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Flammulina velutipes – Fungo dell’Olmo – Funghi Commestibili

É un fungo lignicolo saprofita-parassita che forma grandi cespi, principalmente su legno di Olmo, in grado di vegetare in pieno inverno, grazie a sostanze antigelo che lo proteggono dai rigori dell’inverno

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Flammulina velutipes (Curtis : Fr.) Singer 1951

Divisione:Basidiomycota
Classe:Basidiomycetes
Ordine:Agaricales
Famiglia:Marasmiaceae
Genere:Flammulina
Specie:Flammulina velutipes
Nome comune:Fungo dell’Olmo
Tipo nutrimento:Saprofita-parassita
Periodo vegetativo:In pieno inverno. In stagioni fredde appare sin dal tardo autunno e continua a vegetare fino ad inizio primavera.
Commestibilità o Tossicità:Buon commestibile

Habitat – Ecologia:

La Flammulina velutipes è un fungo lignicolo che di norma attacca alcuni tipi di piante come parassita, ma poi termina il suo ciclo vitale come fungo saprofita.
Fruttifica indipendentemente dalle temperature dell’aria, purché questa non sia troppo secca, ma preferibilmente in periodi umidi-nebbiosi o piovosi.

Alberi associati:

Principalmente l’Olmo, da cui prende il nome di ‘Fungo dell’Olmo‘, ma lo si può trovare anche su Frassino, Acero, Pioppo, Salice e molto raramente su alcune Conifere.

Come riconoscerlo:

La Flammulina velutipes si può riconoscere facilmente dal colore solitamente giallo-arancio o arancio, e dall’aspetto vellutato del suo gambo, oltre che dal cappello viscido o comunque vischioso.

Non solo, ma anche perché vegeta esclusivamente sugli alberi e per il periodo vegetativo invernale, che vede poche altre specie fungine fruttificare anche quando nevica, o in presenza di importanti gelate o brinate.

Note – Curiosità:

Il fungo dell’Olmo possiede uno speciale liquido antigelo che lo tiene ben al riparo dagli effetti del freddo e dal gelo. Liquido che compare sul suo cappello, rendendolo viscido-vischioso-lucido.

Proprio per questa ragione quando lo si cucina, occorre togliere, con una schiumarola, la schiuma bianca che produce. Adatto per esser cucinato in minestre.

Questo fungo è un buon commestibile, però non da tutti apprezzato, per il suo sapore leggermente asprigno dovuto alla presenza di Vitamina C, con un odore che ricorda vagamente quello del geranio.

Deve il suo nome scientifico ai termini latini villutus → villoso e pes→ piede, ovvero → Fungo dal gambo villoso, che in effetti risulta un po’ cartilagineo e vellutato, con villosità accentuata soprattutto negli esemplari più giovani.

Vegeta principalmente in boschi planiziali a base di Olmo (Ulmus minor mill.), quindi nell’Ulmo-frassineto che si può ritrovare anche in boschi o ambienti igrofili.

Fotogallery di Flammulina velutipes o Fungo dell’Olmo:

ATTENZIONE:

Le immagini e le informazioni riportate su funghimagazine.it sono puramente indicative e non possono sostituire l’accertamento effettuato da un professionista. 

NON AFFIDARTI MAI completamente ad una guida on-line o a libri di testo per il riconoscimento di una nuova specie fungina mai raccolta prima, a meno che tu non abbia competenze tecniche micologiche.
Guide, manuali ed articoli descrittivi hanno solo e soltanto scopo didattico.
Esistono centri specializzati presso le ASL (Ispettorati Micologici) o presso le Associazioni Micologiche che sono preposti per il riconoscimento e l’accertamento della commestibilità dei funghi. ‼
ISPETTORATI MICOLOGICI IN ITALIA


PRIMA DI CONSUMARE FUNGHI A TE SCONOSCIUTI, TI RACCOMANDO DI RIVOLGERTI PER IL RICONOSCIMENTO AD UNA ASL, OPPURE AD UNA DELLE TANTE ASSOCIAZIONI MICOLOGICHE

Puoi cercare l’associazione Micologica più vicina a te consultando il sito A.M.B. Associazione Micologica Bresadola, la più antica d’Italia che coordina la gran parte delle Associazioni Micologiche locali.

Oppure puoi consultare il sito A.M.I.N.T Associazione Micologica Italiana Naturalistica Telematica, infine, puoi consultare il sito Nuovamicologia.eu-Associazioni Micologiche Italiane.

Se ritieni che questa guida non sia sufficientemente esaustiva, oppure se hai altre curiosità, potrai scrivermi o puoi lasciare un commento a fondo pagina.

Questa scheda è stata realizzata da Angelo Giovinazzo basandosi su ripetute esplorazioni sul campo effettuate nel corso degli ultimi decenni, e su segnalazioni dei lettori di funghimagazine.it

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