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Leccinellum pseudoscabrum, il Porcinello dei Carpini

Il Porcinello Grigio-Porcinello nero / Carpinello (Leccinellum pseudoscabrum) è uno dei funghi, simili al Porcino, più comuni negli umidi ed ombrosi boschi planiziali. Spesso confuso con altre specie simili. Scopriamolo in questo articolo

LECCINELLUM PSEUDOSCABRUM (Kallenb.) Mikšík (2017)

Porcinello dei Carpini / Carpinello

Sinonimi obsoleti:

  • Boletus brunneobadius J. Blum, Bull. trimest. Soc. mycol. Fr. 85(4): 575 (1970) [1969]
    Boletus brunneobadius var. pseudocarpini J. Blum, Bull. trimest. Soc. mycol. Fr. 85(4): 575 (1970) [1969]
    Boletus carpini (R. Schulz) A. Pearson, Naturalist: 96 (1947) [1946]
    Boletus pseudocarpini (J. Blum) Bon, Docums Mycol. 14(no. 56): 16 (1985) [1984]
    Boletus pseudoscaber Kallenb., Pilze Mitteleuropas (Stuttgart) 1: 117 (1929) [1928]
    Boletus scaber var. carpini R. Schulz, in Michael & Schulz, Führ. Pilzk. (Zwickau) 1: pl. 95 with legend (1924)
    Krombholzia carpini (R. Schulz) Kallio, Karstenia 6-7: 70 (1963)
    Krombholzia pseudoscabra (Kallenb.) Vassilkov, Compl. Fl. Champ. Supér. Maroc: 32 (1955)
    Krombholziella brunneobadia (J. Blum) Bon, Docums Mycol. 14(no. 56): 16 (1985) [1984]
    Krombholziella carpini (R. Schulz) Alessio, Boletus Dill. ex L. (Saronno): 439 (1985)
    Krombholziella pseudocarpini (J. Blum) Bon, Docums Mycol. 14(no. 56): 16 (1985) [1984]
    Krombholziella pseudoscabra (Kallenb.) Šutara, Česká Mykol. 36(2): 82 (1982)
    Leccinellum brunneobadium (J. Blum) Blanco-Dios, Index Fungorum 383: 1 (2018)
    Leccinellum brunneobadium f. pseudocarpini (J. Blum) Blanco-Dios, Index Fungorum 383: 1 (2018)
    Leccinellum carpini (R. Schulz) Bresinsky & Manfr. Binder, in Bresinsky & Besl, Regensb. Mykol. Schr. 11: 232 (2003)
    Leccinellum pseudoscabrum f. isabellinum (Lannoy & Estadès) Mikšík, Index Fungorum 338: 1 (2017)
    Leccinellum pseudoscabrum f. pseudocarpini (J. Blum) C. Hahn, Mycol. bavarica 20: 145 (2020)
    Leccinellum pseudoscabrum var. album J.Aug. Schmitt, Abhandlungen der DELATTINIA 47: 147 (2022)
    Leccinellum pseudoscabrum var. album J.Aug. Schmitt, Abhandlungen der DELATTINIA 45: 235 (2020)
    Leccinellum pseudoscabrum var. brunneobadium (J. Blum) C. Hahn, Mycol. bavarica 20: 145 (2020)
    Leccinum brunneobadium (J. Blum) Lannoy & Estadès, Docums Mycol. 24(no. 94): 26 (1994)
    Leccinum carpini (R. Schulz) M.M. Moser ex D.A. Reid, Trans. Br. mycol. Soc. 48(4): 525 (1965)
    Leccinum carpini f. imleri J. Blum ex Lannoy & Estadès, Docums Mycol. 24(no. 94): 26 (1994)
    Leccinum carpini f. isabellinum Lannoy & Estadès, Docums Mycol. 24(no. 94): 26 (1994)
    Leccinum pseudoscabrum (Kallenb.) Šutara, Česká Mykol. 43(1): 6 (1989)
    Leccinum pseudoscabrum f. isabellinum (Lannoy & Estadès) Klofac, in Klofac & Krisai-Greilhuber, Öst. Z. Pilzk. 25: 1 (2016)
    Trachypus carpini (R. Schulz) J. Favre, Beitr. Kryptfl. Schweiz 10(no. 3): 35 (1948)

Leccinellum pseudoscabrum (Kallemb.) Mikšík
Il Porcinello dei Carpini / Carpinello

Divisione:Basidiomycota
Classe:Basidiomycetes
Ordine:Boletales
Famiglia:Boletaceae
Genere:Leccinellum
Specie:Leccinellum pseudoscabrum
Nome italiano:Porcinello (Porcinello grigio o nero), Leccino
Tipo nutrimento:Micorrizico
Periodo vegetativo:Da fine primavera a fine autunno
Commestibilità o Tossicità:Buon commestibile  Gambo coriaceo da scartare/da non consumare crudo

Scheda illustrativa:

Leccinellum pseudoscabrum ex boletus carpinii Carpinello
Leccinellum pseudoscabrum, ex boletus carpini, Carpinello. Scheda illustrativa

NOMI INTERNAZIONALI


Nomi comuni italiani

LECCINELLUM PSEUDOSCABRUM o Porcinello Grigio/Porcinello nero/Porcinello dei Carpini (Carpinarolo o Leccino) da molti è ancora conosciuto con gli obsoleti nomi di: Leccinum carpinii oppure Boletus carpini.

É un fungo a larga diffusione negli umidi e scuri boschi planiziali, ben presente anche in ombrosi boschi collinari a prevalenza di Carpino e Nocciolo, non ha molti nomi vernacolari specifici, essendo che, molto spesso viene confuso con altre specie simili.

I nomi vernacolari più diffusi a livello nazionale sono gli stessi di altri funghi molto simili: Porcinello, Porcinello grigio o più frequentemente Porcinello nero, Leccino/Porcinello dei Carpini/Carpinarolo.

Nomi vernacolari/locali/dialettali di questo ed altri Leccini scuri: Albarei nigher, Albarèla, Albarel, Albarelo, Albarello, Ampolín, Arbarín, Arbarín negar, Bedolín, Bédolit, Beola, Betullino, Biolette, Boleo albarelo, Brédol, Brisa, Brisa de caora, Brisa d’alborela, Brisot, Brugarol nighèr, Bruareul, Brugaroel, Caponero, Caprino, Carpinarolo, Cerrino, Corédo, Crava, Crava nera, Crave, Cravetta, Cravetta grisa, Cravette, Cravitte grise, Donna, Donne grigie o Donne nere, Fàlchero, Falchetto, Funge ‘raspignoús, Funci di viddudda, Funciu di vitudda, Func’i vitudda, Gambarello, Gambarella, Gambagrisa, Gambe grise, Gambe silvin’e, Gambeta, Gambetta, Gambetto, Gambette grise, Gambilotto, Gamberotto, Gambotte, Gamgaltieri, Gattarello, Gattero, Ginestrino, Leccino, Legoratt, Leguratt, Levrin, Nisciulin, Pecorino, Porcinèlo, Porcinello di Ginestra, Porcinello nero, Porsinella, Puti, Pütí, Serulin, Scrulin, Scopatolo, Sörla, Sörlo, Spinarolo, Sürla, Sürlèc, Surlo, Sürlo negher, Taverné, Termulin’e, Turino, Vachêta grisa.

In Piemonte è detto Crava, Cravetta, Caprino così come tutti gli altri Leccini simili. Nel Nord Piemonte i Leccini di qualsiasi tipo sono detti Donna/Donne, in questo caso questa specifica specie è detta Donna/Donnetta nera, per via del fatto che, al tocco, al taglio ed in cottura, il fungo diventa fortemente annerente, tant’è che una volta cotto risulta completamente nero. Altri nomi dialettali fanno riferimento all’habitat di crescita, quindi: Carpinarolo o Ginestrino, per via della crescita tra i Carpini o tra le Ginestre.

Traduzioni in italiano dei nomi internazionali

Leccinellum pseudoscabrum è quasi ovunque noto come Porcino dei Carpini o Porcino dei Noccioli.

Il suo vecchio epiteto latino ‘carpini‘ significa proprio ‘dei carpini’, ‘del carpino’, a sottolineare la sua predisposizione micorrizica nei confronti del Carpino.

Nel caso del Leccinellum pseudoscabrum, l’epiteto ‘pseudo+scabrum’ fa riferimento al suo gambo, non liscio ma ruvido, caratteristicamente ricoperto da scagliette-scaglie, frequentemente di colore scuro, similarmente al Leccinum scabrum.

Noto in Italia come Porcinello Nero o Carpinarolo, all’estero non ha simili vezzeggiativi.

  • In Bulgaria è detto Fungo di Carpino;
  • In Galles è detto Cappello Perforato Nocciola, facendo riferimento alla tipica ‘martellatura’ del suo cappello;
  • Boleto del Carpino oppure Boleto ruvido del Carpino in Francia;
  • Nelle lingue russofone è detto Falso Orso (Falso Porcino), Carpino, Carpinello, Carpinarolo, Porcini del Carpino;
  • Zuppa di Nocciole, inteso come Fungo del Nocciolo in Svezia;
  • Violino scuro, inteso come Porcino scuro in Ungheria;
  • Cosacco cornuto è detto in Slovenia;
  • In Germania i nomi comuni ruotano attorno al concetto di fungo del Carpino, quindi: Carpino Porcino o Porcino del Carpino, Fungo del Carpino-ruvido;
  • Porcini del Carpino anche nei Paesi Bassi;

DISTRIBUZIONE



Leccinellum pseudoscabrum o Porcinello nero/Carpinarolo è un fungo simbionte/micorrizico che si lega quasi esclusivamente al Carpino (in particolar modo al Carpino Bianco Carpinus betulus), in misura più ridotta al Nocciolo, ancora meno al Tiglio o altre latifoglie, pertanto la sua distribuzione è strettamente legata alla presenza o meno di queste piante.

Assai comune negli ambienti boschivi planiziali molto umidi ed ombrosi, può esser definita una specie sciafila (che necessita dell’ombra, non vuole la luce solare diretta).

In Europa è presente tanto negli ambienti umidi oceanici, quanto in quelli continentali e, pure in quelli mediterranei, con particolare predilezione e preferenza per gli ambienti igrofili prossimi a corsi d’acqua o pianori in cui spesso ristagna acqua piovana.

Non abbiamo informazioni certe, riguardo la presenza di questa stessa specie in altri continenti.

HABITAT / ECOLOGIA

🌲🌿🍂🍁L’HABITAT del Porcinello grigio

L’habitat ideale per il Leccinellum pseudoscabrum è il bosco scuro-umido di Carpino

Leccinellum pseudoscabrum, ex boletus carpini, Carpinello,
Leccinellum pseudoscabrum, ex boletus carpini, Carpinello, in habitat igrofilo, in riva ad un fosso con acqua

Questo fungo ama l’ombra, perciò può esser definito una specie sciafila (contrapposto a eliofilo).

L’ecosistema ideale per la vegetazione di questo fungo è quello in cui sono presenti i Carpini, siano essi dominanti, che associati a Noccioli, Tigli, Querce e/o Pioppi.

Quel che conta è che il bosco dev’essere molto scuro-ombroso, con ottima copertura fogliare superiore, rappresentata dalle chiome degli alberi maggiori quali Querce, Tigli, Pioppi e, necessaria copertura fogliare anche inferiore, costituita da Carpini e Noccioli.

Il sottobosco dev’essere ben umido, con una ricca lettiera di foglie mantenuta costantemente umida da specie erbacee quali la Pervinca (Vinca minor), l’Anemone dei boschi (Anemonoides nemorosa), Edera strisciante ed altre piante sciafile.

💥🔥 Una piccola curiosità

Una associazione spesso riscontrabile in questi ecosistemi è quella tra Leccinellum pseudoscabrum, Porcino estatino (Boletus reticulatus) ed Ovolo Buono/Reale (Amanita caesarea).

In questi ambienti la successione delle nascite avviene con la comparsa dei Porcinelli neri già all’indomani delle piogge, anche con suoli ancora ben bagnati.

Non appena il terreno superificiale si sarà adeguatamente asciugato, compariranno anche i Porcini estatini (spesso nelle versione con cappelli rossicci). La presenza contemporanea di entrambe le due specie è piuttosto comune, dal momento che il Porcinello Nero (Leccinellum pseudoscabrum) può impiegare anche 15 giorni ad arrivare a piena maturità (fino a 20 e più giorni con clima molto secco). Seguono, a chiudere le nascite, gli Ovoli Reali (A. caesarea), ultimi a nascere, quindi a ‘chiudere la porta’.

In luoghi non pianeggianti, Leccinellum pseudoscabrum risulta ben presente se il bosco risponde a criteri di ombra costante e ristagni d’acqua piovana. In periodi mediamente caldi e molto piovosi, le nascite di questi funghi possono avvenire ‘a tappeto’ con vere e proprie colonie distribuite a macchia d’olio. Non è poi insolito trovare più esemplari concresciuti, riuniti al piede.

⛔🖐️ I funghi detti Leccini/Porcinelli sono tutti commestibili, tuttavia la possibilità di confonderli con altri funghi con la spugna, tossici, è sempre molto elevata. Si raccomanda perciò di raccogliere sempre soltanto funghi noti e facilmente riconoscibili.

⛔🖐️ Quasi quotidianamente, al nostro indirizzo email, nei nostri canali Social o presso le nostre chat Telegram (pubbliche o private) riceviamo fotografie di funghi (spesso assai poco chiare, con colori fasulli o mosse, a riprova dell’ulteriore superficialità con cui molti cercatori affrontano la ricerca dei funghi), da parte di inesperti cercatori che ci chiedono se i funghi raccolti sono commestibili e, solo in pochi ci chiedono esclisivamente il nome del fungo fotografato per pura conoscenza.

In tutti i casi, funghimagazine o chi per esso attraverso i Social, non può e non deve dare opinioni di commestibilità, neppure un micologo professionista può farlo, limitandosi a guardare delle fotografie.

Funghimagazine NON darà mai opinioni di commestibilità e, gli utenti che attraverso le nostre chat o canali Social (Facebook, Instagram o altri) si prendono o prenderanno la libertà di farlo, saranno immediatamente bannati-cancellati-esclusi.

SEGNI DISTINTIVI / CARATTERISTICHE

COME RICONOSCERE IL PORCINELLO NERO / LECCINELLUM PSEUDOSCABRUM

Benché il suo nome comune di Carpinello o Porcinello dei Carpini, ci offra ottimi spunti per evitare di confonderlo, forma e colore possono comunque trarci in inganno e farci confondere con altre specie simili.

In particolar modo sono 3 i Leccini che presentano forme e colori molto simili, perciò facilmente confondibili: Leccinum scabrum, Leccinum duriusculum e Leccinum variicolor, tutti più o meno grigiastri.

Per fortuna, a metterci sulla buona strada per il corretto riconoscimento, è l’appena descritto habitat di crescita, che prevede sempre la presenza del Carpino quale specie simbionte privilegiata.

Corpo fruttifero

Il corpo fruttifero ha l’aspetto generale di un Porcino dal gambo smilzo ricoperto da scagliette scure, con un caratteristico cappello, unico nel suo genere.

Il segno distintivo più eclatante, che ci fa capire che abbiamo di fronte proprio questo fungo, è il caratteristico ‘bucherellamento‘ presente sul cappello. Questo è sempre più o meno ‘ammaccato‘. Questi ‘buchi‘ sul cappello sono detti ‘martellatura‘.

Può trattarsi di vere e proprie depressioni, veri e propri ‘buchi‘, così come dei semplici piccoli avvallamenti-depressioni che caratterizzano l’intero cappello che non risulterà quasi mai completamente liscio e comunque sempre molto duro, decisamente più duro rispetto ad altre specie simili.

Il cappello ha la forma generale di un fungo Porcino ma, altro aspetto assai caratteristico, facilmente assume la forma Stahlhelm, ovvero del caratteristico elmetto in acciaio in dotazione presso l’esercito tedesco delle grandi guerre mondiali. Negli esemplari adulti, ha un bordo di colore decisamente più chiaro, crema-giallognolo.

Il suo diametro medio è di 4-14 cm, ma talvolta può arrivare anche fino a 15/18 cm. É duro, dapprima emisferico-convesso, poi più aperto e poco spianato, spesso a forma di campana o ancor più di elmetto, come appena detto.

La superficie del cappello è glabra, quindi priva di pelosità, opaca, vischiosa con la pioggia, ma screpolata col secco, che provoca screpolature maggiori sui bordi che, presto si spaccano formando spicchi-lobi. Tanto più il tempo è umido e tanto più chiari risultano i colori del cappello che può avere toni beige-nocciola-giallastri-ocracei, per diventare bruno o addirittura grigio-nero con clima molto secco.

La ‘martellatura’ presente sulla sua superifice è tipica, caratteristica unica di questa specie.

La carne è bianca ma grigio-biancastra in età avanzata. Molto soda da giovane ma assai molliccia da adulto. Se esposta a contatto con l’aria vira lentamente al rosa-violace, per poi annerire progressivamente fino ad assumere un aspetto bruno e successivamente completamente nero. L’annerimento della carne, soprattutto in cottura, è stato a lungo considerato come un deterrente alla sua raccolta. Ancor oggi c’è infatti chi crede che un fungo che diventa nero in cottura sia velenoso.

Non la pensano così Piemontesi e Lombardi che, apprezzano particolarmente la tonicità della carne di questo fungo che, se raccolti giovani non scuociono mai, rappresentando un’ottimo condimento per polente, arrosti, spezzatini, che non diverranno mai vischiosi come può invece accadere con altri funghi, tra cui anche i Porcini.

Il sapore è delicato, di fungo Porcino. Odore lieve e gradevole, anch’esso di fungo Porcino, sebbene meno invadente del più blasonato concorrente.

L’imenoforo è una ‘spugna’ composta da tubuli depressi e/o liberi al gambo con pori piccoli e rotondi, di colore inizialmente crema chiaro-giallastro, poi beige-ocraceo ed infine bruno-grigiastro, imbrunenti o annerenti al tocco negli esemplari più adulti.

L’impronta sporale è bruno-olivacea con sfumature bruno-rossicce; le spore misurano 15-20 x 4-6,5 micron, liscie e subfusiformi.

Il gambo misura 5–18 cm di lunghezza per 1–2 cm di diametro. Mai slanciato, cilindrico e clavato, spesso variamente ricurvo, bianco-grigiastro, ornato da squamule rade, disposte verticalmente, dapprima bianche, poi imbrunenti o annerenti.

Una caratteristica tipica di questo fungo è di non esser facilmente attaccabile dalle larve. Molto spesso quando i Porcini sono infestati da vermetti, il Porcinello nero, viceversa ne risulta del tutto immune. Vedi → Funghi con le larve, quali pericoli per la salute?

Leccinellum pseudoscabrum, ex boletus carpini, Carpinello,
Cesto di Leccinellum pseudoscabrum, ex boletus carpini, Carpinello

COMMESTIBILITA’

TRATTASI DI OTTIMO FUNGO COMMESTIBILE, CHE PERO’ NON GODE DI ALTRETTANTA OTTIMA FAMA SU MOLTI LIBRI

La carne del Leccinellum pseudoscabrum ha una consistenza che varia a seconda dell’età e del clima.

Se raccolto molto giovane o giovane e, con clima tendenzialmente secco, questo fungo avrà una consistenza che farà invidia al più tenace Boleto dal Piede Rosso (Neoboletus erythropus).

Viceversa, se raccolto già adulto, o peggio ancora all’indomani di piogge importanti, avrà una consistenza davvero poco invitante, sarà molliccio e pregno d’acqua, con scarso odore e sapore.

Purtroppo però, in Italia regna la cattiva abitudine di raccogliere qualunque fungo abbia la forma porcina, senza curarsi del fatto che, in età avanzata, tutti i funghi deperiscono, si deteriorano, alterano le proprie caratteristiche organolettiche, consistenza, gusto e sapore, magari anche producendo tossine dovute all’ossidamento conseguente l’invecchiamento.

Non è da meno questo fungo che, se raccolto vecchio, ovviamente avrà pessime qualità organolettiche, meritandosi ingiuste recensioni su libri di testo, soprattutto se scritti col metodo del copia-incolla, senza averli però mai assaggiati di persona, riportando vecchie diciture in cui si dichiara trattarsi di ‘fungo commestibile meiocre, di scarso valore‘. Avvalorando vecchi luoghi comuni o recensioni arbitrarie scritte in base al proprio gusto personale e, non come dovrebbe essere, sulla scorta di sondaggi fatti tra cercatori di funghi micofagi che possano garantire imparzialità di giudizio, indipendentemente da ciò che è stato scritto in passato.

Detto ciò, come già accennato, questo fungo gode di grande stima ed apprezzamento tra i cercatori di funghi della Pianura Padana che, ne apprezzano la facile reperibilità, l’ottima consistenza delle carni dei giovani esemplari e l’ottimo sapore porcino, mai invadente o nauseante, così come descritto a proprosito dei Porcini, da molte popolazioni del Nord europa.

Il gambo di questo fungo, così come accade con tutti gli altri Leccini, va scartato in quanto coriaceo, fibroso, sovraccarico di fibre non digeribili.

In realtà un terzo o anche due terzi del gambo di esemplari giovanissimi si possono tranquillamente consumare, per quanto riguarda invece gli esemplari adulti, si getta via l’intero gambo ma, come accennato, andrebbe gettato l’intero fungo, o meglio, andrebbe evitato di raccoglierlo di sana pianta, lasciandogli compiere il proprio ciclo vitale nel suo habitat naturale.

Questo fungo è assai apprezzato in tutte le regioni del Nord Italia dove, noncuranti dell’annerimento delle carni, viene comunque cucinato, pur avendo un aspetto (nero) scarsamente invitante.

Nei paesi dell’Est il Leccinellum pseudoscabrum è apprezzato al pari di molti altri funghi e gode di ottima fama, soprattutto per la sua veemente abbondanza.


⚠️⛔🖐️ ATTENZIONE ⚠️

ANCHE SE POTRA’ CAPITARTI DI TROVARE, LOCALIZZATE MA VASTE COLONIE DI QUESTO FUNGO, CIO’ NON SIGNIFICA CHE LA SPECIE SIA FLORIDA ED IN OTTIMA SALUTE. Frequentemente una massiccia ‘bollata / buttata‘ non è sinonimo di floridità ma, un semplice tentativo da parte della colonia fungina di riprodursi il più massicciamente possibile al fine di garantire la sopravvivenza della specie.

Pur essendo erroneamente recensito su alcuni libri come fungo mediocre, la raccolta di questo fungo in Italia, è equiparata a quella dei funghi Porcini pertanto, se il regolamento regionale di riferimento indica che si possono raccogliere al massimo 2 kg di funghi, la raccolta di Porcinelli/Leccini, concorre al raggiungimento dei 2 kg stessi.


⚠️⛔🖐️ ATTENZIONE ⚠️

Eventuali informazioni mediche contenute in queste schede sono presentate a solo scopo informativo, in nessun caso possono costituire la formulazione di un trattamento, e non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto medico-paziente.

Le immagini e le informazioni riportate su funghimagazine.it sono puramente indicative e non possono sostituire l’accertamento effettuato da un professionista.

⚠️ NON AFFIDARTI MAI completamente ad una guida on-line o a libri di testo per il riconoscimento di una nuova specie fungina mai raccolta prima, a meno che tu non abbia competenze tecniche micologiche.

Guide, manuali ed articoli descrittivi hanno solo e soltanto scopo didattico. Esistono centri specializzati presso le ASL (Ispettorati Micologici) o presso le Associazioni Micologiche che sono preposti per il riconoscimento e l’accertamento della commestibilità dei funghi. ISPETTORATI MICOLOGICI IN ITALIA.

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SPECIE SIMILI

Il Porcinello grigio-nero / Carpinello-Leccino / Leccinellum pseudoscabrum ha, come già accennato, 3 principali sosia che sono: Leccinum scabrum, Leccinum duriusculum e Leccinum variicolor.

Naturalmente il cercatore di funghi più superficiale-distratto potrà confondere questo fungo con tutti i vari Leccini o Boleti (funghi con la spugna di forma vagamente porcina).

Leccinum scabrum è descritto nell’apposita scheda di Funghimagazine. Molto simile a questo fungo, si riconosce per il cappello non martellato e per l’habitat di crescita che vede sempre la presenza di Betulle nei paraggi.

Leccinum duriusculum, è il sosia perfetto. Molto simile, quasi identico per forma e colori, si distingue per il suo habitat di crescita che prevede la micorrizazione dei Pioppi, ed in particolar modo del Pioppo tremulo, in un habitat tendenzialmente pantanoso, umido, torboso.

Ha carne che vira al taglio diventando dapprima rosa poi rossastro-violacea ed alla fine color ardesia. Il gambo è macchiato di verde-blu alla base. Ugualmente commestibile.

Leccinum variicolor è altro sosia dal cappello grigio-bruno-nerastro.

Ha gambo ricoperto da scaglie concolori col cappello, perciò tendenzialmente grigiastro, macchiato di verde-blu alla base.

La carne bianca vira al rosa pallido al taglio, verde-blu alla base del gambo. Il suo habitat ideale è la torbiera molto umida-paludosa-acquitrinosa con frequenti ristagni d’acqua piovana in contesto caratterizzato dalla presenza di Betulle e vari tipi di Pioppi.

Ugualmente simili per la forma ma, completamente diversi per i colori sono:

  • Leccinum aurantiacum, dal caratteristico cappello color rosso-aranciato, prevalentemente associato a Betulle e Pioppo Tremulo;
  • Leccinum quercinum, anch’esso dal cappello color rosso-mattone, spesso associato alle Querce o in alternativa a Faggi e Castagni;
  • Leccinum holopus, raro, cresce in luoghi umidi-acquitrinosi-torbiere, spesso associato alle Betulle, è caratterizzato dal cappello color biancastro, grigio-bianco-olivastro, sempre molto pallido con cappello eccedente;
  • Leccinum versipelle, cresce in montagna tra i Mirtilli o nei misti con Betulla e Faggio, ha il cappello aranciato con sfumature rosse più o meno accentuate e tendenza più all’ocra-mattone. Ha il gambo riccamente ornato da scaglie nere, la carne vira al grigio-violaceo;
  • Leccinum vulpinum, ha i colori tipici dei Leccini rossi ma si distingue per il suo habitat che è quello dell’Abete rosso;
  • Leccinellum crocipodium, poco diffuso al Nord, salvo in caldi boschi termofili di Quercia, ben più comune tra centro e sud Italia, in particolar modo negli ambienti mediterranei, si riconosce per il suo cappello color ocraceo chiaro, per il gambo che tende ad esser ventricoso e per il viraggio della carne, dapprima rosa, poi lilicina, infine violacea-nerastra. Poco apprezzato in cucina per il facile spappolamento della carne durante la cottura. Quasi simili i mediterranei Leccinellum corsicum e Leccinellum lepidum.

FOTOGALLERY DI LECCINELLUM PSEUDOSCABRUM

IL PORCINELLO GRIGIO-NERO / CARPINELLO / LECCINO

Leccinellum pseudoscabrum, ex boletus carpini, Carpinello,
Leccinellum pseudoscabrum, ex boletus carpini, Carpinello
Leccinellum pseudoscabrum, ex boletus carpini, Carpinello,
Leccinellum pseudoscabrum, ex boletus carpini, Carpinello
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Leccinellum Cesto di pseudoscabrum, ex boletus carpini, Carpinello, con anche esemplari di L. crocipodium
Leccinellum pseudoscabrum, ex boletus carpini, Carpinello,
Leccinellum pseudoscabrum, ex boletus carpini, Carpinello,
Leccinellum pseudoscabrum, ex boletus carpini, Carpinello,
Bel gruppo di Leccinellum pseudoscabrum, ex boletus carpini, Carpinello
Leccinellum pseudoscabrum, ex boletus carpini, Carpinello,
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