
In estate i funghi vanno in vacanza? Aggiornamento nascite funghi 27-06-2025
Nel sentire comune, quando l’estate esplode e il sole picchia forte, si immagina un bosco arso e silenzioso. Ma la natura è molto più sfaccettata. E anche tra i periodi più caldi dell’anno… i funghi non si prendono tutti una pausa, anzi. Ecco dove nascono ancora e nasceranno la prossima settimana
Aggiornamento nascite funghi 27-06-2025 – Prima parte
“Luglio e agosto? Scordateli, fa troppo caldo per i funghi!”
Così dicono in tanti, convinti che l’estate sia una stagione morta per i boschi.
Ma sarà davvero così?
L’errore dell’approccio “stagionale assoluto”
- Il calendario non è una legge della natura.
- Luglio e agosto non sono mesi “senza funghi”, ma mesi selettivi.
- I porcini, ad esempio, non nascono ovunque, ma dove ci sono le condizioni giuste: boschi freschi, suoli profondi, temporali pomeridiani, brezze umide notturne.
Molto, troppo spesso, quando si parla di funghi, ci si imbatte in un luogo comune duro a morire: quello che lega la crescita fungina a un preciso calendario micologico. Per decenni la micologia ufficiale ha effettivamente fatto affidamento su questi calendari, supportata da un clima che – fino ai primi anni ’80 – era piuttosto regolare e prevedibile.
Ma da allora il mondo è cambiato. Il riscaldamento globale è ormai una realtà evidente e innegabile, e con esso è cambiata anche la dinamicità atmosferica. Le stagioni non seguono più gli stessi ritmi, e così pure i funghi. I calendari micologici oggi sono più validi sulla carta che nei boschi.
Da anni assistiamo a continue anomalie nelle fruttificazioni. Funghi tipicamente autunnali, come i Porcini rossi (Boletus pinophilus), in certe annate scompaiono in autunno se il caldo persiste fino a novembre. Al contrario, i Porcini chiari autunnali (Boletus edulis), considerati da manuale esclusivamente autunnali (tanto da essere noti come “Porcini autunnali”), da tempo fruttificano già in primavera se la stagione è sufficientemente mite e piovosa.
Il calendario dei funghi, quindi, non è legge di natura, ma una costruzione delle nostre abitudini schematiche. E mentre noi stentiamo ad aggiornarci, i funghi si sono già adattati al nuovo clima da oltre 40 anni.
Luglio e agosto: mesi senza funghi?
Assolutamente no. Sono mesi selettivi, questo sì. Mesi che possono regalare grandi soddisfazioni a chi sa interpretare bene clima e territorio.
Per avere nascite fungine estive, è essenziale che le piogge arrivino con una certa regolarità e soprattutto che siano adeguate, non necessariamente abbondanti. Non servono nubifragi: bastano piogge capaci di idratare correttamente il terreno, penetrando in profondità senza dilavare via tutto.
Piogge adatte e piogge inadatte per i funghi
Una delle domande più frequenti nella nostra chat Telegram o via mail è:
“Qual è la quantità giusta di pioggia per far nascere i funghi?”
La risposta è sempre la stessa: non esiste un valore assoluto valido per tutti i luoghi e per tutte le specie. Tutto dipende da numerose variabili (tipo di suolo, vegetazione, altitudine, esposizione, microclima…).
Tuttavia, possiamo dire che per attivare la nascita dei funghi, è necessario che le spore presenti nel suolo si idratino, generando un micelio primario. Questo, a sua volta, dovrà trovare condizioni ideali per crescere: umidità costante e la presenza di radici da micorrizare o di una rete miceliare già attiva con cui connettersi.
Il ruolo dei temporali estivi
Le piogge estive, se seguite da notti umide e giornate non troppo torride, possono innescare nuove buttate. L’acqua assorbita dal suolo agisce da “scintilla riproduttiva”, ma solo se il micelio è già formato e in buone condizioni.
In pratica: non serve un accumulo importante se la pioggia è caduta nel modo giusto. Un forte rovescio può andar bene, ma solo se preceduto o seguito da piogge leggere e durature, che non scorrono via ma penetrano in profondità, raggiungendo la rizosfera.
Pensare che servano “almeno 50 mm di pioggia” per giustificare una gita è un approccio fuorviante. A volte bastano 20 mm distribuiti bene, soprattutto se il suolo era già inumidito o se la zona è ombrosa e riparata dal vento.
Il momento più critico: la nascita del micelio
La fase più delicata nel ciclo di vita dei funghi è quella della schiusa della spora e della formazione del micelio primario. Se il micelio non riesce a trovare radici o altri miceli con cui collegarsi, rischia di perire. Anche se sopravvive, potrebbe vegetare per anni senza mai produrre funghi visibili.
Pioggia sì, ma anche temperature adeguate
In piena estate, affinché si formino funghi, deve piovere nel modo giusto, come appena visto, ma anche le temperature devono essere contenute. Sopra i 30°C, funghi e miceli soffrono: aumenta l’evapotraspirazione, l’umidità evapora più rapidamente e si rischia la disidratazione.
Come gli esseri umani sudano, anche i funghi “perdono acqua” rapidamente, senza possibilità di reintegrarla. Per questo motivo, se vogliamo cercare funghi in estate, dobbiamo puntare su zone montane o fresche, dove le massime non superino i 30°C nei giorni immediatamente successivi alle piogge.
E se troviamo boschi apparentemente secchi? Nessun problema: ciò che conta non è l’aspetto superficiale della lettiera, ma l’umidità residua nella rizosfera. Un terreno ben idratato sotto la superficie può ancora dare frutti.
La rete miceliare e l’acqua “a distanza”
Un micelio ben connesso alla rete del bosco può trasportare acqua anche da fonti lontane, grazie alle sue connessioni con la rete idrica sotterranea (falda, riserve interrate, ecc.). Per questo in montagna l’acqua non è quasi mai il problema. Il vero nemico è spesso il vento caldo e l’esposizione al sole, che asciugano rapidamente la lettiera.
I versanti sopravento, dove sale costantemente aria calda dai fondovalle, sono più secchi. I versanti sottovento, pur soleggiati, se riparati, trattengono meglio l’umidità.
Come ripeto da anni: non è solo questione di micologia, ma di geografia!
🌧️ METEO & FUNGHI
DOVE È PIOVUTO NELL’ULTIMA SETTIMANA?
Nel precedente articolo di aggiornamento nascite funghi abbiamo descritto le piogge cadute tra il 14 e il 19 giugno. Vediamo ora cos’è accaduto nella settimana successiva, dal 20 al 26 giugno.
📍 20 giugno: ancora piogge al Sud
Le piogge del 19 giugno sono proseguite anche il giorno seguente, soprattutto nella bassa Lucania (tra le Dolomiti Lucane e il Golfo di Sapri, fino alle coste ioniche). Restano ai margini le zone più assetate della Puglia, con solo deboli piogge sulle Murge occidentali.
Piogge discrete in Cilento, su tutta la Calabria tirrenica (fino alla Sila) e in quasi tutta la Sicilia, esclusi il Trapanese e le coste siracusane.
Intanto i primi temporali iniziano a manifestarsi tra Ovest Piemonte ed Est Lombardia.
⛈️ 21 giugno: vera perturbazione al Nord-Ovest
Una perturbazione vera e propria ha sfondato l’arco alpino portando nubifragi diffusi tra Piemonte, Liguria e Lombardia.
In alcune zone si sono superati i 50 mm di pioggia.
Tra la bassa Vercellese e l’Alessandrino, violenti temporali accompagnati da grandine e raffiche di vento hanno provocato danni: alberi divelti, tetti scoperchiati.
Violenta grandinata anche su Arenzano (GE).
Le zone con i maggiori accumuli:
- Biellese e alto Vercellese
- Alessandrino, alto Astigiano orientale
- Cuneese, interno dell’Imperiese, Savonese centro-orientale, Genovesato occidentale
- Piacentino, Parmense
- Lomellina occidentale
Buone piogge anche in Lombardia centrale, alta Toscana, Amiata, Monti Simbruini, Reggino e Sardegna centro-orientale.
🌦️ 22 giugno: piogge sparse al Centro
Precipitazioni più leggere su:
- Bassa lombarda orientale
- Emilia-Romagna centrale, dalla pianura all’Appennino
- Toscana interna, con picchi su Senese e Amiata, sconfinamenti su Umbria ovest e Viterbese
- Buone piogge anche su Aquilano, Frusinate, Colli Albani e Sardegna nord-orientale.
🌄 23 giugno: ultime piogge al Nord e in quota
Piogge residue su:
- Torinese montano, Cuneese, Imperiese
- Lombardia nord-orientale
- Trentino-Alto Adige (eccetto la bassa valle dell’Adige)
- Alto Veneto e Friuli Venezia Giulia (solo in area montana)
Leggeri rovesci anche su Sicilia meridionale.
🔥 24–25 giugno: caldo africano e cielo sereno
Tre giorni di sole e caldo intenso su tutta Italia.
Da segnalare un’anomalia sconvolgente: il record assoluto di caldo sul Monte Rosa.
Alla Capanna Margherita, il 25 giugno la stazione meteo di Arpa Piemonte ha registrato una temperatura massima di +10,1°C, eguagliando il valore record del 29 giugno 2019.
Un dato che evidenzia la presenza di aria caldissima in quota, con ricadute dirette sulle zone sottostanti: pianure roventi con punte fino a 40°C.
Un fenomeno che dovrebbe preoccupare, ma che passa inosservato in una società convinta che bastino condizionatori e comfort per proteggersi, dimenticando che l’energia che usiamo deriva dagli stessi idrocarburi responsabili di questo squilibrio climatico.
🌩️ 26 giugno: nuovi temporali in arrivo
Nella giornata di giovedì 26 giugno un nuovo impulso temporalesco è giunto al Nord, esattamente a una settimana dal precedente.
Dove privo di grandinate distruttive, potrebbe essere provvidenziale per innescare nuove nascite fungine, specialmente in quota o in bassa montagna, dove le temperature restano più contenute.
In giornata le piogge maggiori in area prettamente alpina settentrionale.
Dal torinese alla Valle d’Aosta-Biellese-Verbano Cusio Ossola, passando per alpi Retiche, Alto Adige, alto Veneto e Friuli Venezia Giulia, importanti temporali hanno portato generose rinfrescate accompagnate da forti rovesci, fortissime raffiche di vento e localmente anche grandinate, come quella che a Crodo in Ossola ha lanciato al suolo palle da golf di ghiaccio e un accumulo pluviometrico attorno agli 80 millimetri.

Nel resto d’Italia ha prevalso il caldo rovente con ulteriori temperature prossime ai 40° nella pianura dell’Arno e zone interne del centro Italia. Un buon rovescio provvidenziale anche sul Cilento e Salernitano. Piogge più contenute sulla Lucania occidentale e attorno a l’Aquila.
Nella mattinata del 27 giugno ultime piogge su Veneto orientale e Friuli Venezia Giulia mentre l’Anticiclone Africano promette altre giornate roventi.
🍄 È GIUNTA L’ORA DEI PRIMI PORCINI NERI?
Luglio è storicamente il mese che segna l’inizio della stagione per i Porcini neri (Boletus aereus). E i cambiamenti climatici – con estati sempre più calde – sembrano favorire proprio questa specie, a patto che venga rispettata una condizione fondamentale:
Un temporale estivo ben assestato, con relativo shock termico.
Cosa si intende per shock termico?
Un rapido passaggio da caldo secco a un violento temporale con molta pioggia fredda, magari anche un po’ di grandine – purché di piccole dimensioni, tale da raffreddare senza distruggere.
In annate favorevoli, i primi Bronzini (Porcini neri) si trovano già a inizio giugno al Sud e nelle Isole. Entro fine mese, la fruttificazione si estende anche al Centro e Nord Italia.
Nel 2025, però, non è ancora stata una grande annata nemmeno per loro. Dopo le nascite stentate dei Porcini rossi, ora anche i Bronzini faticano a decollare. I Porcini estivi stanno deliziando solo le aree che hanno beneficiato di temporali intensi e frequenti.
Tra le regioni più favorite, spicca la Liguria, che dopo lunghi digiuni sembra finalmente rispondere con le prime buttate.
🍄 DOVE NASCERANNO I FUNGHI QUESTA SETTIMANA?

🔻 SUD ITALIA E LAZIO
SCIMMIA INQUIETA: possibili nascite da prendere al volo!
È finalmente tornata un po’ di pioggia anche al Sud, e le perturbazioni di metà giugno potrebbero iniziare a dare i primi frutti là dove il caldo è meno opprimente, quindi in montagna o su versanti collinari ombrosi, riparati dal vento caldo.
Sicilia
Nonostante il caldo torrido, alcune nascite di Porcini neri e altri funghi estivi sono possibili, soprattutto dopo le piogge del 18, 19, 20 e 23 giugno. Le aree più favorite:
- zone montano-collinari del Palermitano,
- Monti Sicani,
- Monti Erei,
- aree settentrionali montuose dell’isola.
Altrove, nascite sporadiche e di brevissima durata.
Calabria
Situazione meno promettente. Qualche possibilità:
- Serre reggine, tra Aspromonte e Serra San Bruno;
- forse qualche nascita tra Sila Grande, Orsomarso e Pollino.
Basilicata e Cilento
Buone prospettive:
- Dolomiti Lucane,
- alte valli dell’Agri e Sinni,
- Appennino Lagonegrese,
- sconfinamenti verso Maratea, Golfo di Sapri e monti del Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Campania
- Nascite discrete sui monti dell’Avellinese;
- buone chance anche nel Beneventano e in particolare Irpinia montana.
Molise
Nascite più scarse, possibili tra Campobasso e le faggete montane dell’Isernino. Si tratterà quasi sicuramente di episodi mordi e fuggi.
Puglia, costa molisana e abruzzese
Poco o nulla da segnalare, salvo:
-
Abruzzo interno: qualche possibilità tra Aquilano, Gran Sasso, Laga, Sirente-Velino e Monti Simbruini.
Lazio
-
Deboli segnali sui Colli Albani e in Sabina, solo in conche riparate dal caldo e dal vento delle pianure laziali.

⛰️ CENTRO ITALIA
SCIMMIA INQUIETA anche al Centro Italia: ci sono state alcune buone piogge, è ora di raccogliere i frutti prima che sia troppo tardi!
Umbria
Le piogge sono state modeste ma costanti nel sud della regione, sufficienti a inumidire il terreno.
Aree favorite:
- Monti di Norcia, Laga umbra, Alto Nera;
- colli attorno a Terni.
Nascite più sporadiche tra confini con Marche e Toscana.

Toscana e Romagna
Clima rovente (quasi 40°C in pianura), ma con diversi temporali recenti, troppo freschi per generare nascite immediate.
Buone prospettive a fine settimana:
- Amiata, Senese, Valle dell’Elsa;
- Appennino toscano: da Lunigiana a Casentino-Falterona, fino ai colli romagnoli.
Marche
Discrete nascite attese:
- tra Ancona e i parchi del Catria, Frasassi, Furlo;
- settori settentrionali: Urbinate, Carpegna, Sasso Simone (Aretino).
🔼 NORD ITALIA
SCIMMIA ALTA: locali ottime piogge recenti, è ora di correre verso i monti e approfittare delle locali buone nascite!

Romagna e medio Appennino emiliano
Le abbondanti piogge del 16 e 17 giugno (fino a 80 mm) potrebbero già dare i primi frutti.
Possibili nascite di Porcini neri e Finferli, tranne nelle zone collinari più calde.
Colli emiliani tra Bologna e Piacenza
Piogge ripetute e ben distribuite.
Le prime nascite sono probabili, ma attenzione al vento e al caldo torrido che sale lungo le valli e potrebbe limitarne la durata.
Liguria
Le piogge frequenti stanno finalmente mostrando i primi risultati:
Porcini estivi e Finferli già raccolti dai più temerari.
Zone favorite:
- confine tra alto Arroscia-Centa, Tanarello, Tanaro, Imperiese e Savonese interno fino all’alto Bormida;
- il grosso delle nascite è atteso tra metà e fine settimana, soprattutto su:
- Genovesato occidentale, confini col Piacentino e Parmense.

Piemonte
Le nascite sono ancora timide e disomogenee.
- Prime piogge utili il 13–14 giugno tra Cuneese e Alpi occidentali, poi nuove precipitazioni tra 15 e 21.
- Zone più promettenti: alto Monregalese e alto Bormida, ma la distribuzione è molto discontinua.
Per risultati concreti, servirà attendere fine settimana o inizio luglio, monitorando radar e temperature.
Valle d’Aosta
Nonostante le piogge, il gran caldo nei fondovalle (fino a 30°C) potrebbe aver bloccato le fruttificazioni.
Zone montane orientali più favorite.
Lombardia
Nascite sicure in arrivo nei settori montani nord-orientali (grazie alle piogge di metà mese).
Sfavoriti:
- Valtellina occidentale (più soleggiata e secca),
- Oltrepò pavese, dove le piogge sono state scarse e troppo recenti.
Trentino-Alto Adige
È il momento giusto per questa regione, soprattutto:
- settori nord-orientali,
- sconfinamenti su Alto Veneto, Carnia, Dolomiti Bellunesi,
- zone di confine tra Bolzano e Belluno, fino al Tirolo.
Prime nascite di Porcini rossi, Porcini edulis, Finferli e altri estivi.
Sfavorito il basso Trentino e la bassa valle dell’Adige, colpite dal caldo.
Veneto
Sud-ovest e pianure arroventate, ma il nubifragio del 16–17 giugno potrebbe generare nascite su:
-
settori collinari e pianeggianti centrali (Porcini neri e Boletus aestivalis).
Friuli Venezia Giulia
Zone favorite:
-
settori di confine con la Slovenia, Carso e Collio, anche se limitati da vento e caldo.
Nascite più deboli ma non impossibili su Alpi Giulie e settori occidentali.
🔚 IN CONCLUSIONE
Aggiornamento nascite funghi 27-06-2025 – Ultima parte
Il grande caldo estivo non bloccherà completamente le nascite, ma renderà le buttate brevi, intense e imprevedibili.
Le piogge – anche abbondanti – sono spesso seguite da picchi termici elevatissimi, che accorciano il ciclo dei funghi.
L’ultimo weekend di giugno e la prima settimana di luglio potrebbero regalare sorprese in molte regioni, ma solo a chi saprà cogliere il momento giusto.
⏳ Un consiglio finale:
Le nascite saranno rapide, spesso non dureranno più di 2–3 giorni.
Bisogna saper leggere il territorio, intuire i tempi e non aspettare troppo.
Perché anche brevi episodi possono regalare emozioni indimenticabili.
Aggiornamento nascite funghi [email protected]
Last Updated on 22/02/2026 by Redazione FM


Bellissimo articolo, come sempre del resto! Per quanto riguarda l’Amiata, considerata la quota media (1200/1300) e considerate le ultime piogge consistenti (21 giugno), non sarebbe più probabile una qualche nascita il prossimo weekend, piuttosto che il corrente? Grazie mille anticipatamente
Ciao Andrea e grazie per l’apprezzamento. Hai perfettamente ragione ma, considerato che le prime timide docce (più rugiade notturne) ci sono state già il 15/16/17 con qualche millimetro in più il 19 e piogge più consistenti il 21 e 22, anche se apparentemente presto, dovrebbero esserci già Finferli e Russule ma anche i primordi dei primi Porcini che poi da domenica in avanti dovrebbero risultare grandi quanto basta per spuntare fuori dalle lettiere. Anche se lievi, le locali docce di metà mese, hanno iniziato a stimolare i miceli e innescare i primi processi riproduttivi. Il lasso di tempo che intercorre tra la prima, l’ultima pioggia e le prime nascite di funghi è molto variabile, non è mai fisso, può variare da 6/7 giorni fino addirittura 18 e persino 20 giorni. Per fortuna questa non è una regola fissa, altrimenti cercare funghi sarebbe persino noioso 😜🔥🍄🍄🍄
Ormai il venerdì mi sveglio con il pensiero di leggere il nuovo articolo Scimmiaebbasta 🐒😂 come sempre il TOP ❤️ specialmente quando leggo che nelle mie zone ci possono essere delle speranze 🍄🟫🍄🟫🍄🟫 👏❤️💯🔥
Ah ah ah Mary. La scimmia del venerdì. Ormai chi lavora non aspetta altro che il weekend per poter andare nei boschi. Eh sì, dai qualche speranza c’è anche per la Sicilia. Incrociamo le dita! 🤞👍😉🍄🍄
Buongiorno e complimenti sia per gli articoli che per la scimmia 🐵. Secondo voi è possibile che esca qualcosa in alta val Vigezzo? Grazie
Ciao Lele e grazie per l’apprezzamento. Sì, è più che possibile, anche se l’argomento meriterebbe una risposta ben più dettagliata che, se hai pazienza di attendere ancora qualche ora, ti darò nel prossimo articolo di Aggiornamento nascite funghi (che sarà on-line entro sera o al più tardi entro Venerdì 4 luglio di prima mattina), con tutti i dettagli del caso. Nel frattempo impermeabilizza gli scarponi e prepara pure il cesto! 😜🤞🍄🍄
Grazie mille .super gentili…e allora mi preparo..🐵🐵🐵🐵🐵
Prego Emanuele. Grazie mille a te per il tuo feedback 😉🔥🍄🍄