Suillus granulatus o Pinarolo, lo strano boleto dei pini che emette latte

Suilus granulatus
Suillus granulatus. PH@Garrett Taylor
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SUILLUS GRANULATUS (L.) Roussel 1796

DESCRIZIONE SOMMARIA 🍄

Suillus granulatus. Scheda illustrativa
Suillus granulatus. Scheda illustrativa

Qual è il colore prevalente?

I colori di Suillus granulatusNell’arcobaleno dei funghi: → Giallo aranciato, bruno-rugginoso.

Come riconoscere al volo Suillus granulatus?

“Ho trovato un fungo simile a un boleto sotto i pini. Il cappello è marrone chiaro e viscido. Sotto ha una spugna gialla che rilascia gocce lattiginose. Il gambo è puntinato. Che fungo è?””

Il Suillus granulatus, detto Pinarolo o Pinaiolo, è un fungo commestibile delle Suillaceae. Cresce tra conifere in estate-autunno. Ha cappello con cuticola purgativa facilmente asportabile, tubuli gialli con gocce lattiginose, e gambo granuloso senza anello. Comune e facilmente riconoscibile.

Sinonimi obsoleti[1]:

Agaricus granulatus (L.) Lam., Encycl. Méth. Bot. (1783)
Boletus campanulatus (J. Blum) J. Blum, Bull. trimest. Soc. mycol. Fr. (1969)
Boletus circinans var. lactifluus (With.) Pers., Syn. meth. fung. (Göttingen) (1801)
Boletus flavorufus Schaeff., Fung. bavar. palat. nasc. (Ratisbonae) (1774)
Boletus fusipes var. pictilis (Quél.) Bigeard & H. Guillemin, Fl. Champ. Supér. France (Chalon-sur-Saône) (1913)
Boletus granulatus L., Sp. pl. (1753)
Boletus granulatus var. campanulatus J. Blum, Bull. trimest. Soc. mycol. Fr. (1965)
Boletus granulatus var. flavorufus (Schaeff.) J. Blum, Bull. trimest. Soc. mycol. Fr. (1965)
Boletus granulatus var. heterosporus J. Blum, Bull. trimest. Soc. mycol. Fr. (1965)
Boletus granulatus var. lactifluus (With.) J. Blum, Bull. trimest. Soc. mycol. Fr. (1965)
Boletus granulatus var. longisporus J. Blum & Perr.-Bertr., Bull. trimest. Soc. mycol. Fr. (1965)
Boletus granulatus var. meridionalis J. Blum, Bull. trimest. Soc. mycol. Fr. (1965)
Boletus granulatus var. pictilis (Quél.) J. Blum, Bull. trimest. Soc. mycol. Fr. (1965)
Boletus granulatus var. rufopunctatus J. Blum, Bull. trimest. Soc. mycol. Fr. (1965)
Boletus granulatus var. violaceopunctatus J. Blum & Azéma, Revue Mycol., Paris (1967) [1966]
Boletus heterosporus (J. Blum) J. Blum, Bull. trimest. Soc. mycol. Fr. (1969)
Boletus lactifluus (With.) J. Blum, Bull. trimest. Soc. mycol. Fr. (1969)
Boletus lactifluus Sowerby, Col. fig. Engl. Fung. Mushr., Suppl. (London) (1814)
Boletus lactifluus With., Arr. Brit. pl., Edn 3 (London) (1796)
Boletus longisporus (J. Blum & Perr.-Bertr.) J. Blum, Bull. trimest. Soc. mycol. Fr. (1969)
Boletus meridionalis (J. Blum) J. Blum, Bull. trimest. Soc. mycol. Fr. (1969)
Boletus pictilis (Quél.) Sacc. & Traverso, Syll. fung. (Abellini) (1910)
Boletus rufopunctatus (J. Blum) J. Blum, Bull. trimest. Soc. mycol. Fr. (1969)
Boletus violaceopunctatus (J. Blum & Azéma) J. Blum, Bull. trimest. Soc. mycol. Fr. (1969)
Ixocomus granulatus (L.) Quél., Fl. mycol. France (Paris) (1888)
Ixocomus pictilis Quél., C. r. Assoc. Franç. Avancem. Sci. (1894)
Leccinum lactifluum (With.) Gray, Nat. Arr. Brit. Pl. (London) (1821)
Rostkovites granulatus (L.) P. Karst., Revue mycol., Toulouse (1881)
Suillus collinitus var. velatipes Contu, Lavorato & Simonini, in Simonini, Fungi Non Delineati, Raro vel Haud Perspecte et Explorate Descripti aut Definite Picti (1998)
Suillus granulatus f. marchandii G. Moreno & Heykoop, Riv. Micol. (1994)
Suillus granulatus subsp. leptopus Singer, Farlowia (1945)
Suillus granulatus subsp. snellii Singer, Farlowia (1945)
Suillus granulatus var. snellii (Singer) Blanco-Dios, Tarrelos (2018)
Suillus granulatus var. velatipes (Contu, Lavorato & Simonini) Klofac, in Klofac & Krisai-Greilhuber, Öst. Z. Pilzk. (2018)
Suillus lactifluus (With.) A.H. Sm. & Thiers, Michigan Bot. (1968)
Viscipellis granulata (L.) Quél., Enchir. fung. (Paris) (1886)

Suillus granulatus (L.) Roussel 1796[2]

Divisione: Basidiomycota
Classe: Agaricomycetes
Ordine: Boletales
Famiglia: Suillaceae
Genere: Suillus
Specie: granulatus (Suillus granulatus)
Nome italiano: Pinarolo, Boleto dei Pini
Tipo nutrimento: SIMBIONTE🌲
Periodo vegetativo: dall’estate all’autunno
Commestibilità o Tossicità: COMMESTIBILE DISCRETO

🌐 NOMI INTERNAZIONALI[3]

  • Basco: Pinudi-onddo pikordun
  • Catalano: Molleric granellut
  • Ceco: klouzek zrnitý
  • Cinese: 點柄乳牛肝菌
  • Estone: Lambatatik
  • Finlandese: jyvästatti
  • Francese: bolet granulé
  • Gallese: boled diferol
  • Georgiano: ხორკლებიანი დუმასოკო
  • Giapponese: チチアワタケ
  • Inglese: weeping bolete, granulated bolete
  • Lettone: Graudainā sviestbeka
  • Lituano: Šilinis kazlėkas
  • Macedone: волчјо лепче
  • Olandese: Melkboleet
  • Polacco: Maślak ziarnisty
  • Rumeno: Pitoașcă, cozărei de brad
  • Svedese: Grynsopp
  • Tedesco: Körnchenröhrling, Körnchen-Röhrling
  • Ucraino: Маслюк зернистий
  • Ungherese: Szemcsésnyelű fenyőtinóru

🇮🇹 Nomi comuni italiani[4]

Suillus granulatus: il Pinarolo, Pinaiolo o Boleto dei Pini

Il Suillus granulatus è un fungo molto comune e diffuso in Italia, apprezzato sia dai micologi che dagli appassionati meno esperti. Viene regolarmente raccolto in molte regioni italiane, grazie all’ottima presenza di pinete.

I nomi più diffusi del Suillus granulatus

Tra i nomi più comuni del Suillus granulatus troviamo Pinarolo, che sottolinea il suo legame con i pini, associazione tipica del genere Suillus.

È chiamato dai micologi anche “Boleto granuloso”, per il gambo caratterizzato da una granulazione distintiva, un particolare noto soprattutto agli esperti. I cercatori meno specialisti, invece, lo conoscono più comunemente come Pinarolo, Pinaiolo, Pinarello o Boleto dei Pini, nomi che richiamano il suo habitat tipico.

I nomi dialettali del Suillus granulatus

La vasta diffusione e popolarità del Suillus granulatus ha dato origine a numerosi nomi dialettali in tutta Italia. Questi appellativi, spesso legati alle tradizioni locali e alle caratteristiche del fungo, riflettono la familiarità che molte comunità hanno con questa specie. Tuttavia, i nomi locali elencati di seguito non sono quasi mai esclusivi di questa specie, ma si riferiscono generalmente a tutti i ‘Pinaioli’.

Tra i più conosciuti troviamo:

  • Nord Italia: “Boasine”, “Pinaröla” e “Pinete” (Lombardia), “Spinarello”, Fong de butirro”, “Spinarello”, Briséta” e “Fung del pin” (Trentino e Veneto), “Bolè de pin”, “Salèro”, “Funzo de pin” e “Funxina” (Liguria);
  • Centro Italia: “Pinozzo”, “Pinuzzo buono”, “Scopaiòlo”, “Pinolo gentile” e “Pinàrolo scempio” (Toscana);
  • Sud Italia e isole: “Vavusu ccu la lacrima”, “Vavusu giallu”, “Vàvusièddri” e “Pinu” (Calabria), “Pinarolu” (Sardegna), “Func’i zappino”, “Vavuso” e “Bavuso” (Sicilia), “Salsa gialla” e “Pinarolo” (Campania).

🗣 Etimologia[5]

Il nome del genere Suillus deriva dal latino “suillus”, che significa “relativo ai maiali” o “di maiale”. Questo nome potrebbe essere stato scelto per via della consistenza grassa e viscida che caratterizza molti funghi di questo genere, simile al grasso animale, o per il fatto che i funghi di questo genere venivano associati a cibi semplici e rustici, come quelli legati alla dieta suina.

Gray, Samuel Frederick (1821): Nel suo lavoro A Natural Arrangement of British Plants, Gray conferma l’uso del termine Suillus, derivandolo dal latino, e ne sottolinea l’applicazione ai funghi con una consistenza viscida e carnosa.

Il termine “granulatus”, che fa parte del nome scientifico Suillus granulatus, deriva dal latino e significa “granuloso” o “ricoperto di piccoli granuli”. Questo epiteto specifico si riferisce alla caratteristica granulazione che ricopre il gambo di questo fungo, particolarmente evidente nei giovani esemplari. Questa minuta granulazione è una delle peculiarità macroscopiche principali che permette di distinguere questa specie da altre appartenenti al genere Suillus.

Phillips, Roger (1981): Nel suo libro Mushrooms and Other Fungi of Great Britain and Europe, Phillips descrive Suillus granulatus sottolineando che il nome fa riferimento alla granulazione che copre il gambo, particolarmente evidente nei giovani esemplari.

🈂 Traduzioni in italiano dei nomi internazionali di Suillus granulatus

I nomi di Suillus granulatus nelle diverse lingue

Il fungo Suillus granulatus è conosciuto con nomi diversi in varie lingue, ognuno dei quali riflette le caratteristiche peculiari della specie. Ad esempio, in basco viene chiamato “Fungo granulato dei pini”, mentre in catalano è conosciuto come “Mollerico granuloso”. In ceco il nome si traduce in “Funghetto granuloso”, e in francese viene identificato come “Boleto granulato”.

Passando all’inglese, è noto come “Boleto piangente” o “Boleto granulato”, nomi che richiamano le goccioline lattiginose presenti sui pori del fungo. Detto anche “Dotted-stalked”, ovvero “Con gambo puntinato”. In tedesco, lo si chiama “Boleto dei granelli” o “Boleto granuloso”, che si riferiscono anch’essi alla granulazione visibile. Allo stesso modo, in svedese il nome è “Fungo dei granuli”.

Nelle lingue slave, come il polacco e l’ucraino, il fungo è noto rispettivamente come “Burroso granuloso” e “Fungo burroso granuloso”. In macedone, viene invece chiamato “Pane del lupo”, un nome più evocativo.

Nelle lingue asiatiche, come il giapponese e il cinese, il nome richiama invece aspetti descrittivi: in giapponese significa “Fungo latteo con pori”, mentre in cinese si traduce come “Fungo di bue lattiginoso con gambo punteggiato”.

Anche nelle lingue baltiche, come il lettone e il lituano, i nomi rimandano alla consistenza del fungo: rispettivamente “Fungo burroso granulato” e “Fungo di bosco granuloso”. Infine, in ungherese, il nome può essere tradotto come “Pino fungo dal gambo granuloso”.


🌍 LA DISTRIBUZIONE[6]di Suillus granulatus

Suillus granulatus è una specie micorrizica ampiamente distribuita nelle regioni temperate e subtropicali dell’emisfero settentrionale, dove si associa prevalentemente con pini (Pinus spp.). La sua capacità di stabilire simbiosi con diverse specie di pini, sia native che introdotte, ha permesso a questo fungo di colonizzare un’ampia varietà di ambienti, rendendolo uno dei membri più versatili e adattabili del genere Suillus. La sua distribuzione è tanto vasta quanto diversificata, estendendosi dalle pinete mediterranee e asiatiche alle foreste nordamericane, fino ad arrivare alle piantagioni di pini introdotte nell’emisfero australe, come in Australia, Nuova Zelanda e alcune zone del Sud America. Questa flessibilità lo rende una presenza regolare in ecosistemi naturali e artificiali, dimostrando una straordinaria adattabilità a diverse condizioni climatiche e tipologie di suolo. La sua distribuzione globale comprende:

  1. Europa: Questo fungo è ampiamente distribuito in Europa, dove vive in simbiosi con diverse specie di pino. È particolarmente comune nelle pinete del Mediterraneo, nelle regioni montane e temperate dell’Europa centrale e settentrionale. 💥 In Italia, si trova frequentemente nelle aree montane, submontane e costiere, con una presenza marcata nelle pinete alpine, appenniniche e lungo le coste dell’Adriatico e del Tirreno. Questa specie è adattabile e prospera sia in foreste naturali che in piantagioni, preferendo habitat temperati e mediterranei.
  2. Asia: È presente in gran parte dell’Asia, inclusi paesi come Russia, Cina, Giappone, Corea e India settentrionale. L’abbondanza varia in base alla presenza di pini locali e alla diversità delle foreste.
  3. Nord America: Comune nelle pinete degli Stati Uniti e del Canada. Qui cresce principalmente nelle foreste di pini nativi, ma si adatta anche a specie introdotte.
  4. America Centrale e Meridionale: Presente nelle regioni montane subtropicali, specialmente dove sono stati introdotti pini esotici. Si trova, ad esempio, nelle Ande e nelle zone boschive del Messico e del Brasile.
  5. Africa: Segnalato nelle aree montane di paesi come Marocco e Sudafrica, spesso associato a pini piantati a scopo di riforestazione.
  6. Australia e Nuova Zelanda: Non è una specie nativa, ma è stata introdotta con piantagioni di pini esotici. Cresce principalmente nelle foreste coltivate.

🌲HABITAT / ECOLOGIA

L’HABITAT🌲di Suillus granulatus

Un alleato delle foreste: il ruolo ecologico e l’habitat del Boleto granuloso🌲💦

Il Suillus granulatus è una specie ectomicorrizica che vive in simbiosi principalmente con alberi di Pino a due aghi, come Pinus sylvestris, Pinus nigra e Pinus pinaster, ma può essere occasionalmente rinvenuto anche sotto pini a tre o cinque aghi, come Pinus strobus e Pinus cembra. In questa relazione, il fungo forma micorrize ectotrofiche, un tipo di simbiosi in cui le radici degli alberi e il micelio del fungo collaborano strettamente. Il micelio avvolge le radici delle piante ospiti, creando un mantello protettivo e una rete di ife che si estende nel terreno. Questo sistema non solo migliora l’assorbimento di acqua e nutrienti, come fosforo e azoto, ma contribuisce anche alla salute complessiva dell’ecosistema forestale. In cambio, l’albero fornisce al fungo zuccheri e carboidrati prodotti attraverso la fotosintesi.

L’habitat ideale comprende suoli calcarei, ben drenati e ricchi di humus, ma questa specie dimostra una straordinaria capacità di adattarsi anche a terreni sabbiosi o moderatamente fertili. È particolarmente presente in foreste giovani e piantagioni artificiali, incluse quelle utilizzate per la bonifica di terreni minerari. In queste aree, il fungo svolge un ruolo cruciale nel miglioramento del suolo, contribuendo alla decomposizione della lettiera forestale e alla rigenerazione di substrati poveri di nutrienti.

Il suo sviluppo è influenzato anche dal grado di chiusura della chioma degli alberi. È stato osservato che in pinete a copertura rada si registra una maggiore fruttificazione rispetto a quelle con chiome più fitte. Inoltre, nelle piantagioni su terreni bonificati, il periodo di fruttificazione tende a essere più lungo rispetto alle foreste naturali.

Questo fungo prospera in climi temperati, caratterizzati da estati calde e inverni miti, ma si sviluppa bene anche in regioni subtropicali, specialmente a quote elevate. Sebbene preferisca terreni asciutti, trae beneficio dall’umidità moderata durante le stagioni delle piogge, che solitamente si estendono da maggio a novembre.

Grazie alla sua natura micorrizica, questa specie non solo supporta la crescita delle piante ospiti ma dimostra anche una notevole capacità di adattarsi a condizioni climatiche e pedologiche variabili. È spesso presente in ambienti antropogenici, come parchi, giardini, cimiteri e zone di riforestazione. La sua versatilità ecologica, unita al ruolo cruciale che svolge nella stabilità e rigenerazione degli ecosistemi, lo rende una presenza costante sia in ambienti naturali che in quelli modificati dall’uomo.[7]

⛔️ Le nuove specie di funghi, che fino ad ora ci erano sconosciute, vanno raccolte solamente se si è accompagnati da cercatore esperto e vanno fatte vedere ad un Ispettore ASL o Micologo professionista, non al proprio vicino di casa! ⛔


🔎 SEGNI DISTINTIVI / CARATTERISTICHE

COME RICONOSCERE Suillus granulatus

Cappello: Il corpo fruttifero presenta un cappello di forma inizialmente emisferica o convessa, che con l’età si appiana. La cuticola è viscida e lucida in condizioni di umidità, liscia, spessa ed elastica, separabile dalla carne con colorazioni variabili dal bruno-rossastro al giallo-aranciato o ocra-brunastro. Presenta un margine inizialmente involutoin gioventù, poi disteso con la crescita. Di medie dimensioni, il cappello può misurare dai 4-12 talvolta 15 cm negli esemplari più sviluppati.

Imenoforo: La parte fertile del fungo è composta da tubuli fini, minuti, di media lunghezza, annessi al gambo, di colore giallo pallido. I pori sono piccoli e appressati, regolari di forma tondeggiante, prima dello stesso colore dei tubuli che tendono a maturità ad assumere toni più di un bel giallo carico. Caratteristica di quest’ultimi, fondamentale al riconoscimento della specie, è l’emissione, già nei primi stadi di crescita, di goccioline di liquido lattiginoso/gluttinoso che esposto all’aria e per essicazione tende ad assumere colorazioni brune.

Gambo: Il gambo è Cilindrico, senza anello, di colore giallo pallido, con una fine granulazione, che nella parte alta del gambo tende a colorarsi di bruno-rugginoso per i residui essicati delle goccioline secrete dai pori. Le dimensioni medie sono di 5-8 cm in altezza e 1-2,5 cm di spessore.

Carne: Nei giovani esemplari è soda e compatta, mentre con il tempo diventa più morbida e spugnosa. Ha un colore bianco-giallastro che non cambia al taglio, un sapore leggermente acidulo ma piacevole, e un odore tenue e poco distintivo.

Spore: Di forma ellissoidale e superficie liscia, le spore sono di colore bruno-ocraceo e misurano tra 8 e 10 µm di lunghezza e 2,5-3,5 µm di larghezza.


🍽 COMMESTIBILITA’

ADATTO AL CONSUMO CON LE DOVUTE PRECAUZIONI

Suillus granulatus è un fungo generalmente sicuro e ampiamente consumato in diversi paesi, ma richiede alcune attenzioni nella preparazione per garantire una buona esperienza di consumo. È consigliabile scegliere esemplari giovani e freschi, poiché la carne soda e compatta di questi funghi risulta più digeribile. Gli esemplari maturi, al contrario, tendono a sviluppare una consistenza spugnosa che assorbe eccessivamente i condimenti, rendendoli indigesti o comunque difficili da digerire.

Un aspetto fondamentale nella preparazione è la rimozione della cuticola del cappello, che può avere effetti lassativi e accentuare eventuali disagi intestinali. Inoltre, va sempre consumato ben cotto: la cottura non solo migliora il sapore, ma riduce anche il rischio di disturbi gastrointestinali. Anche se non sono segnalati casi di tossicità, alcune persone particolarmente sensibili potrebbero manifestare sintomi lievi come nausea o diarrea, specialmente se il fungo è consumato in grandi quantità o crudo. Questi disturbi sono spesso attribuiti all’alta presenza di mannitolo, un dolcificante naturale presente nella carne del fungo, noto per i suoi effetti diuretici e lassativi in soggetti intolleranti.

Nonostante queste precauzioni, si presta bene a diverse preparazioni culinarie. È ottimo trifolato con olio e aglio, oppure utilizzato come ingrediente in piatti di pasta o risotti. Inoltre, il fungo è ideale per la conservazione da secco, un processo che ne intensifica il sapore e ne prolunga la durata.

Un fungo dalle proprietà nutrizionali e benefiche 🔬

Suillus granulatus non è solo apprezzato per la sua commestibilità, ma anche per il suo valore nutrizionale e le proprietà benefiche. Questo fungo è povero di grassi e ricco di proteine e carboidrati, sebbene la composizione possa variare in base all’area di raccolta. Studi recenti hanno mostrato che alcuni campioni contengono una maggiore quantità di proteine, mentre altri sono più ricchi di carboidrati. Queste differenze sono influenzate dal substrato, che cambia da una regione all’altra e incide sulle caratteristiche finali del fungo. Tra i suoi componenti principali si distinguono zuccheri come mannitolo e trealosio, noti per i loro effetti positivi, insieme ad acidi organici come ossalico, malico, citrico e fumarico, che possono supportare il metabolismo e offrire proprietà antimicrobiche.

Oltre ai nutrienti essenziali, il fungo contiene acidi grassi insaturi, come l’acido oleico e linoleico, e vitamina E, che gli conferiscono importanti proprietà antiossidanti, utili per supportare la salute cardiovascolare. Inoltre, Suillus granulatus ha dimostrato un’elevata attività antimicrobica, risultando efficace contro batteri e funghi patogeni, un aspetto che lo rende un candidato interessante per l’uso come additivo naturale negli alimenti.

Grazie alla sua ricca composizione bioattiva, questo fungo è considerato un alimento funzionale, in grado di offrire benefici che vanno oltre il semplice apporto nutrizionale. Tuttavia, ulteriori ricerche sono necessarie per comprendere appieno il ruolo dei suoi composti attivi e i loro meccanismi di azione.[8]

⛔️ Non ci sono particolari controindicazioni o tossicità associate a questo fungo, ma, come per tutti i funghi selvatici, è importante fare attenzione a non confonderlo con specie simili non commestibili o tossiche. Inoltre, è sempre consigliabile consumare funghi raccolti personalmente solo dopo un’attenta identificazione da parte di un professionista. ⛔️


ℹ️💥 Nel caso di incertezze sulla sua identificazione, qualora non lo si fosse mai raccolto prima, mai rivolgersi a gruppi Facebook, Social o chat varie, chiedendone l’identificazione, poiché questa è sempre complicata e può esser effettuata solamente vedendo il fungo dal vivo, possibilmente facendolo vagliare ad un micologo professionista e mai al vicino di casa.

Vediamo ora cosa scrivono gli autorevoli autori Nicola Sitta, Paolo Davoli, Marco Floriani ed Edoardo Suriano nella loro importante: “Guida ragionata alla Commestibilità dei Funghi“.

🔴ℹ️ Suillus inlcuso Suillus granulatus
S. granulatus e S. luteus sono incluse nelle liste positive nazionali delle specie commercializzabili allo stato fresco, secco e conservato; la prima è poco presente sul mercato italiano mentre è più commercializzata in Francia allo stato congelato (e poiché si tratta di materia prima di origine cinese, S. granulatus si legga come “varie specie appartenenti alla sez. Granulati”). In Italia è piuttosto diffuso il commercio della seconda (S. luteus), in particolare all’interno di “misti funghi congelati” ma anche all’interno di vari prodotti preparati (in base a materia prima essiccata o in salamoia). Altre specie inserite in alcune liste positive regionali delle specie commercializzabili allo stato fresco sono S. bellinii (Toscana, Calabria), S. collinitus (Toscana) e S. grevillei (Trento, Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria sub “Boletus elegans”). Escluse la Calabria e in minor misura la Valle d’Aosta, il commercio dei Suillus allo stato fresco in Italia è quasi inesistente, mentre il consumo di esemplari raccolti avviene più o meno diffusamente in numerose regioni. Oltre a S. luteus e S. granulatus, altre specie risultano ufficialmente commercializzabili in ambito europeo, anche se non ci è nota l’entità della loro reale presenza sul mercato: S. bovinus (Polonia 2018; Repubblica Ceca 2013; Svizzera 2020); S. cavipes = Boletinus cavipes (Repubblica Ceca 2013); S. collinitus (Ungheria 2019; Svizzera 2020); S. grevillei (Austria 2006; Belgio 2017; Germania 2008; Polonia 2018; Repubblica Ceca 2013; Romania 2019; Svizzera 2020; Ungheria 2019); S. placidus (Germania 2008; Repubblica Ceca 2013); S. variegatus (Germania 2008; Polonia 2018; Repubblica Ceca 2013); S. viscidus (Austria 2006; Repubblica Ceca 2013). La normativa ungherese e quella svizzera prescrivono l’obbligo di eliminare la cuticola del cappello. In Francia (2016) la commercializzazione di S. granulatus allo stato fresco può avvenire solo se i funghi sono accompagnati da una chiara informazione per il consumatore della necessità di una cottura completa prima del consumo.

Ispettorati micologici


‼️🍄 SPECIE SIMILI[9]

Suillus granulatus è un fungo di facile da identificazione, ma può essere confuso con altre specie che condividono habitat o caratteristiche macro-morfologiche. Tra queste:

  • Suillus collinitus: Questo fungo è uno dei sosia più comuni di Suillus granulatus, ma può essere riconosciuto facilmente grazie ad alcune caratteristiche distintive. La cuticola, percorsa da sottili fibrille innate disposte radialmente e leggermente più scure del colore di base, presenta tonalità marrone-cannella, diverse dai toni aranciato-rugginosi tipici di S. granulatus. Il gambo è di colore giallastro e privo di anello. È particolarmente frequente in ambienti mediterranei, dove cresce preferibilmente, ma non esclusivamente, in associazione con il pino domestico (Pinus pinea), spesso su terreni calcarei o disturbati. Rispetto a Suillus granulatus, presenta dimensioni maggiori ed è di pari commestibilità.
  • Suillus weaverae: Considerata una specie strettamente legata a Suillus granulatus, si distingue per la sua distribuzione esclusivamente nordamericana. In queste aree è diffusa e, in alcune zone, può essere localmente comune.
  • Suillus luteus: È una specie di Suillus piuttosto grande, caratterizzata da un cappello molto viscido con tonalità che variano dal rosso-marrone all’arancio-marrone. Il gambo presenta un evidente anello membranoso e viscido, al di sotto del quale è parzialmente colorato in modo simile al cappello. Questa specie cresce in associazione con pini a due aghi, su suoli poco fertili. A differenza di Suillus grevillei, che ha un cappello solitamente più arancione-marrone e si associa esclusivamente con il larice (Larix), S. luteus è legato ai pini. In confronto, Suillus granulatus e Suillus collinitus hanno colori del cappello e ospiti simili, ma si distinguono per l’assenza di un anello sul gambo.
  • Suillus bovinus: Ha un aspetto generale simile a Suillus granulatus, con una colorazione giallastra e un habitat condiviso. Si distingue per il gambo più corto e tozzo, anch’esso privo di anello, e un cappello convesso, viscido e liscio di colore marrone chiaro. I pori sono piuttosto grandi, di un giallo paglierino, mentre i tubuli sono leggermente decorrenti e di lunghezza irregolare. Questo fungo cresce in simbiosi con pini a due aghi, preferendo suoli poveri e sabbiosi, come quelli presenti nelle piantagioni su dune. È spesso associato a Gomphidius roseus, che potrebbe comportarsi da parassita nei confronti di Suillus bovinus, delle piante ospiti in comune, o di entrambi. Molecular and anatomical evidence for a three-way association between Pinus sylvestris and the ectomycorrhizal fungi Suillus bovinus and Gomphidius roseus (Pal Axel Olsson et al. 2000).
  • Suillus mediterraneensis: Questa specie ha una distribuzione più limitata, legata ai terreni sabbiosi tipici delle pinete mediterranee, dove vive in simbiosi esclusivamente con il pino domestico (Pinus pinea). Il cappello è simile a quello di Suillus granulatus, ma con tonalità generalmente più scure e un aspetto meno viscido. La cuticola è leggermente più spessa, mentre il gambo, di colore giallo, è più robusto e presenta granulazioni più evidenti rispetto a S. granulatus.
  • Suillus bellinii: Si distingue da Suillus granulatus per la presenza di tonalità biancastre sulla superficie del cappello, che non compaiono mai in S. granulatus, in nessuna fase del suo sviluppo. Questa specie è tipica dei climi temperati e caldi e cresce in associazione con pini, in particolare Pinus halepensis. È comune nelle pinete mediterranee, soprattutto lungo le coste, e fruttifica durante tutto l’inverno.

Queste specie hanno caratteristiche simili, ma si distinguono significativamente per l’habitat e alcuni dettagli morfologici. Per identificarle correttamente, è spesso necessario osservare con attenzione le loro caratteristiche ottiche e macroscopiche.

Suillus granulatus sosia
I sosia di Suillus granulatus. Autori: Squirrely, Richard Daniel, Björn S… e Holger Krisp. Immagini disponibili tramite Wikimedia Commons

📷 PHOTOGALLERY DI SUILLUS GRANULATUS

PINAROLO o BOLETO GRANULOSO

Suillus granulatus
Suillus granulatus. PH@Gabriele Maggioni
Suillus granulatus
Suillus granulatus. PH@Garrett Taylor
Suillus granulatus
Suillus granulatus tra conifere a 2 aghi
Suillus granulatus
Suillus granulatus focus sulle “spugne” con gocce lattiginose
Suillus granulatus
Suillus granulatus focus sulle “spugne” con gocce lattiginose

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Suillus [email protected]
Note, Citazioni e Fonti:
1. Indexfungorum e Mycobank 2025
2. Questa classificazione è supportata da fonti come il Global Biodiversity Information Facility (GBIF) e il National Center for Biotechnology Information (NCBI)
3. I nomi comuni internazionali di Suillus granulatus, sono riportati in diverse fonti micologiche e linguistiche.
4. I nomi comuni italiani di Suillus granulatus riportati in questo articolo non derivano da fonti letterarie o web preesistenti, ma sono stati raccolti attraverso informazioni in nostro possesso e ricerche personali condotte sul campo e in ambito locale.
5. L’etimologia dell’epiteto specifico granulatus e del termine Suillus è trattata nei seguenti testi: Singer, R., The Agaricales in Modern Taxonomy, 4ª edizione, 1986, ISBN 3-443-59053-2; Fries, E. M., Systema Mycologicum, Vol. 1, 1821, Lund: Ex Officina Berlingiana; Linnaeus, C., Species Plantarum, 1753, Stockholm: Laurentius Salvius.
6. La distribuzione di Suillus granulatus è tratta da testi come:
Fries, E. M., Systema Mycologicum (1821); Singer, R., The Agaricales in Modern Taxonomy (1986); Watling, R., Gregory, N. M., Studies in Australian Agarics and Boletes (1989).
7. Habitat e Ecologia: Approfondimenti da diverse fonti scientifiche come Antioxidant Potential and Element Contents of Wild Edible Mushroom
Suillus granulatus; Fruiting characteristics of fungi of the genusSuillus in the artificial pine plantations of the Kedrovsky coal mine dump (Kemerovo region) Olga Legoshchina and Vladimir Ufimtsev; Fungi of  Temperate Europe, volume 1, Thomas Læssøe , Jens Henrik Petersen.
8. Commestibilità: proprietà nutrizionali e benefiche, tratto dallo studio “Antioxidant Potential and Element Contents of Wild Edible Mushroom Suillus granulatus” di Waseem Mushtaq, Hayri Baba, Ilgaz Akata e Mustafa Sevindik.
9.
Specie simili a Suillus granulatus, tratto da Fungi of Temperate Europe, Volume 1 di Thomas Læssøe e Jens Henrik Petersen, e “Gomphidius roseus: Molecular and anatomical evidence for a three-way association between Pinus sylvestris and the ectomycorrhizal fungi Suillus bovinus and Gomphidius roseus” (Pal Axel Olsson et al., 2000).

Last Updated on 15/01/2026 by Alfonso Conti

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Alfonso Conti

Alfonso Conti è il Social Media Manager di Funghimagazine. Oltre che occuparsi dei nostri Social, Alfonso è anche autore di artcoli per FM. Studioso di Funghi e Natura, è anche un ottimo informatico