
Dove cercare i funghi dai primi di Maggio – Aggiornamento nascite 01-05-2026
E’ partita la nuova stagione fungina, senza però grandi vere soddisfazioni. Aprile 2026 è stato spesso piovoso ma, il vero protagonista è stato il caldo precoce, spesso accompagnato da un insolito vento, che non è mai un buon alleato dei funghi. Vediamo allora come potrebbe proseguire la stagione fungina a Maggio e quali e quante possibilità ci sono, e dove, di poter trovare anche i primi Finferli e Porcini di stagione.
Meteo e nascite di funghi di Aprile 2026
Non servono grandi analisti per poter decretare che il mese di Aprile quest’anno è stato molto più piovoso rispetto alle attese al Sud, ma decisamente più asciutto tra parte del Centro e il Nord.
• Tra l’uno e il tre di Aprile grandi piogge sui settori adriatici meridionali, a tratti anche in Calabria e Sicilia.
• Tra il 4 e il 12 ha dominato l’assenza di piogge, spesso anche il vento e soprattutto un caldo precoce che di fatto ha visto mezza Europa registrare temperature mai viste prima in questo periodo dell’anno.
• Il 13 sono arrivate abbondanti piogge in Piemonte e Valle d’Aosta orientale, in Emilia e bassa Toscana, con buone piogge anche in Sardegna e tra Trentino-Veneto e Umbria.
• Il 14 è poi piovuto parecchio in Emilia Romagna, Veneto orientale e basso Friuli, ancora in bassa Toscana, a cavallo tra Umbria e Lazio e in Sicilia occidentale. Le piogge migliori si sono poi spostate tra Marche e Abruzzo, in alcune zone del Lazio, Puglia settentrionale, ancora Sicilia occidentale e Sardegna meridionale.
• Il 16 ultime piogge residue in Sardegna, Calabria e Sicilia, leggere nel resto del Sud e Lazio.
• Più soleggiati e caldi il 17 e 18, poi temporali sono arrivati in Lombardia il 19 con anche grandinate e nubifragi. Alcuni rovesci anche in Emilia Romagna e Triveneto. Sono poi proseguiti leggeri il 20 ma con maltempo più diffuso il 21.
• Tra 21 e 22 piogge estese dal Piemonte alla Puglia con litorali tirrenici sferzati dal vento secco, il vero guastafeste di un mese che, nell’insieme non sarebbe stato tutto sommato siccitoso, anzi.
Sappiamo però bene che il vento, quando insistente, può vanificare gli effetti benefici di settimane di pioggia, soprattutto quando è accompagnato da aria di tipo “africano”, quindi molto secca, e più calda del normale.
Una costante che è tipica delle “bolle d’aria calda africana” che si insinua puntualmente all’interno di ogni Anticiclone che raggiunge l’Italia, ma non solo.
• Inutile ricordare che tra il 23 e domenica 26 di piogge se ne sono viste ben poche, si sono invece sentiti bene i valori di molto al di sopra della media del periodo, soprattutto al Nordovest e lungo il Tirreno, leggermente più fresco, ma di poco, l’Adriatico.
• Provvidenziali le leggere piogge ancora in atto, che dal 28 hanno interessato dapprima il Nord, poi anche il Centro e ora il Sud.
Un mese, abbastanza piovoso ma non quanto basta per i funghi
Lo ricordiamo continuamente e non ci stancheremo di riperterlo. I funghi vogliono la pioggia ma, più che piogge abbondanti, vogliono stabilità atmosferica, calma di vento, mite tepore, ma soprattutto aria umida.
Nel corso delle ultime due settimane abbiamo visto sui social le foto dei primi coraggiosi funghi Porcini che, in alcune zone molto fortunate, hanno iniziato a tastare l’ambiente per capire se ci fossero le condizioni idali per le prime nascite.
In realtà abbiamo spesso visto foto di timidi Porcini con i cappelli già secchi o addirittura screpolati dall’aria eccessivamente secca.
Le piogge pregresse hanno bagnato a sufficienza i suoli. Con temperature massime fino a 25°C o poco più, l’umidità contenuta nel terreno si conserva abbastana bene.
Vero è che le piante che stanno emettendo grandi quantitivi di tenere foglie e prime infiorescenze necessitano di molta più acqua rispetto all’inverno e che buona parte di questa evapora per effetto della traspirazione fogliare, tuttavia il consumo d’acqua resta accettabile.
Ciò che consuma invece molta più acqua, sono le bolle d’aria calda che, eccessivamente secche, risucchiano acqua da qualsiasi superficie, per poter bilanciare gli scompensi tra la massa troppo secca dell’aria e quella decisamente più umida del terreno.
Questo scambio di umidità finsice sempre per prosciugare non solo le lettiere ma anche i primi strati di suolo, là dove le piante hanno la gran parte delle proprie radici capillari e dove i miceli le aiutano a procurarsi acqua e cibo.
Con simili situazioni, non basta un mese abbastanza piovoso. Non bastano neppure piogge abbondanti ma, circoscritte a sporadici episodi intermittenti.
Per avere buone-ottime nascite di funghi, serve costanza, quindi piogge, anche non esagerate, purché continue e inframezzate da periodi con ristagni di aria umida che invece si disperde con il vento.
Le domande dei nostri lettori relative alle nascite di funghi
↑ Nell’immagine allegata, i primi Porcini di Aprile 2026, dalla nostra Chat Telegram: Boletus pinophilus @Filippo e Federico, @Riccardo Spagnoli, @Marco Mande Mandelli.
Mi hanno scritto diversi lettori, chiedendomi perché, pur avendo avuto temperature apparentemente ottimali, non si registrano altrettanto buone nascite di funghi.
Dice Marco: “ma non si era detto che le temperature giuste per i funghi terricoli sono di 21/28°C? Le stesse temperature che da settimane si registrano quando c’è il sole, e anche quando piove, non si sta scendendo più al di sotto dei 15°C, perciò dovremmo avere il calore giusto, ma in molti boschi non si vede un solo fungo di terra. Come mai?”
La risposta non è difficile da giustificare. Le temperature da sole non bastano a far nascere i funghi, così come la pioggia, con le temperature sbagliate, può sortire lo stesso effetto di blocco o assenza di nascite.
L’equazione per buone nascite di funghi è sempre la stessa: giuste piogge + giuste temperature, e assenza di vento = ottime nascite fungine.
Se anche uno solo di questi fattori prevarica gli altri, si creano squilibri e anomalie che potranno persino arrivare a impedire che i funghi nascano.
Basti pensare a piogge troppo copiose o insistenti con terreni zuppi d’acqua che ristagna per più giorni al suolo, oppure a periodi siccitosi con il terreno spaccato dall’aria troppo secca. E che dire del vento funesto che disidrata qualsiasi carpoforo già nato?
La Primavera, così come l’autunno, è una “stagione di mezzo” che di fatto media tra il freddo latente che va morendo e il caldo che avanza sgomitando tra le ultime “Gocce Fredde” d’alta quota, sempre responsabili di piogge copiose quando insistenti.
Nel corso degli ultimi decenni, abbiamo appurato che le stagioni di mezzo sono sempre più schizofreniche. Gocce Fredde si staccano dal Vortice Polare insinuandosi in pieno mediterraneo, alternate a campane anticicloniche con all’interno bolle d’aria sempre più calda.
L’esatto opposto di ciò che serve ai funghi per vegetare e fruttificare con regolarità.
Quando nei boschi non si vede un solo fungo terricolo, significa che, qualcosa che abbiamo sottovalutato, meritava più attenzione, quindi, non basta associare le mezze maniche di camicia o le T-shirt indossate precocemente per decretare che è già ora di cercar Porcini.
Primavera spacciata? Nascite fungine saltate?
Come ribadiamo ogni volta in cui ne abbiamo occasione, l’Italia è fatta da mille campanili e microclimi. Per trovare i primi funghi, basta cercare il campanile giusto.
Mi scrive Andrea, argomentando che nei boschi che frequenta da anni, quando vede determinate fioriture di vegetali boschivi, ha sempre trovato i primi Porcini estivi. Non quest’anno. Perché?
Evidentemente perché il caldo da solo non basta a innescare le primizie micologiche. Senza equilibrio e stabilità difficile notare nascite degne di nota.
Vero è che, quando troviamo già Porcini primaverili, se ci guardiamo attorno vediamo ogni anno gli stessi fiori, che possono essere fiori d’acacia, di orniello, di rosa canina, di rovo, di ginestra, iris o erbe varie.
Altrettanto vero è però che quest’anno tutte queste fioriture sono avvenute con un anticipo di almeno 2 settimane, se non addirittura di un intero mese.
In Pianura Padana, fino agli anni novanta, le Robinie pseudo-acace di norma fiorivano ai primi di luglio. Tra i novanta e i primi dieci anni del duemila, hanno anticipato la fioritura a maggio. Quest’anno sono avvenute già nell’ultima decade di aprile.
Attenzione però ad associare queste fioriture alle nascite di funghi, e in particolar modo di Porcini, perché l’aria può essere sufficientemente calda per supportare queste fioriture da miele, ma i terreni ancora troppo freddi per suggerire ai miceli porcini che è ora di riprodursi.
In realtà, in alcune zone della bassa pianuara lombarda i primi Porcini estivi si sono già trovati. Pochi ma almeno li si è visti. Certo, se i terreni fossero stati caldi quanto l’aria, se ne sarebbero trovati molti di più.
Anche sui balconi termofili del Piemonte occidentale si è già trovato qualche sparuto timido Porcino rosso, essenzialmente dove batte il sole e il terreno ha potuto scaldarsi prima ma, paradossalmente è proprio qua che il terreno si è asciugato prima, e pure troppo, perciò, le attese nascite non sono affatto scontate.
AGGIORNAMENTO NASCITE 01-05-2026 – DOVE STANNO GIA’ NASCENDO
Inutile fare troppe congetture o consultare spasmodicamente le mappe della pioggia caduta se non si è fatto caso a dove il vento ha soffiato con più insistenza, o dove le temperature minine notturne sono state quelle giuste del periodo in cui grandi nascite di funghi non sono ancora normali.
In pratica, in molte zone del Sud Italia si sono registrati regolarmente 18/22°C, che sono già temperature buone per alcuni funghi terricoli, ma non certo per i Porcini che vogliono suoli decisamente più caldi rispetto alle temperature attuali.
I venti da Est, il Levante e il Grecale in molti casi, oltre ad essere stati secchi, sono stati freddi, accompagnati da nevicate sui monti.
Erano attese Morchelle e Prugnoli, non li si è trovati quando sui versanti occidentali più riparati e caldi, già stavano terminando. Qualcuno ipotizzava già: stagione finita! In realtà stanno nascendo ora.
Puglia, Molise, Abruzzo e Marche, con temperature nella norma per il periodo, potranno avere discrete nascite di primaverili precoci, tra il piano e gli alti colli, fino alla medio-bassa montagna, compatibilmente con la presenza di neve sui monti e di adeguate piogge cadute negli ultimi venti giorni.
In Calabria è piovuto molto spesso, sulla Sila e Pollino c’è ancora molta neve al suolo. Le prime giornate calde e senza precipitazioni sono arrivate da poco. Per i primi Prugnoli e Porcini si dovrà attendere ancora sui monti mentre Prugnoli si trovano già nei letti delle fiumare dove sono presenti boschetti igrofili con buone lettiere.
Anche in Sicilia si trovano già buone quantità di Prugnoli, più scarsi al momento i Funghi di Ferula (Cardoncelli). Sull’isola il vento è stato presente ma non tanto quanto è stato attivo sui settori adriatici e jonici.
La Sardegna ha avuto temperature adeguate, ma le buone piogge sono state rese vane dal vento che sull’isola non è mai mancato. Val comunque già la pena di fare qualche giro esplorativo nei boschi meridionali dell’isola, sperando in qualche buon bosco al riparo dal vento, prediligendo le radure aperte, a margine magari di ampie leccete.
Tra Sardegna, Calabria tirrenica e Salento, oltre che Sicilia orientale, c’è qualche discreta possibilità di trovare i primi Finferli precoci.
Sfortunato il Lazio. Ha avuto piogge sufficienti, ma il vento è stato protagonista.
Qua e là si trovano ancora Morchelle tra le valli montane, anche Prugnoli sottovento. Pochi funghi in zone troppo aperte dove il vento spazia indisturbato.
Anche in Umbria situazione simile al Lazio, con fondovalle del Tevere sferzato dal vento. Vento teso anche sui monti dove ristagna abbondante le neve ma, a mezza costa, al riparo dal vento, tra colli con microclimi umidi, si possono trovare ancora le ultime Morchelle alle quote superiori e i primi Prugnoli alle quote medio-basse.
La Toscana ha avuto poche piogge e molto vento. Equazione sbagliata per buone nascite fungine.
Qualche possibilità di nascite fungine è relegata alla bassa Toscana, per lo più nell’umida Maremma, nei pianori dell’Ombrone e affluenti si potranno trovare Prugnoli, più ventoso e secco l’intero corso dell’Arno.
Anche in Garfagnana e Lunigiana c’è qualche possibilità di trovare Prugnoli, ma anche qua andando a cercare i boschetti sottovento.
In generale, in Centro Italia si potrebbe trovare qualche fungo in più dopo la prima settimana di Maggio, grazie alle recenti piogge e soprattutto grazie ai venti che negli ultimi giorno sono stati meno presenti.
Clamorosa l’abbondanza di Morchelle in Liguria. In pochi le cercano. Molti non le conoscono o non le apprezzano. I più hanno in testa solo i Porcini.
Scarse quest’anno sono risultate le Morchelle Mediterrenee (Morchella dunalii) ma fino a pochi giorni fa, chi ha avuto l’intuizione di cercarle nei boschi misti lungo le numerosissime vallette interne, in prossimità dei numerosi ruscelli, non è rimasto deluso.
Sembra che non se ne siano trovate mai così tante come in questo mese di Aprile, già a partire dai 2-300 metri fino in media montagna. Più pigri i Prugnoli, che stanno iniziando a nascere solo ora che le Morchelle sono al capolinea.
E a proposito di Prugnoli, eccoli finalmente arrivare in Emilia Romagna, nel Veneto e Friuli Venezia Giulia. Anche qua facendo i conti con il vento d’oriente che non è mai mancato.
Più scarsa la presenza in Lombardia e Piemonte, se ne trovano ora, in quantitivi ridotti, in basso Piemonte, solo dove si sono avute piogge recenti, quindi in poche zone del Cuneese e dell’alto Alessandrino.
Abbiamo già detto dei primissimi Porcini di pianura nella bassa lombarda, val la pena anche di segnalare che Porcini rossi, anche se sporadici si trovano già qua e là nel Piemonte occidentale, in alta Lombardia e sui bassi monti liguri.
Finalmente è piovuto. Non molto ma, tra il 21 e 22 e poi dal 28 al 30 si sono viste piogge discrete, perciò la seconda settimana di maggio, considerato che dal 3 o 4, dovrebbe riportarne altre, si annuncia più fungina al Nordovest tutto.
Da segnalare nascite di Morchelle mai viste prima in Val d’Aosta. Il mese di Aprile ne ha regalate in grandi quantità, sia nel fondovalle della Dora che nelle vallate laterali.
Dati i presupposti, consiglierei vivamente agli aostani di non predersi la possibilità di esplorare gli stessi ambienti a inizio maggio alla ricerca di Prugnoli che, per quanto non normalmente presenti in regione, potrebbero stupirci nelle zone alluvionali in cui vi siano terreni non acidi ma neutri, soprattutto verso lo sbocco vallivo sull’Eporediese dove, qualche nascita è stata già segnalata in questi ultimi giorni, stupendo chi non li aveva mai visti prima, così come accaduto sui pianori della Serra d’Ivrea.
Le recenti piogge e il caldo previsto attorno ai primi giorni di maggio, potrebbero essere il giusto mix per qualche precoce nascita di Porcini primini e forse pure qualche timido Finferlo di quercia in zone collinari termofile.
Ricordiamo che proprio nelle zone termofile di Piemonte e Lombardia si sono toccate le temperature massime tra le più alte d’Italia con punte oltre i 25°C in più occasioni ad aprile.
Dove i suoli sono già sufficientemente caldi, la recente pioggia non potrà fare che del bene.
In conclusione – Aggiornamento nascite 01-05-2026
Stiamo vivendo primavere climaticamente sempre più imprevedibili, così come imprevedibili si stanno rivelando anche le nascite fungine.
Quest’anno abbiamo avuto zone con nascite di Morchelle precocissime, altre con nascite più tardive, o meglio nei tempi canonici o addirittura non ancora inziate.
I Prugnoli si sono fatti attendere, ma sono stati precocissimi sempre in sparute zone calde del Nord.
Il Centro Italia è stato il più sfavorito, con piogge veloci, spesso insufficienti e con il vento costante.
Speriamo vada meglio ora che le previsioni meteo ci dicono che avremo un mese di maggio più dinamico e all’insegna delle correnti atlantiche, sempre più benefiche rispetto a quelle continentali orientali.
Per sapere dov’è piovuto, non serve abbandonare Funghimagazine. Sul sito c’è una ricca sezione Meteo e Nascite Funghi con le mappe della pioggia caduta ad Aprile, nel mese appena iniziato, con storico dei mesi e anni passati.
Nella sezione Semaforo dei Funghi è poi possibile consultare gli accumuli di pioggia giornalieri e mensili di migliaia di località italiane.
Chi vorrà, potrà continuare a farmi domande attraverso il mio canale privato-personale Telegram, attraverso la Chat Nazionale Telegram, oppure inviandomi DM via Instagram.
Suggerimenti per i Lettori
Anche se l’aria è calda (25∘C), il terreno potrebbe essere ancora troppo freddo o troppo secco per i miceli dei Porcini.
Data la variabilità climatica, è fondamentale cercare boschi riparati dal vento e microclimi umidi (fiumare, ruscelli, vallate interne).
Utilizzare gli strumenti come il “Semaforo dei Funghi” per controllare gli accumuli reali di pioggia nelle singole località.
Last Updated on 23/05/2026 by Redazione FM

