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Anticiclone

Significato del termine Anticiclone ed interpretazione di una carta meteorologica su cui esso è presente. Legami tra Anticiclone e nascite di funghi

Anticiclone (anticiclóne)

1 – In Meteorologia è detto anticiclone, un sistema di masse d’aria uniformi e stabili che, a causa di livelli di pressione atmosferica (anche detta barometrica) elevata, divergono da un punto centrale di massima pressione, verso le zone periferiche a pressione più bassa, con moto rotatorio (centrifugo), rispetto al moto della Terra, in senso orario nell’emisfero boreale (settentrionale), ma antiorario in quello australe (meridionale).

L’anticiclone è comunemente noto anche come area di ‘Alta Pressione‘ che, su di una mappa meteorologica, detta carta sinottica (o carta sinottica di superficie), viene rappresentato graficamente attraverso la lettera dell’alfabeto H, scritta in maiuscolo, dove H è l’abbreviazione del termine inglese High = Alta. In Italia talvolta si preferisce utilizzare la lettera A di Alta.

Sulla mappa sinottica l’anticiclone è rappresentato da ideali curve di livello dette isobare, che uniscono diversi punti con uguale pressione atmosferica o barometrica, livellata al livello del mare, oppure a varie quote altimetriche, le più utilizzate delle quali sono quelle che corrispondono pressappoco ai 1400~1800 mt (carta meteorologica a 850 hPa) e dei 4500~5000 mt (carta meteorologica a 500 hPa) e sono rappresentate a larga scala da isolinee dette isoipse, che rappresentano l’altezza geopotenziale dove, il geopotenziale è il lavorìo necessario per vincere la forza di gravità e spostare verso l’alto, ad una determinata altezza, una massa d’aria unitaria.

Per convenzione il valore di geopotenziale al livello del mare è nullo, ovvero uguale a zero.

Il discrimine tra geopotenziali bassi e geopotenziali alti è il valore standard di 552 gpdm.

  • Su di una mappa meteorologica a 500 hPa Geopotenziale, le aree a geopotenziale basso (Basse Pressioni) sono rappresentate con colori che vanno dal verde all’azzurro-blu-fucsia-viola-bordeaux, ed hanno valori decrescenti da 552 a 476 gpdm.
  • Viceversa, le aree a geopotenziale elevato (Alte Pressioni) sono rappresentate con colori che vanno dal giallo all’arancio, fino al rosso scuro, ed hanno valori crescenti da 558 o 560 (con passo di 4 oppure di 6 dam) fino ad arrivare al valore massimo dei 600 gpdm. Sulle mappe a 500 hPa gpdm si utilizza la scala 552-556-560-564-568-572-576-580-584-588-592-596-600. Su di una carta sinottica in cui, oltre ai valori di pressione al livello del mare, sono presenti anche i valori di geopotenziale, questi sono espressi con la scala 552-558-564-570-576-582-588-594-600, ovvero con passo di 6.

Convenzionalmente la pressione atmosferica si misura in ettopascal, ovvero centinaia di Pascal ed il suo simbolo è hPa.
Il bar è l’unità di misura della pressione nel sistema CGS. Il suo sottomultiplo, il millibar (mbar), viene utilizzato in ambito meteorologico per indicare livelli di pressione atmosferica.
1 mbar corrisponde a 0,001 bar, che a loro volta corrispondono a 100 Pa, ovvero = 1 hPa

La pressione atmosferica normale è pari a:
→ 1 atm (1 atmosfera) che corrisponde al valore di = 1,01325 bar, ovvero = 1013,25 mbar, che corrispondono a = 1013,25 hPa (→ 760 Torr = 760 mmHg)

Nel caso di un’Alta Pressione o Anticiclone, le linee continue, ovvero le isobare, discriminano le aree a pressione più bassa, rispetto a quelle in cui la pressione è superiore al valore standard di 1013 millibar o ettopascal.

La pressione atmosferica è una grandezza fisica che esprime il rapporto tra la forza peso della colonna d’aria che grava su di una superficie terrestre e la misura dell’area della superficie stessa. Nell’uso quotidiano il valore di questa grandezza è uguale alla pressione idrostatica esercitata dal peso della colonna d’aria su di un determinato punto, in cui si misura la pressione stessa, attraverso uno strumento detto barometro, utilizzando come unità di misura internazionale i Pascal (Pa).

Su di una carta sinottica le linee nere continue, dette isobare, indicano ed uniscono punti con uguale pressione atmosferica.

In genere si evidenzia il discrimine tra le aree a pressione elevata e quelle a pressione più bassa del valore standar dei 1013,25 hpa, con una isobara in grassetto che ha il valore di 1012 hPa. Al di sotto di questo valore le linee che tendono a formare figure concentriche con isobare molto ravvicinate tra loro, rappresentano le Basse Pressioni o Cicloni. Viceversa, le linee che tendono a formare ampie figure circolari o ellittiche, con isobare ben distanziate tra loro e valori crescenti, oltre i 1014 hPa, a passo di 4 millibar, rappresentano gli anticicloni o aree di Alta Pressione.

I valori standar di un anticiclone su di una carta sinottica, sono di 1016-1020-1024-1028-1032-1036-1040 hPa ecc. in crescendo. Il ‘centro‘ di Alta Pressione, ovvero l’area in cui si registra il valore massimo di pressione, è sempre rappresentato con un cerchietto chiuso, più o meno ampio a seconda dell’ampiezza dell’area a pressione massima uniforme, in cui è presente la lettera H ed il suo reale valore di pressione.

Anticiclone
Carta Sinottica di Meteocentre. In questa mappa le aree di Alta Pressione (Anticiclone) sono riconoscibili per la presenza della lettera H in colore blu ma anche per il distanziamento delle isobare (in colore nero) o delle isoipse (in colore rosso). Le Depressioni hanno isobare molto ravvicinate

La funzione di un Anticiclone

2 – Come dice la parola stessa, il significato della parola anticilone è intrinseco, essendo formata dall’unione del prefisso ‘anti‘ + il sostantivo ‘ciclone‘, ovvero → contrario alla formazione di un ciclone.

Partendo da questo concetto non serviranno molte spiegazioni per farti capire che, se è contrario alla formazione di cicloni, un anticiclone sarà garante di tempo stabile e, nella maggior parte dei casi, anche di presenza di bel tempo ed assenza di instabilità atmosferica con relativo maltempo.

In un’area anticiclonica o di Alta Pressione l’aria viene compressa dalle alte quote verso i bassi strati atmosferici, diventa pesante, e durante il processo di compressione si riscalda e diventa secca, grazie al fenomeno detto di subsistenza atmosferica; diminuisce quindi la concentrazione di vapore acqueo nell’aria con, al più, formazione di foschie per ristagni, negli strati d’aria più prossimi al suolo, del vapore acqueo dovuto all’evapotraspirazione e, al tempo stesso, inibizione della formazione di eventuali nubi di calore per progressivo annullamento di eventuali moti ascendenti o discendenti dell’aria (moti vorticosi).

Nel caso però di un eccessivo surriscaldamento del suolo, se questo forte riscaldamento è abbinato ad un improvviso colpo d’aria (brezza di mare, di valle, di monte o insorgenza di venti che precedono l’arrivo di un Fronte o una diminuzione di Pressione Atmosferica), favorito dalla locale orografia o da un calo di Pressione alle alte quote, può comunque succedere che si attivino moti vorticosi, conseguenti al sollevamento della massa d’aria rovente, e relativa discesa di aria fresca o fredda. In questo caso, pur trovandoci entro un’area anticiclonica, potranno improvvisamente formarsi nubi di calore cumuliformi, che possono anche degenerare in cumulinembi a forte sviluppo verticale, all’origine di circoscritti e più o meno brevi, quanto forti temporali e, talvolta anche in supercelle temporalesche foriere di nubifragi.

➡️ Leggi a tal proposito questo articolo: In un racconto, ti narro come nasce un Fungo Porcino, attraverso il quale puoi scoprire come, durante una calda fase anticiclonica, quindi in presenza di un tenace anticiclone caldo a matrice africana, l’estemporanea formazione di un cumulo di calore, ben presto degenerato in cumulonembo, e poi in supercella temporalesca, possa favorire o inibire la nascita di funghi Porcini.

Durante la stagione fredda invece, può capitare che la compressione di masse d’aria verso i bassi strati atmosferici, favorisca la concentrazione del vapore acqueo nei freddi strati atmosferici più prossimi al suolo.

Grazie al fenomeno dell’inversione termica l’umidità darà luogo a fitte foschie che possono poi degenerare in nebbie che, nel caso di un leggerissimo calo di pressione atmosferica, potranno dar luogo alla formazione di strati nuvolosi bassi anche persistenti, all’origine di quel fenomeno che, nel linguaggio comune è detto il ‘mare di nebbia‘, ovvero strati nuvolosi con base prossima alle quote basso collinari, ed apice compreso tra i 1000 ed i 2000 metri di quota, ma con cielo completamente sereno al di sopra di questo limite.

Vari tipi di Anticiclone

3 – Tra le forme anticicloniche più note ci sono:

  • Anticiclone dinamico o Anticiclone di blocco,
  • Anticiclone mobile o Anticiclone interciclonico,
  • Anticiclone semi-permanente,
  • Anticiclone permanente,
  • Anticiclone termico

Gli anticicloni che hanno la maggior influenza sulla nostra nazione hanno origine tra Nord Africa, Europa, vicino Atlantico e/o Russia.
In base alla loro origine, provenienza o caratteristiche, sono detti:

  • Anticiclone sub-tropicale africano o Anticiclone Africano,
  • Anticiclone sub-tropicale oceanico o Anticiclone delle Azzorre,
  • Anticiclone continentale europeo,
  • Anticiclone Scandinavo,
  • Anticiclone Russo-Siberiano

Legami tra Anticiclone e nascite di funghi

4 – 🍄 In ambito micologico è d’importanza vitale seguire la tendenza meteorologica e climatica, con tutti i fenomeni connessi.

E’ da tutti risaputo che i funghi per poter prosperare necessitano di condizioni ambientali ideali. Giusti tassi d’umidità del suolo e dell’aria, giuste temperature e giusta ventilazione.
Basta che anche uno solo di questi valori diventi anomalo rispetto alle normali esigenze vegetative dei funghi (fattore biotico), perché la fruttificazione (nascita) di funghi si arresti progressivamente o anche improvvisamente.

I fattori meteorologici sono detti fattori abiotici (vedi voce → abiotico). Intervengono direttamente sull’attivazione o inibizione di un micelio, sulla micorrizazione, quindi sulla formazione o meno di micorriza e relativa riproduzione dei funghi.

Un Anticiclone passeggero e di breve durata, non modificherà più di tanto, i normali cicli vegetativi dei funghi.

Viceversa, un anticiclone persistente, con valori di geopotenziale assai elevati e foriero di aria molto calda e secca, ovvero aria torrida con relativa ventilazione calda e secca, inibierà la riproduzione dei funghi e, nel caso di eccessivo surriscaldamento dell’humus, della lettiera o comunque degli strati più superficiali del terreno (rizosfera), inibirà anche i processi di espansione e proliferazione dell’intera colonia fungina.

Ogni colonia fungina dispone tra i suoi corpi vegetativi, di un particolare micelio preposto all’analisi delle condizioni ambientali esterne alla rizosfera (atmosfera).
Questo è detto ‘micelio superficiale’ ed ha il preciso compito di saggiare le condizioni ambientali-meteorologiche (livelli di umidità dell’aria, ventilazione, livelli di pressione atmosferica), al fine di verificare se esistono o meno, condizioni ideali per la riproduzione (fruttificazione).

Improvvisi aumenti o diminuzioni di pressione suggeriranno al micelio l’arrivo di un anticiclone o di una depressione (Bassa Pressione). Allo stesso modo, rapidi aumenti di umidità abbinati ad un calo di pressione, suggeriranno l’arrivo delle piogge. 

➡️ Puoi approfondire questo argomento e tutte le interazioni tra nascite di funghi e pressione atmosferica, leggendo questo articolo:
Tanti funghi? Occhio alla Pressione Atmosferica

➡️ Puoi anche scoprire quali effetti ha la persistenza di un caldo anticiclone su di una colonia fungina, leggendo questo articolo:
In un racconto, ti narro come nasce un Fungo Porcino

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