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Dove stanno nascendo i funghi Porcini. Le piogge cadute in Italia

Settimana caratterizzata dall'Anticiclone Africano, ma con grande buttata di funghi in alcune aree felici. Il ritorno delle piogge farà aumentare le nascite di funghi Porcini?

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LE NASCITE DI FUNGHI PORCINI ED ALTRI FUNGHI IN TEMPO REALE 

CHE SUCCEDE QUANDO VIENE A PIOVERE MENTRE LA BUTTATA É IN CORSO?

Ed eccoci a riepilogare la settimana appena passata, caratterizzata dall’Anticiclone Africano, ma con grande buttata di funghi in alcune aree felici.

Il ritorno delle piogge farà aumentare le nascite di funghi Porcini?

Da più parti mi viene domandato se le piogge giunte a buttata già iniziata, riusciranno a far decollare ulteriormente le buttate/nascite di funghi Porcini, oppure se queste ultime bloccheranno le nascite.

Bel quesito, a cui risulta davvero difficile poter dare una risposta univoca.

Il giorno in cui riusciremo finalmente a comprendere a pieno i meccanismi che regolano la nascita e la crescita dei funghi, in generale, la scienza avrà fatto davvero passi da gigante.

Forse è proprio questo mistero che ci affascina tanto e che ci spinge, con estrema curiosità, ad andare nei boschi, e rimanere sempre a bocca aperta ogni qualvolta ci troviamo di fronte un bel fungo inaspettato.

UNA BUTTATA SENZA FINE

Ci sono alcune zone d’Italia, dove per altro è piovuto più intensamente o frequentemente, sin dal dopo ferragosto, in cui la buttata di funghi Porcini partita attorno al 20 di Agosto, non si è ancora del tutto fermata.

Parlo di aree felici del Nord Piemonte e Lombardia settentrionale ma, in misura minore anche dell’Appennino Ligure e del Triveneto.

Nel resto d’Italia invece, la buttata ha avuto un andamento piuttosto regolare, con punte di nascite tra fine Agosto ed inizio Settembre, pausa vegetativa dopo i primi di Settembre, e nuova ripresa con il ritorno delle piogge, appena prima del grande caldo africano tardivo.

Di certo però, in pochi avrebbero scommesso che una buttata iniziata appena dopo ferragosto, avrebbe potuto continuare imperterrita (anche se con qualche alto e basso) ben oltre il mese.

Di solito le buttate migliori hanno una durata di una quindicina di giorni, con una settimana di fase di decollo, con nascite massicce di funghi giovani che per alcuni giorni stentano a nascere con volumi degni di nota, rimanendo facilmente piccini.

Arriva quindi la fase di picco in cui ovunque si trovano funghi piccini ma già anche i primi pezzi voluminosi ed i primi adulti poi, con l’arrivo degli adulti, la buttata entra in fase decisamente calante fino a fermarsi completamente entro il ventesimo giorno.

BUTTATE/NASCITE DI FUNGHI E FASI LUNARI

Segue quindi una fase di riposo vegetativo che spesso dura tra i 10 ed i 12/15 giorni, e questa facilmente coincide pure con una intera fase lunare, da qua la credenza (errata) che siano le fasi lunari a decretare l’avvio delle buttate di funghi Porcini.

A smentire categoricamente che i funghi seguono le fasi lunari, la strana grande buttata di fine Agosto-Settembre.

Come detto, dove sulle Alpi la buttata è iniziata subito dopo il ferragosto, seguendo la logica della luna, la buttata avrebbe dovuto andare in pausa vegetativa durante la fase lunare calante, cessando del tutto durante la fase di luna assente.

Luna o non luna, le nascite sono proseguite, seguendo esclusivamente la logica delle piogge cadute.

Là dov’è piovuto maggiormente o più insistentemente, e si sono create le condizioni ideali per buone nascite, la buttata non ha mancato di regalare grandi emozioni ai cercatori che si sono riversati nei boschi.

Ti ricordo che i funghi, ed in particolar modo i funghi Porcini, per poter nascere e svilupparsi, hanno necessità soprattutto di 2 sostanze che non possono mancare nei boschi:

CARBONIO ED AZOTO

Questi derivano dalla degradazione e trasformazione della materia inorganica in organica.

Il decadimento di alberi, rami, fogliame, erbe, genera sostanze che nutrono sia gli alberi che i funghi.

Ci sono poi funghi detti saprofiti che si nutrono direttamente delle sostanze estratte dalla lettiera di foglie e materiale in decomposizione.

Altri invece, i funghi simbionti, quali sono i Boleti, non sono in grado di trasformare le sostanze estratte dalla lettiera in nutrienti complessi.

Per fare questa operazione, necessitano della collaborazione degli alberi che, attraverso il proprio fogliame ed i raggi solari, possono trasformare nutrienti e liquidi in sali minerali e zuccheri complessi.

Carbonio ed Azoto sono i sali minerali di cui si nutrono maggiormente funghi quali i Porcini mentre, il Trealosio è la sostanza zuccherina che viene prodotta dagli alberi per nutrire i suoi funghi simbionti.

L’IMPORTANZA DELLE PIOGGE

La pioggia non serve ai Miceli per estrarre umidità dal terreno e renderla disponibile per le piante con cui i funghi simbionti creano una micorriza.

I Miceli sono in grado di espandersi ed estendersi per centinaia di chilometri di distanza, raggiungendo anche alcuni metri di profondità.

Capirai che, con una simile estensione, questi sono in grado di procurarsi l’acqua anche quando mancano piogge da più di una settimana.

Le piogge invece hanno un ruolo ben più importante che non semplicemente dissetare miceli ed alberi.

Le piogge infatti umidificano il terreno rendendolo fertile, ossigenato, friabile e quindi vivo.

Attraverso la pioggia si degradano le rocce, si amplificano e velocizzano i tempi di decadimento della materia inorganica, si generano sali minerali tra cui i preziosi Carbonio ed Azoto.

In un bosco non troppo bagnato (l’eccesso d’acqua crea ristagni e proliferazione di batteri dannosi e muffe), ma giustamente umido, si creano virtuosi processi di trasformazione.

Più abbondano sali minerali e nutrienti vari, più i funghi possono proliferare, sia a livello di fungi (ciò che sta sotto terra) che di funghi esterni, ovvero i carpofori, che servono ai fungi per produrre i propri ‘semi’, ovvero le spore.

QUANDO LE PIOGGE GIUNGONO A BUTTATA GIA’ INIZIATA
NASCITE DI FUNGHI E PRESSIONE ATMOSFERICA

Nel corso degli anni, sia il sottoscritto che altri collaboratori, in testa l’amico Nicholas Ciana, entrambi grandi appassionati di Meteorologia, abbiamo notato come, le nascite dei funghi, ed in particolar modo dei funghi Porcini, invece di seguire la logica delle fasi lunari, seguono quella della Pressione Atmosferica.

Come ho avuto modo di spiegare già moltissime altre volte, anche per i fungi la fase della riproduzione richiede molto impegno e dispendio di grandi risorse ed energie.

La nascite dei propri ‘frutti’ che conterranno i propri ‘semi’ per i fungi viene programmata cercando di ottimizzare modi e tempi.

Far nascere i propri carpofori quando sono in corso piogge e ristagni d’acqua, equivale a sprecare i propri frutti e semi.

Questi potrebbero venire facilmente divorati dalle lumache che, con eccesso di umidità-pioggia, fanno festa e si ingozzano fino a scoppiare.

L’eccesso di umidità e piogge, come detto sopra, può creare condizioni favorevoli per la proliferazione di batteri killer e di muffe che potrebbero attaccare non solo i carpofori, ma anche i miceli che giungono in superficie per dar luogo alla nascita della propria ‘prole’.

I cappelli dei funghi Porcini adulti facilmente si impregnano ed inzuppano d’acqua durante le piogge.

Questo accade soprattutto in estate, ed in misura minore durante la stagione autunnale, quando le piogge giungono più fredde ed i funghi Porcini risultano anche più compatti e meno spugnosi.

Non solo, ma anche l’eccesso di caldo, secco o addirittura l’arrivo del caldo torrido africano, possono inibire rapidamente la nascita dei carpofori perché questi seccherebbero a contatto con aria troppo asciutta.

Non è un caso che, subito dopo un periodo piovoso, se sopraggiungono improvvisi il vento ed il secco, si trovano nei boschi funghi screpolati o del tutto rotti dalla siccità.

Chi di noi metterebbe al mondo dei figli in un momento della propria vita completamente sbagliato?

Gli stessi animali selvatici si riproducono a fine inverno, quando si avvicina la stagione dell’abbondanza di cibo.

Ebbene, anche i fungi adottano strategie riproduttive che siano il più possibile ortodosse e finalizzate al minor spreco possibile di carpofori, e quindi, alla maggior produzione possibile di spore.

Quando i miceli, dopo un periodo di siccità africana (così com’è accaduto nella settimana appena conclusasi) percepiscono un abbassamento della Pressione Atmosferica, ecco che, nonostante i boschi siano ancora secchissimi, dove iniziano a soffiare venti più umidi pre-frontali, le nascite di funghi non si fanno attendere.

E’ successo per esempio nel corso degli ultimi giorni sulle Alpi

Boschi secchissimi dopo l’arrivo dell’ennesima bolla d’aria calda africana e nascite che proseguivano soltanto nei versanti più riparati dall’aria calda che giungeva sulle Alpi attraverso la Pianura Padana e le vallate alpine.

Come le previsioni meteo hanno annunciato l’arrivo di una importante Perturbazione con molti temporali, ecco che, anche i miceli hanno messo in campo una massiccia fase riproduttiva del tutto simile ad una nuova buttata.

Nel corso di 2 soli giorni, là dove la buttata era già iniziata da giorni, le nascite sono impennate e la buttata si è fatta più variegata.

Nei boschi si sono infatti trovati, contemporaneamente, carpofori di ogni tipo.

Piccoli cucciolotti freschi di poche ore, funghi di piccola o media taglia, altri di taglia medio-grande e pure funghi adulti.

Naturalmente, come ho già spiegato, dove funghi adulti erano già presenti, la pioggia giunta abbondante li ha inzuppati, perciò tutt’attorno difficile possano verificarsi altre nascite sull’immediato.

In compenso però ottime nascite si stanno realizzando e si realizzeranno nei pressi, dove prima non c’era ancora stata nascita, pur essendo questi ‘posti buoni’ poco distanti da dov’erano invece già presenti gli adulti.

Insomma, questo mio articolo non pretende di comprendere appieno e di spiegare il mistero della nascita dei funghi ma, osservare, analizzare e cercare di capire non costa nulla, se non qualche fungo in meno nel cesto, e qualche osservazione e scoperta fatta in più.

DOVE STANNO NASCENDO

DOVE ANDARE A CERCARE I FUNGHI PORCINI

Partendo da Nordovest, Ottime nascite di funghi Porcini sono ancora segnalate nel Cuneese, soprattutto nei boschi misti di Faggio-Abete ma nascite interessanti si stanno già segnalando anche in Faggeta pura e da poco anche nei boschi di Castagno di media e bassa quota.

Nel Torinese proseguono ottime le nascite al di sotto dei 1400 mt con apice delle nascite tra gli 800 ed i 1100 metri.

Valle d’Aosta al momento in fase di riposo vegetativo ma le prime nascite si registrano già ad Oriente, al confine con il Piemonte ed in particolar modo nelle valli del Rosa e del Cervino. A giorni dovrebbero partire anche nelle valli del Gran Paradiso dov’è piovuto di recente.

Alto Piemonte: Biellese-Valsesia e Verbano-Cusio-Ossola

Qua la buttata non ha mai avuto fine sin da dopo il ferragosto, nelle zone più umide, bloccandosi invece sulle Alpi Biellesi, più esposte al secco caldo in risalita dalla Pianura Padana.

L’arrivo delle piogge non ha al momento bloccato le nascite ma le ha dato una spinta in più anche se, dove i funghi erano già presenti tra fine Agosto ed inizio Settembre, è meglio evitare di cercare perché le nascite si sono spostate là dove in ‘posti buoni’ non era ancora nato nulla.

Primi ritrovamenti sporadici in boschi di alta collina, anche in boschi di Castagno.

Pianura Padana-Monferrato-Langhe-Roero

Sfortunata davvero la Pianura Padana ed i suoi colli meridionali, sempre più interessati da un anomalo clima continentale africano.

Si arroventano con l’arrivo di masse d’aria calda africana, ma anche se giungono venti favonici in caduta dalle Alpi ed i microclimi urbani non fanno altro che aumentarne i valori estremi che mal si addicono alla nascita di funghi.

Le temperature al di sopra dei 30°C sono deleterie per i funghi, anche per i termofili Aereus ed Ovoli che mal sopportano eccessi di caldo-torrido.

Qualche timida nascita di funghi termofili si è registrata nella settimana passata ma la mini buttata non è stata degna di nota.

Qualche nascita ancora possibile a giorni nel basso Piemonte ed Oltrepò Pavese-Appennino Ligure.

Liguria

Con ottime nascite, finalmente anche nelle località a tutti note per ospitare i tanto controversi, discussi e poco amati consorzi, che hanno l’esclusiva per la raccolta dei funghi.

Dal Savonese alla valle del fiume Vara si registrano ottime nascite di funghi Porcini, con anche i rossi Pinicola nel Savonese ma, sopratutto a levante, al momento c’è maggior presenza di funghi adulti rispetto ai funghi di nuova nascita.

Lombardia – Canton Ticino – Misox – Grigioni

Sta attraversando una fase di abbondanza ormai da metà Agosto. A detta di molti, da anni non si viveva una buttata così importante e di lunga durata.

Valli della Bergamasca-Iseo-Bresciano in pole-position ma qua nelle zone più esposte ai caldi venti padani, la buttata si è del tutto bloccata nei giorni scorsi quando si sono raggiunti nuovamente i 30°C.

La buttata però non stenta a ripartire con il ritorno delle piogge.

Bassa Valtellina-Lario-Sottoceneri-Sopraceneri-Misox e resto del Canton Ticino hanno vissuto un’ottima buttata che tra alti e bassi non si è mai del tutto bloccata e che sta ripartendo con l’abbassamento di Pressione e Temperature.

Grigioni, alta Valtellina-Adamello con buttate più contenute dopo un grande picco di nascite nei Grigioni ed un rapido decadimento della buttata. Anche qua la nuova buttata potrebbe partire a breve, se già non ricominciata.

Trentino Alto Adige-Veneto-Tirolo, Carinzia-Friuli Venezia Giulia

Buttata a macchia di leopardo, con evidente andamento legato alle piogge e non certo alla luna.

Là dov’è piovuto, adeguatamente o frequentemente la buttata precedente è ormai al capolinea con funghi adulti o nascite assenti.

Dove non è piovuto affatto la buttata non è mai partita, come per esempio in molte zone del Tirolo e della provincia di Bolzano ad Ovest dell’Adige ma localmente anche nella Valle dell’Isarco e nella vicina Austria occidentale.

Dove la buttata era già presente, come sulle Dolomiti, Carinzia e Friuli, la nuova buttata è appena ripartita fin sull’Altopiano di Asiago ma è in Lessinia che al momento si registrano le nascite migliori.

Tra colli e bassi monti del Veneto non solo funghi Porcini edulis ma anche Estatini e nei boschi termofili pure Ovoli ed Aereus.

Molti funghi imbutiformi quali anche ancora Galletti/Finferli e Finferle/Lutescens, oltre che Mazze di Tamburo, Steccherini, Imbutini ed altri.

EMILIA ROMAGNA-APPENNINO TOSCO ROMAGNOLO

Merita finalmente un suo capitolo personale l’Emilia Romagna, fin’ora dimenticata da dio, che non ha avuto la fortuna di veder nascere funghi porcini durante l’intera stagione estiva e fino a pochi giorni fa.

Da poco è finalmente partita un’ottima buttata dal Piacentino alla Romagna con sconfinamenti anche sull’Appennino Tosco-Romagnolo nei versanti toscani.

Finalmente sono presenti i funghi Porcini anche nelle vallate del Ceno e del Taro dove da sempre si concentrano la maggiori crescite di funghi Porcini, tranne fin’ora, quest’anno.

Ci sono ancora anche i Porcini Estatini alle falde dell’Appennino, mentre tra gli 800 ed i 1300/1400 con alcuni sconfinamenti a 1500/1600 mt, ad Ovest si trovano gli edulis.

TOSCANA

In regione si registrano ottime nascite dov’è piovuto prima del caldo africano.

Massa Carrara, Lucchesia, Pistoia, Prato, Firenze, Pisa, Livorno, Grosseto, Siena, Arezzo. Chi più e chi meno ha avuto la propria razione di piogge.

Chi ha avuto ha anche dato. Ottime nascite si registrano infatti in sparute aree della Toscana, purtroppo non ovunque data la caratteristica a macchia di leopardo delle piogge.

In questi casi a premiare il cercatore è sempre l’olio di gomito, non tanto nel partire come dei pecoroni in gregge, dove qualcuno attraverso i gruppi di Facebook cerca di depistare i lettori mandandoli là dove non è piovuto e non ci sono nascite, ma leggendo attraverso siti seri di meteorologia (ma i dati sono presenti anche nei nostri precedenti articoli) i dati delle piogge cadute in regione.

Non solo funghi Porcini ma anche altri funghi minori spesso ben apprezzati quali le Trombette dei Morti e Galletti/Finferli ma anche Ovoli.

In regione, sui monti più alti, oltre i 1000 mt si trovano già anche i Porcini edulis mentre nei boschi termofili Ovoli, Estatini ed Aereus.

CENTRO ITALIA

MARCHE e UMBRIA in pole-position per abbondanza e persistenza delle piogge.

In queste due regioni è piovuto assai più frequentemente rispetto al resto del Centro-Sud Italia.

Là dov’è piovuto maggiormente la buttata di inizio Settembre si è bloccata con l’arrivo del caldo africano ma sta ripartendo con funghi Porcini Estatini ed Aereus nei boschi misti Quercia-Castagno ma con giù i primi Edulis sui monti.

Naturalmente i primi ad arrivare sono Estatini-Aereus a bassa quota, segue poi la risalita della buttata verso l’altro con gli Edulis in montagna.

LAZIO-ABRUZZO-MOLISE

Lazio decisamente sfortunato quest’anno.

La maledizione fungina sembra aver colpito i cercatori di funghi laziali costretti a migrare in Toscana, Umbria o Abruzzo per poter portare a casa cesti degni di una lunga trasferta.

Purtroppo le piogge in regione sono sempre state a macchia le leopardo e, manco farlo apposta, spesso concentrate là dove vi sono campi coltivati o noccioleti e non boschi da funghi.

Il Viterbese soffre in silenzio, ancora in attesa di nascite degne di nota così come anche il Frosinate o l’Agro Pontino. Qualche nascita sporadica si è avuta nel Reatino ma la buttata si è presto bloccata sotto l’avanzare del caldo africano.

Nel corso degli ultimi due giorni è piovuto nel Frosinate ed ancora a macchia di leopardo nel Viterbese ma, dov’è piovuto lo ha fatto più abbondantemente rispetto agli episodi passati.

Anche in questo caso, olio di gomito, e chi avrà saputo individuare le piogge cadute, non tarderà a raccogliere i primi frutti.

Puoi ovviamente consultare i nostri precedenti articoli per sapere dov’è piovuto nelle settimane passate. Il precedente articolo con i dati dalla pioggia caduta è: la grande buttata di funghi porcini di settembre. Dov’è piovuto in Italia.

Abruzzo e Molise hanno invece avuto ottime piogge, spesso frequenti anche se non abbondanti.

Qua la grande buttata c’è stata ma si è interrotta con l’arrivo del caldo africano. Potrebbe ripartire a breve con l’arrivo di nuove recenti piogge.

SUD ITALIA ED ISOLE INCLUSA LA SARDEGNA

Partiamo dalla Sardegna che finalmente sta vivendo una fase di grande abbondanza dopo la totale assenza di piogge e di nascite di funghi.

Naturalmente la grande abbondanza non riguarda l’intera regione ma solo le zone in cui si sono avuti adeguati temporali ed assenza di vento durante la fase climatica africana.

Sui monti attorno al Gennargentu non sono mancate le prime nascite di Ovoli, spesso abbondanti nei boschi di Corbezzolo, più umidi rispetto ai boschi di Cerro dove le coperture delle foglie coriacee, fanno da ombrello.

Ovoli sono ben presenti anche nella Sardegna meridionale dopo le alluvioni di inizio Agosto. Per ora sporadici i Porcini Aereus ma questi dovrebbero arrivare a breve, già presenti i primi a bassa quota, presto arriveranno anche sui colli e monti dov’è piovuto.

Campania-Basilicata-Puglia con nascite ancora modeste o del tutto assenti.

C’è stato un cenno di nascite tra i rilievi del Bevenentano-Casertano-Irpinia-Cilento ma si è trattato di nascite del tutto sporadiche o modeste.

Il caldo africano qua ha bloccato i primi tentativi di nascite con qualche Aereus ed Estatino nato qua e là in poche zone umide ma non in montagna.

Merita un cenno a sé invece la Calabria che ha visto finalmente le prime nascite di funghi Porcini degne di nota.

I primi a nascere sono stati gli Aereus della pre-Sila

Tra Sila Piccola e Sila Greca poi l’esplosione di nascite di Aereus e pure di Ovoli ma, come tutte le nascite di questi funghi, avviene tutto rapidamente, tutto insieme e poi nulla più.

Nascite di Aereus si sono avute anche tra Vibonese e Reggino, soprattutto in Costa Viola ma, qua molti tra i cercatori si sono ostinati a voler a tutti i costi privilegiare i boschi di Faggio delle Serre dove invece non si registravano nascite.

Al momento i primi Edulis si registrano nelle abetaie più umide di San Bruno e nei costoni umidi delle alte fiumare dell’Aspromonte.

Occorrono però più piogge perché partano nascite degne di nota.

Sicilia invece di contraddizioni con nascite a macchia di leopardo, improvvise, brevi e poi nulla più.

Come si addice ai Porcini Aereus che nascono tutti insieme per brevissimi periodi, chi ha avuto modo di rischiare è stato premiato, come dire: carpe-diem!

Estatini ed Aereus si sono trovati non solo nei boschi termofili della Sicilia Settentrionale ma anche sui monti tra Peloritani, Madonie e sull’Etna.

Da poco, si registrano già le prime sporadiche nascite di Edulis soprattutto sull’Etna e comunque oltre i 1200 mt. nel resto della regione.

DOV’E’ PIOVUTO IN ITALIA NELL’ULTIMA SETTIMANA, PARTENDO DA GIOVEDì 12 SETTEMBRE

GIOVEDì 12 SETTEMBRE 2019

Arriva l’Anticiclone caldo ibrido Azzorriano-Africano. Tornano ad aumentare le temperature su tutta la penisola, isole comprese.

Sull’Italia domina il sole con pochi annuvolamenti e più sporadici temporali, per lo più concentrati nelle zone litoranee di Sicilia, Salento e Calabria.

Questi i maggiori, scarsi accumuli del giorno in Italia:
  • 11,2 Corigliano LE
  • 11,2 Lecce LE
  • 6,9 Colle Val d’Elsa SI
  • 5,4 Pizzo Calabro VV
  • 4,8 Barletta BT
  • 4,6 Anghiari AR
  • 3,3 Narni Scalo TR
  • 1,0 Manduria TA, San Benedetto del Tronto AP

VENERDì 13 SETTEMBRE 2019

Domina ancora il caldo Anticiclone ad influenza Africana che riporta il caldo ovunque in Italia.

Sulle Alpi, dopo le nevicate precoci della scorsa settimana lo Zero Termico si porta fin verso i 4500 mt con la vetta del Monte Rosa che passa da una minima di -17°C della scorsa settimana ad una minima odierna di soli -1,1°C, migliorata poi in serata quand’è scesa a -3,2°C.

Ieri la temperatura massima alla Capanna Margherita, sulla vetta del Monte Rosa è tornata positiva con +0,5°C, contro i -9,4°C del 9 di Luglio ma oggi è addirittura schizzata a +8,4°C, il quinto valore più caldo di sempre, ed il valore più elevato (nuovo record) per il mese di Settembre.

Puoi seguire l’andamento climatico del Monte Rosa con le temperature ed immagini webcam live, attraverso la pagina Meteo Monte Rosa.

Seguire l’andamento delle temperature delle alte quote è assai importante, per capire le influenze che le grandi masse d’aria potranno avere sulle nascite dei funghi.

Oggi in mattinata non sono segnalate nubi degne di nota, salvo sulla Sardegna dove transitano nubi alte in arrivo da Sud.

In giornata non si verificano piogge sull’intero territorio nazionale

SABATO 14 SETTEMBRE 2019

Continua la fase Anticiclonica caratterizzata da un Anticiclone oceanico con contributo caldo Africano.

Aumentano le temperature in tutta Italia con valori massimi che in Pianura Padana, Valdarno e zone interne tornano prossime ai 30°C.

Sulla vetta del Monte Rosa a 4560 mt la temperatura massima è nuovamente fortemente positiva con +6,8°C.

Aria molto secca danneggia le buttata dei funghi che, in molti casi ritardano rispetto a quanto previsto dopo le grandi piogge della scorsa settimana.

Anche oggi non si verificano piogge sull’intero territorio nazionale

DOMENICA 15 SETTEMBRE 2019

La giornata di oggi è ancora caratterizzata dall’Anticiclone caldo ibrido oceanico-africano.

Una debole Perturbazione mediterranea avanza dall’Algeria verso la Sardegna, alto Tirreno, Golfo Ligure, Toscana e Nord Italia ma è caratterizzata più che altro da innocue nubi alte o velature.

Nubi più compatte si avvicinano alla Sardegna ma non si segnalano piogge.

Fa ancora assai più caldo rispetto alla norma del periodo con temperature che tendono a sfiorare i 30°C nelle zone pianeggianti.

Sulla vetta del Monte Rosa la temperatura massima è nuovamente fortemente positiva con valore massimo a +5,4°C, contro una massima che in questo periodo dovrebbe già esser ben negativa e prossima i -5°C.

In giornata non si verificano piogge sull’intero territorio nazionale.

LUNEDì 16 SETTEMBRE 2019

Altra giornata caratterizzata dall’Anticiclone caldo ibrido oceanico-africano con ulteriori temperature massime prossime ai 30°C al piano.

In giornata poche nubi sull’Italia ma soprattutto ancora assenza di precipitazioni sull’intero territorio nazionale.

MARTEDì 17 SETTEMBRE 2019

L’Anticiclone caldo inizia a ritirarsi

La componente africana migra verso Sud, quella oceanica invece, verso Ovest.

Nonostante la ritirata dell’Anticiclone non si segnalano annuvolamenti degni di nota, o comunque duraturi, mentre il caldo latente dagli strati d’aria superiori si abbassa ulteriormente di quota, per effetto di compressione adiabatica, portando impennate termiche in molte zone d’Italia.

Sulla Pianura Padana, Valdarno e zone interne, si raggiungono diffusamente i 30°C con aria torrida, quindi molto secca.

Picchi attorno ai 31°C si registrano a Torino e nell’Alessandrino con massima a +33,3°C ad Isola Sant’Antonio, sul Po, in provincia di Alessandria.

Se confermate, spiccano le massime di Bologna con +35,7°C, Casciago-VA con 33,8°C, Bianzarda di Pieve Corleto-RA e Fossombrone-PU con 33,7°C. 33,6°C vengono registrati ad Oppido Mamertina-RC e Asuni-Or.

Attorno ai 33°C anche a Segariu-VS, Morrovalle-MC, Gussola-Cr, Prato-PO, Ete Vivo-FM, Barumini-VS, Castiglione-FC e Terni-TN.

Non si registrano precipitazioni sull’intero territorio nazionale.

MERCOLEDì 18 SETTEMBRE 2019

L’ulteriore spostamento dell’Anticiclone, permette ad una Perturbazione di valicare le Alpi portandosi sul Nord italia sin dal mattino.

I primi temporali si registrano in mattinata sulla Laguna Veneta, ma questi interessano inizialmente, soltano le zone marine.

Successivamente, tra pomeriggio e sera investono buona parte del Veneto, Triveneto e Lombardia poi, Emilia Romagna.

Nubi aumentano progressivamente su Piemonte-Valle d’Aosta e Lombardia ma le piogge più importanti, con anche forti temporali giungono tra la serata e la nottata.

Questi gli accumuli di pioggia maggiori registrati in Italia nella giornata di Mercoledì 18 Settembre 2019:
  • 93,8 Cesara Lago d’Orta VB
  • 93,6 Pettinengo BI
  • 75,9 Dueville VI
  • 74,4 Cermenate CO
  • 65,0 Cortenova LC
  • 62,5 La Cassa TO
  • 59,2 Brosso Cavallaria TO
  • 59,0 Varallo Sesia VC
  • 55,2 Serralunga di Crea AL
  • 55,0 Graglia BI
  • 53,0 San Siro Alpe Rescascia CO
  • 52,7 Dubino SO
  • 52,2 Montorso Vicentino VI
  • 50,6 Verbania Unchio Trobaso VB
  • 49,8 Garbagna AL
  • 48,0 Erba CO, Perledo LC
  • 46,4 Borgofranco d’Ivrea TO
  • 46,0 Rota d’Imagna BG
  • 44,6 Pray Amatoriale BI
  • 44,0 Rassa VC
  • 41,4 Cartigliano VI
  • 41,2 Pray Arpa BI
  • 41,0 Cantù CO, Vermenate CO
  • 40,8 Borgosesia VC
  • 40,4 Front Canavese TO
  • 39,4 Montebello Vicentino VI
  • 38,6 Andrate Pinalba TO
  • 38,0 Vinadio S. Bernolfo CN, Cavargna CO, Gera Lario CO
  • 37,1 Niviano PC
  • 37,0 Valdilana Caulera BI
  • 35,0 Porlezza CO
  • 34,0 Verbania VB, Carenno LC
  • 31,6 Stresa Someraro VB
  • 30,7 Manerbio BS
  • 30,6 Roveleto Landi PC
  • 29,6 Almenno San Salvatore BG
  • 29,4 Cossogno Cicogna VB
  • 27,2 Carpaneto Piacentino PC
  • 26,9 San Polo PC
  • 24,4 Alzate Brianza CO, Costa Volpino BG
  • 23,6 Nebbiuno NO
  • 23,2 Cornalita BG
  • 22,8 Roncofreddo FC
  • 22,4 Piverone Lago TO
  • 22,2 Venaria Ceronda TO
  • 21,8 Montorfano CO
  • 21,6 Soragna PR, Oropa BI, Torino Reiss Romoli TO
  • 21,4 Parella TO
  • 21,0 Soresina CR
  • 20,8 Piedicavallo BI, Elva CN
  • 20,4 Carrù Pesio CN
  • 20,0 Santa Maria Maddalena RO

GIOVEDÌ 19 SETTEMBRE 2019

La Perturbazione giunta nella serata di Mercoledì 18 Settembre, porta diffusi, e localmente forti temporali sul Nord Italia.

Questi tendono però nel corso della nottata a spostarsi da Nord verso Sud investendo la Pianura Padana, l’Appennino Settentrionale, basso Piemonte-Liguria.

Di prima mattina rovesci e temporali interessano ancora la Liguria da Imperia a Genova, poi la Liguria di Levante-Emilia Romagna.

Altri temporali interessano le aree interne della Toscana, l’Umbria la Romagna, le Marche ed in genere le zone litoranee dell’alto, medio e basso Adriatico fin sul Gargano e del Tirreno tra Maremma e Lazio.

Quest’ultimi tendono però ad interessare maggiormente le zone di mare aperto, piuttosto che le zone interne laziali, salvo di prima mattina nel Viterbese.

Questi gli accumuli di pioggia maggiori registrati in giornata in Italia:
  • 82,0 Grottazzolina FM
  • 78,4 Peveragno Predeboni CN
  • 75,2 Piediripa MC
  • 74,6 Filo di Argenta FE
  • 74,2 Montemorcino PG
  • 70,9 Lavezzola RA
  • 60,8 Senigallia AN
  • 56,4 Monte Carpegna PU
  • 56,2 Tronto AP
  • 54,6 Umbertide PG
  • 52,2 Bronzo PU
  • 51,3 Trecastelli AN
  • 50,8 Isola del Liri FR
  • 50,3 Trivigliano FR
  • 49,4 Fara San Martino CH
  • 48,4 Rimini RN
  • 45,8 Rondissone TO
  • 45,2 Manciano GR
  • 44,7 Lugo RA
  • 44,6 Sezze LT
  • 44,1 Velletri RM
  • 43,8 Chiusa di Pesio CN
  • 43,6 Solfagnano PG
  • 42,2 Villa Fastiggi PU
  • 42,1 Perugia PG
  • 42,0 Rimini RN
  • 40,8 Lisciano Niccone PG
  • 40,4 Fornole Amelia TR
  • 39,9 Monteleone di Roncofreddo FC
  • 38,8 Carrù Pesio CN
  • 38,6 S. Paolo Solbrito AT
  • 38,0 Montefano MC
  • 37,8 Mombasiglio Mongia CN
  • 37,3 Mirandola MO
  • 37,2 Barge CN
  • 36,6 Montefelcino PU
  • 36,4 Vico del Gargano FG
  • 36,3 Godo RA
  • 36,1 Narni Scalo TR
  • 35,8 Miglionico MT
  • 35,0 Sant Angelo in Pontano MC
  • 34,8 Verbania VB, Rocca Priora RM
  • 34,6 Fermo FM
  • 34,4 Sestino AR
  • 34,0 Gaggiano MI
  • 33,3 Portonovo BO
  • 32,8 Massignano AP
  • 32,4 Foce Metauro PU
  • 32,2 Marebello RN
  • 31,6 Soriano nel Cimino VT
  • 31,2 Forlì FC
  • 30,8 Campocatino FR
  • 30,2 Bagnolo di Recanati MC
Accumuli compresi tra 30 e 20 mm si sono avuti in molte altre località delle seguenti province:

Rimini, Bari, Novara, Parma, Ancona, Ascoli Piceno, Pesaro Urbino, Mantova, Taranto, Chieti, Foggia, Latina, Perugia, Fermo, Rovigo, Ravenna, Viterbo, Forlì Cesena, Biella, Latina, Livorno, Pescara, Isernia, Torino, Macerata, Campobasso e Teramo.

Piogge di entità inferiore ai 20 mm e fino ai 10 mm, in ordine decrescente, si sono avute in varie altre località delle seguenti province:
  • Macerata, Pesaro Urbino, Siena, Chieti, Lecce, Ascoli Piceno, Perugia, Pescara, Avellino, Varese, Viterbo, Ancona, Monza Brianza, Bari, Fermo, Terni, Ravenna, Ferrara, Savona, Grosseto, Arezzo, Novara, Roma, Frosinone, Catania, Torino, Pesaro Urbino, Pavia, Brindisi, Foggia, Isernia, Latina, Brescia, Bergamo, Vercelli, Monza Brianza, Como, Verona, Cuneo, Taranto, Alessandria, Reggio Emilia, Milano, Mantova, Genova, Benevento, Asti, Novara, Grosseto e Campobasso.

VENERDì 20 SETTEMBRE 2019

La giornata inizia con il tempo in progressivo miglioramento sulla nostra penisola.

Al mattino temporali interessano il medio e basso Tirreno e quest’ultimi tendono ad interessare le coste settentrionali della Sicilia ed il Reggino.

Nuclei temporaleschi dal Canale di Sicilia si muovono verso l’isola da Ovest verso Est. Nuvole in transito tra Puglia, Basilicata e Calabria.

Al Nord nubi basse ed innocue in mattinata.

Di prima mattina in Italia non si registravano piogge degne di nota, attorno ai 2/4 mm a Grassano MT, Spinazzola BT, Castellana Grotte BA, Cisternino BR, Capracotta IS, Cassano delle Murge BA, Noci BA e Gravina di Puglia BA.

Nel corso del pomeriggio piogge abbondanti si sono registrate in Sicilia ed in parte della Sardegna.

Questi gli accumuli maggiori del giorno in Italia:
  • 53,4 Grammichele CT
  • 46,7 Tonara NU
  • 39,8 Mirabella Imbaccari CT
  • 34,2 Bronte CT
  • 22,9 Acitrezza CT
  • 13,8 San Gregorio CT
  • 13,6 Caltanissetta CL
  • 12,0 Cammarata AG
  • 9,4 Desulo NU
  • 8,8 Acireale CT
  • 7,0 Meana Sardo NU
  • 6,9 Trecastagni CT
  • 6,6 S. Giovanni La Punta Nord CT
  • 6,0 Laconi OR
  • 5,0 Nunziata di Mascali 

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