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Quercia – Quercus – Le Querce d’Italia, varietà e diffusione

Sono tra gli alberi più diffusi in Italia ma non sono tutte uguali. Alcune sono presenti soltanto in ambienti mediterranei, altre tra le aree padane o collinari. Scopri come riconoscerle, dove puoi trovarle, e quali funghi possono ospitare

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Come saper riconoscere le varie specie di Quercia presenti in Italia – Dove le puoi trovare, e quali funghi puoi trovare in un bosco di Querce

I BOSCHI DI QUERCIA IN ITALIA

Le piante riconducibili al genere Quercus, in italiano sono comunemente dette ‘Quercia‘.

Quando si parla di varietà di Querce, si tende, a livello continentale a fare alcuni raggruppamenti e distinzioni tra le cosiddette ‘Querce bianche‘ e le ‘Querce Mediterranee‘.

Le prime sono le Querce diffuse in gran parte d’Europa. Le seconde invece, vegetano soltanto negli ambienti boschivi tipici delle aree calde del Mediterraneo.

Secondo i dati deducibili dall’Inventario Forestale Nazionale INFC 2005, le ‘Querce bianche‘ occupavano il 12,6% dell’intero territorio nazionale, mentre le cosiddette ‘Querce Mediterranee‘ occupavano un buon 11,7% del nostro patrimonio forestale nazionale.

QUERCE BIANCHE

Con il termine ‘Querce bianche‘ si indicano le specie di Quercia tipiche delle zone temperate tendenzialmente umide.

La specie tipo è la Quercia Farnia (Quercus robur) ma appartengono allo stesso gruppo anche le Querce tipiche degli Ambienti Mesofili (Temperati, non troppo caldi, non troppo freddi, Mediamente umidi, senza eccessi), che sono: il Rovere (Quercus petrae), il Cerro (Quercus cerris), ed il Farnetto (Quercus frainetto).

QUERCE MEDITERRANEE

Con il termine ‘Querce Mediterranee‘ si indicano invece le specie di Quercia tipiche del Clima Mediterraneo, o degli Ambienti Termofili che in esso si sviluppano, tendenzialmente caldo, con estati sicuramente calde e secche, ed inverni non gelidi ed umidi.

La specie tipo è il Leccio (Quercus ilex), la Quercia sempreverde che occupa la gran parte dei boschi pianeggianti-collinari dalla Liguria alla Sicilia, lungo il Tirreno, e dal Carso alla Puglia lungo l’Adriatico, con assenza nella Pianura Padana e regioni alpine.

Tra le altre ci sono anche la Roverella (Quercus pubescens) più diffusa ma meno tipica dei soli ambienti Mediterranei, la Sughera (Quercus suber), il Fragno o Quercia Macedone (Quercua trojana), la Quercia spinosa (Quercus coccifera), la Quercia Lusitana (Quercus faginea), la Quercia vallonea (Quercus ithaburensis subsp. Macrolepis), la Quercia castagnara o di Virgilio (Quercus virgiliana) e la Quercia Vulcanica (Quercus vulcanica).

ESATTA CLASSIFICAZIONE DELLE QUERCE

La vera classificazione ufficiale delle Querce in realtà è la seguente:

  • Ordine: Fagales
  • Famiglia: Fagaceae
  • Sottofamiglia: Quercoides
  • Genere: Quercus
Il Genere Quercus si divide in varie Sezioni che sono:
GENERE QUERCUS – SEZIONE QUERCUS
  • Q. ilex (Leccio)
  • Q. petrae (Rovere) include anche Q. dalechampii
  • Q. pubescens (Roverella)
  • Q. robur (Farnia)
GENERE QUERCUS – SEZIONE MESOBALANUS
  • Q. frainetto (Farnetto)
  • Q. pyrenaica (Quercia dei Pirenei)
GENERE QUERCUS – SEZIONE CERRIS
  • Q. cerris (Cerro)
  • Q. coccifera (Quercia spinosa)
  • Q. gussonei (per alcuni autori si tratta comunque di Quercus cerris)
  • Q. suber (Quercia da Sughero o Sughera)

In questa classificazione non trovano spazio le Querce non autoctone ,comunque presenti nel nostro paese quali piante da rimboschimento, oppure Querce ornamentali da giardino, quali per esempio la Nordamericana Quercia Rossa (Quercus ruber) oppure altre Querce provenienti da zone esotiche.

Trovierai sul nostro sito articoli/schede monotematiche dedicate ad ognuna di queste specie di Quercia, con dettagliate descrizioni, per esempio trovi già on-line un’ampia scheda dedicata alla ROVERELLA (Quercus pubescens).

LE QUERCE DELLA SEZIONE QUERCUS

LA QUERCIA LECCIO – IL LECCIO (Quercus ilex)

Leccio Quercus ilex
Leccio Quercus ilex – Scheda di Funghimagazine

Anche detto Elce, è la quercia sempreverde più rappresentativa dei boschi e foreste Mediterranei.

Il suo aerale esclude soltanto le zone Alpine e sub-montane. Le colonie più settentrionali d’Italia si trovano in Liguria, sull’Appennino Romagnolo e lungo le coste della Romagna, Veneto e Friuli, con una colonia leggermente fuori sede sui Colli Euganei in Veneto.

Oggi grandi esemplari di quest’albero dalle caratteristiche foglie coriacee che rimangono sempre verdi, si possono trovare in parchi e giardini delle più belle ville sui laghi prealpini, ma anche ad Aosta, questo grazie ai recenti Cambiamenti Climatici che stanno rendendo facile la sua vegetazione in tutta la fascia Prealpina tipica della Vite.

Il Leccio è la specie tipo della fitocenosi detta Quercetum-illicis che caratterizza i boschi delle zone interne del Centro e Sud Italia.

Icona old funghimagazine I funghi del Leccio sono quelli tipici dell’Ambiente Termofilo, ma la specie tipo è il Leccinum lepidum o Porcinello d’Inverno, che ama vegetare tra Lecci, Corbezzoli e Sughere negli Ambienti Mediterranei tra l’autunno e l’intero inverno, insieme con i cosiddetti Lardaioli (Hygrophorus).




LA QUERCIA FARNIA (Quercus robur)

Quercia Farnia Quercus robur
Quercia Farnia Quercus robur – Scheda di Funghimagazine

É la Quercia più diffusa in Europa, mentre in Italia è presente nelle zone pianeggianti tendenzialmente umide quali la Pianura Padana, il Valdarno e la valle Tiberina.

Può sopportare ristagni d’acqua, a seguito di allagamenti, fino a 100 giorni consecutivi. Non cresce su suoli pietrosi, sabbiosi o comunque aridi, nel nostro Sud Italia è presente soltanto in poche colonie montane dell’Aspromonte-Sila-Pollino e tra Etna ed i monti della Sicilia Nordorientale. Assente in Sardegna.

La riconosci facilmente grazie ai suoi ‘peduncoli‘ che portano le Ghiande, non a caso nei paesi Sassoni è anche detta Quercia Peduncolata (Pedunculate oak), questi sono dei minuscoli rametti lunghi fino a 7/8 cm al termine dei quali si trovano gli acheni (Ghiande), raggruppati in gruppi di 2 o 4.

La Quercia Farnia insieme con il Carpino bianco e talvolta anche il Cerro, forma il cosiddetto ‘Querco-Carpineto’ una fitocenosi tipica delle zone umide pianeggianti anche detta ‘Bosco Planiziale’, in epoca pre-romanica diffuso in tutte le pianure italiane, oggi relegata a poche aree protette della Pianura Padana e pochissime altre zone d’Italia come il Parco Nazionale del Circeo.

Icona old funghimagazine Può ospitare funghi tipici delle zone umide quali i Porcinelli o Leccini scuri, ovvero Leccinum scabrum, L. pseudoscabrum ex Leccinum carpinii, Leccinum crocipodium ex Leccinum quercinum, oggi assimilato a L. pseudoscabrum.

Tra i Porcini qua ci puoi trovare il Porcino estatino (Boletus reticulatus/aestivalis) e, vicino ai corsi d’acqua o dopo abbondanti temporali estivi l’Ovolo buono o reale (Amanita cæsarea).

Inoltre Mazze di Tamburo, diverse varietà di Russule e l’unico Lattario a lattice bianco commestibile, il Lactifluss volemus. Meno comuni ma a volte presenti i Galletti/Gallinacci, Lingue di bue e Grifola frondosa.

LA QUERCIA ROVERE (Quercus petrae)

Quercia Rovere Quercus robur
Quercia Rovere Quercus robur – Scheda di Funghimagazine

In inglese è detta Quercia Sessile (Sessile oak) per via dell’assenza di peduncolo o picciolo porta Ghiande.

La si riconosce facilmente oltre dall’assenza di picciolo anche per esser pianta semi-caducifoglia con bassa marcescenza fogliare, ovvero durante i mesi invernali, soltanto le foglie dei rami più bassi rimangono attaccate ai propri rami per tutta la durata dell’inverno → Marcescenza infatti indica proprio la caratteristica di alcune piante di non perdere le foglie in inverno, sebbene completamente secche.

Anche la Quercia Rovere è piuttosto assente nelle nostre regioni meridionali con scarsa presenza in Appennino meridionale, ma ben presente tra zone collinari-montane del Centro e Nord Italia. Pressoché assente in Sardegna e Sicilia.

Nel nostro Sud Italia il Rovere è presente con una sottospecie detta Quercus petrae subsp. austrotyrrhenica oppure con la Quercus dalechampii o Rovere Meridionale.

Icona old funghimagazine I funghi del Rovere sono quelli tipici degli ambienti Termomesofili, ovvero a metà tra i caldi Termofili ed i temperati Mesofili.

Tra gli altri meritano un cenno i Porcini edulis al Nord in autunno avanzato, il Porcino Nero (Boletus aereus) al Centro-Sud, il Porcino fragrante (Lanmaoa fragrans), il Boleto reale (Butryriboletus regius), il Porcino estatino (Boletus reticulatus/aestivalis) tra fine estate ed autunno, i Galletti/Gallinacci e varie Russule oltre che Mazze di Tamburo.

LA ROVERELLA (Quercus pubescens)

Quercus pubescens Roverella
Quercus pubescens Roverella

É la Quercia delle zone calde tendenzialmente aride, perciò dei balconi collinari Termofili dove non vi saranno mai ristagni d’acqua con suoli che trattengono a fatica l’acqua piovana.




La si riconosce soprattutto dalla pelosità che le sue foglie assumono in giovane età, perciò questa Quercia è detta ‘pubescens‘ o pubescente.

Trovi tutte le informazioni riguardante questa Quercia, già on-line nell’ampia scheda dedicata alla ROVERELLA (Quercus pubescens).

LE QUERCE DELLA SEZIONE MESOBALANUS

LA QUERCIA FARNETTO (Quercus frainetto)

Quercus frainetto o Farnetto
Quercus frainetto o Farnetto – Foglie

É una quercia Termomesofila il cui aerale in Italia sta subendo rapidi stravolgimenti a causa dei recenti Cambiamenti Climatici.

Nella bibliografia ufficiale (ma anche tutt’altro che aggiornata) si legge che è una Quercia piuttosto rara in Italia, con aerale limitato alle sole zone interne costiere dalla Maremma alla Calabria.

In realtà oggi che i Cambiamenti Climatici sono una realtà, questa Quercia, al pari dell’Orniello, sta avanzando verso nuovi territori collinari non solo del Centro-Sud Italia, ma anche del Nord, con rapida avanzata dai colli del basso Piemonte ai balconi termofili collinari del Piemonte settentrionale e Prealpi Lombardo-Venete.

Esemplari con almeno 10/30 anni d’età sono già rinvenibili tra le Querce Rovere o Roverelle con le quali tende ad ibridarsi nelle calde aree collinari d’Italia.

Si riconosce facilmente per via delle sue caratteristiche foglie con lobi stretti ed allungati ed una foglia fortemente ovoidale-arrotondata sulla parte più esterna.

Icona old funghimagazine I funghi tipici di quest’albero sono tutti quelli normalmente comuni negli Ambienti Termofili.

LA QUERCIA DEI PIRENEI (Quercus pyrenaica) (Melojo in spagnolo)

Quercia dei Pirenei Quercus pyrenaica
Quercia dei Pirenei Quercus pyrenaica – Foglie e Ghiande

É una Quercia che nella bibliografia ufficiale si legge esser poco o per niente diffusa in Italia, dal momento che il suo aerale predefinito si trova tra la Penisola Iberica e la Francia occidentale.

In realtà, anche quest’albero sta rapidamente modificando il suo aerale di distribuzione in Italia, favorito dai recenti Cambiamenti Climatici.

Dalla bassa Valle di Susa nel Torinese occidentale, dove sono documentati gli insediamenti più antichi, oggi la Quercia dei Pirenei sta espandendo la sua distribuzione verso il Canavese, Biellese, Vercellese collinare e colli Novaresi, dove si rinvengono già i primi esemplari di 5/15 anni d’età.

La si riconosce facilmente per la pubescenza delle sue foglie, che potrebbero però esser facilmente confuse con quelle della Roverella, con cui spesso si ibrida, risultando ugualmente anche marcescenti, ma con evidente differenziazione nella lobatura fogliare.

É infatti caratteristico l’andamento irregolare dei lobi delle sue foglie pressoché partitecon incisioni pronunciate ma che non raggiungono il nervo centrale, e laceratecon incisioni sinuate e smarginate. I lobi risultano poi sempre spaiati, alcuni grossi e tondeggianti, altri irregolari-smilzi ed appena accennati, ma soprattutto mai a specchio (lobi non opposti).

Icona old funghimagazine I funghi della Quercia Pirenaica sono quelli tipici degli Ambienti Termofili visto che in Piemonte, Liguria e Lombardia occidentale sta iniziando a colonizzare proprio questo tipo di Ambiente boschivo, dando vita a nuove inedite fitocenosi.




LE QUERCE DELLA SEZIONE CERRIS

IL CERRO (Quercus cerris)

Cerro o Quercus cerris
Cerro o Quercus cerris – Scheda di Funghimagazine

Si distingue facilmente da tutte le altre Querce più comuni per via della sua corteccia grigio-brunastra che diventa rossastra all’interno delle scanalature della corteccia.

Anche le capsule che contengono le Ghiande sono un buon sistema di riconoscimento dal momento che sono provviste di grandi peli che sono in pratica numerose protuberanze.

Non sopporta i climi alpini ed è praticamente assente dalle Alpi, da gran parte della Pianura Padana, tranne che nel basso Piemonte, in Puglia e Sardegna.

Ama gli Ambienti Termofili e gli Ambienti Mediterranei anche se l’ambiente preferito da questa Quercia è quello Termomesofilo, una via di mezzo tra il caldo marino ed il fresco della bassa montagna.

Icona old funghimagazine I Funghi tipici di quest’albero sono i funghi degli Ambienti Termofili, in primis il Porcino Nero (Boletus aereus), Porcini estatini (B. reticulatus/aestivalis), Ovoli reali (Amanita cæsarea) ed a Sud dell’Appennino ed Alessandrino anche i ricercati Hygrophorus sia H. russula che H. penarius, anche detti Lardaioli in Toscana dove sono particolarmente apprezzati. Non mancano poi funghi imbutiformi quali Ordinali/Cardinali/Clitocybe.

LA QUERCIA ‘CERRO DI GUSSONE’ (Quercus gussonei)

É una Quercia endemica della Sicilia, appartenente al Genere Quercus, che per alcuni autori non è altro che una leggera variante del normale Cerro, tanto da non meritare una sua nomenclatura a parte, perché non sarebbe una Specie a sé stante.

In Sicilia vive tra i 700 ed i 1000 metri d’altezza, soprattutto sui monti settentrionali dell’isola, sui soli versanti tirrenici, in particolar modo sui Nebrodi.

Si differenzia dal Cerro, ovviamente per il suo aerale di distribuzione, ma in particolar modo per le sue foglie più ampie, con margine e lobatura meno pronunciati, e con Ghiande più voluminose.

LA QUERCIA SPINOSA O QUERCIA COCCIFERA (Quercus coccifera)

Quercus coccifera o Quercia spinosa
Quercus coccifera o Quercia spinosa

É una Quercia sempreverde aquifoliacon foglie spinose, che sono facilmente confondibili con le foglie dell’Agrifoglio, se solo non fossero di un colore verde decisamente meno intenso e più tendete al giallo che non allo smeraldo.

La Quercia Spinosa ha ghiande molto simili a quelle del Cerro ma con capsula con peluria appena accennata.

In Italia è presente soltanto nella Macchia Mediterranea o in mezzo alla gariga con esemplari per lo più isolati e di dimensioni quasi sempre ridotte-compatte. Non riesce a vegetare al di sopra dei 300/500 metri d’altezza da Nord a Sud.

Nelle zone più aride d’Italia è presente una sua variante detta QUERCIA DI PALESTINA (Quercus calliprinus).

Icona old funghimagazine Trattandosi di Quercia da Ambienti Eliofili fortemente soleggiati e tendenzialmente siccitosi, non è albero adatto alla vegetazione di funghi, tranne che in inverno, a seguito di frequenti piogge non troppo fredde, con vegetazione di poche specie Termofile tra cui alcuni Leccini o i Galletti nella varietà Cantharellus alborufescens.

LA QUERCIA DA SUGHERO O SUGHERA (Quercus suber)

Quercia da Sughero o Quercus suber
Quercia da Sughero o Quercus suber – Scheda di Funghimagazine

É un sempreverde esclusivamente Termofilo degli ambienti Mediterranei, che non sopporta temperature prossime allo zero e che può morire al di sotto dei -5°C.

Non ama suoli basici o calcarei perciò in Italia è presente soltanto su costoni granitici o comunque cristallini della Sardegna, Calabria, e più raramente della Basilicata, Toscana (Maremma e Colline Metallifere) e Liguria di Levante.

In Sardegna viene anche coltivata come albero per la produzione del Sughero, che si ricava dalla sua spessa e preziosa corteccia.

La si riconosce dunque assai facilmente per la sua corteccia, spessa, morbida e chiara con il tronco che, dopo l’asportazione della corteccia, ha un colore bruno-rossiccio.

Le foglie sono piuttosto simili a quelle del Leccio, ma leggermente più grandi e meno fusiformi con ghiande leggermente più tozze rispetto a quelle del Leccio.

Icona old funghimagazine I funghi della Sughera sono quelli tipici degli Ambienti Mediterranei Termofili. La specie tipo è il Porcinello invernale o Leccino con presenza anche del Leccino, Leccinellum corsicum in presenza di Cisto.

Se la Sughereta ospita giovani esemplari di quest’albero con Erica Arborea, Corbezzolo e giovani Lecci, allora vi sarà sicuramente una maggior presenza di funghi termofili con abbondantissime fioriture invernali, dopo abbondanti piogge, di Hygrophorus, Cerchi delle Streghe, formati da vari Clitocybe, e pure Galletti/Gallinacci e Trombette dei Morti. Tra fine autunno ed inverno anche di Porcini Neri (Boletus aereus).

ALTRE QUERCE D’ITALIA

LA QUERCIA LUSITANA (Quercus faginea)

Quercia Lusitana o Quercus faginea
Quercia Lusitana o Quercus faginea

É una Quercia Termofila tipica della Penisola Iberica ma che in Italia si può trovare sempre più spesso, grazie ai Cambiamenti Climatici, in Maremma fino alle basse Colline Metallifere, verso Sud fin sulla Calabria-Sicilia e nella Sardegna, e dal Conero di Ancona al Salento, nell’immediato entroterra marino.

La Quercia Faginea o Lusitana si riconosce per la corteccia spessa e ben in rilievo che ricorda leggermente quella della Quercia da Sughero ma con fogliame deciduo marcescente e foglie dall’aspetto simile a quello della Roverella.




In Italia non è infrequente trovare esemplari ibridi di Quercia Lusitana e Roverella che danno vita a nuove varietà, cui è praticamente impossibile attribuire l’esatta specie, se non attraverso l’esame del DNA.

Icona old funghimagazine Si tratta di Specie Termofila che può ospitare i funghi tipici degli Ambienti Termofili, in particolar modo del Porcino Nero e dell’Ovolo reale oltre che dei Lardaioli.

IL FRAGNO O QUERCIA MACEDONE (Quercus trojana)

Quercia Fragno o Quercus trojana
Quercia Fragno o Quercus trojana

É una Quercia che vede il suo aerale ideale tra i Balcani-Carpazi e l’Asia Minore, ma che sempre più spesso si può riscontrare anche al di fuori della Puglia dove, la bibiografia ufficiale ci dice essere unicamente presente.

Oggi la si può trovare, anche se talvolta sporadica, dal Gargano al Conero, lungo l’intera regione Adriatica semi-costiera, con una leggera estensione anche tra le Murge e la Basilicata costiera, Calabria jonica e Sicilia orientale, mai a formare boschi puri, ma spesso in formazioni isolate in spazi aperti con qualche Leccio, Cerro, Roverella o Quercia spinosa.

Ha foglie molto simili a quelle del Castagno semi-sempreverdi, ovvero che rimangono verdi fin nel cuore dell’inverno per poi ingiallire e seccare, rimanendo però marcescenti a fine inverno, senza cadere fin tanto che non arrivano le foglie nuove.

Queste sono anche semi-aquifolia, ovvero lucide oblunghe, con margine seghettato o dentellato e cenno di spinosità. La Ghianda è piuttosto massiccia con capsula con cenno di pelosità.

Icona old funghimagazine Data la sua propensione a vegetare in spazi aperti e ben assolati il Fragno non è specie adatta alla vegetazione dei funghi, salvo in pieno inverno in presenza di frequenti piogge che possono far vegetare poche specie Termofile, per lo più di Leccini.

LA QUERCIA VALLONEA (Quercus ithaburensis subsp. Macrolepis)

Quercia Vallonea Quercus ithaburensis macrolepis
Quercia Vallonea Quercus ithaburensis macrolepis

É una Quercia endemica del Mediterraneo orientale tra Adriatico ed Egeo con estensione all’Asia Minore che in Italia risulta presente soltanto in Puglia nel Salento.

Qua si possono rinvenire diversi esemplari, spesso pluri-centenari, se non del tutto millenari, all’interno di ville o giardini.

É un semi-sempreverde con foglie marcescenti e Ghiande che maturano soltanto nel secondo anno vita, mentre nel primo anno rimangono quasi del tutto racchiuse all’interno della propria capsula protettiva ricoperta da squame-stipole ricciolute.

LA QUERCIA VULCANICA (Quercus vulcanica) o Quercia Kasnak

Quercus vulcanica
Quercus vulcanica

Non è una Quercia autoctona italiana ma è Specie tipica della Turchia ed Asia Minore.

Ha foglie caduche molto simili al Farnetto e più appuntite rispetto al Cerro.

Nel nostro Sud Italia è presente soltanto in aree sperimentali del Programma europeo di risorse genetiche forestali o in giardini di ville private o comunali.

LA QUERCIA CASTAGNARA O QUERCIA VIRGILIANA (Quercus virgiliana)

Quercia castagnara Quercus virgiliana
Quercia castagnara Quercus virgiliana

Anche detta Quercia di Virgilio.

Un tempo era specie assai diffusa nel nostro Sud Italia, oggi considerata specie in fase di estinzione.

Molto simile alla Roverella con cui spesso si ibrida, non sopporta l’ombra ma si può adattare ad habitat molto inospitali tanto che oggi la si può osservare soprattutto negli inospitali valloni delle fiumare dell’Aspromonte in Calabria, sporadicamente nel Marchesato Crotonese, nel Salento Pugliese ed in Campania tra Cilento-Costiera Amalfitana ed Isola di Ponza oltre che in piccole colonie nella Sicilia Sudorientale con presenza di un enorme albero monumentale sulle Madonie.

Ha il suo massimo areale di distribuzione nel Reggino jonico soprattutto tra la Fiumara Amendolea e Bova, e da Reggio Calabria alla Locride.




É comunemente detta Quercia Castagnara per via delle sue Ghiande dolci, edibili, che un tempo venivano cotte come le caldarroste, o utilizzate macinate e ridotte in farina per la panificazione.

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Copertina Gli ambienti boschivi d'Italia
Copertina Gli ambienti boschivi d’Italia

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