Favolaschia calocera – Favolaschia claudopus

Favolaschia calocera F. claudopus
Favolaschia calocera F. claudopus. Autore: Asier Ayala
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Favolaschia calocera R. Heim. 1966 🐝
Favolaschia claudopus (Singer) Q.Y. Zangh & Y.C. Dai 2021

DESCRIZIONE SOMMARIA 🍄

Favolaschia calocera - Favolaschia claudopus scheda illustrativa
Favolaschia calocera – Favolaschia claudopus scheda illustrativa

Qual è il colore prevalente?

I colori di Favolaschia caloceraNell’arcobaleno dei funghi: → Giallo-Arancio intenso, Arancio-Rossastro

Come riconoscere al volo Favolaschia calocera?

Ho trovato nei boschi alcuni funghi dal piacevolissimo colore aranciato, di forma tondeggiante con un lungo piede che li ancora sul legno sul quale vegetano. Sono molto belli da vedersi poiché, su una facciata sono lisci ma dall’altra hanno un simpatico reticolo a nido d’ape. Di che fungo si tratta?

Favolaschia calocera è un fungo alloctono – originario delle regioni tropicali – che si sviluppa in modo saprotrofo – nutrendosi di materia organica – come specie lignicola, adattandosi a fruttificare su legno morto di diverse essenze arboree, rami o tronchi in via di decomposizione, quindi mai su legno vivo. Produce numerosi carpofori dai colori vivaci aranciati, con un caratteristico imenoforo a tubuli larghi a nido d’ape. Questo fungo  fruttifica generalmente in autunno. È un fungo praticamente inconfondibile, sebbene ancora relativamente raro ma al contempo, capace di diffondersi rapidamente. È da considerarsi non commestibile, destinato esclusivamente allo studio e all’osservazione, per le sue spettacolari forme.

Sinonimi obsoleti[1]:

Favolaschia calocera R. Heim 1966 non ha subito ulteriori variazioni di nomi, sinonimi o simili.

Favolaschia calocera R. Heim 1966
Favolaschia calocera complex
[2]

Divisione: Basidiomycota
Classe: Basidiomycetes
Ordine: Agaricales
Famiglia: Mycenaceae
Genere: Favolaschia
Specie: Calocera – complex
Nome italiano: Fungo aranciato, Fungo dai pori aranciati
Tipo nutrimento: SAPROFITA 🌳🌲🪵
Periodo vegetativo: Primavera/Autunno
Commestibilità o Tossicità: NON COMMESTIBILE

🇮🇹 Nomi comuni italiani[3]

Prima di parlare di nomi comuni italiani relativi a questa specie, è bene specificare che oggi, in Italia ed Europa è possibile che si faccia quotidianamente confusione tra le varie specie di Favolaschia, in particolar modo di Favolaschia calocera o altre specie appartenenti al clade Calocera, anche detto clade complex. In pratica, i funghi appartenenti a questo genere e più specificatamente alla Specie Calocera, clade complex sono praticamente tutte identiche, o quasi, dal punto di vista macroscopico, differiscono le une dalle altre solo per piccole differenze microscopiche o addirittura per tipologia di DNA.

Per l’appassionato di funghi che si approccia con questo genere o Specie-clade complex, non sarà assolutamente facile capire quale esatta specie ha di fronte, ragion per cui, in questo articolo parliamo delle due specie più importanti, le due specie tipo che, normalmente, in Italia, tendiamo a riassumere con il nome di FAVOLASCHIA CALOCERA ma che, in molti casi potrebbe nascondere la consimile FAVOLASCHIA CLAUDOPUS.

Onde evitare frainendimenti, in questo articolo pubblicheremo infatti fotografie di questa particolare specie, presentandola con il doppio nome di Favolaschia calocera (come inizialmente censita in Italia) o F. claudopus/complex, specificando di seguito la storia dell’avvicendamento e attribuzione dei nomi scientifici che la riguardano.


Favolaschia calocera è una specie fungina di origine tropicale, rara, ma ormai ben naturalizzata anche in Italia.

Inizialmente ritenuta specie limitata agli habitat tropicali e subtropicali, originaria infatti del Madagascar, è stata individuata per la prima volta in Nuova Zelanda nel 1969 e la sua presenza in Italia è stata documentata nel 1999 nei dintorni di Genova, da dove si è poi diffusa in altre aree del paese.

Questo suggerisce che il fungo possa essere stato importato tramite materiali come legname o altri prodotti organici provenienti da queste nazioni, adattandosi rapidamente all’ambiente favorevole caldo-umido del clima mediterraneo, dove ha subito colonizzato le foreste costiere poco antropizzate. Nel corso degli anni, il fungo, dalla Liguria ha allargato il suo areale di distribuzione, adattandosi anche a climi meno mediterranei o comunque meno caldi. É stato infatti subito dopo segnalato anche in diverse altre aree del Nord Italia, dimostrando una notevole capacità di adattamento e diffusione in nuove nicchie ecologiche, effetto probabilmente dovuto anche al surriscaldamento globale (Global Warming).

Essendo un fungo piuttosto raro nel nostro paese, non ha acquisito nomi comuni particolari, ma grazie alle sue caratteristiche distintive, potrebbe essere chiamato semplicemente “fungo aranciato” o “fungo dai pori aranciati”, molti cercatori di funghi, per praticità, già lo chiamano il fungo a nido d’ape.

💥 Stando agli ultimi studi effettuati in Italia sul DNA dei funghi appartententi al clade calocera, si è scoperto che la specie comunemente conosciuta in Italia come “Favolaschia calocera” sarebbe in realtà Favolaschia claudopus. Secondo studi recenti, F. calocera sembrerebbe non essere presente in Italia (*N. Oppicelli). Ad oggi non è ancora dato di sapere con certezza se in Italia convivono-coesistono entrambe le due specie in questione (secondo alcuni autori recenti questa ipotesi sarebbe confermata dal fatto che in Europa sono state rilevate sia specie di provenienza dal Madagascar – Calocera – o dalla Nuova Zelanda – Calocera e/o Cladudopus), magari pure affiancate da altre specie del clade calocera (ex. F. calocera brevistipitiata, F. calocera longistipitiata, F. calocera brevibasidiata, F. calocera minutissima).

🌐 Nomi internazionali e traduzioni in italiano di Favolaschia calocera 🐝

Anche all’estero, Favolaschia calocera non ha acquisito nomi comuni specifici e viene generalmente conosciuta con il suo nome scientifico.

Tra le traduzioni più diffuse, in tedesco è chiamata Orangerote Porenhelmling, che significa “fungo con cappello poroso arancione-rosso“, mentre in inglese è noto come Orange pore fungus, Orange pore conch e Orange Ping-Pong bat, termini che in italiano vengono resi come fungo dai pori arancioni, conchiglia dei pori arancioni o Pipistrello arancione da ping-pong, quest’ultimo per l’aspetto dei cappelli simili a delle racchette di ping-pong in miniatura o, nel caso del Ping-Pong Bat, per la sua crescita a testa all’ingiù. In inglese è detto anche Orange Porecap, ovvero cappello a pori arancione oppure fungo a pori arancione. In alcune regioni è noto anche come “Nido d’ape arancione“, un nome che richiama il suffisso favus presente nel termine Favolaschia, come vedremo di seguito.

🗣 Etimologia

L’epiteto calocera di Favolaschia calocera deriva dal greco κᾰλος (kalós, “bello”) e κέρας (kéras, “corno”), con il significato di “con belle corna”.

Una diversa interpretazione dell’epiteto calocera potrebbe derivare dal prefisso greco “calo-“, che significa “bello”, e dal termine “cera”, che proviene dal greco “kera”, che significa “cera” (riferito alla sostanza cerosa, come quella delle api). L’epiteto specifico “calocera” può quindi essere tradotto come “bello e ceroso”, evocando la consistenza lucida e gelatinosa del fungo, che richiama l’aspetto della cera.

Il nome del genere Favolaschia deriva dal latino favus, che significa “nido d’ape“, poiché i funghi con grandi pori sulla parte inferiore ricordano proprio un nido d’ape. Il nome fu introdotto per la prima volta come una sezione del genere ormai obsoleto Laschia, che a sua volta prende il nome da Wilhelm Gottfried Lasch (1787-1863), farmacista e botanico tedesco.

L’epiteto “claudopus” di Favolaschia claudopus deriva dal latino cláudus (zoppo) e dal greco πόυς (pous, piede), e si riferisce alle spighette del fungo, che si staccano con una sezione trasversale del pedicello anziché obliqua (da Clifford & Bostock).


🌍 LA DISTRIBUZIONE[4] di
FAVOLASCHIA CALOCERA e FAVOLASCHIA CLAUDOPUS

Distribuzione globale di Favolaschia: un fungo esotico invasivo in espansione

Nota introduttiva:

Prima di vedere quali sono le varie specie di Favolaschia che oggi popolano il nostro pianeta e la loro distribuzione, è bene fare una precisazione: grazie al frenetico intescambio di merci a livello globale, e data la facilità di adattamento a nuove nicchie ecologiche dei funghi appartenenti a questa famiglia, i funghi del genere Favolaschia, in particolar modo della specie Calocera (formalmente denominato Calocera complex), oggi è assai probabile che, sul nostro pianeta si stia verificando una incredibile sovrapposizione di varie specie fungine, accomunate da un’unico ceppo di base – detto “originale” – R. Heim 1966 – che però ha subìto numerose variazioni genetiche nel corso degli anni, a seconda delle nicchie ecologiche che ha occupato.

In pratica da una specie che definiremo “ORIGINARIA”, presente nel Madagascar, grazie alle massicce esportazioni di merci, è accaduto che le spore di questa specie fungina (Favolaschia calocera – originale ) si siano diffuse in ogni parte del nostro pianeta, generando specie fungine che, assai rapidamente sono mutate geneticamente (ndr. così com’è parallelamente accaduto con il virus del Covid-19), divenendo specie alloctone particolarmente invasive. La diffusione di queste nuove specie mutate geneticamente non si è però limitata ad un solo areale ma, sempre grazie all’interscambio di merci che mai si è fermato, le spore di alcune nuove specie diversificate (geneticamente mutate), siano state trasportate in altri continenti, da qua la possibilità che, ad esempio, in Europa oggi possano convivere e coesistere ceppi di Favolaschia (calocera complex) diversificati e provenienti da più aree del nostro pianeta (come già sostengono alcuni autori), perciò Favolaschia calocera – originaria – giunta direttamente dal Madagascar e, oppure Favolaschia complex, con alcune delle sei specie che la compongono.

Favolaschia calocera F. caludopus
Favolaschia calocera / F. caludopus / F. calocera complex. Autore: Asier Ayala

I funghi del genere Favolaschia comprendono diverse specie, spesso difficili da distinguere tra loro, e ciascuna è stata documentata in aree differenti del globo terrestre. In passato, queste affascinanti specie venivano identificate tutte con il nome di Favolaschia calocera “originale”, attribuito per la prima volta dal botanico francese Roger Jean Heim (1900-1979). Heim fu il primo a descrivere questa specie, dopo averla scoperta e analizzata in Madagascar, pubblicandone lo studio nel 1945 nell’articolo Les agarics tropicaux à hyménium tubulé.

Da allora, F. calocera è stata segnalata in molte regioni del mondo, tra cui Nord e Centro America, Australia, Cina, Kenya, Italia, India, Nuova Zelanda, Spagna, Thailandia e Regno Unito, e in gran parte del suo areale, guadagnandosi la reputazione di specie invasiva.

Nel 2021, grazie al sequenziamento genetico condotto da Q.Y. Zhang e Y.C. Dai, è stato dimostrato che F. calocera non rappresenta una singola specie, ma un complesso di sei specie distinte come di seguito elencato e formalmente nominate “CALOCERA COMPLEX”.

IL CALOCERA COMPLEX[5]

  • F. calocera (originaria e certificata) è originaria del Madagascar,
  • F. brevibasidiata, F. brevistipitata e F. longistipitata, appartenenti al clade calocera, sono state individuate in Cina.
  • F. minutissima e F. claudopus, anche loro appartenenti al clade calocera, sono state segnalate in Asia, Australia, Nuova Zelanda, Kenya, Italia e, più recentemente, anche in Svizzera.

In particolare, F. claudopus fu identificata per la prima volta in Nuova Zelanda negli anni ’60. Questa specie, come altre dello stesso genere, è presumibilmente giunta in nuovi territori attraverso il trasporto di materiale organico (per lo più legname), con conseguente dispersione delle spore.

La distribuzione attuale di Favolaschia calocera comprenderebbe l’Africa, con il Madagascar, Kenya, Tanzania, Repubblica Democratica del Congo, Zambia, Seychelles e le isole Réunion e Mayotte.

In Europa, la Favolaschia calocera sarebbe stata individuata per la prima volta in Italia nel 1999 e successivamente si sarebbe diffusa in Spagna, Francia, Svizzera, Belgio, Paesi Bassi e Regno Unito, con un’espansione particolarmente significativa negli ultimi vent’anni, ma in questo caso, come specifichiamo in più punti di questo articolo, potrebbe trattarsi, quasi certamente, della consimile Favolaschia claudopus.

In Asia, la specie inizialmente ritenuta F. calocera, poi certificata come specie consimile dello stesso clade, è stata trovata in Cina, Thailandia, India e Sumatra, dove si osserva una notevole variabilità genetica.

Per quanto riguarda l’Oceania, si è stabilita in Nuova Zelanda, in Australia (dal 2004) e nelle isole Norfolk (tra Nuova Zelanda e Nuova Caledonia).

Infine, nelle Americhe, è stata segnalata in Venezuela, Brasile, Perù e Costa Rica, mentre nelle Hawaii la sua presenza è documentata dal 2009.

💥🇮🇹🔎 La distribuzione di Favolaschia COMPLEX in Italia, secondo le segnalazioni riportate dal portale iNaturalist, evidenzia la presenza di diverse specie del genere Favolaschia, in particolare Favolaschia claudopus, in varie regioni.

Al nord, è stata segnalata nelle province di Biella (Rive Rosse/Biellese orientale, Baraggia e Monte Rovella), Torino (nei pressi di Canavese e nella Riserva naturale del Bosco del Vaj), Cuneo (nei dintorni di Ceva-Fiume Tanaro), oltre che lungo la Riviera Ligure, tra le province di Imperia, Savona, La Spezia e Genova. Sono presenti segnalazioni anche in Vercelli (Bianzè, nei pressi dell’Oasi Cascina Spinola, Quarona e Borgosesia), Verbano-Cusio-Ossola (nei pressi del Lago Maggiore), Varese (Valganna), Novara (Parco Naturale Valle Ticino), Como (nei pressi del Parco Spina Verde, Parco Regionale della Pineta di Appiano e Parco Valle del Lanza,), Lecco (Airuno, Robbiate), Monza e Brianza (Seveso), Bergamo, e Treviso (Fiume Piave). Al centro, è stata segnalata nelle province di Massa Carrara (Parco regionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, Pontremolese), Lucca (Parco Naturale Regionale delle Alpi Apuane), Pisa (Parco Regionale Migliarino San Rossore), Pistoia (Montecatini Terme) e Livorno (tra Calambrone e Guasticce). Sempre al centro, sono state segnalate anche a Roma (Nettuno, Bosco di Foglino) e Napoli (Licola, Parco Archeologico di Cuma). Più recentemente, la specie è stata segnalata nel sud Italia, in Sicilia, nella provincia di Messina, nel territorio di Gualtieri Sicaminò.

ℹ️💥 Si tratta di una specie alloctona, motivo per cui è plausibile che la sua diffusione sia molto più estesa rispetto a quanto riportato, grazie alla sua straordinaria capacità di adattarsi a climi diversi. Originaria delle regioni tropicali, è riuscita a colonizzare con successo una vasta gamma di habitat, dalle foreste umide equatoriali alle aree temperate antropizzate, utilizzando il legno in decomposizione come principale substrato di crescita. Questa versatilità, combinata con la sua rapida capacità di propagazione, la rende una delle specie fungine più invasive e potenzialmente dominanti a livello globale.


🌲🌳HABITAT / ECOLOGIA[6]

L’HABITAT🌲🌳di Favolaschia calocera

L’habitat ideale per il Fungo a nido d’ape🌲🌳🌿🍂

Favolaschia calocera è una specie di basidiomicete appartenente alla famiglia Mycenaceae. Si tratta di un fungo saprotrofo, il che significa che si nutre di materia organica in decomposizione, contribuendo al processo di deterioramento e riciclo dei nutrienti nell’ambiente. Questo fungo si sviluppa su substrati organici morti o in via di decomposizione, come rami, detriti legnosi, tronchi e alberi morti, in aree boschive, ma anche in aree urbane, su legni e in parchi e giardini dove ci sia presenza organica non rimossa.

È inoltre un fungo polifago, ovvero un organismo che non ha un regime dietetico specifico, e quindi è in grado di cibarsi di diverse sostanze. Infatti, questo fungo è in grado di colonizzare diverse essenze arboree, sia di tipo tropicale, in foreste pluviali fortemente umide, sia di tipo autoctono, acclimatandosi in ambienti sì umidi, ma più temperati e freschi. Questo è dimostrato anche dal fatto che questo fungo, di origini esotiche, sia stato in grado di adattarsi a diverse tipologie di essenze e clima anche nel nostro Paese, probabilmente complice il cambiamento climatico, con temperature sempre più vicine alle soglie di tipo tropicale, e con la capacità di diffondersi rapidamente e adattarsi ai più svariati habitat, spesso grazie alle attività umane (trasporto di legno infetto, movimenti di suolo o detriti).

Insieme all’aspetto climatico, è importante sottolineare che questo fungo è capace di sopravvivere durante tutto l’anno, specie nelle regioni dove il clima è più favorevole al suo sviluppo.

Generalmente, la fruttificazione di Favolaschia calocera in climi temperati, simili al nostro, si concentra nei periodi più caldi e umidi, dall’inizio della primavera fino all’estate, con un picco massimo tra giugno e luglio. Tuttavia, questo dato è molto variabile in base alla quota di ritrovamento e alla posizione geografica. Durante l’autunno 2024 nel Nord Italia vi è stata una massiccia fruttificazione a seguito delle abbondantissime piogge di fine ottobre, fruttificazione che si è protratta fino alla prima settimana di novembre.

💥🌳🪵In Italia specie del genere Favolaschia sono state osservate su numerose essenze arboree (rami morti-detriti) di: Castagno, Rovere e altre Querce (Quercus sp.), Faggio, Nocciolo, Sambuco, Frassino, Robinia, Pioppo, Platano, Acero, Alloro, oltre che di alcune conifere, ad esempio Pino Strobo.

Per via del suo comportamento, si pensa che la diffusione di Favolaschia calocera in aree non native possa alterare gli ecosistemi locali, poiché è un decompositore efficiente, che può in qualche modo competere – imponendosi facilmente – con funghi autoctoni per lo sfruttamento delle stesse risorse, riducendo la biodiversità locale, è quindi cruciale la sua monitorizzazione per comprendere e mitigare i suoi impatti ecologici, soprattutto nelle aree in cui è una specie invasiva.

⛔️ Le nuove specie di funghi, che fino ad ora ci erano sconosciute, vanno raccolte solamente se si è accompagnati da cercatore esperto e vanno fatte vedere ad un Ispettore ASL o Micologo professionista, non al proprio vicino di casa! ⛔


🔎 SEGNI DISTINTIVI / CARATTERISTICHE[7]

COME RICONOSCERE Favolaschia calocera

Favolaschia calocera F. caludopus
Favolaschia calocera / F. caludopus / Favolaschia calocera complex. Autore: Asier Ayala

Il corpo fruttifero di questo fungo presenta un cappello con forma semicircolare, convessa o reniforme, che ricorda un piccolo ventaglio o una racchetta da ping-pong. La superficie è liscia, con una falsa reticolatura dovuta alla presenza di ampi pori nella parte inferiore (💥 La superficie pileica presenta la medesima trama imeniale in rilievo, caratteristica dovuta anche al ridotto spessore, che lascia intravedere l’alveolatura sottostante). La colorazione può variare dal giallo-arancio quando è fresco all’arancio-rossastro quando è secco, con dimensioni che possono raggiungere circa 11 × 9 mm.

L’imenoforo, la parte fertile del fungo, è formato da pori esagonali larghi e irregolarmente allungati, simili a quelli di un alveare, dello stesso colore del cappello, con dimensioni comprese tra 0,3 e 2 mm o più.

Il gambo è piccolo, sottile, abbastanza regolare e di forma cilindrica, leggermente rastremato verso l’apice. Si presenta liscio, in posizione decentrata, talvolta leggermente incurvato e appena ingrossato alla base. Ha un colore uniforme con il resto del carpoforo e una superficie finemente fioccosa. Può raggiungere un’altezza di circa 9 mm o più, con un diametro variabile da 0,8 a 2,3 mm. È privo di anello.

La carne è soffice ed elastica, priva di odori e sapori particolarmente distintivi. Con la disidratazione tende a scurirsi ulteriormente.

Le spore sono ovoidali o ellissoidali, lisce, ialine, di colore bianco in massa e misurano 12-12,5 × 8,2-9 µm. I basidi sono prevalentemente bisporici. I cistidi (cheilocistidi) sui bordi dei pori sono acantocistidi (cistidi ricoperti da minuscoli diverticoli sporgenti simili a bastoncini), prevalentemente cilindrici o succlavati, con apice arrotondato, e misurano 8,5-14 × 35-52 µm. I cistidi (pleurocistidi e pileocistidi) presenti sulle pareti del tubo e nella pileipellis sono per lo più geociti cilindrici o strettamente clavati (ricoperti di materiale oleoso o granulare di colore scuro). Hanno un diametro di 8,5-12,5 µm e una lunghezza generalmente pari a 30 µm.

💥🔬🔎I caratteri macroscopici e microscopici di questa specie possono variare in modo poco significativo rispetto alle altre specie elencate in precedenza. Le differenze all’interno del complesso della F. calocera, che comprende sei specie distinte, osservate in habitat, potrebbero sembrare minime o quasi inesistenti. Per distinguere correttamente le diverse specie, è necessario ricorrere all’osservazione microscopica.
💥🍄 Favolaschia calocera ha la caratteristica di formare in periodi non favorevoli, sclerozi (sclerozio) dormienti – strutture di immagazzinaggio dei nutrienti – che si trasformano poi in basidiocarpi al momento più opportuno per la fruttificazione.


🍽 COMMESTIBILITA’

Tutte le principali specie del genere Favolaschia complex, compresa Favolaschia calocera, sono da considerare non commestibili o prive di valore alimentare, dato anche dalla complessità delle loro caratteristiche e dalla loro relativa rarità

La commestibilità di Favolaschia calocera non è ben documentata e generalmente non viene considerato un fungo commestibile o di valore alimentare per diverse ragioni. Tra queste, le dimensioni ridotte e i corpi fruttiferi sottili e fragili, che lo rendono poco interessante dal punto di vista culinario. Inoltre, la sua struttura e consistenza non sono adatte al consumo.

Attualmente, non esistono studi approfonditi che abbiano esaminato la presenza di composti tossici o dannosi in questa specie. Tuttavia, in assenza di dati certi, è prudente considerarlo non commestibile per evitare rischi.

Indipendentemente dalla sua idoneità al consumo, è importante ricordare che si tratta di una specie invasiva in molte aree. La raccolta a scopo alimentare (anche se fosse considerata sicura) difficilmente contribuirebbe a contenerne la diffusione e, anzi, potrebbe favorire spostamenti accidentali verso nuove regioni, aumentando il rischio di colonizzazione.

⛔️ Non ci sono particolari controindicazioni o tossicità associate a questo fungo, ma, come per tutti i funghi selvatici, è importante fare attenzione a non confonderlo con specie simili non commestibili o tossiche. Inoltre, è sempre consigliabile consumare funghi raccolti personalmente solo dopo un’attenta identificazione da parte di un professionista. ⛔️


ℹ️💥 Nel caso di incertezze sulla sua identificazione, qualora non lo si fosse mai raccolto prima, mai rivolgersi a gruppi Facebook, Social o chat varie, chiedendone l’identificazione, poiché questa è sempre complicata e può esser effettuata solamente vedendo il fungo dal vivo, possibilmente facendolo vagliare ad un micologo professionista e mai al vicino di casa.

Ispettorati micologici


‼️🍄 SPECIE SIMILI

Favolaschia calocera (Favolaschia calocera complex), che include diverse specie di piccoli funghi caratterizzati da una morfologia simile, in particolare da un cappello poroso (formato da tanti piccoli bubboni), con colori che variano dal bianco al crema, al giallo o al rosso, a seconda della specie. La forma dei pori può essere più o meno regolare, con dimensioni che vanno da piccoli a grandi, e la loro distribuzione dipende dall’habitat.

Tutte le specie del genere sono saprotrofe e legate al legno in decomposizione, con alcune che preferiscono ambienti tropicali e altre che si adattano a climi più temperati.

💥 Data la somiglianza tra queste specie, la loro identificazione richiede spesso un’analisi approfondita, includendo osservazioni al microscopio o studi del DNA.

Tra le principali specie con cui Favolaschia calocera può essere confuso, troviamo tutte quelle appartenenti al Favolaschia complex, tra cui F. claudopus, F. minutissima, F. brevistipitata, F. longistipitata e F. brevibasidiata. Inoltre, il genere potrebbe includere diverse decine di altre specie, ancora poco conosciute o non completamente descritte. Di seguito pubblichiamo fotografie di funghi sicuramente appartenenti alla famiglia delle Favolaschia e certamente appartenenti al Calocera Complex, senza specificare quale sia l’esatta specie di appartenenza, poiché l’attribuzione di specie certa, è possibile effettuarla solamente attraverso studi sul DNA.

💥🔎 Anche se appartenenti a un genere diverso, alcune specie di Mycena possono sembrare simili a Favolaschia calocera per dimensioni e per la crescita su substrati simili. Tuttavia, le Mycena mancano della struttura porosa caratteristica del genere Favolaschia.


📷 PHOTOGALLERY DI FAVOLASCHIA CALOCERA

FUNGO A NIDO D’APE

Favolaschia calocera F. caludopus F. calocera complex
Favolaschia calocera F. claudopus F. calocera complex
Favolaschia calocera F. caludopus F. calocera complex
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Argomenti correlati a Favolaschia calocera

Favolaschia [email protected]
Note, Citazioni e Fonti:
1. Indexfungorum e Mycobank 2025
2. Questa classificazione è supportata da fonti come il Global Biodiversity Information Facility (GBIF) e il National Center for Biotechnology Information (NCBI)
3. I nomi comuni italiani del complesso Favolaschia calocera sono riportati in diverse fonti micologiche e linguistiche, con approfondimenti estratti da vari testi letterari, tra cui: “Tropical Fungi: Ecology and Systematics” a cura di Kevin D. Hyde.; “Introduced Fungal Species in Mediterranean Ecosystems” (articolo su riviste di ecologia forestale) “Micologia Italiana”; “Molecular Identification and Phylogeny of Fungi” di David Hibbett.
4. La distribuzione del complesso Favolaschia calocera è stata dedotta da diversi testi letterari e articoli accademici, tra cui: “Les Agarics Tropicaux à Hyménium Tubulé” di Roger Heim (1945); Phylogenetic Analysis of the Favolaschia calocera Complex” di Q.Y. Zhang e Y.C. Dai (2021); “
Alien fungal species distribution: The study case of Favolaschia calocera” Authors: Alfredo Vizzini, Mirca Zotti e Antonietta Mello; “A basidiomycete fungus new to Ireland from Co. Cork (H3)” Zhang & Y.C. Dai; “First record of Favolaschia calocera in Western Australia” Richard Robinson.

5. Il calocera complex: “Taxonomy and Phylogeny of the Favolaschia calocera Complex (Mycenaceae) with Descriptions of Four New Species” Qiu-Yue Zhang and Yu-Cheng Dai (Institute of Microbiology, School of Ecology and Nature Conservation, Beijing Forestry University); “A basidiomycete fungus new to Ireland from Co. Cork (H3)” Zhang & Y.C. Dai; “First record of Favolaschia calocera in Western Australia” Richard Robinson.
6. HABITAT/ECOLOGIA: “Fungal Biology” di Jim Deacon; “Alien fungal species distribution: The study case of Favolaschia calocera” Authors: Alfredo Vizzini, Mirca Zotti e Antonietta Mello; “Fungal biodiversity and in situ conservation in Italy” (PDF) di vari autori; “A basidiomycete fungus new to Ireland from Co. Cork (H3)” Zhang & Y.C. Dai; “New insights into the classification and evolution of Favolaschia (Agaricales, Basidiomycota) and its potential distribution, with descriptions of eight new species” Zhang QY, Liu HG, Papp V, Zhou M, Dai YC, and Yuan Y. (Mycosphere).

7. “Taxonomy and Phylogeny of the Favolaschia calocera Complex (Mycenaceae) with Descriptions of Four New Species” Qiu-Yue Zhang and Yu-Cheng Dai (Institute of Microbiology, School of Ecology and Nature Conservation, Beijing Forestry University); Fungi Of Temperate Europe (Vol. 2) di Thomas Læssøe , Jens Henrik Petersen; “New insights into the classification and evolution of Favolaschia (Agaricales, Basidiomycota) and its potential distribution, with descriptions of eight new species” Zhang QY, Liu HG, Papp V, Zhou M, Dai YC, and Yuan Y. (Mycosphere).

Last Updated on 15/01/2026 by Alfonso Conti

Questo articolo ha 2 commenti

  1. Domenico

    Articolo molto interessante. Non conoscevo questo fungo. Grazie.

    1. Redazione FM

      Ciao Domenico. Grazie per l’apprezzamento. Eh sì, non è un fungo particolarmente comune, anche se, come tutte le specie aliene, potrebbe diventare presto assai più diffuso nel nostro paese. Lo stiamo monitorando 😊🔥

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Alfonso Conti

Alfonso Conti è il Social Media Manager di Funghimagazine. Oltre che occuparsi dei nostri Social, Alfonso è anche autore di artcoli per FM. Studioso di Funghi e Natura, è anche un ottimo informatico