
Tra scetticismi e incredulità — per via del vento di grecale, delle sensibili diminuzioni termiche e dei boschi apparentemente secchi — questo è il weekend della seconda grande buttata di Porcini che non interesserà uniformemente tutta l’Italia, ma sarà comunque generosa e diffusa. Dal Nord al Sud, ecco dove si possono già raccogliere tanti Porcini e molti altri funghi.
Ecco la seconda grande buttata di Porcini. Scopri dove. Aggiornamento nascite 25-09-2026
Tra scetticismi e incredulità — per via del vento di grecale, delle sensibili diminuzioni termiche e dei boschi apparentemente secchi — questo è il weekend della seconda grande buttata di Porcini che non interesserà uniformemente tutta l’Italia, ma sarà comunque generosa e diffusa. Dal Nord al Sud, ecco dove si possono già raccogliere tanti Porcini e molti altri funghi.
È SCATTATA L’ORA DELLA GRANDE BUTTATA
Non perché lo stabilisce la Luna e neppure perché lo prevede Giovinazzo di Funghimagazine, ma perché al momento opportuno è ben piovuto, diffusamente, localmente anche copiosamente, innescando quei processi riproduttivi che stanno alla base di ogni attesissima buttata/bollata di funghi Porcini.
Oggi non ci dilungheremo troppo, perché la curiosità di sapere dove questo weekend si potranno raccogliere i desideratissimi Porcini è davvero tanta.
La scimmia ha messo in moto il tam-tam di informazioni che corrono veloci tra web e cellulari e già c’è chi lamenta di non aver trovato ancora nulla e, quindi, sostiene che le anticipazioni date non fossero corrette.
Leggi il nostro precedente articolo: ► Manca poco per la nuova buttata di Porcini. Sarà anche questa importante?
In realtà, le anticipazioni giuste lo erano eccome; sbagliato era invece l’approccio adottato da molti, ovvero andare a cercare i Porcini dove non era ancora ora.
E quindi, prima di vedere dove stanno già nascendo, è doveroso rispondere all’interessantissima domanda di Alessio della nostra Chat Telegram e di molti altri lettori:
«Perché si dice che in autunno le buttate partono sempre dal basso salendo verso l’alto, e non semplicemente dov’è piovuto di più? E questa cosa sarà poi vera?»
Alla domanda di Alessio si aggiunge anche il pessimismo di decine e decine di lettori che mi scrivono dicendomi:
«Angelo, qua i boschi sono troppo secchi. Il vento di grecale ha prosciugato tutto. Ma siamo davvero sicuri che questa seconda buttata ci sarà davvero? Perché ad oggi non è nato ancora nulla, neppure altri funghi.»
Partiamo allora dalla prima domanda, dicendo subito che non c’è una vera ragione per cui in autunno le buttate di Porcini debbano partire sempre dal basso, dal piano e dai colli, per poi portarsi gradualmente più su, fino in alta montagna — dove le condizioni climatiche non siano già diventate proibitive.
C’è invece un insieme di fattori favorenti che fa sì che le condizioni ideali per le prime nascite post-pioggia si verifichino dove il sistema bosco è tornato prima in equilibrio dopo la pioggia.
Non esiste un timer universale che ci dice quando è ora di andare a cercare i Porcini. A volte — piuttosto raramente, in realtà — bastano 10-12 giorni. Più spesso 13-15. Non di rado si può arrivare addirittura fino a 20.
Quando piove d’estate, gli shock termici utili per molte specie di Porcino si realizzano solamente in montagna. Al piano o in collina potrebbe fare ancora troppo caldo e i temporali estivi, per quanto forieri di nubifragi con piogge da 60-120 mm, potrebbero risultare troppo veloci, con un abbassamento della pressione atmosferica effimero e soprattutto con temperature che solo durante l’apice temporalesco sfiorano appena i 20°C, a volte senza neppure scendere al di sotto dei 25.
Quando piove d’autunno, invece, accade che gli shock termici che accompagnano ogni perturbazione o linea temporalesca — e non più brevi temporali di calore circoscritti a microzone — siano davvero seri ed efficaci nello stimolare la rete miceliare, che si attiva rapidamente anche in presenza di piogge apparentemente di poco conto, purché costanti per diverse ore, meglio ancora se su più giorni di seguito.
D’autunno fa decisamente più freddo rispetto all’estate ma, a inizio stagione, i suoli sono ancora molto caldi, perciò gli shock termici diventano più efficaci. Il maggior freddo conserva più a lungo nei suoli l’acqua che è caduta. L’evapotraspirazione diventa progressivamente più blanda, le piante non perdono più umidità pur serrando per bene i propri stomi per proteggersi da un VPD (Deficit di Pressione di Vapore) altissimo.
Insomma, ci vogliono più giorni affinché in montagna si torni ad avere suoli umidi ma non più eccessivamente bagnati e, soprattutto, nuovamente caldi quel tanto che basta a stimolare una nuova buttata di Porcini.
Viceversa, tra pianure e colline, soprattutto se termofile, il gradiente altitudinale favorisce nascite di Porcini in tempi decisamente più brevi rispetto ai monti. Qua fa più caldo, l’acqua piovana drena prima, evapora più rapidamente dalle superfici esposte al sole e al vento; insomma, si inizia a raccogliere prima, complici temperature notturne ancora ideali, contro le minime notturne che in montagna scendono già al di sotto della soglia critica dei +10°C.
Ancora una volta devo però sottolineare che le buttate importanti di Porcini non le innescano necessariamente piogge da più di 50 mm, che i più rincorrono continuamente, ma piogge anche leggere, che penetrano nel terreno perché non creano ruscellamenti, ripetute e soprattutto prolungate nel tempo.
Ribadisco quindi che è meglio una serie di 5+10+8+15 mm che una pioggia da 48 mm che cade in 15-30 minuti, poi rasserena e magari ci soffia pure sopra il vento post-temporale.
E veniamo all’altra domanda cruciale, che riguarda i suoli apparentemente troppo asciutti e il vento.
SIAMO DAVVERO SICURI CHE STA PER PARTIRE LA SECONDA BUTTATA, DATI I SUOLI TROPPO ASCIUTTI?
Prima di rispondere alla domanda, vorrei precisare che tutto ciò che è pubblicato su Funghimagazine, in App-Google e in questo articolo stesso, è frutto di anni di osservazioni fatte nei boschi, studio di ecosistemi, realizzazione di tabelle e database. Nei “mesi fungini” cerchiamo e raccogliamo funghi, ma al contempo studiamo il loro comportamento e gli habiat che li ospitano. Tutto questo richiede molto lavoro, tempo, dedizione e tutto questo è completamente grautito.
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Non vorrei peccare di troppo ottimismo ma vorrei ricordare che, sin dal pieno dell’estate, ho più volte spiegato nei precedenti articoli di aggiornamento nascite che non conta tanto ciò che è stato, ma conta ciò che è ora.
Possiamo uscire da un periodo lunghissimo di pesante siccità — così come realmente accaduto al Nordovest italiano e in molte altre zone d’Italia questa estate — eppure, quando si realizzano le condizioni ambientali ideali, i funghi nascono.
Eccome se nascono, e le eccezionali nascite di Porcini delle scorse settimane ne sono la riprova.
I funghi non guardano Lune, calendari o manuali. Nascono quando devono, ovvero quando hanno la necessità di riprodursi perché, come ho già spiegato più volte, in ambito micologico la riproduzione non è una scelta di vita come per noi umani, ma una reale necessità.
I semi dei funghi (le spore) non vengono dispersi nell’aria come prodotto secondario di un processo involontario, ma sono il prodotto principale attraverso il quale si possono ripristinare porzioni di ife, miceli e reti micologiche che, per qualunque ragione, vengono a mancare nella rete.
Non solo, ma sono anche l’unico mezzo disponibile per ampliare la rete di captazione di acqua e nutrienti, senza i quali va in crisi non solo la colonia fungina, ma anche l’insieme delle piante simbionti-micorriziche.
Che i suoli ci appaiano molto, troppo asciutti, perché durante il periodo di “gestazione” della nuova buttata ha fatto ancora caldo, c’è stato vento o non è più piovuto, può non voler dire nulla.
Lo abbiamo potuto verificare con l’avvio della prima grande buttata di Porcini.
Suoli apparentemente secchissimi. Acqua che sembrava un lontano ricordo, visto che dopo le ottime piogge era tornato a fare davvero molto, troppo caldo.
Eppure i boschi si sono riempiti di Porcini, soprattutto là dove l’acqua piovana, ruscellando nei boschi, aveva creato dighe di terra-humus-foglie-rametti che hanno consentito all’acqua di penetrare nel terreno e idratare meglio radici e miceli, anziché defluire rapidamente a valle.
Proprio lì le prime nascite importanti sono iniziate in anticipo rispetto al resto dei boschi.
E dove i suoli hanno ricevuto più acqua piovana, grazie a terreni non impermeabili e a pianori che hanno consentito il temporaneo ristagno d’acqua, ecco che si sono fatti raccolti eccezionali su superfici molto ristrette.
I funghi sono capaci di stupirci non solo ogni anno, ma addirittura ad ogni nuova buttata. Nascono quasi imprevedibilmente, nonostante tutti i nostri calcoli e studi, spesso lasciandoci a bocca aperta, soprattutto quando, com’è accaduto a inizio mese, nascevano dove non te li saresti mai aspettati.
QUINDI, RIEPILOGANDO…
La nuova, seconda e importante buttata di Porcini ci sarà, anzi c’è già, perché, come vedremo tra un attimo, in molte zone d’Italia è già iniziata.
Partirà, anzi è già partita, dalle basse quote, per poi portarsi progressivamente più in alto.
Quanto in alto?
Tanto quanto lo consentiranno le temperature che si registreranno nei prossimi giorni, soprattutto di notte.
► Perché alcuni boschi di pianura o comunque di collina ancora non producono nulla?
A causa della locale orografia e geologia. I rilievi potrebbero aver deviato le correnti umide e i relativi temporali, quindi potrebbe essere piovuto molto poco, anche se un vicino pluviometro segnalava 50+ mm. Il vento potrebbe invece aver caratterizzato il passaggio perturbato. Infine, il tipo di suolo potrebbe aver respinto per impermeabilità l’acqua piovana.
E ricordiamoci che un lungo periodo siccitoso può rendere temporaneamente respingente e impermeabile un suolo che normalmente è profondo, fertile e ben produttivo.
Il fatto che i suoli ci appaiano troppo asciutti non è un buon motivo per farci prendere dallo sconforto, perché non conta come ci appaiono oggi, ma conta come apparivano due settimane prima, quando la pioggia ha stimolato i miceli e innescato la produzione di nodi riproduttivi che ora daranno i propri frutti.
► Perché sono passati già 14 giorni eppure in montagna ho preso un clamoroso cappotto? Ho visto solamente sporadici funghi senescenti e prossimi a marcire.
Perché sei stato nel bosco giusto ma nel momento sbagliato.
► In un bosco di montagna ho visto funghi vecchi, ma ce n’erano anche alcuni di taglia media che sembravano freschi di nascita; alcuni, pur essendo giovanissimi, pesavano addirittura un paio d’etti l’uno.
Ricorda che, affinché si possa dire di trovarci di fronte a una buttata di Porcini, bisogna che nel bosco si trovino molti funghi immaturi. Funghi piccoli, completamente bianchi, quei classici funghetti che è vietato raccogliere e che, dove non lo vietano esplicite leggi regionali, non vanno comunque raccolti perché non potranno produrre le preziose spore, ma anche e soprattutto perché non daranno alcun valore aggiunto al proprio raccolto: essendo immaturi non sapranno di nulla e non aggiungeranno certo peso al proprio raccolto.
I Porcini estivi e i Porcini Neri-Bronzini di norma crescono molto rapidamente, soprattutto se fa ancora molto caldo. Viceversa, i Boletus edulis crescono assai più lentamente, soprattutto se di notte fa già freddo. Anche i Porcini Rossi-Pinicola possono crescere rapidamente: accade soprattutto quando di giorno fa ancora relativamente caldo.
In generale tutti i Porcini maturano rapidamente col caldo, molto più lentamente col freddo.
Se ancora non sai distinguere i vari Porcini, ti consiglio di leggere il mio articolo: I Porcini non sono tutti uguali. Perché? In alternativa puoi consultare il nostro Atlante dei Funghi di Funghimagazine per scoprire decine di specie di Boleti “che somigliano ai Porcini”.
E veniamo alla parte più importante di questo aggiornamento nascite…
DOVE STANNO GIÀ NASCENDO ORA I PORCINI, O NASCERANNO A BREVE
NORD ITALIA
È qua che c’è più pessimismo, perché nei boschi di montagna si trovano ancora funghi vecchi o giovani adulti che danno false speranze, o perché i boschi sembrano apparentemente troppo asciutti e sui monti fa già troppo freddo.
Ricordiamoci che i funghi hanno bisogno pure loro di “ricaricarsi” dopo lo stress riproduttivo della precedente buttata. Un periodo refrattario di una o due settimane è del tutto normale. C’è sempre stato, ma ogni anno ce ne dimentichiamo facilmente.
Il passaggio di migliaia di cercatori di funghi — molti purtroppo ancora dal bastone facile, che raspando nella lettiera distruggono interi ecosistemi — richiede un periodo di riposo forzato in cui lettiere e humus possano riequilibrarsi.
Ultimo ma non ultimo, rileggiamo bene la prima parte di questo articolo e ricordiamoci altrettanto bene che, con i primi freddi, le prime nascite post-pioggia avvengono dapprima a bassa quota.
E infatti, a proposito di bassa quota, tutti i report che riceviamo ci confermano quanto già sappiamo: stanno nascendo Porcini estivi e Porcini Neri tra il piano e i primi colli e, su alcuni colli più alti, anche i primi Boletus edulis di quercia e castagno.
Ottima notizia per alcuni; per altri — che qualcuno definisce “i soliti fissati” degli edulis di montagna — notizia che lascia indifferenti.
Nulla e nessuno sarà in grado di prevedere se la seconda buttata verrà effettivamente rovinata dal vento, dal secco, soprattutto dal freddo. Ricordiamoci però che negli anni passati le buttate di Porcini non erano mai meno di tre, a volte persino sei tra metà agosto e metà ottobre.
E negli anni passati, a metà settembre, non c’erano certamente ancora 25-30°C come in questi ultimi giorni, prima dello sbuffo di grecale che ha appena abbassato le temperature notturne.
Dove ancora non si sta raccogliendo (in montagna) è perché è ancora presto, nonostante siano già passate due settimane dalle ultime piogge utili.
Fatte queste premesse, vediamo regione per regione come sta andando questa seconda buttata di Porcini.
Piemonte-Valle d’Aosta e Liguria
Bene ma non benissimo in Piemonte e Valle d’Aosta. Non benissimo semplicemente perché i boschi di montagna sono in fase di riposo vegetativo prima del nuovo risveglio, mentre i pochi boschi noti di bassa quota sono stati letteralmente presi d’assalto da cercatori di funghi già in crisi d’astinenza dopo la prima grande buttata.
È però questione di pochi giorni. Entro i primi giorni della prossima settimana, in teoria, dovrebbero iniziare a dare i primi frutti anche i boschi di montagna più caldi.
In pole position i boschi della Valle d’Aosta al di sotto dei 1.000 metri. Anche in fondovalle, con imprevedibili Porcini estivi, e verso lo sbocco vallivo anche Porcini Neri, ormai divenuti una realtà anche in questa regione alpina. Qua è piovuto 3-4 giorni di fila. Meglio sui settori occidentali.
In ottima condizione anche i boschi del Torinese-Astigiano-Alessandrino. Qua, a bassa quota, si trovano già Porcini estivi-Porcini Neri e, sui colli alti, anche i primi Boletus edulis.
Situazione non ottimale ma neppure pessima per i boschi dell’Alto Piemonte, con migliori possibilità di ottima buttata nei boschi prossimi al confine svizzero.
Più incerte le buone nascite nel Cuneese e Torinese occidentale.
Possibile boom di Porcini in Appennino Astigiano-Alessandrino, dove già si sta raccogliendo bene.
Liguria ed Emilia-Romagna
Che dire… Andate e divertitevi! (Finalmente!).
Una sola precisazione: evitate di ammucchiarvi tutti nel posto buono che vi è stato suggerito dall’app o dove qualcuno, nei vari gruppi (facendo nomi di precise località), ha postato foto di varie cassette di Porcini o mostrato video di funghi “seminati”.
Farlo è la maniera certa di tornare a casa con il cesto mezzo vuoto perché, se mille Porcini li cercano 50 cercatori è un conto; se a cercarli sono in mille persone, il risultato sarà certamente deludente.
E poi non si capisce perché farlo, dal momento che, dal Savonese orientale allo Spezzino, ci sono Porcini ovunque!
In gran buttata quindi l’intera Liguria di Levante e, anche in questo caso, come per l’Emilia-Romagna, se ancora in montagna non si trova nulla o molto poco è solo per smania e fretta di raccogliere.
È ancora presto.
Stanno nascendo al livello del mare e in collina. La buttata non è annullata perché c’è stato il grecale, ma è semplicemente e normalmente in ritardo rispetto alla troppa fretta dei contagiati dalla scimmia.
La buona notizia è che tutta l’area appenninica che affaccia sulla Pianura Padana ha un ottimo potenziale per una grande buttata. Finalmente non solo i monti occidentali, ma anche quelli del Modenese-Bolognese e l’intera Romagna. Qua però si sta già raccogliendo sui colli.
Lombardia
La regina dei Porcini.
Quest’anno non sta avendo rivali. Con la prima “grandissima” buttata c’è persino chi si è stufato di andare a cercarli, perché non sapeva più che farne di tutti quei Porcini.
Paradossalmente è proprio qua che regna sovrano il maggior pessimismo. C’è chi dice che, siccome la prima buttata è stata troppo esagerata, non potrà essercene un’altra perché i boschi hanno esaurito tutte le risorse o i miceli sarebbero già “soddisfatti di aver prodotto milioni di carpofori”.
In realtà sono semplici supposizioni che non hanno alcun riscontro. I miceli si riproducono in base alle condizioni ambientali, nutrizionali e climatiche e non sarà certo una grande buttata a far esaurire tutto questo.
La sola ragione per cui, in apparenza, la seconda buttata non è ancora partita è che sono tutti concentrati sui monti, dove realmente fa freddo e realmente il vento di grecale ha prosciugato nuovamente le lettiere. Soprattutto, dove i miceli stanno “sparando le ultime cartucce” con gli ultimi sporadici carpofori della prima buttata ancora in nascita.
In regione è possibile che la seconda buttata non inizi prima di fine mese o, se inizia già, lo faccia come nelle previsioni di apertura, ovvero partendo da quote collinari e di bassa montagna: quindi prima sulle colline, a seguire sulle Prealpi Lombardo-Venete e solo dopo in montagna.
Peraltro, è corretto segnalare che tanto al piano quanto in collina già si stanno raccogliendo Porcini estivi e, nei boschi di castagno precoci, anche i primi Boletus edulis.
TRIVENETO
Anche in Triveneto c’è pessimismo cosmico. C’è chi lamenta che è piovuto troppo e che l’acqua molto fredda abbia raffreddato troppo i suoli. In parte è vero, ma non è una verità assoluta.
C’è poi chi lamenta che si è passati troppo rapidamente dal troppo bagnato al troppo asciutto.
E quale sarebbe la novità?
Non è stato così durante l’intera estate e pure lo scorso autunno?
Al momento, al di là delle supposizioni, si stanno già raccogliendo Porcini del caldo sul Carso, sui colli veneti, nella valle dell’Adige. Primi Porcini anche su tutti gli altri colli, inclusi quelli del Trentino.
Naturalmente fa freddo o sono molto bagnati i boschi dolomitici o dell’Alto Adige. Si trovano ancora gli ultimi Porcini della precedente buttata ma, anche dove si trovano Porcini giovani ma grandicelli, non siamo in presenza della nuova buttata.
In attesa dell’arrivo dei Porcini della seconda buttata, in Triveneto però ci si può sbizzarrire con raccolte altrettanto interessanti: Finferli, Finferle (Craterellus lutescens/tubaeformis), Funghi della carne (Gomphus clavatus), Steccherini (Hydnum spp.), Leccini, Badius, Trombette dei morti (Craterellus cornucopioides) e persino i primi Chiodini.
È questione di poco tempo ancora e anche nel Triveneto si potrà raccogliere a volontà.
CENTRO-SUD ITALIA
Toscana
Altra reginetta del periodo.
Qua la prima buttata ha interessato principalmente le aree montane. La seconda sta per interessare tutta la regione, più democraticamente e diffusamente.
Settori orientali e meridionali sono già in ottima buttata. Porcini estivi, Porcini Neri e pure Finferli-Galletti.
Nei settori di Nordovest, poi, non solo i Porcini dell’estate ma anche quelli del freddo, con già discrete nascite di Boletus edulis di faggio o abete e pure i primi Porcini Rossi-Pinicola di montagna.
I monti toscani sono stati effettivamente sferzati dal freddo grecale ma, con le temperature diurne ancora prettamente estive, non è il caso di allarmarsi e darsi per sconfitti dall’autunno, che è ben lungi dall’essere quel tipico periodo freddo di transizione.
Se non si trovano funghi in Toscana, significa che li si sta cercando nei pochi posti in cui non è piovuto a sufficienza oppure che ci è già passato qualcuno che ha raccolto tutto il raccoglibile e, come dice l’amica Jenny della nostra chat Telegram, vuol dire che ci è già passato il pensionato che gira per boschi prima dell’alba, durante il pomeriggio e pure a sera.
Marche-Umbria-Lazio
Era facilmente prevedibile ed è puntualmente accaduto.
Automobili parcheggiate ovunque, dove lo ha suggerito l’app di turno; pochissime (per fortuna) in altre zone che non hanno avuto 100+ mm di pioggia, ma hanno avuto comunque piogge utili e fruttuose.
Indovinate chi ha raccolto di più?
Tra Maremma e basso Lazio (ma anche in Umbria) i funghi ci sono ovunque, non serve andare per forza nelle località prese d’assalto, non è difficile da capire.
Solo sui monti la buttata è ancora agli esordi o non è ancora partita perché, in Appennino, è piovuto davvero tanto.
Si sta già raccogliendo anche nelle Marche collinari e, per una volta tanto, non c’è grande distinzione tra zona e zona. Solo i settori più meridionali della regione hanno avuto piogge inferiori, quindi è possibile che ci siano alcuni boschi con nascite scarse.
SUD ITALIA + ABRUZZO E SARDEGNA
Una precisazione doverosa… Sulla nostra ultima mappa nascite funghi abbiamo colorato di rosa tutti i boschi che entro la fine del mese avranno una grande o piccola buttata.
Al Sud c’è grande fretta di raccogliere, come del resto anche in tutte le altre regioni. Ci vorrà però un po’ di pazienza ancora, perché dall’Abruzzo alla Sicilia è piovuto dopo rispetto al Centro-Nord.
Ci sono poi alcune zone che hanno avuto piogge leggere, apparentemente effimere ma costanti e quotidiane, soprattutto in Molise e sui monti di Campania-Basilicata.
Qua chi è già andato per boschi non ha ancora trovato Porcini, solo Finferli e altri funghi del periodo, per la stessa ragione per cui in apertura articolo abbiamo detto che le buttate autunnali partono prima a bassa quota, poi in montagna.
Se già ora di notte fa più freddo, se soffia pure il grecale e in più piove, poco o tanto, ogni giorno, è naturale attendersi boschi costantemente bagnati o comunque troppo umidi e una buttata che posticipa, non anticipa.
In Abruzzo il grecale e le leggere piogge post 8 settembre stanno mantenendo i boschi montani freddi e umidi. Si può già trovare qualche Porcino estivo in collina, sui settori centrali o settentrionali, comunque occidentali. Per i monti ci vorrà ancora qualche giorno.
Idem in Molise. Piogge costanti, apparentemente utili ma fredde. Per questo ancora non nascono. Arriveranno, è questione di qualche giorno ancora.
In Campania, Basilicata e Puglia non si sta ancora raccogliendo, ma anche qua è questione di pochi giorni ancora.
Attenzione però alle possibili sorprese: Gargano e Salento sono candidati a regalare a breve rapide nascite di Porcini estivi, ovviamente giusto per un paio di giorni e poi tutto finito.
In Calabria e Sicilia c’è forte attesa per le nascite ormai imminenti o appena iniziate.
Sempre in Calabria si sono appena esaurite le pochissime nascite legate alle piogge della prima buttata ed è già iniziato il conto alla rovescia per le piogge insistenti recenti. Però, per avere una vera buttata, occorrerà attendere almeno fino a fine mese.
Molto meglio in Sicilia, dove le piogge della prima decade di settembre stanno già iniziando a dare i primi buoni frutti e, dove sta ancora piovendo, è già festa gialla con i Finferli-Galletti.
Monti Peloritani e Nebrodi sono i primi che daranno buoni frutti insieme con l’Etna.
Seguirà subito a ruota anche il resto dell’isola e le piogge ancora in corso fanno pensare a una vera buttata, degna di nota, non a nascite sporadiche qua e là.
Infine la Sardegna che, poveretta, non può vantare piogge importanti. Giusto qualche buon rovescio il 10 del mese sui settori occidentali. Pioggerelle leggere a Est il 12, poi nuovamente il 15.
Troppo poco perché si possano trovare Porcini in buon numero.
Forse qualche sporadica nascita e nulla più. Per nascite degne di nota serve ben più pioggia.
CONCLUDENDO
Bando ai pessimismi e agli scetticismi.
La seconda grande buttata è già una realtà e, dove non è ancora conclamata, è questione di poco altro tempo.
Le basse quote del Centro-Nord stanno già dando ottimi frutti; diamo tempo al tempo anche in montagna.
E soprattutto, non facciamoci ingannare dal fatto che la prima grande buttata sia stata clamorosa e così abbondante da farci credere che tutto si sia esaurito con quelle nascite.
Ne nasceranno ancora e, salvo imprevisti sempre possibili, dove ancora non ci si sta divertendo lo si potrà fare a breve e, comunque, entro la fine di questo ottimo mese.
Last Updated on 24/09/2026 by Redazione FM


