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Fungo

Fungo, nel linguaggio comunemente parlato è l’ambito frutto che portiamo a casa, con desiderio di poterlo presto gustare, in realtà è molto più di questo. Scoprilo in questo articolo

Fungo 🍄

(FunghiFungi)

🍄 In micologia la parola FUNGO (al plurale FUNGHI o MICETI), indica qualcosa di completamente diverso rispetto a ciò che intende il comune uomo di strada, ovvero il comune cercatore di funghi, quando utilizza questo termine.

Il termine fungo non indica infatti ciò che noi, amorevolmente e, talvolta con esagerata smania, cerchiamo, raccogliamo, poniamo nel cesto e portiamo a casa, come fosse un ambito trofeo di caccia, ma è invece l’insieme dell’apparato, che può esser suddiviso in corpo vegetativo, corpo riproduttivo o corpo fruttifero.

Questo apparato, nel suo insieme, sta ubicato al di sotto ed al di sopra del terreno, mentre ciò che noi raccogliamo (il solo corpo fruttifero), sta quasi sempre al di fuori del terreno, su di alberi e più raramente (ad esempio con i Tartufi), ben all’interno del terreno.

CORPO FRUTTIFERO E NON FUNGO

Per farti meglio capire il concetto di fungo, così come inteso in ambito scientifico, lo paragonerò ad un albero da frutto, ad esempio ad un vetusto pesco che, giunto da tempo in età fertile, sarà composto di un ricco apparato radicale sotterrano, il cui compito sarà quello di ancorare l’albero al terreno, ma anche di suggere acqua e sostanze nutrienti indispensabili alla sopravvivenza dell’albero stesso; da un tronco-fusto legnoso, che servirà a mantenere l’albero eretto e resistente al vento; da un ricco apparato fogliare, che servirà all’albero a trasformare sostanze organiche o inorganiche in ‘carburante’ ricco di ‘carbonio e sostanze proteiche-zuccherine-vitaminiche, arricchite grazie al meccanismo della fotosintesi clorofilliana che, attraverso i raggi solari trasforma in energia, sostanze che, diversamente non avrebbero questo potere.

Infine, all’uopo, tra la primavera e l’estate, trasformerà alcune particolari gemme in fiori e da questi, grazie all’impollinazione, in dolci, succosi e saporiti frutti che, a loro volta conterranno un nocciolo che racchiuderà un preziosissimo seme, che servirà alla pianta per potersi riprodurre.

Tutto questo sarà suddiviso in varie parti: apparato radicale, tronco-fusto, foglie, fiori, frutti, semi.

Anche in ambito micologico, quando parliamo di funghi, parliamo di un apparato radicale, di un fusto, di frutti e di semi.

L’errore sta però nel considerare come FUNGO, solamente i frutti ed i semi (CORPO FRUTTIFERO), mentre tutto il resto, boh, è qualcosa di misconosciuto di cui non ci interessa sapere.

In realtà all’interno del Regno dei funghi o Regno fungi, c’è quasi tutto ciò che abbiamo riscontrato nel vetusto albero di pesco, con la sola differenza che l’albero, anziché svilupparsi al di fuori del terreno, verso l’alto, si sviluppa sottoterra ed in orizzontale.

IL CORPO VEGETATIVO E FRUTTIFERO DEI FUNGI

L’apparato radicale costituisce il corpo vegetativo dei fungi. Questo è costituito da particolari strutture dette IFE, che possono avere varie differenziazioni, funzioni e specializzazioni.

Alcune di queste si occupano degli aspetti tipici di tutti gli apparati radicali, tralasciando magari l’ancoraggio, per concentrarsi piuttosto sull’acquisizione di acqua e nutrienti. Altre hanno scopo più strutturale-scheletrico, altre ancora hanno scopo riproduttivo.

Le Ife scheletriche serviranno a generare per esempio il carpoforo o sporoforo (sporofiro), ovvero: ciò che noi raccogliamo, mentre le Ife riproduttive, genereranno l’imenoforo con l’imenio e quindi tutte le cellule necessarie per la riproduzione, arrivando al ‘nocciolo’ ed al ‘seme’ con le spore, o qualcosa di simile, a seconda dei Generi o Famiglie fungine.

E’ composto quindi da particolari Ife anche il fungo Porcino (o altro) che abbiamo raccolto nel bosco, e prontamente messo nel piatto per deliziare il nostro palato, solo che, a seconda della funzione che avrà, ogni Ifa si svilupperà autonomamente, differenziandosi da tutte le altre, e portando a termine lo scopo per cui è stata generata.

 La parola fungo, come avrai ben capito, non indica perciò il fungo che noi raccogliamo, ma l’intero sistema fungino nel suo insieme, comprensivo di ife, miceli, eventuali agglomerati-intrecci di quest’ultimi a formare talli, rizomorfe, arbuscoli, vescicole etc.

Il frutto del fungo, il contenitore dei semi (quest’ultimi in micologia detti spore con tutte le eventuali varianti), è invece detto → carpoforo, oppure → sporoforo → sporocarpo, ma anche → angiocarpo, basidioma → basidiocarpo oppure → corpo fruttifero eccetera, eccetera. Lo scopo di questa enciclopedia è proprio quello di farti scoprire tutti i temini tecnici in uso, ed il loro significato.

FUNGO NEL LINGUAGGIO COMUNE

Nel linguaggio comunemente parlato, nessuno (a meno che non si tratti di un micologo che conversa con altri micologi), chiamerà il fungo raccolto: carpoforo o sporoforo.

Nessuno dirà mai: «oggi sono stato fortunato perché ho raccolto ben 20 carpofori – o sporofiri – di Boletus» (sarebbe ridicolo!).

Si dirà piuttosto: «oggi ho raccolto ben 20 Porcini, oppure, ben 20 Funghi»

In molte zone d’Italia addirittura, con la parola Fungo-Funghi si indica esclusivamente e sbrigativamente il Fungo Porcino.

Non è infatti raro sentir dire: «oggi ho trovato la bellezza di 60 funghi» sottintendendo si tratti di funghi Porcini e non altro.

Nessuno dirà mai: «oggi ho raccolto 20 carpofori di Porcino, 10 carpofori di Leccino e 30 carpofori di Cantharellus». Si preferirà sbrigativamente dire: «oggi ho raccolto 60 funghi: 20 Porcini, 10 Leccini e 30 Galletti». Ciò non toglie che, la parola carpoforo sia il nome comune del fungo, mentre Porcino, Leccino o Galletto il nome proprio. Vedi la voce → Epiteto.

► Nei paesi Anglosassoni è normale, e da tutti accettato (soprattutto dagli e negli ambienti micologici), attribuire a Specie o anche a Generi di funghi, nomi comuni che riprendono alcune caratteristiche peculiari dei funghi stessi, per esempio: nel caso del Genere di recente istituzione: Butyriboletus, i funghi appartenenti a questo Genere sono ufficialmente detti: “Butter Boletes” per riprendere il concetto del loro caratteristico colore del burro.

In Italia (e non si capisce per quale ragione) i soprannoni, nomi comuni o neologismi, non sono mai ben accetti (vale anche per altri ambiti scientifici, ad esempio in meteorologia), o se accettati perché d’uso comune, vengono bollati-etichettati e/o screditati come ‘linguaggio volgare‘ anziché come ‘linguaggio comunemente parlato‘, o ‘linguaggio comune’, giusto per sottolineare, quasi con disgusto, che il volgo è la massa, mentre gli scienziati sono un’elite.

In realtà gli scienziati sono parte di una massa che si è informata, che si è dedicata ad una specifica materia, che ha una conoscenza che ha acquisito ed incrementato nel volgere del tempo, che può fare o avere nuove intuizioni, man mano che aumenta la sua conoscenza e, in base ai mezzi messi a sua disposizione.

Spesso le Associazioni Micologiche italiane sono circoli chiusi fini a sé stessi, che non attraggono nuovi adepti, seguaci o comunque giovani del volgo, perché troppo chiuse nel proprio ambito, autoreferenziali, che parlano un linguaggio ai più completamente sconosciuto. Un consiglio: siate più flessibili ed indulgenti!

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