E’ arrivata la prima grande buttata di Porcini – Aggiornamento Nascite Funghi 28-08-2026

E' arrivata la prima grande buttata di Porcini-Aggiornamento nascite funghi 28-08-2026
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È ARRIVATA LA PRIMA GRANDE BUTTATA DI PORCINI
Aggiornamento Nascite Funghi 28-08-2026

Ma attenzione:

non tutti i boschi sono pronti. Dopo le grandi piogge, a fare la differenza sarà soprattutto ciò che è successo durante i lunghi mesi di siccità

Finalmente ci siamo. O, per essere più precisi, ci siamo soltanto là dove il bosco è davvero pronto.

Dopo settimane trascorse a parlare di caldo, siccità, boschi in sofferenza, miceli in stand-by e piogge continuamente invocate, finalmente possiamo dirlo:

LA PRIMA GRANDE BUTTATA DI PORCINI È ARRIVATA, o sta iniziando, anche in diverse zone del Nord Italia

Non è più soltanto una previsione.

Le prime segnalazioni concrete stanno arrivando e, in alcuni territori, non si tratta più di uno o due esemplari occasionali, ma di nascite ripetute e talvolta già importanti.

Da diversi giorni riceviamo segnalazioni di prime nascite, o persino di già ottimi ritrovamenti, attraverso le nostre Chat Telegram o via DM Social@funghimagazine.

Il Trentino Alto Adige — sebbene con diverse aree ancora del tutto improduttive, nei settori orientali della regione sta già regalando da giorni emozioni a molti villeggianti, così come alcune aree montane di confine del Veneto. 

Lombardia, Valle d’Aosta e sparute zone del Piemonte, si sono attivate timidamente, appena sono cessate le condizioni sfavorevoli legate all’aria torrida africana. Parliano di boschi a prevalenza di Abete rosso o bianco, al più zone con boschi misti di Abete e Faggio, non ancora di buone nascite in faggeta pura.

Parliamo poi dei primi Porcini Autunnali, i Boletus edulis tanto apprezzati dai fungaioli del Nord Italia. 

Discorso a parte invece per i Porcini estivi, che da inizio stagione hanno fatto più di una comparsa nei boschi del Centro-Sud. Ora in forma sottotono, ora con nascite più corpose. Porcini che stanno già nascendo nuovamente in Liguria, Emilia Romagna, alta Toscana e sui monti di Umbria-Marche, Umbria-Lazio, Toscana centro-orientale, Lazio e ancora una volta Campania, Lucania e l’inesauribile Calabria, con timidi cenni di nascite localizzate anche in Sicilia e Sardegna e, dove nella prima parte del mese di agosto si erano già avuti diversi temporali di calore, la nuova buttata è appena ripartita.

Va però detto che in alcune zone del Centro-Sud, dove i temporali di calore si sono avuti prima, ora si stanno già trovando Porcini adulti di fine buttata ma, in zone baciate dalla fortuna, la sovrapposizione di piogge giunte a ripetizione, sta generando presenza nei boschi sia di funghi adulti (e primi Ovoli reali – Amanita caesarea), che funghi giovani di buttata, sia Boletus reticulatus che Porcini Neri (Boletus aereus).

Su e giù per l’Italia, le abbondanti piogge cadute attorno e soprattutto dopo Ferragosto hanno finalmente cambiato le carte in tavola.

In alcune zone del Centro-Nord sono caduti quantitativi d’acqua impressionanti, localmente 200/250 mm e oltre nell’arco di una quindicina di giorni, spesso addirittura in 3 soli giorni, con precipitazioni ripetute che hanno avuto il tempo di interessare non soltanto la lettiera superficiale.

Ma attenzione.

Questo non significa affatto che da questo weekend basterà entrare in qualunque bosco del Nord, guardare sotto il primo faggio o abete e trovare Porcini.

Anzi.

Il grande errore che molti cercatori stanno commettendo in queste ore è considerare tutti i boschi uguali, come se tre mesi di caldo e siccità non fossero mai esistiti

E c’è anche chi attende un ulteriore, imminente e soprattutto “miracoloso” evento.

La Luna nuova.

LA LUNA NUOVA POTRÀ DELUDERE MOLTI CERCATORI DI FUNGHI

Aggiornamento nascite funghi 28-08-2026-porciniChat, gruppi, Social Network, conversazioni tra amici. In questi giorni il ritornello è sempre lo stesso:

«Adesso arriva la Luna nuova e partono i funghi».

No.

La Luna nuova non ripara un bosco danneggiato dalla siccità, non reidrata il terreno, non ripristina in una notte le connessioni micorriziche compromesse e soprattutto non può costringere un micelio in difficoltà a produrre corpi fruttiferi.

Se nei prossimi giorni nasceranno moltissimi Porcini — e in alcune zone sta già accadendo — la coincidenza con la fase lunare farà inevitabilmente gridare molti al miracolo.

Ma il vero “miracolo” sarà avvenuto parecchi giorni prima.

È caduto dal cielo sotto forma di pioggia.

E soprattutto sarà avvenuto nei boschi che, nonostante la lunga siccità estiva, erano riusciti a conservare sufficiente vitalità per reagire rapidamente al ritorno dell’acqua.

È questa la distinzione più importante dell’intero aggiornamento odierno.

250 mm DI PIOGGIA NON RENDONO UGUALI DUE BOSCHI CHE PRIMA ERANO DIVERSI

Un pluviometro ci dice quanta acqua è caduta. Non ci dice in quali condizioni si trovava il bosco prima che quell’acqua arrivasse.

Un bosco che ha attraversato giugno, luglio e la prima parte di agosto mantenendo una discreta umidità residua, magari grazie all’esposizione, alla quota, alla profondità del terreno, alla copertura arborea o a qualche temporale precedente, può reagire molto rapidamente alle nuove precipitazioni.

Altrove la situazione può essere completamente diversa.

Ci sono boschi arrivati a Ferragosto stremati: terreni asciutti in profondità, lettiera disseccata, vegetazione sofferente, foglie ingiallite precocemente, chiome diradate e, nei casi peggiori, piante che hanno già iniziato a perdere le foglie o sono del tutto morte.

Far cadere 200 millimetri di pioggia su tutti i boschi, non significa ottenere la stessa risposta biologica ovunque. L’acqua caduta può essere la stessa. La storia precedente del bosco no.

DOVE C’ERANO GIÀ PORCINI, OGGI ABBIAMO UN INDIZIO (e una speranza) IN PIÙ

C’è un elemento semplicissimo che può aiutarci a capire, ora che è ripiovuto, quali boschi potrebbero rispondere per primi alle grandi piogge.

► Si trovavano già Porcini e Finferli prima di Ferragosto?

Anche pochi. Sporadici. Occasionali.

Se la risposta è sì, abbiamo un indizio molto importante.

Quelle nascite ci raccontavano che, nonostante caldo e siccità, almeno in alcuni settori boschivi, il sistema pianta-suolo-micelio conservava ancora sufficiente funzionalità per arrivare alla fruttificazione.

Quel bosco aveva sofferto. Magari parecchio. Ma era comunque sopravvissuto.

Ed è proprio in ambienti di questo tipo che le grandi piogge post-Ferragosto possono produrre le risposte più rapide e importanti.

Non dobbiamo immaginare miceli morti che improvvisamente resuscitano grazie alla pioggia, ma reti fungine, o loro porzioni residue, rimaste vitali nei micrositi più favorevoli e ora nuovamente nelle condizioni di aumentare la propria attività.

Dove qualche Porcino nasceva già prima di Ferragosto, quindi, oggi esistono ottime premesse per una risposta importante, quindi per vedere avviarsi la PRIMA GRANDE BUTTATA DI PORCINI.

Non è una garanzia, ovviamente, nessuno ne ha e può darne. Ma è un importante indizio biologico che vale molto più del semplice conteggio dei giorni trascorsi dall’ultima pioggia.

NON CONTA SOLTANTO QUANTO È PIOVUTO. CONTA DOVE È FINITA QUELL’ACQUA

Ed eccoci a un’altra variabile fondamentale: il suolo.

Non occorre essere geologi o pedologi per cercare funghi, ma mai come quest’anno può fare una grande differenza saper riconoscere almeno le caratteristiche fondamentali del terreno sul quale stiamo camminando.

Leggere sul pluviometro 150, 200 o persino 300 millimetri di pioggia non significa necessariamente che tutta quell’acqua sia entrata nel terreno e sia diventata disponibile per radici e miceli.

Un suolo permeabile, ben strutturato e ricco di sostanza organica può beneficiare enormemente di precipitazioni ripetute.

Un terreno molto compatto e scarsamente infiltrabile (per lo più argilloso), può invece far ristagnare l’acqua in superficie o, soprattutto in pendenza, farla ruscellare altrove.

E attenzione: un terreno scarsamente permeabile non diventa tale soltanto a causa della siccità.

Esistono suoli naturalmente compatti o poco infiltrabili per composizione e struttura. La siccità può peggiorarne il comportamento, ma non necessariamente ne è la causa.

Vale anche il contrario.

Un costone apparentemente roccioso non è necessariamente asciutto: crepe, fratture, fessure e piccole tasche di terreno possono convogliare e conservare acqua proprio dove, guardando soltanto la superficie, non ce lo aspetteremmo.

Non serve conoscere il nome della formazione geologica sulla quale stiamo camminando.

Serve capire come si comporta l’acqua.

«PERCHÉ I PORCINI STANNO ANDANDO A CERCARE L’ACQUA?»

Banner libro l'arte di cercare funghi pre-autunnoÈ una delle osservazioni che ci stanno facendo diversi lettori proprio in queste ore.

Le prime nascite ci sono, talvolta anche numerose, ma sembrano concentrate vicino a ruscelletti, sorgenti, impluvi, piccoli corsi d’acqua e zone che avevano conservato maggiore umidità.

E allora sorge spontanea una delle affermazioni del momento:

«I Porcini stanno andando a cercare l’acqua. Ma perché nascono solo vicino ai canaletti con acqua, se ne sono da poco piovuti centinaia di millimetri?».

In realtà è molto probabilmente accaduto il contrario.

Non sono i Porcini ad essersi spostati verso l’acqua.

È vicino all’acqua residua che piante, radici e reti micorriziche hanno avuto maggiori possibilità di attraversare e sopravvivere alla grande siccità mantenendo condizioni meno estreme.

Un piccolo corso d’acqua, una sorgente, un impluvio o una fascia di terreno con maggiore riserva idrica hanno attraversato giugno e luglio con una storia completamente diversa rispetto al costone asciutto distante magari soltanto cinquanta metri.

Ecco perché oggi i primi Porcini possono concentrarsi proprio lì.

I 200 o 300 millimetri caduti recentemente possono aver bagnato entrambi, ma non possono cancellare retroattivamente ciò che è accaduto nei due mesi precedenti.

L’acqua di oggi crea le condizioni per fruttificare.

Ma è l’acqua residua degli ultimi tre mesi, che può aver fatto la differenza nel determinare quali piante e quali reti micorriziche oggi siano ancora in discreta o buona salute, perciò in grado di fruttificare.

PRIMA DI CERCARE I PORCINI, BISOGNA CERCARE IL BOSCO

Questo è probabilmente il consiglio più importante che possiamo dare in questo momento.

Entrando nel bosco, non bisogna guardare immediatamente a terra, alla ricerca del cappello marrone che tutti vorremmo vedere. Prima occorre guardare in alto. Osservate le chiome.

Le foglie sono ancora verdi e vitali? Sono ingiallite? Sono rade? Ci sono piante che stanno già perdendo prematuramente le foglie o sono morte?

Poi guardate il terreno. E soprattutto guardare cosa sta nascendo.

DOPO 250 mm NON CI SONO FINFERLI E RUSSULE? NON È UN BUON SEGNALE

Ne avevamo già discusso nell’articolo BOSCHI PIENI DI RUSSULE MA NIENTE PORCINI, PERCHÉ?, ma oggi quel ragionamento diventa ancora più importante.

Prima di domandarci: «Sono già partiti gli edulis?»

domandiamoci: «Cos’altro sta nascendo nel bosco?»

Russule, Finferli, Amanite, Imleria, Xerocomus, Neoboletus, Caloboletus e altri funghi micorrizici sensibili alla disponibilità idrica possono offrirci informazioni preziosissime.

Non significa che debbano necessariamente comparire tutti prima dei Porcini. Tuttavia esiste una apparente abitudine a farlo, perché si tratta di specie fungine che non disdegnano di fruttificare su suoli ancora umidi o persino molto umidi.

Un bosco nuovamente ricco e diversificato di funghi micorrizici ci sta mostrando che l’attività biologica è ancora attiva, nonostante la siccità pregressa.

Al contrario, se dopo 200 o 250+ millimetri di pioggia entriamo in un bosco apparentemente umido e troviamo un deserto micologico, qualche domanda dobbiamo farcela.

Soprattutto se non troviamo neppure Finferli e Russule, normalmente molto reattivi quando torna a piovere e i boschi si fanno nuovamente ben umidi.

Il terreno può essere bagnato. Il muschio può essere umido. Ma questo non significa necessariamente che il bosco sia nuovamente pronto a fruttificare.

Continuare semplicemente a contare i giorni dalla pioggia aspettando che al dodicesimo, tredicesimo o quindicesimo giorno compaiano magicamente i Porcini rischia allora di trasformarsi in un esercizio inutile.

NON TUTTI I BOSCHI SANNO AFFRONTARE LA SICCITÀ ALLO STESSO MODO

C’è poi un’altra questione che quest’anno diventa fondamentale…

Abbiamo ripetuto spesso che i miceli possono resistere alla siccità molto meglio di quanto molti cercatori immaginino. Ed è vero.

Ogni anno assistiamo, per esempio, a importanti nascite di Porcini in Sardegna, Sicilia e in altre aree mediterranee come nel Nord Africa, dopo lunghi periodi asciutti seguiti dal ritorno di piogge abbondanti.

Ma attenzione a non trasformare anche questo in una regola universale.

Un conto è attraversare la siccità in un ecosistema adattato alla siccità. Un altro è subirla in un ecosistema che storicamente ha avuto una disponibilità d’acqua molto maggiore.

Lecci e Sughere, Corbezzoli, boschi di sempreverdi mediterranee sono l’esempio più evidente.

Foglie coriacee e persistenti, riduzione delle perdite d’acqua e caratteristiche fisiologiche e strutturali sviluppate proprio per affrontare una forte stagionalità idrica.

Un faggio non è un Leccio. Una pecceta alpina non è una sughereta sarda o marocchina.

Una faggeta mesofila che per decenni ha prosperato su un versante fresco e regolarmente umido non reagisce necessariamente a settimane di caldo e siccità come un ecosistema mediterraneo abituato ogni estate alla carenza d’acqua.

E questa differenza riguarda direttamente anche i funghi.

NON STIAMO ASPETTANDO SOLTANTO CHE RIPARTANO I FUNGHI. DEVE RIPARTIRE IL BOSCO

Troppo spesso parliamo del micelio come se vivesse per conto proprio.

Ci chiediamo: «È sopravvissuto?» «È in stand-by?» «Quanto impiegherà a ripartire?»

Ma parlando di Porcini e degli altri funghi ectomicorrizici manca metà dell’equazione.

La pianta.

Una pianta sottoposta per settimane a grave stress idrico deve innanzitutto sopravvivere.

Deve recuperare acqua, mantenere il proprio apparato fogliare, continuare per quanto possibile la fotosintesi, proteggere i propri tessuti e gestire le riserve, incrementandole in vista dell’inverno.

E quando osserviamo foglie ingiallite prematuramente, chiome diradate o addirittura piante che hanno già perso parte delle foglie, stiamo guardando un organismo che ha attraversato uno stress importante.

Non possiamo quindi pensare che bastino tre temporali perché tutto torni automaticamente come prima.

La simbiosi micorrizica non è un contratto immutabile nel quale il fungo consegna acqua e nutrienti e la pianta paga puntualmente il conto in carbonio. La “favoletta” che molti micologi ci raccontano sbrigativamente, del fungo che fornisce acqua e nutrienti alla pianta e questa restituisce in cambio carboidrati, non è frutto di fantasia, ma neppure una regola universale inderogabile.

E quando cambiano gli equilibri, perché il bosco con i suoi alberi entrano in sofferenza, cambiano le regole, insieme alle condizioni ambientali… Prima la sopravvivenza, poi tutto il resto.

Ed è proprio per questo che non dobbiamo domandarci soltanto quanto abbia sofferto il micelio. Dobbiamo domandarci quanto abbia sofferto la sua pianta simbionte.

LA GRANDE BUTTATA SARÀ REALE, MA NON SARÀ UNIFORME

Sappiamo perfettamente cosa accadrà nei prossimi giorni. Arriveranno fotografie (già ne arrivano parecchie!).

Tre Porcini qui. Venti là. Video da scimmia fungina. Cestini pieni in qualche vallata. Nel giro di poche ore partirà il tam-tam:

«SONO PARTITI!»
Anzi, il tam-tam è già partito

E migliaia di persone tradurranno quella frase in:

«SI TROVANO – troveranno – PORCINI OVUNQUE, PERCHE’ OVUNQUE E’ BEN PIOVUTO».

No. Non sempre funziona così, e oggi è proprio il nostro caso.

Una grande buttata può essere contemporaneamente reale e importante su scala territoriale e completamente assente in singoli comprensori che hanno attraversato l’estate in condizioni peggiori.

Saranno favoriti i boschi che hanno sofferto meno, quelli nei quali le precipitazioni precedenti avevano mantenuto almeno parzialmente funzionale il sistema, i suoli capaci di conservare maggiori riserve idriche, gli impluvi e soprattutto gli ambienti nei quali le piante simbionti sono arrivate alle grandi piogge ancora in buone condizioni.

E sarà importantissimo osservare la ripartenza dell’intera comunità fungina, non soltanto dei Porcini.

In alcune aree esistono davvero le condizioni per una buttata importante. Finalmente.

Ma altrove potrebbe essere necessario aspettare ancora. Quanto?

Sette, dieci, dodici, quindici, diciotto, venti, ventidue, venticinque giorni o più. Chi può dirlo? Se non si conosce lo stato di salute dell’ecosistema bosco, se non osserviamo le singole piante per cercare di valutarne lo stato di salute, se non possiamo sapere in quale stato versino le falde acquifere, quanta riserva idrica resta delle piogge storiche e quanta è stata integrata con le recenti piogge, possiamo solo limitarci ad entrare nei boschi e trarne le conseguenze.

Noi di Funghimagazine ci limitiamo ad offrire gli strumenti utili per farlo: la conoscenza, la didattica, le spiegazioni scientifiche e logiche, sta poi ai lettori metterle a frutto e, non illudiamoci perché l’uso dell’Intelligenza Artificiale non potrà venirci in soccorso con scorciatoie, tips and tricks e altri trucchetti per ingannare il sistema, perché nessuno sarà mai in grado di misurare quei parametri nascosti che abbiamo appena citato.

Ora non possiamo fare altro che “andare e vedere”, raccogliere i frutti dove il bosco è sopravvissuto alla pesante siccità, o attendere fino a data da destinarsi, che il bosco riprenda a vivere.

Nel frattempo possiamo però sperare che le percezioni, l’esperienza e le segnalazioni dei nostri lettori, possano darci un aiuto concreto nel prevedere dove in questo fine settimana potremo già raccogliere funghi e non solo speranze, ma soprattutto, dove poter usufruire della prima Grande Buttata di Porcini.

A tal proposito, ricordo che Funghimagazine mette a disposizione dei propri lettori TOTALMENTE GRATUITAMENTE, il Semaforo dei Funghi sia in versione PC che in versione APP su Google Play, con centinaia di pluviometri consultabili regione per regione con pioggia del giorno aggiornata ogni ora, storico del mese in corso e storico del mese precedente.

Inoltre, ogni mese, mette a disposizione una mappa che illustra dove e quanto è piovuto nel mese in corso con tutti i link ai mesi e anni precedenti, tornano indietro fino al 2021.

DUE SETTIMANE DI FERIE: DAVVERO È DIVENTATA UNA COLPA?

Chiudiamo con una parentesi che ci lascia non poco perplessi.

Durante la settimana attorno al Ferragosto la Mappa Nascite Funghi non è stata aggiornata. Due settimane.

Per questo motivo un utente ha deciso di lasciare una recensione da una stella alla nostra App Semaforo dei Funghi, lamentando il mancato aggiornamento (come se fosse dovuto).

Crediamo allora sia utile ricordare una cosa molto semplice.

Funghimagazine, la Mappa Nascite Funghi, gli aggiornamenti quotidiani, le analisi meteorologiche, l’Atlante dei Funghi e l’App Semaforo dei Funghi vengono messi a disposizione dei lettori gratuitamente.

Non esiste un abbonamento. Non esiste un servizio premium. Non chiediamo denaro per consultare la Mappa Nascite Funghi. Chiediamo però rispetto per il nostro lavoro!

Dietro Funghimagazine esistono persone che lavorano, gratuitamente, studiano dati, raccolgono segnalazioni, scrivono articoli, aggiornano mappe e rispondono ogni giorno a una quantità enorme di messaggi.

E sì. Due settimane di ferie all’anno crediamo di potercele concedere.

Una critica è sempre legittima. Una segnalazione educata è utile. Un errore va corretto quando viene commesso.

Ma trasformare un servizio gratuito in qualcosa che si pretende come fosse dovuto racconta qualcosa che dovrebbe farci riflettere.

Il rispetto per il lavoro altrui dovrebbe continuare a essere gratuito anch’esso. E possibilmente disponibile 365 giorni all’anno.

ORA TOCCA AI BOSCHI

La situazione è completamente cambiata rispetto a poche settimane fa. Le piogge che aspettavamo sono arrivate. In molti territori sono state abbondanti. In alcuni persino eccezionali.

Le temperature stanno diventando più favorevoli e le prime nascite importanti stanno finalmente arrivando.

LA PRIMA GRANDE BUTTATA DI PORCINI È ALLA FINE ARRIVATA.

Ma non sarà democratica. Non seguirà i confini delle regioni. Non seguirà le province. Non seguirà le aspettative dei cercatori. Non sarà uguale, ovunque sia piovuto abbondantemente, per le ragioni sopra citate.

E certamente non seguirà la Luna.

Seguirà acqua, temperatura, suolo, piante, miceli e soprattutto la storia meteorologica ed ecologica che ogni singolo bosco si porta dietro da questa difficilissima estate.

Perciò, prima di chiedervi quanti giorni sono trascorsi dall’ultima pioggia, fatevi una domanda molto più importante:

COME STA IL BOSCO?

Nel frattempo, ricordo a chi avrà piacere di commentare questo articolo, o vorrà porre domande più specifiche, che potrà farlo lasciando il proprio commento a fine articolo, oppure potrà contattare l’autore Angelo Giovinazzo, attraverso Telegram via Chat privata, (rispondo personalmente e celermente a qualunque messaggio), o porre la domanda-commento nella nostra Chat Telegram pubblica. Non utilizziamo più da tempo le email perché ormai sono diventate veicolo di spazzatura d’ogni sorta. Per chi preferisce invece utilizzare ancora Whatsapp, trova il link per aprire una chat, nella pagina dei Contatti. Non utilizziamo quasi più questo canale perché abbiamo particolarmente a cuore la tutela della privacy dei nostri lettori e preferiamo, quando possibile, indirizzare le conversazioni verso Telegram.

E a proposito dell’autore, per chi se lo fosse perso o non lo sapesse ancora, il sottoscritto è anche autore de: L’Arte di Cercare Funghi, edito da Newton Compton Editori, uno dei libri dedicati al mondo dei funghi più apprezzati dai lettori nell’ultimo anno.

Non un manuale sui funghi, non un semplice racconto, ma il racconto dei boschi, della simbiosi naturale o forzata, tra cercatori di funghi, funghi e boschi, degli ecosistemi in cui chiunque può immergersi o riconoscersi, con descrizioni non spiegate ma raccontate. Il racconto di una vita di ricerche, osservazioni, incontri, con un pizzico di nostalgia, tanta ironia, e alcuni momenti di leggerezza e necessario divertimento.

L’Arte di Cercare Funghi è il proseguimento naturale di Funghimagazine attraverso le pagine di un libro, economico, ma non per questo meno interessante.
Buone letture!

Foto di copertina di Riccardo Spagnoli |Foto Porcini interne di: Jack Jack Cuneo | Marco Vacca |  Fabrizio Sacchelli | Cristian Brescia.

Last Updated on 26/09/2026 by Redazione FM

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Angelo Giovinazzo

Divulgatore scientifico e studioso di Scienze Naturali, appassionato di Micologia, Geografia e Geologia. Dopo un’esperienza come redattore meteo, nel 2018 ha fondato Funghimagazine.it, oggi punto di riferimento per migliaia di appassionati. È autore di L’Arte di Cercare Funghi, edito da Newton Compton Editori (10/10/2025).