
Dopo la “grande abbuffata” c'è già chi è in crisi d'astinenza da funghi Porcini. Eppure l'intero Nord Italia durante la prima quindicina di settembre si è davvero ben divertito. Ma i Porcini sono come una droga. Quando li scopri non riesci più a farne a meno e se inizi a trovarne, non ti bastano mai.
Manca poco per la nuova buttata di Porcini. Sarà anche questa importante?
Aggiornamento nascite 18-09-2026
Dopo la “grande abbuffata” c’è già chi è in crisi d’astinenza da funghi Porcini. Eppure l’intero Nord Italia durante la prima quindicina di settembre si è davvero ben divertito.
Ma i Porcini sono come una droga. Quando li scopri non riesci più a farne a meno e, se inizi a trovarne, non ti bastano mai.
Prima grande buttata di Porcini, come non se ne vedevano da molto tempo
Diciamolo subito chiaro e tondo… I funghi Porcini in Italia si sono sempre trovati. A volte di più e per lunghi periodi, altre meno e più concentrati in brevi episodi, appunto le note “buttate” o “bollate”.
Tuttavia, di nascite così massicce, quasi imponenti, nel passato recente e passato meno recente, non vi era quasi traccia.
Colpa o merito dei cambiamenti climatici che, di fatto, stanno modificando non solo il clima, ma anche il quieto vivere di vegetazione e funghi.
In passato, di norma la stagione fungina, o meglio “porcina” — perché di altre specie fungine a ben pochi oggi sembra interessare — iniziava in sordina con i Porcini estivi già entro metà giugno, poi proseguiva con i Porcini Neri al Centro-Sud durante l’estate e, all’incirca da metà agosto fino a metà-fine ottobre, terminava con gli edulis, i Porcini Chiari Autunnali del Nord Italia e di poche specifiche aree dell’Appennino.
Più o meno come sta accadendo ancora oggi, ma con una differenza sostanziale: un tempo le nascite erano assai più continue e regolari.
Le “buttate” esistevano già, naturalmente, ma avevano caratteristiche diverse da quelle a cui ci siamo abituati negli ultimi decenni. Pioveva con maggiore regolarità e frequenza e ogni “buttatina” poteva sovrapporsi alla successiva, dando l’impressione che i funghi nascessero senza soluzione di continuità, ovvero “back-to-back”, per settimane o addirittura mesi.
Non erano quindi le enormi esplosioni di Porcini che oggi possono riempire improvvisamente i boschi, seguite altrettanto improvvisamente dal nulla cosmico.
Tolto che in passato — come ho raccontato nel mio recente libro “L’Arte di Cercare Funghi”, in cui racconto com’è cambiato il rapporto con i boschi e soprattutto con i funghi Porcini, passando dall’essere considerati degli “sfigati” se dediti alla ricerca dei funghi, all’esser diventati dei gran “fighi” degni di emulazione e di rispetto — esistevano già le “buttate”, molti non se ne accorgevano neppure, perché andar per funghi non era certo una moda.
Forse tanta disponibilità finiva per rendere il gioco poco attrattivo e certamente negli anni post boom economico si scoprivano cibi ben più raffinati dei funghi: i cibi spazzatura o comunque altamente processati. Magari un po’ malsani, ma ricchi di gusto e ben pubblicizzati dall’industria alimentare internazionale.
Al Sud il discorso era in parte diverso. Le grandi nascite di Porcini Neri (Boletus aereus) erano già una realtà, tanto che non mancavano raccolte che oggi definiremmo quasi fuori misura.
È soprattutto al Nord, con i Porcini Chiari Autunnali (Boletus edulis), che qualcosa iniziò invece a cambiare vistosamente nei primi anni Ottanta.
Il 1982 rappresentò uno dei primi anni in cui si manifestarono quelle grandi nascite concentrate che sarebbero poi diventate sempre più familiari. Nel 1986, il celebre anno del disastro nucleare di Černobyl’ in Ucraina, arrivò quello che potremmo definire il primo vero “delirio porcino”.
E Chernobyl entrò suo malgrado anche nella mitologia dei cercatori di funghi.
Quell’anno divenne infatti popolare la convinzione che quella clamorosa e apparentemente inspiegabile esplosione di Porcini — ce n’erano ovunque, si diceva, persino “sulle pietre” — fosse in qualche modo collegata alla fuga radioattiva della centrale nucleare.
Naturalmente una convinzione popolare non è una spiegazione scientifica, ma rimase talmente impressa nella memoria collettiva dei cercatori che ancora oggi, quando arriva una buttata particolarmente eccezionale, non è raro sentire qualche “fungaiolo da bar” domandarsi se da qualche parte non ci sia stata una nuova fuga radioattiva che “ci tengono nascosta”.
Perché noi cercatori di funghi siamo fatti anche così: davanti a fenomeni complessi cerchiamo volentieri spiegazioni semplici. Se non è la radioattività, sarà la Luna.
Da lì, però, nulla fu più come prima
Non perché Chernobyl avesse qualcosa a che fare con i Porcini, ma perché proprio in quegli anni iniziò a diventare evidente, soprattutto al Nord con Boletus edulis, un modo diverso di fruttificare: non più soltanto nascite importanti e prolungate nel tempo, ma autentiche esplosioni concentrate in pochi giorni, seguite magari da settimane di quasi totale assenza.
Le grandi buttate moderne, insomma: migliaia di Porcini quasi “seminati” nel bosco e, subito dopo, il nulla cosmico.
Persistenza del caldo, precipitazioni meno regolari ma talvolta molto abbondanti, altissima disponibilità temporanea di acqua e umidità di suoli e aria hanno progressivamente modificato le condizioni in cui vegetazione e funghi si trovano a vivere e fruttificare.
Tutto sempre più spesso concentrato in episodi di breve-media durata e di fortissima intensità.
Era, ed è tuttora, il caldo a governare la vita nei campi e nei boschi ma, se nei campi si può ancora ricorrere all’irrigazione artificiale, nei boschi non si può fare altrettanto e così eccoci all’indomani della “Prima Grande Buttata di Porcini del 2026”, già in forte trepidazione e attesa della seconda.
Ora la domanda che da giorni tutti mi pongono e a cui tutti vorrebbero avere una risposta univoca — affermativa e possibilmente esaltante — è:
QUANDO ARRIVERÀ E COME SARÀ LA SECONDA BUTTATA DI PORCINI?
Presto. Arriverà presto, anzi molto presto. È questione di pochi giorni ancora di estenuante attesa.
Intensa, certamente nuovamente molto grande, ma stavolta non sarà più democratica come la prima.
Interesserà una più grande vastità di zone fungine d’Italia ma, in molti casi, sarà a vera “macchia di leopardo”.
Perché? Semplice. Perché non è piovuto ovunque uniformemente. Tuttavia è bene dire che ci sarà e che interesserà molte regioni del Nord, tutte quelle del Centro e solo alcune del Sud.
Anche oggi, come a fine agosto, sussiste diffuso scetticismo tra i cercatori di funghi.
Sento dire da molti che il caldo delle ultime settimane avrà certamente vanificato gli effetti delle abbondanti piogge del 9 e 10 settembre ma costoro sembrano essersi dimenticati, o forse non lo hanno proprio osservato, che anche a fine agosto, dopo le abbondanti piogge che hanno generato la prima ondata di nascite, ha fatto ben più caldo di ora e per molti più giorni rispetto a oggi.
Il segreto che mi sforzo di raccontare da tempo è che le piogge “magiche” non sono quelle da 50+/100+ mm, ma quelle che insistono per molte ore, meglio se su più giorni e nello stesso posto.
A fine agosto come oggi, di piogge intense e insistenti ne abbiamo avute in tre quarti d’Italia.
Più “sfigati” Piemontesi, Valdostani e Liguri occidentali, visto che hanno avuto buone piogge ma, in diverse zone, molto veloci, anche ripetute sia il 9 che il 10, ma comunque di breve durata.
Più premiati i Liguri orientali, i Lombardi, i Tridentini, gli Emiliani-Romagnoli, i Toscani, i Marchigiani, gli Umbri e parzialmente anche i Laziali.
In diverse zone del nostro Sud non è piovuto abbastanza, ma c’è una timida e discreta buona notizia… Le piogge dell’11 e 12 settembre daranno i loro frutti in ritardo, ma li daranno, complici le nuove piogge in arrivo.
La seconda domanda del momento è:
È POSSIBILE CHE LA PRIMA BUTTATA SI SOVRAPPONGA ALLA SECONDA?
Sì. È possibilissimo ma, come ho avuto modo di scrivere in diversi altri articoli già da tempo pubblicati, non è un evento su cui fare affidamento perché può accadere ma, per quanto non raro, non è neppure la regola.
Affinché due buttate di Porcini si sovrappongano sono necessarie condizioni particolari che illustrerò di seguito, per togliere ogni dubbio.
Parlo per esperienza acquisita nel tempo e da attento osservatore, non da indovino, intendiamoci.
Lunedì 15 settembre 2026. Da una nota località fungina del Piemonte — che, come quasi tutte le altre della regione in cui era piovuto, ha regalato grandi nascite di Porcini — parte un tam-tam WhatsApp.
Il messaggio — che ho ricevuto per inoltro pure io — dice: nella località XY stanno rinascendo un sacco di Porcini freschi di nascita, mentre ancora si raccolgono vagonate di funghi adulti.
Dopo due giorni in quella località si contavano più di 250 auto parcheggiate dove non vi era spazio sufficiente a contenerle tutte. È stato necessario l’intervento di polizia municipale e carabinieri per mettere ordine.
A decine mi hanno scritto per chiedermi se fosse vero. Molti, accorsi sulla scia della fake news, mi hanno scritto dicendomi che non era assolutamente vero e che la ricerca di Porcini aveva generato pesanti cappotti, a parte qualche vecchio “marcione”, qualche porcino adulto e senescente dimenticato dall’orda di cercatori delle settimane precedenti.
La notizia è nata da qualche buontempone che, leggendo i dati pluviometrici locali, ha ben pensato di anticipare tutti, recandosi in zona, certo che le piogge del 28 agosto avrebbero generato la sovrapposizione di buttate. Deluso dal risultato, ha ben pensato di diffondere la falsa notizia per ingannare altri cercatori e farli accorrere tutti lì, mentre lui poteva sperimentare altre località abbandonate di tutta fretta per preferire la “località favolosa”.
Ma non funziona sempre così. La sovrapposizione di nascite avviene solo quando il bosco si mantiene umido, quando di notte si realizzano le rugiade notturne, in assenza di vento e soprattutto in assenza di “fungaioli dal bastone facile”.
Sì, perché lo voglio ribadire fino alla nausea: fa più danno un cercatore di funghi che scava nella lettiera con il bastone che il passaggio di cinquanta cercatori di funghi consapevoli ed educati alla buona raccolta dei funghi.
Quel maledetto bastone che distrugge qualunque fungo che non sia un porcino, di solito non si limita a distruggere semplicemente i carpofori non commestibili, ma interrompe la rete miceliare, espone il micelio all’aria secca, al vento, modifica l’equilibrio della lettiera e dell’intero ecosistema.
Non solo, ma distruggendo i funghi “velenosi” o non pregiati, impedisce ai funghi saprofiti — quelli che si nutrono di foglie, rami e ciò che sta sulla superficie del sottobosco — di generare nuovo humus trasformando le foglie in cibo utile per piante e altri funghi commestibili.
In questi giorni nei boschi del Nord si sono viste scene da dimenticare. Boschi completamente stravolti, lettiere rovinate, intere porzioni di lettiera e humus scivolati a valle a causa del passaggio di troppe persone transitate nello stesso punto.
Insomma, a queste condizioni c’è ben poco da sperare in un allungamento e sovrapposizione di buttate.
Oggi avrei voluto centrare questo aggiornamento sulle condizioni ideali che fanno sì che una buttata si sovrapponga alla successiva ma temo che, visti i precedenti, arrecherei più danni che benefici.
Mi limiterò quindi a dire che se, dopo la “grande abbuffata” di Porcini, ce ne rimarremo a casa quattro-cinque giorni a riposare e a riflettere, magari all’arrivo della seconda grande buttata saremo più riposati e consapevoli dei danni che potremmo provocare nei boschi. E magari leggendo nel frattempo il mio libro, ci si potrà anche ispirare, o sorridere della grande ossessione che interessa molti cercatori di funghi.
DOVE CI SARÀ LA SECONDA GRANDE BUTTATA DI PORCINI?
NORD ITALIA
Non è un segreto. Settembre è iniziato sotto i peggiori auspici. Grande caldo, geopotenziali ancora enormemente alti per il periodo, aria eccessivamente secca, pur con temperature nettamente inferiori a quelle registrate regolarmente ad agosto. Piogge cadute e relative mappe sono da tutti consultabili nel nostro Semaforo dei Funghi.
Piogge quasi inesistenti fino al giorno 7 del mese.
Prime piogge in Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli il giorno 7. Qualche doccia anche sulle Orobie.
Poca cosa ma un piacevole antipasto.
Il giorno 8 buone prime piogge in Valle d’Aosta, Alpi Pennine-Lepontine. Ancora Alpi Retiche.
Il 9, il giorno delle grandi piogge. Democratiche in tutto il Nord ma con intensità maggiore nel Torinese, Alessandrino, Lombardia tutta ad eccezione del Mantovano. Trentino-Alto Adige tutto, ad eccezione delle Alpi Carniche. Veneto montano-collinare e pianure orientali. Friuli occidentale. Liguria centro-orientale e confine emiliano.
Purtroppo diverse zone dell’Alto Piemonte, Cuneese, Savonese e Pianura Padana centro-orientale hanno avuto piogge effimere.
E veniamo al giorno più piovoso, il giorno 10, quando è nuovamente piovuto su tutto il Nord ma, in Piemonte e Liguria occidentale, le piogge sono state nuovamente effimere. Stavolta anche nel vicino Varesotto, oltre che nella Romagna settentrionale.
Piogge invece importanti dal Milanese al Veneto, con precipitazioni copiose tra Veneto orientale e Friuli Venezia Giulia dove, tra le pianure e i settori orientali, si sono avuti accumuli sopra i cento millimetri.
Ancora buone piogge nella Liguria centrale e in tutta l’Emilia. Il giorno 11 piogge ancora presenti in Emilia-Romagna centro-orientale, in Friuli Venezia Giulia e nelle zone montane del Nord.
Naturalmente credo sia superfluo specificare che dove le piogge sono state migliori ci sono le probabilità più consistenti che la Seconda Grande Buttata, oltre ad essere imminente, sia anche “grande” come la prima.
E per grande non intendiamo solamente funghi ovunque ma anche e soprattutto funghi in quantità impressionanti, “come seminati”!
Dov’è piovuto meno la seconda buttata non sarà certamente grande, anche se tra mercoledì 15 e venerdì 18 dovesse piovere molto perché i nodi riproduttivi utili per innescare la nuova buttata li deve aver generati necessariamente la pioggia del 9-10 e non quella attuale.
Infine, pioggia o non pioggia, dove i boschi sono stati danneggiati, quindi nelle località con maggior flusso di cercatori e a tutti ben note, la seconda buttata di Porcini potrebbe non solo essere sottotono ma persino assai deludente.
CENTRO ITALIA
E veniamo alle buone notizie. La lunga attesa finalmente potrebbe terminare.
Intendiamoci, i miracoli in natura non avvengono mai. Tutto ha un perché e, se anche troppo spesso ci sfugge, la logica prevale sempre sulle nostre sommarie convinzioni.
Nonostante il gran caldo e il secco di questa estate che non ha mai fine, un po’ di cauto ottimismo mi sento di esprimerlo anche per quelle zone del Centro Italia che non hanno avuto piogge ripetute, a volte anche veloci e intense.
La ragione dell’ottimismo è che sta tornando a piovere là dov’era già piovuto ma la nuova buttata non è ancora iniziata. La nuova pioggia in arrivo non farà miracoli neppure lei, ma servirà a conservare e mantenere attivi i nodi riproduttivi già esistenti e a consolidarli, anziché vederli sofferenti, asfittici e morenti.
La Toscana è la regione in cui vi è più attesa per la nuova grande buttata. In questo caso però è bene sottolineare che le nascite di Porcini in arrivo riguarderanno prevalentemente Porcini estivi (Boletus reticulatus/aestivalis) e Porcini neri-bronzini (Boletus aereus), e sappiamo bene che questi sono funghi che hanno sempre cicli vegetali molto brevi: due, tre, massimo quattro giorni.
In Garfagnana, Lunigiana e Appennino settentrionale di confine con l’Emilia-Romagna si potranno trovare anche Porcini chiari autunnali (Boletus edulis) e Porcini rossi (Boletus pinophilus), ma solo in spot normalmente noti per essere vocati a queste tipologie fungine.
► Per chi non si fosse mai reso conto che di Porcini non ce n’è di un solo tipo, consiglio la lettura del mio recente articolo: I PORCINI NON SONO TUTTI UGUALI. PERCHÉ?
Date le caratteristiche dei suoli, Porcini Chiari Autunnali si potranno trovare in piccole quantità anche sul Monte Amiata e, in presenza di buoni shock termici, magari anche in quantità migliori, accompagnati da qualche bel Porcino rosso.
Con un pizzico di pazienza ancora, senza farsi prendere dalla frenesia, a breve, presumibilmente entro il 22, si potrebbero iniziare a trovare i primi Porcini in tutta la regione, Elba compresa.
Nel resto del Centro Italia, buon potenziale di nascite nelle Marche, in Umbria e nel Lazio, oltre che sui monti dell’Abruzzo occidentale.
Naturalmente, a scanso di equivoci e di fraintendimenti, voglio ribadire nuovamente che né io né un’eventuale Intelligenza Artificiale disponiamo di sfere di cristallo e, benché con la prima importante buttata di Porcini non abbia dato false speranze ma una previsione che si è rivelata perfetta, con la seconda non sarà altrettanto semplice azzeccare date e intensità a causa di più variabili “impazzite” in gioco: una tra tutte il vento, non da meno il caldo e la siccità.
SUD ITALIA
E veniamo alle note dolenti, ma non del tutto drastiche.
Al nostro Sud è piovuto molto poco nel periodo utile per una nuova buttata.
Partiamo dalla “notte dei tempi”, quindi da inizio mese di settembre.
Il primo del mese, qualche sparuta doccetta su alcuni monti campani, sul Pollino e in Sila.
Nulla di che. Ma utile a smorzare la siccità.
Il giorno 2 buone piogge nella provincia di Matera e confine Tarantino. Qualche doccia anche in Sila orientale, Crotonese e Catanzarese orientale. Deboli docce nel Sudovest sardo.
Il 3 buone piogge in Sila fino a Catanzaro. Doccia veloce sulle Serre Vibonesi. Il 4 giusto le classiche quattro gocce in Sila Piccola, Serre Reggine. Poi il secco per più giorni con gran caldo.
Nuove piogge il giorno 8. Stavolta buona distribuzione in Abruzzo ma con quantitativi degni di nota solo al confine con il Molise. Ottime piogge nel Molise interno, Frusinate di confine e Campania settentrionale e orientale. Qualche buon rovescio anche in Basilicata, Cilento, Pollino e Sila. Nulla di eccezionale ma utile per qualche flash mordi e fuggi di Porcini neri.
Il giorno 9 docce in Salento settentrionale, Lucania meridionale-Pollino, Sila settentrionale e Aspromonte. Qualche timida doccia anche nel Trapanese. Nuovi veloci rovesci in Molise settentrionale.
Il giorno 10 piogge discrete in Campania di confine col Lazio. Qualche doccia nel Molise centrale con rovesci migliori su quello occidentale. Piogge anche in Gargano-Foggiano-Tavoliere occidentale e nella Lucania centro-settentrionale. Finalmente qualche discreta pioggia in Sardegna occidentale.
Il giorno 11 piogge diffuse, anche se talvolta brevi, in Campania, nel Molise occidentale e costiero, in Gargano, nel Barese, in Lucania centro-orientale, lungo la costa tirrenica calabrese, Sila Greca, Aspromonte e Messinese.
Il giorno 12 nuove piogge in Molise, Puglia, ad eccezione delle coste tra Bari e Brindisi, in Campania tranne sulle zone costiere di Napoli e Costiera Amalfitana. Piogge invece importanti per il periodo in Salento, nella Lucania meridionale-Pollino, in tutta la Calabria con piogge modeste o assenti solo nella porzione più meridionale costiera. Rovesci anche in Sicilia settentrionale e nel Ragusano.
Le piogge del Sud Italia non sono della stessa portata di quelle del Centro Italia, tuttavia, sempre in virtù del fatto che ora arrivano nuove piogge, potranno comunque dar luogo a flash di buone, per quanto brevi, nascite di Porcini.
Riguardo al fatto che nel frattempo c’è stato caldo intenso e giorni secchi, abbiamo un importante precedente, quello del Nord Italia, che ci dimostra che, se piove come si deve, con adeguati shock termici, i funghi nascono anche all’indomani di pesante siccità.
MAPPE NASCITE FUNGHI E MAPPE DELLA PIOGGIA CADUTA
Vorrei, prima di chiudere, ricordare ai nostri nuovi lettori e ai lettori più distratti che sul sito abbiamo il nostro SEMAFORO DEI FUNGHI diviso per regioni, con tutte le TABELLE DELLA PIOGGIA CADUTA IN ITALIA negli ultimi due mesi.
Uno strumento utile per monitorare le località fungine di nostro interesse, per capire se effettivamente è piovuto, dove esattamente, quando e quanto.
Pubblichiamo in homepage anche la MAPPA DELLE NASCITE FUNGHI ma, a scanso di equivoci — già di tanto in tanto verificatisi — vorrei sottolineare che questi sono strumenti utili per cercare di evitare il classico “cappotto”, ovvero l’uscita senza funghi.
Gli strumenti in questione NON hanno alcuna pretesa di essere infallibili, certi, fari nella notte, men che meno input da usare come certezze matematiche.
Sono dei semplici “aiutini” che possono facilitare i ragionamenti, le interpretazioni e la propria capacità di prevedere autonomamente dove sia meglio recarsi a funghi per non rimanere delusi.
Seguire le indicazioni dell’Intelligenza Artificiale o, peggio ancora, di messaggi fuorvianti delle varie chat WhatsApp-Instagram o tam-tam vari è la migliore scorciatoia per farsi ingannare dai buontemponi che si divertono a diffondere notizie false per prendersi gioco dei concorrenti.
Questo non è un disclaimer per auto-giustificarci in anticipo, ma è bene ricordare che chi è in grado di prevedere le nascite di funghi in maniera infallibile deve ancora nascere, stante il fatto che la Natura fa ciò che vuole e non ciò che noi immaginiamo, date le migliaia o addirittura milioni di variabili in ballo.
Infine, un ringraziamento di cuore a tutti i lettori che hanno voluto premiarci acquistando il nostro libro L’ARTE DI CERCARE FUNGHI, edito da Newton Compton Editori che, a un anno dalla pubblicazione, la scorsa settimana è riuscito a raggiungere nuovamente la posizione nr. 3 nella classifica generale di vendite Amazon nella sezione Libri Scientifici.
Chi non lo avesse ancora letto può farlo ora, in questa finestra tra una buttata e l’altra.
Il libro è normalmente in vendita in tutte le piattaforme digitali, a partire da Amazon per arrivare a IBS, Libreria Universitaria, Feltrinelli ecc., oltre che nelle principali librerie e, se temporaneamente non disponibile a causa di copie esaurite, lo si può prenotare e ricevere in pochi giorni.
Un grandissimo grazie perché le vendite del libro servono anche e soprattutto a sostenere le attività e i costi di Funghimagazine.
Last Updated on 17/09/2026 by Redazione FM



Bravissimo Angelo,
è praticamente impossibile trovare motivi di disaccordo in ciò che, ogni volta, di settimana in settimana, di mese in mese, scrivi e dispensi ai tuoi lettori da queste pagine. Competenza, buonsenso, ragionevolezza, moderazione, curiosità, conoscenza.
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Ciao Massimo. Sei davvero gentilissimo. Cerco sempre di scrivere cose vere e verificabili, lontane dai luoghi comuni. Grazie a te di vero ❤️👊👋