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Leccinellum lepidum il Leccino invernale

Un buon commestibile che può consolare i cercatori di funghi in crisi d’astinenza da funghi Porcini durante la stagione fredda. Abbonda nei boschi mediterranei dopo le piogge, dall’autunno a fine inverno. Descrizione e curiosità

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Leccinellum lepidum (H. Bouchet ex Essette) Bresinsky & Manfr. Binder 2003

INDICE

Ex Leccinum lepidum (Bouchet ex Essette) Quadr.

Divisione:Basidiomycota
Classe:Basidiomycetes
Ordine:Boletales
Famiglia:Boletaceae
Genere:Leccinellum (ex Leccinum)
Specie:Leccinellum lepidum
Nome comune:Leccino, Porcinello, Leccino giallo, Porcinello invernale
Tipo nutrimento:Simbionte-micorrizico
Periodo vegetativo:Dall’autunno all’inverno, subito dopo le piogge, in assenza di nevicate e/o gelate
Commestibilità o Tossicità:Buon commestibile,
meglio evitare esemplari adulti

IL LECCINELLUM LEPIDUM O LECCINO / PORCINELLO INVERNALE

Habitat – Ecologia

Leccinellum lepidum
Leccinellum lepidum – foto: Gianni valdes

Il Leccinellum lepidum è un fungo simbionte-micorrizicoovvero, che vegeta in simbiosi con alcuni tipi di alberi, piuttosto simile ad un fungo Porcino, non a caso è anche detto comunemente ‘Porcinello‘.

Il suo habitat ideale sono i boschi mediterranei, che possono essere di tipo costiero, o anche boschi termofili basso-collinari in cui vegeta l’albero simbionte preferito da questo fungo, che poi è anche lo stesso che gli conferisce il nome di Leccino, ovvero il Leccio.

Non è però specie esclusiva del solo Leccio (Quercus ilex) – la Quercia sempreverde degli ambienti mediterranei – ma lo si può trovare tranquillamente anche sotto al Corbezzolo, ed in Autunno, fin tanto che le foglie sono ancora presenti sugli alberi, anche sotto ad altre specie di Quarcia quali: Sughera, Cerro e Roverella.

Nella fattispecie, il suo habitat si trova esclusivamente nei Piani Vegetazionali tipici del Mediterraneo facenti parte del cosiddetto ‘Piano Basale‘ tra Piano Litoraneo – solo in presenza di Macchia Mediterranea con alcuni Lecci, ma più facilmente, Piano Costiero con boschi mediterranei e Piano Basso-Collinare con Querce di vario tipo e Corbezzolo.

Durante il periodo invernale, questo fungo fruttifica, anche con numerosi esemplari ravvicinati tra loro, in periodi piovosi, ma con assenza di vento, di gelo e soprattutto di neve.

Alberi con cui si associa:

Leccio (Quercus ilex), Cerro (Q. cerris), Roverella (Q. rubescens), Quercia Farnetto (Q. frainetto), Sughera (Q. suber), Quercia Spinosa (Q. coccifera), Quercia Fragno (Q. trojana), Corbezzolo (Arbustus unedo), più sporadicamente con altri arbusti/alberi del bosco mediterraneo.

Leccinellum lepidum
Leccinellum lepidum – foto di: Gruppo Micologico Sandonatese

Come riconoscerlo:

Nella forma più classica il Leccinellum lepidum, di primo acchito, ricorda in tutto e per tutto un fungo Porcino

Se non sei pratico dei boschi mediterranei, e se non hai mai visto in habitat questo fungo, se qualcuno ti accompagna in un bosco costiero o basso collinare mediterraneo, quasi certamente esclamerai: «qua è pieno zeppo di funghi Porcini» trovandoti davanti questo fungo.

In effetti, avvicinandoti noterai che qualcosa non torna, il cappello appare di un insolito color nocciola, che difficilmente potrai riscontrare in una delle quattro varietà di funghi Porcini, così come la spugna ed il gambo avranno un colore tendenzialmente giallognolo, dal giallo chiaro al giallo-ocraceo, pur possedendo una forma che, soprattutto negli esemplari più giovani, ricorda moltissimo quella dei Porcini, ovvero tozza-obesa con rigonfiamento al centro del gambo.

Quest’ultimo, oltre ad esser di color giallognolo-ocraceo non è affatto simile a quello dei funghi Porcini, ma si presenta con le tipiche fibrille presenti in tutti i funghi Leccini (Porcinelli), in questo caso però giallognole anziché scure, come di solito accade ai Porcinelli di altra specie, inoltre negli esemplari non più giovanissimi, il gambo può presentarsi anche cilindrico dritto, o anche ricurvo. Tende a scurire e virare al grigio se manipolato.

Il Cappello di solito è emisferico nei giovani ma convesso negli adulti, con margine solitamente regolare, anche se negli adulti tende ad essere eccedente ovvero, deborda oltre la parte carnosa del cappello, risultando persino leggermente involuto ricurvato verso la spugna, di colore normalmente nocciola-brunastro, più scuro al centro, ma più chiaro-giallognolo verso il margine.

A differenza del fungo Porcino, il cappello di questo Leccino non è mai liscio ma vellutato con clima secco, normalmente rugoso, irregolare con piccoli bozzi ed altrettanti piccoli avvallamenti, diventando però untuoso-viscido in presenza di pioggia, tanto che la sua cuticola diventa facilmente asportabile.

La Spugna (Imenoforo) è composta da tubuli e pori di colore giallognolo, da giallo-oro dei giovani al giallo-ocra degli adulti e si tinge facilmente di grigio alla manipolazione, così come accade anche al gambo ed alla sua carne che si tinge di rosa al taglio per poi virare al violaceo ed infine al grigio.

VARIETA’ E SPECIE SIMILI

Leccinellum corsicum

Leccinellum corsicum
Leccinellum corsicum – foto: Andrea Sardu

Del tutto simile al Leccinellum lepidum, il Leccinellum corsicum, si differenzia per una taglia sotanzialmente minore, per il gambo più slanciato, spesso incurvato e radicante con fibrille leggermente scure alla base del gambo, e più rapido e maggior scurimento del gambo alla manipolazione.

La differenza sotanziale però tra il L. lepidum ed il Leccinellum corsicum è che quest’ultimo non crea simbiosi con le Querce ma bensì con il Cisto (Cistus monspeliensis, C. incanus e C. salviefolius), non a caso è anche detto Leccino del Cisto o Porcinello del Cisto.

Come il L. lepidum anche L. corsicum è un fungo tardo autunnale-invernale, la cui fruttificazione può protrarsi anche fino alla primavera.

Deve il suo nome all’area in cui normalmente vegeta, ovvero tra Sardegna e Corsica. Corsicumcorso (della Corsica).

Leccinellum corsicum
Leccinellum corsicum – foto: Andrea Sardu

Note – Curiosità:

Il Leccinellum lepidum è il fungo che in inverno, può in qualche modo consolare i cercatori di funghi in crisi d’astinenza da funghi Porcini

Pur non trattandosi di fungo Porcino vero e proprio, questo boletaceo ha pur sempre una forma ed aspetto che ricorda quella di un Porcino, inoltre il periodo di fruttificazione, tipicamente invernale, non vede molte altre specie boletacee disponibili, pertanto diventa spesso un fungo di ripiego.

La sua commestibilità è indubbia, così come per tutte le altre specie di funghi Leccini, tuttavia si consiglia di consumare, dopo adeguata cottura, soltanto gli esemplari giovani, poiché col passare dei giorni, la sua carne tende ad ammollarsi, divenendo in cottura troppo flaccida.

Alcuni autori consigliano di scartare completamente la spugna dei funghi adulti, oltre che il gambo, che risulta coriaceo-fibroso, perciò di consumare soltanto il cappello privato dai suoi tuboli. A questo punto però, diventa inutile raccogliere un fungo di cui si consumerà soltanto una sua piccolissima parte.

I funghi Leccini durante la cottura tendono a diventare scuri, se non del tutto neri. Questo viraggio è del tutto normale e non è indice di non commestibilità.

A partire dal 2003 questo fungo non fa più parte della vecchia specie Leccinum ma è stata inserita nella neonata specie Leccinellum

Sono stati i micologi Andreas Bresinsky e Manfred Binder ad aver circoscritto per primi questo nuovo genere di Leccini (Leccinellum) che si caratterizza da carpofori a pori gialli e con carne giallastra, oltre che da una cuticola detta ‘a forma di tricodermastruttura della cuticola che ricopre il cappello, in cui le ife sono più o meno disposte perpendicolarmente rispetto allo strato cellulare sottostante, risultando perciò più o meno rialzate rispetto al resto della cuticola che, se è detta ‘a tricoderma’ risulterà vellutata ed asciutta al tatto.

In Italia il genere racchiude Leccinellum corsicum, Leccinellum lepidum e Leccinellum crocipodium, considerato come ‘specie tipo‘. Nel Nord America le Querce Rovere sono simbionti del Leccinellum quercophilum, tipico degli Stati Uniti d’America ma da noi assente.

LE PROPRIETÀ – VALORI NUTRIZIONALI DEI FUNGHI LECCINI

Non esistono tabelle riportanti gli effettivi valori nutrizionali specifici, riferiti ai soli funghi Leccini, tuttavia questi tipi di funghi possono contenere valori standard medi dei funghi più comuni, come di seguito riportati:

NUTRIENTE

NUTRIENTI in 96 grammi

RDA (RACCOMANDATO)

Energia (calorie)

21,1

1600~3200

Proteine (grammi)

3

46~56

Carboidrati (g)

3,1 di cui 1,9 di zuccheri

130

Calcio (mg)

2,9

1000~1300

Ferro (mg)

0,5

8~18

Magnesio (mg)

8,6

310~420

Fosforo (mg)

82,6

700~1250

Potassio (mg)

305

4700

Sodio (mg)

4,8

2300

Zinco (mg)

0,5

8~11

Rame (mg)

305

890~900

Selenio (mcg)

8,9

55

Vitamina C (mg)

2

65~90

Vitamina D (mg)

0,2

15

Folato (mcg DFE)

16,3

400

Colina (mg)

16,6

400~550

Niacina (mg)

3,5

14~16

I quantitativi riportati in tabella si riferiscono ad un tipico mix di funghi commestibili freschi, con valori nutrizionali standard, nella quantità di una tazza da tè che contiene 96 grammi di funghi interi e crudi, da Medical News Today.

Oltre ai componenti sopra indicati i funghi commestibili contengono mediamente anche un certo quantitativo di vitamine del gruppo B, tra cui tiamina, riboflavina, B6 e B12.

Alcuni tipi di funghi possono contenere, alcuni o molti di questi componenti, in quantità ben maggiori, in questo caso i singoli valori sono riportati nelle tabelle delle specifiche varietà di funghi.

I funghi selvatici possono però anche contenere alti livelli di metalli pesanti o altri componenti chimici acquisiti dall’ambiente. Si raccomanda perciò di consumare soltanto funghi provenienti da boschi distanti dalle città, da strade molto trafficate, o da possibili altre fonti d’inquinamento.

Puoi approfondire la conoscenza dei funghi Leccini leggendo anche l’articolo: Leccinum aurantiacum (rufus) – i Porcinelli rossi.

Fotogallery di Leccinellum lepidum o Leccino invernale

ATLANTE DEI FUNGHI

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