Helvella lacunosa, l’imbucata mimetica tra le Trombette da Morto

Helvella lacunosa
Helvella lacunosa
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Helvella lacunosa Afzel. 1783

Helvella lacunosa scheda illustrativa
Helvella lacunosa scheda illustrativa

DESCRIZIONE SOMMARIA

Qual è il colore prevalente?

I colori di Helvella lacunosaNell’arcobaleno dei funghi: → Bruno scuro, Seppia o nerastro, Grigiastro (Mitra). Biancastro-crema con macchie giallastre, Bruno-grigio o Nerastro concolore (Gambo).

Come riconoscere al volo Helvella lacunosa?

Ho trovato uno stranissimo fungo di colore tendente al nero che si mimetizzava tra le Trombette da morto, con un cappello a lobi ondulato e un gambo tutto scanalato. Devo avere paura di questo fungo? Di che specie si tratta?

Helvella lacunosa, detta anche Elvella grigia, è un fungo dall’aspetto curioso con cappello (mitra) lobato scuro, quasi nero, e gambo più chiaro profondamente scanalato. Di frequente si mimetizza tra le Craterellus cornucopioides (Trombette da morto), con cui condivide habitat e stagione. Non è tossica, ma molto pericolosa se non è ben cotta.

Sinonimi obsoleti1:

Costapeda lacunosa (Afzel.) Falck, Śluzowce monogr., Suppl. (Paryz) (1923)
Helvella cinerea (Afzel.) Rea, Trans. Br. mycol. Soc. (1928)
Helvella costata Berk., in Phillips, British Discomycetes (1879)
Helvella infula var. nuda (Afzel.) Pers., Syn. meth. fung. (Göttingen) (1801)
Helvella lacunosa f. alba Dähncke, in Dähncke & Innocenti, Cantarela (2006)
Helvella lacunosa var. cerebriformis Chenant., Bull. Soc. Sci. Nat. Ouest, sér. 4 1: 75 (1921)
Helvella lacunosa var. javanica Penz. & Sacc., Malpighia (1902) [1901]
Helvella lacunosa var. major Gillet, Champignons de France, Discom. (1879)
Helvella lacunosa var. minor Gillet, Champignons de France, Discom. (1879)
Helvella lacunosa var. pallida Afzel., in Saccardo, Syll. fung. (Abellini) (1889)
Helvella lacunosa var. sulcata (Afzel.) S. Imai, Sci. Rep. Yokohama Natl. Univ., Sect. (1954)
Helvella lacunosa var. tricuspidata Krombh., Naturgetr. Abbild. Beschr. Schwämme (Prague) (1834)
Helvella leucophaea Pers., Syn. meth. fung. (Göttingen) (1801)
Helvella manacella Schaeff. [as ‘Elvela‘], Fung. bavar. palat. nasc. (Ratisbonae) (1774)
Helvella mitra Schaeff. [as ‘Elvela‘], Fung. bavar. palat. nasc. (Ratisbonae) (1774)
Helvella mitra var. alba Bull., Hist. Champ. Fr. (Paris) (1791)
Helvella mitra var. albicans Pers., Mycol. eur. (Erlanga) (1822)
Helvella mitra var. cinerascens Pers., Mycol. eur. (Erlanga) (1822)
Helvella mitra var. communis Alb. & Schwein., Consp. fung. (Leipzig) (1805)
Helvella mitra var. fulva Bull., Hist. Champ. Fr. (Paris) (1791)
Helvella mitra var. fusca Bull., Hist. Champ. Fr. (Paris) (1791)
Helvella mitra var. monacella (Schaeff.) Pers., Syn. meth. fung. (Göttingen) (1801)
Helvella mitra var. nigrescens Pers., Mycol. eur. (Erlanga) (1822)
Helvella mitra var. nuda Afzel., K. svenska Vetensk-Akad. Handl., ser. (1783)
Helvella mitra var. pratensis Alb. & Schwein., Consp. fung. (Leipzig) (1805)
Helvella monacella Schaeff. [as ‘Elvela‘], Fung. bavar. palat. nasc. (Ratisbonae) (1774)
Helvella pallescens Schaeff. [as ‘Elvela‘], Fung. bavar. palat. nasc. (Ratisbonae) (1774)
Helvella subcostata Cooke, Mycogr., Vol. 1. Discom. (London) (1876)
Helvella sulcata Afzel., K. svenska Vetensk-Akad. Handl., ser. (1783)
Helvella sulcata f. cinerea Fr., Syst. mycol. (Lundae) (1822)
Helvella sulcata f. fusca Fr., Syst. mycol. (Lundae) (1822)
Helvella sulcata var. cinerea (Afzel.) Bres., Fung. trident. (1892)
Helvella sulcata var. crispata Grelet, Bull. Soc. bot. Centre-Ouest, Nouv. sér. (1933)
Helvella sulcata var. fusca (Afzel.) Pers., Syn. meth. fung. (Göttingen) (1801)
Helvella sulcata var. gracilior Grelet, Bull. Soc. bot. Centre-Ouest, Nouv. sér. (1933)
Helvella sulcata var. lachnopoda Pat., Bull. Soc. mycol. Fr. (1902)
Helvella sulcata var. leucopus Grelet, Bull. Soc. bot. Centre-Ouest, Nouv. sér. (1933)
Helvella sulcata var. minor Clem., in Pound & Clements, Bot. Surv. Nebraska (1896)
Helvella sulcata var. pallens Pers., Syn. meth. fung. (Göttingen) (1801)
Helvella sulcata var. pallescens (Schaeff.) Fr., Syst. mycol. (Lundae) (1822)
Helvella sulcata var. pallidipes Boud., Hist. Class. Discom. Eur. (Paris) (1907)
Helvella sulcata a fusca Afzel., K. svenska Vetensk-Akad. Handl., ser. (1783)
Helvella sulcata ß cinerea Afzel., K. svenska Vetensk-Akad. Handl., ser. (1783)
Krombholziella leucophaea (Pers.) Imler, Bull. Soc. mycol. Fr. (1938)
Lachnea leucophaea (Pers.) P. Karst., Not. Sällsk. Fauna et Fl. Fenn. Förh. (1871)
Phallus brunneus Batsch, Elench. fung. (Halle) (1783)

Helvella lacunosa Afzel. 1738

Divisione: Ascomycota
Classe: Pezizomycetes
Ordine: Pezizales
Famiglia: Helvellaceae
Genere: Helvella
Specie: lacunosa
Nome italiano: Cappello del prete, Elvella grigia o nera,
Tipo nutrimento: SAPROFITA 🌳🌲🪵
Periodo vegetativo: Autunno inoltrato, fino ai primi rigori invernali
Commestibilità o Tossicità: COMMESTIBILE CON RISERVA ⚠️

🌐 NOMI INTERNAZIONALI

  • Basco: Mitra beltz
  • Bulgaro: Сиво-черна бучка
  • Catalano: Orella de gat negra, Orella de llebre negra
  • Ceco: chřapáč jamkatý
  • Cinese: 多窪馬鞍菌
  • Estonia: Tume helvell
  • Finlandese: Mustamörsky
  • Francese: Helvelle lacuneuse
  • Gallese: coesyn rhychog du
  • Giapponese: クロノボリリュウ
  • Georgiano: უნაგირასოკო
  • Inglese: slate grey saddle, fluted black elfin saddle
  • Islandese: Sortuhnuðla
  • Lituano: Urvuotoji alvytė
  • Lettone: Dobais rumpucis
  • Norvegese: mørk høstmorkel
  • Olandese: Zwarte kluifzwam
  • Polacco: Piestrzyca zatokowata
  • Rumeno: zbârciog negru
  • Slovacco: chriapač jamkatý
  • Svedese (Svenska): Svart hattmurkla
  • Slesiano: Svart hattmurkla
  • Tedesco: Gruben-Lorchel
  • Ungherese: Szürke papsapkagomba
  • Vallone: Noere oraye di tchet

🇮🇹 Nomi comuni italiani

Helvella lacunosa è un fungo piuttosto comune nei boschi italiani, dove fruttifica nei periodi freschi. Nonostante la sua ampia diffusione, passa spesso inosservato a causa dei colori mimetici, che lo confondono tra le foglie scure in decomposizione. La maggior parte delle persone ignora la sua esistenza, mentre nella letteratura micologica è noto con diversi nomi comuni, più presenti sulla carta che nell’uso reale.

Viene descritto come Orecchia di Gatto, per la forma che ricorda un orecchio o una sella arricciata, oppure Elvella grigia o Elvella nera. Altri nomi diffusi sono Sella grigia o Sella nera, utilizzati per distinguerlo dal simile Helvella crispa, che invece presenta colori chiari e biancastri.

🔎 Per maggiori informazioni su Helvella crispa e su come distinguerla, consulta la nostra scheda dettagliata ► Helvella crispa (Helvella increspata). Ma prima, continua a leggere… 🍄

Di seguito, alcuni nomi utilizzati nelle tradizioni locali italiane:

Helvella lacunosa non ha nomi dialettali specifici, ma condivide appellativi generici usati per varie specie del genere Helvella. In Lombardia è chiamato Capèl da pret o Capèi de pret. In Emilia-Romagna è noto come Berretta de prete, Capèl da prit e Urcêli. In Liguria viene identificato come Aureglietta nera o Aureglietta sauvagia. In Toscana è conosciuto come Radicchia, mentre i micologi locali lo chiamano Spugnola lacunosa. In Umbria è noto con il nome di Cappelletto.

🗣 Etimologia

L’epiteto lacunosa di Helvella lacunosa deriva dal latino lăcūnā, che significa “cavità” o “carenza”, in riferimento alle profonde scanalature del gambo o alla sua struttura cava.

Il nome del genere Helvella proviene dall’antico termine helvélla, che originariamente indicava un’erba aromatica dalla forma arricciata. Il legame con i funghi di questo genere deriva dall’aspetto ondulato e crespo caratteristico di molte specie appartenenti a Helvella.

😜👄In italiano, l’epiteto “lacunosa” di Helvella lacunosa va pronunciato come “la-cu-no-sa”, con l’accento sulla seconda sillaba (“cu”). La pronuncia completa del nome scientifico sarà “El-vè-lla la-cu-nò-sa”, con l’accento sulla seconda “e” di Helvella e sulla seconda sillaba di lacunosa.

🈂 Traduzioni in italiano dei nomi internazionali di Helvella lacunosa

La maggior parte dei nomi comuni internazionali di Helvella lacunosa fa riferimento alle sue caratteristiche visive distintive, come le cavità sul gambo o la forma arricciata del cappello. Molti di questi nomi includono il termine generico “fungo” seguito da descrittori che ne evidenziano la struttura, paragonandolo a una sella, un orecchio o una cavità. In alcuni casi, tuttavia, viene erroneamente associato al genere Morchella.

Di seguito, alcune traduzioni nelle diverse lingue:

  • Basco: “Mitra nera”.
  • Bulgaro: “Fungo grigio-nero” o “Massa grigio-nera”.
  • Catalano: “Orecchia di gatto nera” (simile al termine italiano) o “Orecchia di lepre nera”.
  • Ceco: “Fungo dal gambo lacunoso” o “Fungo lacunoso” (simile anche in slovacco).
  • Cinese: “Fungo a sella lacunoso”.
  • Estone: “Helvella scura”.
  • Finlandese: “Fungo tenero nero” o “Nero di palude” (quest’ultimo riferito all’habitat umido e sabbioso).
  • Gallese: “Fungo ondulato nero”.
  • Giapponese: In giapponese, Helvella lacunosa è comunemente chiamata クロノボリリュウ (Kuro-nobori-ryū), che significa “drago nero ascendente”. Questo nome deriva dalla forma arricciata e sinuosa del fungo, che ricorda un drago in ascesa, e dal suo colore scuro. Il termine “クロ” (kuro) significa “nero”, “ノボリ” (nobori) significa “ascendente” o “che sale”, e “リュウ” (ryū) significa “drago”. Quindi, il nome descrive poeticamente l’aspetto del fungo.
  • Georgiano: “Fungo a forma di corno”.
  • Inglese: “Sella grigia ardesia” o “Sella degli elfi nera con gambo lacunoso”.
  • Islandese: “Fungo a corno nero” o semplicemente “Corno nero”.
  • Lituano: “Fungo lacunoso”.
  • Lettone: “Fungo con gambo lacunoso” o “Fungo scuro lacunoso”.
  • Norvegese: “Morchella scura autunnale”.
  • Olandese: “Fungo a zoccolo nero”.
  • Polacco: “Gyromitra lacunosa”.
  • Rumeno: “Morchella nera” o “Morchella nera arricciata”.
  • Svedese: “Morchella con cappello nero”.
  • Tedesco: “Morchella lacunosa”.
  • Ungherese: “Fungo grigio a cappello di prete”.

🌍 LA DISTRIBUZIONE di HELVELLA LACUNOSA

Distribuzione globale di Helvella lacunosa, un fungo versatile tipico dei boschi temperati

Helvella lacunosa è un fungo ampiamente distribuito nelle regioni temperate di tutto il mondo, grazie alla sua capacità di adattarsi a diversi ambienti.

In Europa, è presente in numerosi paesi, dalle regioni settentrionali come la Scandinavia e il Regno Unito fino a quelle meridionali come Italia, Svizzera, Francia e Spagna, dove cresce in boschi di latifoglie o misti, spesso in ambienti montuosi e umidi.

In Nord America, la specie è diffusa negli Stati Uniti e in Canada, soprattutto nelle foreste temperate, con un ciclo di crescita autunnale simile a quello europeo.

In Asia, è stata segnalata in diverse aree, tra cui il Giappone, dove il clima temperato e umido ne favorisce lo sviluppo.

In generale, Helvella lacunosa predilige boschi freschi e umidi, ma dimostra una notevole adattabilità, colonizzando anche ambienti con condizioni simili in altre parti del mondo.


🌲🌳HABITAT / ECOLOGIA2

L’HABITAT🌲🌳di Helvella lacunosa

L’habitat ideale per l’Orecchia di gatto o Sella Grigia🌲🌳🌿🍂

Helvella lacunosa è un fungo saprofita che prospera in ambienti umidi e freschi, grazie alla sua notevole capacità di adattamento. È una specie sinantropica – in grado di colonizzare ambienti modificati dall’uomo – come campi coltivati, parchi cittadini e giardini domestici. Tuttavia, è altrettanto comune in contesti naturali, tra cui radure, margini di sentieri boschivi e boschi di latifoglie o conifere.

Predilige terreni sabbiosi o bruciati, ricchi di materia organica in decomposizione e detriti legnosi. Cresce sia in piccoli gruppi che come esemplare isolato. La fruttificazione avviene prevalentemente in autunno e può proseguire fino ai primi freddi invernali. In alcune regioni, tuttavia, può comparire anche in primavera, dimostrando una spiccata capacità di fruttificare in presenza di temperature ottimali comprese tra +12 e +24°C.

Si sviluppa particolarmente bene su terreni ben drenati e leggermente ombreggiati, dove le temperature si mantengono moderate. È invece meno comune in ambienti eccessivamente caldi o secchi, preferendo condizioni di freschezza e umidità costanti, fondamentali per il suo sviluppo.

In Italia si trova principalmente nelle zone golenali e nelle pianure fluviali sabbiose e umide, all’interno di ecosistemi igrofili. È spesso associata a pioppo tremulo (Populus tremula), pioppo bianco (Populus alba), salice bianco (Salix alba) e olmo (Ulmus spp.), condividendo gli habitat tipici delle Morchelle (Morchella spp.) o Spugnole, con cui presenta preferenze ecologiche simili.

💥🍄 Non è raro trovare esemplari di Helvella lacunosa “imbucati” tra le Trombette da morto (Craterellus cornucopioides), con cui condivide habitat igrofili o suoli sabbiosi, caratterizzati da spesse lettiere in decomposizione e alta umidità.
I suoi colori, spesso identici a quelli delle Trombette, possono facilmente trarre in inganno, portando alla raccolta involontaria di alcuni esemplari, scambiati per Craterellus. È già successo diverse volte a nostri conoscenti o membri della nostra chat Telegram, che si sono accorti dell’errore solo al momento del taglio della base del gambo con il coltello, quando H. lacunosa ha sprigionato un forte odore sgradevole, simile a cadaverina.

►Leggi la dettagliata scheda dedicata alle:  Morchelle/Spugnole.

💥🍄 Un membro antico e adattabile degli Ascomiceti
Helvella lacunosa appartiene alla classe degli Ascomiceti, uno dei gruppi fungini più antichi e versatili. Gli Ascomiceti sono in grado di colonizzare una vasta gamma di ambienti terrestri, comprese le condizioni più estreme, come quelle polari, dove si manifestano sotto forma di licheni, frutto della simbiosi tra un fungo e un’alga.
Questo gruppo include una straordinaria varietà di forme, molte delle quali sorprendenti e spettacolari, attirando l’attenzione dei ricercatori per la loro diversità e unicità. Tra gli Ascomiceti più noti e apprezzati in ambito gastronomico spiccano le Morchelle (Morchella spp.), funghi pregiati per il loro sapore raffinato e caratteristico.

💥🍄 Gli Ascomiceti appartengono al phylum Ascomycota, un gruppo caratterizzato dalla presenza di aschi, strutture a forma di sacca all’interno delle quali si sviluppano le ascospore durante la riproduzione sessuale. Con oltre 64.000 specie conosciute, rappresentano il phylum più vasto tra i funghi, comprendendo sia organismi macroscopici, come tartufi e spugnole (Morchella spp.), sia microscopici, come i lieviti.

💥🍄 Le spore degli Ascomiceti maturano all’interno dell’asco, una struttura distintiva che ha dato il nome a questo gruppo. Questo li differenzia dai Basidiomiceti, che includono generi come Boletus e Tricholoma, noti come “funghi a spugna” o “funghi a lamelle” per la diversa morfologia del loro corpo fruttifero.

💥👄 Il termine Ascomicete deriva dal greco antico ἄσκος (áskhos, “sacca”) e μύκης (mýkēs, “fungo”), con l’aggiunta del suffisso -ete, che indica appartenenza. Il significato letterale è quindi “fungo con aschi” o “fungo della sacca”.

⛔️ Le nuove specie di funghi, che fino ad ora ci erano sconosciute, vanno raccolte solamente se si è accompagnati da cercatore esperto e vanno fatte vedere ad un Ispettore ASL o Micologo professionista, non al proprio vicino di casa! ⛔


🔎 SEGNI DISTINTIVI / CARATTERISTICHE

COME RICONOSCERE Helvella lacunosa

Questo ascocarpo si compone di due parti macroscopicamente ben distinti: la “mitra“, ovvero la parte fertile che produce le spore, e il gambo che la sostiene.

La mitra di questo ascoma è costituita da più lobi, i cui margini si estendono verso l’esterno in modo irregolare. Le estremità di questi lobi spesso si avvicinano fino a toccarsi, creando forme simili a una sella di cavallo. Il colore della mitra varia dal bruno scuro al seppia o al nerastro, intensificandosi in presenza di umidità. La superficie esterna è liscia e finemente vellutata, mentre quella interna, anch’essa liscia, presenta una tonalità grigiastro. Le dimensioni della mitra si aggirano generalmente tra i 2 e i 4 cm.

Il gambo ha una forma cilindrica, caratterizzato da costolature spesse e ben evidenti che si espandono in alveoli (cavità) di varie dimensioni. Questo conferisce al gambo un aspetto cavernoso, sia esternamente che internamente. Il colore del gambo varia dal biancastro-crema, con macchie giallastre alla base, al bruno-grigio o grigio-nerastro, in sintonia con quello della mitra. Può raggiungere un’altezza di 5-8 cm, o anche maggiore.

La carne è fragile ed elastica, di colore bianco-grigio, priva di un odore o sapore distintivo.

Le spore hanno forma ellissoidale, liscia, con superficie ondulata, monogluttulate e vanno da ialine a brunastre. Le loro dimensioni variano tra i 17-20 x 11-14 µm, mentre gli aschi sono cilindrici, non amiloidi e ottosporici.


🍽 COMMESTIBILITA’

Tutte le principali specie del genere Helvella sono considerate commestibili con riserva, ma ESCLUSIVAMENTE dopo una lunga e adeguata cottura.

Per quanto riguarda la commestibilità di Helvella lacunosa: si tratta di una specie edibile, ma con le adeguate precauzioni. È fondamentale cuocerlo a lungo e con le dovute precauzioni. Durante la cottura, è importante evitare di inalare i vapori, motivo per cui si raccomanda di utilizzare pentole o padelle scoperte. Se si opta per una pre-bollitura, è essenziale cambiare e smaltire l’acqua di cottura. Inoltre, si consiglia vivamente di evitare di cucinare questo fungo in ambienti chiusi e non aerati.

💥 Le specie del genere Helvella, tra cui Helvella lacunosa, sono note per contenere monometilidrazina (MMH), una sostanza tossica presente anche in alcune specie di Gyromitra. La monometilidrazina è un composto altamente volatile e tossico, responsabile della sindrome giromitrica, che può causare sintomi gastrointestinali, neurologici e, nei casi più gravi, danni epatici.
La presenza di monometilidrazina (MMH) in alcune specie del genere Helvella, tra cui Helvella lacunosa, è stata oggetto di studio. Sebbene le quantità di MMH in queste specie siano generalmente inferiori rispetto a quelle riscontrate in Gyromitra, il consumo ripetuto o l’ingestione di esemplari non adeguatamente cotti potrebbe comportare rischi per la salute.
Uno studio rilevante è “Variations of Monomethylhydrazine Content in Gyromitra esculenta“ di N. List e O. Luft, pubblicato nel 1968 su Food and Cosmetics Toxicology (Volume 6, Pagine 567-575). In questo lavoro, gli autori analizzano la presenza di MMH non solo in Gyromitra esculenta, ma anche in altre specie di ascomiceti, inclusi alcuni appartenenti al genere Helvella.
Un’altra fonte è il libro “Poisonous Mushrooms of the Northern United States and Canada” di Joseph F. Ammirati, James A. Traquair e Paul A. Horgen (Università del Minnesota, 1985), che discute la presenza di composti tossici, tra cui la monometilidrazina, in diverse specie fungine, evidenziando i potenziali rischi associati al consumo di Helvella lacunosa e specie affini.

Helvella e Gyromitra dal sito Funghi d’Aspromonte

Secondo Gianni Crocè dal sito Funghi d’Aspromonte, Helvella lacunosa e altre specie dello stesso genere risultano positive alla giromitrina, sebbene la conferma definitiva richieda ulteriori studi. La giromitrina è un precursore della monometilidrazina (MMH), una delle più potenti tossine epatotossiche conosciute. In ambiente acido (come lo stomaco), la giromitrina si degrada rapidamente in MMH, la quale ha effetti citotossici sul fegato, sul sistema nervoso centrale e può provocare emolisi intravascolare.
Il sito riporta inoltre che la tossicità di Helvella è minore rispetto a quella di Gyromitra perché priva dell’inibitore del G6PD, un enzima coinvolto nella detossificazione della MMH. Tuttavia, viene sottolineato che il consumo ripetuto di Helvella può portare a fenomeni di accumulo tossico nell’organismo. Inoltre, la cottura prolungata non garantisce sempre la completa eliminazione delle tossine.
Queste fonti evidenziano la necessità di cautela nel consumo di Helvella lacunosa e altre specie affini. Sebbene sia meno tossica rispetto a Gyromitra esculenta, la presenza di monometilidrazina e il rischio di accumulo la rendono un fungo sospetto, il cui consumo non è consigliato senza adeguate precauzioni.💥

⚠️ È fondamentale non confondere Helvella lacunosa con Gyromitra esculenta, responsabile della cosiddetta “Sindrome Giromitrica“, le cui tossine rimangono presenti nel fungo anche dopo una cottura adeguata. ⚠️


⛔️ℹ️💥 É sempre consigliabile consumare funghi raccolti personalmente e sempre solo dopo un’attenta identificazione da parte di un professionista. Nel caso di incertezze sulla sua identificazione, qualora non lo si fosse mai raccolto prima, mai rivolgersi a gruppi Facebook, Social o chat varie, chiedendone l’identificazione, poiché questa è sempre complicata e può esser effettuata solamente vedendo il fungo dal vivo, possibilmente facendolo vagliare ad un micologo professionista e mai al vicino di casa.⛔️


Di seguito vediamo cosa dicono al riguardo gli autorevoli autori Nicola Sitta, Paolo Davoli, Marco Floriani e Edoardo Suriano, nella loro importante: “Guida ragionata alla Commestibilità dei Funghi“.

🔴ℹ️ Helvella sp. compreso Helvella lacunosa3

Il genere Helvella comprende alcune specie tradizionalmente consumate in varie re- gioni italiane, in particolare nei territori di pianura / collina e aree costiere. Le più consumate in assoluto sono le specie del gruppo di H. crispa e le specie primaverili prevalentemente di zone costiere o sabbiose facenti capo a H. monachella (= H. leucopus). La casistica di intos- sicazioni gastrointestinali è irrilevante rispetto all’entità del consumo alimentare.
In Spagna (2009) le specie di Helvella sono elencate fra i funghi commercializzabili ma la vendita al consumatore finale può avvenire solo dopo l’effettuazione di un “trattamento adeguato” che elimini la pericolosità dei funghi allo stato fresco. L’utilizzo alimentare di questi funghi negli ultimi decenni è stato progressivamente sconsigliato e una delle ragioni può essere ricondotta a una confusione “storica” con la casistica di intossicazioni anche mortali da Gyromitra esculenta, che in passato era denominata Helvella esculenta (!). In secondo luogo, ad aumentare la confusione, l’annosa vicenda della sostanza denominata “acido elvellico”, isolata nel 1885 da Gyromitra (Helvella) esculenta e all’epoca ritenuta responsabile della tossicità del fungo (Boehm & Kuelz 1885). Già negli anni ’40 erano però sorti dubbi sulla validità della pubblicazione ottocentesca e nel 1968 i tedeschi List & Luft giunsero alla caratterizzazione della vera sostanza responsabile della tossicità di G. esculenta, ossia l’acetaldeide N-metil-N-formilidrazone, che fu chiamata “giromitrina” (List & Luft 1968; Bresinsky & Besl 1990).
Nel corso delle indagini essi ripercorsero anche le stesse procedure di Boehm & Kuelz (1885), ottenendo l’epossido dell’acido fumarico, che ovviamente non poteva essere responsabile della tossicità di G. esculenta. List e collaboratori al proposito scrissero esplicitamente che il presunto acido elvellico di fatto non esisteva, in quanto ciò che era stato descritto nel 1885 non doveva essere altro che una miscela impura di acidi, principalmente acido fumarico. In conclusione, quindi, l’acido elvellico è una sostanza che non esiste come entità chimica, che in partenza non ha nulla a che vedere con l’attuale genere Helvella e in ogni caso, se proprio lo si volesse far coincidere con l’epossido dell’acido fumarico, esso non sarebbe affatto una sostanza tossica. La presenza di giromitrina in Helvella (soprattutto H. crispa) è invece un argomento più di recente dibattuto: il rilevamento di monometilidrazina (MMH), prodotto finale dell’i- drolisi di giromitrina e omologhi, anche se in quantitativi tossicologicamente irrilevanti, è segnalato da Andary & al. (1985) per H. crispa e H. lacunosa, mentre alcuni anni prima in H. crispa, H. lacunosa e H. elastica Stijve (1978) non aveva rilevato alcuna presenza di giromitrina, né libera né legata ad altri composti chimici.
In ogni caso l’inserimento di Helvella spp. fra i funghi potenzialmente causa di sindrome giromitrica, oltre a non trovare un chiaro appoggio a livello biochimico (visto il disaccordo fra diversi autori e le quantità di giromitrina comunque irrilevanti anche se probabilmente variabili) non può essere giustificato in assenza di una casistica di intossicazioni. La segnalazione di Milanesi (2015) si riferisce ad un fatto accaduto ad Asti che non ha neppure richiesto il ricorso a cure mediche: H. crispa cotta in minestrone con verdure in pentola a pressione, pietanza consumata da 4 persone in unico pasto, 3 consumatori su 4 dopo poche ore accusano nausea e giramenti di testa, il tutto risoltosi in poche ore spontaneamente (M. Filippa com. pers.).
Esso, per quanto interessante, per la modalità di cottura che non ha consentito l’allontanamento dei vapori, molto probabilmente non è da considerare un caso di sindrome giromitrica.
In conclusione, tutte le principali specie del genere Helvella, incluse le astipitate (vedi Pezizaceae) si possono considerare commestibili dopo completa cottura da effettuare a pentola scoperta. La prebollitura può essere considerata facoltativa.

 


‼️🍄 SPECIE SIMILI

Helvella lacunosa è un fungo di facile identificazione che, se osservato con cura non dovrebbe trarre in inganno nemmeno il cercatore meno esperto. Tuttavia esistono aclune specie congeneri di facile confusione o, nei casi più fatali e possibile scambiarlo con alcune forme di Gyromitra altamente tossiche con esiti talvolta mortali, seppur rari.

Di seguito vediamo le specie con cui è più frequentemente confuso, e che potrebbero trarre in errore un cercatore distratto o meno esperto.

Tra le specie con cui Helvella lacunosa può essere confuso, troviamo Helvella juniperi, taxon di recente creazione che cresce nei litorali sabbiosi o nelle pinete marine in presenza di cespugli di Ginepro e non solo. Macroscopicamente le due specie sono pressoché identiche e differenziabili solo dopo analisi microscopica (spore più piccole).

Il sosia per eccellenza di Helvella lacunosa
Helvella lacunosa e Helvella juniperi messi a confronto. Autori: gsharpnolack (H. lacunosa), Vasco Fachada (H. juniperi), via Wikimedia Commons

Un’altra specie simile, come già ribadito è Helvella crispa (commestibile dopo adeguata cottura). Quest’ultima è di dimensioni più grandi rispetto a H. lacunosa e presenta una mitra di colore più chiaro, biancastro-crema e il gambo sempre bianco o biancastro, anche’esso cavernoso e solcato.

Helvella spadicea (non commestibile) invece, pur avendo una mitra dello stesso colore di H. lacunosa, possiede però il gambo liscio, pieno e non costolatonè alveolato. Helvella leucopus (non commestibile) difficilmente confondibile per via del colore della mitra molto scuro, nero corvino, grigio scuro. Gambo beige, grigiastro, talvolta il colore nero-bluastro con colore scuro che può espandersi anche sulla parte alta del gambo. Primaverile, raramente autunnale, specie igrofila generalmente associata al Pioppo tremulo o altri Pioppi su terreni sabbiosi. Anche Helvella bicolor è molto simile a H. spadicea, ma ha dimensioni ridotte e gambo sempre cilindrico e liscio.

I sosia di Helvella lacunosa
I sosia di Helvella lacunosa. Autori: Vavrin (H. lacunosa), Nathan Wilson (H. crispa), Archenzo (H. spadicea), Irene Andersson (H. bicolor), via Wikimedia Commons

❌ Helvella lacunosa potrebbe essere confuso con:

► 🖐 Helvella juniperi (commestibile con riserva). Di scarso valore alimentare. Specie tipica del litorale tirrenico.

► 🖐 Helvella crispa (commestibile con riserva).

► 🖐 Helvella spadicea (commestibile con riserva). Mediocre/Di scarso valore alimentare.

► 🖐 Helvella leucopus=Helvella monachella (non commestibile). Consumato tradizionalmente in alcune regioni del nord Italia dopo prolungata cottura.

► 🖐 Helvella bicolor=Helvella albella (commestibile con riserva). o comunque senza alcun interesse alimentare, data la sua rarità e le piccole dimensioni.

► 🖐Gyromitra infula (commestibile con riserva), forma da Helvella, mitra color nocciola, gambo bianchiccio-grigiastro.

► 🖐Helvella ephippium (sospetto/non commestibile), curiosa Helvella bilobata, selliforme, la mitra è costituita da due lobi color nocciola chiaro e gambo beige-crema.

► 🖐Helvella elastica (commestibile con riserva). Helvella con mitra di colore beige-grigiastro-crema, gambo bianchiccio-grigiastro chiaro.

► 🖐Helvella atra (sospetto/non commestibile). Si sviluppa in gruppi nei boschi di latifoglie e conifere, prediligendo aree erbose o terreni sabbiosi, talvolta bruciati. La mitra ha un caratteristico colore grigio-nerastro, con riflessi bluastri. Il gambo è generalmente liscio, ma può presentare leggere solcature.


📷 PHOTOGALLERY DI HELVELLA LACUNOSA

ELVELLA GRIGIA O NERA

Helvella lacunosa
Helvella lacunosa
Helvella lacunosa
Helvella lacunosa
Helvella lacunosa
Helvella lacunosa
Helvella lacunosa
Helvella lacunosa
Helvella lacunosa
Helvella lacunosa
Helvella lacunosa
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Argomenti correlati a Helvella lacunosa

Helvella [email protected] – Note e fonti:
1 – Index fungorum e Mycobank
2 – Funghi of Temperate Europe vol. 2 – Thomas Læssøe/Jens Henrik Petersen-Princeton University Press, 2019
3 – Guida ragionata alla Commestibilità dei Funghi – Sitta, Davoli, Floriani, Suriano – Regione Piemonte
Immagini allegate@Funghimagazine – Autore: Angelo Giovinazzo
Scheda Illustrativa Helvella lacunosa@Angelo Giovinazzo 2025

Last Updated on 15/01/2026 by Alfonso Conti

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Alfonso Conti

Alfonso Conti è il Social Media Manager di Funghimagazine. Oltre che occuparsi dei nostri Social, Alfonso è anche autore di artcoli per FM. Studioso di Funghi e Natura, è anche un ottimo informatico