Quercia – Quercus – Le Querce d’Italia, varietà e diffusione

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LE QUERCE D’ITALIA

Come saper riconoscere le varie specie di Quercia presenti in Italia – Dove le puoi trovare, e quali funghi puoi trovare in un bosco di Querce

 

I BOSCHI DI QUERCIA IN ITALIA

Le piante riconducibili al genere Quercus, in italiano sono comunemente dette “Quercia”.

Quando si parla di varietà di Querce, si tende, a livello continentale a fare alcuni raggruppamenti e distinzioni tra le cosiddette “Querce bianche” e le “Querce Mediterranee”.

Le prime sono le Querce diffuse in gran parte d’Europa. Le seconde invece, vegetano soltanto negli ambienti boschivi tipici delle aree calde del Mediterraneo.

Secondo i dati deducibili dall’Inventario Forestale Nazionale INFC 2005, le “Querce bianche” occupavano il 12,6% dell’intero territorio nazionale, mentre le cosiddette “Querce Mediterranee” occupavano un buon 11,7% del nostro patrimonio forestale nazionale, perciò quasi equamente suddivise.

DISTRIBUZIONE IN ITALIA (INFC 2015)

Per capire dover si trovano davvero le principali formazioni a Quercia, qui sotto trovi la tabella INFC 2015 [Inventario Nazionale delle Foreste e dei serbatoi forestali di Carbonio INFC 2015] (querceti temperati a rovere, roverella e farnia), con superficie (ha) e incidenza (ES, %).

Come leggere la tabella: ogni tipologia riporta area (ha) e ES (%). Su mobile la tabella scorre orizzontalmente (senza spezzarsi).

Regione Rovere
ha
Rovere
ES %
Roverella
ha
Roverella
ES %
Farnia
ha
Farnia
ES %
Altre formazioni
ha
Altre formazioni
ES %
Totale
ha
Totale
ES %
Piemonte 22.223 13.4 21.923 13.5 3.636 33.3 28.393 13.2 76.176 7.4
Valle d’Aosta 0 — 3.468 32.8 0 — 771 70.3 4.238 29.6
Lombardia 8.375 22.8 19.936 14.7 9.698 21.2 3.086 37.8 41.095 10.1
Alto Adige 0 — 3.403 33.1 0 — 1.134 57.6 4.537 28.7
Trentino 2.523 37.8 2.523 37.8 0 — 721 70.8 5.766 24.9
Veneto 0 — 4.117 27.6 0 — 689 69.1 4.806 24.3
Friuli V.G. 0 — 2.099 37.3 0 — 1.205 55.2 3.304 28.5
Liguria 0 — 4.352 29.4 0 — 0 — 4.352 29.4
Emilia-Romagna 0 — 33.748 10.5 0 — 0 — 33.748 10.5
Toscana 5.683 32.1 118.634 5.0 0 — 0 — 124.317 4.8
Umbria 0 — 35.868 8.8 0 — 0 — 35.868 8.8
Marche 0 — 18.889 12.2 0 — 0 — 18.889 12.2
Lazio 0 — 87.179 5.7 0 — 0 — 87.179 5.7
Abruzzo 3.679 46.1 32.451 9.2 0 — 0 — 36.130 8.8
Molise 0 — 29.749 10.3 0 — 0 — 29.749 10.3
Campania 0 — 48.679 8.1 0 — 0 — 48.679 8.1
Puglia 0 — 23.563 11.5 0 — 0 — 23.563 11.5
Basilicata 0 — 24.891 11.2 0 — 0 — 24.891 11.2
Calabria 0 — 52.456 7.3 0 — 0 — 52.456 7.3
Sicilia 18.562 16.3 176.726 4.0 12.903 17.5 0 — 208.191 3.7
Sardegna 0 — 84.795 7.1 0 — 2.985 35.3 87.780 6.9
Italia 61.045 8.2 901.583 2.1 26.237 12.3 163.424 5.2 1.152.288 1.8

QUERCE BIANCHE

Con il termine “Querce bianche” si indicano le specie di Quercia tipiche delle zone temperate tendenzialmente umide. Zone climatiche continentali o montane, più in generale, Querce che preferiscono vegetare in ambienti mesofili freschi piuttosto che caldi.

La specie tipo è la Quercia Farnia (Quercus robur) ma appartengono allo stesso gruppo anche le Querce tipiche degli Ambienti Mesofili (Temperati, non troppo caldi, non troppo freddi, mediamente umidi, senza eccessi), che sono: il Rovere (Quercus petraea), il Cerro (Quercus cerris), ed il Farnetto (Quercus frainetto).

 

QUERCE MEDITERRANEE

Con il termine “Querce Mediterranee” si indicano invece le specie di Quercia tipiche del Clima Mediterraneo, o comunque degli Ambienti Termofili che in esso si sviluppano, ambiente tendenzialmente caldo, con estati sicuramente calde e secche, e inverni non gelidi e umidi.

La specie tipo è il Leccio (Quercus ilex), la Quercia sempreverde che occupa la gran parte dei boschi pianeggianti-collinari dalla Liguria alla Sicilia, lungo il Tirreno, e dal Carso alla Puglia lungo l’Adriatico, con assenza nella Pianura Padana e regioni alpine.

Tra le altre ci sono anche la Roverella (Quercus pubescens), specie assai diffusa negli ambienti Mediterranei e ancor di più negli habitat termofili, la Sughera (Quercus suber), il Fragno o Quercia Macedone (Quercus trojana), la Quercia spinosa (Quercus coccifera), la Quercia Lusitana (Quercus faginea), la Quercia vallonea (Quercus ithaburensis subsp. macrolepis), la Quercia castagnara o di Virgilio (Quercus virgiliana) e la Quercia Vulcanica (Quercus vulcanica).

 

ESATTA CLASSIFICAZIONE DELLE QUERCE

L’esatta classificazione ufficiale delle Querce è la seguente:

Il Genere Quercus si divide in varie Sezioni che sono:

  • Q. ilex (Leccio)
  • Q. petraea (Rovere) include anche Q. dalechampii
  • Q. pubescens (Roverella)
  • Q. robur (Farnia)
Sezione Mesobalanus
  • Q. frainetto (Farnetto)
  • Q. pyrenaica (Quercia dei Pirenei)
Sezione Cerris
  • Q. cerris (Cerro)
  • Q. coccifera (Quercia spinosa)
  • Q. gussonei (per alcuni autori: variante di Q. cerris)
  • Q. suber (Sughera)

In questa classificazione non trovano spazio le Querce non autoctone, comunque presenti nel nostro paese quali piante da rimboschimento, oppure Querce ornamentali da giardino, quali per esempio la Nordamericana Quercia Rossa (Quercus rubra) oppure altre Querce provenienti da zone esotiche.

Trovierai sul nostro sito articoli/schede monotematiche dedicate ad ognuna di queste specie di Quercia, con dettagliate descrizioni, per esempio trovi già on-line un’ampia scheda dedicata alla ROVERELLA (Quercus pubescens).

LE QUERCE DELLA SEZIONE QUERCUS

IL LECCIO (Quercus ilex)


Leccio Quercus ilex
Leccio Quercus ilex – Scheda di Funghimagazine

Anche detto Elce, è la quercia sempreverde più rappresentativa dei boschi e foreste Mediterranei.

Il suo areale esclude soltanto le zone Alpine e sub-montane. Le colonie più settentrionali d’Italia si trovano in Liguria, sull’Appennino Romagnolo e lungo le coste della Romagna, Veneto e Friuli, con una buona presenza anche sui caldi e mediterranei Colli Euganei in Veneto.

Da notare che, nel corso degli ultimi decenni, il Leccio, inizialmente piantato in parchi, giardini e lungo alcuni viali, ha iniziato a colonizzare i caldi colli del basso Piemonte, soprattutto tra Monferrato e Langhe, dove forma boschi termofili insieme con Roverella e vari ibridi di Rovere.

Grandi esemplari di quest’albero dalle caratteristiche foglie coriacee che rimangono sempre verdi, si possono trovare in parchi e giardini delle più belle ville sui laghi prealpini, in particolar modo lungo il Lago Maggiore, Lago di Como, Lago d’Iseo e Lago di Garda; in ville e parchi del Biellese tra cui il più rappresentativo è la Riserva Naturale Parco della Burcina Felice Piacenza, oltre che nei giardini del quartiere di Biella-Piazzo, ma anche ad Aosta e nel suo fondovalle, oltre che in Val Susa, questo grazie ai recenti Cambiamenti Climatici che stanno rendendo facile la sua vegetazione in tutta la fascia Prealpina tipica della Vite.

Il Leccio è la specie tipo della fitocenosi detta Quercetum-illicis che caratterizza i boschi delle zone interne del Centro e Sud Italia.

🍄🍄 I FUNGHI DEL LECCIO
In lecceta trovi specie tipiche dell’Ambiente Termofilo, con fruttificazioni frequenti tra autunno e inverno, quando le piogge risultano regolari.

Specie spesso rappresentative in lecceta:

Nota: in leccete termofile con macchia mediterranea e latifoglie associate possono comparire anche altre specie.

Altre specie tipiche di ambienti a Leccio:

  • Amanita porrinensis
  • Leucoinocybe (ex Clitocybula) lenta
  • Cystolepiota cystophora
  • Gymnopus dryophilus var. lanipes
  • Pseudohydropus (ex Hydropus) floccipes
  • Lepista (ex Leucopaxillus) amarus

LA QUERCIA FARNIA (Quercus robur)


Quercia Farnia Quercus robur
Quercia Farnia Quercus robur – Scheda di Funghimagazine

È la Quercia più diffusa in Europa, mentre in Italia è presente esclusivamente nelle zone pianeggianti tendenzialmente umide quali la Pianura Padana, il Valdarno, la valle Tiberina e altre vallate fluviali maggiori.

Può sopportare ristagni d’acqua, a seguito di allagamenti, fino a 100 giorni consecutivi.

Non cresce su suoli pietrosi, sabbiosi o comunque aridi; nel nostro Sud Italia è presente soltanto in poche colonie montane dell’Aspromonte-Sila-Pollino e tra Etna ed i monti della Sicilia Nordorientale. Assente in Sardegna.

La riconosci facilmente grazie ai suoi “peduncoli” che portano le Ghiande; non a caso nei paesi Sassoni è anche detta Quercia Peduncolata (Pedunculate oak), questi sono dei minuscoli rametti lunghi fino a 7/8 cm al termine dei quali si trovano gli acheni (Ghiande), raggruppati in gruppi di 2 o 4.

La Quercia Farnia insieme con il Carpino bianco e talvolta anche il Cerro, forma il cosiddetto “Querco-Carpineto”, una fitocenosi tipica delle zone umide pianeggianti anche detta “Bosco Planiziale”.

🍄🍄 I FUNGHI DELLA FARNIA
Le farnie crescono in ambienti pianeggianti umidi, su suoli profondi e ricchi, tipici del bosco planiziale.
Qui si sviluppano funghi legati alle latifoglie mesofile e agli ecosistemi umidi.

Specie frequentemente rappresentative:

  • Leccinum scabrum / L. pseudoscabrum / L. crocipodium
  • Boletus reticulatus (Porcino estatino)
  • Amanita caesarea (Ovolo buono)
  • Lactifluus volemus
  • Russula spp.
  • Desarmillaria tabescens
  • Macrolepiota procera (Mazza di tamburo)
  • Fistulina hepatica (Lingua di bue)
  • Grifola frondosa

Specie spesso presenti nei boschi umidi a Farnia:

  • Amanita phalloides
  • Amanita rubescens
  • Boletus edulis (in annate favorevoli)
  • Xerocomellus chrysenteron e affini
  • Clitocybe nebularis
  • Laccaria laccata
  • Cantharellus cibarius (talvolta)

LA QUERCIA ROVERE (Quercus petraea)


Quercia Rovere Quercus petraea
Quercia Rovere Quercus petraea – Scheda di Funghimagazine

In inglese è detta Quercia Sessile (Sessile oak) per via dell’assenza di peduncolo o picciolo porta Ghiande.

La si riconosce facilmente oltre dall’assenza di picciolo anche per esser pianta semi-caducifoglia con bassa marcescenza fogliare, ovvero durante i mesi invernali, soltanto le foglie dei rami più bassi rimangono attaccate ai propri rami per tutta la durata dell’inverno → Marcescenza infatti indica proprio la caratteristica di alcune piante di non perdere le foglie in inverno, sebbene completamente secche.

Anche la Quercia Rovere è piuttosto assente nelle nostre regioni meridionali con scarsa presenza in Appennino meridionale, ma ben presente tra zone collinari-montane del Centro e Nord Italia. Pressoché assente in Sardegna e Sicilia.

Nel nostro Sud Italia il Rovere è presente con una sottospecie detta Quercus petraea subsp. austrotyrrhenica oppure con la Quercus dalechampii o Rovere Meridionale.

🍄🍄 I funghi della Quercia Rovere sono quelli tipici degli ambienti Termo-mesofili, ovvero a metà tra i caldi Termofili ed i temperati Mesofili.

Tra gli altri meritano un cenno i Porcini edulis al Nord in autunno avanzato, il Porcino Nero (Boletus aereus) al Centro-Sud, il Porcino fragrante (Lanmaoa fragrans), il Boleto reale (Butyriboletus regius), il Porcino estatino (Boletus reticulatus/aestivalis) tra fine estate ed autunno, i Galletti/Gallinacci, soprattutto nella varietà Cantharellus pallens, e varie Russule oltre che Mazze di Tamburo.

 

LA ROVERELLA (Quercus pubescens)


Quercus pubescens Roverella
Quercus pubescens – Roverella

È la Quercia delle zone calde tendenzialmente aride, perciò dei balconi collinari Termofili dove non vi saranno mai ristagni d’acqua con suoli che trattengono a fatica l’acqua piovana.

La si riconosce soprattutto dalla pelosità che le sue foglie assumono in giovane età, perciò questa Quercia è detta “pubescens” o pubescente.

Trovi tutte le informazioni riguardanti questa Quercia, già on-line nell’ampia scheda dedicata alla ROVERELLA (Quercus pubescens).

LE QUERCE DELLA SEZIONE MESOBALANUS

LA QUERCIA FARNETTO (Quercus frainetto)


Quercus frainetto o Farnetto
Quercus frainetto – Farnetto (foglie)

È una quercia Termomesofila il cui areale in Italia sta subendo rapidi stravolgimenti a causa dei recenti Cambiamenti Climatici.

Nella bibliografia ufficiale (ma anche tutt’altro che aggiornata) si legge che è una Quercia piuttosto rara in Italia, con areale limitato alle sole zone interne costiere dalla Maremma alla Calabria. In realtà oggi che i Cambiamenti Climatici sono una realtà, questa Quercia, al pari dell’Orniello, sta avanzando verso nuovi territori collinari non solo del Centro-Sud Italia, ma anche del Nord.

Esemplari con almeno 10/30 anni d’età di Farnetto, sono già rinvenibili tra le Querce Rovere o Roverelle, con le quali tende ad ibridarsi nelle calde aree collinari d’Italia.

Si riconosce facilmente per via delle sue caratteristiche foglie con lobi stretti ed allungati ed una foglia fortemente ovoidale-arrotondata sulla parte più esterna.

🍄🍄 I funghi tipici di quest’albero sono tutti quelli normalmente comuni negli Ambienti Termofili.

LA QUERCIA DEI PIRENEI (Quercus pyrenaica) (Melojo in spagnolo)


Quercia dei Pirenei Quercus pyrenaica
Quercia dei Pirenei Quercus pyrenaica – foglie e ghiande

È una Quercia che nella bibliografia ufficiale si legge esser poco o per niente diffusa in Italia, dal momento che il suo areale predefinito si trova tra la Penisola Iberica e la Francia occidentale. In realtà, anche quest’albero sta rapidamente modificando il suo areale di distribuzione in Italia, favorito dai recenti Cambiamenti Climatici.

Dalla bassa Valle di Susa nel Torinese occidentale, dove sono documentati gli insediamenti più antichi, oggi la Quercia dei Pirenei sta espandendo la sua distribuzione verso il Canavese, Biellese, Vercellese collinare e colli Novaresi, dove si rinvengono già i primi esemplari di 5/15 anni d’età.

La si riconosce facilmente per la pubescenza delle sue foglie, che potrebbero però esser facilmente confuse con quelle della Roverella, con cui spesso si ibrida, risultando ugualmente anche marcescenti, ma con evidente differenziazione nella lobatura fogliare.

È infatti caratteristico l’andamento irregolare dei lobi delle sue foglie pressoché partite → con incisioni pronunciate ma che non raggiungono il nervo centrale, e lacerate → con incisioni sinuate e smarginate. I lobi risultano poi sempre spaiati, alcuni grossi e tondeggianti, altri irregolari-smilzi ed appena accennati, ma soprattutto mai a specchio (lobi non opposti).

🍄🍄 I funghi della Quercia Pirenaica sono quelli tipici degli Ambienti Termofili visto che in Piemonte, Liguria e Lombardia occidentale sta iniziando a colonizzare proprio questo tipo di Ambiente boschivo, dando vita a nuove inedite fitocenosi.

LE QUERCE DELLA SEZIONE CERRIS

IL CERRO (Quercus cerris)


Cerro o Quercus cerris
Cerro Quercus cerris – Scheda di Funghimagazine

Si distingue facilmente da tutte le altre Querce più comuni per via della sua corteccia grigio-brunastra che diventa rossastra all’interno delle scanalature della corteccia.

Anche le capsule che contengono le Ghiande sono un buon sistema di riconoscimento dal momento che sono provviste di grandi peli che sono in pratica numerose protuberanze.

Non sopporta i climi alpini ed è praticamente assente dalle Alpi, da gran parte della Pianura Padana, tranne che nel basso Piemonte, in Puglia e Sardegna.

Ama gli Ambienti Termofili e gli Ambienti Mediterranei anche se l’ambiente preferito da questa Quercia è quello Termomesofilo, una via di mezzo tra il caldo marino ed il fresco della bassa montagna.

🍄🍄 I Funghi tipici di quest’albero sono i funghi degli Ambienti Termofili, in primis il Porcino Nero (Boletus aereus), Porcini estatini (B. reticulatus/aestivalis), Ovoli reali (Amanita cæsarea) ed a Sud dell’Appennino ed Alessandrino anche i ricercati Hygrophorus sia H. russula che H. penarius (Lardaioli). Non mancano poi funghi imbutiformi quali Ordinali/Cardinali/Clitocybe, Infundibulicybe.

LA QUERCIA “CERRO DI GUSSONE” (Quercus gussonei)

È una Quercia endemica della Sicilia, appartenente al Genere Quercus, che per alcuni autori non è altro che una leggera variante del normale Cerro, tanto da non meritare una sua nomenclatura a parte.

In Sicilia vive tra i 700 ed i 1000 metri d’altezza, soprattutto sui monti settentrionali dell’isola, sui soli versanti tirrenici, in particolar modo sui Nebrodi.

Si differenzia dal Cerro, ovviamente per il suo areale di distribuzione, ma in particolar modo per le sue foglie più ampie, con margine e lobatura meno pronunciati, e con Ghiande più voluminose.

LA QUERCIA SPINOSA O QUERCIA COCCIFERA (Quercus coccifera)


Quercus coccifera o Quercia spinosa
Quercus coccifera – Quercia spinosa

È una Quercia sempreverde aquifolia → con foglie spinose, facilmente confondibili con le foglie dell’Agrifoglio, se solo non fossero di un colore verde decisamente meno intenso e più tendente al giallo che non allo smeraldo.

La Quercia Spinosa ha ghiande molto simili a quelle del Cerro ma con capsula con peluria appena accennata.

In Italia è presente soltanto nella Macchia Mediterranea o in mezzo alla gariga con esemplari per lo più isolati e di dimensioni quasi sempre ridotte-compatte. Non riesce a vegetare al di sopra dei 300/500 metri d’altezza da Nord a Sud.

Nelle zone più aride d’Italia è presente una sua variante detta QUERCIA DI PALESTINA (Quercus calliprinus).

🍄🍄 Trattandosi di Quercia da Ambienti Eliofili fortemente soleggiati e tendenzialmente siccitosi, non è albero adatto alla vegetazione di funghi, tranne che in inverno, a seguito di frequenti piogge non troppo fredde, con vegetazione di poche specie Termofile tra cui alcuni Leccini o i Galletti nella varietà Cantharellus alborufescens.

LA QUERCIA DA SUGHERO O SUGHERA (Quercus suber)


Quercia da Sughero o Quercus suber
Sughera Quercus suber – Scheda di Funghimagazine

È un sempreverde esclusivamente Termofilo degli ambienti Mediterranei, che non sopporta temperature prossime allo zero e che può morire al di sotto dei -5°C.

Non ama suoli basici o calcarei perciò in Italia è presente soltanto su costoni granitici o comunque cristallini della Sardegna, Calabria, e più raramente della Basilicata, Toscana (Maremma e Colline Metallifere) e Liguria di Levante.

In Sardegna viene anche coltivata come albero per la produzione del Sughero, che si ricava dalla sua spessa e preziosa corteccia.

La si riconosce dunque assai facilmente per la sua corteccia, spessa, morbida e chiara con il tronco che, dopo l’asportazione della corteccia, ha un colore bruno-rossiccio.

Le foglie sono piuttosto simili a quelle del Leccio, ma leggermente più grandi e meno fusiformi con ghiande leggermente più tozze rispetto a quelle del Leccio.

🍄🍄 I funghi della Sughera sono quelli tipici degli Ambienti Mediterranei Termofili. La specie tipo è il Porcinello invernale o Leccino con presenza anche del Leccinellum corsicum in presenza di Cisto.

Se la Sughereta ospita giovani esemplari di quest’albero con Erica arborea, Corbezzolo e giovani Lecci, allora vi sarà sicuramente una maggior presenza di funghi termofili con abbondantissime nascite invernali, dopo abbondanti piogge, di Hygrophorus, Cerchi delle Streghe (vari Clitocybe), e pure Galletti/Gallinacci (ad esempio Cantharellus pallens) e Trombette dei Morti. Tra fine autunno ed inverno anche di Porcini Neri (Boletus aereus).

ALTRE QUERCE D’ITALIA

LA QUERCIA LUSITANA (Quercus faginea)


Quercia Lusitana o Quercus faginea
Quercia Lusitana Quercus faginea

È una Quercia Termofila tipica della Penisola Iberica ma che in Italia si può trovare sempre più spesso, grazie ai Cambiamenti Climatici, in Maremma fino alle basse Colline Metallifere, verso Sud fin sulla Calabria-Sicilia e nella Sardegna, e dal Conero di Ancona al Salento, nell’immediato entroterra marino.

La Quercia Faginea o Lusitana si riconosce per la corteccia spessa e ben in rilievo che ricorda leggermente quella della Quercia da Sughero ma con fogliame deciduo marcescente e foglie dall’aspetto simile a quello della Roverella.

In Italia non è infrequente trovare esemplari ibridi di Quercia Lusitana e Roverella che danno vita a nuove varietà, cui è praticamente impossibile attribuire l’esatta specie, se non attraverso l’esame del DNA.

🍄🍄 Si tratta di Specie Termofila che può ospitare i funghi tipici degli Ambienti Termofili, in particolar modo del Porcino Nero e dell’Ovolo reale oltre che dei Lardaioli.

IL FRAGNO O QUERCIA MACEDONE (Quercus trojana)


Quercia Fragno o Quercus trojana
Fragno Quercus trojana

È una Quercia che vede il suo areale ideale tra i Balcani-Carpazi e l’Asia Minore, ma che sempre più spesso si può riscontrare anche al di fuori della Puglia dove, la bibliografia ufficiale ci dice essere unicamente presente.

Oggi la si può trovare, anche se talvolta sporadica, dal Gargano al Conero, lungo l’intera regione Adriatica semi-costiera, con una leggera estensione anche tra le Murge e la Basilicata costiera, Calabria ionica e Sicilia orientale, mai a formare boschi puri, ma spesso in formazioni isolate in spazi aperti con qualche Leccio, Cerro, Roverella o Quercia spinosa.

Ha foglie molto simili a quelle del Castagno semi-sempreverdi, ovvero che rimangono verdi fin nel cuore dell’inverno per poi ingiallire e seccare, rimanendo però marcescenti a fine inverno, senza cadere fin tanto che non arrivano le foglie nuove.

Queste sono anche semi-aquifolia, ovvero lucide oblunghe, con margine seghettato o dentellato e cenno di spinosità. La Ghianda è piuttosto massiccia con capsula con cenno di pelosità.

🍄🍄 Data la sua propensione a vegetare in spazi aperti e ben assolati il Fragno non è specie adatta alla vegetazione dei funghi, salvo in pieno inverno in presenza di frequenti piogge che possono far vegetare poche specie Termofile, per lo più di Leccini.

LA QUERCIA VALLONEA (Quercus ithaburensis subsp. macrolepis)


Quercia Vallonea Quercus ithaburensis macrolepis
Quercia Vallonea Q. ithaburensis subsp. macrolepis

È una Quercia endemica del Mediterraneo orientale tra Adriatico ed Egeo con estensione all’Asia Minore che in Italia risulta presente soltanto in Puglia nel Salento.

Qua si possono rinvenire diversi esemplari, spesso pluri-centenari, se non del tutto millenari, all’interno di ville o giardini.

È un semi-sempreverde con foglie marcescenti e Ghiande che maturano soltanto nel secondo anno di vita.

LA QUERCIA VULCANICA (Quercus vulcanica) o Quercia Kasnak


Quercus vulcanica
Quercus vulcanica

Non è una Quercia autoctona italiana ma è Specie tipica della Turchia ed Asia Minore.

Ha foglie caduche molto simili al Farnetto e più appuntite rispetto al Cerro.

Nel nostro Sud Italia è presente soltanto in aree sperimentali del Programma europeo di risorse genetiche forestali o in giardini di ville private o comunali.

LA QUERCIA CASTAGNARA O QUERCIA VIRGILIANA (Quercus virgiliana)


Quercia castagnara Quercus virgiliana
Quercia castagnara Quercus virgiliana

Anche detta Quercia di Virgilio. Un tempo era specie assai diffusa nel nostro Sud Italia, oggi considerata specie in fase di estinzione.

Molto simile alla Roverella con cui spesso si ibrida, non sopporta l’ombra ma si può adattare ad habitat molto inospitali.

Ha il suo massimo areale di distribuzione nel Reggino ionico soprattutto tra la Fiumara Amendolea e Bova, e da Reggio Calabria alla Locride.

È comunemente detta Quercia Castagnara per via delle sue Ghiande dolci, edibili, che un tempo venivano cotte come le caldarroste, o utilizzate macinate e ridotte in farina per la panificazione.

TUTTO SULLE QUERCE D’ITALIA E GLI AMBIENTI BOSCHIVI CHE LE OSPITANO

Se l’argomento Querce d’Italia ti è piaciuto, puoi approfondirlo leggendo il mio ebook dal titolo:

In questo ebook potrai scoprire in dettaglio tutte le Querce d’Italia, tutti i funghi degli Ambienti Termofili, e la distribuzione di Boschi & Foreste in base ai vari Climi d’Italia.

All’incirca 300 pagine, interamente dedicate agli Ambienti boschivi più comuni del nostro territorio nazionale, e dei funghi che in essi vegetano, con un’ampia collezione di fotografie a supporto.


Copertina Gli ambienti boschivi d'Italia
Copertina “Gli ambienti boschivi d’Italia”

Le Querce d’Italia

Uno dei boschi più amati dagli italiani, non fosse altro perché sono tra i più diffusi e frequentati dai cercatori di funghi che, a parte le zone montane più alte, ovunque si girino potranno trovare almeno un boschetto con all’interno delle Querce.


Le Querce d'Italia - Funghimagazine
Le Querce d’Italia. Per la serie “Gli alberi dei funghi @Funghimagazine”.

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Last Updated on 25/02/2026 by Redazione FM

Questo articolo ha 2 commenti

    1. funghimagazine

      Grazie mille per l’interessante segnalazione

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