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Piove: arrivano i Porcini! Aggiornamento Nascite Funghi 09-10-2026
Nella tradizione popolare, la pioggia è sempre associata alla nascita di funghi e, in buona parte, è anche vero, ma non sempre, soprattutto quando si crede che oggi piova e domani si possano già raccogliere funghi. Facciamo chiarezza e vediamo dove e quando le ultime piogge daranno buoni frutti e altri Porcini.
Piove: arrivano i Porcini (magari!)
In questo caso arriveranno sul serio. Non perché c’è la Luna giusta, ma perché, per una volta tanto, sembra che tutto quadri per il verso giusto.
Dopo l’ennesimo Anticiclone caldo che ha investito l’Italia da inizio mese, finalmente nel Mediterraneo si rivede una vera Depressione.
Non un flusso Atlantico che a tutta velocità spinge Perturbazioni e forti venti verso l’Italia, ma una circolazione Ciclonica entro la quale ruotano sistemi nuvolosi e temporaleschi che, a più riprese, investono varie zone d’Italia, alcune delle quali quasi dimenticate da Dio da diversi mesi, come per esempio la Sardegna, dove finalmente è tornato a piovere diffusamente.
Come frequentemente spiego in questi articoli di Aggiornamento Nascite Funghi, sul nostro Paese sono finalmente presenti livelli di Geopotenziale decisamente bassi, il che significa che si creano condizioni favorevoli affinché l’umidità presente nei bassi strati atmosferici possa salire verso l’alto, condensarsi e generare nubi o veri e propri sistemi nuvolosi estesi.
Tutto il contrario di ciò che avviene con gli ormai famosi Anticicloni africani, che di fatto comprimono le masse d’aria dall’alto verso il basso, favorendo la formazione di masse d’aria secca che risucchiano umidità da ogni dove, piante, suoli e funghi compresi.
Perché è importante avere livelli di Geopotenziale bassi sull’Italia?
Quale influenza hanno sulle nascite dei funghi?
Perché, appunto, si creano condizioni favorevoli affinché l’umidità possa ristagnare nei bassi strati atmosferici, espandersi verso l’alto, condensare, formare nubi, piogge, rovesci o temporali e, nel caso in cui i cieli siano sereni, preziosissime rugiade notturne che, in autunno, possono essere anche importanti e perdurare dopo l’alba.
I carpofori fungini non rischiano di disidratarsi, i miceli non perdono la preziosa umidità che in estate, con gli Anticicloni, viene dispersa rapidamente.
Le colonie fungine possono espandersi verso la superficie e qui far concludere il ciclo di incubazione dei primordi fungini che, con aria umida e assenza di vento, potranno diventare in pochi giorni i bei Porcini che noi tutti vorremmo trovare nei boschi.
La Bassa Pressione Atmosferica è dunque per i funghi, soprattutto per i Porcini, come il lievito per il pane. Con i dovuti accorgimenti il pane può lievitare anche senza usare il lievito, ma con il lievito tutto è più semplice, naturale e soprattutto immediato e garantito.
Difficilmente il pane non lieviterà se è stato addizionato di lievito. Allo stesso modo, difficilmente i funghi non nasceranno se i Geopotenziali sono bassi, se l’umidità (il lievito dei funghi) ristagna nei bassi strati atmosferici e se, a tempo debito, è piovuto o, ancor meglio, se l’acqua disponibile nel suolo non si è esaurita in men che non si dica.
Quanto sta accadendo in questi giorni sull’Italia è abbastanza simile a ciò che accadde settimane fa, alla vigilia della prima grande buttata di Porcini che, ricordiamo, è stata innescata dalle copiose piogge post-Ferragosto, seguite da un periodo nuovamente caldo e ben soleggiato, ma privo di masse d’aria favoniche, il vero terrore dei funghi.
Anche in questa fase stagionale ci troviamo ad avere a che fare con suoli ancora molto caldi — ricordo che un suolo secco-asciutto è assai più caldo rispetto a uno bagnato — e abbiamo nuovamente a che fare con un importante shock termico che piace tanto ai Porcini. Passata questa temporanea fase temporalesca, per molti giorni a venire avremo una diffusa variabilità, con alternanze di schiarite ancora ben miti e annuvolamenti.
Nubi alte, velature o anche nubi basse che impediscono un buon soleggiamento e che trattengono l’umidità nei bassi strati atmosferici.
Pertanto, i nodi riproduttivi innescati dalle recenti piogge saranno al riparo da condizioni sfavorevoli, dal vento, dall’aria troppo secca e soprattutto da temperature proibitive.
In montagna però fa troppo freddo. I funghi nasceranno ancora?
Questa è la domanda più ricorrente del periodo. Chiunque mi contatti in privato mi sta ponendo pressappoco la stessa domanda.
In montagna fa troppo freddo. Pensi che i Porcini nasceranno ancora, soprattutto nelle Abetaie e faggete montane?
E perché non dovrebbero?
Siamo ancora ai primi di Ottobre, non siamo a fine Novembre.
E poi freddo… Ma ci siamo davvero dimenticati che siamo in piena era del Riscaldamento Globale e che abbiamo temperature mediamente più alte rispetto al passato, con aumenti che in diverse aree regionali raggiungono o superano i 2°C?
Freddo molto relativo.
E se i funghi nascevano in passato con temperature ben, ben più basse rispetto a quelle attuali, perché non dovrebbero nascere ora che abbiamo suoli ancora molto caldi e mari quasi “bollenti”?
Nei boschi è vero, c’è molta confusione. Piante che sono morte durante l’apice della crisi climatica estiva. Castagni, Querce, Carpini che sono seccati e morti nelle zone con suoli rocciosi e privi di riserve d’acqua.
Alberi che sono entrati in grave crisi idrica e sono sopravvissuti per miracolo. Miceli che hanno dovuto abbandonare le lettiere troppo asciutte e soggette a pesante evapotraspirazione.
Piante che sono rinate con le prime piogge post-Ferragosto, con emissione di nuove foglie e addirittura con fioriture fuori stagione. Rododendri selvatici e ornamentali che sono rifioriti insieme con le Robinie, i Peri e qualche Pruno.
Insomma, se ne sono viste d’ogni colore, così come si è potuto assistere a buttate di Porcini estivi in montagna, in faggete dove non li si era mai trovati prima, persino sulle Alpi e fin verso i 1200 metri. Cosa assurda e inimmaginabile per gli studiosi del passato.
Porcini del freddo, edulis e pinicola, che nascono senza un apparente schema preciso, in boschi in cui fa ancora talmente caldo da grondare sudore durante le ricerche, non solo in collina, bensì anche in montagna.
Porcini del caldo, estatini e neri, che nascono in Appennino fin oltre i 1000 metri, anche nelle faggete, dove sono invece risultati grandi assenti i “desaparecidos” Finferli.
Tutto tranne che normale. E in questo schema di anormalità, non c’è da stupirsi se vi dirò che a breve si potrebbe avere una tale grande buttata di Porcini da ricordarla per anni.
Stanno nascendo da settimane e ancora non smettono. Ma è normale?
Altra interessante domanda ricorrente in questo periodo. Jenny da Arezzo se lo domanda da giorni.
Certo che è normale. Non una vera e propria buttata, ma un susseguirsi di nascite quasi senza un filo logico, con presenza contemporanea nei boschi di Porcini adulti e Porcini piccoli, appena nati.
Accade ogni qualvolta le nascite vengono innescate da un buon temporale, seguito poi da piogge di poco conto ma quasi quotidiane, con il supporto anche delle rugiade notturne.
Niente di anormale. In passato accadeva regolarmente. Di buttate eccezionali, come ci hanno abituati gli anni recenti, non se ne vedevano molte. Come già detto in altri articoli precedenti, era più facile che nascite contenute si spalmassero su lunghi periodi, anche fino a 45 giorni consecutivi.
Ecco, in questo periodo, dove dopo metà Settembre è ben piovuto, avremo proprio questa sovrapposizione di nascite che potranno accontentare tutti, tranne coloro i quali vorrebbero entrare nei boschi e raccogliere come se non ci fosse un domani, riempiendo, contravvenendo alle leggi, zaini, retini, borse e tasche.
La prossima buttata in molte zone potrà avere ancora questa caratteristica di eccezionalità ma, proprio lo schema appena descritto di piogge ripetute e di rugiade ben presenti, farà sì che si possano avere nascite disorganizzate e progressive o persino continuative.
Anche nei prossimi giorni i Porcini della nuova buttata inizieranno a nascere partendo dal basso e poi, solo dopo, in collina e in alto?
Sì. Anche nei prossimi giorni avremo questo preciso schema. E la ragione, già spiegata molte volte, è sempre la stessa.
In Autunno le temperature non sono più quelle dell’estate, anche in presenza di Anticicloni africani caldi.
Dopo ogni pioggia fredda, i suoli si raffreddano e poi si riscaldano più lentamente rispetto alla stagione estiva.
In autunno, in pianura fa generalmente più caldo rispetto ai monti, quindi è proprio al piano che si realizzano prima le condizioni ideali per le prime precoci fruttificazioni post-pioggia.
Anche i balconi termofili si riscaldano rapidamente e, in più, i suoli ripidi consentono anche un rapido drenaggio dell’acqua piovana.
Viceversa, in montagna l’acqua ristagna più a lungo, senza contare che normalmente sui monti, grazie alla locale orografia e all’effetto barriera, piove molto più che al piano, salvo nei casi in cui le nubi non siano legate a una Perturbazione, ma a genesi temporalesca marina o del primo entroterra.
I suoli montani si riscaldano più lentamente, e non è un caso che i Porcini del freddo, edulis ma soprattutto pinicola, fruttifichino principalmente dove i suoli (adatti) si mantengono freddi più a lungo.
Il fatto poi che il freddo generato dai Fronti Freddi e dalle relative piogge fredde, oltre che dagli irraggiamenti notturni, permanga più a lungo, non è motivo di sospensione definitiva delle nascite, a meno che non torni a piovere quasi ogni giorno, come accadde nell’Ottobre dello scorso 2025, o che si instauri un nuovo regime anticiclonico iper-secco.
In definitiva, ci sono finalmente tutte le condizioni ideali per una NUOVA GRANDE BUTTATA DI PORCINI.
Dove stanno ancora nascendo o nasceranno funghi (Porcini) nei prossimi giorni
Oggi non entriamo nel merito del dove e quando è piovuto zona per zona, ma delle probabilità che si verifichino nascite ancor prima delle canoniche due settimane dopo le piogge più recenti.
NORD ITALIA
Nonostante siano passate ormai diverse settimane dalla prima grande buttata di Porcini, nelle zone “buone” del Nord Italia si sta ancora raccogliendo.
In genere, dopo una grande buttata di Porcini, subentra un periodo refrattario privo di nuove nascite. Questo periodo (che di solito dura almeno 7/8-10 giorni) è passato, c’è stata anche una seconda grande buttata di fine Settembre e inizio Ottobre, ma c’è anche stato molto “disordine”, con nascite spesso imprevedibili.
La seconda fase refrattaria non ha interessato tutti i boschi. Dove il ritorno dell’Anticiclone africano ha bloccato le nascite dai nodi riproduttivi superficiali, queste sono continuate grazie ai nodi riproduttivi ben interrati. Da qui le innumerevoli segnalazioni di Porcini ben interrati e spesso con gambi lunghi addirittura dozzine di centimetri.
Come spiegato precedentemente, gli Anticicloni, anche se ancora molto secchi, in autunno sono decisamente meno caldi, pur essendo supportati da bolle calde africane, e la relativa evapotraspirazione interessa maggiormente gli strati superficiali baciati dal sole, molto meno i versanti in ombra.
Nei prossimi giorni, perciò, si continuerà a raccogliere dove ancora lo si sta facendo. Non grandi raccolte, piuttosto funghi sparsi, a volte isolati, ma camminando molto si può ancora riempire il cesto.
E se ci si imbatte in un versante poco o per nulla battuto, il cesto potrà anche straboccare, ma questa non sarà una regola generale.
La regola invece fissa e imprescindibile è che, nei posti noti e arcinoti, dove sono passate orde di cercatori di funghi, spesso poco civili, armati di bastoni e ostinati a battere ogni santo giorno lo stesso identico bosco, si troverà poco o nulla, anche se vi sono state rugiade notturne provvidenziali, perché i funghi vengono continuamente raccolti e, dove il calpestio è eccessivo o le lettiere vengono smosse, anche i miceli possono subire pesanti danni.
Le piogge appena cadute, in ogni modo, NON faranno miracoli dal giorno alla notte. Non vi sarà una nuova immediata buttata, tuttavia, dato che i nodi riproduttivi in questo periodo riescono a rimanere attivi anche in presenza di giornate senza pioggia, si potranno avere nascite disorganizzate, indipendentemente dalle piogge cadute.
In parole povere, potranno nascere già Porcini sin da subito, ma non certo grazie alle piogge cadute ieri o oggi.
Piove = arrivano i Porcini, ok, è sempre valida come regola, ma miracoli la Natura non è abituata a farne.
Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria ed Emilia-Romagna hanno tutte un minimo potenziale affinché si trovino funghi Porcini anche in questo weekend. Non aspettiamoci però nascite importanti e soprattutto non grazie alla pioggia appena caduta.
Ieri è piovuto. Oggi, nei boschi del Piemonte, mi hanno già segnalato code di auto parcheggiate lungo le strade dei posti arcinoti. Non funziona così. Ok che siamo in autunno e che i funghi possono nascere prima, dopo le piogge, ma le colonie fungine hanno pur sempre bisogno di un periodo di gestazione dopo la pioggia, che non può essere azzerato da nessuna pioggia, sole o qualsivoglia condizione favorevole.
Stesso discorso per i Porcini rossi-pinicola. È vero che adorano gli shock termici. Ok al fatto che amano i suoli freddi e ancora bagnati, ma pure per loro vale lo stesso discorso: le nascite non avvengono dall’oggi al domani dopo le piogge.
Ora, dove si è raccolto maggiormente nelle scorse settimane lo sanno tutti. E chi non lo sa ancora, basta che si rilegga gli ultimi due articoli di Aggiornamento Nascite Funghi per saperlo.
Detto ciò, occhio alla Liguria, al basso e alto Piemonte, ancora alla Lombardia e ai monti di confine del Trentino-Alto Adige e alle zone oltre confine del Veneto montano.
CENTRO E SUD ITALIA
Qua il discorso cambia leggermente rispetto al Nord perché siamo, in prevalenza, in presenza di Porcini del caldo e non del freddo.
Sappiamo, o almeno dovremmo saperlo, che per esempio i Porcini Neri hanno tempi d’incubazione relativamente brevi, non sempre oltre i 10-12 giorni, a volte anche leggermente meno.
Sappiamo anche che le buttate/bollate di Neri durano sempre molto poco. Giusto 2-3, massimo 5 giorni, e tutto finisce.
La fretta è dettata dal fatto che, essendo funghi del caldo, c’è sempre un elevatissimo rischio che caldo e siccità possano rendere vano il tentativo di fruttificare. Inoltre, il caldo fa maturare molto prima i carpofori, che diventano adulti anche in pochissimo tempo se il terreno è ricco di nutrienti.
Quando si realizza una finestra favorevole per le fruttificazioni, i Porcini neri (Boletus aereus) lo fanno tutti insieme e tutti insieme arrivano rapidamente a maturità.
Per fortuna i Porcini estivi (Boletus reticulatus) sono leggermente più flessibili. Anche loro tendono a fruttificare tutti insieme e a maturare rapidamente, tuttavia non con la stessa foga dei Neri.
I nodi riproduttivi dei Porcini estivi possono arrivare a completare il proprio ciclo riproduttivo in tempi anche relativamente più lunghi e scaglionati, se torna a piovere dopo la prima pioggia utile.
E quando piove e ripiove a più riprese, con continue altalene tra terreno caldo e terreno freddo, ecco che si realizza ciò che stiamo osservando in alcune zone del Centro-Sud Italia, con nascite disorganizzate, qua sì, là no, ma soprattutto con nascite a sorpresa e poco prevedibili.
Diciamo che l’Autunno è la bestia nera delle App che vorrebbero prevederne le nascite.
Fatte le dovute premesse, in questi giorni si potrà ancora raccogliere Porcini in Toscana, Marche, Umbria, Lazio e soprattutto in Calabria e Sicilia.
È invece questione di pochi giorni ancora per veder nascere qualcosa in più in Abruzzo, Molise, Campania e Lucania. Più avanti, entro l’inizio della settimana prossima, invece, anche in Puglia e Sardegna.
E per una volta tanto occhio alla Sardegna che, dopo la lunghissima siccità, grazie ai recenti temporali potrebbe avere la sua Prima Grande Buttata di Porcini dopo metà mese.
E tanto per cambiare, occhio anche a Lazio e Campania che, insieme con Lucania occidentale, Calabria e Sicilia, potrebbero dare importanti sorprese porcine.
Ovviamente, non dimentichiamoci che la Toscana continuerà ancora una volta a essere la regina dei Porcini, ma non prima di metà mese, e ancora una volta lo farà insieme con la Liguria e quantomeno l’Emilia, se non anche la Romagna.
CONCLUDENDO
Pur essendo iniziato male, anzi malissimo, il 2026 fungino sta recuperando bene, allineandosi ad altre annate recenti, sicuramente meglio rispetto all’infausto 2025.
Abbiamo avuto la Prima Grande Buttata di Porcini che, dov’è piovuto è stata davvero generosa, per non dire clamorosa.
La seconda Buttata è stata invece disorganizzata e disomogenea con nascite abbastanza imprevedibili.
La terza in alcune zone non è mai arrivata, in altre si è sovrapposta alla seconda e ora eccoci alla vigilia della quarta, si spera più generosa, facilmente non nell’immediato, ma a giorni, ma ci sarà sicuramente, date le migliori condizioni meteorologiche.
Prima di chiudere un caloroso ringraziamento a chi durante queste ultime settimane, a un anno esatto dalla pubblicazione, ha da poco acquistato il mio libro L’ARTE DI CERCARE FUNGHI, produzione di Funghimagazine.
Come ho ricordato più volte, i proventi delle royalty maturate dalle vendite, vengono tutti re-investiti nel mantenimento e potenziamento di Funghimagazine, perciò, ogni altra singola copia che verrà ancora venduta, contribuità a mantenere in piedi la baracca. Un grazie in anticipo a chi vorrà contribuire con l’acquisto. Magari scoprirà persino che il libro è piacevole e non avrà buttato al vento 12,90€.
Last Updated on 09/10/2026 by Redazione FM

