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Il calendario dei funghi Porcini autunnali-invernali

Dove, come e quando cercare i funghi Porcini tra l'autunno e l'inverno, mese per mese, il calendario delle probabili nascite di funghi Porcini su e giù per l'Italia

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IL CALENDARIO DEI FUNGHI PORCINI AUTUNNALI-INVERNALI

Di: Riccardo Spagnoli & Angelo Giovinazzo

I FUNGHI PORCINI DI AGOSTO

Dopo la prima parte, interamente dedicata ai funghi Porcini della primavera-estate (se non lo avete ancora letto ve lo ricordiamo) IL CALENDARIO DEI FUNGHI PORCINI, PRIMAVERA-ESTATE -prima parte – a gran richiesta, vi proponiamo anche la seconda parte, appunto dedicata ai funghi Porcini autunnali ed invernali.

Di norma, con l’arrivo dell’autunno (ammesso che ancora effettivamente esista questa stagione), con il passare dei giorni la calura inizia a scemare.

Il sole diventa sempre più obliquo e meno caldo e le giornate si accorciano rapidamente.

E’ il segnale che i boschi attendono per mandare su di giri il motore.

Naturalmente i primi ad accorgersi di questo cambiamento sono i boschi di alta montagna, oltre i 1400 mt e fino ed oltre i 2000 mt.

BOLETUS EDULIS DI AGOSTO

I Porcini autunnali (B. edulis e sulle Alpi i primissimi B. pinophilus) diventano l’obbiettivo principale di tutti i cercatori, soprattutto di quelli del Centro-Nord Italia, che hanno più chances di poterli trovare

I boschi puri di Abete bianco (Abies alba) ed Abete rosso (Picea abies), quando il clima lo consente, iniziano a dare il meglio di sé.

Sin dai primi giorni di Agosto, nascite anche abbondanti saranno possibili nelle abetaie mediamente in ombra, ma anche nei boschi esposti al sole a quote maggiori.

Zone erbate e ricche di muschio andranno ben setacciate, soprattutto attorno a piccole radure e nel bosco poco fitto, che riesce a bagnarsi maggiormente durante i primi più frequenti temporali estivi.

Oltre la metà del mese, o nel caso le temperature fossero relativamente fresche, il Boletus edulis preferisce lettiere più spesse in zone relativamente più fitte del bosco, ma attento perché, i boschi troppo scuri raramente donano abbondanti nascite.

IL RODORO-VACCINIETO

C’è un particolare ambiente boschivo che è tipico delle Alpi e del solo Appennino Settentrionale versanti padani, che in pochi conoscono, o per lo meno, in pochi ne conoscono il proprio nome scientifico.

Si chiama Rodoro-vaccinieto, dall’unione tra Rododendro alpino (Rhododendron ferrugineum) e Mirtillo selvatico (Vaccinium myrtillus).

E’ un ambiente che solitamente si sviluppa tra i 600 ed i 1600 mt ed è caratterizzato da arbusti ed alberi in bassa montagna, ma di soli cespugli salendo di quota.

Alle quote inferiori può essere ospitato da boschi poco fitti di Castagno e Betulla, oltre i 900/1000 mt di sola Betulla o di Betulla con qualche Faggio o anche di solo Faggio.

In genere, oltre i 1200 mt diventa un ambiente arbustivo caratterizzato da radure erbose-pascoli con appezzamenti caratterizzati da più o meno vaste macchie di Rododendro e Mirtillo, con cespugli nani di Ginepro o Pino mugo.

Bisognerà assolutamente non trascurare questo ambiente boschivo perché, sin da Agosto, ed in presenza di frequenti temporali estivi, sarà proprio tra il fitto muschio, all’ombra di Rododendri e Mirtilli, ma anche tra le erbe non pestate dalle greggi, che si potranno fare ottimi ritrovamenti di B. edulis, a patto che il suolo non sia troppo sassoso.

Potrebbe anche essere il momento degli edulis delle faggete pure e più alte di quota, e dei boschi misti conifere-Faggio, nonché del misto di Betulla-mirtillo, sempre a quote di montagna.

TERRENI ACIDI PER I PORCINI EDULIS

Ti ricordo che il B. edulis è un fungo che predilige i terreni da moderatamente a fortemente acidi con pH che può variare dal valore di acidità di 4,0 a 6,0 quindi, difficilmente lo troveremo su terreni calcarei-basici/alcalini, soprattutto se questi saranno privi di spessa copertura di strato di humus, ovvero su suoli sabbiosi, argillosi e calcari spogli.

Se non sai riconoscere un terreno acido (lo è un terreno con spesso strato di humus nero e ben soffice) potresti sempre utilizzare le cosiddette ‘cartine di tornasole‘ che, poste su qualunque sostanza, in pochissimo tempo ti misureranno il suo pH.

BOLETUS RETICULATUS / AESTIVALIS DI AGOSTO

I Porcini estatini o fioroni (B. reticulatus/aestivalis) continuano a nascere sulle Alpi nei boschi di Faggio, nel misto Faggio-Pino, più raramente sotto Abete, Betulla e Carpino, mediamente oltre gli 800 e fino ai 1500m, su versanti ancora mediamente ombrosi con terreno da siliceo a mediamente calcareo, meglio se ben erbato.

Sempre sulle Alpi, iniziano a nascere anche nei castagneti più alti tra i 700 ed i 1000 mt, su terreni a composizione media, tra erba e muschio.

In Pianura Padana e nel Centro-Sud Italia, gli estatini continuano a nascere, a patto che piova anche poco ma ben regolarmente, oppure con temporali isolati ma con accumuli che non devono essere inferiori ai 30/40 millimetri, meglio se superiori ai 50, superlativi per scatenare massicce nascite invece gli accumuli superiori ai 100 millimetri.

In queste regioni sono i boschi planiziali di Carpino a continuare a dare il meglio di sé con ottime nascite di B. reticulatus/aestivalis nei luoghi più ombreggiati ed umidi, ma senza ristagni d’acqua, anche con piogge tutto sommato modeste.

Ben produttivi anche i boschi misti di Carpino-Quercia oppure esclusivi di Quercia o Quercia-Leccio, o anche di Quercia-Castagno a patto che però le piogge siano adeguate e frequenti.

Tolto il Castagno che ha foglie tenere e facilmente degradabili, gli altri alberi che si associano ai Porcini, hanno foglie piuttosto dure-coriacee che degradano solo dopo lunghi periodi umidi-piovosi.

Di solito però il mese di Agosto non è assolutamente tra i mesi più piovosi dell’anno, anzi, perciò le nascite di Porcini estatini potrebbero risultare ancora ben presenti in Pianura Padana (con temporali), ma del tutto assenti tra Centro e Sud Italia, salvo a quote elevate dell’Appennino e comunque in presenza di frequenti temporali.

Oltre la metà del mese, quando arrivano i primi temporali freschi post-ferragosto, questi funghi tendono a farsi meno esigenti, tollerando climi più altalenanti, purché sufficientemente umidi.

I raccolti potrebbero essere ancora abbondanti e sani, purché non persista l’afa che influirebbe ancora sulla qualità.

Il periodo estivo della stagione fungina 2019 è stato insolitamente di ottima qualità con scarsissima presenza di larve nei funghi Porcini.

Puoi approfondire l’argomento funghi e larve leggendo l’articolo ‘funghi con le larve, quali pericoli per la salute‘.

PORCINI NERI / BOLETUS AEREUS DI AGOSTO

Porcino nero o Aereus
Porcini Neri o aereus – foto: Marco Pascale

Anche i Porcini Neri/Bronzini (B. aereus) potrebbero cominciare a risultare ben più presenti dopo la metà del mese, soprattutto sul versante Ligure dell’Appennino, tra le varie Querce nelle varietà Rovere, Cerro, Farnia, ma anche nel misto con Roverella e Castagno.

L’habitat ideale si trova tra i 500 e i 900 mt in sottobosco di ericacee e su terreni mediamente calcarei (piuttosto chiari) e comunque quasi sempre scoperti.

Solo in annate particolarmente fresche e umide si possono già trovare anche più in basso, tra il Leccio e Sughera, con sottobosco di Cisto e Corbezzolo, ovviamente dei versanti Sud appenninici della Liguria.

Il Porcino Nero è sicuramente già presente anche nel catino padano, ma soprattutto sui balconi collinari adiacenti, tra le pedemontane dalla Dora Baltea al Lago di Garda.

Difficilmente in queste zone ci si imbatterà in vere e proprie buttate abbondanti, salvo particolari configurazioni meteorologiche con abbondanti temporali seguiti dal ritorno del caldo umido e non secco.

Qua gli aereus andranno cercati sotto Rovere-Roverella e nel misto Quercia-Castagno, meglio se con sottobosco di ericacee e in terreni mediamente calcarei con lettiera poco spessa o del tutto assente.

PORCINI ROSSI / BOLETUS PINOPHILUS DI AGOSTO

I Porcini rossi (B. Pinophilus) ricominceranno timidamente a fare la loro comparsa, partendo da quote di montagna/alta montagna sotto Pino silvestre e nel misto con Pino e Faggio, in sottobosco di Ginepro e Mirtillo, su terreni silicei o comunque acidi.

Per poterli trovare, bisognerà ancora scegliere versanti in ombra, poiché questo Porcino non ama il caldo e quindi le temperature ancora troppo elevate dei costoni in pieno sole.

Dopo la metà di agosto, mediamente aumentano le possibilità di precipitazioni fredde, e non di rado la parte conclusiva del mese riserva belle sorprese.

Se si potesse dedicare qualche giorno di ferie ai funghi, potrebbe essere un buon periodo per farlo.

I FUNGHI PORCINI DI SETTEMBRE

Per antonomasia settembre è il mese dei funghi Porcini

A Settembre i primi refoli freschi cominciano a farsi sentire, le temperature tornano ad essere più consone, per lo sviluppo dei boleti in habitat più ampi, ed ogni nuova pioggia potrebbe generare buttate degne di nota.

In caso di piogge frequenti poi, le nascite di funghi potrebbero protrarsi a lungo e ben oltre i classici 15/20 giorni delle solite buttate.

Almeno fino alla metà del mese, talvolta anche oltre, rimangono in piena attività le abetaie e le pinete di montagna ed alta montagna.

Proseguono le fruttificazioni nelle faggete, a quote via via inferiori e riprendono a produrre anche i Castagni con i primi edulis in nascita dopo le abbondanti o ripetute piogge. Tengono bene anche le Betulle e le Querce.

La novità del periodo è sicuramente l’entrata in produzione di Boleti nelle varietà B. aereus e B. reticulatus/aestivalis nella macchia mediterranea in presenza di Leccio, Sughere e Corbezzolo.

In questo periodo, la possibilità di trovare boleti delle varie specie, spazia dalle coste del mare fin oltre i 1500 metri.

IL PORCINO EDULIS DI SETTEMBRE

Il Porcino autunnale o bianco (B.edulis) continuerà a nascere convinto sia sotto Abete bianco che rosso, spostando la produzione, con il passare dei giorni, in zone piuttosto luminose ma con buona lettiera.

Il terreno dovrà essere ancora necessariamente da siliceo/acido a mediamente acido, quote variabili tra i 1200 e i 1800 mt e boschi più o meno esposti al sole a secondo dell’andamento climatico.

Utile controllare anche in zone con alberelli giovani e nel limitare del bosco o tra le radure.

Proseguono le nascite anche nel misto col Faggio e nelle faggete pure, su terreni ben erbati con muschio e Rododendro in zone anche piuttosto fitte del bosco ma senza accumuli abbondanti di foglie.

Per buona parte del mese di settembre, in questo habitat, Porcini edulis potranno ancora essere trovati fin oltre i 1600 mt ampliando l’areale più in basso, fino alla media collina con il trascorrere dei giorni.

Ritrovamenti sempre frequenti anche nel misto con il castagno, su terreni freschi ed erbati, con lettiere non troppo spesse.

Il terreno dovrà essere ancora necessariamente da siliceo/acido a mediamente acido (terreno prevalentemente scuro).

Modiche nascite saranno possibili anche sotto la Betulla, più facilmente nell’erba alta.

IL BOLETUS RETICULATUS / AESTIVALIS DI SETTEMBRE

I Porcini estatini (B. reticulatus/aestivalis) dal canto loro, proseguiranno a nascere nelle faggete, anche miste ad Abete o Castagno, condividendo l’habitat anche con l’edulis.

Le quote di ritrovamento, scenderanno rapidamente dai 1500 mt circa, per attestarsi tra gli 800 e i 1200 mt sul finire del mese, su lettiere piuttosto spesse.

Tornano in produzione anche i boschi di Rovere, Roverella, Farnia, Carpino, più raramente quelli di sola Betulla.

Il Porcino estatino tollera bene anche terreni mediamente calcarei (più chiari) e alle quote collinari andrà ricercato in zone fresche e ben erbate, con ericacee e felci, tra gli 800 e i 1200/1300 mt, ma tendenti a scendere di quota sul finire del mese.

Molto più raro in questo periodo trovarne sotto al Tiglio.

Questa essenza simbionte soprattutto del Boletus reticulatus, risulta essere particolarmente attiva solo in primavera, soprattutto tra maggio e giugno e comunque non oltre Luglio.

Da Settembre, in presenza di clima mite con frequenti ed abbondanti temporali, potremo assistere a vere e proprie esplosioni di Porcini Neri/Bronzini, (B. aereus), soprattutto sui versanti Sud dell’Appennino ligure, a quote comprese tra gli 0 e i 900/1000 mt, e subito dopo in Centro Italia.

Come accennato precedentemente, le temperature meno estreme consentiranno anche alla macchia mediterranea di cominciare a produrre funghi.

Soprattutto dalla metà del mese i boschi di Leccio e Sughere potrebbero dare delle belle soddisfazioni.

IL FIORE SPIA DEI FUNGHI PORCINI: IL CICLAMINO

Se il fungo Clitopilus prunulus è riconosciuto quale il miglior fungo spia per i funghi Porcini, il Ciclamino è in assoluto il fiore spia per eccellenza degli stessi Porcini.

Se vuoi esser certo che i boschi siano pronti per dare buone fruttificazioni di funghi Porcini, non dimenticarti mai di controllare a che punto sono le fioriture dei Ciclamini.

Porcini e ciclamini
Associazione tra funghi Porcini e fioritura dei ciclamini

Ciclamini e funghi Porcini necessitano di identiche condizioni ambientali, stessi livelli di umidità e stesse temperature.

Quando sulle Alpi i ciclamini sono in piena fioritura è sicuramente ora di cercare negli stessi boschi i Porcini edulis.

Nel momento in cui tra Centro e Sud Italia nei boschi vi saranno tappeti di fiori di Ciclamino tutti fioriti, stai pur certo di poter trovare Porcini Estatini oppure Porcini Neri.

Il ciclamino spontaneo delle Alpi fiorisce non appena cessa il grande caldo estivo.

Quello violetto del Centro Italia fiorisce tra fine settembre ed ottobre.

Il rosa pallido napoletano (tipico del Sud Italia), quello con patate enormi e privo di foglie, fiorisce leggermente più tardi ad ottobre ma, può iniziare a fiorire già da metà Agosto in caso di clima decisamente fresco con piogge frequenti.

In questo caso, le fioriture anticipate, saranno accompagnate da primi precoci ritrovamenti di Porcini Estatini e poi anche Neri.

PORCINO NERO / BOLETUS AEREUS DI SETTEMBRE

Porcino nero o aereus
Porcini neri o aereus- foto: Stefano Viterbo

Spesso nell’habitat mediterraneo litoraneo, buone fruttificazioni di Porcini Neri si hanno anche tra gli arbusti di Cisto o nel bosco mediterraneo con presenza di Pino marittimo.

Poco più in alto alto, dai 500 mt circa, possiamo trovare i nostri Bronzini o Neri nei boschi di Rovere, Roverella, Farnia, Cerro, Leccio e Carpino, in sottobosco con ericacee (soprattutto Scopa/Ginestra e Brugo o Erica), Pungitopo e Corbezzolo.

Sull’appennino ligure i versanti dovranno essere abbastanza ombreggiati, anche se questa specie tollera suoli apparentemente arsi, è ancora presto per andarli a cercare in pieno sole.

Altro discorso in Piemonte dove, con gli ultimi giorni di settembre si esauriscono le chance di fruttificazione degli aereus, salvo il protrarsi del caldo eccezionalmente fuori tempo, così come accaduto nella prima metà di ottobre 2019 con ultime nascite (concomitanti con gli edulis) in alcuni boschi di collina, fin sulle pedemontane settentrionali.

Per adesso potranno ancora essere rinvenuti in versanti più assolati, con pungitopo ed ericacee, soprattutto per la prima parte del mese, e su terreni da calcarei a mediamente calcarei, quindi bisognerà cercarli dove il suolo presenta colorazioni piuttosto chiare.

PORCINI ROSSI DI SETTEMBRE

I Porcini rossi (B. pinophilus) andranno ad incrementare le proprie apparizioni.

Ricominceranno a nascere nelle pinete (soprattutto Pino silvestre ma anche P. nero o P. cembra/Cirmolo) e nel misto con il Faggio, a quote mediamente superiori ai 1000 mt, tra Ginepro, Muschi e Mirtilli su suoli mediamente silicei/acidi.

Possibili modici ritrovamenti, ma di stazza notevole, anche nell’abete bianco misto al Faggio ed all’Abete rosso.

Nei versanti assolati, con medesimo sottobosco, sarà ancora necessario salire oltre i 1300-1400,mt, dove il Pino silvestre/Nero/Cembra risulterà più produttivo.

Anche in questo caso il terreno più adatto rimane quello da siliceo/acido a mediamente siliceo.

I FUNGHI PORCINI DI OTTOBRE

Si tratta di un altro ottimo mese per i Boleti

Le temperature sono stabilmente più adatte allo sviluppo dei corpi fruttiferi che, almeno fino alla metà del mese, divengono meno esigenti e più resistenti a sbalzi termici.

Cominciano le prime nevicate / gelate a quote di montagna, che segneranno la fine della stagione dei funghi Porcini nelle abetaie esposte a nord sulle Alpi.

Da segnalare però che ottobre è un mese del tutto particolare.

In alcune annate particolarmente siccitose e/o fredde, dopo la metà del mese, trovare Porcini potrebbe essere un’autentica impresa.

ALPI ED ALTE COLLINE DEL NORD ITALIA

Non di rado in questi casi, con il finire del mese, si può dichiarare chiusa la stagione dei funghi Porcini, quantomeno tra le Alpi e le vallate alpine.

A quote basso-collinari possono continuare buttate anche abbondanti.

Le fruttificazioni si faranno meno sensibili ai cambiamenti climatici, tollerando maggiormente anche venti di una certa importanza, complice il minor riscaldamento solare, così come potranno tollerare meglio anche piogge frequenti se non troppo fredde.

Viceversa, le fruttificazioni cesseranno rapidamente e completamente, in presenza di clima costantemente freddo e secco, come detto poc’anzi.

La ricerca dei funghi Porcini inizia a farsi comunque più difficile

I raggi solari raggiungono i boschi perpendicolarmente e spesso la luce solare penetra nel sottobosco malamente, con lunghe e fastidiosissime ombre che risulteranno più scure ed ampie sui monti ed in alta collina, leggermente meno in bassa collina e piano.

Il passaggio continuo dal buio delle lunghe ombre, al chiaro accecante del sole, potrebbe rendere pessima l’esperienza della ricerca dei funghi perciò, sarebbe consigliabile farlo in presenza di cieli nuvolosi, con assenza di sole diretto, o nelle ore centrali del giorno, tralasciando le prime ore di luce del mattino e quelle meridiane dopo le 16 del pomeriggio.

Il sottobosco inizierà a ricoprirsi di foglie caduche, che celeranno i nostri amati Porcini, conservando anche un pochino di calore ma, con un po’ di attenzione, di funghi Porcini se ne potranno trovare ancora, e ci si potrà ancora togliere qualche bella soddisfazione.

A meno di stagioni particolarmente avare di precipitazioni, secche e ventose, qualche fungo dovrebbe comunque venire ancora ad allietare le nostre ceste, cercando bene nei canaloni riparati dal vento o in zone luminose e ben esposte al sole, a seconda del grado di umidità presente nei boschi.

I Porcini autunnali (B. edulis) cominceranno a scendere progressivamente di quota ed entro i primi del mese saranno già pressoché spariti dalle abetaie e pinete in ombra

Risulteranno ancora ben presenti nelle faggete e Castagni dai 5-600 mt fin verso i 1200-1300 mt, con clima caldo ed umido.

In caso di piogge adeguate, ottobre potrebbe regalare insolite abbondanti fruttificazioni di Porcini edulis in boschi puri di Pino strobo (più eccezionalmente di Pino Douglas o bosco misto con vari Pini).

In questo caso non sarà insolito trovare esemplari radi ma particolarmente massicci, tozzi-sodi ma al tempo stesso ben sviluppati in volume generale con peso oltre i 100/200 grammi.

Le nascite inizieranno a spostarsi dai terreni spogli a quelli più fogliati e con ricca lettiera, spesso anche nel rodoro-vaccinieto boschivo e non prativo, soprattutto in presenza di clima ancora caldo e su versanti esposti al sole.

Aumentano le nascite sotto Betulla, anche se difficilmente si avranno buttate abbondanti. Decisamente più ricche invece, le nascite in questo ambiente dei Leccini.

In linea generale, ottobre è un ottimo mese per i funghi autunnali di vario genere, ma nel misto dei nostri cesti, se il clima sarà clemente, si potranno ancora deporre molti funghi Porcini.

CENTRO E SUD ITALIA

Spariscono del tutto dal Nord Italia i Porcini Estatini (B. aerstivalis) che diverranno invece ben presenti, subito dopo ogni pioggia, al Centro Italia, diventando abbondantissimi dopo le piogge più copiose al Sud.

I Porcini estivi dovranno essere cercati sotto Faggio, Castagno, o misto Castagno-Faggio o Castagno Quercia e sotto i vari tipi di Quercia, anche sempreverde, entro i 1000 mt di quota, su terreni a composizione media con presenza di ericacee, Nocciolo ed erba.

Tenderanno comunque a preferire le stazioni boschive più riparate e boschi termofili, mentre al Sud Italia, soprattutto tra Calabria e Sicilia, potranno persino apparire sotto le piante di Eucalipto.

I Porcini autunnali/bianchi (B. edulis) appariranno nei boschi di montagna caratterizzati da spessa lettiera decomposta, quindi da spesso strato di humus che riporti a livelli acidi i suoli solitamente basici-alcalini dei terreni calcari che compongono i suoli del Centro-Sud Italia.

Abbastanza diffusi risulteranno sui suoli cristallini/quarziferi ed acidi della Sila, Pollino, Serre-Aspromonte e monti del Nord della Sicilia fin sull’Etna, purché il clima si presenti fresco ma anche molto umido con preferenza per i boschi di Pino della Sila e di Faggio del resto del Sud.

Più rari i Boletus edulis nel resto del Centro-Sud Italia, come detto, a causa di suoli calcari che non sono ben graditi da questi Porcini

I Porcini Neri (B.aereus) spariranno dal Nord Italia, tranne che sui costoni marittimi liguri, segnatamente nelle leccete, sugheraie, pinete e macchia in prossimità del mare.

Al Centro-sud a quote entro i 6-700 mt saranno possibili ancora discreti raccolti di Porcini neri sotto Rovere-Roverella-Farnia-Leccio, anche nel misto con il Castagno, sempre su terreni mediamente chiari tra erba alta ed ericacee in versanti mediamente esposti al sole.

Sul finire del mese prediligere sempre zone ben esposte al sole.

Tornano invece prepotenti al Nord i Porcini Rossi (B. pinophilus)

Tra Piemonte e Lombardia, ed in forma minore (a seconda dell’andamento climatico generale) anche in Liguria appenninica ed Appennino Ligure-Emiliano, tornano a fruttificare al massimo del loro potenziale i Porcini Rossi.

La fruttificazione dei Porcini Rossi nel Triveneto invece è strettamente soggetta al tipo di clima che può riservare il mese di ottobre.

Se non arrivano precoci le nevicate e le gelate, spesso in anticipo rispetto al Nordovest, ottobre può dare buone fruttificazioni di Porcini rossi anche nel Triveneto, soprattutto in boschi di Abete o di Faggio.

A ottobre le temperature risultano decisamente più adatte ad un fungo che ama il fresco o addirittura il freddo.

Le nascite risulteranno abbondanti nelle faggete, anche miste a conifere quali i Pini neri, silvestre e cembra, ma in Ossola, alta Valsesia, Valtellina e Prealpi Lombarde, anche tra gli Abeti (prevalentemente bianchi ma anche rossi) fin oltre i 1300 mt.

Buone le nascite anche nelle pinete pure, con sottobosco di ginepro e mirtillo.

Presenze in aumento, fino a ricche o abbondanti, anche alle quote collinari sotto Castagno o Castagno-Pino silvestre, sempre con sottobosco di Eriche, Mirtillo e ricco di Muschi.

Nonostante sia il Porcino del freddo, non è insolito trovarlo accucciato al riparo dai venti freddi tra Eriche, radici, rami a terra o rocce, quasi mai tra gli spessi strati di foglie, perché preferisce di gran lunga i suoli scuri, le torbe ricche di carbonio e comunque i suoli spogli senza lettiera.

Proprio grazie alla sua predilezione per i suoli ricchi di carbonio, non è insolito trovare questo fungo in boschi che negli anni passati hanno subito un incendio, proprio là dove l’acqua piovana ha creato depositi di ceneri e carbonio.

I FUNGHI PORCINI DI NOVEMBRE

Non capita tutti gli anni, ma visti i recenti cambiamenti climatici (leggi anche ‘Funghi e Clima, I Cambiamenti Climatici ed i Funghi‘) anche questo mese può essere ancora annoverato come discretamente produttivo per i funghi porcini, anche nel Nordovest italiano tra Piemonte e Lombardia (meno al Nordest), almeno fino alla metà del mese.

Va da sé che al Nord, la Liguria, soprattutto nei versanti esposti ai tepori marittimi, possa ancora regalarci belle sorprese, purché non soffi teso e continuativamente il vento di Tramontana.

Questa non è una regola ferrea, ma nella media degli scenari è ancora possibile fare decorosi raccolti

In anni recenti quali il 2017 in Piemonte la stagione dei funghi Porcini si è conclusa prematuramente ancor prima di metà ottobre.

Nel 2014/2015 si concluse addirittura già a fine Settembre, a causa del freddo prematuro.

Viceversa nel 2018 gli ultimi funghi Porcini sono stati trovati il giorno dell’Immacolata al 12 dicembre, con una clamorosa buttata in pieno Novembre.

Per la ricerca dei funghi Porcini a novembre occorrerà adottare qualche accorgimento in più, rispetto ai precedenti mesi dell’anno

Il discrimine tra un bosco ancora produttivo ed uno già in riposo vegetativo è la presenza sulle chiome delle foglie perciò, qualora il clima lo consenta, non è una cattiva idea cercare i fungi Porcini tra le conifere di bassa quota, che ancora sono in grado di produrre la fotosintesi clorofilliana, o negli altri sempreverdi.

Se non lo sai, i sempreverdi sono gli alberi che durante l’inverno non perdono le foglie

Questi non sono molti e, conifere a parte, ti posso citare i Lecci (le Querce dei luoghi mediterranei), le Sughere, il Corbezzolo, il Cisto, l’Alloro, per intenderci arbusti o alberi che, insieme ad alcuni tipi di Pino, caratterizzano macchia o bosco mediterraneo.

FOGLIE SUGLI ALBERI E NASCITE DEI FUNGHI PORCINI

Se sulle chiome degli alberi vi è sufficiente quantità di foglie ancora verdi, vuol dire che i miceli possono ancora rimanere attivi con il loro prezioso scambio di sostanze nutritive con gli alberi ospitanti.

Viceversa, se le chiome degli alberi risulteranno spoglie, allora sarà del tutto improbabile, se non impossibile, che qualche fungo Porcino possa ancora nascere.

In presenza di fogliame che si attarda sugli alberi, sul versante padano, e nei primi tratti vallivi alpini, soprattutto oltre la metà del mese, i funghi diverranno sporadici e quasi esclusivamente relegati a substrati piuttosto spessi di foglie/aghi, a ridosso di rocce o tronchi, e nei canaloni riparati di boschi per lo più termofili.

Questo perché le temperature cominciano davvero ad essere avverse x le nascite, che rimarranno possibili solo dove il terreno è in grado di mantenere un minimo di calore.

Dovremo dunque dedurre che divenga pressoché inutile andare a cercare funghi Porcini in versanti in ombra, preferendo costoni ben soleggiati rivolti ad Ovest o a mezzogiorno.

DOVE CERCARE I FUNGHI PORCINI A NOVEMBRE

Ad inizio mese i Boletus edulis potranno essere rinvenuti ancora fino attorno ai 1000 mt, non oltre i 6/700m entro la fine del mese, ma in entrambi i casi bisognerà necessariamente individuare zone di bosco in cui gli alberi abbiano ancora una modica quantità di foglie verdi.

Considerato che il Nordest è meno riparato dalla barriera alpina alle prime incursioni rigide invernali, è più probabile che qualche ritrovamento di Porcini edulis lo si possa ancora fare al Nordovest, piuttosto che nel Triveneto.

In Pianura Padana, in presenza di fogliame sugli alberi, Porcini edulis si potranno trovare tra le Querce assolate e rade a margine delle steppe erbose delle alte pianure o pre-fluviali, magari anche in presenza di Betulle.

Questo habitat potrebbe, quasi a sorpresa, regalare qualche bel ritrovamento in più nel mese di ottobre ma la fruttificazione di Porcini edulis in Pianura Padana, tra ottobre e novembre, è strettamente legata all’andamento climatico perciò, potrebbe risultare ricca, così come del tutto assente.

Se il clima lo consente, il Castagno e le faggete di collina (dove presenti), potranno dare ancora qualche piccola soddisfazione, senza dimenticarsi di cercare tra le conifere, in primis Pino Nero e Pino Strobo.

Oltre la metà del mese i Porcini diverranno decisamente più sporadici fino a divenire rari o del tutto assenti e chiudere la stagione.

PORCINI ESTIVI A NOVEMBRE

I Porcini estivi (B. reticulatus/aestivalis) saranno anch’essi già scomparsi da un pezzo, in tutto il nord-ovest, con rare e fugaci apparizioni soltanto nei castagneti e basse faggete miste a Farnia e Cerro dell’Appennino ligure e comunque, non oltre alle quote collinari.

Risulteranno invece ancora ben presenti tra Centro e Sud Italia, pur andando anche loro scemando.

Ritrovamenti si potranno ancora fare dal livello del mare ai colli in assenza di venti freddi e secchi di Tramontana-Levante-Maestrale e di nevicate precoci. Naturalmente le fruttificazioni saranno maggiori lungo i litorali rispetto alle zone interne.

Qualche esemplare di Porcino rosso (in Liguria detto Bertone) (B.pinophilus) si potrà ancora trovare tra i Castagni di bassa quota al Nordovest italiano, tra Piemonte, Lombardia e Liguria.

Meglio cercare i Porcini Rossi tra i Pini a due aghi o intorno al ginepro, su terreni mediamente erbati o tra le Eriche

Porcini rossi o pinophilus
Porcini rossi o pinophilus in bosco di Castagno raccolti a Novembre 2018-foto: Angelo Giovinazzo

Fino alla metà del mese circa, ma la distribuzione dipenderà essenzialmente dall’andamento climatico, freddo/vento/gelo/neve, qualche bel esemplare, anche di buona stazza, si potrà ancora rinvenire qua e là, ma non oltre gli 800 metri.

Rimane invece ancora aperta la stagione dei Porcini Neri al Centro-Sud Italia, con maggior frequenza al Sud, e nascite in esaurimento al Centro.

I Boletus aereus, si potranno ancora trovare nella macchia litoranea della Liguria, anche in boschi mediterranei sotto Leccio, Ginestre, Eriche, Corbezzolo e Sughere tra Sardegna e Sud Italia.

Più sporadici sotto Rovere, Roverella, Cerro e Farnia, ancor meno nel Castagno e non oltre i 500/600 mt entro metà mese, soltanto al di sotto dei 400 mt entro fine mese.

Anche per questo tipo di fungo Porcino, la fruttificazione è soggetta esclusivamente al tipo di clima che avrà in serbo l’autunno e l’imminente inverno.

Essenziale è che non vi siano rigidi venti secchi, assenza di siccità e di nevicate/brinate.

Con clima umido oceanico fresco ma non gelido e con piogge frequenti, alternate a giornate ben soleggiate, con neve relegata oltre i 1200 mt, i funghi Porcini potranno risultare ancora ben presenti tra macchia e bosco mediterraneo al Centro-Sud Italia, anche durante l’imminente mese di dicembre.

I FUNGHI PORCINI DI DICEMBRE

Dicembre? Vi sembro matto eh?

Porcini edulis
Porcini edulis raccolti il 12/12/2018 in bosco misto Pino+Quercia. Foto: Angelo Giovinazzo

In realtà non del tutto, anzi, come già accennato, la presenza di funghi Porcini anche nel mese di dicembre è legata mani e piedi all’andamento climatico.

Complici i recenti cambiamenti climatici, si corre sempre più spesso il rischio di poter trovare qualche fungo Porcino anche in pieno dicembre.

E non solo i Porcini Neri della macchia mediterranea, ma anche le altre due varietà di Porcini, Bianchi (B. edulis) e Rossi (B. pinophilus).

Puoi scoprire dove, come e quando trovare ancora funghi Porcini (e altri funghi invernali) tra dicembre e l’inverno, leggendo questo articolo:

ANDAR PER FUNGHI IN INVERNO – I FUNGHI INVERNALI

Il calendario dei funghi Porcini autunnali-invernali 

Fotogallery fungi Porcini autunnali-invernali

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