sempre più spesso torrida, favorità il disidratamento dei propri carpofori che, nasceranno in massa nei brevi lassi di tempo in cui pioverà o ci sarà umidità sufficiente ad impedirne la disidratazione.

Stesso discorso per i funghi tipici degli ambienti igrofili. Ambienti che già oggi si sono assottigliati e quasi estinti nel Nord Italia, dove la siccità regna sovrana ormai da troppi mesi consecutivi.

Fiumi in secca, con portate ridottissime o del tutto assenti, quasi fossero delle fiumare e, sorgenti o risorgive quasi del tutto prive d’acqua, stanno di fatto prosciugando quelli che un tempo erano ambienti umidi caratterizzati da paludi e da fitocenosi ed ecosistemi basati proprio sull’abbondanza di acqua.

Non saranno dunque solamente le Morchelle a soffrire i cambiamenti climatici ma, a farlo saranno molte altre specie fungine che, per poter vegetare correttamente hanno necessità di adeguati tassi d’umidità e frequenti piogge.

FOTOGALLERY

I PARASSITI DEL FRASSINO ED IL FRASSINO

I Parassiti del Frassino - Gallerie di insetto tipografo
I Parassiti del Frassino – Gallerie di insetto tipografo
I Parassiti del Frassino - Gallerie di insetto tipografo
I Parassiti del Frassino – Gallerie di insetto tipografo
I Parassiti del Frassino - Gallerie di insetto tipografo
I Parassiti del Frassino – Gallerie di insetto tipografo
I Parassiti del Frassino - Gallerie di insetto tipografo
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I Parassiti del Frassino – Frassino decorticato
I Parassiti del Frassino - Gallerie di insetto tipografo
I Parassiti del Frassino – Frassino decorticato
I Parassiti del Frassino - Gallerie di insetto tipografo
I Parassiti del Frassino – Gallerie di insetto tipografo
Samare di Frassino
Samare mature di Frassino
Samare di Frassino
Samaredi Frassino
Foglie e Samare di Frassino
Foglie e Samare di Frassino
Giovani foglie ed infruttescenze di Frassino
Giovani foglie ed infruttescenze di Frassino
Chioma di Frassino
Chioma di Frassino
Giovani germogli e fiori di Frassino
Giovani germogli e fiori di Frassino

Giovani foglie di Frassino

Giovani Infruttescenze di Frassino
Giovani Infruttescenze di Frassino

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