
SCLERODERMA CITRINUM Pers. (1801)
🍄 DESCRIZIONE SOMMARIA

Qual è il colore prevalente?
Nell’arcobaleno dei funghi: → Giallo-ocraceo, giallo vivo (esternamente). Biancastro, paglierino (alla sezione). Grigio -violaceo/nero-violaceo-bruno (gleba) a maturità.
Come riconoscere al volo Scleroderma citrinum?
Ho trovato uno strano fungo a forma di palla, di colore giallognolo, beige-ocraceo, ricoperto da verruchette scure e molte piccole crepe. Alcuni esemplari sono duri e chiari, altri sono più scuri e molli e se li schiaccio col piede, scoppiano, emettendo una polvere grigio-nerastra. Mi hanno detto che si chiamano Loffe di Lupo, Pette (peto) di Lupo. Di che fungo si tratta esattamente?
Scleroderma citrinum è un fungo caratterizzato da un basidioma subgloboso o ovoidale, con screpolature areolate e verruche piatte o leggermente in rilievo. Non presenta un vero e proprio pseudogambo alla base, anche se talvolta può sviluppare un peduncolo appena accennato, sempre accompagnato da un abbondante fascio di ife miceliari che inglobano il substrato terroso, dando l’impressione di avere delle vere e proprie radici. È un fungo molto comune in Italia, diffuso soprattutto nei boschi di latifoglie come castagno e betulla, ma può essere rinvenuto anche tra faggi e conifere, fino a quote superiori ai 1.000 metri, su terreni particolarmente acidi. La sua presenza è riscontrabile dall’estate all’autunno, anche nei periodi più siccitosi. Non è commestibile ed è anche tossico, causando sindrome gastroenterica. I meno esperti potrebbero confonderlo con alcuni funghi del genere Lycoperdon.
Petta di Lupo, Loffa di Lupo, Vescia velenosa, “Puffball”
Sinonimi obsoleti:
Scleroderma aurantium var. aurantiacum (Bull. ex W.G. Sm.) Rea, Brit. basidiomyc. (Cambridge) (1922)
Scleroderma aurantium var. macrorhizum (Fr.) Šebek [as ‘macrorrhizum‘], Sydowia (1953)
Scleroderma macrorhizum (Fr.) Wallr., Fl. crypt. Germ. (Norimbergae) (1833)
Scleroderma vulgare Hornem., Fl. Danic. 1969, (1819)
Scleroderma vulgare subsp. macrorrhizon (Wallr.) Sacc. [as ‘macrorhizon‘], in Berlese, De Toni & Fischer, Syll. fung. (Abellini) (1888)
Scleroderma vulgare var. aurantiacum Bull. ex W.G. Sm., Syn. Brit. Basidiomyc. (1908)
Scleroderma vulgare var. bogoriense Henn. & E. Nyman, in Hennings in Warburg, Monsunia (1899) [1900]
Scleroderma vulgare var. novoguineense Henn., Bot. Jb. 18(4 (Beibl. 44)) (1894)
Scleroderma vulgare ß macrorhizum Fr., Syst. mycol. (Lundae) (1829)
Scleroderma citrinum Pers. (1801)
| Divisione: | Basidiomycota |
| Classe: | Agaricomycetes |
| Ordine: | Boletales |
| Famiglia: | Sclerodermataceae |
| Genere: | Scleroderma |
| Specie: | Scleroderma citrinum |
| Nome italiano: | Loffa di Lupo, Peto/Petta di Lupo, Vescia Velenosa, Vescia citrina, Falsa vescia, “Puffball” |
| Tipo nutrimento: | SAPROFITA-MICORRIZICO (TERRICOLO) |
| Periodo vegetativo: | Estate/Autunno |
| Commestibilità o Tossicità: | NON COMMESTIBILE |
🌐 NOMI INTERNAZIONALI
- Inglese: Common Earth-ball, pigskin poison puffball
- Basco: Astaputz arrunt
- Bulgaro: Лъжлив трюфел, Брадавичеста пърхутка
- Catalano: Pota de cavall groga
- Ceco: pestřec obecný
- Cinese: 橙黄硬皮马勃
- Gallese: coden euraid
- Tedesco: Dickschaliger Kartoffelbovist, Gemeiner Kartoffelbovist
- Estone: Harilik murukera
- Finlandese: nystymukulakuukunen
- Francese: scléroderme vulgaire, scléroderme commun, scléroderme citron
- Galiziano: Feixó do demo
- Ungherese: Rőt áltrifla
- Lituano: Paprastoji ankštenė
- Norvegese: Gul potetrøyksopp, Vanlig potetrøyksopp
- Olandese: Gele aardappelbovist
- Polacco: Tęgoskór cytrynowy
- Rumeno: Buretele cerbilor
- Sloveno: navadna trdokožnica
- Serbo: Отровна пухара
- Svedese: Gul rottryffe
🇮🇹 Nomi comuni italiani
Scleroderma citrinum è un fungo piuttosto comune in Italia, dal nord al sud della penisola, il cui nome comune più diffuso è senza dubbio quello di: loffa/peto/scorreggia/pirito (“Petta” in Piemonte e Sardegna) del lupo.
Viene spesso confuso o accomunato ai funghi noti come “vescia“, che richiamano specie congeneri o simili, come quelle della famiglia delle Lycoperdaceae. Questi nomi fanno riferimento alla caratteristica principale di questi funghi: emettere spore nell’ambiente sotto forma di polvere una volta raggiunto il massimo grado di maturazione, fenomeno noto tecnicamente come deiscenza. In Scleroderma citrinum, la deiscenza avviene tramite un’apertura irregolare che divide il peridio in due o più lobi.
🗣 Etimologia
L’epiteto “citrinum” di Scleroderma citrinum proviene dal latino citrinus, che significa “giallo limone“, in riferimento al caratteristico colore che possiede il basidioma da giovane.
Il nome del genere Scleroderma deriva invece dal greco antico, combinando σκληρός (sclerós), che significa “duro“, e δέρμα (dérma), che significa “pelle” o “cute“, indicando la presenza di una cuticola particolarmente resistente.
🈂 Traduzioni in italiano dei nomi internazionali di Scleroderma citrinum
I nomi comuni internazionali spesso richiamano la forma globosa di questo fungo o la caratteristica emissione di spore polverose, tipica anche di altre specie congeneri. Questi funghi sono frequentemente conosciuti con il nome comune di “vescia“, a cui si aggiungono le varianti “citrina” o “gialla“, oppure, più diffusamente, con il termine semplice “vescia comune“.
- In inglese viene tradotto come “Vescica/vescia di lupo” o “Scorreggia di lupo“.
- In bulgaro è detto “Falso tartufo” o “Vescica verrucosa“.
- In ceco, estone e basco è detto “Vescia comune“.
- In cinese, la traduzione in italiano di 橙黄硬皮马勃 è “scleroderma arancio-giallo“.
- In tedesco viene tradotto come “Vescia di lupo a buccia spessa” oppure “Vescia di lupo comune“.
- In finlandese è “Vescia verrucosa“.
- In francese viene tradotto come “scleroderma comune“, “scleroderma giallo” oppure “scleroderma citrino“.
- In ungherese viene tradotto come “Falso tartufo“.
- In norvegese è detto “Vescia di lupo gialla” come in olandese o “Vescia di lupo comune“.
- In svedese è detto “Tartufo giallo“.
🌍 LA DISTRIBUZIONE di SCLERODERMA CITRINUM
Scleroderma citrinum è un fungo ampiamente diffuso in diverse regioni del mondo. In Europa è particolarmente comune, trovandosi dal Mediterraneo fino alle regioni settentrionali. Anche in Nord America, in particolare negli Stati Uniti e in Canada la sua presenza è ben documentata. In Asia è segnalato in alcune regioni temperate come Cina e Giappone, mentre in Africa è meno diffuso, ma presente in alcune zone del continente, soprattutto a nord e nelle regioni subsahariane. È stato rilevato anche in Australia e Nuova Zelanda, dove, sebbene non autoctono, si è ben adattato agli ambienti locali.
🌲 HABITAT / ECOLOGIA
L’HABITAT🌲🌳🪵🌿☘️🍂🍁 di Scleroderma citrinum

L’habitat ideale per la Vescia gialla o Loffa/peto di lupo
Scleroderma citrinum è un fungo basidiomicete della famiglia delle Sclerodermataceae, che fruttifica principalmente in autunno, ma in condizioni climatiche favorevoli può comparire già dalla fine dell’estate, per poi prolungare la sua crescita fino ai primi mesi invernali. Sebbene sia comunemente considerato saprotrofo, capace di nutrirsi della materia organica in decomposizione, e contribuire quindi alla degradazione dei residui vegetali, alcune evidenze suggeriscono che possa anche comportarsi da ectomicorrizico, stabilendo una simbiosi con le radici di piante ospiti, offrendo loro nutrienti minerali in cambio dei carboidrati prodotti durante la fotosintesi.
💡 Il suo comportamento da specie simbionte-micorrizico è reso ancor più evidente dal fatto che questo fungo possa essere parassitato da una specie di Boletacea, lo Pseudoboletus parasiticus che, come tutti i Boleti, sono micorrizici.
Il suo habitat naturale si trova principalmente nei boschi misti di latifoglie, come castagni, faggi, betulle e querce, che arricchiscono il suolo con strati di foglie decomposte, ma lo si può comunemente trovare anche nelle foreste di conifere. Questo fungo predilige terreni acidi, sabbiosi o argillosi e si sviluppa spesso ai margini dei sentieri o in aree aperte, talvolta su muschio che ricopre la base dei ceppi o degli alberi. Cresce terricolo in suoli acidi o talvolta alcalini, adattandosi a un clima temperato tipico delle regioni europee e nordamericane, e può essere rinvenuto in pianura, in collina e anche in montagna, a quote superiori ai 1000 metri sul livello del mare.
Scleroderma citrinum prospera in ambienti sufficientemente umidi, ma dimostra una buona capacità di resistenza anche ai periodi siccitosi, trovando spesso il suo spazio in zone disturbate dove può formare gruppi anche numerosi.
💥 Alcune curiosità
🔬 Il “Peto di lupo” è una specie molto comune e facilmente riconoscibile grazie a caratteristiche distintive come il peridio spesso (involucro), di colore giallognolo, e ricoperto da screpolature e piccole squame-verruche, la presenza di ife miceliari alla base, a simulare un apparato radicale, e l’assenza di uno pseudogambo.
🔬 Questa specie è spesso parassitata da un fungo appartenente alla famiglia delle Boletaceae, noto come Pseudoboletus parasiticus.
🔬 Non va confuso con le vesce commestibili della famiglia Lycoperdaceae, che non presentano mai un peridio così spesso e cuoioso. Anche la gleba (polpa) marmorizzata di Scleroderma citrinum rappresenta un utile elemento distintivo per il confronto.

⛔️ Le nuove specie di funghi, che fino ad ora ci erano sconosciute, vanno raccolte solamente se si è accompagnati da cercatore esperto e vanno fatte vedere ad un Ispettore ASL o Micologo professionista, non al proprio vicino di casa! ⛔
🔎 SEGNI DISTINTIVI / CARATTERISTICHE
COME RICONOSCERE SCLERODERMA CITRINUM

Il corpo fruttifero di questo fungo è un basidioma subgloboso o ovoidale, spesso leggermente appiattito, con un diametro che varia mediamente tra i 3 e i 10 cm, sebbene possa superare queste dimensioni. Il peridio, la parte esterna che avvolge la gleba (la parte interna fertile-la polpa), è leggermente più spesso alla base dove può essere incurvato verso l’interno. Lo spessore del peridio varia dai 2 ai 5 mm. Alla sezione, il peridio presenta un colore chiaro, biancastro o giallo paglierino. La superficie esterna, invece, è inizialmente liscia e di colore giallo ocra o giallo vivo. In seguito, si screpola in areole, formando verruche piatte leggermente in rilievo, simili a piccole squame-verruche. Sessile o brevemente stipitato (“sessile” significa privo di gambo, “brevemente stipitato” significa che ha un cenno di breve gambo), il corpo fruttifero è tipicamente adagiato direttamente sul substrato, ancorato da un robusto micelio.
La gleba (la parte interna fertile del fungo, ovvero la polpa), è inizialmente compatta e soda, con un colore bianco. Nel corso della maturazione, si trasforma progressivamente in una polvere fine, assumendo tonalità che vanno dal grigio-violaceo al bruno-nero-violaceo. Questo processo inizia tipicamente dal centro del fungo, diffondendosi verso l’esterno. La gleba presenta un caratteristico aspetto marmorizzato a causa della presenza di sottili venature, dette trame. L’odore è peculiare, spesso paragonato a quello della gomma riscaldata.

Le spore, generalmente globose (a forma di sfera), sono di colore bruno scuro intenso e hanno dimensioni di 10-13 µm. La superficie delle spore presenta un’elaborata ornamentazione costituita da creste che formano un reticolo tridimensionale. Questo reticolo è alto circa 0,8-1,5 micrometri e conferisce alle spore un aspetto ruvido e caratteristico al microscopio.
🍽 COMMESTIBILITA’
NON COMMESTIBILE E SOSPETTO DI SPICCATA TOSSICITA’
Lo Scleroderma citrinum è un fungo non commestibile e potenzialmente tossico. Sebbene casi di intossicazione grave da Scleroderma spp. siano rari nel nostro Paese, è sconsigliabile il consumo di qualsiasi specie appartenente a questo genere.
In genere è a tutti noto il fatto che il cosiddetto “peto di lupo” non sia commestibile ma, c’è il rischio che qualcuno possa confondere lo Scleroderma citrinum, o specie simili, con i commestibili Lycoperdon (vescie) o con Tartufi, soprattutto tra i raccoglitori meno esperti, tuttavia, l’odore sgradevole, spesso paragonato a quello della gomma bruciata, la consistenza dura della gleba e il suo colore scuro, tendente al nerastro, dovrebbero fungere da campanelli d’allarme. L’ingestione di funghi appartenenti al genere Scleroderma può provocare disturbi gastrointestinali più o meno gravi, come nausea, vomito e diarrea.
Di seguito vediamo cosa dicono al riguardo gli autorevoli autori Nicola Sitta, Paolo Davoli, Marco Floriani e Edoardo Suriano, nella loro importante: “Guida ragionata alla Commestibilità dei Funghi“: Scleroderma e Pseudoboletus parasiticus
Le specie europee del genere Scleroderma (S. citrinum, S. verrucosum, S. areolatum, S. cepa e altre) in Italia sono responsabili di un numero modesto di casi di intossicazione, che però si verificano con una certa regolarità, anche con funghi ben cotti. Ciò deve essere rapportato con un consumo alimentare soltanto occasionale, in genere per associazione con i tartufi. Soltanto per il territorio bresciano e bergamasco vi sono maggiori segnalazioni di consumo, comunque poco diffuso e perlopiù da riferire al passato. La sintomatologia riscontrata in ambito italiano è esclusivamente gastrointestinale e finora non sono conosciuti casi con presenza di sintomi neurologici, segnalati invece per la Germania da Haberl & al. (2016) e anche per il Giappone, ove il consumo accidentale può avvenire per confusione con i Rhizopogon (Sato & al. 2020). In altri Paesi è segnalato un consumo tradizionale di funghi del genere Scleroderma, per esempio in Nepal (Christensen & al. 2008) e in Cina nella provincia dello Yunnan. Nel primo caso si tratta di un rapporto in cui sono citate diverse specie, ma l’identificazione è tutt’altro che certa; per quanto riguarda invece la specie più largamente consumata e commercializzata in Cina meridionale, si tratta di S. yunnanense, taxon recentemente descritto e definito commestibile (Zhang Chunxia & al. 2013). Da pubblicazioni più recenti (Zhang Yi.-Zhe & al. 2020), emerge tuttavia che anche in Cina, fra le varie specie che vengono consumate, in particolare da giovani, diverse hanno la potenzialità di causare intossicazioni gastrointestinali, ma non è noto con quale frequenza. Probabilmente anche la stessa pubblicazione di una nuova specie denominata S. venenatum, che viene ritenuta tossica in base ad alcuni casi meglio documentati di intossicazione con sintomi in prevalenza gastrointestinali (Zhang Yi.-Zhe & al. 2020), può rappresentare un esempio di interpretazione “troppo speciografica” della tossicità di questi funghi. Nei report relativi alle intossicazioni da funghi in Cina per gli anni 2019 e 2020 (Li Haijiao & al. 2020, 2021) sono elencati 15 casi di sindrome gastrointestinale da Scleroderma, attribuiti alle specie S. cepa (8), S. citrinum (1), S. areolatum (1 con 12 persone coinvolte), S. yunnanense (4) e infine un caso da specie non identificata. Per tentare di spiegare il caso da S. yunnanense del 2019 viene ipotizzato il consumo anche di altre specie di Scleroderma “realmente velenose”, di cui non sono giunti campioni da analizzare, miscelate con “quelle commestibili acquistate al mercato” (Li Haijiao & al. 2020). Nel report dei casi del 2020 (Li Haijiao & al. 2021) sembra invece che in generale gli Autori cinesi abbiano acquisito maggiore consapevolezza della potenzialità di tutte le specie ritenute commestibili di causare intossicazioni di tipo gastrointestinale, per cui non viene dato particolare risalto ai 3 casi di intossicazione da S. yunnanense. A nostro avviso la tossicità dei funghi del genere Scleroderma è incostante, sia per la sola sindrome gastrointestinale che per la presenza di sintomi neurologici, e potrebbe essere presente in tutte le specie, anche se probabilmente è maggiore in alcune (per esempio S. cepa) e minore in altre (per esempio il largamente consumato S. yunnanense). La tossicità potrebbe dipendere anche da altri fattori, quali lo stadio di maturazione, la cottura, l’eventuale crescita in luoghi inquinati (aiuole cittadine). Negli altri Paesi europei si ha una situazione simile a quella italiana: nessuna conoscenza tradizionale e consumo di Scleroderma solo occasionale, perlopiù per errore di identificazione. In Spagna (2009) sono ritenuti funghi tossici e per tutte le specie vige divieto esplicito di commercializzazione. In conclusione, pur essendo possibile che anche in Italia siano presenti specie di Scleroderma con diverse caratteristiche di commestibilità, non si dispone di informazioni su quali possano essere ritenute “commestibili” o “non tossiche”, ammesso che in Europa esistano. Pertanto, riteniamo corretto considerare tossiche gastrointestinali incostanti tutte le specie europee del genere Scleroderma.
🔴 Xerecomus compreso Pseudoboletus parasiticus ex Xerocomus parasiticus
Xerocomus parasiticus (= Pseudoboletus parasiticus), X. ichnusanus (= Alessioporus ichnusanus) e X. roseoalbidus (= Pulchroboletus roseoalbidus) sono specie rare, delle quali non esiste in Italia consumo tradizionale, anche se di alcune, come X. roseoalbidus, è segnalato consumo occasionale (G. Cacialli com. pers.). Non sono documentati effetti tossici in seguito all’eventuale consumo né si hanno conoscenze precise in merito al grado di sicurezza alimentare. Possono essere considerati funghi privi di valore alimentare. Riteniamo che la loro occasionale attribuzione a “Xerocomus s. l.” ai fini della commestibilità non comporti alcuna problematica di natura sanitaria. Dei funghi xerocomoidi più comuni, in Italia esiste consumo tradizionale soprattutto nel territorio compreso fra Piemonte e Lombardia; sono segnalati sporadici casi di intossicazione con sindrome gastrointestinale, in numero modesto rispetto alla diffusione del consumo alimentare. Uno o più dei seguenti nomi si trovano inseriti negli elenchi dei funghi commercializzabili in Austria (2006), Germania (2008), Polonia (2018), Repubblica Ceca (2013), Romania (2019), Svizzera (2020) e Ungheria (2019), in quest’ultimo Paese limitatamente agli esemplari giovani: Xerocomus (= Xerocomellus) chrysenteron, X. subtomentosus, X. (Hortiboletus) rubellus. Tutti i funghi xerocomoidi possono essere considerati egualmente commestibili dopo cottura, preferibilmente dopo eliminazione dei gambi e consigliando l’utilizzo di esemplari giovani, nei quali lo strato dei tubuli non sia troppo sviluppato.

‼️🍄 SPECIE SIMILI
Tra le specie fungine che potrebbero essere confuse con lo Scleroderma citrinum troviamo diverse specie dello stesso genere. Tra queste, lo Scleroderma cepa, che si distingue per il colore giallo oro con sfumature brunastre e per il peridio (la parte esterna del fungo) spesso 1-3 mm, liscio ma spesso screpolato. Lo Scleroderma meridionale, anch’esso giallo oro, si differenzia per la presenza di un evidente pseudostipite. Lo Scleroderma polyrhizum è una specie più robusta, con un peridio più spesso (fino a 1 cm) e di colore ocraceo e manifesta una tipica deiscenza a stella.
Tra le altre del genere citiamo Scleroderma verrucosum che presenta uno pseudostipite ben differenziato e continuo al peridio. La superficie verrucosa, presenta colorazioni che variano dal giallo-ocraceo fino al marrone scuro, talvota con riflessi violacei. Da notare, che spesso queste caratteristiche non siano sempre così evidenti e quindi la confusione con specie simili come S. citrinum, deve essere necessariamente confortata dalla visione del quadro microscopico. Simile a quest’ultima troviamo S. areolatum, per i cromatismi e peridio screpolato-areolato. Questi però se ne differenzia macroscopicamente per l’assenza di uno pseudostipite, che, ove presente, non supera di norma i 2 cm. Oltre a quelle appena citate troviamo anche Scleroderma bovista ne condivede i cromatismi e talvolta mostra uno pseudostipite piuttosto sviluppato, differisce per la tendenza ad avere una superifice più meno liscia.
E’ possibile anche confonderlo con Rhizopogon luteolus e più vagamente con Astreaus hygrometricus (allo stadio di primordio). Il primo possiede però ife miceliari che avvolgono il basidioma e una gleba differente color verde oliva, il secondo invece possiede taglia minore e un peridio stratificato, visibile al taglio.
Inoltre è possibile confonderlo con alcune del genere Lycoperdon (vescie commestibili) come ad esempio, L. pyriforme, L. perlatum, che, si differenziano molto bene per la presenza di uno pseudostipite solitamente ben marcato.
⛔ I cercatori di funghi più inesperti potrebbero anche confondere questo fungo con un Tartufo, eventualità davvero poco comune ma, la forma a palla di un esemplare che, ad esempio è stato divelto e si è essiccato al sole, potrebbe farlo somigliare ad una sorta di Tartufo, non è infatti un caso che in alcuni stati europei questo fungo venga detto anche “falso Tartufo” o “Tartufo giallo”.
Di seguito vediamo nel dettaglio alcune delle specie menzionate, che possono essere facilmente confuse con lo Scleroderma citrinum:

❌ Scleroderma citrinum potrebbe essere confuso con:
► ⛔️🖐 Slceroderma cepa (non commestibile).
► ⛔️🖐 Scleroderma meridionale (non commestibile).
► ⛔️🖐 Scleroderma polyrhizum (non commestibile).
► ⛔️🖐 Scleroderma verrucosum (non commestibile).
► ⛔️🖐 Scleroderma areolatum (non commestibile).
► ⛔️🖐 Scleroderma bovista (non commestibile).
► ⛔️☠️ Rhizopogon luteolus (non commestibile).
► ✅🍽 Lycoperdon pyriforme e Lycoperdon perlatum (commestibili).
📷 PHOTOGALLERY DI SCLERODERMA CITRINUM
VESCIA GIALLA O PETO/LOFFA DI LUPO








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NB: dove non specificamente segnalate, le fonti di questo articolo possono essere richieste via email.
Last Updated on 15/01/2026 by Alfonso Conti

