Ramaria botrytis la Ditola o Manina

Ramaria botrytis
Ramaria botrytis, Ditola o Manina rossa. Autore: Asier Ayala (profilo instagram)
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RAMARIA BOTRYTIS (Pers.) Bourdot (1894)

DESCRIZIONE SOMMARIA

Ramaria botrytis scheda illustrativa
Ramaria botrytis scheda illustrativa

Qual è il colore prevalente?

Ramaria botrytis banner colori
Ramaria botrytis banner colori

Nell’arcobaleno dei funghi: → Rosa-rossastro con sfumature color Vinoso. Bianco alla base con sfumature Ocra.

Come riconoscere al volo Ramaria botrytis?

La Ramaria botrytis è un fungo composto da un Basidioma coralliforme che ricorda la fisionomia di un cavolfiore, molto comune e conosciuto dai raccogliotori, noto con il nome comune di “Ditola o Manina rossa o rossastra“. Cresce isolata o a piccoli gruppi dall’estate a tutto l’autunno, nei boschi di latifoglie e più sporadicamente sotto conifere. Il basidioma è formato da ramificazioni appressate e corte, di colore biancastro, con apici, solitamente di un bel colore rosa-rossastro; è un fungo commestibile e di buona consistenza che si presta bene alla conservazione sott’olio.

Ditola o Manina rossa

Sinonimi obsoleti:

Clavaria botrytis Pers., Comm. fung. clav. (Lipsiae) (1797)
Clavaria botrytis var. alba A. Pearson, Trans. Br. mycol. Soc. (1946)
Clavaria botrytis var. albida Gillet, Hyménomycètes (Alençon) (1878)
Clavaria botrytis var. communis Alb. & Schwein., Consp. fung. (Leipzig) (1805)
Clavaria botrytis var. crassicaulis Gillet, Hyménomycètes (Alençon) (1878)
Clavaria botrytis var. incarnata Gillet, Hyménomycètes (Alençon) (1878)
Clavaria botrytis var. latispora Leathers, Mycologia (1956)
Clavaria botrytis var. lutea Gillet, Hyménomycètes (Alençon) (1878)
Clavaria botrytis var. plebeja (Wulfen) Pers., Syn. meth. fung. (Göttingen) (1801)
Clavaria plebeja Wulfen, in Jacquin, Miscell. austriac. (1781)
Corallium botrytis (Pers.) G. Hahn, Pilzsammler, Edn (1883)
Merisma botrytis (Pers.) Spreng., Syst. veg., Edn (1827)
Ramaria botrytis f. musicolor Schild [as ‘musaecolor‘], Schweiz. Z. Pilzk. (1982)
Ramaria botrytis var. compactospora Schild & G. Ricci, Riv. Micol. (1998)
Ramaria botrytis var. inquinata (Schild) Franchi & M. Marchetti, Riv. Micol. (2017) [2016]
Ramaria inquinata Schild, Z. Mykol. (1992)

Ramaria botrytis (Pers.) Bourdot (1894)
Ditola rossa, Manina rossa, Manina rossastra

Divisione: Basidiomycota
Classe: Agaricomycetes
Ordine: Clavariales
Famiglia: Gomphaceae
Genere: Ramaria
Specie: Ramaria botrytis
Nome italiano: Ditola rossa, Manina rossa, Ramaria fior di cavolo, Ditola vinata, Manina vinata
Tipo nutrimento: SIMBIONTE-MICORRIZICO
Periodo vegetativo: Primavera/Autunno inoltrato
Commestibilità o Tossicità: COMMESTIBILE

NOMI INTERNAZIONALI

  • Inglese: clustered coral, pink-tipped coral mushroom, cauliflower coral
  • Basco: Atzapar puntagorri
  • Bulgaro: Червеновърха коралка
  • Catalano: Coliflor, Peu de rata
  • Ceco: kuřátka jarmuzová
  • Cinese: 叢枝瑚菌
  • Coreano: 싸리버섯
  • Finlandese: Punalatvahaarakas
  • Francese: clavaire à pointes roses, clavaire chou-fleur, ramaire chou-fleur
  • Georgiano: წითელი საჩეჩელასოკო
  • Giapponese: ホウキタケ
  • Lituano: Kekinis šakočius
  • Norvegese: rødtuppsopp
  • Olandese: Bloemkoolzwam
  • Polacco: Koralówka czerwonowierzchołkowa
  • Rumeno: Brânca ursului, bureți boierești, bureți crețoși, bureți cu tufa, pieptul găinii, rămurea
  • Serbo: Црвена цапица
  • Slovacco: Strapačka koralovitá
  • Sloveno: Rdeča griva
  • Tedesco: Hahnenkamm-Koralle, Rötliche Koralle, Bärentatze
  • Svedese: Druvfingersvam
  • Ungherese: Rózsáságú korallgomba

Nomi comuni italiani

Si tratta di una fungo molto conosciuto dai ricercatori, localmente ricercato e accomunato sotto il nome di Ditola o Manina. In Italia, vanta un gran numero di nomi comuni, oltre che di nomi locali-dialettali. Vediamone alcuni tra i più diffusi:

In Piemonte viene chiamata Gaspolina; in Lombardia Deèle, Didèla, Manina o Edèla rose; in Veneto Dedèle rosse, Dédele roane o Dèla rossa; in Liguria Richetta frisada; in Emilia Romagna Sgrinfia; in Toscana Margherita, Raspaceneri, Manina rosa, Ditola rossa, Didarele rosse o Fungo agnello; in Umbria Manina rossa, Ritella rossa o Mangiola rossa; nel Lazio è detta Làzza o Manìna bona; in Campanga è detta Manella; in Puglia è detta Fung de vermcid; in Calabria Spronzi, Sponzi, Cierru ‘e Gallo vinazzu e ancora in Sicilia è detto Fungiu brocculu.

Etimologia

L’epiteto “botrytis” è comunemente conosciuto in ambito micologico ed è attribuito a diversi generi e specie di funghi, oltre a quello di Ramaria. Il termine “botrytis” deriva dal grego, che significa “che è simile a un grappolo d’uva“. 

Ramaria, invece, da ramarius, ovvero ramificato-che ha molti rami. Questo per via delle numerose ramificazioni tipiche del Basidioma (Carpoforo).

Traduzioni in italiano dei nomi internazionali di Ramaria botrytis

I nomi comuni internazionali derivano principalmente dalla traduzione dell’epiteto greco “botrytis“, che significa “simile a un grappolo d’uva”, oppure dal termine “Ramaria“, in riferimento al caratteristico aspetto ramificato del basidioma. Tuttavia, in molte lingue, il fungo è spesso chiamato Fungo Corallo o Fungo Cavolfiore a causa della sua forma che ricorda questi organismi.

Vediamo nel dettaglio alcune delle varianti dei nomi comuni nelle diverse lingue:

  • In inglese è detto Corallo ramificato (riferito alla ramificazione del carpoforo), Fungo corallo dalle punte rosa (riferito alle punte colorate di rosa e forma, che lo rendono simile a un corallo), Corallo cavolfiore.
  • In catalano è detto Zampa di ratto rosa, Rami di cavolfiore o più semplicemente Cavolfiore. 
  • In ceco è detto Ramaria cavolfiore.
  • In gallese è il Corallo rosso.
  • In tedesco viene tradotto come Corallo di cresta di gallo, Corallo rossastro o spesso solo Cresta di gallo o ancora Zampa d’Orso.
  • In basco viene chiamato Zampa dalla punta rossa o Zampa rossa.
  • In finlandese è detto Ramaria dalle punte rosse.
  • In francese è la Ramaria cavolfiore, Fungo/Clavaria cavolfiore, Ramaira dalle punte rosa.
  • In ungherese è il Fungo corallo rosa.
  • In giapponese viene chiamato Houkitake, Fungo corallo; Kabutake, Fungo cavolfiore; o Mousetake, Fungo piede di topo.
  • In coreano è detto Ssaribeoseot, Fungo corallo.
  • In lituano è Corallo a gruppi.
  • In olandese è detto Fungo di cavolfiore.
  • In polacco è il Corallo rosso, Clavulina dagli apici rossi.
  • In slovacco è detto Corallo a rametti un tempo chiamato Pollo jarmus (1954).
  • In sloveno è detto Criniera rossa.
  • In svedese è detto Fungo a dita d’uva, per via delle sue ramificazioni a grappoli d’uva.
  • In cinese è detto: (cōng zhī hú jūn): Fungo corallo a rami (o “corallo ramificato“); (pútáo sè dǐng zhī hú jūn): Fungo corallo a rami con apici color uva 

LA DISTRIBUZIONE RAMARIA BOTRYTIS

Ramaria botrytis in bosco di Abete in grecia
Ramaria botrytis in bosco di Abete in grecia. Ph@Γιώργος Κατίνας

Meglio nota come Ditola o Manina, la R. botrytis è un fungo ectomicorrizico che forma simbiosi principalmente con latifoglie, in particolar modo con il Faggio.

La sua distribuzione è vasta e variegata, coprendo diverse regioni del mondo. In Africa, è presente in Tunisia, mentre in Australia e Cile si trova in diverse aree forestali. In Asia, il fungo è diffuso nell’Himalaya orientale indiano, in Nepal, Giappone, Corea, Pakistan, Cina, nell’Estremo Oriente della Russia e in Turchia. La sua distribuzione si estende anche al Nord America, dove è particolarmente comune nel sud-est e lungo la costa del Pacifico. Fruttifica da ottobre a gennaio sulla costa occidentale e da luglio a settembre in altre aree del continente nord-americano. Inoltre, il fungo è stato trovato anche in Messico e Guatemala.

La R. botrytis varietà aurantiiramosa, oggi Specie a sé stante come Ramaria aurantiiramosa è limitata alla contea di Lewis, nello stato di Washington-USA, dove si associa all’Abete di Douglas (Pseudotsuga menziesii) e alla Cicuta occidentale (Tsuga heterophylla).

In Europa, Ramaria botrytis è presente in paesi come Paesi Bassi, Francia, Portogallo, Italia, Bulgaria e Spagna.

Un’altra varietà, R. botrytis var. compactospora, è nota in Sardegna, dove cresce su terreni sabbiosi in foreste che includono Corbezzoli (Arbutus unedo), Erica arborea e Leccio (Quercus ilex).


HABITAT / ECOLOGIA

L’HABITAT di Ramaria botrytis

L’habitat ideale per Ramaria botrytis

Ramaria botrytis predilige habitat boschivi, crescendo prevalentemente su suoli fertili o calcarei, talvolta anche su suoli sabbiosi. Si trova frequentemente nei boschi di latifoglie, associato a specie come Faggi in particolar modo, Carpini, Querce e Castagni, ma può crescere anche in foreste miste che includono conifere. In questi ambienti, forma associazioni ectomicorriziche con le radici degli alberi, contribuendo alla loro nutrizione, crescita e sviluppo.

Questo fungo ama fruttificare in ambienti umidi e ombrosi, preferendo però suoli ricchi di humus e ben drenati-sabbiosi. Può essere trovato tra la lettiera di foglie, in piccoli gruppi ravvicinati o anche isolata, dall’estate a tutto l’autunno. 

Alcune curiosità

Tra le numerose Ditole, la Ramaria botrytis, è quella che si riconosce più facilmente, grazie alla taglia massiccia e soprattutto per gli apici dei rami, dal caratteristico colore rosso vinaccia.
Il suo nome comune e popolare di Manine o Ditole deriva dalla particolare conformazione a dita-ramificazioni, tipica di questi funghi.

⛔️ Le nuove specie di funghi, che fino ad ora ci erano sconosciute, vanno raccolte solamente se si è accompagnati da cercatore esperto e vanno fatte vedere ad un Ispettore ASL o Micologo professionista, non al proprio vicino di casa!⛔


SEGNI DISTINTIVI / CARATTERISTICHE

COME RICONOSCERE RAMARIA BOTRYTIS

Il corpo fruttifero di questo fungo è costituito da uno pseudocappello, chiamato tecnicamente basidioma, caratterizzato da ramificazioni di un bel colore rosso vinaccia o rosso mattone all’apice, con alla base uno pseudostipite (pseudogambo) o tronco, di colore biancastro, ben distinguibile per il netto contrasto di colori.

Il basidioma nel suo insieme, ha una forma simile a un corallo o a un cavolfiore.

È costituito da una base a forma di tronco, da cui si dipartono numerose ramificazioni appressate e corte, di colore biancastro, con apici di un bel colore rosa-rossastro che sfuma nel vinaceo. Le parti biancastre della base e delle ramificazioni principali tendono a sporcarsi di ocra pallido con la maturità, o a seguito della manipolazione.

L’imenioforo, situato generalmente nella metà delle ramificazioni superiori, è difficilmente riconoscibile e in parte appare liscio. Gli esemplari più grandi possono misurare da 8 a 12 cm, talvolta fino a 15 cm di diametro.

Le distintive colorazioni rosa-vinose degli apici delle ramificazioni, in netto contrasto con il biancastro del resto del corpo fruttifero, insieme alla forma che ricorda vagamente un cavolfiore maturo, rendono questa specie facilmente riconoscibile sul campo, quindi maggiormente distinguibile da tutte le altre specie affini.

La carne è piuttosto compatta e tenera, di colore biancastro, con un piacevole profumo che ricorda le fragole caramellate e un sapore dolce, seguito poi da un lieve retrogusto, solo leggermente amarognolo.

Le spore sono di colore giallo-ocra quando in massa. Hanno forma cilindrico-ellissoidale con parete liscia e sono leggermente ricurve vicino all’apicolo, ornate da costolature e striature longitudinali, talvolta con una disposizione leggermente a spirale. Misurano 11-15 x 4-5,5 micron, non amiloidi, ife con giunti a fibbia.

Ramaria botrytis in sezione
Ramaria botrytis in sezione

COMMESTIBILITA’

SI TRATTA DI UN FUNGO COMMESTIBILE E DI BUONA CONSISTENZA, MA ATTENZIONE A NON CONFODERLO CON ALCUNE SPECIE TOSSICHE SIMILI

La Ramaria botrytis, Ditola rossa o Manina rossa/rossastra, è apprezzata per le sue caratteristiche organolettiche e per la consistenza delle sue carni, che la rendono un eccellente fungo commestibile. È particolarmente adatta alla conservazione sottolio e, tra le varie specie di Ramaria, è una delle poche che meritano di essere consumate.
 
Gli effetti lassativi e gastrointestinali provocati da molte specie del genere Ramaria, hanno portato a una moderazione nella loro raccolta. Nel caso delle specie commestibili, è consigliabile consumare solo esemplari giovani e la parte carnosa, evitando le fragili ramificazioni.
 

Di seguito vediamo cosa dicono al riguardo gli autorevoli autori Nicola Sitta, Paolo Davoli, Marco Floriani e Edoardo Suriano, nella loro importante: “Guida ragionata alla Commestibilità dei Funghi“:

Ramaria botrytis s.l. è commestibile ed è generalmente considerata la specie migliore, oltre che la più sicura per la facilità di riconoscimento degli esemplari giovani e medio-maturi. Risulta inserita nella lista positiva delle specie commercializzabili in Calabria ed è ammessa alla vendita anche in Francia (2017), Romania (2019) e Svizzera (2020) (…)
Il genere Ramaria…
Comprende numerose specie che risultano difficilmente determinabili macroscopicamente, soprattutto quando si tratta di esemplari maturi. Infatti le spore maturano sulla superficie dei rami ed hanno, invariabilmente, una colorazione giallo ocraceo sporco. Quindi, i rami a maturazione risultano di questo colore in tutte le specie, per cui la determinazione macroscopica diviene molto difficoltosa in assenza di esemplari giovani.
L’uso alimentare delle Ramaria, che è in netto calo in buona parte delle regioni italiane, deriva da una conoscenza tradizionale diffusissima e presente in tutto il territorio. Ciò è certamente dovuto alla forma caratteristica di questi funghi, che li rende facilmente identificabili a livello collettivo, inoltre è ben nota a livello popolare la proprietà lassativa di molte specie.
Considerando l’intero territorio italiano e in particolare il centro-sud, il consumo tradizionale riguarda tutte le specie ramarioidi o clavarioidi (vedi anche Clavulina e Clavariadelphus) e in tutti gli stadi di sviluppo, in genere con utilizzo di prebollitura per gli esemplari maturi a rami lunghi. Anche a livello mondiale si tratta di funghi molto conosciuti e utilizzati nell’alimentazione.
La presenza di reazioni avverse, che sono di entità lieve e in numero modesto, sembra essere ovunque sovrastimata rispetto alla reale pericolosità di questi funghi, che anche in altre parti del mondo sono progressivamente sempre meno utilizzati e ormai appannaggio della componente più anziana della popolazione a livello rurale (*Sharma & Gautam 2017).

Attenzione:

È importante prestare attenzione nella raccolta e nel consumo delle Ditole o Manine.
Quando sono giovani, sono facilmente distinguibili per i colori vividi che caratterizzano il loro carpoforo, tuttavia, in età avanzata, diventano uniformemente di colore ocraceo, rendendoli simili ad altre specie tossiche come la Ramaria formosa. Pertanto, è consigliabile raccogliere solo gli esemplari giovani che presentano i colori caratteristici, ovvero tronco bianco e rami bianchi con punte rosa-vinose. L’assunzione di Ramaria formosa, produce avvelenamenti con conseguenti effetti gastroenterici importanti!

Ispettorati micologici


SPECIE SIMILI

Raramaria botrytis è un fungo di facile identificazione. Le sue caratteristiche macroscopiche, se analizzate nel dettaglio, non dovrebbero trarre in inganno nemmeno il fungaiolo meno esperto, tuttavia, come ogni fungo presente in natura e, considerando anche la sua caratteristica di assumere colorazioni ocracea a maturità, così come le altre del genere Ramaria, potrebbe creare confusione anche tra gli esperti. Anche R. botrytis potrebbe essere confusa con alcuni funghi simili, tra cui molti appartenenti allo stesso genere. Vediamone alcuni nel dettaglio.

Di seguito elenchiamo alcune tra le specie facilmente confondibili dandovi alcune dritte su come poterle distinguere.

Ramaria ssp.
Alcune possibili confusioni con Ramaria botrytis. Autori:

Vediamo nel dettaglio le specie sopra citate.

Ramaria botrytis potrebbe essere confusa con:

► Ramaria formosa (non commestibile, tossica gastrointestinale incostante), detta Manina bianca, è la più simile a R. botrytis, il sosia più insidioso. Si diffrenzia per colorazioni un po’ diverse. La base del fungo è sempre più bianca, man mano che si arriva in prossimità del piede, le ramificazioni però sono di un bel color salmone carico, rosa-salmone o arancione chiaro, mentre gli apici delle “manine”, corti e biforcati, sono di colore giallo limone negli esemplari giovani, poi concolori, del colore dei suoi rami, negli esemplari adulti.

► Ramaria subbotritys (non commestibile o sospetta. Accumula grandi quantitativi di arsenico!), altro sosia quasi perfetto. Assai simile, si riconosce per la sua colorazione rosa-corallo da giovane. Diventa color crema maturando, tranne che sugli apici, tronchi, che rimangono color corallo anche a maturità, semmai con leggera sfumatura giallastra.

► Ramaria fennica, nota come Maniona amara (sospetta di tossicità, amara), si distingue per avere le ramificazioni più lunghe, non è compatta come un cavolfiore, di solito ha solamente da 2 a 4 rami primari e ramificazioni con tonalità violacee, bruno-violacee e sfumature lilacine, olivacee, a seconda delle varietà della specie. Non è specie particolarmente diffusa.

► Ramaria pallida (non commestibile, tossica gastrointestinale incostante), è caratterizzata da ramificazioni fini e fitte che terminano con una troncatura, apici di colore biancastro-beige-giallognolo con sfumature rosa-grigio-lilacini negli esemplari maturi. Fortemente lassativa ed ematica.

► Ramaria rufescens (non commestibile o sospetta), nota anche come R. lacteobrunnescens, è una specie rara, inclusa nella lista rossa IUCN delle specie minacciate, è comunque presente anche in Italia, vegeta nei boschi di Abete bianco su suoli calcarei o Picea, Pinus sp. tra i muschi ed erbe, ha colorazioni beige-crema con apici delle punte rossastre-arancio-marroncine-corallo. Solitamente ha un unico piede di colore chiaro, biancastro, talvolta ricoperto da scagliette concolori con gli apici.

PHOTOGALLERY DI RAMARIA BOTRYTIS

DITOLA ROSSA, MANINA ROSSA

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Ramaria [email protected]
NB: dove non specificamente citate, è possibile richiedere via email le fonti di questo articolo.

Last Updated on 15/01/2026 by Alfonso Conti

Questo articolo ha 2 commenti

  1. Sophia Robinson

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    1. Redazione FM

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Alfonso Conti

Alfonso Conti è il Social Media Manager di Funghimagazine. Oltre che occuparsi dei nostri Social, Alfonso è anche autore di artcoli per FM. Studioso di Funghi e Natura, è anche un ottimo informatico