
Cerioporus squamosus – Poliporo squamoso:
riconoscimento, habitat, commestibilità e sosia
Tra i più vistosi funghi lignicoli di primavera, Cerioporus squamosus è una specie piuttosto comune, riconoscibile per il grande cappello a mensola decorato da squame brunastre. Cresce soprattutto su latifoglie vive o morte, prediligendo ambienti umidi, fluviali e igrofili, spesso ai piedi di frassini.
Può essere considerato un buon bioindicatore per le Morchelle. Lo si può trovare spesso nei boschi insieme con Pluteus cervinus e Disciotis venosa.
In questa scheda vedremo come riconoscerlo, dove cresce, quando compare e con quali specie può essere confuso.
Cerioporus squamosus (Huds.) Quél. 1886
Poliporo squamoso · Poliporo a sella
Descrizione sommaria
Qual è il colore prevalente?
Come riconoscere al volo Cerioporus squamosus?
Cerioporus squamosus è un fungo lignicolo a imenoforo poroide, molto comune e diffuso, che cresce su legno vivo o marcescente, soprattutto di latifoglie. Fruttifica isolato, ma più spesso a cespi, dalla primavera all’autunno, con possibili apparizioni anche in inverno nelle aree più miti.
Il cappello, spesso grande e vistoso, è di colore da giallastro a crema-ocraceo ed è ricoperto da ampie squame brunastre concentriche. La carne è tenera solo nei giovani esemplari, ma diventa presto coriacea, fibrosa e tenace. Per questo motivo il fungo, pur non essendo tossico, viene generalmente considerato di scarso interesse alimentare, salvo il consumo di esemplari molto giovani in alcune aree.
L’unica specie realmente confondibile è il più piccolo Polyporus tuberaster, che può apparire come una sorta di sosia in miniatura.
Nomi comuni italiani
Cerioporus squamosus è conosciuto principalmente come poliporo squamoso, poliporo a squame o poliporo a sella. Si tratta di nomi che richiamano l’aspetto del carpoforo, decorato da squame concentriche più scure distribuite sulla superficie del cappello.
Pur non essendo un fungo particolarmente popolare presso il grande pubblico, possiede diversi nomi dialettali. In Lombardia è noto come Sganfiò o Sganziól; in Veneto come Sbriseòn; in Piemonte come Ciölin dal legn; in Toscana come Fulegar; in Emilia-Romagna come Sfuledar o Fulegar.
Etimologia
L’epiteto squamosus deriva da squáma, cioè “squama”, “scaglia”, e allude chiaramente alle numerose squame brunastre che ricoprono il pileo del fungo.
Il nome Cerioporus deriva invece dal greco κηρίον (ceríon, favo) e πόρος (póros, poro, passaggio): un riferimento alla struttura imeniale poroide tipica del genere.
Nomi internazionali
Traduzioni in italiano dei nomi internazionali
Nella maggior parte delle lingue il nome comune richiama l’idea di un poliporo squamoso, con riferimento diretto alle squame concentriche del cappello.
- In inglese è chiamato Dryad’s saddle e Pheasant’s back mushroom, cioè “sella della driade” e “fungo dal dorso di fagiano”. Il primo nome richiama una mensola immaginaria su cui potrebbe sedersi una driade; il secondo rimanda alla livrea maculata del fagiano.
- In catalano il nome significa “fungo del noce”.
- In molte altre lingue europee il significato è sostanzialmente quello di poliporo squamoso o poliporo a squame.
- In rumeno compaiono traduzioni come “orecchio di noce” o “fungo del noce”, legate alla forma e alla frequente crescita su certi alberi.
- In cinese il significato rimanda a un “fungo poroide squamoso con gambo”.
Distribuzione
Cerioporus squamosus è un fungo saprotrofo-parassita, capace cioè di vivere sia su legno morto sia a spese di piante vive ma indebolite. Questa doppia strategia ecologica gli permette di adattarsi a contesti molto diversi, dalle aree temperate a quelle subtropicali.
Saprotrofo è un organismo che si nutre di sostanza organica morta e in decomposizione, contribuendo al riciclo dei nutrienti; un parassita, invece, si sviluppa a spese di un organismo vivente, spesso danneggiandolo.
La specie è diffusa in gran parte dell’Europa, in Nord America, in varie zone dell’Asia, in parte dell’Oceania e localmente anche nel Nord Africa. Cresce soprattutto su latifoglie quali frassini, olmi, salici, querce, faggi, aceri e noci.
In Italia è ampiamente distribuita dal Nord al Sud, comprese le isole. Risulta particolarmente comune nelle regioni settentrionali e centrali ricche di boschi di latifoglie, ma compare anche in Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.
Habitat / Ecologia
L’habitat ideale del poliporo squamoso
Cerioporus squamosus predilige fruttificare in boschi di latifoglie, soprattutto su Pioppo, Olmo e Salice, ma può essere rinvenuto anche su Quercia, Faggio, Acero, Frassino e Noce.
Può comparire anche in foreste miste e in ambiente urbano, nei parchi e nei giardini, alla base dei tronchi o su alberi compromessi, vecchi o danneggiati.
A inizio primavera, già da fine aprile nelle annate miti, non è raro incontrare giovani esemplari di questa specie ai piedi dei Frassini, lungo corsi d’acqua, in ambienti igrofili, fluviali e golenali, spesso negli stessi contesti dove iniziano a comparire anche le prime Morchelle, in particolare Morchella esculenta var. vulgaris.
Durante tutta la stagione delle morchelle, il poliporo squamoso può continuare a produrre nuovi esemplari oppure ingrandire le proprie mensole, che ai piedi di frassini vivi possono diventare davvero molto voluminose, talvolta sovrapposte o addossate le une alle altre.
In ambiente urbano, Cerioporus squamosus può crescere in parchi e giardini, soprattutto su alberi vecchi o danneggiati. È comune trovarlo alla base dei tronchi o sui rami più bassi di alberi in declino.
L’attacco di insetti xilofagi e di micromiceti parassiti che stanno determinando l’indebolimento e la morte di molti frassini in Italia sta favorendo il proliferare sempre maggiore di questa specie ai piedi di frassini malaticci o morenti. In merito puoi richiamare internamente anche: I parassiti del Frassino – Frassini morenti e Morchelle in crisi.
Le zone umide, soprattutto lungo fiumi, lanche e laghi, rappresentano l’habitat ideale per la specie. È più comune a basse e medie quote, ma può salire localmente fino a circa 1500-1800 metri, divenendo poi più raro oltre tali limiti.
⛔ Avvertenza: le specie di funghi che non si conoscono con certezza vanno raccolte solo se si è accompagnati da un cercatore molto esperto e devono sempre essere fatte controllare da un Ispettore micologo ASL o da un micologo professionista.
Segni distintivi / Caratteristiche
Come riconoscere Cerioporus squamosus
Circolare o semicircolare da giovane, poi flabelliforme o a mensola, spesso depresso presso il gambo, con margine revoluto e talvolta fessurato. Superficie giallastro-ocracea o crema-ocracea, ricoperta da larghe squame brunastre concentriche, più fitte al centro e di norma più rade verso il bordo. Può raggiungere dimensioni notevoli: 10-40 cm, talvolta anche 60 cm negli esemplari più grandi.
Formato da tubuli molto corti, decorrenti, non separabili dalla carne. I pori sono inizialmente piccoli, poi più larghi, irregolari e angolosi; il colore è biancastro-crema, con tendenza al nocciola negli esemplari maturi.
Corto, robusto, eccentrico o laterale, spesso proteso obliquamente. La parte superiore è biancastra o giallastro-ocracea, mentre verso la base tende rapidamente a diventare bruno-nerastra e vellutata.
La carne è tenera ed elastica solo nei giovani esemplari, poi rapidamente coriacea e tenace, di colore crema-biancastro, con odore caratteristico forte, per alcuni di farina bagnata o di cocomero, e sapore dolciastro. Le spore sono oblungo-ellittiche, lisce, bianche in massa, non amiloidi, con apice evidente, e misurano 10-15 × 4-6 µm.
Commestibilità
Specie commestibile solo da giovanissima, ma in genere poco interessante e presto immangiabile
Cerioporus squamosus, noto anche come poliporo squamoso, viene generalmente considerato non commestibile in senso pratico a causa della consistenza della carne, che diventa rapidamente dura, tenace e coriacea. Non si tratta di una specie tossica, ma di un fungo che, allo stadio adulto, risulta quasi sempre immangiabile.
Diverso è il discorso per gli esemplari molto giovani, che in alcune zone italiane vengono raccolti e consumati tradizionalmente. In tali contesti si monitorano persino le piante ospiti per cogliere il fungo nel momento giusto, quando la carne è ancora tenera.
In alcuni Paesi esteri il fungo viene commercializzato allo stadio giovane, ma si tratta comunque di un uso limitato e specialistico.
Attenzione: Cerioporus squamosus non è un fungo tossico, ma negli esemplari adulti la carne diventa rapidamente dura, coriacea e fibrosa, risultando di fatto immangiabile. Solo esemplari molto giovani, raccolti al giusto stadio, sono talvolta consumati in alcune tradizioni locali. In caso di dubbio, evitare raccolta e consumo e rivolgersi sempre a un Ispettorato micologico.
Di seguito, in sintesi, quanto evidenziato anche nella Guida ragionata alla Commestibilità dei Funghi di Nicola Sitta, Paolo Davoli, Marco Floriani ed Edoardo Suriano: Polyporus squamosus (= Cerioporus squamosus) è consumato tradizionalmente in alcune aree dell’alto Appennino centro-meridionale, soprattutto abruzzesi, dove è molto ricercato e raccolto al giusto stadio di sviluppo. Gli esemplari giovani risultano effettivamente commestibili, ma il loro impiego resta legato a tradizioni locali e a una precisa conoscenza del fungo.
Specie simili
Pur essendo una specie piuttosto caratteristica, Cerioporus squamosus può essere confuso, soprattutto da giovane o in osservazioni frettolose, con altri polipori lignicoli di aspetto superficialmente affine.
È la specie più simile. Sembra quasi un Cerioporus squamosus in miniatura: più piccolo, meno robusto, con cappello meno sviluppato e in genere margine più sfrangiato-peloso. Il gambo non presenta di norma la tipica anneritura basale marcata.
Commestibile solo da giovane
Può mostrare tonalità scure al piede, ma si distingue per il cappello più sottile, più piccolo, meno carnoso e con superficie più liscia. I pori rimangono molto più piccoli e stretti anche negli esemplari maturi.
Commestibile solo da giovane
Più piccolo e leggero, con pori larghi, alveolati ed esagonali, molto diversi da quelli di C. squamosus. A prima vista può ricordarlo per il portamento lignicolo e la colorazione chiara.
Commestibile con riserva
Molto più imponente, cresce in grandi rosette composte da numerosi cappelli sovrapposti. La struttura generale, l’habitus cespitoso e l’ampiezza del carpoforo possono trarre in inganno a distanza.
Commestibile solo da giovane
Specie diversa, più sottile e fragile, con aspetto maculato che può richiamare superficialmente il poliporo squamoso. Si distingue però per consistenza, struttura e caratteristiche imeniali.
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Photogallery di Cerioporus squamosus
Poliporo squamoso
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Sinonimi obsoleti
Questa sezione è di interesse soprattutto tassonomico e storico-nomenclaturale, utile per confrontare la specie con la letteratura meno recente.
Agarico-pulpa ulmi, Agaricus squamosus var. glaber, Boletus cellulosus, Boletus flabelliformis, Boletus juglandis, Boletus maximus, Boletus michelii, Boletus polymorphus, Boletus squamosus, Boletus testaceus, Bresadolia caucasica, Bresadolia paradoxa, Bresadolia squamosa, Cerioporus michelii, Cerioporus rostkowii, Favolus squamosus, Heteroporus biennis var. flabelliformis, Melanopus squamosus, Polyporellus rostkowii, Polyporellus squamatus, Polyporellus squamosus, Polyporellus squamosus f. rostkowii, Polyporellus squamosus subsp. granulisquamosus, Polyporus alpinus, Polyporus biennis var. flabelliformis, Polyporus dissectus, Polyporus flabelliformis, Polyporus flabelliformis subsp. tigrinus, Polyporus infundibuliformis, Polyporus juglandis, Polyporus juglandis var. pictus, Polyporus juglandis var. rangiferinus, Polyporus michelii, Polyporus pallidus, Polyporus retirugus, Polyporus rostkowii, Polyporus squamatus, Polyporus squamosus, Polyporus squamosus f. apodominuta, Polyporus squamosus f. michelii, Polyporus squamosus f. rostkowii, Polyporus squamosus var. crassipes, Polyporus squamosus var. glaber, Polyporus squamosus var. levipes, Polyporus squamosus var. maculatus, Polyporus squamosus var. maximus, Polyporus squamosus var. polymorphus, Polyporus ulmi, Polyporus westii, Scenidium pallidum, Trametes retirugus.
Nota finale
Cerioporus squamosus è una specie vistosa, comune e molto interessante dal punto di vista ecologico, soprattutto per il suo legame con alberi indeboliti e ambienti umidi di pianura e fondovalle. Pur essendo noto anche in ambito alimentare presso alcune tradizioni locali, resta soprattutto un fungo da conoscere e riconoscere bene, più che da raccogliere per la tavola.
Cerioporus squamosus @ funghimagazine.it
Cerioporus squamosus – Poliporo squamoso
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• Instagram autore Alfonso Conti
Last Updated on 15/03/2026 by Redazione FM

