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Craterellus lutescens già Cantharellus lutescens o Finferla

Craterellus lutescens ex Cantharellus lutescens o Finferla. Si tratta di un ottimo fungo commestibile, abbastanza minuto dall’aspetto imbutiforme, di colore, tendenzialmente giallo-oro-aranciato, con parte interna dell’imbuto di colore che può variare dal beige-nocciola al marrone scuro bruno

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Craterellus lutescens già Cantharellus lutescens – Finferla

Ultima revisione scheda: Maggio 2021

Craterellus lutescens (Fr.) Fr. 1838

Divisione:Basidiomycota
Classe:Agaricomycetes
Ordine:Cantharellales
Famiglia:Cantharellaceae → già Hydnaceae
Genere:Craterellus
Specie:Craterellus lutescens
Nome comune:Finferla, Fiammiferino. Tradotto da altre lingue suona: Cibo Giallo, Gallinaccio profumato, Serpente dal gambo dorato, Fungo Brunastro
Nomi obsoleti:Cantharellus lutescens, Cantharellus xanthopus, Cantharellus aurora
Tipo nutrimento:Simbionte-micorrizico
Periodo vegetativo:Da Giugno a Ottobre ma a volte può ritardare la prima comparsa, in assenza di piogge fredde e clima caldo-secco persistente
Commestibilità o Tossicità:Ottimo commestibile, molto profumato

CRATERELLUS LUTESCENS [ex Cantharellus lutescens] o FINFERLA

In molti testi è ancora riportato con la vecchia nomenclatura di Cantharellus lutescens ma, aggiornato al mese di Maggio 2021 l’esatta classificazione è CRATERELLUS. Modificata anche la famiglia di appartenenza, non più Cantharellaceae ma bensì: Hydnaceae. [Fonte: Index Fungorum]

VARIETA’ E SPECIE

  • Craterellus lutescens (Fr.) Fr. 1838
  • Craterellus lutescens f. citrinosulphureus Blanco-Dios & Tomé-Ort. 2011
  • Craterellus lutescens f. luteocomus (H.E. Bigelow) Eyssart. 2011
  • Craterellus lutescens f. lutescens (Fr.) Fr. 1838
  • Craterellus lutescens f. niveipes (Schild & Wäfler) Blanco-Dios 2011
  • Craterellus lutescens var. albidus (Bon & Pacaud) Vila 2006
  • Craterellus lutescens var. albidus (Bon & Pacaud) Blanco-Dios 2011
  • Craterellus lutescens var. bisporus (Bertault) Blanco-Dios 2011
  • Craterellus lutescens var. crocatus Sacc. 1888
  • Craterellus lutescens var. lutescens (Fr.) Fr. 1838
  • Craterellus lutescens var. niveipes (Schild & Wäfler) Vila 2006

NOMI INTERNAZIONALI

Etimologia

Il suo nome scientifico deriva dal latino lutescens = di colore tendente al giallo.

Come riconoscerlo

Si tratta di un fungo abbastanza minuto dall’aspetto imbutiforme, di colore, come dice il suo nome latino, tendenzialmente giallo-aranciato, ma con la parte interna dell’imbuto di colore che può variare dal beige-nocciola al marrone scuro brunato.

Somiglia per intenderci al classico Galletto/Gallinaccio/Cantarello/Finferlo, ma si presenta in forma meno carnosa e soprattutto dalla consistenza assai più leggera.

Se qualcuno dovesse dirti: ‘ho trovati dei funghi a gruppi, simili ai Galletti ma più esili e di colore più aranciato’, allora potrebbe trattarsi proprio di loro.

SEGNI DISTINTIVI

Cappello membranaceo, convesso ombelicato, espanso e imbutiforme con orlo spiovente, fibrilloso, increspato o anche frangiato. Di solito di dimensioni abbastanza minute, ma in presenza di molta umidità può arrivare a raggiungere e superare di poco i 5 cm, per 4/8 cm di altezza. Il colore di solito è marroncino, o anche marroncino-aranciato, screziato con rigature più chiare o scure.

E’ un fungo Gimnocarpo nudo, ha l’imenio (parte fertile) non racchiuso in un ricettacolo. Massa delle spore di colore bianco.

Provvisto di pseudolamelle simili a rughe, disposte sotto al cappello, di colore giallognolo-aranciato. Decorrenti sulla parte apicale del gambo.

Il gambo sovente irregolare con anche solchi. Di colore giallo con tutte le sue sfumature, fino ad arrivare all’arancio scuro.

Carne tenace gialla dall’intenso ottimo profumo fruttato. Alcuni descrivono il suo odore come profumo di prugne, gusto leggermente dolciastro.

Quando crescono / quando cercarli

Da fine estate a tutto l’autunno, fino a inverno inoltrato, finché non inizierà a cadere spesso la neve e a brinare frequentemente di notte.

Si tratta di un fungo tipicamente autunnale che ama il fresco e l’umidità costante.

Si adatta facilmente al freddo pungente dell’inverno, purché questo non sia persistente, e non è raro, soprattutto alla luce dei recenti cambiamenti climatici, poterlo trovare anche in pieno Gennaio se il clima non risulta troppo rigido e secco.

E’ uno dei pochi funghi commestibili di un certo pregio che risulta ancora abbondante ad inizio inverno, e non è insolito trovarlo sui banchi di vendita dal verduriere, fino a inverno inoltrato.

Personalmente mi è capitato di trovarlo anche durante il mese di Febbraio, durante un inverno poco rigido ma soprattutto con assenza di nevicate a bassa quota e piogge frequenti.

Il loro habitat, dove cercali

I Fiammiferini o Finferle sono funghi che amano l’umido.

Non sopportano i luoghi asciutti e men che meno la siccità, preferiscono il freddo al caldo.

Il loro ambiente ideale è il bosco di Conifere caratterizzato prevalentemente da Pini.

Risulta assai comune tra i Pini a due aghi (ad ago lungo) quali il Pino nero, il Pino silvestre o cembra (Cirmolo), il Pino domestico/marittimo o Pino d’Aleppo, ma anche il Pino strobo, meno comune tra gli Abeti, salvo nel Triveneto dove cresce abbondante anche nelle abetaie, comune persino tra i Ginepri.

Si può rinvenire, ma con minor frequenza, anche in boschi di Faggio con suoli acidi, perciò non può coesistere con le Trombette dei Morti.

Nel resto d’Europa è diffuso soprattutto nei boschi di Conifere del centro-nord Europa, quindi poco comune nel Sud Europa, salvo sulle Alpi ed Appennino centro-settentrionale.

Molto diffuso anche in Nord America.

L’habitat ideale

Piccoli avvallamenti, piccole conche umide, zone con ricca presenza di muschio tra i Pini dove si deposita maggiormente l’acqua piovana che giunge da vicine elevazioni.

I piccoli avvallamenti sono ideali perché, le pareti della conca riparano dal vento secco, mantenendo un microclima umido che, può esser ben alimentato dalle brinate notturne, pur in assenza di recenti piogge.

Le Lutescens / Finferle crescono a gruppi di molti individui gregari, raggruppati tra loro in un unico cespo, oppure distribuiti su tanti piccoli cespi ravvicinati e, meno frequentemente, a singoli esemplari distribuiti però in maniera ravvicinata.

Non è infrequente trovarsi di fronte tappeti di questi funghetti giallo-arancio che si fanno spazio tra il marrone degli aghi di pino o nel verde del muschio.

Curiosità

Le Lutescens sono tra i funghi preferiti dai caprioli

Ricchi di sali minerali e zuccheri, dal profumo fruttato molto intenso, costituiscono un gradito pasto per molti animali selvatici, soprattutto per i caprioli che ne vanno ghiotti e che li divorano radendoli al suolo.

Craterellus lutescens
Finferle rase al suolo dopo il lauto pasto dei caprioli

Se in un bosco ti capita di vedere tanti piccoli gambetti di colore giallo-arancio, ma non scorgi alcun cappello-imbuto, allora lì ha piacevolmente pasteggiato un capriolo.

Caratteristiche e commestibilità

Il Craterellus lutescens o fiammiferino / finferla di solito non supera in altezza i 5 cm, ma con molta umidità e fresco prevalente può raggiungere anche gli 8 cm di altezza e di diametro del cappello.

Più il suo habitat è umido e, tanto maggiore sarà la dimensione che raggiungerà questo fungo, sia in altezza che in larghezza.

E’ un fungo imbutiforme con cappello submembranoso inizialmente convesso ombelicato, poi espanso con imbuto sempre più pronunciato negli esemplari adulti, di colore che può variare dall’ocra al bruno con tutte le sfumature di nocciola-marrone.

In presenza di forte umidità il cappello diventa molto carnoso, sinuoso, con margine crespo e colore fortemente marrone-oro con venature scure su sfondo giallo-rossiccio.

Ha un gambo ad imbuto che risulta stretto alla base e più largo dove si forma il cappello, di colore giallo vivo, tendente al giallo limone in presenza di molta umidità, al giallo-oro o arancio in presenza di clima secco.

Il gambo risulta per lo più cavo e poco carnoso oltre che liscio e leggero.

Il suo imenoforo da giovane risulta liscio, ma col passare dei giorni si formano venature più o meno spesse che decorrono dal gambo e che spesso possono risultare anche ramificate di un tenue colore giallo con clima umido, ma anche rosato-aranciato con clima secco.

Ottimo commestibile

Ha un gradevole odore fruttato che ricorda vagamente l’odore del Galletto, ma con l’aggiunta di dolci fragranze di frutta

Grazie a questo intenso odore aromatico-fruttato, il fiammiferino o Finferla, è assai adatto per la preparazione di ottime frittate o di torte pasqualine con mix di funghi.

Dopo averlo raccolto e trasportato a casa in auto, il suo profumo in auto rimarrà intatto per un paio di giorni.

Adatto anche per composte / umidi di funghi misti.

Il suo intenso sapore si preserva anche durante l’essiccazione e, una volta essiccato, lo si può consumare sia intero da secco o polverizzato, che facendolo leggermente rinvenire con acqua tiepida.

Da fresco si può conservare anche surgelato, avendo però cura di fare una pre-bollitura prima di porlo in apposite vaschette da congelatore.

La pre-bollitura è necessaria perché, così come per i Galletti, se surgelato da crudo, potrebbe acquisire un leggero sapore amarognolo.

Specie simili

Cantharellus tubaeformis o Finferla scura

Cantharellus tubaeformis
Cantharellus tubaeformis o Finferla scura – foto: Angelo Giovinazzo

Il Craterellus lutescens, molto spesso, può esser facilmente confuso con Cantharellus tubaeformis, altrettanto commestibile, ma meno profumato e meno pregiato

La differenza sostanziale tra le Finferle / lutescens e le tubaeformis sta nel fatto che quest’ultimi hanno un colore meno vivace, meno giallo ma più marroncino-olivaceo-grigiastro-nocciola, uniforme e mai aranciato.

Si differenziano dalle lutescens anche per la presenza sull’imenio di lamelle più pronunciate e distanti tra loro, di un colore leggermente più giallognolo rispetto al marroncino dell’imbuto.

Le Finferle scure fruttificano a gruppi, in ambienti molto umidi, tra muschi, erbe, vicino all’acqua, ma anche tra aghi di Abete bianco o Abete rosso e le acide lettiere decomposte di foglie di Faggio, talvolta anche di Castagno.

Sono buoni commestibili dall’altrettanto sapore dolciastro, ma senza il caratteristico odore fruttato che contraddistingue le Finferle / lutescens.

Foto di Cantharellus tubaeformis o Finferle scure

Cantharellus tubaeformis
Cantharellus tubaeformis – foto: Angelo Giovinazzo
Cantharellus tubaeformis
Cantharellus tubaeformis – foto: Angelo Giovinazzo
Cantharellus tubaeformis
Cantharellus tubaeformis


Craterellus cornucopioides

Trombette dei Morti
Trombette dei Morti della Liguria. Foto: Matteo Fungomatto Genova

O Trombette dei Morti, somigliano alle lutescens soltanto per la forma imbutiforme.

Queste hanno però un colore che varia dal grigio-rosato al nero, che difficilmente potrebbe venir confuso con il colore giallo-oro-aranciato delle Finferle.

Puoi scoprire le Trombette dei Morti in questa mia guida monotematica.


Cantharellus melanoxeros

Sono a tutti gli effetti dei Galletti / Gallinacci, abbastanza rari che fruttificano tra i Cerri (Quercus cerris) o i Faggi.

Di colore giallognolo ma con pliche / lamelle ben evidenti, anastomosate e forcate di colore giallo-grigiastro, con gradevole odore fruttato e sapore dolciastro.

La caratteristica peculiare di questo fungo è la tendenza della carne ad annerire alla pressione-contusione o negli esemplari invecchiati.

Foto di Cantharellus melanoxeros

Cantherellus melanoxeros
Cantherellus melanoxeros da funghiteramani.bogspot
Cantharellus melanoxeros
Cantharellus melanoxeros da funghiteramani.blogspot
Ritorniamo quindi a bomba a quanto scritto in apertura, dove ti spiegavo l'importanza vitale del NON 'ravanare' 'rovistare' 'rastrellare' nella lettiera e NON pestare eccessivamente il micelio perché tutte queste operazioni MODIFICANO IRRIMEDIABILMENTE il pH del terreno, cambiando radicalmente le condizioni ambientali di una colonia fungina, che potrebbe non solo smettere temporaneamente di produrre funghi (soprattutto Porcini) ma anche deperire fino a morire ed esinguersi definitivamente. Troppo spesso girovaghiamo per i boschi senza aver la ben che minima idea di quali conseguenze possono avere i nostri gesti sulla natura ed in particolar modo sui boschi e sulle colonie fungine. Quando alcuni cercatori di funghi un po' troppo 'ingordi', 'avidi' ed 'insaziabili' di funghi si lamentano per via di leggi, a loro dire troppo restrittive o 'inutili', c'è sempre dietro una ignoranza di fondo che li porta ad anteporre sempre il proprio egoismo e necessità, a quelle che sono invece le reali necessità della natura. Ecco così che si giustificano ampiamente i temporanei divieti di raccolta che in molte regioni d'Italia, vietano di raccoglier funghi per esempio nei giorni pari o dispari, di notte, quando non ci sono le condizioni di luce ideali per non far troppi danni alla lettiera, o altri divieti apparentemente impopolari. Ciò detto, anche per le regioni del Centro e Sud Italia (isole incluse), possiamo ora attenderci ancora buone nascite di funghi Porcini, con la regola ferrea che, finita una buttata di funghi, dovranno passare almeno una quindicina di giorni (sperando che nel frattempo piova almeno un paio di volte o che non vi sia troppa siccità) perché possa partire il prossimo ciclo riproduttivo (da tutti noto come 'buttata'). C'è chi, e sono stati in tantissimi, in questi giorni passati si è lamentato anche via email dicendomi che in molte zone del Lazio andar per boschi era come camminare per Via Condotti o tra la Borgognona e la Frattina. In fin dei conti è diritto di tutti poter andare in giro per boschi e, se in possesso di un regolare permesso di raccolta, tentare la fortuna di poter portare a casa il necessario per un buon piatto di taglioni ai funghi, meglio se Porcini. Altra cosa è se i boschi vengono presi d'assalto da cercatori di funghi improvvisati, e privi di permesso, che non sanno distinguere un fungo Porcino da un Boletus Satanas o altro Boleto tossico tipico del bosco Termofilo, quando non addirittura da una mortale Amanita phalloides. Anche in questo caso il vero problema sta, ancora una volta, nell'assenza di senso civico di molti tra noi italiani, e quindi dalla mancanza di adeguati controlli, necessari quando il senso civico e la responsabilità civile risultano latitanti. Non posso quindi condannare chi parte in pompa magna all'arrembaggio, alla ricerca di funghi, quanto chi lo fa in maniera irresponsabile e senza avere la minima formazione ed informazione. Per questo noi di funghimagazine, continueremo finché potremo farlo, ad informare correttamente i nostri lettori, cercando di erudirli ed istruirli al rispetto delle norme, delle leggi, delle regole e soprattutto al RISPETTO DELLA NATURA e, a chi ci ha scritto di essere dei 'bacchettoni', 'depressi', o 'frustrati' rispondiamo che siamo persone con un cervello, che si presume lo si faccia funzionare, non animali che vivono allo stato brado, come gli uomini delle caverne che agivano istintivamente, perché spinti dal solo bisogno di sopravvivenza. Prima di rimandarti al prossimo Aggiornamento Meteofunghi, ti ricordo che puoi continuare a seguire l'andamento delle piogge cadute nel corso degli ultimi due mesi attraverso le pagine Pioggia Italia Settembre 2020 e la più recente Pioggia Italia Ottobre 2020. Meteofunghi 15-10-2020 Cantharellus melanoxeros
Cantharellus melanoxeros della Pedemontana dell’alto Piemonte. Foto: A. Giovinazzo


Cantharellus ianthinoxanthus

Cantharellus ianthinoxanthus
Cantharellus ianthinoxanthus

E’ un Galletto con pileo giallastro ma con imenoforo su sfondo giallo ma di colore rosato-azzurrognolo.

Ha un aspetto ibrido, a metà tra il Galletto e la Finferla, comune tra gli abeti ma anche nei muschi-erbe in luoghi umidi.

FOTOGALLERY

funghi Craterellus lutescens / Cantharellus lutescens o Finferle

Craterellus lutescens o Finferla – foto Angelo Giovinazzo
Craterellus lutescens o Finferla
Craterellus lutescens o Finferla – foto Angelo Giovinazzo
Craterellus lutescens o Finferla
Craterellus lutescens o Finferla – foto Angelo Giovinazzo
Craterellus lutescens o Fiammiferini
Craterellus lutescens o Fiammiferini
Craterellus lutescens o Finferla
Craterellus lutescens o Finferla – foto Angelo Giovinazzo
Craterellus lutescens o Finferla
Craterellus lutescens o Finferla – foto Angelo Giovinazzo
Craterellus lutescens o Finferla
Craterellus lutescens o Finferla – foto Angelo Giovinazzo
Craterellus lutescens o Finferla
Craterellus lutescens o Finferla – foto Angelo Giovinazzo
Craterellus lutescens o Finferla
Craterellus lutescens o Finferla – foto Angelo Giovinazzo
Craterellus lutescens
Craterellus lutescens

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