
Il Carpino Nero (Ostrya carpinifolia – Hop hornbeam)
Carpino Nero – Articolo della serie: “Gli alberi dei funghi” @funghimagazine.it
Il Carpino nero (Ostrya carpinifolia) è un alberello di media altezza, piuttosto longevo, dal portamento dritto e dalla chioma raccolta.
È il Carpino dei boschi illirici (Alpi Dinariche) e termofili, spesso legato a versanti collinari e ambienti luminosi, dove può diventare un ottimo alleato per chi cerca funghi.
Pronuncia corretta: si legge “Kàrpino”, con la C dura e l’accento sulla a. Molti lo pronunciano erroneamente Carpìno (come “car + pino”).
In questo articolo ti aiuto a riconoscerlo, a capire in che tipo di boschi vive e, soprattutto, perché i suoi funghi possono essere molto simili a quelli del Carpino bianco, ma con differenze importanti legate a suolo, quota e piante associate.
Scheda rapida
Suolo: spesso calcareo/basico (ma variabile)
Quota: collinare–submontano
Funghi chiave: Leccinellum pseudoscabrum, B. reticulatus, B. aereus
Dove si trova il Carpino nero in Italia
Il Carpino nero è una specie tipica di fasce collinari e submontane, frequente in boschi luminosi e termofili, spesso su suoli drenanti. La sua presenza può diventare importante in molti contesti appenninici e prealpini, dove forma consorzi forestali “caldi” insieme a querce e ad altre latifoglie.
Nota pratica: sul campo conta molto più il “mosaico” (suolo + esposizione + piante associate) che il nome del bosco. Due ostrieti possono essere molto diversi anche a pochi chilometri di distanza.
Come riconoscere un Carpino
È altamente probabile che, durante i tuoi giri per boschi di collina, tu lo abbia visto e magari ignorato, se non del tutto la sua esistenza.
Il Carpino nero raramente diventa molto alto: di solito non supera i 15–20 m. Nei boschi occupa quasi sempre il piano inferiore, compreso tra 3 e 15 metri.
Se isolato, forma alberi di dimensioni medio-grandi con chioma spesso triangolare o vagamente quadrangolare. Molto spesso, vecchi esemplari di Carpino sono il risultato di antichi tagli a ceduo, con tronchi multipli che possono persino incrociarsi tra loro.
Dettagli botanici in foto
Di seguito, alcune foto relative al Carpino nero con dettagli botanici e differenze con il Carpino bianco:
Querco-Carpineto e boschi “da Carpino”
In alcuni contesti il Carpino (come “gruppo” di specie) può comparire anche in boschi planiziali in associazione con Quercia farnia (Quercus robur), Nocciolo, Pioppi e Betulla, dando origine al classico Querco-Carpineto.
Nel corso degli ultimi decenni, in molte zone di pianura, il Querco-Carpineto è stato invaso da specie aliene, tra cui l’invadente Robinia pseudoacacia.
Nei relitti planiziali più scuri, con copertura fogliare molto alta, lo strato superiore può essere dominato da Querce e Pioppi, mentre il piano inferiore ospita Carpino e Nocciolo. In questi boschi la luce può diventare così scarsa da ridurre molto la componente arbustiva.
Nota: rispetto al Carpino bianco, il Carpino nero è spesso più tipico di contesti collinari e termofili, ma può rientrare in mosaici di vegetazione diversi a seconda delle regioni e della storia gestionale dei boschi.
Caratteristiche del Carpino nero
Il Carpino, sia esso bianco che nero, ha foglie che ricordano molto quelle del Faggio. Nel Carpino bianco sono spesso più arrotondate; nel Carpino nero tendono a risultare più allungate.
Il tronco è spesso liscio ma può presentare scanalature evidenti, una firma frequente nei Carpini. La corteccia è grigia, fine, con striature che vanno dal grigio chiaro al grigio scuro.
Simili al Faggio, ma spesso più allungate nel Carpino nero; margine seghettato e nervature evidenti.
Tendenzialmente dritto, talvolta contorto; possibile presenza di solchi e “fusione” di più fusti nei vecchi cedui.
Grigio-cenere, fine, con striature dal grigio chiaro al grigio scuro.
Ottima: dopo tagli o danni emette polloni; ceppaie con più fusti sono comuni nei boschi a ceduo.
Se tagliato a ceduo al piede, il Carpino crea numerosi polloni che generano poi altrettanti nuovi alberelli che, in condizioni particolari, possono persino unirsi tra loro formando un unico tronco.
Il Carpino, oltre a ottime capacità pollonifere, può persino avvinghiarsi, circondare e inglobare altri giovani alberi, soprattutto quando i fusti crescono ravvicinati.
Infiorescenze e frutti
È grazie a infiorescenze e frutti che si distingue facilmente un Carpino bianco da uno nero. In primavera compaiono gli amenti (fiori unisessuali): maschili e femminili su rami diversi della stessa pianta.
Nel Carpino nero la parte più caratteristica arriva dopo: l’infruttescenza assume una forma molto riconoscibile, spesso descritta come “a luppolo” (da qui anche il nome inglese Hop hornbeam).
Infruttescenza, achenio, frutto:
i frutti sono piccoli acheni, ciascuno con un seme racchiuso e protetto da brattee. Nell’insieme, queste brattee formano “coni” penduli che ricordano il luppolo.
I funghi del Carpino nero
In generale, i funghi del Carpino nero possono risultare molto simili a quelli del Carpino bianco. La differenza più evidente non è tanto “l’albero”, quanto il terreno su cui cresce e le piante associate (querce, orniello, nocciolo, altre latifoglie).
Se il Carpino nero cresce su suoli calcarei (quindi tendenzialmente basici), è normale che siano assenti o molto rari diversi funghi tipici dei suoli acidi.
In molti ostrieti su calcare risultano spesso scarsi o assenti funghi tipici dei suoli acidi, come alcune Russule, i finferli, le trombette dei morti e, tra i più noti, il Boletus edulis.
Su suoli calcarei entrano invece specie calcicole, tra cui alcune Boletaceae che vegetano comunemente su terreni basici. Un esempio celebre è Rubroboletus satanas.
Come nel Carpino bianco, il fungo più rappresentativo resta il Leccinellum pseudoscabrum, un tempo noto come Leccinum carpini (sinonimo storico).
Non mancano specie insidiose: tra le più temute Amanita phalloides che, in periodi ben piovosi e ancora mite-caldi di fine autunno, può risultare molto presente in questi boschi.
Porcini e boleti in ostrieti e boschi termofili
Tra i Porcini, in questi ambienti sono spesso presenti il Boletus reticulatus (estatino) e il Boletus aereus (porcino nero). Risultano invece quasi sempre assenti, o comunque molto rari nei contesti calcarei, i Porcini più legati a suoli acidi come Boletus edulis e Boletus pinophilus.
Regola pratica: nel Carpino nero “non esiste un solo bosco”. A parità di albero, cambiano quota, substrato e consorzio vegetale: e con loro cambiano anche i funghi. Per capire davvero cosa aspettarti, bisogna imparare a leggere suolo + esposizione + piante associate.
Carpino nero — Ostrya [email protected]
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Last Updated on 04/02/2026 by Redazione FM
































