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Sorbo degli uccellatori – Sorbus aucuparia, tra leggenda e realtà

Discreto albero da funghi piuttosto comune in Italia, è il supermercato della frutta per gli uccelli e con le dovute cautele i suoi frutti sono commestibili anche per l’uomo

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Sorbus aucuparia L. 1753, Sorbo degli uccellatori o Sorbo rosso

Sinonimi:

Sorbus aucuparia L. subsp. Aucuparia

Sorbus aucuparia L. fenenkiana T. Georgiev & Stoj.

Sorbus aucuparia L. subsp. glabrata (Wimm & Grab.) Cajander

Sorbus aucuparia L. subsp. praemorsa (Guss.) Nyman

LE ORIGINI DEL NOME SORBUS AUCUPARIA TRA REALTA’, MITO E LEGGENDA

Aucuparia è un termine di origine latina (aucupariumuccellagione) che deriva dal verbo ‘aucupare‘ → catturare gli uccelli.

Non a caso, già gli antichi romani utilizzavano quest’albero quale esca per gli uccelli, appostandosi nei suoi pressi o addirittura piantandolo nei propri giardini per attirare la svariate specie di uccelli che dei suoi frutti sono letteralmente ghiotte.

Cincia dal ciuffo su Sorbo degli Uccellatori
Una Cincia dal ciuffo banchetta con i frutti del Sorbo degli Uccellatori

In alcune regioni d’Italia i nomi dialettali di quest’alberello, si rifanno proprio alla cacciagione con svariate varianti di Sorbo dei cacciatori o Sorbo da caccia. Nessun particolare potere viene attribuito da noi a quest’albero, se non quello concreto e utile di attirare grandi stormi di uccelli, che in alcune regioni venivano acciuffati con le reti.

Qua è anche detto Sorbo rosso o Sorbo selvatico.

Molto più mistico e leggendario è invece l’uso di nomi e tradizioni legati al Sorbo degli uccellatori ed all’antico mondo dei riti magici, della stregoneria e del mistero, nel resto d’Europa ed in Nord America.

Nei paesi di lingua Anglosassone, quest’alberello è infatti conosciuto più come Rowan (→ Runa) che non come Mountain-ash (→ Frassino montano). Anche nei paesi Scandinavi il suo nome Rogn ha il significato di Rune.

Ed è infatti proprio sul legno di questo Sorbo che i Druidi incidevano le loro formule rituali, segrete e magiche dette Rune.

Sempre a proposito del suo legno, la leggenda vuole che questo allontanasse i licantropi, mentre i suoi frutti rossi allontanavano le streghe. Dice un antico proverbio Anglosassone: «i Sorbi ed il filo rosso, buttan le streghe dentro al fosso!»

Nelle Isole Britanniche ed in molte regioni del Nord Europa, è ancora uso piantare questi alberelli in giardino per proteggere la casa e favorire la buona sorte, nei pressi delle stalle avrebbe il compito di scacciare gli spiriti malefici dagli animali, mentre nei cimiteri lo si pianta per garantire ai defunti l’eterno riposo.

Teen wolf
Interpreti della Serie TV Teen Wolf

Diverse Serie TV nel corso dell’ultimo decennio hanno fatto riferimenti diretti al potere del legno di Sorbo di creare vere e proprie barriere contro i licantropi-lupi mannari. Tra quelle che hanno messo maggiormente in risalto il potere magico del Sorbo degli uccellatori, ci sono la serie televisiva Teen Wolf (2011/2017) con ben 6 stagioni andate in onda anche in Italia, e Woolfblood o Sangue di Lupo, serie televisiva britannico-tedesca da 5 stagioni e 61 episodi, anche questi andati in onda in Italia, su Rai Gulp.

La carta d’identità del Sorbo degli Uccellatori, ed i segni distintivi

Sorbo degli uccellatori scheda
Scheda illustrativa del Sorbo degli Uccellatori – Sorbus aucuparia

Portamento

Si tratta di un albero deciduo a portamento ridotto, spesso persino arbustivo, soprattutto quando cresce in luoghi impervi-rocciosi ma, in luoghi fertili può raggiungere i 15/20 metri d’altezza,

Albero di Sorbo degli Uccellatori
Albero di Sorbo degli Uccellatori

Chioma

Di solito la sua chioma è allungata, tendenzialmente ovale negli esemplari più giovani, ma tende a divenire leggermente tondeggiante negli esemplari più adulti, anche se la forma della sua chioma dipende prevalentemente dalla qualità e quantità delle sue ramificazioni. In caso di fusto unico con ramificazioni più presenti nella parte alta dell’albero, la chioma tende ad essere ovale in giovane età per poi divenire tondeggiante, soprattutto negli esemplari isolati. Se il tronco è composto da due a 3 fusti con ramificazioni che partono già al di sotto del metro da terra, allora la chioma non seguirà alcuno schema, sebbene gli apici delle varie chiome tenderanno sempre a formare semicerchi con forme ad ombrello.

Sorbo degli uccellatori
Il fusto del Sorbo degli uccellatori con le tipiche foglie. In colore verdognolo alcuni licheni

Fusto

Di solito ha un fusto cilindrico snello ma, negli esemplari più floridi il tronco può raggiungere discrete dimensioni. Non è rado che da un unico piede possano svilupparsi fino a 3 o 4 fusti, questo accade soprattutto quando le giovani piantine sono state brucate da ungulati che amano brucare i suoi germogli e le sue foglie raggiungibili. Questi ultimi tendono anche a brucare i giovani rametti che tendono a nascere anche in età avanzata, entro i primi due metri d’altezza.

Possiede grandi radici fittonanti che servono ad ancorarlo alle rocce conferendogli ottima stabilità, tanto da raggiungere discrete profondità, mentre robuste radici laterali, con molti capillari, sono presenti tra la lettiera in decomposizione e l’humus, fino al limite del sottostante strato minerale.

Corteccia

La corteccia di solito ha un colore grigio chiaro con locali sfumature di colore grigio-giallognolo dove la corteccia è leggermente più rugosa. É lucente da giovane, poi diventa più scura e spesso fessurata longitudinalmente con tendenza negli adulti a rimanere liscia e lucida su aree circoscritte, ma più in generale tende a formare piccole scaglie o squame. Sui versanti esposti a Nord tende ad ospitare facilmente ↑ licheni di colore bianco-grigiastro ma tendente al verdognolo, che da giovani si presentano come macchie biancastre tondeggianti.

Nell’immagine precedente puoi vedere un tronco coperto da diversi licheni ↑.

Grazie ad una ricca presenza di tannini, la corteccia del Sorbo degli Uccellatori viene utilizzata per la concia delle pelli.

foglie di Sorbo degli uccellatori
Primo piano su foglie di Sorbo degli uccellatori con la caratteristica seghettatura che parte dopo il primo quarto di foglia

Foglie

Le foglie sono decidue o caduche, che dir si voglia → ovvero cadono completamente durante la stagione fredda, non prima di aver cangiato colore da un verde-rossiccio ad un giallo-arancio brillante. Sono composte ed alterne. Sempre dispari, solitamente 11 oppure 13, dove la foglia dispari è quella che sta a capo-tavola, ovvero all’apice del rametto fogliare (rachide), che in botanica si traduce in → foglie imparipennate.

La rachide (asse centrale fogliare) può raggiungere i 20 cm di lunghezza ed è provvista di foglioline sessiliprive di picciolo, con margine intero nel primo quarto di foglia più prossimo al punto d’inserzione nella rachide, ma seghettato nel resto della foglia, con apice acuto. Il colore è verde scuro con pagina superiore liscia, ma più chiaro nella pagina inferiore caratterizzata anche da venature in rilievo e vena centrale ben sporgente con leggerissima pubescenzapresenza di peluria, da giovani, poi glabre.

fiori di Sorbo degli uccellatori
Primo piano sui fiori di Sorbo degli uccellatori

Fiori

I fiori sono ermafroditii cui organi sessuali, ovvero i gameti dei due sessi, si trovano all’interno di uno stesso individuo, e racchiusi in corimbi eretti → infiorescenza in cui i fiori risultano a pari livello in quanto portati da peduncoli che si diramano da uno stesso asse ad altezze diverse. Hanno il calice composto da 5 sepali e la corolla da 5 petali obovati a forma d’uovo, di colore bianco panna con numerosi stami giallognoli.

Emanano un odore tanto vigoroso quanto, in molti soggetti, responsabile di osmobofia / olftactofobia, → il disturbo dell’ipersensibilità agli odori, che crea repulsione o ipersensibilità psicologica agli odori, o comunque fastidiosi mal di testa.

Quest’ultimo è riferibile alla trimetilammina, un gas tossico-alcalino che ricorda il puzzo di pesce e che si può riscontrare anche nei fiori del Biancospino e del Castagno.

infiorescenza di sorbo degli uccellatori
Infiorescenza di sorbo degli uccellatori

Impollinazione e Miele

Non esistono in commercio in Italia mieli di soli fiori di Sorbo di qualunque varietà. Il nettare di questi fiori è sicuramente raccolto dalle api, ma finisce sempre in miscugli detti millefiori.

Ne esistono in commercio invece in Russia e Cina, evidentemente non tanto per l’impossibilità di produrlo, quanto per il sapore che, evidentemente non risulta particolarmente attraente, dati i presupposti del forte odore dei suoi fiori.

Ciò nonostante la produzione di infiorescenze copiose attira migliaia di insetti impollinatori, incluse le api, con fioriture che avvengono precocemente già ad inizio primavera, quando sulle piante ci sono già le foglie.

Il periodo di fioritura del Sorbo degli Uccellatori dovrebbe essere tra maggio e luglio, ma i recenti cambiamenti climatici, con inverni sempre più corti, stanno completamente modificando i tempi di fioritura anche di quest’alberello, che si trova completamente fiorito sin da metà aprile con fioriture che spesso sono già del tutto terminate a metà maggio.

Frutti di sorbo degli uccellatori
Primo piano sui frutti del Sorbo degli uccellatori

Frutti

É un argomento assi delicato quello sui frutti del Sorbo degli Uccellatori, le piccole Sorbe o Sorbole, che risultano commestibili ed in taluni casi anche molto apprezzate, ma con le dovute precauzioni.

Ma andiamo con calma.

I frutti di questo Sorbo ↑ sono dei piccoli ‘pomi‘ che inizialmente sono di colore verde, per poi virare al giallo, all’arancio ed infine al rosso, con varie tonalità che possono variare dai più chiari e brillanti rosso-corallo, rosso-scarlatto, rosso-melograno fino ad arrivare ai più scuri rosso-veneziano o rosso-porpora nei frutti rimasti sulla pianta per gran parte dell’inverno.

Questi sono per lo più sferici-globosi, più o meno tondi e spesso leggermente schiacciati sopra e sotto.

Contengono tre semi di forma acuta. Questi vengono dispersi nell’ambiente dagli uccelli che si nutrono avidamente dei loro frutti che, spesso, durante l’inverno sono la sola fonte di cibo per molti di loro, non a caso, come detto in apertura, il nome Sorbo degli Uccellatori sta a significare che quest’alberello è particolarmente apprezzato dagli uccelli ma soprattutto dai cacciatori di uccelli (uccellatori, aucupiumcaccia agli uccelli).

Le Sorbole sono ricchissime di principi attivi, assai nutrienti per gli uccelli, meno per l’uomo, per via delle piccole dimensioni e per la presenza di alcune tossine.

Vanno raccolti a piena maturità perché altrimenti allappano la bocca.

A tal proposito, in alcune regioni d’Italia esiste un termine dialettale utilizzato proprio per indicare l’effetto di allappamento della bocca che si riferisce a tutte le varietà di Sorbe o Sorbole, e che si può tradurre in ‘sorbare‘, con diverse varianti locali come surbare o survare, anche se in italiano sorbare significa letteralmente: picchiare o percuotere.

Usi e proprietà

I pomi di questo Sorbo contengono acidi organici quali: Acido Malicotipico delle mele, anche noto come Acido Fruttico, E296 nell’industria alimentre usato come acidificante; Acido Sorbicoacido grasso polinsaturo usato nell’industria alimentare con la sigla E200 quale antibatterico-conservante, ed Acido Citrico.

Contengono inoltre soprattutto una sostanza zuccherina detta Sorbitolo, Tannini, Pectina, Flavonoidi, Antociani, diverse Vitamine tra cui la più presente è la Vitamina C, e un principio tossico detto Amigdalina contenuto nei suoi semi.

Quest’ultimo è un glicoside cianogenetico in grado cioè di liberare Acido Cianidrico che può contenere cianuro (su alcuni siti web è descritto erroneamente come Vitamina B17, ma non si tratta di vitamina). Si tratta tuttavia di composti termolabili che possono esser facilmente eliminati col gelo o attraverso la cottura.

In parole povere, i pomi del Sorbo degli Uccellatori vanno sempre consumati in preparati che prevedono la trasformazione e la cottura, e mai mangiati crudi.

In piccole quantità possono esser consumati crudi se raccolti sull’albero, quasi appassiti, e certi che abbiano subìto diverse gelate, tenendo però sempre presente che gli Acidi Sorbici o Parasorbici contenuti nel frutto crudo, possono provocare infiammazioni delle mucose dell’apparato digerente, e quindi successive ulcere, avendo anche cura di eliminare tutti i semi.

Dai suoi frutti si ricava il Sorbitolo E420, un dolcificante che spesso viene usato in alternativa allo zucchero, ma che non va assolutamente consumato senza una prescrizione medica o di un erborista, pur nonostante sul web venga decantato come autentico toccasana in grado di sostituire lo zucchero.

Il decotto dei suoi frutti ha azione astringente intestinale, ma sul web si legge pure che, al contrario, ha azione lassativa e diuretica, che mal si addice ad un astringente, evita quindi il fai-da-te, con i principi attivi e le proprietà farmacologiche di piante e frutti.

Più credibile invece l’azione antinfiammatoria ed antibatterica della bocca e della gola di questo decotto, data la ricca presenza di Acido Sorbico, mentre l’Acido Malico combatte la secchezza della bocca.

Con i frutti di questo Sorbo si possono preparare gelatine e confetture adatte a condire la cacciagione, il coniglio, le carni lesse o ai ferri o anche carne e pesci arrosto. La confettura si accompagna perfettamente a tutti i formaggi.

I frutti si conservano sotto grappa o sotto spirito e lasciandoli fermentare si può ottenere anche un ottimo Sidro che per distillazione dà un’ottima acquavite.

Si consiglia comunque sempre di eliminare i semi in tutte le preparazioni, anche se cotti.

Oggi esistono in commercio cultivar di Sorbo degli Uccellatori selezionate per migliorare l’edibilità dei propri frutti, oltre che per ottenere frutti più grandi e più facilmente lavorabili.

Distribuzione del Sorbo degli uccellatori
Mappa di distribuzione in Italia ed Europa del Sorbo degli uccellatori

Distribuzione

Il Sorbo degli Uccellatori è un alberello dal facile adattamento a svariati tipi di terreno, ma non di clima.

La sua distribuzione è pressoché uniforme in tutte le aree del nostro Emisfero caratterizzate da climi temperati o freddi, con capacità di adattarsi anche ai climi alpini o artici.

É infatti presente in tutto il centro e nord Europa ma, nelle regioni meridionali, è presente soltanto in montagna o anche al piano purché lontano dalle zone litoranee e più in generale dal Clima Mediterraneo.

Manca quindi in Sardegna, in Puglia ed in Sicilia, con alcune colonie sull’Etna, così come manca lungo le coste a Clima Mediterraneo a sud delle Alpi Apuane e pure in Pianura Padana, tranne che nei settori più elevati dal Piemonte al Veneto.

Desidera climi freddi-umidi e mal sopporta la siccità ed il caldo.

Habitat

Gli habitat ideali del Sorbo degli Uccellatori sono gli incolti pascolativi di collina e montagna, con particolare predilezione per i luoghi aperti, per le radure, in generale per tutti quei luoghi che vengono classificati come Ambienti Eliofili caratterizzati da forte insolazione e scarsità d’ombra.

Il Sobus aucuparia infatti necessita di molta luce, di sole diretto e buona ventilazione.

In montagna, dove il clima è normalmente più fresco, lo si può rinvenire anche isolato a margine o in mezzo ai prati, o tra le rocce.

Tra le fasce collinari e l’alta pianura, tollera invece il sottobosco e quindi anche l’ombra, giacché le coperture arboree folte possono garantirgli riparo dal caldo eccessivo e dallo scarseggiare di umidità, in questo caso però il portamento sarà sempre estremamente ridotto e si avrà o un piccolo alberello o più propriamente un arbusto.

Tolte le esigenze climatiche e di umidità piuttosto sostenuta, non necessita di particolari tipi di terreno.

Si adatta perfettamente a tutti i terreni di montagna, ivi inclusi gli inospitali rocciosi, anche se preferisce i suoli acidi e carbonatici, mentre tra colli e piano necessità di suoli acidi, ricchi di humus, oltre che di sali minerali.

Come accennato, può vegetare a partire dalle alte pianure fino in pieno Orizzonte Montano, al limitare dell’Orizzonte Alpino, con sconfinamenti sulle Alpi fino al limitare della vegetazione arborea, ma più facilmente fin verso i 2.000/2.200 metri.

Ad ogni modo, il Sorbus aucuparia trova il suo massimo areale di distribuzione nella fascia montana compresa tra i 500 ed i 1500 metri.

Boschetto di Sorbo degli Uccellatori e Monte Rosa
Grande esemplare di Sorbo degli Uccellatori al di fuori del bosco di montagna, con sullo sfondo il massiccio del Monte Rosa

Infine, trattandosi si specie pionierache colonizza aree prive di vegetazione, anche a seguito di dissesti idro-geologici, il Sorbo degli Uccellatori lo si può trovare più facilmente nelle radure, a margini dei boschi, nei pascoli montani ed ovunque vi siano territori precedentemente antropizzati poi abbandonati.

Qua entrerà però in competizione, pur risultando quasi sempre perdente, con altre specie pioniere quali le Betulle, vari tipi di Salice montano, il Sambuco rosso, il Pioppo tremulo, trovando invece più ospitale il Rodoro-vaccinietoassociazione tipica delle radure con Rododendro alpino e Mirtillo.

I FUNGHI DEL SORBO DEGLI UCCELLATORI

Diciamolo subito: il Sorbo degli Uccellatori non è in assoluto uno degli alberi con cui i funghi Porcini, o altri funghi micorrizici, creano prioritariamente simbiosi.

Ciò non toglie comunque che anche alcune varietà di Boleti si possano trovare nei suoi pressi, se questi alberi si trovano nel sottobosco.

Sì perché un albero di Sorbo aucuparia isolato in una radura, molto difficilmente potrà generare un habitat ideale per la gran parte delle specie fungine. Questo però non accade solo a questa specie di albero, ma alla gran parte degli alberi pionieri che crescono isolati al di fuori del bosco.

Il discorso cambia se il Sorbo cresce nel bosco tra Castagni, Querce, Faggi o Conifere o a margine del bosco.

In questo caso può diventare un ottimo simbionte dei Porcini Estivi (Boletus reticulatus) in estate, e poi del Boletus edulis in autunno, oltre di alcune varietà di Porcinelli (Leccinum).

Anche i Galletti/Gallinacci/Finferli micorrizano facilmente con quest’alberello quando si trova all’interno del bosco, proprio perché ama i luoghi umidi e ricchi di humus, al pari dei Cantarelli.

Ai suoi piedi non mancano poi diverse varietà di Russule e più in generale la gran parte dei funghi tipici dell’Ambiente mesofiloambiente intermedio tra il caldo mediterraneo o termofilo, ed il più fresco ambiente montano.

Armillaria ostoya su Sorbo degli Uccellatori
Ciuffetto di Armillaria ostoya al piede si un Sorbo degli Uccellatori

In montagna non è raro trovare ai piedi di quest’alberello, tra radici e piede, ciuffi di Armillaria ostoyae, una varietà non glabra ma dall’aspetto leggermente peloso di fungo Chiodino o Famigliola buona.

IL SORBO DOMESTICO

Molto simile al Sorbo degli Uccellatori è il Sorbo Domestico, un alberello che produce Sorbole ad uso alimentare (da consumarsi dopo averle lasciate maturare nella paglia), e che cresce spontaneo in molte zone d’Italia, ivi incluse le aree mediterranee in cui risulta invece assente il Sorbus aucuparia o Sorbo degli Uccellatori.

Non si trova allo stato spontaneo in Pianura Padana, localmente ben presente in aree prealpine, ma assente nell’Orizzonte Montano Superiore con limite vegetativo attorno ai 700/800 metri.

Allo stato selvaggio vegeta soprattutto in associazione con la Quercia Roverella ed in alternativa col Cerro ed Olmo campestre, comunque quasi sempre in zone con substrati calcarei.

Dal momento che vegeta in associazione con le Querce, ed in particolar modo con Roverella e Cerro, il Sorbo Domestico è un discreto albero da Funghi, in particolar modo da funghi da Ambienti Termofili e tra questi ci sono perciò anche il Porcino Nero e l’Ovolo buono.

Puoi leggere altre mie schede relative ad alberi da funghi su funghimagazine, ti consiglio tra le altre anche le schede sul Corbezzolo, sul Carpino bianco, sull’Orniello e sul Prugnolo Prunus spinosa, tutti alberi da funghi non sufficientemente conosciuti.

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