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Amanita phalloides – Amanita falloide – Funghi velenosi

Fungo velenoso-mortale responsabile del maggior numero di casi di avvelenamento mortale, l’Amanita falloide finisce spesso nei nostri cesti per negligenza e poca attenzione. Curiosità e note su di un fungo da temere

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Amanita phalloides (Vaill. Ex Fr. : Fr).) Link. 1833

Divisione:Basidiomycota
Classe:Basidiomycetes
Ordine:Agaricales
Famiglia:Amanitaceae
Genere:Amanita 
Specie:A. phalloides
Nome comune:Amanita falloide, Tignosa verdognola
Tipo nutrimento:Simbionte – micorrizico
Periodo vegetativo:dai primi caldi primaverili-estivi a fine autunno se ancora caldo
Commestibilità o Tossicità:Velenoso mortale

Habitat – Ecologia:

É un fungo comune e ben distribuito in tutta Italia. Vegeta dai boschi planiziali ai monti, preferibilmente tra le latifoglie, ma lo si può trovare anche tra le conifere. Può capitare di incontrarlo con gran facilità nei boschi umidi di pianura, così come tra i boschi fitti e caldi di collina, diventa meno presente in montagna, più raro in alta montagna.
Ai boschi radi e ben soleggiati preferisce boschi fitti e caldi, anche in ambiente mediterraneo o in ambiente termofilo.

Alberi simbionti:

Querce (tutte le specie), Castagno, Carpino, Nocciolo, Macchia mediterranea. Poco comune tra Pini ed Abeti e nei Faggi.

Come riconoscerlo:

Nella scala dei colori del web, non esiste un colore che possa definire i cromatismi di questo fungo che si presenta con il classico aspetto delle amanite, ovvero con un cappello divisibile dal gambo, gambo con anello e volva alla base.
Il cappello di norma è di colore verdastro-giallognolo-bianchiccio con sfumature di colore verde oliva, intense al centro del cappello e più sfumate e spesso tendenti al giallognolo-bianchiccio in periferia. Sporadicamente può presentarsi però anche in colore completamente giallognolo, completamente verdastro o completamente bianchiccio, nonché anche completamente bianca se in forma albina.
Il gambo e l’anello sono di colore bianco, a volte con sfumature, zebrature o screziature dello stesso colore del cappello, mentre la volva basale è totalmente bianca. Quest’ultima ha forma di uovo con base più larga rispetto all’apice.
Allo stadio di ovolo può finire nei nostri cesti perché confuso con l’ovolo di una Amanita cæsarea, o addirittura perché irresponsabilmente si è creduto di raccogliere un esemplare immaturo di un fungo Porcino ancora chiuso su se stesso e piccino, ma era un ovolo di Amanita cresciuto in mezzo ad una colonia di Boleti

Note:

In Italia è vietato raccogliere Amantia cæsarea allo stato di ovolo chiuso, così come pure di funghi Porcini immaturi, sia perché il primordio potrebbe essere confuso con quello di alcune Amanite tossiche/velenose, sia perché la raccolta di funghi immaturi impedisce la produzione e lo spargimento delle spore, senza le quali si esaurirebbe rapidamente la colonia fungina con cessazione delle nascite.
L’Amanita phalloides può essere confusa con molte altre specie di Amanita, perciò, si raccomanda di raccogliere funghi di questa specie soltanto se si è ben sicuri di ciò che si sta facendo, se si ha ottima conoscenza dei funghi, avendo seguìto un corso di micologia. Mai improvvisarsi sperimentatori perché la sperimentazione potrebbe essere fatale. Attenzione poi perché, se privata di volva da eventi atmosferici o dal pasto di una lumaca, potrebbe facilmente esser confusa per un primordio di alcune russule, tricholomi o altri funghi lamellari.
Mai affidarsi a vecchie credenze o dicerie: è assolutamente falso che un fungo, se mangiato dalle lumache, può essere mangiato anche dall’uomo. Le lumache non posseggono un fegato, l’uomo sì, ed il veleno dei funghi velenosi, in primis dell’Amanita phalloides, distrugge il nostro fegato portandoci in brevissimo tempo alla morte.

Di seguito la fotogallery di Amanita phalloides

Fotogallery di Amanita phalloides / Amanita falloide

ATTENZIONE:

Le immagini e le informazioni riportate su funghimagazine.it sono puramente indicative e non possono sostituire l’accertamento effettuato da un professionista. 

NON AFFIDARTI MAI completamente ad una guida on-line o a libri di testo per il riconoscimento di una nuova specie fungina mai raccolta prima, a meno che tu non abbia competenze tecniche micologiche.
Guide, manuali ed articoli descrittivi hanno solo e soltanto scopo didattico.
Esistono centri specializzati presso le ASL (Ispettorati Micologici) o presso le Associazioni Micologiche che sono preposti per il riconoscimento e l’accertamento della commestibilità dei funghi. ‼
ISPETTORATI MICOLOGICI IN ITALIA


PRIMA DI CONSUMARE FUNGHI A TE SCONOSCIUTI, TI RACCOMANDO DI RIVOLGERTI PER IL RICONOSCIMENTO AD UNA ASL, OPPURE AD UNA DELLE TANTE ASSOCIAZIONI MICOLOGICHE

Puoi cercare l’associazione Micologica più vicina a te consultando il sito A.M.B. Associazione Micologica Bresadola, la più antica d’Italia che coordina la gran parte delle Associazioni Micologiche locali.

Oppure puoi consultare il sito A.M.I.N.T Associazione Micologica Italiana Naturalistica Telematica, infine, puoi consultare il sito Nuovamicologia.eu-Associazioni Micologiche Italiane.

Se ritieni che questa guida non sia sufficientemente esaustiva, oppure se hai altre curiosità, potrai scrivermi o puoi lasciare un commento a fondo pagina.

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