Aggiornamento Nascite Porcini 03-10-2026 – Buttata “strana”, ma di Porcini ce ne sono. Ecco dove

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La seconda grande buttata di Porcini sta assumendo caratteristiche decisamente insolite. Porcini Estivi e Porcini Neri localmente molto abbondanti, ma con nascite di breve durata e prospettiva di nuove importanti nascite a breve. Porcini Rossi-Pinicola e soprattutto Porcini Chiari Autunnali-edulis localmente nuovamente molto abbondanti ma, in diverse aree scarsi o addirittura assenti. Come mai? Dove cercarli questo weekend?

Aggiornamento Nascite Porcini 03-10-2026 – Buttata “strana”, ma di Porcini ce ne sono. Ecco dove

La seconda grande buttata di Porcini sta assumendo caratteristiche decisamente insolite.
Porcini Estivi e Porcini Neri localmente molto abbondanti, ma con nascite di breve durata e prospettiva di nuove importanti nascite a breve. Porcini Rossi-Pinicola e soprattutto Porcini Chiari Autunnali-edulis localmente nuovamente molto abbondanti ma, in diverse aree, scarsi o addirittura assenti.
Come mai? Dove cercarli questo weekend?

Seconda buttata di Porcini inferiore alla prima (e alle attese), ma di funghi localmente ce ne sono, e anche tanti

La caratteristica più evidente della seconda buttata di funghi, e soprattutto di Porcini, è la sua disomogeneità.

Settembre non è stato un mese generoso di piogge.

Alcune sono state decisamente importanti. La seconda decade del mese è infatti risultata ben piovosa in Emilia-Romagna, Marche, Friuli orientale e Gargano ma, tolto il Nordovest italiano, la Sardegna e la Sicilia, bene o male di buone piogge ce ne sono state.

Altalenante invece l’ultima decade di settembre, che ha visto dominare una fase asciutta e ventosa dalla Romagna all’estremo Sud, con piogge scarse anche su buona parte delle regioni tirreniche, isole incluse.

Piogge scarse = nascite scarse ma, in verità, qua e là vi sono state comunque piogge degne di nota, anche se spesso piuttosto localizzate o di breve durata.

Per sapere dov’è piovuto e quanto, basta consultare le apposite pagine del nostro sito:

► il Semaforo dei Funghi di Funghimagazine, con i dati pluviometrici in tabelle, suddivisi regione per regione, con gli accumuli di centinaia di stazioni meteo sparse per tutta Italia.

► Pioggia del mese di Settembre 2026, con le mappe quotidiane della distribuzione e degli accumuli di pioggia in Italia.

Caldo anomalo, vento e siccità non hanno fermato le nascite dov’è piovuto

Uno dei timori maggiori, tra i fungaioli d’Italia in queste ultime settimane, è non tanto che non sia piovuto, quanto che dopo la pioggia abbia fatto ancora troppo caldo o che il vento e la siccità abbiano rovinato la nascente buttata.

In realtà va detto che, con l’avvio dell’autunno, quando le giornate si accorciano, il sole non è più rovente come in piena estate e di notte inizia già a fare, se non freddo, per lo meno fresco: non servono più piogge copiose o insistenti per far nascere i funghi.

Pur trovandoci ancora con Anticicloni a matrice africana, quindi con livelli di Geopotenziale in quota ancora elevati, la compressione adiabatica esercitata dagli Anticicloni non è più paragonabile a quella estiva.

Lo stress da Deficit di Pressione di Vapore nei boschi è notevolmente inferiore, quindi l’evapotraspirazione non è accentuata come nei mesi scorsi.

Basta che vi siano cieli tersi di notte perché l’umidità evapotraspirata condensi e si trasformi in preziosissima rugiada che, per quanto possa sembrarci inefficace, è sufficiente a restituire, per lo meno alle zone aperte, alle radure e ai prati, una buona parte dell’umidità persa durante il giorno.

A beneficiarne non sono soltanto i vegetali, quindi le piante, ma anche i funghi, perché avere suoli comunque umidi a margine dei boschi aiuta le reti micorriziche fungine a captare quel minimo di umidità che serve a supportare discrete nascite.

Si spiegano quindi nascite apparentemente disordinate, imprevedibili e soprattutto intermittenti.

Come spiego continuamente, durante la stagione autunnale, o comunque più fredda rispetto alla piena estate, non importa più tanto ciò che accade oggi dal punto di vista meteorologico, quanto ciò che è accaduto alcune settimane prima, quando deve aver piovuto quel tanto che basta per mantenere attive le colonie fungine.

E in molti casi, soprattutto nei boschi del Nord e dell’Appennino settentrionale, sono state proprio le piogge che, seppur intermittenti e apparentemente insufficienti, hanno mantenuto attive le colonie fungine durante e sulla coda finale della prima grande buttata di Porcini.

In soldoni, significa che, esaurite tutte le potenziali colonie riproduttive, l’arrivo di ulteriori piogge non ha riattivato la prima buttata, ma ha stimolato nuove riproduzioni “intermedie”, al di fuori di una vera e propria buttata.

Ogni anno, in pieno autunno infatti, accade che, se piove in più occasioni e frequentemente, anche se apparentemente non a sufficienza, si possano avere nascite di Porcini Chiari Autunnali, Boletus edulis, per un lasso di tempo ben più lungo rispetto alle classiche buttate d’estate o di inizio autunno.

Consultando i nostri archivi micologici ci accorgiamo infatti che vi sono state annate in cui, pur senza una buttata clamorosa conclamata, sono nati Porcini di vario tipo fino ad almeno 45 giorni consecutivi.

Non una buttata con nascite massicce circoscritta a 8-12 giorni, poi la classica fase refrattaria senza più un solo Porcino ovunque, ma 30-45 giorni di nascite sotto tono ma continue.

Ecco, il 2026 sta assumendo questa caratteristica con i Porcini edulis, tanto sulle Alpi e Prealpi quanto sull’Appennino settentrionale.

Discorso differente invece per i Porcini Rossi, Boletus pinophilus, che stanno rispettando le dinamiche attese, con nascite concentrate in pochi giorni a distanza di 12-15 giorni dall’ultima pioggia utile.

Riguardo invece ai Porcini del caldo, Boletus reticulatus e Boletus aereus, il 2026 si sta dimostrando comunque estremamente anomalo, con nascite anche massicce, ma tutte concentrate in un lasso di tempo molto ristretto: non più di tre-cinque giorni a bassa quota e fino a sei-otto giorni alle quote più alte.

DOVE STANNO ANCORA NASCENDO, E CONTINUERANNO A NASCERE I PORCINI NEI PROSSIMI GIORNI

Banner l'arte di cercare funghi autunnoSUD ITALIA

Oggi vorrei partire con le analisi delle nascite al contrario, seguendo lo Stivale a partire dal nostro estremo Sud.

Sento diverse lamentele da parte di lettori che mi dicono che sui monti del Sud fa troppo freddo ed è particolarmente secco a causa del vento di grecale.

In realtà il “troppo freddo” non ha alcuna fondata ragione d’esistere. Avere di notte poco meno di 10°C sulla Sila e di giorno non superare i 15°C non ha nulla di anomalo o di singolare in autunno.

Queste sono temperature che, finita l’estate, sulle Alpi sono persino temperate, visto che i boschi alpini a inizio ottobre normalmente piombano in freddi anche precoci e seri, con minime prossime ai +5°C e massime non oltre i +12°C. Eppure i Porcini nascono ancora, complici suoli che conservano buona parte del caldo accumulato durante la lunghissima e rovente estate.

Il discrimine tra nascite sì e nascite no non è quindi la temperatura dell’aria, quanto la temperatura dei suoli, che può cambiare da zona a zona in base all’esposizione al sole e al vento, oltre che al tipo di suolo.

E infatti, pur con le varianti dovute alla distribuzione delle piogge dell’ultima decade di settembre, i Porcini stanno già nascendo, o nasceranno a breve, dov’è piovuto quel tanto che basta per innescare la formazione di nodi riproduttivi che poi andranno a frutto.

Sicilia

Finalmente inizia la prima timida stagione fungina dell’isola. Non un’esplosione di Porcini, non ovunque, non continuativamente ma i Porcini stanno già nascendo da alcuni giorni in terra sicula.

Alcune delle piogge migliori sono cadute verso la fine del mese di settembre, quindi daranno buoni frutti nei prossimi giorni. Tuttavia, tornando a ritroso nel tempo, vediamo che le prime piogge utili hanno iniziato a cadere già il giorno 11 nel Messinese. Il giorno 12 nelle zone settentrionali e orientali; il 13 è ben piovuto sui settori orientali; il 14 piogge importanti nei settori centro-orientali. Altre buone piogge il 15, quando è piovuto meglio a Est, ma di piogge se ne sono avute ovunque. Il 16 è piovuto sui settori settentrionali e sempre a Nord anche il 18, poi il 19 piogge copiose sui settori centro-meridionali e altre piogge sono arrivate a macchia di leopardo anche nei giorni a seguire.

Nei prossimi giorni l’Anticiclone a matrice africana permarrà al Centro-Nord Italia, ma rimarrà debole al Sud, con ulteriore instabilità o comunque nuvolosità che manterrà umidi i boschi dov’è piovuto, quel tanto che basta a supportare e accompagnare fino alla fruttificazione i miceli attivi.

Sarà quindi un avvio di ottobre decisamente “porcino” per la Sicilia.

Riguardo alle zone migliori in cui andare a fare le proprie ricerche, basta consultare il Semaforo dei Funghi della Sicilia.

Calabria

Come detto, la percezione che sui monti della Calabria faccia troppo freddo perché nascano funghi non trova riscontri meteorologici che la giustifichino.

Certo, con temperature più basse non attendiamoci Porcini Neri, Boletus aereus, in montagna, ma Porcini edulis e Porcini Rossi-Pinicola sicuramente sì e, sui monti non direttamente investiti dal grecale, anche Porcini estatini.

In regione le prime piogge utili sono cadute il giorno 12. Dal Vibonese al Pollino, ottime piogge, soprattutto sui settori occidentali. Il 13 meglio nella Calabria inferiore. Il 15 un po’ dappertutto: non tantissimo, ma è piovuto. Il 16 poca pioggia nel Crotonese. Il 19 e 20 è piovuto sui settori occidentali. Il 21 e 22 le piogge sui settori meridionali o sud-orientali. Poi il 23 sull’Aspromonte, ma nuovamente buone piogge il 25, in particolar modo tra Orsomarso e Catena Costiera.

Forse non partirà una buttata clamorosa, di quelle che faranno accorrere in Calabria cercatori di funghi da tutto il Sud ma, di certo, se ancora non stanno nascendo, ora che è del tutto cessato il grecale, nasceranno.

Dato il “freddo” percepito dei giorni scorsi, è plausibile attendersi nascite di Porcini dapprima nei boschi di bassa quota, fin quasi sul mare, poi ovviamente a quote collinari e solo dopo che saranno finite le nascite alle quote inferiori partiranno sui monti.

Puglia, Basilicata e Sardegna

C’era molta attesa nelle settimane scorse per un’importante buttata di Porcini, che non c’è stata, in Lucania.

Il vento di grecale ha soffiato proprio quando dovevano nascere i primi Porcini dopo le modeste piogge di metà settembre. C’era attesa per i monti occidentali, ma le nascite si sono fatte desiderare.

In regione a fine settembre non è piovuto molto. Le sole piogge utili risalgono al 15 e poi tra il 19 e il 20. Quelle del 25 sono troppo recenti, ma utili a conservare in vitalità i miceli che già si erano attivati con le piogge precedenti.

Qualche nascita potrebbe essersi già attivata sui settori occidentali, potrebbe andare aumentando timidamente nei prossimi giorni, ma senza una vera e propria fase di picco e, se ci sarà, sarà molto breve.

In Puglia ci sono condizioni ideali per qualche nascita solo sul Gargano e in Salento. Il Gargano tuttavia dovrebbe aver dato qualche timida nascita in questi ultimi giorni, grazie alle piogge del 19. Sempre il 19 è ben piovuto in alcune zone delle Murge ma, non essendoci stati episodi ripetuti di maltempo, si potrà avere qualche timidissima nascita circoscritta e di brevissima durata, così come sul Salento.

In Sardegna, infine, ci sono potenziali condizioni per qualche nascita di breve durata sui settori centrali dell’isola.

Non ci si può aspettare una vera e propria buttata, anche perché il pregresso ci parla di siccità perdurante, di boschi molto asciutti, sferzati continuamente dal vento. Tuttavia, dove i temporali sono stati di non brevissima durata, se già non stanno nascendo, qualche nascita si potrà avere a giorni.

Campania e Molise

La Campania è la regione che più di tutte ha subito gli effetti del vento di grecale, che a tratti è risultato insistente e guastafeste.

Il vento freddo dell’Est in realtà ha soffiato anche su Puglia, Molise, Basilicata e Calabria ma, se su quelle regioni è risultato asciutto e privo di piogge, sulla Campania ha generato qualche temporale da contrasto con l’umidità presente sul basso Tirreno.

In più, dopo che si è placato il vento balcanico, sono arrivati i temporali da calore e soprattutto quelli legati all’instabilità che si è generata sul basso Tirreno.

Piogge anche importanti sono cadute il 25 settembre e le nascite legate a questi temporali non arriveranno prima dell’inizio della seconda decade di ottobre.

Le piogge del 18-19-20 sono state discrete, ma a macchia di leopardo e, visto il pregresso meteorologico, con vento teso e costante e la siccità amplificata dai Geopotenziali in quota, quindi dallo stress da Deficit di Pressione di Vapore, c’è da attendersi un avvio di nascite timido e localizzato.

Anche in questo caso però, le piogge del 25 avranno sostenuto i miceli riproduttivi, perciò sui monti del primo entroterra ci si potrà attendere un buon avvio di buttata, non prima però del 7-8 del nuovo mese. Meglio, o più probabilmente, dopo il 10.

In Molise stesso discorso riguardo al vento. Le piogge cadute dopo il 10 settembre facevano ben sperare per un discreto avvio di nascite ma il secco ventoso ha bloccato ogni tentativo.

Anche in questo caso, le piogge del 17-18-19 non sono state eccellenti e oltretutto localizzate. Dov’è piovuto quel tanto che basta si potrà avere qualche discreta nascita sin da ora e a breve, ma non sembra ci siano le condizioni ideali per l’avvio di una vera buttata.

CENTRO ITALIA

Lazio e Abruzzo

Il Lazio continua ad avere piogge intermittenti che a tratti sono anche buone, ideali per buone nascite; tuttavia queste risultano sempre molto circoscritte e soprattutto di breve durata.

Le piogge di inizio settembre hanno dato localmente buoni frutti. Ci sono anche state zone che hanno visto nascite importanti. Peccato per la breve durata ma, d’altro canto, con temperature ancora elevate non ci si poteva attendere altro che vedere i funghi maturare nel volgere di pochissimi giorni, con nodi riproduttivi in fruttificazione contemporanea e nascite di più carpofori nella stessa sede.

In pratica, molti funghi ammassati in poco spazio, tutti allegramente comparsi in contemporanea e poi nulla più.

Ora, sulla scorta delle piogge più recenti, quelle del 17-18-19, c’è da attendersi nuove nascite che, se non sono già iniziate, arriveranno a breve, ma le aree interessate saranno meno numerose. Probabilmente si potrà trovare qualcosa in più nel basso Lazio e nel Reatino.

Abruzzo

Finalmente potrà terminare il lungo digiuno. Non ci attendiamo nascite importanti ma, anche qua, le piogge del 17-18-19, se già non stanno dando discrete nascite, lo faranno a breve.

Tutti i settori montani della regione hanno avuto piogge sufficienti e, in diversi casi, anche ripetute, perciò ideali. Ora che finalmente si è placato il grecale, si potrà raccogliere qualche Porcino in più.

Marche, Umbria e Toscana

Per le Marche, situazione identica all’Abruzzo, ma con la differenza che in regione le piogge del 17-18 sono state più generose.

Non c’è quindi una fascia regionale che spicca rispetto alle altre. Le nascite, se non sono già iniziate, inizieranno a breve, con intensità maggiore sui settori settentrionali e nelle province di Pesaro e Ancona, leggermente minore nella provincia di Ascoli Piceno.

Umbria

In Umbria le piogge del 17-18-19-20 sono state migliori sui settori settentrionali, meno in quelli centro-meridionali.

La nuova buttata non ci sarà; ci saranno invece nascite disordinate, probabilmente di breve durata e concentrate maggiormente sui settori collinari-montani settentrionali.

Toscana

La reginetta del periodo, per quanto riguarda il Centro Italia, è senza dubbio la Toscana.

Qua le buttate, tanto la prima quanto la seconda, sono state importanti e fuor di dubbio evidenti.

Di breve durata sui settori meridionali e centrali della regione. Più lunghe nelle fasce appenniniche. Apparentemente contigue sui settori di Nordovest.

Qua le piogge del 17 sono risultate importanti lungo la fascia collinare che, dalla costa pisana-livornese fino ad arrivare al promontorio di Piombino, hanno colpito i colli dell’entroterra tra Volterrano-Colline Metallifere e valli dell’Era, Elsa, fino ad arrivare al medio e alto Valdarno.

Il 18 è ripiovuto in varie zone della regione e a Est anche il 19.

I frutti di queste piogge arriveranno ora e, se non sono ancora arrivati, arriveranno a breve.

Naturalmente ottime piogge anche in Versilia, Apuane e, in generale, tra Lunigiana e Garfagnana.

NORD ITALIA

Liguria ed Emilia-Romagna

Qua è concentrata l’attenzione dei cercatori di funghi di mezza Italia, o comunque dei più numerosi.

Qua la prima e la seconda buttata non hanno deluso nessuno, anzi, localmente e a tratti sono risultate persino massicce e di ottima durata.

Caso raro, sui monti di confine tra Liguria di Levante ed Emilia, fino alle porte della Romagna, si è potuto fare il tanto ambito “Poker” di Porcini: tutte e quattro le specie di Boletus presenti in Italia in contemporanea nei boschi.

E non è questa una condizione normale, dal momento che Boletus edulis e B. pinophilus vogliono il freddo, mentre B. aereus e B. reticulatus preferiscono di gran lunga il caldo.

Tuttavia, i raffreddamenti conseguenti ai più importanti temporali sono stati utili a stimolare le fruttificazioni dei Porcini del freddo, mentre i suoli ancora caldi hanno meglio supportato i Porcini del caldo.

Purtroppo la terza ondata di nascite, la bollata numero tre, non sarà all’altezza delle precedenti. Vero è però che, sui monti più alti, la coda della seconda e l’avvio della terza daranno l’impressione di una continuità di nascite da molti fungaioli ampiamente desiderata.

Se non sono già iniziate le nascite innescate dalle piogge del 17, inizieranno a breve. Maggiormente favorite le zone di confine, l’intera provincia di La Spezia e il Genovesato dal Tigullio al confine con la provincia di Savona e, finalmente, anche l’entroterra dei settori più orientali del Savonese.

Già da Savona verso Ovest è piovuto molto poco, perciò non sono attese ulteriori nascite dove già sono state presenti.

Nel resto dell’Emilia-Romagna ci sono poche zone “buone”. Una tra tutte, la Romagna orientale. Qua il 17 si sono avute piogge importanti, ripetute il 18 con ultimi rovesci il 19; perciò i colli e monti romagnoli finalmente potranno dare buoni frutti e, se le nascite non sono già iniziate, lo faranno a breve.

Piemonte e Valle d’Aosta

Prima e seconda buttata più che soddisfacenti per le due regioni nordoccidentali.

Ora la terza bollata non sarà all’altezza delle precedenti; tuttavia, le piogge del 16-17-18-19 stanno iniziando a dare già i primi frutti.

La coda lunga della seconda buttata potrà dare ancora qualche nascita tra Cuneese e Torinese, ma andrà presto scemando o concludendosi. Tuttavia, le piogge del 16-17 potrebbero dare ancora qualche buona sorpresa in questo weekend.

Le piogge invece del 17-18 cadute tra Cuneese e Astigiano parrebbero dover dare pochi frutti, a sentire chi abita in zona e lamenta siccità palese. Forse però qualche sorpresa in boschi termofili ci potrebbe essere, quanto meno di B. aereus e Ovoli Reali, Amanita caesarea.

Meglio invece per i boschi nordorientali, con piogge interessanti tra Vercellese orientale, Novarese e Verbano-Cusio-Ossola. Qua le nascite legate alla terza buttata sono già iniziate.

Localmente buone, in pochi casi anche ottime, non sempre presenti. In alcuni casi, in boschi che non hanno patito la siccità estiva, si possono già trovare B. edulis tra i Castagni di collina.

Pur con livelli di Geopotenziale meno alti rispetto alle scorse settimane e pur con Deficit di Pressione di Vapore su livelli finalmente normali, probabilmente non si avranno ulteriori nascite importanti in collina, molto meglio in montagna.

In Valle d’Aosta invece, le possibilità che la seconda buttata possa proseguire fondendosi con la timidissima terza bollata sono davvero scarse; tuttavia, le rugiade notturne e le timide piogge del 16 potrebbero supportare nascite contenute ancora per qualche giorno a quote medie, non certo alte, viste le basse temperature soprattutto notturne.

Lombardia

Senza dubbio la regina assoluta del 2026. Fino a oggi ogni pioggia caduta non ha deluso. E lo ha fatto nonostante le continue lamentele da parte dei fungaioli locali, che lamentavano la qualunque.

Freddo, secco, vento: tutte situazioni avverse che, passate velocemente, hanno ceduto il passo a nascite contenute ma continue, tanto da dare impressione di continuità in alcune zone, tra prima, seconda e ora terza buttata.

Il giorno 16 le prime piogge copiose sui settori nordoccidentali della regione, poi il 17 le piogge copiose dalle zone di alta pianura alle Prealpi e Alpi.

Ci sarà da divertirsi in questo fine settimana nei boschi lombardi, senza bisogno di spostarsi su regioni limitrofe, visto che le nascite migliori saranno proprio in zona. Tutta la fascia montuosa, compresa quella di bassa collina, è già attiva e produttiva, e lo sarà ancora di più in questo fine settimana.

Triveneto

Anche in questo caso, in pochi ci credevano. Dopo una prima buttata a dir poco clamorosa, per quanto inferiore alla buttata estiva dello scorso anno, anche la seconda non ha deluso e ora sta partendo la terza, anzi è già partita.

Bei Porcini edulis e pure i primi B. pinophilus, accompagnati da Finferle (Craterellus lutescens), ancora Finferli (Cantharellus spp.), Funghi della Carne (Gomphus clavatus), Steccherini e pure Trombette dei Morti, per citare le specie più pregiate e ricercate (► consultali nel nostro Atlante dei Funghi).

Ancora una volta però le nascite migliori in Trentino, e non in Alto Adige dove il vento freddo ha “freezato” i boschi, già tutti asciutti.

Nascite però interessanti sono attese anche nel Veneto da cui, tanto per cambiare, arrivano notizie contrastanti, quasi a voler censurare i nostri articoli. C’è chi ci scrive con dovizia di particolari che “non sta nascendo assolutamente nulla” e chi, più onestamente, ci riferisce che di nascite ce ne sono eccome, localmente da poco iniziate in quarta.

D’altra parte le piogge non mentono.

Ottime piogge il 17 in tutta la regione, con le poche zone caratterizzate da piogge contenute lungo il Po di Rovigo e in alto Cadore. Per il resto, piogge a volontà.

Qualcuno dice che non sta nascendo nulla e nulla nascerà perché dopo le piogge ha fatto troppo freddo ma, anche in questo caso, se paragoniamo il presunto freddo attuale con quello dei decenni passati, non c’è storia. Eppure, in passato, tutto il mese di ottobre, freddo o non freddo, regalava Porcini a volontà, anche in Veneto.

Oltre alle copiose piogge del 17, ci sono state diverse docce localizzate e di breve durata. Interessanti perché mantengono attivi i miceli post-pioggia.

Infine il Friuli-Venezia Giulia.

Ci sono finalmente tutte le condizioni ideali per nascite di Porcini estivi sul Carso e nei pochi boschi di pianura.

In regione piogge copiose il 17 su tutti i settori occidentali e infatti è proprio qua che, nei versanti esposti a mezzogiorno, già si stanno raccogliendo i Porcini del freddo.

E il weekend si annuncia decisamente “Porcino”, con nascite che non dovrebbero terminare entro pochissimi giorni, grazie a temperature ora ottimali e cieli spesso coperti di giorno.

CONCLUDENDO

In sintesi, non ho voluto parlare esplicitamente di Terza Buttata di Porcini, ma di nascite legate a una terza ondata, per non creare troppe aspettative.

Come sempre ricordo, le analisi delle nascite in corso e previste si basano su esperienze passate, su dati raccolti meticolosamente dai primi anni ’80 che, confrontati con quelli più recenti, ci restituiscono un buon quadro complessivo su cui basare le analisi stesse.

Analisi e, soprattutto, raccolta delle segnalazioni dei nostri iscritti alla Chat Telegram Funghimagazine e ai Social @Funghimagazine, ci tengono costantemente impegnati, per dare un servizio il più possibile puntuale e preciso.

Ai nostri lettori soddisfatti dalla nostra offerta non chiediamo contributi, non facciamo pagare nulla e mai lo chiederemo, pur con costi di gestione del servizio sempre maggiori e costantemente in aumento.

Per chi ancora non lo sapesse o non ha avuto tempo di occuparsene, l’autore di questo articolo, ovvero il sottoscritto Angelo Giovinazzo, è anche autore di un libro ambientato nei boschi degli anni delle grandi emigrazioni, fino ad arrivare ai giorni d’oggi, che si intitola “L’Arte di Cercare Funghi”, edito da Newton Compton Editori.

Il libro costa solamente 12,90 € e i proventi delle royalty delle vendite verranno interamente devoluti per mantenere in piedi la baracca, perciò ogni copia in più venduta sarà pane per i denti di Funghimagazine.

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Last Updated on 02/10/2026 by Redazione FM

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Angelo Giovinazzo

Divulgatore scientifico e studioso di Scienze Naturali, appassionato di Micologia, Geografia e Geologia. Dopo un’esperienza come redattore meteo, nel 2018 ha fondato Funghimagazine.it, oggi punto di riferimento per migliaia di appassionati. È autore di L’Arte di Cercare Funghi, edito da Newton Compton Editori (10/10/2025).