Craterellus cornucopioides, le Trombette dei morti

Craterellus cornucopioides
Craterellus cornucopioides
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Craterellus cornucopioides L. Pers. (1825)

La trombetta dei morti /  Trombetta da morto / Trombette dei morti

Questo articolo è stato completamente riscritto, sulla scorta di anni di attente osservazioni sul campom, di questa specie fungina di cui è ancora possibile leggere su di molti libri di testo non aggiornati, molte imprecisioni che non corrispondono a realtà. Di seguito le illustriamo, insieme con le caratteristiche peculiari di questa ottima e apprezzata specie fungina.

DESCRIZIONE SOMMARIA

Craterellus cornucopioides scheda illustrativa
Craterellus cornucopioides – scheda illustrativa

Qual è il colore prevalente?

Nell’Arcobaleno dei Funghi: → da grigio a marrone-nero a seconda del tasso d’umidità dell’ambiente

Banner colore Craterellus cornucopioides
Banner colore Craterellus cornucopioides

Come riconoscere al volo Craterellus cornucopioides?

Ho trovato alcuni strani funghi nel bosco, di colore nero, alcuni più marroncini, piuttosto mimetici e dello stesso colore delle foglie bagnate, crescevano in gruppi ravvicinati, molti esemplari erano uniti allo stesso piede. Ce n’erano tantissimi, tant’è che in alcuni punti il suolo era completamente nero. Che funghi ho trovato? Di che funghi si tratta?

La Trombetta dei morti/Trombetta da morto è un fungo che si può riconoscere al volo, per via della sua forma a cornucopia, non a caso è anche detto Cornucopia della felicità; dai colori variabili col variare dell’umidità dell’ambiente circostante, che possono spaziare dal grigio al marrone, sconfinando sul nero corvino. Si tratta di un fungo molto simile ad un comune Finferlo, ma dal “cappello” più imbutiforme, spesso anche assai ondulato, meno carnoso e più snello, molto piacevolmente profumato.

Le Trombette dei Morti o Trombetta da morto

Sinonimi obsoleti:

Cantharellus cornucopiae Wallr. (1833)
Cantharellus cornucopioides (L.) Fr., (1821)
Cantharellus konradii (Bourdot & Maire) Romagnesi, (1995)
Craterella cornucopioides (L.) Pers., (1797)
Craterellus cornucopioides var. crispus Sacc., Syll. fung. (Abellini) (1888)
Craterellus cornucopioides var. flavicans Sacc., Michelia (1877)
Craterellus cornucopioides var. mediosporus Corner, (1966)
Craterellus cornucopioides var. parvisporus Heinem., Bull. Jard. (1958)
Craterellus cornucopioides var. roseus R. Heim, Revue Mycol., (1960)
Craterellus fallax A.H. Sm., (1968)
Craterellus konradii Bourdot & Maire, Bull. (1930)
Craterellus ochrosporus Burt, Ann. Mo. (1914)
Dendrosarcus cornucopioides (L.) Kuntze [as ‘cornucopiodes’], (1898)
Helvella cornucopioides (L.) Scop. [as ‘Elvela’], (1772)
Merulius cornucopioides (L.) With., (1792)
Merulius purpureus With., (1792)
Octospora cornucopioides (L.) Timm, (1788)
Pezicula cornucopioides (L.) Paulet, (1791)
Peziza cornucopioides L., Sp. pl. (1753)
Pleurotus cornucopioides (L.) Gillet, Hyménomycètes (Alençon) [1878]
Sterbeeckia cornucopioides (L.) Dumort., Comment. bot. (Tournay) (1822)
Trombetta cornucopioides (L.) Kuntze, Revis. gen. pl. (Leipzig) (1891)


Craterellus cornucopioides L. Pers., (1825)
Trombetta dei morti, Trombetta da morto

Divisione: Basidiomycota
Classe: Basidiomycetes
Ordine: Cantharellales
Famiglia: Cantharellaceae
Genere: Craterellus
Specie: Craterellus cornucopioides
Nome italiano: Trombetta dei morti o Trombetta da morto
Tipo nutrimento: Saprofita / Saprotrofo-saprofago
Periodo vegetativo: da fine estate a fine autunno-inizio inverno
Commestibilità o Tossicità: Commestibile, una delle migliori specie edibili, grazie al suo ottimo profumo

Craterellus cornucopioides o Trombetta dei Morti, la cornucopia della bontà


NOMI INTERNAZIONALI

  • english: horn of plenty, black chanterelle, black trumpet, trumpet of the dead
  • cinese: 中文: 灰喇叭菌 中文(中国大陆): 灰喇叭菌 中文(简体): 灰喇叭菇 中文(臺灣): 灰喇叭菌
  • dansk: Trompetsvamp
  • deutsch: Totentrompete, Herbsttrompete
  • español: Craterellus eesti: Must torbikseen
  • français: Trompette de la mort
  • norsk bokmål: sort trompetsop,  norsk: Svart trompetsopp, Sort trompetsopp
  • Nederlands: Hoorn-van-overvloed, Doodstrompet
  • polski: Lejkowiec dęty
  • română: Trâmbița morților, Trâmbița (ciuperca) morților, trâmbița piticilor, cornul abundenței,trompetă neagră, burete de toamnă
  • suomi: mustatorvisieni

NOMI COMUNI ITALIANI

Craterellus cornucopioides è un fungo che, ovunque si vada in Italia, è noto come la Trombetta dei morti o Trombetta da morto. Esiste una diatriba, non ancora risolta, tra linguisti e micologi, se sia più corretto utilizzare il termine Trombetta DEI morti, oppure Trombetta da morto. Quel che è certo, è che questo fungo lo abbiamo sentito nominare in entrambe le maniere da tutti gli iscritti della nostra chat Telegram e ben in pochi si curano della differenza tra le due versioni, quindi di sapere con certezza quale delle due sia la più corretta dal punto di vista linguistico.

Secondo alcuni studiosi di lingua italiana, sarebbe più corretto chiamarla “Trombetta DA morto” ma, secondo l’uso comune più diffuso, è fuor di dubbio che gli italiani conoscano questo fungo come Trombetta DEI morti.

ETIMOLOGIA

Il termine Crateréllus [Cantharellaceae] è un diminutivo di del termine cráter, cratéris (in greco κρατήρ cratér), che significa: cratere, coppa. Di altrettanto facile comprensione anche l’epiteto Cornucopioides, da cornucopia = corno dell’abbondanza e dal greco εἷδος eídos, ovvero, dall’aspetto simile a una cornucopia.

Più complessa invece la spiegazione dell’etimo comune di Trombetta dei morti o Trombetta da morto. Come appena accennato poc’anzi, la diatriba sull’esatta origine del più che noto nome comune, non ha una risposta univoca ma semplici ipotesi che vengono accettate da alcuni studiosi, respinte da altri, non a caso a tutt’oggi non è dato di sapere se sia più corretta una versione oppure l’altra.

Di certo sappiamo che i nomi Trombetta dei/da morti/morto, originano dalla sua inconfondibile forma a cornucopia, che ricorda quella di una tromba, la stessa tromba che, a livello simbolico, rappresenta l’Apocalisse, il Giudizio Universale del Nuovo Testamento in cui, sette angeli suonano sette trombe, ognuda delle quali porta con sé una serie di calamità che annunciano la fine dei tempi, la morte. Meno drammatica l’evocazione mitologica, come quella greca e romana in cui, il suono della tromba veniva comunque associato alla morte e agli dei degli inferi. Il corno di Ade è infatti associato a immagini di morte, di discesa negli abissi. In generale, nella tradizione cristiana e nelle culture legate all’escatologia, che indaga sul destino ultimo del singolo individuo, la tromba è sempre simbolo di annuncio divino. La tromba serve per richiamare i morti alla resurrezione.

Dati i presupposti, è perciò facile associare questo fungo a forma di tromba, appunto “Trombetta”, ai morti, all’annuncio di morte o di richiamo dei morti alla resurrezione. Tra le varie ipotesi linguistiche, qualcuno afferma che il suo nome comune deriverebbe dal suo colore, dal suo aspetto lugubre e tenebroso, questa ipotesi ci pare però poco credibile, dal momento che popolani creduloni è meno probabile che abbiano attribuito a questo fungo un nome così particolare, basandosi unicamente sul colore nero del fungo. Se così fosse dovrebbero chiamarsi funghi dei morti tutti i funghi di colore nero.

Con molta meno fantasia, alcuni micologi hanno cercato di interpretare questo diffusissimo nome comune, come il risultato dell’associazione tra le nascite di questi funghi tardo autunnali e la concomitanza con la ricorrenza di Ognissanti. In realtà, a ben guardare, con i gli attuali Cambiamenti Climatici, è da tempo consodilato che le Trombette dei Morti nascono in maniera disordinata, confusa e tutt’altro che prevedibile, quando si realizzano particolari condizioni climatiche che non sono certo tipiche del solo periodo di Ognissanti, iniziando a vegetare già in piena estate sui monti, dopo un importante shock termico, per terminare le proprie fruttificazioni in pieno inverno, in assenza di gelo e neve, come ampiamente spiegato poco più avanti.

Associare perciò questi funghi alla ricorrenza dei Morti/Ognissanti, ci pare una semplificazione-banalizzazione assai superficiale ma, tant’è che la si può ancora leggere su molti libri di testo e persino su di blasonate pagine web. La stessa wikipedia italia, scrive che “il nome comune di Trombetta dei morti” è dato, non tanto per il colore scuro, ma perché spunta intorno al 2 di novembre, giorno della Commemorazione dei Defunti.

Possiamo assicurare ai responsabili di Wikipedia e di molti altri siti web che, in trent’anni di osservazioni e in 6 anni di chat Telegram, non è mai successo che si dovesse attendere fino al 2 di novembre per poter veder spuntare le Trombette dei morti nei boschi d’Italia. Le uniche zone in cui questi funghi fruttificano in questo periodo, sono quelle litoranee tirreniche che godono di un clima ancora sufficientemente caldo e costantemente umido, condizione essenziale per la loro fruttificazione.

Alpi, Appennino, e in genere zone montane, dove questi funghi sono assai tipici, tra fine estate ed autunno, al 2 di novembre hanno visto le fruttificazioni cessare da almeno 2 mesi.

Traduzioni in italiano dei nomi internazionali

Queste alcune delle traduzioni di nomi internazionali:

  • Inglese: Cornucopia dell’abbondanza (o della felicità), Cantarello nero, Trombetta nera, Tromba dei morti
  • Tedesco: Tromba dei morti, Tromba d’autunno
  • Francese: Trombetta dei morti
  • Giapponese: Kuro rappa take si traduce come: Fungo Trombetta nera
  • Cinese: In cinese, 灰喇叭菌 (huī lǎbā jūn) o 灰喇叭菇 (huī lǎbā gū) si traduce come “fungo trombetta grigia” o “trombetta grigia”
  • Olandese: Corno dell’abbondanza, Tromba dei morti
  • Rumeno: Tromba dei morti, Tromba grigio-nera, Trombetta nera, Trombetta d’autunno
  • Polacco: Trombetta dei morti
  • Altre lingue: ovunque Tromba/Trombetta dei morti o Tromba/trombetta nera

DISTRIBUZIONE

Le Trombette dei morti (Craterellus cornucopioides) sono funghi tipici delle zone temperate del nostro pianeta. Prediligono vegetare nell’emisfero nord, ovvero emisfero boreale, con ricca presenza ovunque vi sia un clima moderatamente caldo-temperato e sufficientemente umido. Non sarebbero presenti nell’emisfero meridionale ma con i cambiamenti e la globalizzazione potrebbero spuntare anche in Oceania o Sud America, se già non accaduto.

In Europa sono comuni soprattutto negli stati centro-settentrionali ma si trovano anche nella Penisola Iberica, in Italia ed ex Jugoslavia, oltre che in Romania.

Nel Nord America sono presenti tanto negli States quanto in Canada con maggior diffusione negli boschi montani della costa nordoccidentale e nordorientale.

In Asia sono comuni in Cina, Giappone, Corea e nell’Asia centrale e stati Himalayani.

In Italia le si trova prevalentemente tra Alpi ed Appennini ma, localmente risultano ben presenti anche sui colli termofili pedemontani, sulle colline del centro Italia, in Pianura Padana e zone litoranee tirreniche, oltre che in Calabria e monti sardi e siculi. Oggi sappiamo che l’areale di questa specie è assai più vasto rispetto a quanto si può leggere sui libri di testo.


HABITAT / ECOLOGIA

🌲🌿🍂🍁L’HABITAT/ECOLOGIA del Craterellus cornucopioides

Craterellus cornucopioides Trombette dei morti
Craterellus cornucopioides – Trombette dei morti con clima secco e colorazione grigiastra-marroncina

L’habitat ideale per le Trombette dei morti

Si tratta di una specie Saprofita (Saprotrofo-Saprofago), il che significa che non si nutre formando simbiosi con le radici delle piante ma si nutre di materia organica in decomposizone, ricavando il proprio nutrimento tanto dalla lettiera di foglie-rami-residui vegetali a terra, quanto dall’humus-rizosfera.

Diciamo subito che, in questa scheda aggiornata al 2024, smentiremo molti luoghi comuni che ancora circolano ovunque, tra libri e web, riguardo a questa specie fungina le cui caratteristiche nutrizionali  fin qua note, non corrispondono completamente a verità e lo scriviamo forti di migliaia di segnalazioni giunte dai nostri lettori che, ci hanno di fatto indotti a correggere quanto scritto durante la prima pubblicazione di questa scheda, ormai datata e risalente al 2018.


🌲🌲 Questo fungo vegeta preferibilmente in boschi di Faggio, seguono a ruota boschi di Castagno-Quercia, molto sporadicamente in boschi con presenza di Nocciolo-Frassino-Acero se si è in presenza di ricca lettiera di fogliem con spesso humus sottostante ma, se ti capita di incontrare questo fungo, o qualcosa gli somigli molto, in una abetaia, è facile tu abbia rinvenuto la specie affine Cantharellus CINEREUS, molto simile, ma con margine assai più ondulato-arricciato e colorazioni più grigiastre, anche con clima umido, al di sotto del quale si trovano pseudo-lamelle più evidenti-pronunciate. Un sosia con bordi molto ondulati-arricciati e colorazioni marroni invece può essere Craterellus undulatus (ex Pseudocraterellus undulatus).

I suoli prefereti dalle Trombette dei Morti

Su quasi tutti i libri di testo presenti in libreria, e ora anche sul web, si può leggere che Cantharellus cornucopioides è un fungo tipico dei suoli calcarei. Noi stessi in passato abbiamo scritto «le Trombette dei morti prediligono terreni con pH alcalino e normalmente compreso tra un valore di 7,5/8, 8,5 o più. Terreno alcalino dovuto alla presenza di calcare o di particelle di disgregazione di minerali presenti in rocce carbonatiche (calcite, aragonite, dolomite), oppure dal deposito conseguente all’apporto naturale o artificiale di acque carbonatiche. Amano anche i calcari saccaroidi o marmi. Ne consegue perciò che questi funghi siano più abbondanti nelle regioni caratterizzate da suoli non granitici».

Avremmo dovuto correggere queste imprecisioni-non verità già da molto tempo ma, abbiamo voluto assicurarci che le segnalazioni, e pure i nostri ritrovamenti, non fossero frutto di casualità ma di consolidata abitudine vegetazionale. Da più di un decennio studiamo personalmente questi funghi che apprezziamo particolarmente per la loro abbondanza nei luoghi di vegetazione, per il loro piacevole aspetto e per l’ottima resa in cucina.

Ancor prima del giro di boa degli anni 2000, andavamo in Toscana a raccogliere questi pregevoli funghi, poiché ci era stato detto che non era possibile trovarli sulle Alpi occidentali, caratterizzate da suoli granitici-silicei-acidi né ci è mai balenato per la testa di andare a cercarle, dal momento che leggevamo che risultavano assenti nel Piemonte settentrionale dove siamo di casa.

Ci siamo imbattuti quasi casualmente in una fitta colonia di questi funghi già attorno al 2000, in un bosco di faggio della Valsesia a quote comprese tra i 1000 ed i 1500 metri. Sulle prima abbiamo creduto si trattasse di una casualità o di una specie del tutto simile ma, le ispezioni effettuate dopo il raccolto, ci hanno confermato in pieno essere proprio loro. Da quel primo ritrovamento abbiamo trovato questi funghi in moltissime altre località del Piemonte settentrionale, consapevoli del fatto che la nostra vista, molto spesso ci inganna, non ci fa vedere ciò che siamo convinti non esista, nel nostro caso, ci rendeva invisibili agli occhi, funghi particolarmente mimetici di cui ignoravamo l’effettiva presenza.

Da quando è attiva la nostra chat Funghimagazine, dapprima su Whatsapp, poi e tutt’ora su Telegram abbiamo ricevuto segnalazioni da tutto il resto del Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria, Trentino Alto Adige, Veneto della presenza di questi funghi non solo sulle Dolomiti (notoriamente calcaree), ma anche in boschi posizionati su suoli granitici-silicei-anche fortemente acidi.

Ne concludiamo perciò che, l’associazione tra questi funghi e i suoli calcarei, sono frutto di osservazioni inesatte, effettuate su ristrette aree geografiche, anche distanti ma simili, con campionatura del tutto insufficiente dei boschi del territorio italiano. In pratica, campionando un ristretto numero di boschi con suoli calcarei, si è giunti ad affrettate conclusioni e si è attribuita questa caratteristica alla specie.

Da anni raccogliamo regolarmente Trombette dei Morti (Craterellus cornucopioides) su suoli granitici, anche con sabbioni arcosici, del Massiccio Granitico Biellese, oltre che sui suoli Kinzigitici, con Scisti e Gneiss della Serie dei Laghi e sui Gabbri, Gabbronoriti della serie Ivrea-Verbano. Nulla a che fare con i calcari.

Allo stesso modo però, dobbiamo dire che, raccogliamo regolarmente questi funghi anche sui suoli calcarei dolomitici-fossiliferi del Monte Fenera di Borgosesia-Valduggia-Grignasco in provincia di Vercelli, perciò il pH del suolo non ci appare affatto come un discrimine o una corsia preferenziale per la vegetazione di questa specie fungina.

Non basta. Su molti libri e siti web, leggiamo che questa specie fungina predilige i suoli drenanti (ce lo conferma anche l’A.I. interrogata, a conferma che sul web AI trova informazioni errate). Su altri testi leggiamo che le nostre Trombette prediligono invece i suoli ricchi di humus, ma ben asciutti «Craterellus cornucopioides tende ad evitare gli ambienti troppo umidi», questo ci dice ancora AI se insistiamo ad interrogarla. Peccato che le nostre migliori colonie di fruttificazione si trovano su suoli granitici ricoperti da spessa lettiera, con molto humus in decomposione, sempre in prossimità di scoli d’acqua, sorgenti, sorgentine, deflussi di acqua piovana, insomma sempre in prossimità di humus molto umido, addirittura quasi persino pregno d’acqua, e comunque in ambienti necessariamente umidi.

A far partire le fruttificazioni di questa specie fungina, sono comunque sempre importanti temporali estivi-autunnali, con accumuli di pioggia importanti, in grado di umidificare a sufficienza la lettiera, quel tanto che basta a far germinare le spore dormienti e sviluppare adeguatamente i neonati miceli.

PERIODO DI FRUTTIFICAZIONE

Anche riguardo al periodo di fruttificazione di questa specie fungina, dobbiamo rilevare come, molte fonti disponibili consultate, danno indicazioni fuorvianti o non aggiornate/inesatte.

Su libri e web leggiamo ancora quello che appare come il più insopportabile tra i luoghi comuni, ovvero che Craterellus cornucopioides (Trombette dei morti), fruttificano prevalentemente in concomitanza con la ricorrenza di Ognissanti-Commemorazione dei defunti.

In realtà sappiamo tutti quanti che questi funghi non sono assolutamente funghi esclusivamente novembrini. Addirittura ci sono annate in cui ai primi di novembre le loro fruttificazioni sono già cessate da mesi. Le prime Trombette dei Morti ci vengono puntualmente segnalate dai nostri lettori-utenti Chat Telegram a partire dalla metà di Luglio quando sui monti della Liguria e Centro Italia si verificano forti temporali, con buon shock termico, che determina la germinazione delle spore dormienti. La nostra Chat è piena di segnalazioni-fotografie-reportage da parte dei nostri lettori, che ne certificano la precoce presenza.

Il grosso delle fruttificazioni però avviene, sempre sui monti, dal Piemonte al Lazio-Abruzzo subito dopo il primo break estivo che in genere si verifica subito dopo il Ferragosto, tra il 15/20 di Agosto e la prima quindicina di Settembre. Tanto più a lungo durano i temporali di questo periodo di rottura stagionale, tanto più a lungo dureanno le fruttificazioni che possono raggiungere l’apice tra fine Agosto e fine Settembre. In alcune annate particolarmente siccitose, le Trombette dei morti hanno smesso completamente di fruttificare entro fine Settembre-metà Ottobre sui monti, poiché dopo la siccità è sopraggiunto improvviso il freddo-secco senza precipitazioni.

Solamente a patto che l’autunno risulti poco ventoso, fresco ma non gelido, assai umido e non caldo-secco, le fruttificazioni possono proseguire ma solo in bassa montagna e più facilmente in collina e poi anche al piano.

Ciò che conta per questa specie fungina non è in assoluto il calendario, quanto la frequenza delle precipitazioni e l’assenza di gelate e/o strampalate ondate di caldo-secco tardivo. Se il clima, così come sta accandendo spesso nel corso degli ultimi anni, si mantiene insolitamente temperato fino a Novembre, con poco vento, frequenti piogge, assenza di nevicate e assenza pure di siccità, le nascite possono proseguire tra colline e piano anche fino a fine Novembre ma, perché ciò accada occorre che il clima sia davvero clemente.

Durante il mese di Novembre è facile che si possano ancora trovare le ultime Trombette lungo le coste liguri, lungo il litorale tirrenico, dalla Versilia al Golfo di Gaeta, sull’Isola d’Elba (che tutto è tranne che calcarea) e in Sardegna. Più rari i ritrovamenti nell’entroterra, salvo che il clima si mantenga umido e clemente, oltre che privo di eccessi e di vento.

In presenza di clima umido questi funghi possono presentarsi di un colore scuro che può persino diventare nero corvino, frequentemente con la parte esterna dell’imbuto di un colore quasi madreperlaceo che varia dal bianchiccio al grigio, al blu-nero, comunque di un colore decisamene più chiaro rispetto alla parte interna dell’imbuto.

Viceversa, con clima secco, allora i colori di questa specie fungina possono cambiare radicalmente, passando dal grigio al beige-marrone.

🔥💥 ALCUNE CURIOSITA’

🍴👨‍🍳 In passato si è scritto e detto frequentemente che le Trombette dei morti venivano considerate come il “Tartufo dei poveri”. In realtà per quanto deliziose-squisite e profumate possano essere, tutto si può dire di questi funghi, tranne che possano ricordare odore-sapore dei Tartufi. Forse si usava questa espressione per l’uso tipico che si faceva in cucina, che consisteva nel farle essiccare poi, di sbriciolarne una manciatina su di una buona pasta al pomodoro, come si trattasse di buon parmigiano o meglio ancora, al posto di scaglie di tartufo.


🍴👨‍🍳 Se vuoi rendere il tuo risotto ai funghi insuperabile, anziché bagnarlo con un brodo vegetale, metti nella pentola in cui farai il brodo, solamente una generosa manciata di Trombette dei morti. Questo brodo renderà il tuo risotto squisito da leccarsi i baffi.


🌬🌀 Le Trombette dei morti sono tra i funghi più facili da essiccare. Anche se non possiedi un essiccatore, puoi ottenere facilmente una scorta di questi funghi secchi per l’inverno, tagliando il piede con un coltello, quindi infilando nel suo imbuto ago e filo, formando una fila di trombette che appenderai sui fili della biancheria al caldo e in ombra per un paio di giorni, in base all’andamento delle temperature diurne, avendo cura di ritirarlo alla sera, perché non prenda la rugiada notturna.


🍄🍄 Le Trombette dei morti sono funghi che danno molta soddisfazione perché, nei luoghi di crescita, se ne trovano sempre in grande abbondanza. Non solo le si trova numerosissime su appezzamenti a colorare l’intera lettiera, ma crescono anche appressate le une alle altre, spesso anche unite al piede in veri e propri ceppi di decine di esemplari, uno apiccicato all’altro, a contendersi l’aria.


🍄🍄 Se trovi uno spot in cui siano presenti le Trombette dei morti, memorizzalo poiché per diversi anni le troverai sempre nel medesimo posto, fin tanto che il nutrimento offerto dalla lettiera e dal sottostante humus non si sia eventualmente esaurito.


SEGNI DISTINTIVI / CARATTERISTICHE

COME RICONOSCERE CRATERELLUS CORNUCOPIOIDES

Il corpo fruttifero di questo fungo è facilmente riconoscibile, grazie alla sua inconfondibile forma a cornucopia-imbuto e grazie ai suoi colori distintivi che peròm, oltre a renderlo facilmente identificabile, lo rendono anche assai mimetizzabile nell’ambiente circostante.

Quello che possiamo definire come “imbuto” è di fatto il contenitore delle spore. L’imenoforo/imenio (la parte fertile) si trova esclusivamente nella parte esterna di questo imbuto, ed appare di un colore grigio che, con clima secco, può addirittura quasi sembrare bianco. L’intero corpo fruttifero può essere assai piccino, come pure molto grande. Può avere un’altezza che da una manciata di centimetri può arrivare anche a 10/12/14 cm, negli esemplari meglio sviluppati, con una larghezza che può arrivare fino a 8/10 cm. Naturalmente l’imbuto ha l’inconfondibile forma di cornucopia-tromba, la cui parte interna è leggermente ruvida-rugosa, ricoperta da fine peluria.

Il colore dell’intero corpo fruttifero varia col variare del tempo e della tipologia di bosco. Questo fungo camaleontico infatti sembra quasi che adatti i suoi colori all’ambiente circostante, assumendo i colori marroni delle foglie secche, con clima secco-soleggiato, nero-bluastro-corvino con clima umido-piovoso-uggioso, assumendo identico colore dell’humus e delle foglie pregne d’acqua. Non c’è un unico colore che contraddistingue questi squsiti funghetti. Questo può spaziare in una vasta gamma di colori, che vanno da un grigio molto chiaro, quasi bianchiccio-slavato, se i carpofori maturano in un ambiente assai secco-ventoso, di un grigio più scuro-marroncino, se il clima è umido ma non piovoso. Ci sono poi molte gamme di colore marroncino, più o meno beige-nocciola-camoscio-ocra-marrone-bruno fino ad arrivare ad un bruno testa di moro, che sconfina nel nero, che può anche avere riflessi bluastri e neri corvini, con umidità persistente-uggia e pioggia. L’imenoforo invece è quasi sempre grigio-grigiastro, bianchiccio con clima secco, ma di un grigio scuro-nerastro quasi madreperlaceo con nebbia e uggia. La parte interna del fungo potrebbe avere anche un colore tendente al giallastro.

💥 Se l’intero corpo fruttifero risulta giallo, giallognolo, giallastro, allora ci troveremo di fronte un esemplare di quello che un tempo veniva definito come Craterellus konradii (Bourdot e Maire 1930 + Romagnesi 1995), oggi decatuta come specie a sé stante, inglobata a tutti gli effetti al C. cornucopioides come semplice variante di colore, e non come varità o specie autonoma. La sua colorazione gialla, è stato recentemente dimostrato attraverso l’analisi del DNA, è dovuta ad un semplice difetto di pigmentazione.

Il margine del “cappello” dell’imbuto superiore è ondulato, ripiegato, sottile e assai flessibile. L’imenoforo è inizialmente liscio ma poi diventa rugoso longitudinalmente con aspetto a creste. La parte inferiore, il “gambo” è quasi sempre di colore nero-nerastro, tubolare e cavo. Con clima secco-asciutto il cappello, soprattutto in prossimità del margine, può presentare scagliette-squame inglobate nella cuticola, di colore leggermente più scuro rispetto al resto del cappello.

La carne è sottile, secca ma flessuosa, tendenzialmente viscida se pregna d’acqua. Più il corpo fruttifero invecchia e più la sua carne diventa maggiormente fibrosa, quasi legnosa. Ha un ottimo profumo di frutta autunnale-prugne e un altrettanto ottimo sapore che qualcuno dice ricordi molto, ma molto vagamente quello del tartufo ma, probabilmente non hanno annusato frequentemente questo fungo sotterraneo, dal momento che il suo odore gassoso è diametralmente distante da odore e sapore delle squisite e dolci Trombette.

💥NB: a detta di chi lo ha assaggiato, questo fungo da crudo avrebbe uno sgradevole sapore terroso. 

Caratteristiche microscopiche

Le spore sono elissoidali-ovaloidi e apicolate, lisce, non amiloidi, perciò non reagiscono chimicamente con lo iodio. Hanno dimensioni di 12-17 x 7-10 micron. La sua sporata è bianca, perciò da adulto e con clima sufficientemente secco, il suo imeno può apparire spesso bianchiccio. I basidi portano 2 sterigmi claviformi. Le cistidi hanno dimensioni e aspetto simili ai basidi ma leggermente più sottili e arrotondati all’apice. Il corpo fruttifero reagisce colorandosi di nero con l’idrossido di potassio.

ATTENZIONE ALLE POSSIBILI CONFUSIONI

⛔💥💥 Molto spesso ci capita che nostri lettori ci inviino foto di funghi neri trovati nei boschi che, a detta di chi li ha rinvenuti, e non ha mai raccolto prima le Trombette dei morti, potrebbero essere loro, ci viene perciò chiesta conferma. Quasi sempre si tratta di “rimasugli” di vecchie Russule, in particolar modo di Russula adusta (ex Russula nigricans), che possono rimanere nel bosco a lungo in forma in via di decomposizione, con corpro fruttifero annerito che tende a seccare con aria secca, salvo re-idratarsi leggermente con la pioggia. La forma vagamente imbutiforme di questi funghi neri ricorda leggermente le Trombette dei morti ma, se si osserva attentamente e se si prende in mano uno di questi funghi, ci si accorge immediatamente che si tratta di vecchi funghi in decomposizione.

Sosia di Craterellus cornucopioides - Russula in decomposizione
Sosia di Craterellus cornucopioides – Russula in decomposizione

COMMESTIBILITA’

Trattasi di ottimo fungo commestibile. Non c’è molto da dire sulla commestibilità di questo fungo, la cui bontà è riconosciuta, non soltanto dalla sua popolarità, quanto da cuochi e chef stellati. Come già accennato in precedenza però, secondo alcune fonti, da crudo questo fungo avrebbe un cattivo sapore terroso.

Un recente studio effettuato da una Università Portoghese, ha stabilito che 100 grammi di Trombette dei Morti essiccate contengono:

  • 69,45 g di proteine 
  • 13,44 g di carboidrati (principalmente mannitolo, un alcol di zucchero)
  • 4,88 g di grassi, pari a 378 calorie
  • Contengono gli acidi grassi, principalmente della varietà polinsaturi, oltre a fenoli  e flavonoidi 
  • 87 mg di vitamina C

Le Trombette dei morti si prestano per la preparazione di molti piatti. Puoi usarle in cucina sia fresche che essiccate.

Se fresche, puoi farle trifolare con cipolla o aglio a tuo piacimento, con burro al posto dell’olio e nevicata di prezzomolo (a gusto personale) finale.

Se essiccate, le puoi utilizzare come insaporitore (alternativo al dado vegetale), in tutte quelle preparazioni in cui aggiungeresti appunto il dado vegetale. Puoi sbriciolarne un pizzico o una manciata come insaporitore finale, senza dargli cottura, facendole rinvenire con l’umido della pietanza stessa, oppure puoi anche utilizzarle durante la cottura. Sono ottime insaporitrici di arrosti e polente, oltre che ovviamente di squisiti risotti.

La polvere di Trombette dei morti, può essere utilizzata come spezia alternativa alle comuni spezie orientali, ideale è utilizzare un mix di polvere di Trombette con pepe e sale.

Ispettorati micologici

SPECIE SIMILI

La specie che più somiglia al Craterellus cornucopioides è senza dubbio Cantharellus cinereus.

► Cantharellus cinereus è davvero difficilmente distinguibile se non si è attenti osservatori. Lo riconosci anzitutto per il suo habitat di Abete, anziché di latifoglie. Ha ugualmente forma d’imbuto-tromba ma meno pronunciata, il cappello è più aperto e meno allungato con colorazione grigio-nera. Sotto al cappello presenta pseudo-lamelle, scanalature più evidenti-pronunciate, il gambo è nero, cavo e più solido rispetto alle Trombette. É decisamente meno comune rispetto al C. cornucopioides, assai comune nei boschi di conifere dell’Appennino centro-meridionale, qua spesso rinvenuto anche in boschi di solo Faggio, e nelle abetaie delle Alpi. Nell’est europeo è segnalato invece come specie tipica delle Faggete.

► Craterellus undulatus è un altro sosia davvero molto simile. Ha un cappello assai sinuoso-riccamente ondulato-arricciato. Potrebbe somigliare ad un Craterellus lutescens ma decisamente più arricciato e meno marrone, più grigiastro-marroncino con imenio grigio-biancastro venoso-corrugato decorrente su di un gambo minuto e bel slanciato. Ha un odore poco proununciato e fruttato, sapore dolciastro. Cresce tra le latifoglie, spesso sul muschio vicino a fonti d’acqua. Lo si trova comunemente in periodi molto umidi, anche in Pianura Padana, in prossimità di bui canali-fontanili di boschi planiziali.

► Craterellus lutescens è una specie affine tipica dei boschi di conifere-Pini. Specie tipicamente tardo autunnale-invernale è anche detto comunemente il “Fiammiferino” o più facilmente “Finferla” al femminile, per distinguerla dal più conosciuto Finferlo/Galletto. Scopri tutto su questa specie nell’apposita scheda → Craterellus lutescens.

► Finferli-Cantarelli ovviamente qualunque Finferlo somiglia molto alle Trombette dei morti ma, ovviamente solo per forma imbutiforme, non certo per la forma a tromba-imbuto. Puoi trovare nel nostro sito la descrizione di alcune tra le specie di Finferlo/Galletto/Cantarello più comuni in Italia. Già recensiti:


FOTOGALLERY

LE TROMBETTE DEI MORTI /TROMBETTE DA MORTO

Craterellus cornucopioides Trombette dei morti
Craterellus cornucopioides – Trombette dei morti con clima umido e colorazione nerastra
Craterellus cornucopioides Trombette dei morti
Craterellus cornucopioides – Trombette dei morti
Craterellus cornucopioides Trombette dei morti
Craterellus cornucopioides – Trombette dei morti
Craterellus cornucopioides Trombette dei morti
Craterellus cornucopioides – Trombette dei morti con clima asciutto
Craterellus cornucopioides Trombette dei morti
Craterellus cornucopioides – Trombette dei morti con clima secco e colorazione grigiastra
Craterellus cornucopioides Trombette dei morti
Craterellus cornucopioides – Trombette dei morti con clima secco e colorazione grigiastra
Craterellus cornucopioides Trombette dei morti
Craterellus cornucopioides – Trombette dei morti con clima secco e colorazione grigiastra
Craterellus cornucopioides Trombette dei morti
Craterellus cornucopioides – Trombette dei morti con clima secco e colorazione grigiastra
Craterellus cornucopioides Trombette dei morti
Craterellus cornucopioides – Trombette dei morti con clima secco e colorazione grigiastra

Last Updated on 25/02/2026 by Redazione FM

Questo articolo ha 3 commenti

  1. alfonso

    Omelette di finferla (cantarello lutescens) forse uno dei piatti di funghi migliori

  2. Marina

    Non ha sosia velenosi ?

    1. Redazione FM

      Ciao Marina. No, in teoria no, l’unico fungo simile è la Helvella Lacunosa ma, se osservi attentamente i due funghi ti accorgi che sono completamente diversi, la Trombetta è una cornucopia, l’Helvella ha un “cappello” simile a quello delle suore, alato con molti lobi, inoltre mentre la Trombetta profuma di buono, l’Helvella puzza di cadavere e ciò nonostante c’è chi la consuma ugualmente. Anche la Russula adusta di cui parlo nell’articolo (ex Russula nigricans) per quanto simile, può essere confusa solo quand’è ormai secca da mesi nei boschi ma, ovviamente essendo un fungo secco-morto è facile capire non essere lei la Trombetta. Infine, questa Russula cresce sempre isolata, una qua, una là, mentre le Trombette nascono sempre a gruppi più o meno numerosi, spesso formando veri tappeti grigio-marrone-nerastro di cornucopie addossate le une alle altre. Ovviamente con tutti i funghi la prudenza è sempre d’obbligo, ma questa è sicuramente una specie che è facilissimo identificare, non fosse altro per il suo ottimo profumo.

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Angelo Giovinazzo

Divulgatore scientifico e studioso di Scienze Naturali, appassionato di Micologia, Geografia e Geologia. Dopo un’esperienza come redattore meteo, nel 2018 ha fondato Funghimagazine.it, oggi punto di riferimento per migliaia di appassionati. È autore di L’Arte di Cercare Funghi, edito da Newton Compton Editori (10/10/2025).