Disciotis venosa

Disciotis venosa – La spia delle Morchelle

DISCIOTIS VENOSA (Pers. : Fr.) Arnould 1893

DESCRIZIONE SOMMARIA

Disciotis venosa Scheda illustrativa
Disciotis venosa – Scheda illustrativa

Qual è il colore prevalente?

Banner arcobaleno dei funghi gyromitra esculentaNell’Arcobaleno dei Funghi: → Bianco / Beige / Marrone

Come riconoscere al volo la Disciotis venosa?

Disciotis venosa, è una specie fungina che appartiene al phylum degli ascomiceti, funghi caratterizzati dalla produzione di 8 ascospore. In questo caso si tratta di un fungo abbastanza facilmente riconoscibile; il suo ascocarpo ha un’inconfondibile forma di coppa, di dimensioni variabili; all’interno della coppetta ci sono delle vere e proprie venature caratteristiche più o meno larghe. Il suo corpo è di colore marrone, con alcune sfumature più scure o chiare a seconda degli esemplari.

Altre caratteristiche

La specie Disciotis venosa è stata descritta per la prima volta da Franz Xaven von Wulfen, che nel 1781 la chiamo Helvella cochleata, nel suo volume “Plantae rariores carinthiacae”, poi inserito anche nel secondo volume dell’opera del grande scienziato Nikolaus Joseph von Jacquin, “Miscellanea austriaca ad botanicam, chemiam, et historiam naturalem spectantia”. Dieci anni dopo, nel 1791, il micologo francese Pierre Bulliard cambiò il nome in Peziza, nel primo volume della sua opera “Histoire des champignons de la France”. Fu poi Christian Hendrick Persoon che, nel lontano 1801, dopo aver trovato ed esaminato degli esemplari di questo fungo in Austria, vicino a Klakenfurt, la chiamò Peziza venosa. Fu poi il farmacista, Jean Louis Émile Boudier che nel 1983, cambiò il nome del suo genere da Peziza a Disciotis. Seguirono poi una serie di avvicendamenti e cambi di nome, spesso senza tenere in alcun conto attribuzioni precedenti.

(NDR). Ad oggi, tra i micologi si discute ancora su questioni di lana caprina, ovvero su chi sia il giusto donatore del taxon, come se questo tipo di discussione possa in qualche maniera essere d’importanza vitale (e di particolare interesse) per la specie stessa, per la sua ecologia, ruolo in natura e commestibilità (da molti contestata o ancora non ben definita).

Disciotis venosa (Pers. : Fr.) Arnould 1893

Sinonimi obsoleti:

Acetabula venosa (Pers.) Lambotte, (1880)
Aleuria reticulata (Grev.) Gillet, (1879)
Aleuria venosa (Pers.) Gillet, (1879)
Discina reticulata (Grev.) Sacc., (1889)
Discina venosa (Pers.) Fr., (1822)
Discina venosa var. rabenhorstii Sacc., (1889)
Discina venosa var. reticulata (Grev.) Rehm, (1894) [1896]
Disciotis venosa f. radicans Perco, (1994)
Disciotis venosa var. reticulata (Grev.) Boud., (1899)
Humaria venosa (Pers.) Wettst., (1886) [1885]
Peziza reticulata Grev., (1824)
Peziza venosa Pers., (1801)
Plicaria reticulata (Grev.) Fuckel, (1870) [1869-70]

DISCIOTIS VENOSA (Pers. : Fr.) Arnould 1893

Disciotis venosa

Divisione:Ascomycota
Classe:Pezizomycetes
Ordine:Pezizales
Famiglia:Morchellaceae
Genere:Disciotis
Specie:Disciotis venosa
Nome italiano:NON PRESENTE
Tipo nutrimento:Saprobionte
Periodo vegetativo:tipicamente primaverile
Commestibilità o Tossicità:Commestibile dopo adeguata cottura

NOMI INTERNAZIONALI

  • inglese: bleach cup, veiny cup fungus, cup morel
  • francese: Pézize veinée
  • tedesco: Aderige Morchelbecherling, Aderbecherling, Gemeiner Morchelbecherling, Flatschmorchel
  • polacco e svedese: Krążkówka żyłkowana
  • ceco: Terčovnice síťnatá 

Nomi comuni italiani

Sebbene questa specie sia abbastanza presente quando cominica la stagione in cui si attivano i più esperti fungaioli, non esistono nomi tradizionali italiani consolidati e nemmeno dialettali conosciuti per il riconoscimento.  Quelli presenti che si possono trovare su internet o per sentito dire, non sono altro che nomi di fantasia per cui potrebbe valer la pena di chiamarla confidenzialmente “coppetta venosa.

L’assenza di consolidati nomi comuni in Italia è un po’ un mistero, dal momento che questa specie è considerata uno dei funghi spia delle amate e deliziose Morchelle.

Cosa sono i funghi spia? sono alcune specie fungine che condividono lo stesso habitat di altre, andando più nello specifico, che condividono la medesima nicchia ecologica, quindi che si sono evolute e adattate a vivere nelle emedesime condizioni abiotiche (chimico-fisiche) e biotiche (interazioni con altri organismi viventi). Questi organismi spia, vanno quindi a segnalare la possibile presenza di altre specie nelle circostanze, facilitando la ricerca ad esempio delle Morchelle o dei porcini, (Boletus).

Etimologia della Specie Disciotis venosa

Il nome del genere Disciotis deriverebbe da due termini differenti combinati e provenienti da due diverse lingue. La prima parte della parola Disciotis, “Disciot” deriverebbe dal  latino ” discus “, perchè a volte l’ascoma di questi funghi risulta quasi piatto e adeso al suolo, con una forma circolare e rotonda. Mentre la seconda parte del termine, deriverebbe dal greco ùs “, ” otòs ” tradotto significa, orecchio, allo stesso modo di disco, in relazione alla forma geometrica dello sporoforo.

L’epiteto venosa deriva invece dal termine latino  ” venosus “ che significa venatura, venoso e che concerne alle venature interne alla coppa (ascoma del fungo)

Traduzioni in italiano dei nomi internazionali

Queste le traduzioni dei nomi comuni stranieri:

  • inglese: le traduzioni sono rispettivamente in ordine, Coppa che odora di candeggina, Fungo venoso a coppa, Spugnola a coppa.
  • francese: Fungo Peziza venata
  • tedesco: in ordine sono: Spugnola a coppa venata, Spugnola a coppa comune, Spugnola piatta.
  • polacco e svedese: Disco venato
  • ceco: Coppa reticolata
  • rumeno: Coppa venata

DISTRIBUZIONE

L’ascomicete Disciotis venosa, è una specie prevalentemente distribuita nell’olartico,  quindi negli stati presenti solo nell’emisfero boreale, escludendo quelli tropicali. E’ dunque presente, nel continente americano, in particolare nel Nord America, nelle regioni del basso midwest, gli stati posti nell’area centro-settentrionale, intorno ai grandi laghi, ovvero i cinque laghi d’acqua dolce, situati tra gli Stati Uniti e il Canada.

In Europa, questa specie è presente in questi stati: Bulgaria, Svezia, Polonia, Spagna, Galles, Svizzera, Italia, Svezia e Spagna. In Turchia è considerata una specie a in grave pericolo di estinzione. Sia in Polonia che Bulgaria rientra nelle liste rosse, per cui considerata rara e a rischio di estinzione. Nel Regno Unito è presenze solamente in alcune zone locali. Ci sono state alcune segnalazioni provenienti anche dal Nord Africa.

HABITAT / ECOLOGIA

🌲🌿🍂🍁L’HABITAT della Disciotis venosa

Disciotis venosa
Disciotis venosa

L’habitat ideale della Disciotis venosa

La Disciotis venosa è una specie di Ascomicete che vegeta sin dalla primavera fino all’inizio dell’estate.

Questo fungo è saprobionte, (micorrizico facoltativo), questo termine indica che può crescere in simbiosi con diverse specie di piante superiori, oppure svilupparsi anche senza associazioni simbiontiche, assimilando i nutrienti decomponendo la lettiera umida (materia organica in decomposizione) e/o direttamente dal suolo (minerali). Può essere un formidabile assimilatore di azoto (caratteristica tipica dei funghi saprofiti), così come un ottimo assimilatore di carbonio (caratteristica tipica dei funghi micorrizici).
Spesso ha una crescita gregaria, quindi in piccoli gruppi di diversi semplari ravvicinati tra loro sul substrato di crescita o anche sparsi, di rado può anche crescere isolato.

Gli alberi con cui può stringere una simbiosi mutualistica sono più di uno, tra questi spiccano soprattutto: frassini, noci americani, in particolare nelle regioni settentrionali del Nord America, ma anche olmi, faggi, alberi da frutto, soprattuto peri, infine aceri e querce.
Capita spesso che questa specie cresca nelle vicinanze del farfaraccio (Petasites di varie specie), una pianta erbacea che cresce spesso nelle sponde dei ruscelli, nelle regioni fredde e temperate dell’emisfero boreale.

Il substrato di crescita può variare a seconda dei casi, la possiamo riscontrare su terra sabbiosa e sassosa spoglia o povera di detritti legnosi, o ancora in alcune porzioni superficiali del terreno ricoperte di muschio. Spesso predilige suoli alcalini che trattengono temporaneamente l’umidità. La si può anche trovare negli ecotoni, zone di transizione tra due ecosistemi omogenei, dunque ai margini o lati di fossi e sentieri, in boschi di latifoglie ben areati e radi, nelle radure. Raramente si sviluppa sotto conifere o nel mezzo di praterie erbose.

Indubbiamente il miglior ambiente per questo fungo è quello igrofilo e più prossimo ai corsi d’acqua come: torrenti, fosse dove si accumula l’acqua e quindi umidità, ovvero zone più riparate dai venti caldi, ma anche in golene o laghi.

Grazie a questa preferenza ecologica, la Disciotis venosa, può essere considerata un’ottima spia di diverse specie del genere Morchella.

Disciotis venosa
Disciotis venosa spiata dalle Morchelle
Disciotis venosa
Disciotis venosa spiata dalle Morchelle
Disciotis venosa
Disciotis venosa spiata dalle Morchelle

💥 FUNGHI SPIATI – Volendo utilizzare questo fungo quale spia per le Morchelle/Spugnole, devi però tenere conto di una sua particolare caratteristica, ovvero che potrebbe facilmente o sicuramente trarti in inganno. La Disciotis venosa infatti, dal momento in cui inizia ad essere ben visibile nel suo ambiente, al momento in cui inizia a deperire, può avere un ciclo di vita che arriva fino a 2 o persino 3 mesi, pertanto la sua nascita e periodo di vegetazione, potrebbe non risultare completamente coevi (contemporanei) alla nascita delle Morchelle che, invece potrebbero nascere alcune settimane dopo. La Disciotis infatti, può sopportare bene un suolo ancora ben bagnato mentre le Morchelle lo desiderano già ben asciutto, pertanto, la prima potrebbe nascere già a ridosso delle piogge,NO  mentre la seconda decisamente molto dopo, a suoli già asciutti 💥

🔥 Piccole curiosità Siamo in piscina?!!

💥 Questa specie Disciotis venosa è riconoscibile facilmente per le venature presenti all’interno della coppa, formata dall’apotecio, ma anche dal suo odore caratteristico. D. venosa difatti emana un odore forte e penetrante di cloro/candeggina (contiene infatti Idrazina), che assomiglia molto a quello che si percepisce quando si entra in una piscina pubblica.

💥 Questo fungo non può essere consumato crudo perché contiene idrazina, che normalmente si scioglie durante una adeguata cottura. Inoltre, se consumato in porzioni abbondanti, può creare reazioni avverse nelle persone sensibili perché può risultare difficile da digerire . Se vuoi approfondire l’argomento relativo all’avvelenamento da Idrazina clicca qui ► SINDROME GIROMITRICA.

⛔🖐️ La confusione tra le varie specie fungine è sempre in agguato. Non consumare mai i funghi se non si è certi della conoscenza della specie e della commestibilità. Se li raccogli, prima di consumarli, rivolgiti ad un Ispettore ASL o a un Micologo professionista che possa visionarli di persona e non attraverso a fotografie. Il parere del vicino di casa o di “esperti” che hanno visto le foto su qualche Social e si sono espressi sulla commestibilità, è pericolosissimo e va assolutamente biasimato e/o denunciato.

⛔🖐️ Le nuove specie di funghi, che fino ad ora ci erano sconosciute, vanno raccolte solamente se si è accompagnati da cercatore esperto e vanno fatte vedere ad un Ispettore ASL o Micologo professionista, non al proprio vicino di casa!

SEGNI DISTINTIVI, CARATTERISTICHE

COME RICONOSCERE LA DISCIOTIS VENOSA

Disciotis venosa ha un ascoma che per forma assomiglia ad alcune specie del genere Peziza ed è strettamente imparentato con Morchella, Verpa e Mitrophora. Con queste specie condivide la presenza di minuscoli granuli esterni (guttule) a ciascuna estremità delle spore. Diverse specie che appartengono al genere Peziza hanno delle venature, che possono essere particolarmente pronunciate, soprattutto anegli esemplari molto maturi, inoltre tendono ad appiattirsi e diventare paralleli alla superficie del suolo. La morfologia di diverse specie fungine varia molto in base alla loro nicchia ecologica e alle condizioni atmosferiche.

La Disciotis venosa produce un ascoma che è un apotecio emisferico e concavo di diametro generalmente compreso tra 5 -10 cm, fino a 20 cm a forma di coppa o disco, che si appiattisce rapidamente in un disco più o meno arrotondato e regolare, mentre diviene ondulato nella sua circonferenza e si spacca con l’età. Presenta numerose venature in rilievo che partono dal centro della coppa e si prolungano verso il bordo (caratteristiche di questa specie). Tuttavia questa caratteristica peculiare può essere assente nella giovane età. L’ascoma ha sulla superficie una cuticola di colore marrone chiaro, che diviene ocraceo o bruno scuro negli esemplari più vecchi; è furfuracea, cioè ricoperta da una fine polvere bianca.

Il margine dell’apotecio è ondulato e irregolare spesso leggermente involuto verso il centro dell’ascoma. Ha un colore più chiaro dell’imenio. Nel complesso l’ascoma, in tutta la porzione intorno al gambo ha uno spessore che varia da 1 a massimo 3.5 mm. Con il passare del tempo la coppa tende ad appiattirsi e stendersi sul terreno. Gelo o siccità possono provocare un annerimento del margine della coppa.

Il piede è spesso quasi assente; quando visibile è tozzo, piccolo e corto tipicamente solcato o costoluto, è alto al massimo 1,5 cm, è concolore alla superficie esterna ed è formato dalla confluenza di venature in un unico punto. Spesso è sepolto e saldamente ancorato al suolo.

Una volta “nato”, il corpo fruttifero è molto resistente, infatti gli ascomi possono perdurare nell’ambiente anche fino a 3 mesi. 

La carne del fungo è elastica e poi improvvisamente fragile, ha un odore simile alla candeggina (cloro) quando viene rotta. La carne ha un colore biancastro negli esemplari giovani per poi diventare beige con la maturazione

Emette un forte odore di candeggina, che viene incrementato rompendo o piegando l’ascoma. L’odore di candeggina/cloro svanisce dopo la cottura. Il sapore è delicato.

La porzione interna della coppa (apotecio), è l’imenio (porzione fertile), questo ha un colore che varia dal marrone chiaro o nocciola scuro dove possiamo osservare gli aschi che contengono le ascospore. Gli aschi (cellule portatrici di spore) di questa specie, sono cilindrici e clavati, sono lunghi circa 330 µm e larghi da 17 a 23 µm. A differenza delle Pezizaceae il colore degli aschi non vira al blu a contatto con lo iodio. 

Le parafisi, sono delle ife (cellule) sterili che si trovano, frammiste alle ife sporigene. Queste strutture si ritrovano nel phylum dei basidiomiceti e degli ascomiceti. Sono lunghe fino a 10 µm, sono strutture robuste, sottili, semplici o biforcate (che sidividono in due) con una forma cilindrica, possono avere un apice clavato e largo fino a 12 µm. Al loro interno hanno un pigmento brunastro. Le parafisi hanno una funzione protettiva delle ife riproduttive.

Disciotis venosa produce delle spore (8) che hanno una forma ellissoidale, sono lisce che misurano da 21 a 30 µm di lunghezza e da 12 a 15 µm di larghezza. Sono lisce, ialine o leggermente giallastre, la loro parete è spessa, talvolta con piccoli granuli interni o esterni alle estremità. La sporata è solitamente di un colore giallo pallido, raramente del colore brunastro o arancione. 

COMMESTIBILITA’ DI DISCIOTIS VENOSA

TRATTASI DI FUNGO COMMESTIBILE CON RISERVA

La Disciotis venosa è considerata una specie commestibile dai micologi francesi e americani , dall’ANSES (associazione nazionale stress e salute francese) e dal FPS Public Health (Servizio pubblico federale salute pubblica, sicurezza della catena alimentare e ambiente). È assente dall’ordinanza del DFI (dipartimento federale dell’interno) svizzero e dai regolamenti del settore micologico della Mauricie del Quebec. Nell’Europa occidentale nessuna specie appartenente alle Pezizaceae scure è veramente tossica, ma non tutte sono buone dal punto di vista organelettivo e gustativo.

La strettissima vicinanza genetica di Disciotis venosa con il genere Verpa, e in particolare Verpa bohemica, e la presenza di idrazina all’interno delle due specie dovrebbe indurre alla cautela.

Sebbene la specie Verpa bohemica venga considerata commestibile e sia un fungo ampiamente apprezzato, uno studio del 2020 ha dimostrato che potrebbe essere un potenziale cancerogeno e provocare un danno neuronale attraverso l’idrazina in esso contenuta. Essendo una molecola idrosolubile, si raccomanda perciò vivamente di non consumare funghi, freschi o secchi, inoltre è molto importante far bollire i funghi per almeno 15 minuti, eliminando l’acqua di cottura prima del consumo. La concentrazione di idrazina viene ridotta con il congelamento, questo invece non vale per lessicazione. Infine, questi funghi devono essere consumati in quantità limitata, è tollerata un’assunzione di massimo 100 g di fungo fresco a settimana, in uno o più pasti.

Qui riporto quello che dice la Guida ragionata alla commestibilità dei funghi della regione Piemonte, di Nicoloa Sitta Paolo Davoli, Marco Floriani ed Edoardo Suriano, riguardo alla specie C. violaceus e specie simili:

Pezizaceae s.l. (funghi epigei a coppa o disco).
Il consumo tradizionale di questi ascomiceti, in particolare delle specie primaverili, è diffuso soprattutto in Romagna e aree limitrofe. Numerose specie di Pezizaceae s.l., incluse Discina perlata s.l. (= Gyromitra perlata) e varie specie astipitate di Helvella, vengono indistintamente raccolte e consumate dopo completa cottura, senza che siano segnalati problemi per i consumatori. Il seguente elenco è probabilmente incompleto, ma si possono citare Aleuria aurantia, numerose specie di Peziza s.l. (in particolare quelle di maggiori dimensioni come Geoscypha ampelina, P. badia, P. cerea, P. phyllogena, P. repanda, P. saniosa, P. succosa, P. varia, P. vesiculosa, P. violacea), Otidea spp., Disciotis venosa, Helvella leucomelaena (e altre astipitate, gruppo di H. acetabulum), Sarcoscypha coccinea s.l., Caloscypha fulgens, Melastiza spp., Sowerbyella spp., Humaria hemisphaerica, Tarzetta catinus, Geopora arenicola e G. sumneriana. In linea di massima le specie più raccolte sono le più comuni e quelle di maggiori dimensioni. Il consumo delle Pezizaceae s.l. non è particolarmente diffuso nel mondo, probabilmente a causa della loro scarsa consistenza, per cui non risultano “redditizie”. Esistono tuttavia eccezioni, come l’utilizzo diffuso (in stato fresco ed essiccato) e la commercializzazione di funghi del genere Geopora in alcune regioni dell’India (Kumar & Sharma 2011). In ambito europeo alcune specie sono elencate fra quelle ammesse alla vendita: Aleuria aurantia in Belgio (2017) e Francia (2017), Disciotis venosa in Belgio (2017), Francia (2017) e Svizzera (2020), Otidea onotica in Francia (2017). Su diverse pubblicazioni e siti internet si trova l’informazione relativa al consumo di A. aurantia allo stato crudo, oppure imbevuta di zucchero e liquore, usata anche a scopo decorativo per il suo bel colore. Recenti segnalazioni di consumo allo stato crudo si trovano su vari siti internet anche per Sarcoscypha coccinea e S. austriaca, senza che vi siano segnalazioni di problemi per i consumatori. Tuttavia ci sentiamo di sconsigliare tali pratiche in generale per tutti gli ascomiceti epigei e, sebbene la prebollitura non sia necessaria, riteniamo che tutte le Pezizaceae s.l. si possano considerare commestibili solo dopo completa cottura, che in molti casi si raggiunge in pochi minuti, vista la scarsa consistenza di questi funghi.

ALCUNE SPECIE di ASCOMICETI PRIMAVERILI SONO RESPONSABILI DELLA SINDROME MORCHELLICA

⚠️ A volte, potrebbe capitare di aver subìto una intossicazione a causa dell’ingestione di specie simile, assai o in tutto simile, anziché la specie che si credeva di aver raccolto⚠️

Ispettorati micologici

SPECIE SIMILI A DISCIOTIS VENOSA

Disciotis venosa è un fungo facilmente confondibile con altre specie simili, strettamente imparentate, come ad esempio le specie del genere Morchella e Pezizia e altre ancora che adesso elencherò.

Questo è un elenco di specie NON COMMESTIBILI, o di scarso valore culinario e commerciale, che possono essere confuse o scambiate con Disciotis venosa.

Ricorda che per la distinzione tra specie, è molto importante non solo osservare il basidioma o ascoma e confrontare i caratteri, ma anche riconoscere le specie arboree che si trovano nelle zone circostanti al ritrovamento, l’altitudine, il suolo, quindi l’ambiente in cui ci si trova.
Tutte le specie elencate sono ascomiceti, e hanno un ascocarpo a coppa, ovvero un apotecio, per cui è facile confonderle tra loro.

Ciboria caucus, specie NON commestibile, che si distingue dalla D. venosa per alcune caratteristiche, C. caucus ha una dimensione minore, è di un colore beige pallido. Inoltre è facilmente riconoscibile perchè Ciboria caucus fruttifica in inverno e non in primavera.

Ciboria rufofusca, è un ascomicete che difficilmente viene confuso con D. venosa, poichè C. rufofusca ha un ascoma con una forma a calice, un peduncolo (gambo) allungato ed eretto di colore nocciola scuro, nerastro, inoltre vegeta spesso in foreste di abete bianco, sulle squame della corteccia adagiate sul terreno.

Dumontinia tuberosa, specie priva di valore organolettico e di scarso interesse alimentare.  D. tuberosa si può distinguere dalla D. venosa in modo agevole, poichè presenta un apotecio (ascoma a forma di coppa) piccolo, con una sagoma rotonda. Inoltre l’apotecio è sollevato da un piccolo stipite (gambo), che nella parte terminale più vicino al terreno ha uno sclerozio di una colorazione nerastra. 

Myriosclerotina sulcatula è un ascomicete NON EDULE, che presenta molte caratteristiche morfologiche simili alla specie precedente, ma M. sulcatula rispetto a D. venosa ha un habitat differente, in effetti M .sulcatula fruttifica in zone paludose, ha un apotecio perfettamente rotondo e molto minuto, di 0,2-0,4 cm di diametro, il gambo ha una base di tonalità nerastra che diviene brunastra salendo sul gambo.

Helvella (Wynnella) silvicola, è una tipologia di ascomicete NON COMMESTIBILE, probabilmente TOSSICA; ha una forma ad orecchia di coniglio o a cucchiaio a seconda delle condizioni ambientali e maturazione, un colore marroncino chiaro nella superficie inferiore dell’orecchia che si inscurisce divenendo bruno-scuro all’interno. Vegeta sempre in foreste di conifere.

Gyromitra perlata, specie NON COMMESTIBILE, ha un ascoma molto simile alla Disciotis venosa, però si distingue dall’habitat, infatti G. perlataè saprofita e cresce prevalentemente nelle foreste di conifere, in particolare abete rosso, inoltre è una specie lignicola che spesso fruttifica su ceppaie o legni caduti a terra.

Helvella confusa è un un fungo velenoso, che probabilmente provoca la SINDROME GIROMITRICA come molte altre specie del genere Helvella. H. confusa è differente dalla Disciotis venosa, fruttifica nei boschi di conifere.

Helvella acetabulum, specie NON COMMESTIBILE, che è riconoscibile dalla morfologia del suo ascoma, differente da quello di D. venosa. H. acetabulum ha un ascoarpo solitamente più piccolo, di un colore ocraceo brunastro nella superficie superiore, ha un gambo più lungo e largo della D. venosa che è caratterizzato da costolature di colore biancastro-beige, inoltre questa specie fruttifica spesso nei boschi costieri di alberi Pinus spp.

Otidea alutacea è una specie NON COMMESTIBILE, che ha una morfologia e forma praticamente identica a quella della specie Disciotis venosa, descritta in quest’articolo, quindi può essere spesso confusa. Ciònonostante differisce leggermente per la forma dell’ascoma, più accartocciato, con un colore più chiaro, tendente al giallo crema, inoltre cresce i spesso in boschi di faggio e non vicino ai frassini.

Otidea onotica è una specie NON COMMESTIBILE, ha un gambo cortissimo e bianco, un ascoma di color giallo ocra, con una forma ad orecchio di coniglio o asino, come l’Otidea alutacea, cresce prevalentemente in boschi di faggio.

Peziza ammophila, è un fungo delle Pezizaceaeche cresce soprattuto sulle dune di sabbia, ha un ascoma che sembra un “cratere” di un vulcano, che a maturità si spacca sui magini. 

Peziza Humaria hemisphaerica, è un fungo NON COMMESTIBILE che assomiglia molto alla Dumontinia tuberosa, però presenta dei “peli” sulla circonferenza del margine superiore dell’apotecio, inoltre l’interno della coppa è di colore grigio-marroncino chiaro, a differenza della Disciotis venosa fruttifica da luglio a ottobre, solitaria.

Scutellinia scutellata, rispetto alla Disciotis venosa, la scutellata ha un colore arancio tarocco (rosso), in aggiunta sulla linea superiore della coppa ha dei piccoli e corti filamenti di colore nero.

Peziza badia, specie NON EDULE, tra le specie somiglianti alla Disciotis venosaè una di quelle più somiglianti, ad ogni modo P. badia ha un colore bruno uniforme con delle leggere sfumature violastre verso il margine dell’ascoma. Cresce in estate e autunno.

Peziza succosella, è una specie NON COMMESTIBILE, ha un ascoma a forma di coppa, che può avere una dimensione di 2,5-3 cm, la superficie superiore di colore nocciola con sfumature bluette-violacee, quella inferiore grigiastra.

Peziza vesciculosa è un fungo VELENOSO, che si differenzia dalla Disciotis venosa per habitat e colore. La prima ha una tonalità crema pallida con sfumature biancastre, che tende a vegetare sopra gli escrementi.

Peziza subviolacea, è una specie INCOMMESTIBILE, che fruttifica in foreste di conifere, in particolare di abete rosso, ha una forma a coppa, ed una dimensione massima di 5 cm, ed un colore violetto.

PHOTOGALLERY DI Disciotis venosa

Disciotis venosa

Disciotis venosa
Disciotis venosa
Disciotis venosa
Disciotis venosa
Disciotis venosa
Disciotis venosa
Disciotis venosa
Disciotis venosa, ben visibili le caratteristiche venature
Disciotis venosa
Disciotis venosa, ben visibili le caratteristiche venature
Disciotis venosa
Disciotis venosa

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Andrea Martinetti

Andrea Martinetti, studente universitario presso facoltà di Scienze Biologiche di Vercelli. Studioso di Micologia. Dal 2024 collabora con Funghimagazine quale autore di articoli sui funghi

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