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Dryocosmus kuriphilus

Dryocosmus kuriphilus è un insetto fitofago dell’ordine degli imenotteri, comunemente noto come: Cinipide del Castagno o Cinipide Galligeno/Vespa/Parassita del Castagno

Dryocosmus kuriphilus
(Keizō Yasumatsu, 1951)

Anche noto come: Cinipide del castagno, Cinipide galligeno del castagno, Vespa del castagno, Malattia del castagno o Parassita del castagno

Si tratta di un insetto detto fitofago (→ che ha un rapporto trofico unilaterale, a spese di vegetali ai quali crea danni più o meno seri), appartenente all’ordine degli imenotteri (Hymenoptera).

E’ comunemente definito “galligeno” perché induce la comparsa di formazioni tumorali, o comunque ingrossamenti per lo più tondeggianti detti “galle” (cecidio), su germogli e/o foglie, delle piante di Castagno (Castanea sativa) o specie affini, ove la sua larva compie il proprio ciclo vitale.

Cinipide del castagno
Cinipide del castagno. Foto: Franco clamer

La popolazione di insetti che attaccano i castagni, è costituita di soli individui femminili lunghi circa 2 mm, di colore nero, con zampe giallo-brunastre. Questi imetotteri sono in grado di deporre fino a 100-150 uova senza accoppiarsi.

A partire dalla fine del mese di luglio, dalle uova nascono larve che svernano nelle gemme senza che nessun segno visibile ne riveli la loro presenza dall’esterno.
La ripresa dell’attività trofica delle larve, avviene nella primavera successiva, quando induce la formazione di vistose galle su germogli, nervature fogliari ed infiorescenze.

Sezionando le galle che si sono formate in avvio di primavera, si possono vedere al loro interno da una a quattro, e più saltuariamente persino sei celle, ognuna contenente una piccola larva bianca, priva di zampe ed occhi (vedi foto). A completo sviluppo, le larve misurano 2,5 mm circa di lunghezza. A partire dalla metà di maggio, nelle situazioni più favorevoli, fin verso la metà di luglio nelle località più fredde, inizia la trasformazione delle larve in pupe, dapprima di colore bianco e successivamente nero.

Il ciclo biologico si chiude all’inizio del periodo estivo, con la trasformazione della pupa, in adulto di nuova femmina fertile, che fuoriesce dalle galle attraverso un forellino rotondo.

Gli attacchi del Cinipide sono facilmente individuabili, per la presenza sui castagni colpiti delle galle, che si presentano come escrescenze tondeggianti, con superficie liscia e lucida, di norma inizialmente di color verde chiaro e in seguito tendenti al rossastro.

Queste formazioni ipertrofiche permangono a lungo sulla pianta, anche durante la stagione invernale. Una pianta colpita dal cinipide presenta segni dell’infestazione anche durante la stagione invernale, non solo per il sussistere a lungo delle galle, ma anche perché, le foglie nate e sviluppatesi oltre la galla, risulteranno minorate, cioè meno sviluppate rispetto ai rami non interessati ed in autunno non ingialliranno, ma seccheranno, rimanendo attaccate alla pianta durante l’intera stagione fredda.

CINIPIDE DRYOCOMUS KURIPHILUS IN ITALIA

Questo insetto è originario della Cina, da qua arrivò in un primo tempo in Giappone e Corea, successivamente negli USA ed infine, a partire dal 2002 anche in Europa.

I primi segni di infestazione si sono avuti nel 2002 in Italia, in provincia di Cuneo, da qua l’espansione al resto della nostra penisola è stata rapidissima, coinvolgendo dapprima il Piemonte e la Liguria, poi, nel corso dei successivi 1o anni, anche il resto d’Italia.

Le infestazioni più pesanti hanno riguardato la Liguria nel 2011 e la Campania nel 2016.

IL CINIPIDE NEL NORD ITALIA

In Piemonte, dopo le prime segnalazioni del 2002, c’è stato un notevole incremento tra il 2009 e il 2010, a seguire infestazioni intermittenti, grazie ai massicci interventi messi in atto dalla Regione Piemonte per limitarne l’espansione.

A tal fine si è utilizzato il parassitoide Torymus sinensis, un limitatore naturale del parassita, che si moltiplica e si diffonde nutrendosi a sua volta delle larve del Cinipide Dryocomus Kuriphilus. La Regione Piemonte invita i suoi residenti a segnalare la presenza nei boschi del cinipide galligeno, attraverso la compilazione dell’apposito modulo. oppure contattando, presso l’apposito dipartimento, franca.deferrari@regione.piemonte.it.

In Valle d’Aosta la prima segnalazione risale al 2010, ma è nel 2011 che la popolazione dell’insetto si è moltiplicata al punto da provocare danni evidenti. In regione però, al calo produttivo dovuto al cinipide si è aggiunto anche quello provocato da un fungo patogeno, già segnalato in Piemonte a partire dal 2006, identificato dal laboratorio fitosanitario dell’Assessorato come Gnomoniopsis (Discula) pascoe, contro il quale, al momento, non esiste alcun mezzo di difesa. Questo attacco parassita è riconducibile ai recenti Cambiamenti Climatici (cosa sono, come si manifestano).

In Liguria si occupa del Cinipide del Castagno, in collaborazione con la Regione Liguria, l’Associazione A.N.FOR Associazione Nazionale Forestali col compito di difesa dei castagnet, lotta al Cinipide galligeno del Castagno (Dryocosmus kuriphilus) con il metodo biologico dell’introduzione nei castagneti colpiti del parassitoide specifico Torymus sinensis.

In Lombardia l’insetto è giunto nel 2006. Il programma di lotta biologica, di tipo propagativo, attuato in Lombardia dal Servizio fitosanitario, a partire dal 2008 si è concluso nel 2014. L’impiego dell’imenottero parassitoide specifico Torymus sinensis Kamijo originario della Cina, ha condotto efficacemente le popolazioni del Cinipide ovunque sotto la soglia di danno.

In Veneto il cinipide del castagno è tutt’ora presente in tutta l’area pedemontana, nonostante l’attività di eradicazione messa in atto sui primi focolai riscontrati nel 2007 e nel 2008, rispettivamente in provincia di Treviso e di Padova (Colli Euganei). La Regione Veneto, in collaborazione con l’Università di Padova, sta tutt’ora utilizzando l’imenottero calcidoideo Torymus sinensis per ricondurre, nel medio-lungo termine, la popolazione del cinipide ad una condizione di equilibrio con l’ecosistema-bosco.

In Emilia Romagna è stato segnalato per la prima volta nel 2008, dal 2006 sono in vigore misure di emergenza provvisorie per impedirne la diffusione, ma solo dal 2009 è stato attuato un progetto di lotta biologica basato sull’introduzione nei castagneti del parassitoide antagonista.

IL CINIPIDE NEL CENTRO ITALIA

In Toscana il cinipide è giunto nel 2008, è soggetto a Lotta Obbligatoria in base al Decreto Ministeriale 30 ottobre 2007 e, nel caso in cui si rilevi la presenza di attacchi in castagneti da frutto o cedui, è necessario informare il Servizio Fitosanitario Regionale (fitosanitari@arpat.toscana.it) e il Servizio Meta (meta@arsia.toscana.it).

In Umbria è ugualmente presente dal 2008 mentre la lotta biologica con insetto antagonista è iniziata nel 2011 ed è tutt’ora in atto. Segnalare la presenza dell’imenottero presso: consolani@regione.umbria.it, crotti@regione.umbria.it, emanueli@regione.umbria.it, gnatalini@regione.umbria.it, dpiccini@regione.umbria.it oppure santinelli@regione.umbria.it.

Nelle Marche è giunto nel 2009 a partire dalle province di Pesaro Urbino e di Ascoli Piceno.

Nel Lazio le provincie più colpite sono quelle di Roma e Viterbo. La Regione ha già realizzato 113 rilasci di insetto antagonista, altri 172 lanci sono stati effettuati privatamente da enti locali ed associazioni.

IL CINIPIDE AL SUD ITALIA

In Campania l’infestazione è iniziata già nel 2007. Il servizio fitosanitario regionale, incardinato nel Settore Sirca, sin dal 2008 ha adottato interventi urgenti, sia delimitando di volta in volta i focolai, sia programmando interventi di lotta biologica. Inoltre, con l’approvazione della legge regionale 13 del 21 maggio 2012 la Regione ha voluto rimarcare il carattere straordinario dell’emergenza che sta interessando un comparto strategico per la Campania. Per segnalare nuovi avvistamenti dell’insetto è possibile contattare il Servizio Fitosanitario Regionale servizio.fitosanitario@regione.campania.it.

In Basilicata la lotta al cinipide è iniziata nel 2012 a cura dell’Università degli studi di Torino (Divapra), dell’ Ufficio fitosanitario regionale e dell’Università degli studi della Basilicata. I primi lanci sono stati localizzati in quattro aree dell’area Vulture-Melfese (due a Castelgrande, 2 Rionero ed 1 a Melfi).

In Calabria la prima segnalazione risale al 2009, dal 2012 sono iniziati i primi interventi di controllo dell’infestante attraverso l’insetto antagonista. Al momento in regione l’infestazione è ritenuta essere sotto controllo.

In Sicilia è presente nell’areale dell’Etna ed in generale nella provincia di Messina.

Il Cinipide galligeno del Castagno (Dryocosmus kuriphilus) è inoltre ben presente in Europa anche in Francia, Slovenia e Svizzera.

In foto, galla, galle, del Cinipide galligeno del Castagno con all’interno ben visibili le larve del Dryocosmus kuriphilus:

Dryocomus kuriphilus
In colore rossiccio, galle, del Cinipide galligeno del Castagno con all’interno ben visibili le larve del Dryocosmus kuriphilus
Dryocomus kuriphilus
In colore rossiccio, galle, del Cinipide galligeno del Castagno con all’interno ben visibili le larve del Dryocosmus kuriphilus
Dryocomus kuriphilus
Galle, del Cinipide galligeno del Castagno con all’interno ben visibili le larve del Dryocosmus kuriphilus
Dryocomus kuriphilus
Galle, del Cinipide galligeno del Castagno con all’interno ben visibili le larve del Dryocosmus kuriphilus
Dryocomus kuriphilus
Galle, del Cinipide galligeno del Castagno con all’interno ben visibili le larve del Dryocosmus kuriphilus
Dryocomus kuriphilus
Galle, del Cinipide galligeno del Castagno con all’interno ben visibili le larve del Dryocosmus kuriphilus
Dryocomus kuriphilus
Galle, del Cinipide galligeno del Castagno con all’interno ben visibili le larve del Dryocosmus kuriphilus

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