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Lamella

La lamella è uno dei componenti principali dell’imenoforo. Si tratta di strutture di alcuni funghi, detti lamellari, il cui compito è quello di sorreggere le cellule riproduttive e di facilitare la dispersione delle spore

Lamella [lamèlla]

Termine derivante dalla voce latina lamella, diminutivo di lamĭna, con significato di: làmina, lama.

🍄 In ambito micologico si tratta di strutture facenti parte dei caratteri morfologici e caratteri distintivi dei funghi, il cui compito principale è quello di portare-sorreggere cellule riproduttive.

Si tratta di strutture simili a lamine, normalmente disposte a coltello e distribuite a raggiera in varie forme, nella parte inferiore del cappello di alcuni tipi di funghi.

Nelle Agaricaceae le lamelle sono parte integrante e principale del cosiddetto → imenoforo.

Questa struttura, come già accennato, si trova nella parte inferiore del cappello ed è costituita da lamelle, a differenza per esempio delle Idnacee o delle Teleforacee che possiedono aculei carnosi detti → idni, o ancora delle Boletacee e delle Poliporacee, che sono invece provviste di tubuli e pori che formano la cosiddetta ‘spugna‘ (funghi con la spugna). In realtà alcune Poliporacee al posto di lamelle, possiedono pseudo-pliche, solcature, dette → pseudolamelle.

La funzione delle lamelle nei funghi è di tipo scheletrico. Al contrario di quel che molti pensano, non sono le lamelle il vero e proprio organo riproduttivo dei funghi ma, sono lo scheletro lamellare che serve da supporto per i basidi, escrescenze che sorreggono le spore, i “semi”, le cellule riproduttive di questi tipi di funghi.

Negli esemplari maturi dei funghi cosiddetti → lamellari, la colorazione delle lamelle rispecchia il colore delle spore, costituendo così un carattere distintivo dei funghi che, in molte specie, aiuta alla determinazione della specie stessa. Per esempio il colore verde delle spore di Chlorophyllum molybdites – Falsa Mazza di Tamburo, tende a far colorare di verde anche le lamelle dei carpofori adulti di questa specie tossica.

E a proposito di colore, le lamelle possono essere o a tinta unita, oppure marezzate, ovvero con superficie a colore non uniforme ma, variegato-venato, screziato, chiaro-scure ecc.


Dal punto di vista morfologico, la lamella è costituta da varie parti riassumibili in:

  • faccia: ogni lamella ne possiede due. Su queste facce trovano sede i basidi.
  • base o dorso: è la struttura preposta al congiungimento della lamella con la carne del pileo (cappello).
  • margine o filo (anche detto orlo libero): è la parte più periferica della lamella, la “lama” che si trova all’opposto del dorso.
  • seno interlamellare: è lo spazio, tecnicamente detto ‘alveolo’, esistente tra due lamelle.
  • sinus o sinus interlamellare: spazio libero situato alla sommità di due lamelle vicine.

Le lamelle, a loro volta, si differenziano per la presenza di varie caratteristiche riassumibili in:

  • distanza interlamellare: le lamelle possono risultare variamente distanziate tra di loro, differendo da specie a specie, questa, più o meno ampia o breve, è detta appunto distanza interlamellare.
  • larghezza: è la massima distanza che intercorre tra il filo dell’orlo ed il dorso.
  • lunghezza: è la dimensione longitudinale, che si misura a partire dalla zona posteriore dell’attaccatura al gambo, fino al margine del cappello.
  • spessore: è la dimensione della lamella, misurata nella sua parte mediana.

Alcuni caratteri morfologici delle lamelle e/o agettivi per descriverle:

  • Ceracee : quando hanno consistenza cerosa.
  • Collare o Colletto o Collarium: insieme di lamelle riunite attorno al gambo.
  • Deliquescenti: lamelle che si dissolvono liquefacendosi nelle Coprinacee.
  • Elastiche: consistenza elastica di alcune lamelle.
  • Farinose: lamelle ricoperte da finissima polvere bianca o pruina.
  • Lacrimanti: quando sul taglio delle lamelle sono presenti lacrime-secrezioni di liquido, anche di latice.
  • Lardacee o Lardose: lamelle a consisenza lardacea-lardaceo, che al tatto danno sensazione grassa-untuosa.

Le lamelle possono differire tra di loro, anche a secondo di come queste si inserzionano nel gambo, in questo caso di parlerà di lamelle:

  • Aderenti: quando aderiscono al gambo per tutta o quasi tutta, la loro lunghezza.
  • Adnate: aderenti, combacianti, attaccate al gambo.
  • Adriate: annesse allo stipite per tutta la loro lunghezza.
  • Annesse: inserite per una parte o in tutta la loro altezza sullo stipite (gambo).
  • Appressate: hanno l’estremità prossima al gambo ma, ne entrano in contatto in un solo punto.
  • Attingenti: sinonimo di appressate o sublibere.
  • Decorrenti: quando le lamelle si spingono anche su buona parte del gambo.
  • Distanti: quando le lamelle, pur avvicinandosi molto al gambo, non entrano mai in contatto con esso.
  • Eterogenee: lamelle facilmente asportabili dalla polpa del cappello.
  • Fitte: molto ravvicinate tra loro.
  • Ineguali: lamelle prive di uniformità, intercalate da lamellule.
  • Libere: lamelle che non aderiscono al gambo.
  • Omogenee: lamelle aderenti al gambo.
  • Secedenti: attaccate al gambo, ma facilmente staccabili da quest’ultimo.
  • Serrate: sinonimo di fitto-fitte.
  • Sinuate o Sinuose: lamelle con estremità prossima al gambo arrotondata.
  • Smarginate: quando risultano attaccate posteriormente al gambo, originando un’ansa concava.
  • Sublibere: lamelle arrotondate al gambo o appena a contatto con esso. Sinonimo di attingenti o annesse.
  • Uncinate: lamelle smarginate nel punto d’inserzione al gambo, che si prolungano su di esso con un piccolo uncino discendente.

Si differenziano anche per la loro forma come segue:

  • A taglio intero: con taglio e filo completamente uniformi.
  • Anastomosate o Anastomizzate: pliche-lamelle tipiche delle Cantharellacee.
  • Acinaciformi: lamelle con profilo o faccia a sciabola.
  • Acute: lamelle che nella parte anteriore sono molto attenuate.
  • Arcuate: lamelle piegate ad arco, a taglio nettamente concavo.
  • Attenuate: lamelle che si restringono verso il margine del cappello.
  • Bifide o biforcate: divise in due. A forma di forca. Sinonimi: biforcuteforcate.
  • Bombate: lamelle ingrossate al centro. Sinonimo di Ventricose.
  • Convesse: lamelle il cui filo ha profilo convesso. Sinonimo di: bombate, ventricose e contrario di arcuate.
  • Crenate o Crenulate: quando il filo libero delle lamelle presenta crenature, denticolature.
  • Denticolate: ornate da piccolissimi denti.
  • Dicotome o dicotomiche: quando sono biforcate secondo due assi divergenti.
  • Falciformi: quando la loro faccia mostra un profilo particolarmente arcuato, a falce.
  • Forcate: che si diramano biforcandosi.
  • Intervenate: riunite tra loro da vene.
  • Irpicoidi: a denti di rastrello. Struttura tipica di pseudolamelle di alcune Poliporacee.
  • Larghe: lamelle alte, da non confondere però con lamelle spesse.
  • Libere: lamelle che si restringono verso l’attaccatura al gambo.
  • Ottuse: lamelle con estremità arrotondate.
  • Rade: lamelle distanti le une dalle altre.
  • Regolari: quando il filo delle lamelle è libero. E’ detta → Regolare la trama di alcune lamelle.
  • Rettilinee: se, viste da sotto, seguono-formano una linea retta.
  • Segmentiformi: lamelle con margine dritto-orizzontale e base arcuata-convessa.
  • Seghettate: lamelle con margine seghettato-denticolato a sega. Sinonimo di → Serrulate o Serrate.
  • Sottili: lamelle di poco spessore.
  • Spaziate: disposte ad una certa distanza, le une dalle altre.
  • Spesse: lamelle dallo spessore accentuato.
  • Strette: lamelle la cui distanza tra attaccatura alla carne ed orlo libero è esigua. Contrario di → Larghe.
  • Taglienti: riferito al filo. Folo tagliente di lamelle.
  • Uguali: lamelle regolari, non intercalate da alcuna lamellula, tutte con identica lunghezza dal gambo al margine.
  • Venoso congiunte: unite tra loro da nervature trasversali.
  • Ventricose o Ventrute: lamelle notevolmente ingrossate nella parte mediana. Sinonimo di → Bombate.

Le Lamelle possono esser classificate anche in base alla struttura della loro trama.

Il tessuto compreso tra due strati imeniali di una lamella è detto infatti trama. Questa riveste entrambe le facce delle lamelle e può esser classficata come segue:

  • bilaterale: trama che ha ife disposte simmetricamente, dal centro verso i due strati imeniali.
  • irregolare: trama in cui le ife procedono intrecciate irregolarmente.
  • mista: trama irregolare formata da ife con diametro e forma diverse.
  • regolare: le ife procedono parallele.

In foto: alcuni tipi e forme di lamella

Lamella, lamelle
Lamella, lamelle, scheda illustrativa, forme e varianti tipiche

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