
CYATHUS STRIATUS Willd., Fl. berol. prodr. (1787)
DESCRIZIONE SOMMARIA 🍄

Qual è il colore prevalente?
Nell’arcobaleno dei funghi: → Marrone, brunastro e bianco/grigiastro.
Come riconoscere al volo Cyathus striatus?
“Ho trovato uno strano piccolo fungo a forma di coppa, marrone con interno liscio e striato, sembra un nido d’uccello con piccole uova dentro. Che fungo è?”
Cyathus striatus è un fungo a coppa della famiglia delle Agaricaceae, si distingue per la forma a “nido d’uccello” con all’interno “uova” (peridioli) protette da membrane. Cresce su legno in decomposizione e vegetali in ambienti umidi, con il rivestimento esterno del corpo fruttifero coperto da fine peluria, brunastro all’esterno e striato all’interno. Fruttifica dalla primavera all’autunno, adattandosi anche alle temperature invernali.
Sinonimi obsoleti[1]:
Cyathella striata (Willd.) Brot., Fl. lusit. 2: 474 (1804)
Nidularia striata (Willd.) With., Bot. arr. Brit. pl., Edn 2 (London) 3: 446 (1792)
Nidularia striata var. pusilla Berk., Ann. nat. Hist., Mag. Zool. Bot. Geol. 3: 397 (1839)
Peziza striata Huds., Fl. Angl., Edn 2: 634 (1778)
💥 Cyathus striatus, è stato storicamente classificato nella famiglia Nidulariaceae. Tuttavia, studi filogenetici basati sull’analisi del DNA ribosomiale hanno indicato che i generi Nidularia e Cyathus sono più strettamente correlati ai membri della famiglia Agaricaceae. Questa scoperta ha portato a una riclassificazione tassonomica, posizionando il genere Cyathus all’interno della famiglia Agaricaceae.
CYATHUS STRIATUS Willd., Fl. berol. prodr. (1787)[2]
| Divisione: | Basidiomycota |
| Classe: | Agaricomycetes |
| Ordine: | Agaricales |
| Famiglia: | Agaricaceae |
| Genere: | Cyathus |
| Specie: | striatus (Cyathus striatus) |
| Nome italiano: | Nido d’uccello striato |
| Tipo nutrimento: | SAPROBICO🪵(Saprofita, Sapro-parassita) |
| Periodo vegetativo: | dall’estate all’inverno |
| Commestibilità o Tossicità: | FUNGO BIOATTIVO💊 PRIVO DI VALORE ALIMENTARE |
🌐 NOMI INTERNAZIONALI[3]
- Basco: Habia ildaskatu
- Bulgaro: Обикновен циатус
- Ceco: číšenka rýhovaná
- Cinese: 隆紋黑蛋巢菌
- Estone: Joonik-vakkseen
- Finlandese: uurrepesäsieni
- Francese: Cyathe strié
- Gallese: nyth aderyn rhesog
- Inglese: Fluted bird’s nest
- Olandese: Gestreept nestzwammetje
- Polacco: Kubek prążkowany
- Rumeno: Cupița pământului, ferdela pământului, muierța pământului, cuib de pasăre
- Sloveno: Črtkani košek
- Svedese: Strimmig brödkorgssvamp
- Tedesco: Gestreifter Teuerling
- Ucraino: Келишки смугасті
- Ungherese: Csíkos pohárgomba
🇮🇹 Nomi comuni italiani[4]
Cyathus striatus, noto come fungo a nido d’uccello, deve il suo nome alla forma che richiama un piccolo nido contenente uova, un tratto distintivo del genere Cyathus. Sebbene sia una specie comune, rimane poco conosciuto dal grande pubblico poiché privo di interesse gastronomico. Tuttavia, il suo aspetto caratteristico lo rende molto apprezzato dagli appassionati di fotografia e oggetto di studi scientifici per le sue proprietà bioattive. Tra queste, spicca la produzione di striatine, antibiotici attivi contro diversi batteri, che hanno suscitato interesse per il loro potenziale terapeutico.
Nonostante la sua unicità, il Cyathus striatus non ha nomi tradizionali nella dialettica regionale italiana. Le denominazioni più comuni includono “nido d’uccello striato” o semplicemente “nido d’uccello”.
🗣 Etimologia[4]
L’epiteto specifico striatus di Cyathus striatus deriva dal latino striare, che significa “striare” o “scanalare”. Questo termine descrive le caratteristiche linee parallele visibili sulla superficie interna del peridio del fungo, un dettaglio morfologico distintivo che lo differenzia da altre specie dello stesso genere. Questa spiegazione etimologica è riportata in opere come il Dictionary of the Fungi di Kirk et al. (2008), che analizza nomi scientifici e morfologie fungine.
Il termine Cyathus, invece, proviene dal greco antico kyathos, che significa “coppa” o “tazza”, un riferimento alla forma a coppa del corpo fruttifero. L’etimologia del nome è ampiamente discussa nella letteratura micologica, come nel testo Genera of Fungi Illustrated di M.A. Donk (1964), che approfondisce la morfologia e la classificazione dei generi nidulari, inclusi Cyathus e affini
🈂 Traduzioni in italiano dei nomi internazionali di Cyathus striatus
Le traduzioni di Cyathus striatus, molto simili al nostro nome comune italiano, evidenziano l’approccio universale alla nomenclatura dei funghi. Richiamano direttamente la forma e le caratteristiche distintive, rendendo il nome descrittivo e facilmente riconoscibile. La maggior parte delle traduzioni converge su espressioni che evocano il nido e le striature, riflettendo una percezione condivisa a livello internazionale. Questo sottolinea come la morfologia del fungo abbia ispirato una denominazione semplice, comprensibile e universalmente riconosciuta. Di seguito, esaminiamo quanto siano simili le traduzioni del suo nome nelle diverse lingue:
- In basco è tradotto come ‘Nido a striature‘, ‘Nido striato‘ o ‘Fungo a nido con striature‘, una traduzione molto simile a quella finlandese.
- In bulgaro è chiamato ‘Cyathus comune‘.
- In ceco è tradotto come ‘Coppa striata‘ o ‘Piccola coppa striata‘. Una traduzione simile si ritrova nei termini polacco, ucraino e ungherese; quest’ultimo, però, prevede l’aggiunta del suffisso ‘-fungo‘ per specificare il riferimento al regno dei funghi.
- Il termine cinese 隆紋黑蛋巢菌 può essere tradotto in italiano come: ‘Fungo a nido d’uccello nero con rilievi‘ o ‘Fungo a nido nero con striature in rilievo‘.
- In estone può essere tradotto come ‘Nido striato‘ o ‘Fungo a nido d’uccello striato‘, una traduzione molto simile a quella gallese.
- In francese è detto ‘Ciatto striato‘ o ‘Fungo a coppa striata‘.
- In inglese può essere tradotto come ‘Nido d’uccello scanalato‘ o ‘Nido d’uccello striato‘. 💥 Conosciuto anche come “Splash cup“, ovvero “Coppa a spruzzo“, il termine si riferisce alla funzione specifica di queste strutture, strettamente legata al meccanismo di dispersione delle spore. Quando una goccia di pioggia colpisce la coppa, l’energia dell’impatto proietta i peridioli (piccoli contenitori delle spore) verso l’esterno, favorendone la diffusione nell’ambiente.
- In olandese è ‘Piccolo fungo a nido striato‘.
- In rumeno si riscontrano diverse traduzioni, tra cui ‘Coppa della terra‘, ‘Ciotola della terra‘, ‘Piccola madre della terra‘, ‘Signora della terra‘ e ‘Nido d’uccello‘, quest’ultima più in linea con i termini più comunemente utilizzati a livello internazionale.
- In termine sloveno può essere tradotto come ‘Piccolo cesto striato‘.
- In svedese può essere tradotto in italiano come ‘Fungo cesto del pane striato‘.
- Il termine tedesco può essere tradotto in italiano come ‘Teuerling striato‘ o ‘Fungo a nido striato‘. Teuerling è un nome generico tedesco utilizzato per i funghi del genere Cyathus, che si riferisce ai “funghetti a nido”.
🌍 LA DISTRIBUZIONE[5]di Cyathus striatus
Il Cyathus striatus è un fungo cosmopolita, diffuso in gran parte del mondo, con una predilezione per i climi temperati. Comune in Europa, Nord America e Asia, è stato segnalato anche nell’emisfero meridionale, in regioni come Sud America, Sudafrica e Australia, dove si adatta a condizioni climatiche simili. 💥 La sua capacità di colonizzare legno in decomposizione e substrati vegetali lo rende versatile, ubiquitario e resiliente, favorendone l’ampia diffusione.
Distribuzione in Europa 🌍
In Europa, il Cyathus striatus è particolarmente diffuso nelle regioni centrali e settentrionali, dove trova un habitat ideale nelle foreste decidue ricche di legno morto e materiale vegetale decomposto. Sebbene sia un fungo versatile e resiliente, cioè capace di adattarsi a una vasta gamma di ambienti e condizioni, predilige zone con climi temperati e una buona disponibilità di substrati organici. Segnalato frequentemente in:
- Germania: molto comune nelle foreste miste e lungo i sentieri boschivi.
- Regno Unito: frequente nelle foreste decidue, spesso su legno in decomposizione in ambienti umidi.
- Francia: diffuso nelle foreste temperate, soprattutto nel nord e nel centro del paese.
- Paesi Bassi e Belgio: comuni nelle foreste planiziali e nei parchi urbani con abbondanza di legno decomposto.
- Scandinavia: presente nelle aree temperate meridionali di Svezia, Norvegia e Danimarca.
Nelle regioni meridionali d’Europa, la presenza di Cyathus striatus diventa più sporadica a causa dei climi più secchi, ma può essere trovato in habitat umidi ombreggiati, nei boschi planiziali e igrofili della Pianura Padana o nelle foreste mediterranee durante le stagioni piovose.
Distribuzione in Italia 🇮🇹
In Italia, Cyathus striatus è segnalato principalmente nelle regioni del nord e del centro, dove il clima temperato e le foreste decidue offrono le condizioni ideali per la sua crescita. È stato osservato in:
- Lombardia: nei boschi umidi delle Prealpi e della Pianura Padana.
- Piemonte: segnalazioni diffuse in gran parte del territorio.
- Liguria: documentato nell’alta Valle Sturla, nei pressi della confluenza del torrente Sturla di Carasco con il torrente Penna, a est di Genova.
- Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia: su legno in decomposizione, nei fondovalle e nei boschi misti.
- Toscana: presente in foreste decidue e pinete umide durante la stagione autunnale.
- Emilia-Romagna: frequente nelle zone boscose collinari.
- Marche: osservato nella zona appenninica interna, come sul Monte Carpegna.
- Abruzzo: diffuso nelle aree boschive montane e submontane.
- Lazio: segnalato in diverse località, tra cui la provincia di Roma.
- Campania: osservato in varie aree, specialmente in habitat prossimi alle coste.
- Calabria: presente in alcune aree del Parco Nazionale dell’Aspromonte.
Nelle regioni del sud Italia e nelle isole, le segnalazioni sono più rare, ma può comparire in habitat specifici, come le aree ripariali e le foreste mediterranee più umide.
🌳HABITAT / ECOLOGIA
L’HABITAT🌳di Cyathus striatus
L’habitat ideale per il Fungo a nido d’uccello🌳🌿💧
Il Cyathus striatus predilige ambienti ombrosi e molto umidi, come boschi fitti, margini di sentieri e aree ricche di legno morto. Sebbene si adatti a una vasta gamma di habitat, prospera in zone temperate fresche con elevata umidità atmosferica. La fruttificazione, favorita da substrati legnosi in decomposizione, avviene prevalentemente tra primavera e autunno, ma in alcune regioni può verificarsi tutto l’anno, grazie alla sua resistenza alle basse temperature.
Cresce su legno in decomposizione, cortecce, rami, foglie e aghi di pino, nonché su trucioli e pacciame. Può essere osservato in foreste fitte, parchi e giardini, oltre che in foreste tropicali, subtropicali e temperate, spesso lungo sentieri sterrati o su lettiere di foglie. Le colonie del Cyathus striatus, di piccole dimensioni e dal colore mimetico (criptico), si confondono facilmente con il substrato e spesso passano inosservate.
Il Cyathus striatus, come decompositore saprofita, svolge un ruolo cruciale nel ciclo dei nutrienti. Decompone i detriti vegetali, contribuendo al mantenimento dell’equilibrio ecologico.
I suoi peridioli, piccole strutture a forma d’uovo, che contengono le spore, si disperdono grazie alla pioggia. Quando una goccia cade nella coppa del fungo, il liquido accumulato genera una pressione sufficiente a proiettare i peridioli lontano, permettendo al fungo di diffondere le proprie spore. Questo ingegnoso meccanismo di “catapulta idraulica” è comune tra i funghi che utilizzano tecniche particolari per garantire la riproduzione.
💥🔥 Questo fungo utilizza un meccanismo ingegnoso per disperdere i suoi peridioli, adattandosi a diverse condizioni di pioggia. La sua coppa, per natura concava, raccoglie l’acqua piovana, che interagisce in modi diversi a seconda dell’intensità delle precipitazioni:
- Accumulo e tracimazione: Durante piogge leggere o con micro-goccioline, l’acqua si accumula lentamente nella coppa. Quando il livello supera la capacità del contenitore, i peridioli, galleggiando, vengono spinti verso il bordo e tracimano, disperdendosi a breve distanza dal fungo.
- Espulsione a effetto molla: Durante piogge intense, una goccia che colpisce il fondo della coppa genera una forza d’impatto sufficiente a espellere i peridioli con rapidità. Questo effetto “molla” sfrutta la pressione creata dal colpo per proiettare i peridioli lontano, talvolta fino a diversi metri di distanza.
Entrambi i meccanismi garantiscono una dispersione efficace, adattandosi sia a condizioni di pioggia leggera che a precipitazioni violente, aumentando così le possibilità di colonizzazione di nuovi substrati. Questo sistema dimostra l’ingegnosità evolutiva del fungo, che sfrutta le forze naturali per assicurare la riproduzione e la diffusione delle spore.[6]
⛔️ Le nuove specie di funghi, che fino ad ora ci erano sconosciute, vanno raccolte solamente se si è accompagnati da cercatore esperto e vanno fatte vedere ad un Ispettore ASL o Micologo professionista, non al proprio vicino di casa! ⛔
🔎 SEGNI DISTINTIVI / CARATTERISTICHE
COME RICONOSCERE Cyathus striatus
L’imenoforo:

Il corpo fruttifero (basidiocarpo) di questo fungo si distingue per il peridio (la struttura esterna che avvolge e protegge il corpo fruttifero o le spore – È una sorta di involucro che può essere monostrato o multistrato e ha il compito di proteggere le spore fino alla loro maturazione o dispersione. Nel caso del Cyathus striatus, il peridio ha una forma a coppa e presenta un interno liscio e striato, mentre l’esterno è coperto da una sottile peluria tomentosa) a forma di nido.
Le dimensioni variano da 7 a 9 mm in altezza e da 4,5 a 6,5 mm di diametro alla bocca.
In molti testi micologici leggiamo a proposito di questo fungo, termini tecnici di difficile comprensione, utilizzati per descrivere varie parti del corpo fruttifero come: Periodo, Esoperidio ed Endoperiodo. Per fare chiarezza, al fine della massima comprensione, diciamo che:
In micologia, il peridio è l’intero rivestimento esterno del corpo fruttifero. Nel caso del Cyathus striatus, il peridio è a forma di nido (coppa) e si divide ulteriormente in:
- Esoperidio: La superficie esterna, che appare marrone rossastra o grigiastra e coperta da una peluria lanosa, dando l’aspetto tomentoso.
- Endoperidio: La superficie interna, liscia, lucida e con striature verticali ben definite, che si nota una volta che il fungo si apre.
Nei corpi fruttiferi giovani, la coppa è chiusa da una membrana sottile e biancastra, chiamata epifragma, che impedisce l’ingresso dell’acqua. Con la maturazione, questa membrana si rompe e scompare, rivelando i peridioli (le “uova”), che rappresentano la parte sessile del fungo. I peridioli sono piccole strutture lenticolari, ellissoidali o discoidali, posizionate sul fondo della coppa. Misurano circa 2,1–2,8 × 1,8–2,2 mm e possono contenere milioni di spore. Ogni corpo fruttifero ospita in media 12-16 peridioli, ma in casi eccezionali il numero può essere maggiore. Ogni peridiolo è collegato al carpoforo tramite un filo elastico formato da un fascio di ife filiformi, chiamato funicolo, che termina in un’estremità adesiva detta hapteron.
🔥 I peridioli sono avvolti da una sottile membrana chiamata tunica e collegati alla coppa tramite cordoni micelici specializzati, detti funicoli. Quando una goccia di pioggia colpisce l’interno della coppa (effetto splash) con l’angolazione giusta, i peridioli vengono lanciati lontano, rimanendo inizialmente collegati al funicolo. Grazie alla sua natura appiccicosa, il funicolo permette ai peridioli di aderire a substrati elevati nelle vicinanze, facilitando così la dispersione delle spore. Come visto in precedenza, questo ingegnoso meccanismo è alla base del termine inglese “splash cups”.
La base del fungo è generalmente sessile o presenta una struttura rudimentale. La parte inferiore è leggermente rastremata, consentendo un migliore ancoraggio al substrato.
Le spore sono lisce, ialine ed ellittiche, prive di apicolo. Misurano 12,7–19,05 × 9–12,7 μm e presentano pareti sottili di spessore 1–2,5 μm.
🍽 COMMESTIBILITA’
🧫 Un fungo bioattivo: potenzialità terapeutiche senza valore alimentare
Cyathus striatus può essere considerato un fungo bioattivo. Questo fungo contiene composti chimici biologicamente attivi, come enzimi e metaboliti secondari, che gli conferiscono proprietà interessanti dal punto di vista scientifico. Ad esempio:
- È noto per produrre enzimi coinvolti nella degradazione della lignina e della cellulosa, come le laccasi, che hanno applicazioni biotecnologiche, tra cui il trattamento dei rifiuti e la produzione di biocarburanti.
- Studi preliminari hanno individuato la presenza di composti con potenziale antimicrobico e antiossidante, caratteristiche tipiche di molti funghi bioattivi.
- I suoi peridioli (le strutture contenenti le spore) sono oggetto di ricerca per la loro struttura e meccanismi di dispersione unici, che potrebbero ispirare innovazioni tecnologiche.
Tuttavia, Cyathus striatus non è classificato come un fungo medicinale, poiché non vi sono prove consolidate di un uso terapeutico diretto. La sua bioattività è più legata al campo ecologico e biotecnologico.
Fungo bioattivo è sinonimo di funghi medicinale?
No, fungo bioattivo e fungo medicinale non sono sinonimi, ma i due termini possono essere correlati in alcuni contesti.
- Fungo bioattivo: Si riferisce a un fungo che contiene composti chimici biologicamente attivi, come polisaccaridi, terpeni, fenoli, o alcaloidi, che possono avere effetti su organismi viventi. Questi composti possono avere diverse proprietà, ad esempio antimicrobiche, antiossidanti, antitumorali, immunomodulanti o anti-infiammatorie. Non tutti i funghi bioattivi sono usati a scopo medicinale, ma alcuni possono essere oggetto di studio per potenziali applicazioni terapeutiche.
- Fungo medicinale: Si riferisce specificamente a funghi che vengono utilizzati in medicina tradizionale o moderna per trattare o prevenire malattie, grazie ai loro composti bioattivi. Esempi noti includono Ganoderma lucidum (Reishi), Lentinula edodes (Shiitake) e Cordyceps sinensis.
In sintesi, “fungo medicinale” è un sottoinsieme di “fungo bioattivo”. Tutti i funghi medicinali sono bioattivi, ma non tutti i funghi bioattivi sono considerati medicinali.
🧬🔬 Cyathus striatus: una nuova frontiera nella ricerca antibiotica[8]
Il fungo Cyathus striatus si è rivelato una fonte promettente di nuovi antibiotici, chiamati striatine A, B e C. Queste sostanze sono state identificate attraverso studi sul micelio coltivato in laboratorio, dimostrando un’ampia attività contro diversi batteri e funghi, inclusi alcuni resistenti ai trattamenti convenzionali.
Proprietà principali delle striatine
Le striatine sono molecole cristalline, solubili in alcuni solventi organici, ma non in acqua. Hanno una struttura chimica unica che le distingue da altri antibiotici derivati da funghi. Si degradano rapidamente in soluzione, formando composti secondari che mostrano a loro volta proprietà antimicrobiche.
Produzione e isolamento
Il processo di produzione prevede la crescita del fungo in un mezzo nutritivo specifico. Una volta completata la fermentazione, le striatine vengono estratte e purificate attraverso diverse tecniche di laboratorio, come l’uso di solventi e cromatografia.
Azione antimicrobica
Questi antibiotici sono particolarmente efficaci contro batteri Gram-positivi e alcuni Gram-negativi, oltre che contro funghi patogeni. Non sono però attivi sui lieviti. Esperimenti hanno mostrato che le striatine bloccano rapidamente la sintesi di proteine, RNA e DNA nei batteri.
Potenziale applicativo
Le proprietà delle striatine le rendono promettenti per sviluppare nuovi farmaci antimicrobici, in grado di combattere infezioni difficili da trattare. Questo rende Cyathus striatus un organismo di grande interesse per la ricerca farmaceutica.
⛔️ Non ci sono particolari controindicazioni o tossicità associate a questo fungo, ma, come per tutti i funghi selvatici, è importante fare attenzione a non confonderlo con specie simili non commestibili o tossiche. Inoltre, è sempre consigliabile consumare funghi raccolti personalmente solo dopo un’attenta identificazione da parte di un professionista. ⛔️

‼️🍄 SPECIE SIMILI[9]
Il Cyathus striatus può essere confuso con diverse altre specie simili del genere Cyathus, ciascuna caratterizzata da specifiche peculiarità macroscopiche e microscopiche.
🔎💥La distinzione tra queste specie si basa principalmente su caratteristiche del peridio (forma, dimensioni, pieghe, tomento) e sui dettagli microscopici delle spore e della struttura corticale. Questi dettagli aiutano a evitare confusioni con Cyathus striatus, specialmente in habitat condivisi.
Una delle specie simili è Cyathus badius, che presenta un peridio a forma di imbuto, con dimensioni comprese tra 8-11 mm di altezza e 4-6 mm di larghezza. La superficie esterna è tomentosa, con peli rigidi disposti in ciuffi irregolari, mentre l’interno è leggermente lucido e mostra pieghe deboli distanti 0,5 mm l’una dall’altra. Microscopicamente, le spore sono ellittiche, lisce e ialine, con dimensioni di 12-22 × 7-17 µm e uno strato corticale singolo.
Il Cyathus berkeleyanus si distingue per un peridio campanulato, con un’altezza di 5,7-8,4 mm e una larghezza di 4,2-7,7 mm. La parete esterna presenta peli flessibili ed è marcata da pieghe ben definite, distanziate di circa 0,5 mm. I peridioli sono neri e di forma angolare. Microscopicamente, le spore di questa specie sono lisce, ialine e misurano 8,9-14 × 5-7,6 µm, con uno strato corticale singolo.
Un’altra specie simile è Cyathus earlei, con un peridio infundibuliforme che raggiunge 6-11 mm di altezza e 5-9 mm di larghezza. La superficie esterna può essere liscia o lievemente piegata, con peli flessibili, mentre i peridioli sono grigi o marroni e irregolari. Microscopicamente, le spore sono ellittiche, con dimensioni di 13,97-19,05 × 10,16-12,7 µm, e presentano un doppio strato corticale.
Il Cyathus gracilis presenta anch’esso un peridio infundibuliforme, con un’altezza di 7-12 mm e una larghezza di 5-9 mm. La parete esterna è generalmente liscia o leggermente piegata e rivestita da peli regolari, mentre i peridioli possono essere circolari o irregolari. Le spore, a livello microscopico, sono ellittiche o ovoidali, misurano 13,97-19,05 × 10,16-13,97 µm e mostrano un doppio strato corticale.
Il Cyathus limbatus si caratterizza per un peridio infundibuliforme di 7,5-12 mm di altezza e 5-10 mm di larghezza. La parete esterna è fortemente piegata, con pieghe distanti tra loro 0,75-1 mm. I peridioli sono di forma circolare o irregolare. Microscopicamente, le spore sono ellittiche o ovoidali, con dimensioni di 15,24-21,59 × 10-12,7 µm, e presentano un doppio strato corticale.
Nel caso del Cyathus pallidus, il peridio è campanulato, con dimensioni comprese tra 3-6 mm di altezza e 3-5 mm di larghezza. La superficie esterna è liscia e coperta da peli flessibili, mentre i peridioli sono grigi e di forma angolare. Le spore, di dimensioni 6,35-10,16 × 5-6,35 µm, sono subglobose o ellittiche e hanno un singolo strato corticale.
Il Cyathus olla presenta un peridio con una superficie interna liscia e priva di striature, mentre l’esterno si mostra poco marcato da solchi, generalmente quasi liscio o con una leggera peluria. I peridioli, meno numerosi rispetto ad altre specie, sono di dimensioni maggiori e assumono tonalità grigio topo. Le spore misurano 9-12 (-14) x 6,5-8,5 µm. Si trova tipicamente tra erbe selvatiche in aree aperte o nei campi agricoli dopo la raccolta, dove rimangono i resti delle piante coltivate, come fusti e radici di grano, mais o orzo. È presente quasi tutto l’anno, ma più frequentemente durante l’autunno.
Il Cyathus poeppigii presenta un peridio infundibuliforme che misura 7-10 mm in altezza e 4-6 mm in larghezza. La parete esterna è leggermente piegata, con peli marroni, e i peridioli sono di colore grigio chiaro. Microscopicamente, le spore sono ellittiche o ovoidali, con dimensioni di 25,4-47 × 15-24,13 µm, e sono caratterizzate da un doppio strato corticale.
Il Cyathus setosus ha un peridio campanulato, alto 8,5-11,5 mm e largo 6,5-8,8 mm. La superficie esterna è liscia o leggermente piegata, con peli scuri e marcati. Microscopicamente, le spore sono ellittiche, con dimensioni di 13,97-17,78 × 8-11,43 µm, e un doppio strato corticale.
Cyathus stercoreus si distingue per il peridio dalla forma più tondeggiante, caratterizzato da pareti interne lisce, lucenti e con una tonalità blu scuro. I peridioli appaiono di colore nero intenso e presentano una superficie brillante. Si sviluppa principalmente su substrati ricchi di concime, materiali fecali (di grandi e piccoli animali, come conigli e lepri…) o su terreni precedentemente esposti al fuoco, in habitat aperti e aridi.
Infine, pur non appartenendo al genere Cyathus, anche Crucibulum crucibuliforme potrebbe essere confuso con queste specie. Il corpo fruttifero, a forma di nido d’uccello o di barile, presenta un lato esterno pallido e lanuginoso, un coperchio quasi liscio di colore giallo-bruno e peridioli bianchi a forma di lente, attaccati a un piccolo ‘filo’ (funicolo). Le spore ialine misurano 6-10 x 3,5-5 µm. Si trova su trucioli di legno e altri materiali lignei, principalmente in luoghi piuttosto esposti, come lungo le strade. 💥Le specie di Cyathus differiscono per i corpi fruttiferi più alti e più svasati, con peridioli molto scuri o un lato interno striato o solcato. È una specie ampiamente diffusa e comune, osservabile principalmente tra luglio e gennaio.

📷 PHOTOGALLERY DI CYATHUS STRIATUS
FUNGO A NIDO D’UCCELLO








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Cyathus [email protected]
Note, Citazioni e Fonti:
1. Indexfungorum; Mycobank 2025; Zhao, R. L., et al., Studio sull’analisi del DNA ribosomiale e sulla revisione infragenerica del genere Cyathus, pubblicazione su Mycologia.
2. Questa classificazione è supportata da fonti come il Global Biodiversity Information Facility (GBIF) e il National Center for Biotechnology Information (NCBI).
3. I nomi comuni internazionali di Cyathus striatus, sono riportati in diverse fonti micologiche e linguistiche.
4. L’etimologia di Cyathus striatus è trattata dai seguenti testi: “Nordic Journal of Botany” L. & Larsson, E. (2015) e “Mycological Progress” Klofac, W. (2018).
5. Distribuzione di Cyathus striatus: Dictionary of the Fungi (Kirk et al., 2008); Fungi of Switzerland (Breitenbach & Kränzlin, 1986), che descrive la presenza di Cyathus striatus nelle regioni alpine e temperate dell’Europa centrale; The Genus Cyathus (Brodie, 1975), una monografia che analizza la distribuzione e la morfologia delle specie del genere Cyathus, con dettagli sulla diffusione globale.
6. Habitat ed Ecologia: Niranjan M. Cyathus striatus: a new record from Arunachal Pradesh and a checklist of Bird’s nest fungi in India, Studies in Fungi, 6(1), 2021; P. Leonard, QUEENSLAND FUNGAL RECORD © Queensland Mycological Society, 9 ottobre 2017 (PDF); Mycocharentes, Champignons de Charente-Maritime, Charente et Deux-Sèvres, Cyathus striatus 822 (PDF); Seah AWK & Low JH (2024), Biodiversity Records: Bird’s nest fungus, Cyathus striatus, at Central Catchment Nature Reserve, Nature in Singapore, 17: e2024076, DOI: 10.26107/NIS-2024-0076.
7. Segni distintivi/Caratteristiche: Mycosphere Revision of the genus Cyathus (Basidiomycota) from the herbaria of northeast Brazil.
Cruz RHSF, Assis NM, Silva MA and Baseia IG; Seah AWK & Low JH (2024) Biodiversity Records: Bird’s nest fungus, Cyathus striatus, at Central Catchment Nature Reserve. Nature in Singapore, 17: e2024076. DOI: 10.26107/NIS-2024-0076.
8. Commestibilità di Cyathus striatus con approfondimenti sulla sua bioattività: THE STRIATINS-NEW ANTIBIOTICS FROM THE BASIDIOMYCETE CYATHUS STRIATNS (Hubs. ex PERS.) di diversi autori: WILLD. T. ANKE and F. OBERWINKLER, W. STEGLICH, G. HOFLE.
9. Specie simili a Cyathus striatus: Mycosphere Revision of the genus Cyathus (Basidiomycota) from the herbaria of northeast Brazil
Cruz RHSF, Assis NM, Silva MA and Baseia IG; Fungi of Temperate Europe Vol. 2 di Thomas Læssøe e Jens Henrik Petersen.
Last Updated on 15/01/2026 by Alfonso Conti

