
Perché tanti strani Boleti nei boschi ma pochi Porcini?
É la domanda più ricorrente del periodo estivo. La domanda che ogni giorno almeno un paio di utenti delle nostre varie chat Telegram o Whatsapp mi pongono, con tanto di foto allegate di “strani boleti”, “strani Porcini” che Porcini non sono, pur somigliandogli molto: Perché tanti strani Boleti nei boschi ma pochi Porcini?
Perché è il loro periodo!
Perché, per quanto possa sembrare strano, se piove, e pure molto, l’estate è la stagione più prolifica per i funghi di molte varie specie e nel corso del 2024, tra una vampata di calore e l’altra, di piogge, anche copiose non ne sono certo mancate.
Ne è riprova il fatto che, tra gli ultimi giorni del mese di Luglio ed i primi di Agosto 2024, una importante avvezione calda africana ha portato temperature roventi su tutta la nostra penisola ma, al contempo, non è mancata l’instabilità pomeridiana-serale sui monti o sul Nord Italia anche fino in pianura.
Si tratta di Anticicloni che sono più che altro vere e proprie Avvezioni Calde innescate dalla discesa di masse d’aria fresca o anche fredda-instabile, verso i settori Sudoccidentali europei, spesso in pieno Atlantico tra Azzorre e Portogallo. La risposta calda alla discesa fredda, provoca le roventi impennate termiche sui settori centrali europei, quindi verso l’Italia.
Avvezioni che però non hanno lunga durata e che, appena cedono il passo alle più fresche correnti Atlantiche, lasciano spazio ad importanti fasi temporalesche con forti raffiche di vento, temporali imponenti con anche Supercelle temporalesche che oltre a dispensare fortissime raffiche di vento orizzonte o verticale, portano anche grandinate e piogge monsoniche, così com’è accaduto a Torino e svariate altre località del Nord, con alcune fasi fortemente temporalesche al Centro-Sud.
L’ultima fase instabile conclusasi Giovedì 8 Agosto 2024, la dispensato piogge provvidenziali in Sicilia, dove però lo scotto da pagare per tanta anelata pioggia, sono stati allagamenti e danni da vento e fulmini.
Qua e là è piovuto assai intensamente da Nord a Sud e, i boschi così ben bagnati, a tratti anche zuppi d’acqua, in un contesto precedentemente assai caldo, non hanno potuto far altro che registrare importanti nascite di funghi d’ogni sorta, in particolar modo di strane boletacee, strani Boleti, strani funghi che somigliano a Porcini ma che Porcini non sono.
Dunque, Perché tanti strani Boleti nei boschi ma pochi Porcini?
Perché i Porcini sono funghi “strani”, funghi un po’ schizzinosi, delicati, esigenti.
► In molti mi hanno domandato: «Perché quest’anno tanti Boleti strani sì e gli altri anni no?»
Perché gli anni passati faceva caldo ma non si verificavano temporali ogni 3×2. Non pioveva ogni 2/3/4 giorni e per giunta anche copiosamente! Gli anni passati c’era forte siccità estiva anche al Nord.
I Porcini sono funghi che amano il caldo ma non gli eccessi di calore. Amano l’umido ma non l’eccesso di acqua. Amano il fresco ma non il freddo. Insomma sono funghi che amano le mezze misure e non certo le stramberie che quotidianamente dispensa questo pazzo clima d’estate moderno.
La maggior parte tra le 4 Specie di fungo Porcino adorano gli shock termici (tra un attimo ti spiego di cosa si tratta esattamente). Le 4 specie di Porcino ti ricordo che sono:
- Porcino Rosso-Pinicola (Boletus pinophilus), tipicamente primaverile-autunnale
- Porcino Estivo-Estatino (Boletus reticulatus/aestivalis), tipicamente estivo
- Porcino Nero-Bronzino (Boletus aereus), tipico dei periodi caldi con shock termici
- Porcino Chiaro Autunnale (Boletus edulis), tipico dell’autunno, ama l’umido, odia gli eccessi
Gli shock termici sono improvvisi cambi di stato tra temperature e umidità, repentini passaggi dal caldo al fresco o freddo, di breve durata, con ritorno abbastanza rapido al caldo preesistente, con piogge anche accompagnate da grandinate, purché non distruttive, che non danneggiano le chiome degli alberi, quindi grandine fine o poco fitta.
Le nascite di Porcini a seguito di questi shock termici avvengono perché, questi improvvisi e repentini cambi di temperature e umidità, stimolano le spore, in particolar modo le cosiddette “spore di resistenza” o “endospore” a schiuderli e germinare. Affinché la germinazione vada a buon fine e si formino neonati miceli primari, che non muoiano appena nati, occorre che vi sia buona idratazione nel suolo-lettiera, ma soprattutto che non arrivi improvviso il vento secco o il caldo torrido (caldo secco rovente) che possa far disidratare i deboli e fragili miceli neonati.
Se a fronte di una pioggia di almeno 15/20 mm, segue una fase di cieli coperti, assenza di venti e magari anche altre piogge, anche di solo 1 millimetro o poco più, la germinazione e radicazione delle spore va quasi certamente a buon fine, si formano nuovi miceli primari che, incontrando altri miceli primari, neonati o adulti, quindi preesistenti, danno luogo a fenomeni riproduttivi che inizieranno in sordina e che daranno i primi frutti (corpi fruttiferi) non meno di una decina-dozzina di giorni dopo la schiusa delle spore.
Se il clima rimane caldo ma non torrido, non eccessivamente secco (che metterebbe a rischio la sopravvivenza dei miceli superficiali), meglio se adeguatamente umido, allora, quasi all’unisono, avverrano le nascite dei tanto desiderati Porcini che allieteranno le nostre uscite a funghi.
Allora perché Boleti strani sì ma Porcini no?
Perché come già detto, i Porcini sono funghi “strani”, più che altro assai esigenti. Funghi che non amano le mezze misure, che non vogliono avere “il piede bagnato”, che sono facilmente attaccabili da muffe, batteri, insetti, in particolar modo lumache che, in caso di eccessi d’umidità li divorerebbero in men che non si dica.
Altri “strani boleti” sono decisamente più robusti-resistenti-coriacei. Vengono attaccati meno facilmente dalle larve, i ditteri, quei fastidiosissimi vermetti che molto spesso sono ospitati dai nostri amati Porcini, hanno una “scorza” più dura e difficile da esser bucata dalle mosche madri che non riescono perciò a depositare le proprie uova nei carpofori.
Gli “strani” poi, molto spesso sono anche funghi “igrofili”, ovvero funghi che non disdegnano gli eccessi d’umidità nel suolo, che possono perciò fruttificare anche se è piovuto da poco
I boleti alternativi assai frequantemente possono iniziare a fruttificare anche a ridosso delle piogge e persino se piove frequentemente, anche quasi tutti i giorni.
Viceversa i Porcini in senso stretto, necessitano sempre di fasi “refrattarie” senza piogge, tra un evento piovoso e l’altro, ideali sarebbero gli eventi piovosi di un paio di giorni ogni 2/3 settimane.
I boleti “strani” adorano il caldo-umido, l’effetto serra. Adorano quando c’è molta afa ma, se nati in pieno periodo umido, possono anche sopportare alcuni giorni ancora di caldo torrido, poi anche loro cessano di nascere e vegetare se nel frattempo non sopraggiungono altri temporali ma, se questi tornano dopo 2 massimo 3 giorni di caldo-secco, allora possono continuare a fruttificare senza subire particolari danneggiamenti.
L’estate 2024 si sta rivelando proprio un’estate calda-torrida ma con frequenti fasi temporalesche come evidenziato in apertura. Clima decisamente ideale per questi strani boleti che in molti ancora non conoscono.
Grandi buttate di Boleti sconosciuti
Chi si è recato in vacanza in Trentino Alto Adige, in Valle d’Aosta, alto Piemonte, Valtellina-Orobie o sulle Dolomiti, ci ha riferito di aver visto veri e propri “tappeti” di funghi boletoidi strani, mai visti prima. Ci hanno contattati, inviato foto e chiesto cosa dianime fossero tutti quegli “strani funghi”.
Per scoprirne il nome, nulla di più semplice che consultare il nostro ATLANTE DEI FUNGHI dove abbiamo già recensito un centinaio di specie fungine più diffuse, più note o più caratteristiche d’Italia.
Un vero e proprio Atlante-on-line in cui trovi dettagliatissime info su ogni specie fungina che abbiamo trovato, raccolto, ispezionato, analizzato, studiato e fotografato e, quando i nostri contatti, i nostri followers ci hanno inviato foto davvero belle, queste le abbiamo inserite assai volentieri nei nostri articoli, nelle nostre schede monotematiche dedicate a queste specie fungine recensite.
► Una curiosità → In molti tra i nostri lettori, ci hanno domandato se questi Boleti alternativi si possono considerare dei “Funghi spia” dei Porcini. La risposta è nì. Sì e no.
Alcuni di questi Boleti nascono in quantità subito dopo ottime piogge e continuano a vegetare fin tanto che i suoli rimangono adeguatamente umidi, cessando le fruttificazioni appena i suoli-lettiere si fanno più asciutti. A quel punto, possono iniziare le nascite dei Porcini che, lo ribadiamo, non amano avere il piede bagnato.
Pertanto, è facilmente ipotizzabile, facilmente attribuire a questi Boleti un ruolo a volte importante nel darci indicazioni importanti. Come appena detto, se ci sono gli uni, difficilmente ci saranno anche gli altri.
► Un’altra curiosità → Molti tra i nostri followers ci hanno segnalato che nei boschi hanno visto terreno ben umidi, ben bagnati ma di Porcini non c’era nemmeno l’ombra.
Ecco, questo comprova il fatto che i Porcini non amano avere il piede bagnato e che, ancora troppe errate convinzioni circolano tra i cercatori di funghi. I Porcini NON AMANO i boschi troppo umidi, men che mano bagnati. Come già detto, se c’è troppa umidità, le lumache, soprattutto le Limacce (lumache senza guscio) farebbero festa. Banchetti luculliani a base di Porcini. Con aria secca e/o suoli asicutti, invece si disidraterebbero rapidamente, perciò rimangono rintanante nelle proprie tane.
Il fatto che per trovare Porcini occorra che piova a volontà, è una leggenda metropolitana frutto di antiche convinzioni errate. Ne è riprova il fatto che tra Maggio-Giugno e parte di Luglio è piovuto quanto non accadeva da anni e, tra le mille piogge cadute sono nati pochissimi Porcini, quasi nulla al Nord bersagliato dalle piogge più frequenti e spesso anche fredde.
QUALI SONO I BOLETI STRANI CHE TROVIAMO NEI BOSCHI IN ESTATE?
Per primo ti segnalo i BOLETI AMARI
Due le specie tipiche dei mesi estivi: il Porcino del Fiele e il Porcino Amaro, 2 nomi che sono tutto dire.
Il Porcino del Fiele non è tossico, ma è così amaro che se lo mangi, il suo cattivissimo gusto ti rimarrà impresso a lungo. Il suo nome scientifico è: Tylopilus felleus, il Porcino amaro; questo fungo ama il caldo e ama la pioggia, di solito fruttifica tra Agosto e Ottobre, tanto tra le conifere, quanto tra le caducifoglie. In piena estate abbonda nelle Abetaie del Nord, soprattutto nei boschi di Abete rosso e tra i Faggi.
Lo vedi, esulti, ti avvicni e immagini si tratti di uno Porcino estivo per via del fitto reticolo presente sul gambo ma, osservandolo meglio ti accorgi che ha la spugna bianca che se toccata diventa subito rosa, rosa anche negli adulti, anche se non viene contusa. Ha il cappello chiaro, color camoscio-cammello, vellutato. Se ne assaggi anche solo una piccolissima porzione, mettendolo tra i denti e masticandolo appena senza ingoiarlo, senti immediatamente un forte sapore amorissimo.
Il metodo è tuttavia decisamente empirico e non scientifico, dal momento che vi sono alcune colonie di questo fungo che, in base al tipo di suolo e ambiente possono risultare addirittura dolci, perciò non amare o comunque poco amare. Ad oggi non è dato di sapere con certezza se si tratta di specie simili-affini-alternative o di semplici variazioni sul tema gusto-sapore dovuta appunto a differenti habitat di crescita.
Amaro è anche il consimile Gyroporus castaneus o fungo Castagnino, vegeta in piena estate-inizio autunno sia tra le conifere che tra le latifoglie, soprattutto Castagno, Faggio e altre specie tipiche dei nostri boschi misti. Predilige terreni acidi perciò risulta meno comune al Centro-Sud Italia.
Amaro pure il Caloboletus calopus, un fungo che nell’estate 2024, in molti cercatori hanno segnalato esser presente in grandi quantità nei boschi di tutto il Triveneto. Fungo non commestibile-tossico che in molti scambiano per il più noto Rubroboletus satanas – il porcino malefico, Boleto che però non cresce sulle Alpi-Appennino, ma solo in boschi caldi-termofili-mediterranei e soprattutto non tra Abeti o Faggi.
Un altro Boelto strano che risulta assai ben presente nell’estate 2024, talvolta persino tappezzante, è il Gyroporus cyanescens, un Boleto assai simile ad un Porcino, ingannevole, ti attira e ti delude perché appena lo osservi meglio scopri che ha il cappello “tomentoso” ovvero ricoperto da una specie di peluria-scagliette ma soprattutto che ti lascia di stucco se lo tocchi perché, appena lo sfiori si offende e diventa immediatamente blu. Se poi lo tagli, peggio ancora, diventa tutto azzurro-blu in men che non si dica, non a caso si chiama Cianescente = che diventa color cyano.
Tra i Boleti che cambiano immediatamente di colore appena toccati, c’è anche il Cyanoboletus pulverulentus – il Boleto bluastro, questo però è un boleto che non vegeta sui monti ma solo in ambienti caldi, meglio se mediterranei-collinari, anche se non termofili ma mesofili.
Blu diventa anche un altro fungo che cambia di suffisso a seconda dell’habitat in cui si trova. In Inglese è detto il Boleto del burro, per via della somiglianza con il burro di malga del suo gambo e spugna. Si chiamano Butyriboletus, una nuova specie fungina di recente istituzione. Butyriboletus appendiculatus, è assai comune nei boschi termofili-collinari soprattutto con Querce, il suo gemello diverso Butyriboletus subappendiculatus con suffisso sub- è invece tipico degli ambienti mesofili montani, freschi-umidi, soprattutto dei boschi di Abete bianco o misti Abete-Faggio.
Tra i Boleti cambia-colore in estate abbonda anche il Porcino dal Piede Rosso (Neoboletus erythropus o Boleto dal Piede Rosso-Ferè), il fungo che più di tutti “umilia” la categoria dei micologi che, ad oggi non sono ancora stati capaci di trovare un nome scientifico univoco per questa Specie fungina che alcuni chiamano con l’epiteto “erythropus“, altri “praestigiator“, altri ancora “luridiformis” e ognuno disconosce l’attribuzione altrui. Per non far un torto a nessuno, noi lo chiameremo semplicemente Erythropus come lo si è sempre chiamato o più semplicemente con il suo nome comune (usare il termine volgare ci pare volgare!) di Boleto dal piede rosso.
Non contenti delle dispute sul nome, ci sono poi anche i sosia, in primis il Suillellus luridus, anch’esso tipicamente estivo e anch’esso molto simile ad un Porcino e a un Boleto dal piede rosso ma il suo gambo non è rosso! Un caos! Con i Boleti è davvero ancora tutto un caos e non c’è ancora verso di mettere un ordine definitivo in questa travagliata famiglia e genere.
Ci sono poi anche altri funghi che in piena estate, se piove, possono risultare abbondanti o persino abbondantissimi. Gli Xerocomus-Xerocomellus e compagnia bella.
Uno tra tutti, il più comune dell’estate 2024 è lo Xerocomus subtomentosus – Il Boleto scamosciato, assai simile ad un Porcini estivo, ma con gambo smilzom così come smilzo assai frequentemente è anche il gambo del Porcino estivo. Confusione! Arrivano decine di messaggi. Non ci si capisce nulla. Porcino estivo o Xerocomus-Pinaiolo? Già perché gli Xerocomus molto spesso vengono definiti Pinaioli-Pinaroli-Castagnini-Castanelli. Quel che è certo è che se piove molto, loro abbondano nei boschi al posto dei Porcini.
Xerocomus pruinatus è un altro Castanello che d’estate abbonda soprattutto nei boschi di Faggio, subito dopo abbondanti piogge.

Infine altra specie fungina tipicamente tardo estiva-autunnale che abbonda se piove molto è il Badius. Altro fungo che ha subito cambi di nome, oggi è scientificamente detto: Imleria Badia, Boletus Badius, Castanello, domani chissà? Noi lo chiamiamo semplicemente Badius o Pinaiolo.
Alcuni lo demonizzano perché sarebbe responsabile di assorbire sostanze tossiche dal terreno (oggi con gli inquinanti che dilagano, quale fungo non li assorbe?), anche sostanze radioattive ma, studi certosini delle varie Arpa italiane hanno dimostrato che gli accumuli di Cesio in questa specie sono davvero tutt’altro che pericolosi per il consumo umano. Paradossalmente accumuliamo più “porcherie tossiche” bevendo vini alterati-corretti-trattati che non mangiando questa specie fungina (senza contare tutti gli antibiotici-conservati contenuti in moltissimi cibi, insieme con diserbanti e fertilizzanti vari, oltre che antimicotici). Oltretutto per raggiungere la soglia minima di pericolo, occorrerebbe mangiare quantitativi spropositati di questo fungo, perciò smettiamola di raccontare sta favoletta della loro pericolosità, gratuitamente.
Concludendo, la sostanza è che mancano ancora le grandi buttate di Porcini ma non è così per tutti
Come segnalato dal nostro Semaforo dei Fungi e dalle Mappe Nascite Funghi della nostra homepage, nelle ultime settimane ci sono state piogge che, dove sono state adeguate, hanno innescato buone nascite di funghi.
Sono passate un po’ in sordina, anzi quasi ignorate alcune ottime buttate. La più clamorosa quella di Porcini Neri_Aereus delle province di Isernia-Chieti. Segnata da Funghimagazine, in molti non ci hanno creduto e se la sono persa, salvo contattarmi a buttata finita per chiedermi lumi.
É capitato qualcosa di simile anche in Appennino settentrionale. Anche in questo caso buttata di Porcini estivi clamorosa, spesso ignorata perché i più erano concentrati a organizzare le partenze per le ferie estive. In zona ci sono ancora nascite ma al momento meno buone rispetto a prima, spesso funghi già adulti.
In Liguria cessate le nascie a Levante, ora riprendono a Ponente.
E sulle Alpi? Gli edulis arrivano o no?
Per le nascite degli edulis tutto è in ballo. Tutto ancora incerto. Servono le piogge ma servono anche giornate calde ma senza eccessi. Ricordo che per gli edulis occorre un range di temperature ideali comprese tra 14° di minima e 24° di massima, con temperature più basse o più alte, se per più giorni, diminuiscono drasticamente le probabilità di avere buone nascite di edulis, talvota assensa totale.
Sta andando leggermente bene in Trentino Alto Adige, oltre i 1500/1600 dove il caldo non è eccessivamente rovente come nel fondovalle di Trento e Bolzano dove frequentemente si raggiungono i 35/38°C. Buona da poco la situazione anche in Lombardia tra Orobie e Retiche ma, qua le nascite sono a macchia di leopardo così come lo sono state le piogge.
Dov’è piovuto e ora non c’è caldo torrido, nascono di già gli edulis, dov’è piovuto poco o fa troppo caldo non nasce ancora nulla così come accade in varie zone del Piemonte ed ora anche della Valle d’Aosta dov’è giunto il caldo eccessivo e sono diminuite o cessate le nascite.
Ti ricordo che in homepage trovi ogni mattina le indicazioni sulle nascite di funghi e previsioni meteo per il giorno in corso, per il giorno dopo e linea di tendenza per i prossimi giorni.
Last Updated on 25/02/2026 by Redazione FM

