Il caldo uccide i funghi? Aggiornamento nascite funghi 13-06-2025

Aggiornamento nascite funghi 13-06-2025
Aggiornamento nascite funghi 13-06-2025 - Porcini rossi dell'alta Lombardia
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Il caldo uccide i funghi? Aggiornamento nascite funghi 13-06-2025

Dopo una primavera relativamente fresca e molto piovosa, la prima vera ondata di caldo africano inizia a preoccupare i cercatori di funghi.

I picchi oltre i 30 °C uccidono i funghi? Le nuove nascite sono rimandate a settembre?

Oppure ci sono ancora zone dove i funghi riescono a spuntare, nonostante la calura?


Aggiornamento nascite funghi – 13 giugno 2025 – Prima parte

aggiornamento nascite funghi 13-06-2025 Alfonso e Chiara
aggiornamento nascite funghi 13-06-2025 – I nostri Alfonso e Chiara e i loro bellissimi Porcini rossi del 12 giugno 2024

Il caldo uccide i funghi? Come reagiscono davvero durante le ondate di calore?

Tra le domande più gettonate del momento, una svetta su tutte:

“I Porcini, me li posso scordare fino a settembre?”

Una domanda un po’ pessimista, va detto, ma comprensibile.

Forse, a forza di allarmismi in tv e ansie da buttata, ci siamo dimenticati come si fa a guardare avanti con fiducia, senza fasciarsi la testa al primo colpo di caldo.

Viviamo tempi complicati, certo: socialmente, economicamente, politicamente e pure climaticamente. Ma non è la prima volta nella storia che affrontiamo crisi. E siamo sempre riusciti ad adattarci.

Dalle guerre mondiali al nazi-fascismo, dalle mafie a Tangentopoli, dall’austerity alle Brigate Rosse: ogni generazione ha avuto le sue difficoltà. Eppure siamo ancora qui. Lo stesso dovremmo imparare a fare oggi, anche nel modo in cui leggiamo la natura.

I funghi si adattano. Da sempre

I funghi esistevano ancor prima che i primi animali uscissero dall’acqua. Abitavano lande ostili, prive di materia organica, coperte da acque acide, e avvolte da un’atmosfera irrespirabile.

Eppure si sono adattati. Hanno trasformato il terreno e reso possibile la vita vegetale.

Davvero pensiamo che un’ondata di caldo a 30 °C possa metterli fuori gioco?

Certo, il caldo secco può rallentare o rimandare le nascite. Ma storicamente, anche in estate, i funghi non sono mai spariti del tutto. Anzi: spesso le bolle d’aria calda africana generano i temporali più intensi, proprio quelli che precedono le buttate più clamorose.

E poi, sono proprio gli eventi estremi — caldo, nubifragi, grandinate, gelo — a stimolare la schiusa delle spore dormienti, le cosiddette spore di resistenza, responsabili delle grandi buttate di Porcini.

Serve pazienza, ma anche conoscenza

Come spiegato nell’articolo precedente Porcini fuori dal letargo, all’inizio della stagione i miceli possono essere ancora stressati. Servono i primi carpofori (i funghi che raccogliamo), che producano spore.

Queste daranno origine a miceli primari, che, incontrandone altri, potranno formare miceli fertili e — in presenza delle giuste piogge — generare nuove nascite.

Più spore vengono rilasciate, più probabilità ci sono che si attivi un ciclo virtuoso. Questo vale anche per le spore di resistenza: se trovano un clima adatto, possono risvegliarsi e dare vita a buttate sorprendenti.

Negli ultimi anni abbiamo visto buttate molto intense, magari brevi ma improvvise. Ed è qui che sorge un’altra domanda classica, lanciata dalla nostra attivissima chat Telegram:

“Perché da un giorno all’altro non si trova più nulla?”

Capita spesso che una buttata duri pochi giorni, quasi come se fosse “programmata”. I funghi iniziano a nascere tutti insieme… e poi, d’improvviso, più nulla. Anche nei fondi recintati.

No, non è colpa degli alieni. E nemmeno del fungaiolo seriale invisibile.

La verità è semplice: quando le nascite sono indotte da eventi molto specifici (schiusa di spore di resistenza, o un ciclo ben delimitato), i nodi riproduttivi si attivano tutti insieme, e si esauriscono in pochi giorni.

Finito quel ciclo, si deve aspettare il successivo.

Per capirlo, basta pensare a un orto di lattughe: se hai 20 piantine, raccogli 5 il primo giorno, 10 il secondo, 5 il terzo… e al quarto non ne hai più. A meno che tu non abbia seminato nuovi semi mentre raccoglievi le prime.

E con i Porcini funziona nello stesso modo: più ne lasciamo sporulare, più possibilità avremo di future raccolte.

Rispettare i tempi (e i limiti) del bosco

Se nel bosco ci sono 100 nodi riproduttivi, e ciascuno produce 1, 2 o 3 Porcini… il totale sarà quello.

Rispettare i limiti di raccolta (1–3 kg a testa) non è solo una regola: è una garanzia che tutti possano godere della buttata.

Se invece arriva il classico “asso pigliatutto”… il gioco non è più bello per nessuno.

Quindi: il caldo uccide i funghi?

In linea generale: no.

Può rallentarli, rimandare le nascite o danneggiare i nodi riproduttivi superficiali, ma raramente li “uccide”.

Sono piuttosto il vento secco e l’assenza di umidità a compromettere lo sviluppo dei carpofori.

Il caldo può diventare un problema solo quando è accompagnato da vento, perché i nodi riproduttivi sono quasi sempre nello strato superficiale della lettiera. Se si disidratano, diventano sterili — e non basta una pioggia a riattivarli.

Invece, 35 °C con afa e sottobosco ombroso possono non essere così drammatici: spesso il calore non penetra a fondo nella rizosfera.

Più pericoloso è il vento: se penetra nella lettiera, asciuga tutto, micelio incluso.

E proprio in questo inizio stagione, il vento eccessivo ha impedito che l’avvio fosse davvero esplosivo, nonostante la tanta pioggia caduta.

Il vento — lo vedremo sempre di più — è il vero nemico. Quando masse d’aria calda e fredda si scontrano, il vento è inevitabile.

Ma niente panico: anche le bolle africane possono portare pioggia. E le buttate migliori nascono spesso… dove e quando meno te l’aspetti.

Chi non ricorda le bollate di Porcini Neri al centro Italia, generate proprio da queste dinamiche, negli ultimi anni?

Dove è piovuto negli ultimi giorni?

E soprattutto… com’è il livello di scimmia in Italia?

La scimmia del venerdì aggiornamento nascite funghi 13-06-2025
Scimmiaebbasta – La scimmia del venerdì – aggiornamento nascite funghi 13-06-2025

Perché, diciamocelo, le mappe meteo le leggiamo tutti, ma il vero indicatore dell’umore fungino nazionale è un altro: il livello di scimmia.

E mai come in questi giorni, con la calura improvvisa che si scontra con la speranza, la scimmia si è fatta bipolar… ehm, dinamica.

Ci sono regioni in cui la pioggia è caduta puntuale e ben distribuita, creando ottime premesse per nuove nascite — anche se i più pessimisti già parlano di “pausa estiva”.

Altrove, invece, il caldo e soprattutto il vento hanno interrotto sul nascere ogni possibile fruttificazione.

Ma andiamo con ordine e vediamo, zona per zona, come stanno davvero le cose.

Dove stanno nascendo (o nasceranno) i Porcini questa settimana?

Aggiornamento nascite funghi 13-06-2025 – Seconda parte

Al momento la situazione non è delle più rosee su gran parte della penisola, isole incluse.

Di buono c’è che il gran caldo africano sta finalmente svegliando i nostri monti dal lungo letargo invernale.

Fino alla scorsa settimana, i suoli d’alta quota erano ancora freddi, spesso fradici d’acqua. Le falde, prosciugate da stagioni siccitose, ora zampillano: segno che i boschi hanno finalmente bevuto.

Ora, però, la situazione sta rapidamente cambiando.


Il termometro del caldo? Il Monte Rosa

Nelle ultime due settimane il quadro climatico ha subito uno scossone. Il 30 maggio, sulla vetta del Monte Rosa si sono registrati +3,7 °C, e il giorno dopo addirittura una massima di +8,2 °C: un record per la primavera, nuovamente superato però il giorno 12 di giugno quando si sono toccati ben +9.3°C.

Per fare un confronto: nel 2024, il valore più alto dell’intero anno in vetta fu +9 °C, raggiunto solo il 10 agosto.

Questo ci ricorda che il riscaldamento globale non è un’invenzione degli ambientalisti, ma una realtà concreta. E le vette alpine sono i sensori più sensibili di questa febbre planetaria.

Anche il Monte Bianco ha ceduto al caldo: l’11 e 12 giugno, le temperature elevate hanno causato la fusione della neve persino sulla sua vetta.

Tutti questi dati li aggiorniamo ogni giorno nella nostra pagina Meteo & Funghi, proprio perché raccontano — senza filtri — lo stato di salute dell’ambiente e ci servono per capire se la percezione di caldo sia reale o dovuta all’effetto isola di calore delle nostre città.

In questo caso è caldo vero, a tutte le quote altimetriche, con gli Anticicloni africani che non perdonano.


E i funghi, intanto?

Questo caldo anomalo, unito alle piogge pregresse, non farà male ai funghi di montagna, almeno dove il vento non ha soffiato con troppa insistenza.

La natura si sta risvegliando in fretta.

Molti si chiedono: “Che fine hanno fatto i rossi?”

Parliamo dei Porcini pinophilus, ancora grandi assenti nonostante il fresco e la pioggia delle scorse settimane.

Probabilmente i loro miceli hanno lavorato sottotraccia, rafforzando la rete, sistemando le fondamenta prima di far comparire i figli (i carpofori).

Solo ora, con i primi caldi più stabili, le propaggini fertili possono spingersi in superficie.

Abbiamo seguito con attenzione le difficoltà della Liguria, dove l’eccesso di pioggia fredda ha bloccato ogni nascita, dalla costa ai monti.

Ora però la musica è cambiata: i suoli sono ancora umidi ma non più zuppi, e le temperature in salita consentono un lieve riscaldamento anche del terreno.

Il problema principale resta sempre lui: il vento.

Finché l’atmosfera non si calma e l’aria calda non conquista con continuità anche le alte quote, ci saranno contrasti termici tali da generare brezze continue: di giorno la brezza di valle, di notte quella di monte.

E su tutto, la spinta dei venti da ovest-sudovest (Libeccio), trasportati dalle gocce fredde iberiche. Un bel pasticcio.


Sud Italia

Situazione magra, diciamolo.

Giugno è stato avaro di piogge. Solo qualche debole scroscio sul Reggino e sul Pollino l’11 giugno, più un rovescio tra Aquilano e Chietino il giorno 12.

Per il resto: caldo, vento e secco.

In queste condizioni, la scimmia resta in letargo, all’ombra dell’ombrellone o in poltrona con l’aria condizionata accesa.

Le uniche speranze sono riposte nei boschi montani più alti e freschi: Aspromonte, Pollino, Majella occidentale, Sirente-Velino.

Altrove, nulla da fare per ora.


Centro Italia

Anche qui, scimmia in relax. Al mare si sta meglio.

Chi può, si goda un po’ di sole. Chi non può, approfitti per colmare eventuali lacune micologiche.

Su Funghimagazine trovate oltre 100 specie recensite nell’Atlante dei Funghi, tutte studiate, osservate, e documentate con foto e schede dettagliate.

E ricordatevi della casella “Cerca” in alto sul sito: basta scrivere una parola chiave, e troverete tutti gli articoli correlati.

Non morde, giuro!

E per chi vuole l’elenco completo degli articoli, c’è la Mappa del Sito – Articoli, ordinata per categorie e per titolo.

Insomma, il modo per restare aggiornati e preparati c’è — anche quando i funghi latitano.

E le nascite?

Anche qui, venti caldi e secchi hanno azzerato le probabilità di nascite imminenti.

Qualcosa potrebbe tuttavia nascere ancora:

  • Tra Abruzzo e Frusinate, in versanti sottovento (esposti a est), dentro forre e valloni freschi e riparati.

  • Sabina nord e confine umbro, solo in boschi infossati non colpiti dal vento.

  • Toscana settentrionale: passata da piogge abbondanti a secco teso e continuo. La regola è sempre la stessa: cercare versanti sottovento, umidi e protetti.

I Finferli si fanno già vedere nelle zone più umide.

I primi Porcini estivi iniziano a spuntare, ma solo in boschi misti ben ombreggiati. I querceti collinari sono troppo caldi e secchi.

Umbria e Marche: ferme. Qualcosa si può ancora trovare in montagna, in versanti freschi e ombrosi. Ma è tutto molto marginale.


Nord Italia

Qui, finalmente, scimmia in fermento.

Il caldo si fa sentire, ma le previsioni indicano un suo rallentamento. Potrebbero arrivare rovesci sulle Alpi nel weekend. E soprattutto: i suoli non sono più freddi.

Situazione molto variabile:

  • Su alcuni versanti sud-ovest, secco da settimane e vento continuo.

  • Su versanti nord-est, invece, ancora freschi e bagnati.

Serve conoscenza del territorio: la geografia è fondamentale per trovare i boschi giusti.

Liguria di Ponente

Prime nascite timide di Porcini, Finferli e altri primaverili.

Ma siamo agli albori: fruttificano solo miceli vecchi. Le spore nuove non sono ancora scattate.

Piemonte sud-occidentale (confine ligure-cuneese)

Qualche Porcino nei fondi più caldi, Finferli in zone umide.

Serve pazienza, ma qualcosa si muove.

Alto Astigiano, Alessandrino, Pavese

Discrete piogge, ma il vento ha annullato tutto. Ora il gran caldo non aiuta.

Collina torinese

Ultimi Porcini estivi, ma la mini buttata è agli sgoccioli.

Chi trova solo funghi adulti, sa già che siamo a fine corsa.

Emilia Romagna

Niente da fare. Il vento ha fatto piazza pulita, e il caldo ha completato l’opera.

Valli alpine e prealpine

Nei versanti sottovento (Valle d’Aosta, alto Piemonte, Lombardia interna, Trentino), resistono i Porcini estivi alle quote medio-basse e arrivano i primi Boletus edulis o Boletus pinophilus in alta montagna.

A fine articolo le belle immagini dei ritrovamenti di Porcini rossi (Boletus pinophilus) del 12 giugno 2025 in alta Lombardia dei nostri Alfonso & Chiara.

I Finferli iniziano a spuntare in bassa-media montagna, dove il vento caldo non li fa seccare troppo rapidamente.

I faggi ora hanno già le faggiole (in foto), e i castagni sono in piena fioritura: tutto pronto per le nascite estive.

aggiornamento nascite funghi 13-06-2025 i frutti del faggio
Aggiornamento nascite funghi 13-06-2025 – Le faggiole sono i frutti del faggio

Triveneto

Colpito da temporali violenti e grandinate (vedi supercella a Montebelluna-Treviso).

Questi eventi stimolano le spore di resistenza, ma servono stabilità atmosferica per innescare una vera buttata.


Conclusione e Previsioni Meteo

Aggiornamento nascite funghi 13-06-2025 – Ultima parte

Uno sguardo ai modelli matematici per i prossimi giorni:

  • L’Anticiclone africano inizierà a ritirarsi domenica, portando rovesci sulle Alpi e sulla pianura a nord del Po.

  • Liguria e Sicilia resteranno calde ancora per poco, mentre la Sardegna continuerà a soffrire il caldo torrido.

  • A metà settimana è atteso uno sbuffo fresco in quota, che potrebbe generare qualche temporale — forse anche lungo le coste joniche.

  • Segnali di arretramento della bolla calda anche in Liguria di Levante.

Forse, nel weekend successivo, ci sarà un peggioramento più strutturato.

Ma per ora… restiamo con le antenne dritte e il cestino pronto.

Fotogallery Aggiornamento nascite funghi 13-06-2025

Aggiornamento nascite funghi 13-06-2025
Aggiornamento nascite funghi 13-06-2025 – Boletus pinophilus
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Aggiornamento nascite funghi 13-06-2025 – Boletus pinophilus
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Aggiornamento nascite funghi 13-06-2025 – Boletus pinophilus
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Aggiornamento nascite funghi 13-06-2025 – Boletus pinphilus lombardi
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Aggiornamento nascite funghi 13-06-2025 – La nostra Chiara con i Porcini rossi lombardi
Aggiornamento nascite funghi 13-06-2025
Aggiornamento nascite funghi 13-06-2025 – Boletus pinophilus

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Last Updated on 22/02/2026 by Redazione FM

Questo articolo ha 6 commenti

  1. enrico

    Sempre molto interessanti i tuoi articoli, grazie!! Una precisazione, dove reperisci i dati sulla temperatura Monte Rosa? Ho cercato quelli disponibili della stazione meteorologica di Capanna Margherita ma sono parecchio diversi dai tuoi.

  2. Maria Leto (Mary chat Funghimagazine)

    Come sempre 👏👏👏👏👏👏👏

    1. Redazione FM

      😊🔥🔥 Grazie mille Mary 💖

  3. Roberto

    Grazie per la puntuale panoramica sul mondo fungino.
    Per uno come me che non ha vissuto in zone di cultura fungina e non ha avuto la fortuna di avere nonni fungaioli è di fondamentale importanza per scoprire i segreti di questo mondo affascinante.

    1. Redazione FM

      Ciao Roberto, che piacere leggere le tue parole! Ci fa davvero piacere sapere che, anche senza aver avuto figure fungine in famiglia, hai scelto noi per scoprire questo mondo affascinante. È proprio per persone come te che vale la pena condividere conoscenze ed esperienze. Grazie di cuore! 💖💖🔥👊🍄🍄

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Angelo Giovinazzo

Divulgatore scientifico e studioso di Scienze Naturali, appassionato di Micologia, Geografia e Geologia. Dopo un’esperienza come redattore meteo, nel 2018 ha fondato Funghimagazine.it, oggi punto di riferimento per migliaia di appassionati. È autore di L’Arte di Cercare Funghi, edito da Newton Compton Editori (10/10/2025).