E’ il momento dei Porcini estivi. Nascite importanti, ecco dove. Aggiornamento nascite funghi 10-07-2026

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E’ il momento dei Porcini estivi. Nascite importanti, ecco dove. Aggiornamento nascite funghi 10-07-2026

Dalle Alpi all’Aspromonte, lungo tutta la dorsale appenninica, i Porcini estivi (Boletus reticulatus/aestivalis, con immagini a fondo articolo) sono i protagonisti indiscussi del momento. In molti boschi risultano praticamente gli unici porcini presenti, accompagnati da poche altre specie fungine. La sorpresa più grande arriva però dalla montagna, dove stanno comparendo anche in aree in cui, fino a pochi anni fa, la loro presenza era considerata improbabile. Come stanno cambiando i boschi con il riscaldamento climatico e dove stanno nascendo, o nasceranno nel corso del weekend e nei prossimi giorni, i funghi in Italia.

Raccolte eccezionali di Porcini: fuorilegge

In questi primi giorni di luglio stanno facendo il giro delle chat e dei social decine di foto e video che mostrano raccolte eccezionali di Porcini estivi (Boletus reticulatus), soprattutto in Calabria. Molti di questi contenuti ci sono stati segnalati dai lettori che, più che meravigliarsi per l’abbondanza dei funghi, si dicono indignati nel vedere distese di cassette stracolme di Porcini.

A suscitare maggiore indignazione, infatti, non è tanto il fatto che in alcune zone d’Italia i Porcini stiano nascendo in quantità eccezionali. Questo è un fenomeno naturale che può verificarsi. Ciò che lascia perplessi è vedere raccolte che appaiono palesemente incompatibili con i limiti quantitativi previsti dalle normative regionali, presenti anche in Calabria, Basilicata e Campania, le regioni da cui proviene la maggior parte di queste immagini.

Ma c’è un altro aspetto che preoccupa ancora di più i nostri lettori. Molti di questi contenuti vengono accolti sui social con centinaia, talvolta migliaia o perfino decine di migliaia di “Mi piace/Like”, come se riempire decine di cassette di funghi fosse un’impresa da applaudire e prendere ad esempio.

È il segno di una società in cui troppo spesso la ricerca della visibilità e dei consensi finisce per prevalere sul rispetto della natura, delle regole e degli altri cercatori.

Paradossalmente, mentre in rete si susseguono immagini di raccolte impressionanti, continuano ad arrivarci messaggi dalla Sila e da altre aree della Calabria di cercatori che raccontano una realtà molto diversa: boschi frequentatissimi e cesti che, nella maggior parte dei casi, tornano a casa con pochi esemplari.

Secondo numerose testimonianze ricevute, nelle aree più produttive arriverebbero persone provenienti anche da altre regioni italiane, pronte a spostarsi rapidamente non appena circola la notizia di una nuova buttata. In alcuni casi si parla di veri e propri gruppi organizzati che raggiungono le zone di raccolta con pulmini, tende e numerose cassette, concentrando in poche ore la raccolta disponibile.

Molti lettori ci raccontano inoltre come i social abbiano amplificato il fenomeno. La ricerca dell’immagine spettacolare, del video virale e dei numeri sembra ormai prevalere sul piacere di vivere il bosco e sul rispetto che esso merita. Quando il successo online diventa l’obiettivo principale, il rischio è che il fungo smetta di essere un dono della natura e diventi soltanto uno strumento per ottenere visualizzazioni e consenso.

Forse è proprio questo il cambiamento più preoccupante. Non il numero di Porcini che nascono nei boschi, ma il modo in cui sempre più spesso vengono vissuti e raccontati.

Amare i funghi non significa svuotare un bosco. Amare la natura non significa trasformare ogni buttata in una corsa all’accaparramento o in uno spettacolo da esibire sui social.

Chi ama davvero il bosco sa che la soddisfazione più grande non è riempire più cassette degli altri, ma poter tornare, anno dopo anno, negli stessi luoghi e ritrovare ancora quella ricchezza che rende speciale ogni uscita.

 

È il momento dei Porcini estivi. Nascite importanti, non più solamente in Calabria e resto del Sud. Ora anche al Nord

Archiviata la parentesi dedicata ai comportamenti poco rispettosi di alcuni raccoglitori, torniamo finalmente ai protagonisti di questo aggiornamento: i Porcini estivi.

Quanto avevamo previsto nel precedente Aggiornamento Nascite Funghi del 3 luglio 2026, nonostante il diffuso scetticismo di molti lettori, si è puntualmente verificato. Le nascite di Porcini sono infatti arrivate proprio nei tempi e nelle aree che avevamo indicato, confermando ancora una volta come, per prevedere correttamente una buttata fungina, non sia sufficiente osservare il meteo del momento, ma sia indispensabile interpretare ciò che è accaduto nelle settimane precedenti.

La nostra convinzione nasceva infatti dalla coincidenza di tre fattori determinanti: la conclusione della precedente avvezione calda africana, il temporaneo break termico accompagnato da numerosi shock termici e, soprattutto, il completamento dei tempi d’incubazione delle piogge cadute tra la seconda metà di giugno e i primi giorni di luglio. Una coincidenza che ha permesso ai funghi di emergere proprio mentre nuove precipitazioni e nuovi temporali interessavano gran parte della Penisola.

Molti lettori ci avevano chiesto se fossimo davvero convinti che le nascite sarebbero arrivate, considerando che le previsioni indicavano un peggioramento molto breve, immediatamente seguito dal ritorno del caldo e, in molte zone, anche del vento. La risposta è arrivata direttamente dai boschi.

Dove i forti rovesci e temporali avevano interessato il territorio già negli ultimi giorni di giugno, le prime nascite sono iniziate con qualche giorno di anticipo. Successivamente sono entrate in produzione anche le aree interessate dalle precipitazioni cadute a cavallo tra la fine di giugno e i primi giorni di luglio.

Ogni giorno, attraverso social, chat e segnalazioni dirette dei lettori, arrivavano nuove conferme.

Ogni giorno monitoriamo il Meteo e le nascite di funghi attraverso la nostra pagina Meteo & Funghi, a nostro avviso molto esaustiva.

Sud Italia

I Porcini estivi hanno continuato a nascere abbondantemente non solo in Sila, ma anche sulle Serre Vibonesi e Reggine, lungo la Catena Costiera calabrese, sul Pollino, nella Lucania occidentale e in Campania, soprattutto tra Cilento, Salernitano, Avellinese, Beneventano e Matese.

Le nascite hanno interessato sia la montagna sia la collina, risultando però decisamente più abbondanti nelle faggete e nei castagneti, mentre i querceti delle quote inferiori hanno prodotto quantitativi generalmente più contenuti.

In diverse località del Sud sono comparsi anche numerosi Porcini neri (Boletus aereus), soprattutto nelle aree interessate da precipitazioni ripetute e ben distribuite tra la fine di giugno e i primi giorni di luglio.

Appennino centrale

Tra Molise, Abruzzo e Lazio le nascite migliori si sono concentrate soprattutto nei settori meridionali del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, a cavallo delle tre regioni.

Più discontinua la situazione nelle restanti regioni centrali. Non tanto per la mancanza di piogge, quanto perché molti temporali sono risultati intensi ma troppo rapidi e poco ripetuti. Le nascite non sono mancate, ma senza raggiungere i livelli osservati nelle regioni meridionali.

Toscana, Emilia-Romagna e Liguria

In Toscana e in Emilia-Romagna il forte rialzo termico seguito alle piogge, unito al vento secco, ha rapidamente asciugato e indurito molti terreni boschivi. Ciò nonostante, alcune buone nascite si sono registrate lungo l’Appennino settentrionale, in particolare tra Lucchesia, Garfagnana, Lunigiana e primo versante emiliano.

Situazione decisamente migliore in Liguria di Levante e nel Genovesato, con sconfinamenti anche sui rilievi preappenninici del Piemonte meridionale. Nascite più localizzate, ma comunque presenti, anche sulle Alpi Marittime e nelle aree di confine tra il Cuneese e le province di Savona e Imperia, dove i temporali sono risultati più insistenti.

Nord-Ovest e Alpi

La sorpresa della settimana arriva però dal Nord-Ovest.

Là dove molti davano ormai per scontato che non sarebbe nato praticamente nulla, a causa di precipitazioni mai particolarmente abbondanti, sono invece comparsi i primi Porcini estivi sulle Alpi Cozie e Graie.

Qualche nascita, anch’essa inattesa, si è registrata in alcune zone montane della Valle d’Aosta orientale, soprattutto sui versanti a nord della Dora Baltea e nella confinante alta Valsesia. Come previsto, sono arrivate conferme anche dall’Ossola.

Più deludente la situazione tra Sopra e Sotto Ceneri, dove il forte favonio intervenuto immediatamente dopo i temporali sembra aver fortemente limitato le nascite attese.

È andata decisamente meglio nelle aree interne delle Orobie e soprattutto sulle Alpi Retiche. Qui erano attesi i primi Boletus edulis, ma la sorpresa è arrivata dalle quote più elevate, dove sono comparsi i primi Porcini rossi (Boletus pinophilus), mentre a quote leggermente inferiori hanno iniziato a nascere Porcini estivi in ambienti davvero insoliti.

Ed è proprio questo l’aspetto più interessante dell’intera settimana. Non tanto il fatto che i Porcini estivi siano nati, quanto il luogo in cui sono comparsi. Boschi e quote che, fino a pochi anni fa, nessuno avrebbe associato a questa specie e che oggi meritano un’attenta riflessione. Su questo torneremo tra poco.

Triveneto

Dal Triveneto, come spesso accade, sono trapelate poche informazioni. I più maliziosi sostengono che quando tutto tace è perché i boschi stanno producendo bene e nessuno ha particolare interesse a divulgarlo. Un vecchio modo di dire tra cercatori che, tra ironia e realtà, continua a sopravvivere.

Anche qui, tuttavia, le piogge frequenti delle ultime settimane hanno favorito la comparsa dei Porcini estivi. Le segnalazioni confermano nascite non soltanto negli habitat più conosciuti, ma anche all’interno di fitocenosi decisamente inconsuete, sulle quali torneremo nel prossimo capitolo.

Dove le precipitazioni sono risultate abbondanti e ripetute non sono infine mancate diffuse nascite di Russule, Finferli e di numerose altre specie tipiche dell’inizio dell’estate.

 

Tra vasti incendi e temperature folli. Eppure sono nati, anche là dove non erano mai nati prima

Aggiornamento nascite funghi 10-07-2026 incendi in ValsesiaMentre in gran parte d’Italia si parla delle abbondanti nascite di Porcini estivi, sulle Alpi occidentali si sta consumando un’altra storia, ben meno rassicurante.

Da oltre dieci giorni bruciano vaste aree boschive tra l’alta Valsesia (in foto sopra, Varallo avvolta dal fumo dei vasti incendi) e il Verbano. Diversi Canadair, arrivati anche da altre regioni italiane, ed elicotteri antincendio continuano senza sosta a fare la spola tra la Valle Mastallone, il confine tra Vercellese e Verbano, le porte del Parco Nazionale della Val Grande e la Val Soana, nel Torinese, nel tentativo di contenere roghi che stanno interessando alcune delle vallate più belle dell’arco alpino occidentale.

In alcuni casi l’origine degli incendi è riconducibile ai fulmini caduti durante i temporali secchi di fine giugno e inizio luglio. Su altri episodi saranno gli accertamenti delle autorità competenti a stabilire le cause. Una cosa, però, appare evidente a chi frequenta questi boschi da decenni: temperature sempre più elevate, lunghi periodi senza pioggia e suoli estremamente asciutti stanno creando condizioni sempre più favorevoli alla propagazione degli incendi.

Chi conosce queste montagne da molti anni fatica ormai a riconoscerle.

Un tempo erano vallate fresche e umide, caratterizzate da prati verdi, pascoli ricchi d’acqua, sorgenti perenni, torrenti impetuosi e boschi dove il sottobosco conservava umidità anche nel cuore dell’estate.

Oggi, sempre più spesso, ci si trova davanti a foglie che scricchiolano sotto gli scarponi, sorgenti completamente asciutte, piccoli rii scomparsi e terreni che raggiungono temperature impensabili fino a pochi decenni fa.

Eppure, proprio in questi boschi, i Porcini sono nati, e noi stessi siamo stati protagonisti di un ottimo ritrovamento, nel cuore delle Alpi, a pochi km dal confine di Stato, come da video allegato.

Aggiornamento nascite funghi 10-07-2026 Porcini estivi in alto PiemonteEd è qui che l’osservazione diventa particolarmente interessante.

Se negli ultimi quarant’anni i Porcini estivi (Boletus reticulatus) hanno progressivamente colonizzato la Pianura Padana e le colline pedemontane, oggi sembra delinearsi una nuova fase della loro espansione. Là dove le quote più basse diventano ogni estate sempre più calde e aride, questa specie sembra trovare condizioni favorevoli sempre più in alto, spostandosi progressivamente verso i versanti montani.

Tra gli 1.100 e i 1.500 metri di quota il Porcino estivo sta diventando uno dei principali protagonisti dei boschi alpini, soprattutto nelle faggete, ma non soltanto sui versanti caldi e soleggiati. Le segnalazioni, confermate anche dalle nostre osservazioni sul campo, riguardano ormai pianori ombrosi, esposizioni orientali e perfino versanti rivolti a nord, purché il terreno conservi ancora un minimo di umidità.

Fino a pochi anni fa vedere fotografie di Porcini estivi nelle faggete della Liguria o lungo la dorsale appenninica non stupiva nessuno. Molto diverso è invece osservare questa specie nelle Alpi, a quote e in ambienti dove, a metà luglio, ci si aspetterebbe piuttosto di incontrare i primi Boletus edulis.

Ma la sorpresa più grande è arrivata durante il sopralluogo effettuato mercoledì 8 luglio in una vallata alpina, ben incastonata a poca distanza dal confine si stato.

Eravamo partiti con l’idea di verificare la presenza di Finferli e, magari, dei primi Porcini autunnali. Invece, a circa 1.400 metri di quota, in un sottobosco insolitamente secco, abbiamo trovato proprio loro: Porcini estivi.

Aggiornamento nascite funghi 10-07-2026 Porcini estivi in alto PiemonteNon solo sotto i faggi.

Sempre più frequentemente, infatti, ci vengono segnalati ritrovamenti anche in prossimità di Abete bianco (Abies alba) e Abete rosso (Picea abies), osservazioni che fino a pochi anni fa sarebbero state considerate quantomeno insolite.

Di seguto alcune foto di Porcini estivi in bosco di Abete bianco del 7 luglio 2026, inviateci dal nostro collaboratore Pablo Ferretti.

Aggiornamento nascite funghi 10-07-2026 Porcini estivi di abete biancoPiù che essere legato in modo esclusivo a una determinata specie arborea, il Boletus reticulatus sembra rispondere soprattutto all’insieme delle condizioni ecologiche del sito: temperatura dell’aria, temperatura del suolo, disponibilità idrica, caratteristiche del terreno e presenza di un ospite micorrizico compatibile. Quando questi fattori si combinano favorevolmente, anche habitat ritenuti fino a ieri marginali possono diventare improvvisamente adatti alla sua fruttificazione.

Del resto, qualcosa di simile lo abbiamo già osservato negli ultimi decenni con il Porcino nero (Boletus aereus), oggi sempre più frequente anche nelle faggete dell’Appennino e della Liguria fino a quote prossime ai 900-1.000 metri, ambienti nei quali la sua presenza, in passato, era considerata decisamente meno comune.

Naturalmente una singola osservazione non basta a riscrivere l’ecologia di una specie. Tuttavia, quando gli stessi fenomeni iniziano a ripetersi in vallate diverse, a quote sempre più elevate e vengono confermati da un numero crescente di cercatori distribuiti lungo tutto l’arco alpino, ignorarli diventa sempre più difficile.

Forse è proprio questo il cambiamento più interessante che stiamo osservando nei nostri boschi. Mentre il clima modifica rapidamente gli ecosistemi montani, anche i funghi sembrano adattarsi, colonizzando habitat che fino a pochi anni fa sembravano appartenere ad altre specie. Documentare questi cambiamenti significa osservare il bosco per quello che è oggi, senza rimanere ancorati all’immagine di quello che era quarant’anni fa.

 

Dove andare a cercare Porcini e Finferli durante questo weekend e nei prossimi giorni

Prima ancora di parlare delle aree più promettenti, è utile soffermarsi su ciò che accadrà nei prossimi giorni dal punto di vista meteorologico.

Dopo l’eccezionale picco di calore di mercoledì 8 luglio — giornata storica per molte località del Nord Italia e del Nordovest, culminata con i 39,4°C registrati a Domodossola, nuovo record storico per la località — il tempo è destinato a cambiare nuovamente.

L’ondata di calore africana, accompagnata in molte vallate alpine da intensi venti di favonio, sta infatti lasciando spazio a un nuovo break temporalesco che interesserà soprattutto il Nord e parte del Centro Italia, con fenomeni più marginali al Sud. L’apice del peggioramento è atteso tra il pomeriggio di venerdì e la serata di sabato.

Più che per le nascite immediate, questi temporali saranno fondamentali per restituire acqua ai boschi dopo settimane estremamente difficili. Rappresenteranno una preziosa boccata d’ossigeno per i suoli forestali e per i miceli, duramente messi alla prova dal caldo eccezionale delle ultime settimane.

Finferli

Luglio è tradizionalmente il mese d’oro dei Finferli (Cantharellus cibarius), conosciuti anche come Cantarelli o Galletti. Quest’anno, però, il caldo eccessivo e la rapida disidratazione dei terreni stanno limitando fortemente la loro fruttificazione.

Dove le piogge sono state abbondanti continuano comunque a comparire, anche se spesso il successivo ritorno del caldo e del vento impedisce ai carpofori di completare regolarmente lo sviluppo.

Al momento le aree che offrono le migliori prospettive rimangono soprattutto il Trentino-Alto Adige, le zone montane del Cadore, il Veneto settentrionale e il Friuli Venezia Giulia, naturalmente alle quote montane più fresche e non nei fondovalle ormai eccessivamente caldi.

Porcini

Per quanto riguarda i Porcini, la situazione rispecchia quanto descritto nei capitoli precedenti.

Nelle aree dove le nascite hanno già raggiunto il loro massimo, la produzione tenderà gradualmente a diminuire nei primi giorni della prossima settimana, con la comparsa di esemplari sempre più maturi e il successivo fisiologico rallentamento della buttata.

Al contrario, nelle regioni dove le nascite sono iniziate solo negli ultimi giorni — in particolare tra Piemonte, Liguria, alta Lombardia e parte del Triveneto — la produzione dovrebbe proseguire ancora per buona parte della settimana entrante.

Per seguire l’evoluzione della situazione quasi in tempo reale, il consiglio è quello di consultare la Mappa Nascite Funghi disponibile nella homepage di Funghimagazine. La cartografia viene aggiornata costantemente e consente di individuare con immediatezza le aree dove le buttate sono all’apice, quelle in crescita e quelle ormai in fase di esaurimento.

Una cosa appare comunque certa: il ritorno delle piogge non potrà che fare bene ai boschi. E se la Calabria continua a rappresentare il riferimento di questa prima parte di luglio, la prossima regione destinata a salire sul podio potrebbe essere proprio la Liguria.

IN CONCLUSIONE

L’aggiornamento di questa settimana ci consegna un’immagine dell’Italia fungina tanto incoraggiante quanto complessa.

Da una parte assistiamo a nascite localmente abbondanti di Porcini estivi e, nelle aree più fortunate, anche di Porcini neri, segno che i miceli, quando trovano il giusto equilibrio tra pioggia, temperatura e tempi d’incubazione, riescono ancora a regalarci raccolte di grande soddisfazione.

Dall’altra, però, è impossibile ignorare ciò che sta accadendo ai nostri boschi. Incendi sempre più estesi, sorgenti che si prosciugano, torrenti in sofferenza e lunghi periodi di caldo estremo stanno modificando ecosistemi che, fino a pochi decenni fa, sembravano immutabili.

E proprio i funghi sembrano raccontare questi cambiamenti meglio di qualsiasi altro indicatore naturale. Specie che si spingono a quote sempre più elevate, habitat nuovi, fruttificazioni in ambienti considerati insoliti fino a pochi anni fa e calendari di crescita che, stagione dopo stagione, sembrano riscriversi davanti ai nostri occhi.

Forse è ancora presto per riscrivere i libri di micologia. Non è però troppo presto per osservare, documentare e confrontare ciò che accade nei boschi. La natura cambia continuamente e chi la frequenta con attenzione ha il dovere di raccontare quei cambiamenti senza pregiudizi, mettendo sempre i fatti davanti alle convinzioni.

Anche per questo continueremo a monitorare quotidianamente l’evoluzione delle nascite in tutta Italia, aggiornando la nostra Mappa Nascite Funghi e raccogliendo le preziose segnalazioni che ogni giorno ci inviate da ogni regione.

Perché conoscere il bosco non significa soltanto sapere dove trovare un Porcino. Significa imparare a leggere i segnali che ci invia, capire come sta cambiando e, soprattutto, fare in modo che le generazioni future possano continuare a emozionarsi davanti alla nascita di un fungo, così come accade ancora oggi a chi entra nel bosco con rispetto, curiosità e meraviglia.

Di seguito FOTOGALLERY dai nostri lettori. Immagini dalla nostra Chat Telegram Funghimagazine di: Ezio Badtrain, Francesco AL, Matteo “Matz” (anche foto di copertina), Riccardo Spagnoli.

Aggiornamento nascite funghi 10-07-2026 Porcini estivi dai lettoriAggiornamento nascite funghi 10-07-2026 Porcini estivi dai lettoriAggiornamento nascite funghi 10-07-2026 Porcini estivi dai lettori

Last Updated on 01/08/2026 by Redazione FM

Questo articolo ha 6 commenti

  1. Ferdinando

    Quante parole!!!! Sintesi!!!

    1. Redazione FM

      Caro Ferdinando, grazie per il commento. In realtà la scelta di non fare sintesi è proprio una delle caratteristiche che contraddistingue Funghimagazine fin dalla sua nascita.
      Sul web esistono già tantissimi contenuti brevi, riassunti in poche righe o video di pochi secondi. Qui, invece, l’obiettivo è un altro: fare cultura micologica, approfondire, spiegare il perché delle cose e non limitarsi a dire dove nascono i funghi.
      Inoltre, all’inizio di ogni articolo è presente un indice molto pratico: chi è interessato solo a un determinato argomento può andare direttamente al capitolo che gli interessa, saltando il resto.
      Naturalmente nessuno è obbligato a leggere tutto, ma chi cerca informazioni complete, spiegazioni e approfondimenti sa di poterli trovare qui. È questa, da sempre, la filosofia di Funghimagazine 😉.

  2. Claudio

    Grazie del bell’articolo e di regalarci una cultura, cura e attenzione oltre ai funghi ai nostri boschi!!

    1. Redazione FM

      Ciao Claudio, grazie mille del tuo feedback. Felicissimi che l’articolo abbia incontrato il tuo apprezzamento. Cultura sempre! 👊🍄🍄

  3. Ruggero

    Non avete citato la Sardegna dove abiti, gradirei sapere se çè la nascjta o è ancora troppo secca. Grazie e saluti

    1. Redazione FM

      Ciao Ruggero. Grazie della segnalazione. In effetti è stata una dimenticanza. Ad ogni modo, come puoi ben immaginare, le piogge sull’isola nel corso degli ultimi 20 giorni sono state davvero limitatissime mentre il caldo è stato ben più generoso. Direi che possibilità di avere qualche nascita è limitata ai settori Sud-orientali e monti attorno al Gennargentu, le sole zone che hanno avuto qualche pioggia ripetuta. Le probabilità tuttavia sono molto risicate a causa non solo del caldo ma anche del vento. Incrociamo le dita! 🤞🤞🍄🍄

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Angelo Giovinazzo

Divulgatore scientifico e studioso di Scienze Naturali, appassionato di Micologia, Geografia e Geologia. Dopo un’esperienza come redattore meteo, nel 2018 ha fondato Funghimagazine.it, oggi punto di riferimento per migliaia di appassionati. È autore di L’Arte di Cercare Funghi, edito da Newton Compton Editori (10/10/2025).