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Vipere d’Italia, conoscerle per non temerle

Quali sono le Vipere d'Italia? Impariamo a conoscerle

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CONOSCERE LE VIPERE D’ITALIA 

Una guida per non farsi trovare impreparati ed evitare eventuali pericoli da morsi di Vipera

Quanti casi in Italia? Il morso di Vipera è mortale? É vero che le Vipere sono state re-introdotte sulle Alpi lanciandole dagli elicotteri?

SICUREZZA ANIMALI


VIPERE D’ITALIA è una guida utile a tutti gli appassionati di natura che, con la bella stagione frequentano sempre più spesso boschi, prati, aree rurali rischiando di imbattersi in una Vipera.

Sono in molti a temere la Vipera per via del suo morso, talvolta velenoso ma, non tutti sanno che, di norma sono più le Vipere a temere l’uomo che non viceversa.

Ricorda che sei sempre tu ad invadere l’habitat della vipera perciò, quando stai all’aria aperta sii prudente perché la vipera ti teme e, solo se ti avvicini troppo o se la spaventi questa potrebbe reagire.

Col bel tempo, aumentano le scampagnate all’aria aperta dove, non è insolito fare qualche sgradito incontro con una Vipera, Biscia o Serpente.

Tu sapresti riconoscere la differenza tra una vipera o una biscia? Se non sai farlo, eccoti la guida per conoscere le Vipere d’Italia, Bisce e Serpenti .

I più comuni rettili Italiani appartengono alle famiglie dei Lacertidi (Lucertole e Ramarri), Anguidi (Orbettini), Cheloni (Tartarughe) ed infine dei Serpenti (Biacchi, Cervoni, Colubri, Marassi, Natrici, Saettoni, Vipere).

QUANTI SONO I CASI DI MORSO DA VIPERA O DA  SERPENTI VELENOSI nel mondo e in Italia?

Va subito detto che, quello dei morsi da serpenti o da morso da vipera è un problema davvero serio in molte parti del mondo dove vivono serpenti pericolosissimi, il cui morso può uccidere una persona nel volgere di poche ore.

Ogni anno sul nostro pianeta si registrano all’incirca 5 milioni e mezzo di casi di morso da serpente.

Sono poi compresi tra i 20 mila ed i 125 mila i casi di decesso con almeno 400 mila amputazioni a seguito di morsi velenosi.

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E in ITALIA? Quanti sono i casi di morso da Vipera?

In Italia, per fortuna, i serpenti velenosi sono molto meno frequenti che in altre zone del pianeta ed appartengono tutti alla famiglia delle Vipere.

Si registra poi un tasso di mortalità da morso da Vipera decisamente basso, attorno all’1%.

Il Centro Nazionale di Intossicazione Tossicologica di Pavia in 11 anni ha registrato 482 casi di morso da Vipera.

► Di questi 482 casi, 208 pazienti sono giunti al Pronto Soccorso con solo segni locali di morso da Vipera. 28 di questi hanno poi sviluppato un edema locale, 10 invece le manifestazioni gravi che hanno richiesto l’utilizzo dell’antidoto.

► 188 pazienti sono giunti al Pronto Soccorso con già un edema locale visibile. 73 di questi hanno sviluppato manifestazioni gravi. 59 in tutto sono stati trattati con antidoto specifico.

► 76 pazienti sono invece giunti con edema regionale o manifestazioni sistematiche lievi.

►10 pazienti sono invece giunti già con manifestazioni gravi.

Mai farsi prendere dalla paura e dalla frenesia

Per quanto un morso di Vipera possa esser doloroso e generare ansia-preoccupazione, è bene evitare la frenesia.

Importantissimo è evitare di correre per non far aumentare il battito cardiaco ed il flusso di veleno nel circuito linfatico.

É bene però sottolineare che non esistono casi di morte immediata a seguito di questo evento nel nostro Paese.

Molto spesso il Serpente velenoso potrebbe aver già precedentemente inoculato il proprio veleno su di animali che hanno poi costituito il loro pasto.

Per quanto potenzialmente velenosi, i morsi successivi potrebbero risultare perciò poco o affatto velenosi.

Come comportarsi, cosa fare in caso di morso da Vipera?

É pratica errata incidere la ferita e succhiare il veleno (come ci era stato suggerito di fare in passato), bocca e mucose possono infatti venire a contatto con il sangue e con il veleno.

Anche l’utilizzo di un siero anti-vipera potrebbe non essere la miglior pratica.

Se mal conservato il siero potrebbe infatti risultare non efficace e, magari pure non adatto quale antidoto al tipo di Serpente che ci ha morsi.

Immobilizzare l’arto con stecche o altri mezzi di fortuna per poter ridurre i movimenti e la relativa diffusione per via linfatica del veleno.

Trasportare il paziente al più vicino ospedale chiamando il 118 e contattare subito un CENTRO ANTIVELENI.

Un prezioso suggerimento

idea icona-disegnoQuando si pratica molta attività all’aria aperta è sempre bene avere preventivamente  memorizzato sul proprio cellulare, i numeri di telefono dei più vicini centri: ASL, 118, Centri Antiveleno.


QUANTE PROBABILITA’ CI SONO DI ESSER MORSI DA UNA VIPERA?

Poche in realtà

Ti ricordo che, il veleno per il Serpente, è un preziosissimo strumento di caccia più che un’arma da difesa.

La Vipera comune italiana non produce molto veleno perciò, solitamente questo lo riserva per le proprie prede, ovvero per procurarsi il cibo.

Di solito la Vipera non morde spontaneamente l’uomo che, troppo grande è temutissimo.

Quando una Vipera si imbatte in un umano, scappa.

Solo se è stata colta di sorpresa questa attacca l’uomo per difendersi e nel caso di spavento grave, allora può anche inoculare il veleno durante il morso.

Più facile che una Vipera possa mordere ed uccidere il nostro cane che, incuriosito dallo strano odore che la Vipera emana, tende ad annusarla ripetutamente rischiando di esser morso sul naso.

LO SAPERVI CHE I SERPENTI SONO SORDI?

I Serpenti non sentono i rumori ma, percepiscono invece perfettamente le vibrazioni del suolo e dell’aria.

Fischietti e campanelli potrebbero quindi risultare inefficaci, a meno che le vibrazioni da essi prodotte non siano sufficienti a spaventare i rettili.

Non a caso le mucche in alpeggio sono dotate di grandi campanacci che producono forti vibrazioni dell’aria.

Un serpente addormentato al sole o lungo il nostro sentiero, si sveglia e fugge se percepisce una vibrazione crescente in avvicinamento.

Diversamente, se non ci sente arrivare, resta assopito fino all’ultimo istante con un rapido risveglio che può generare panico che culmina in un fulmineo attacco e morso.


Morso di Vipera
Edema regionale con livido esteso su tutta la gamba a seguito di morso da Vipera Berus

QUALI LE PARTI DI CORPO PIU’ COLPITE DA MORSI DI SERPENTI?

Assai più frequentemente di quanto si pensi, i morsi di Vipera avvengono in parti di corpo diverse dalla caviglia o dalla gamba.

Molto spesso sulle mani!

A rischio sono soprattutto i cercatori di funghi che, nella frenesia di raccogliere un fungo non si curano di fori, buchi, o anfratti che potrebbero ospitare la Vipera.

Talvolta può persino capitare che un grosso fungo possa ospitare sotto il suo ampio cappello una biscia o vipera attorcigliata lungo il suo gambo.

Scalatori, arrampicatori, escursionisti, agricoltori sono a forte rischio di morso alle mani.

In passato le mondine e le raccoglitrici di ortaggi sono state le vittime preferite dalle Vipere.

Colubro o vipera? Serpenti d'Italia
Differenze principali tra un Colubro ed una Vipera

LE VIPERE D’ITALIA

La VIPERA COMUNE o Vipera Aspis, anche detta ASPIDE 💉

Tra le Vipere d’Italia, è la Vipera più diffusa, ad eccezione della Sardegna e Sicilia Occidentale.

Vipera aspis - Vipere d'Italia
Vipera aspis, una delle Vipere d’Italia più comuni

Vive in ambienti freschi ma ben assolati, predilige pietraie, incolti poveri di vegetazione con pochi arbusti, prati e pascoli di montagna.

Non ama i boschi dove vi si avventura soltanto di notte in cerca di prede.

attenzioneAttenzione: nel Nord Italia, questa Vipera, spesso sorpresa dalle piene di fiumi e torrenti, viene trascinata a valle dalla furia delle acque.

Qua tenta di riconquistare la terraferma aggrappandosi ai boschetti di Salice Alba dove rimane pigra fino al completo deflusso della piena.

Non di rado potrà quindi capitare di incontrare uno o più esemplari di questa Vipera sui rami di Salice.

In questo caso risulterà più pericolosa per l’uomo perché, se spaventata, il suo morso potrà colpire collo, testa, dorso mettendo così a maggior rischio la nostra vita.

Sono i pescatori i soggetti più a rischio di morso da Vipere intrappolate tra i rami.

Molto spesso infatti, i pescatori si fanno strada lungo i corsi d’acqua spostando i rami di Salice incuranti della possibile presenza di queste Vipere 

Vipera aspis - Vipere d'Italia
Vipera aspis – foto: Dirk-Hilbers

Caratteristiche della Vipera comune

La Vipera comune ama crogiolarsi al sole, su rocce calde, rappresentando perciò un discreto pericolo per rocciatori e scalatori.

Pur essendo in grado di resistere discretamente al freddo, in autunno si rintana per il letargo invernale da cui può uscire per nutrirsi in caso di caldi eccezionali invernali.

Non di rado la si può incontrare in pieno inverno sulla neve.

Solitamente raggiunge i 50/70 cm di lunghezza, più raramente i 90/100.

Ha aspetto tozzo, reso ancor più massiccio dalla coda che termina bruscamente con un piccolo codino molto corto.

E’ di colore solitamente marroncino-rossiccio ma può presentarsi anche in color grigio chiaro con le tipiche striature a zic-zac o con macchiette scure separate tra di loro.

Ha quale segno distintivo la pupilla verticale ellittica ed il muso rivolto all’insù.


Abitudini della Vipera comune

Vipera aspis-Vipere d'Italia
Vipera aspis dai colori più scuri – foto: Grégoire Meier

Si nutre di lucertole, topi, piccoli uccelli e loro uova.

E’ un animale territoriale che si allontana raramente dalla sua tana se non costretta dall’assenza di prede.

Contrariamente alle credenze popolari, la Vipera Comune non è aggressiva e, se disturbata, tende sempre a scappare e a rintanarsi nel primo anfratto.

Pur essendo una 💉 specie molto velenosa (il suo potente veleno è paragonabile a quello di un Cobra ed ha una dose letale di 1 mg/kg di peso corporeo), la Vipera Comune tende a risparmiare il suo prezioso veleno per le sue prede.

Di solito si difende da attacchi o dall’uomo con morsi “secchi” ovvero, senza veleno.

Durante un normale morso questo rettile può iniettare dagli 8 ad un massimo di 20 milligrammi di veleno.

Ne occorrono invece dai 40 ai 100 milligrammi perché il suo veleno possa risultare mortale.

Il morso della Vipera Comune o Aspis / Aspide

Vipera aspis-Vipere d'Italia
Vipera aspis – foto: Jan-van-der-Straaten

Il morso di questa Vipera provoca forte bruciore e formazione di un edema che diventa subito duro tendendo a virare subito al blu-violaceo alla rapida formazione di ecchimosi/livido.

In caso di morso superficiale (soprattutto se protetti da calze spesse o spessi abiti) il morso non lascia i 2 caratteristici forellini.

Se morsi più profondamente subentrano invece rapidamente mal di testa, giramenti di capo, stanchezza-debolezza, nausea, vomito, crampi allo stomaco, agitazione.

Il tutto può sfociare poi in uno shock allergico ed alterazioni della coagulazione del sangue che possono provocare un collasso cardiocircolatorio.

La statistica indica che in Italia si verificano in media 257 morsi da Vipera comune all’anno. 1 solo di questi risulta mortale e solitamente è dovuto a shock allergico.




La VIPERA DAL CORNO o Vipera ammodytes

Vipera dal corno-Vipere d'Italia
Vipera dal corno. In questo primo piano si può vedere perfettamente il corno presente sopra il naso

La Vipera dal corno è la tipica Vipera del Nord Est italiano, in particolar modo del Triveneto.

Risulta più diffusa nell’Est Europeo ma assente nel resto d’Italia.

Deve il suo nome al tipico corno che possiede appena sopra al naso.

► Questa risulta essere tra le più pericolose Vipere d’Italia per l’uomo 💉 perché è in assoluto quella che inocula il maggior quantitativo di veleno, pur rimanendo al di sotto dei 50 milligrammi.

Nonostante la sua pericolosità, è un rettile pigro e poco aggressivo che tende sempre a scappare di fronte a qualsiasi pericolo.

A maggior ragione se incontra l’uomo, a meno che non venga sorpresa a sonnecchiare e risvegliata bruscamente.

In questo caso tenterà sicuramente di difendersi mordendo l’aggressore, inoculando veleno in quantità proporzionale alla sua capacità reattiva.

Diversamente, se ha modo di vederci per tempo, in caso di attacco, è facile che ci morda a secco, ovvero senza inoculare veleno.

In questo caso il veleno lo trattiene per circostanze più importanti perché noi umani non rappresentiamo un suo possibile pasto.

La Vipera sa di non avere necessità di ucciderci col suo veleno, semmai ci inietterà una piccolissima dose di veleno giusto per spaventarci, tenerci lontani dalla sua tana e per “darci una lezione”.

Il morso di questa Vipera richiede sempre un intervento al pronto soccorso

Vipera dal corno-Vipere d'Italia
Vipera dal corno – foto: Edo-van-Uchelen

In caso di inoculazione di moderata dose di veleno, il morso sviluppa sempre un edema locale o regionale e manifestazioni sistematiche gravi.

Queste sono: nausea-vomito, giramenti o mal di testa, crampi allo stomaco e dolori addominali vari.

Poi progressivamente, sensazione di morte imminente, agitazione crescente ed infine sonnolenza, debolezza che culmina con progressiva coagulazione del sangue e possibile collasso cardiocircolatorio.

Se morsi da questa Vipera occorre quasi sempre ricorrere all’utilizzo di un antidoto se si è stati interessati da inoculazione di veleno.


La VIPERA BERUS o MARASSO 💉



Vipera Berus o Marasso-Vipere d'Italia
Vipera berus o Marasso – foto: Kees-Marijnissen

La Vipera berus o Marasso, è presente in Italia solo sulle Alpi Settentrionali risultando quindi assente dalle Alpi Marittime e Cozie spingendosi dal piano alle vette alpine fino ai 3000 metri di quota risultando comunque assente a Sud del Po.

► É considerata una Vipera velenosa ma il suo morso, per quanto fortemente doloroso, risulta per lo più inoffensivo per l’uomo adulto, salvo per le persone con allergie, emotive, o affette da patologie croniche e sui bambini.

Solitamente inietta una dose di veleno più contenuta rispetto ad altre Vipere con potenza letale inferiore ad 1 mg/kg di peso corporeo.

Non ama in assoluto il caldo ma soprattutto non ama il freddo eccessivo, pur prosperando in Europa Settentrionale-Russia fino alla Scandinavia-Circolo Polare Artico.

Abitudini della Vipera Marasso

Nei luoghi freddi è specie diurna mentre in Italia può essere attiva anche di notte in caso di notti calde estive.

Tra le Vipere d’Italia, il Marasso è quello che più comunemente esce dal letargo durante le precoci giornate calde di fine inverno in cerca del calore tipico dell’era del Riscaldamento Globale del Pianeta.

Proprio questa sua attitudine fa si che il 15% di esemplari adulti muoiano a seguito di risveglio troppo precoce con morte di almeno il 30/40% degli esemplari giovani.

Si nutre di piccoli mammiferi, piccoli uccelli cacciati direttamente nel nido ma anche delle loro uova. In alternativa può nutrirsi anche di anfibi, rane e girini.

Vipera berus o Marasso - Vipere d'Italia
Vipera berus – foto: Kees-Marijnissen

E’ un rettile pigro dal metabolismo assai lento.

Durante la lunga digestione di un piccolo mammifero sonnecchia pigramente al sole, preferibilmente su grandi rocce, magari pure isolate e raggiunte dalla brezza di monte che mitiga i caldi raggi solari.

Il Marasso tra le Vipere d’Italia è il meno reattivo ma, se colto di sorpresa durante il sonno, può risultare molto pericoloso.

Può sicuramente sferrere un fulmineo attacco con morso che però inoculerà un quantitativo di veleno molto basso e a basso tenore di veleno, come già detto.

Il morso del Marasso e caratteristiche

Il morso del Marasso provoca edema locale, meno spesso regionale.

Provoca manifestazioni sistematiche molto lievi quali forte bruciore, poi torpore della zona colpita, infine mal di testa e leggera nausea o sonnolenza.

Possiede un corpo molto grosso, spesso tozzo con la classica figura ad S.

Di solito non è mai più lungo di 60/80 cm massimo con colorazione tipicamente scura, bruno, marrone ma anche nero o persino verde con anche alcune vene di colore rossiccio.

In alcune valli del Piemonte Settentrionale,si possono trovare anche esemplari di Marasso di colore completamente verde sul dorso ma rosso sui bordi, con disegni romboidali scuri.

Molto probabilmente però non si tratta di Vipera Berus o Marasso ma della Vipera scoperta nel 2016, quale nuova specie cui è stato dato il nome di: Vipera Walser (approfonisci di seguito).


La Vipera berus può arrivare a vivere fino ai 20 anni.

Questa specie è inclusa tra le specie protette (Appendice III) nella convenzione di Berna.


La VIPERA DELL’ORSINI o Vipera ursinii 💉

Vipera dell'Orsini - Vipere d'Italia
Vipera del’Orsini su arbusto di Ginepro

La Vipera dell’Orsini o Vipera ursinii (così detta dal nome del suo scopritore) è una specie endemica tipica di alcune aree dell’Appennino Centrale italiano.

Il suo aerale di distribuzione è sempre più ridotto a causa dell’alterazione del suo habitat naturale.

Serpente velenoso, è praticamente innocuo per l’uomo a causa della piccola dimensione dei suoi denti ma soprattutto a causa di una blanda potenza letale.

Difficilmente morde l’uomo, salvo casi di difesa dopo un estremo disturbo, provocando al più forte bruciore, edema locale ed ecchimosi.

É una pigrissima Vipera diurna che caccia nei pressi della propria tana tra pietraie, incolti abbandonati con molti cespugli e pochi alberi, preferibilmente tra le fitte ginestre presso cui trova rifugio.

Si nutre di piccoli mammiferi quali topi, topiragno, arvicole ma anche di insetti e piccole lucertole.

Solitamente non vive oltre i 10 anni.


La VIPERA DEI WALSER o Vipera Walser 💉



Vipera Walser-Vipere d'Italia
Vipera Walser – foto: Mauro Fanelli

É un endemismo del Biellese Settentrionale, di alcune confinanti vallate di sponda destra del fiume Sesia, alcune aree del Verbano e Parco del Ticino, ovvero del Piemonte Settentrionale e probabilmente anche della valle di Gressoney in Val d’Aosta Orientale.

Assimilabile al più comune Marasso o Vipera Berus, la Walser è una Vipera conosciuta dagli abitanti dei paesi montani del Biellese già da molti decenni col nome di Vipera dei Rododendri.

Nome dovuto alla sua abitudine di rifugiarsi, cacciare e vivere proprio nelle radure montane con piccole o grandi macchie di Rododendro selvatico o Rosa delle Alpi/Rhododendron ferrugineum.

Gli abitanti delle Alpi Biellesi conoscono bene questa Vipera che fino al 2016 si riteneva essere un Marasso leggermente diverso, perchè molto spesso l’hanno avvistata aggrovigliata sui cespugli di Rododendro osservarli incuriosita mentre raccoglievano mirtilli.

Non di rado la si incontra poi su rocce e pietroni isolati intenta a sonnecchiare al sole, ma assai più spesso la si può incontrare nelle radure erbose lontano dai pascoli frequentati dal bestiame.

Caratteristiche principali

Vipera Walser-Vipere d'Italia
Primo piano della testa di Vipera dei Walser – foto: Matteo Di Nicola

La Vipera Walser prospera, anche se a rischio estinzione, in alcune aree del Piemonte Settentrionale.

Per la tutela della specie, ometterò di descrivere i monti esatti in cui la Vipera Walser è facilmente rinvenibile.

Questo per evitare che, orde di bracconieri-serpari possano invadere il suo territorio per poter alimentare il mercato illegale dei collezionisti di rettili.

In una specifica valle del Biellese montano la Vipera walser spesso assume una colorazione più vivace, non solo grigio più o meno scuro o marrone più o meno scuro con rombi zig-zaganti scuri, ma con base scura a sfumature non grigio scuro ma verde o rosso.

Si differenzia dal Marasso (specie cui fino al 2016 si riteneva appartenere, e di cui si è scoperto essere soltanto un lontano parente), grazie ad una differente disposizione e numero delle squame, soprattutto sopra la testa.

Una striscia nera ingloba gli occhi portandosi dalle narici al collo.

Vipera Walser-Vipere d'Italia
Vipera dei Walser dal colore leggermente mimetizzato con le rocce ferruginose dell’alto Piemonte – foto: Luca Cavigioli
Leggenda Metropolitana

falso► Si dice, ma è una balla senza alcun fondamentto, che questa Vipera sia così diversa dalle altre perchè sarebbe stata segretamente portata nelle locali valli direttamente dal Caucaso o dalla Turchia.

Il presunto scopo, quello di ripopolarle, catapultandole con elicotteri dentro appositi sacchetti di plastica che, qualcuno mormora di aver trovato con ancora dentro i resti delle loro uova. 

La vera ragione per cui la Vipera Walser risulta così abbondante in alcune valli del Biellese è che il suo aerale, dal Medioevo ad oggi si è coniderevolmente ristretto.

Oggi tutti gli esemplari presenti in zona si concentrano nelle poche aree selvagge rimaste ancora immuni da pascolamento di bestiame ma soprattutto da insediamenti umani.

L’habitat della Vipera Walser

Il miglior habitat della vipera Walser, è un ambiente fresco e umido, non eccessivamente freddo ma neppure troppo cald.

Caratterizzato da aree aperte con pochi alberi, semmai con molti arbusti, preferibilmente il rodoro-vaccinieto (il boschetto costituito da rade Betulle con sporadiche piante di Sorbo montano o Aucuparia/Sorbo degli uccellatori e mirtilleti con macchie più o meno estese di Rododendri delle Alpi).

Ama i prati non pascolati con erbe alte che possono dar rifugio agli animali di cui si nutre.

Ovvero arvicole, o uccelli delle praterie che nidificano tra le erbe e piccoli cespugli quali, Galli Cedroni, Coturnici, Pernici, Fagiani di monte, Starne e Quaglie di cui questa Vipera fa strage di nidiate nutrendosi sia delle uova che dei piccoli.

Tutte specie queste che vivono o nidificano nei pressi o proprio tra i Rododendri.

Non tollera invece i boschi.

Se in queste valli si incontra una Vipera nel bosco, sarà sicuramente un Marasso oppure una Vipera comune o Aspis.


Vipera Walser-Vipere d'Italia
Vipera Walser in variante dai colori grigio chiaro per rendersi più mimetizzata con le rocce granitiche grigie tipiche dell’alto Piemonte – foto: Grégoire Meier

Attenzione: questa Vipera è a serio rischio estinzione

Come la Vipera Berus o Marasso la Vipera Walser è specie velenosa ma al momento non si conosce ancora il potenziale letale del suo veleno.

Ci sono però testimonianze di Biellesi che in passato sono stati morsi da questa Vipera che parlano di manifestazioni sistematiche gravi con ricorso ad antidoto e ospedalizzazione.

Per quanto in alcune vallate del Biellese sia relativamente abbondante, questa Vipera endemica è già considerata tra le specie in pericolo di estinzione a causa del suo ristretto aerale di diffusione.

“Globalmente minacciata” (Globally Endangered) è il suo status e lo stesso status “minacciata” spetta anche alle due specie caucasiche a lei strettamente correlate geneticamente, la Vipera kaznakovi e in “pericolo critico” la Vipera darevskii.

Le valli che ospintano questa Vipera sono notoriamente le più piovose delle Alpi Occidentali.

I cambiamenti climatici, con l’attuale diminuzione delle piogge (ma forse in un futuro prossimo con un aumento esponenziale) ed aumento costante delle temperature, potrebbe rappresentare una ulteriore minaccia a questa specie già considerata quale uno dei serpenti più rari d’Europa.


Grégoire Meier
Grégoire Meier

► Un ringraziamento per le fotografie pubblicate in questo articolo va a: Grégoire Meier (foto a fianco) e, in ordine di apparizione delle foto:

Dirk Hilbers, Edo van Uchelen, Jan-van-der-Straaten, Matteo Di Nicola, Luca Cavigioli, Mauro Fanelli.

Grégor Meier su Facebook

Grégor Meier su:
www.serpenti-del-ticino.com

 


Mauro Fanelli
Il Biologo – Erpetologo Biellese Mauro Fanelli

► Uno speciale ringraziamento, doveroso, per l’opera di diffusione della conoscenza della biodiversità del Piemonte, ed in particolar modo riguardo alla Vipera Walser, va al Biologo Biellese Mauro Fanelli.

Autore di numerosi articoli divulgativi sull’erpetofauna italiana.

Mauro Fanelli è autore di alcune delle foto di questo articolo.

 

 


Vipera Walser-Vipere d'Italia
Vipera Walser – foto: Luca Cavigioli – Vipere d’Italia

Oltre alle Vipere fanno parte della categoria dei Serpenti d’Italia anche Bisce e Serpi.

Puoi continuare la lettura e approfondire la differenza tra Vipere, Bisce o altre Serpi.

Articolo scritto da:
Angelo Giovinazzo (alias Angelo Giovi) @funghimagazine.it

Contatta l’autore via email oppure via whatsapp.


Vai nel prossimo capitolo: SERPENTI D’ITALIA.

Serpenti d’Italia. Bisce, Colubri e Natrici


Nella sezione sicurezza e animali trovi anche:

Zecche o Zecca ixodida e la puntura di zecca





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