
Pseudoboletus parasiticus – Il fungo parassita di Scleroderma citrinum
Pseudoboletus parasiticus è uno dei funghi più curiosi tra i boleti europei. A prima vista può ricordare molti piccoli boleti dal cappello bruno-giallastro e dall’imenoforo poroso, ma la sua vera particolarità emerge osservando con attenzione l’ambiente in cui cresce. Questa specie, infatti, non nasce semplicemente dal terreno come la maggior parte delle Boletaceae, ma compare quasi sempre direttamente sui carpofori di un altro fungo: Scleroderma citrinum, il comune “peto di lupo”.
Proprio questo comportamento lo rende un caso ecologico molto singolare nel mondo dei macrofunghi. Pseudoboletus parasiticus è infatti uno dei rarissimi esempi di boleto capace di svilupparsi come parassita su un altro fungo. In presenza del suo ospite diventa quindi relativamente facile da riconoscere: piccoli boleti giallo-olivastri che spuntano direttamente dal corpo globoso dello Scleroderma. Nonostante questa peculiarità lo renda affascinante dal punto di vista naturalistico, si tratta di una specie piuttosto rara e priva di reale interesse gastronomico.
Pseudoboletus parasiticus – Il fungo parassita di Scleroderma citrinum
Pseudoboletus parasiticus è un boleto raro e curioso, noto soprattutto perché cresce quasi esclusivamente a spese dei carpofori di Scleroderma citrinum, il comune “peto di lupo”. Proprio questa particolarità ecologica lo rende uno dei funghi più singolari tra i boleti europei, oltre che piuttosto facile da riconoscere quando lo si osserva nel suo contesto naturale.
🍄 Descrizione sommaria
Qual è il colore prevalente?
Nell’arcobaleno dei funghi: giallo-brunastro, olivastro, giallastro-olivaceo.
Come riconoscere al volo Pseudoboletus parasiticus?
Pseudoboletus parasiticus è un piccolo boleto poco comune, riconoscibile soprattutto perché nasce quasi sempre direttamente sui carpofori di Scleroderma citrinum. Già questo dettaglio, da solo, elimina gran parte dei dubbi.
Presenta un cappello asciutto e vellutato, di colore giallo-bruno od olivastro, spesso irregolare e talvolta screpolato con il secco. L’imenoforo è formato da tubuli e pori piuttosto ampi, inizialmente giallastri, poi più olivastri con la maturazione. Il gambo, spesso ricurvo, tende a richiamare i toni del cappello.
In Italia la specie è segnalata in modo discontinuo, soprattutto in ambienti boschivi con suoli acidi, dove il suo ospite è presente. Si incontra più facilmente tra castagni, betulle, faggi, querce e talvolta anche in boschi di conifere.
Pur non essendo ritenuto un fungo di reale interesse tossicologico, è di scarso valore alimentare e il suo consumo è comunque sconsigliato, sia per la consistenza poco gradevole sia per la rarità della specie.
💡 Segno decisivo: se trovi un piccolo boleto che nasce sopra o accanto a un Scleroderma citrinum, la possibilità che si tratti di Pseudoboletus parasiticus è molto alta.
🌍 Distribuzione
La distribuzione di Pseudoboletus parasiticus è strettamente legata a quella del suo ospite, Scleroderma citrinum. Per questo motivo la specie compare in modo sparso ma relativamente ampio nelle aree temperate, là dove il terreno e il contesto ecologico favoriscono la presenza dello Scleroderma.
In Italia non è un fungo comune, ma può comparire in diverse regioni, soprattutto in boschi acidi e ben strutturati, dalla pianura fino a quote collinari e montane.
🔎 Puoi approfondire l’ospite principale di questa specie nella scheda dedicata a Scleroderma citrinum – Il peto di lupo.
🌲 Habitat / Ecologia
Pseudoboletus parasiticus è una specie ecologicamente molto particolare. Pur appartenendo alle Boletaceae, non si comporta come un normale boleto terricolo facilmente reperibile nei boschi, perché la sua comparsa è quasi sempre legata ai carpofori di Scleroderma citrinum, che utilizza come ospite.
Predilige suoli acidi, sabbiosi o comunque poveri di basi, spesso in ambienti boschivi di castagno, quercia, betulla, faggio e talvolta anche presso conifere. Lo si può osservare ai margini dei sentieri, in chiarie, tra muschi, fogliame e lettiere ben sviluppate, ma sempre con la presenza del suo ospite o nelle sue immediate vicinanze.
Fruttifica soprattutto tra fine estate e autunno, in concomitanza con lo sviluppo di Scleroderma citrinum. In annate favorevoli può comparire anche con una certa persistenza, ma resta in ogni caso una specie non frequente.
💡 Curiosità ecologica: è proprio la sua crescita sui carpofori di Scleroderma citrinum a renderlo uno dei boleti più inconfondibili d’Europa.
⛔ Attenzione: le specie che non si conoscono con assoluta certezza non vanno consumate. Ogni raccolta dubbia deve essere verificata da un Ispettorato micologico ASL o da un Micologo qualificato.
🔎 Segni distintivi / Caratteristiche
Da convesso a più disteso con l’età, asciutto, finemente vellutato, talvolta screpolato con il secco. Colore giallastro, ocra, bruno-olivastro. Diametro generalmente contenuto.
Tubuli corti; pori piuttosto ampi e angolosi a maturità, da giallastri a olivastri. In genere non presenta viraggi blu evidenti come in altri boleti simili.
Cilindrico o un poco ricurvo, spesso irregolare, pieno, con tonalità simili al cappello e fibrille brunastre. Normalmente piuttosto esile.
Il carattere chiave non è solo morfologico ma soprattutto ecologico: la crescita sui carpofori di Scleroderma citrinum.
🍽 Commestibilità
Commestibile trascurabile, consumo sconsigliato
Pseudoboletus parasiticus è indicato da vari autori come fungo di scarso o nullo interesse alimentare. Anche laddove venga considerato non propriamente tossico, resta una specie poco consistente, coriacea e priva di reale valore gastronomico.
Proprio per la sua rarità e per il suo scarso interesse culinario, il comportamento più corretto è non raccoglierlo e limitarsi all’osservazione fotografica.
💥 Nota pratica: il fatto che cresca su un fungo tossico come Scleroderma citrinum non significa automaticamente che ne erediti la tossicità, ma non esiste alcuna ragione seria per raccoglierlo a fini alimentari.

‼️🍄 Specie simili
Pur essendo un fungo abbastanza caratteristico nel suo contesto naturale, in assenza dell’ospite può ricordare alcuni boleti del gruppo degli ex Xerocomus e degli attuali Xerocomellus, soprattutto per il portamento, la superficie vellutata del cappello e le tonalità giallo-brunastre.
Tra le specie che possono entrare in gioco, almeno per somiglianza generale, troviamo:
Può ricordarlo per il cappello bruno, ma mostra spesso screpolature rossastre e una carne più morbida, con tendenza a viraggi assenti o molto meno evidenti in Pseudoboletus parasiticus.
Ha portamento simile e colori brunastri, ma generalmente presenta una risposta al tocco e una struttura complessiva diversa, oltre a non crescere mai su Scleroderma.
Specie di aspetto affine, con tendenza a virare al blu al taglio o alla pressione, carattere che aiuta a distinguerla.
Più scuro e con reazioni cromatiche differenti, non possiede il comportamento parassitico che contraddistingue Pseudoboletus parasiticus.
💡 Distinzione definitiva: le specie sopra elencate non crescono mai come parassite sui carpofori di Scleroderma citrinum. Questo resta il vero carattere discriminante di Pseudoboletus parasiticus.
📷 Photogallery di Pseudoboletus parasiticus
Boleto parassita
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🗂 Tassonomia, etimologia e nomi
🗣 Etimologia
L’epiteto parasiticus richiama il comportamento parassitico della specie, mentre il genere Pseudoboletus sottolinea la somiglianza con i boleti veri e propri, pur con caratteri ecologici peculiari.
🔎 Puoi trovare ulteriori approfondimenti sull’epiteto parasiticus nella nostra Encyclopedia.
🌐 Nomi internazionali
- Inglese: Parasitic Bolete
- Tedesco: Parasitischer Röhrling
- Svedese: Parasitsopp
- Olandese: Kostgangerboleet
- Ungherese: Élősdi tinóru
- Polacco: Borowikowiec tęgoskórowy, Podgrzybek tęgoskórowy
- Lituano: Parazitinis aksombaravykis
- Lettone: Parazītiskā samtbeka
- Sloveno: Zajedalski pagoban
- Ucraino: Моховик паразитний
🇮🇹 Nomi comuni italiani
In italiano è noto soprattutto come Boleto parassita o Fungo parassita. È una specie poco conosciuta al di fuori dell’ambiente micologico specialistico, anche perché non ha reale interesse gastronomico e non compare quasi mai lontano dal suo ospite.
📚 Sinonimi obsoleti
Boletus parasiticus Bull.
Boletus parasiticus f. peylii Kavina
Boletus parasiticus var. piperatoides J. Blum
Ceriomyces parasiticus (Bull.) Murrill
Pseudoboletus parasiticus f. peylii (Kavina) Blanco-Dios
Pseudoboletus parasiticus f. piperatoides (J. Blum) Blanco-Dios
Pseudoboletus parasiticus var. piperatoides (J. Blum) C. Hahn
Suillus parasiticus (Bull.) Kuntze
Versipellis parasitica (Bull.) Quél.
Xerocomus parasiticus (Bull.) Quél.
Xerocomus parasiticus f. piperatoides (J. Blum) R. Mazza
Pseudoboletus parasiticus@funghimagazine.it
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Pseudoboletus parasiticus
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Last Updated on 21/03/2026 by Redazione FM


