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Gymnopilus junonius – Un altro falso Chiodino

Il Gymnopilus junonius è un fungo mediamente diffuso in Europa, Australia e Americhe. Per via del suo aspetto è facilmente riconducibile al genere Armillaria, nello specifico al più comune fungo Chiodino. Scopri in questo articolo gli habitat in cui cresce, come riconoscerlo e le sue caratteristiche

GYMNOPILUS JUNONIUS (Fr) D.P. Orton (1960)

(Sinonimo decaduto: Gymnopilus spectabilis)

Big laughing Jim/Il grande Gimnopilo allucinogeno – Falso Chiodino

Sinonimi obsoleti:

Agaricus aureus Bull., Herb. Fr. (Paris) 2: tab. 92 (1782) [1781-82]
Agaricus junonius Fr., Syst. mycol. (Lundae) 1: 244 (1821)
Agaricus spectabilis Weinm., Syll. Pl. Nov. Ratisb. 1: 73 (1824)
Dryophila junonia (Fr.) Quél., Enchir. fung. (Paris): 68 (1886)
Fulvidula spectabilis (Weinm.) Romagn., Revue Mycol., Paris 2(4): 191 (1937)
Fungus aureus (Gray) Kuntze, Revis. gen. pl. (Leipzig) 3(3): 479 (1898)
Gymnopilus spectabilis (Weinm.) A.H. Sm., Mushrooms in their natural habitats: 471 (1949)
Gymnopilus spectabilis var. junonius (Fr.) Kühner & Romagn., Fl. Analyt. Champ. Supér. (Paris): 322 (1953)
Lepiota aurea Gray, Nat. Arr. Brit. Pl. (London) 1: 603 (1821)
Pholiota grandis Rea, Trans. Br. mycol. Soc. 2(1): 37 (1903) [1902]
Pholiota junonia (Fr.) P. Karst., Bidr. Känn. Finl. Nat. Folk 32: 301 (1879)
Pholiota spectabilis (Weinm.) P. Kumm., Führ. Pilzk. (Zerbst): 84 (1871)
Pholiota spectabilis var. junonia (Fr.) J.E. Lange, Fl. Agaric. Danic. 5: 100 (1940)
Pholiota spectabilis var. pusilla J.E. Lange, Dansk bot. Ark. 9(no. 6): 83 (1938)
Rozites spectabilis (Weinm.) Singer, Annls mycol. 20(5/6): 299 (1922)
Tricholoma aureum (Gray) Sacc., in Saccardo & Traverso, Syll. fung. (Abellini) 20: 990 (1911)

Gymnopilus junonius (Fr) D.P. Orton
Un altro Falso Chiodino / The Big laughing Jim

Divisione:Basidiomycota
Classe:Basidiomycetes
Ordine:Agaricales
Famiglia:Cortinariaceae
Genere:Gymnopilus
Specie:G. spectabilis
Nome italiano:Falso Chiodino
Tipo nutrimento:Parassita (Lignicolo) – Saprofita-parassita
Periodo vegetativo:Tarda estate, autunno inoltrato
Commestibilità o Tossicità:Non commestibile-Sospetto di tossicità (Neurotossine Psicoattive) 😵‍💫

Scheda illustrativa:

Gymnopilus junonius Gymnopilus spectabilis scheda
Gymnopilus junonius (ex Gymnopilus spectabilis) – scheda illustrativa di questo altro “falso Chiodino”

NOMI INTERNAZIONALI

GYMNOPILUS JUNONIUS VS G. SPECTABILIS, QUALE IL VERO NOME?

C’è gran confusione attorno al nome ufficiale di questo fungo che, su alcuni testi è riportato come Gymnopilus junonius mentre, su molti altri (europei) è ancora riportato come G. spectabilis.

Ad oggi, le due specie in questione, con l’epiteto junonius oppure spectabilis, sono frutto di contesa tra le 2 più importanti banche dati internazionali dei funghi.

La Statunitense Mycobank ad esempio riporta questa specie con l’epiteto di spectabilis, ritendendo l’altro, junonius un suo sinonimo.

Viceversa, la (forse più affidabile) banca dati internazionale-europea, Index Fungorum riporta Gymnopilus junonius come nome ufficiale/current name, attribuendo a G. spectabilis il semplice attributo di: sinonimo caduco perché originariamente ambiguo.

Thorn et.al. (2020) in Botany 98, pp. 293-315” dice in proposito: «Gymnopilus junonius (Fr.) PD Orton, è una specie fungina descritta come Agaricus junonius da Fries nel 1821. Questa specie è stata spesso indicata come G. spectabilis (Weinm.) A.H. Smith (ad esempio, in Nord America da Smith 1949; Groves 1962, come Pholiota; Miller 1972; Smith e Smith Weber 1980; Lincoff 1981; Barron 1999). Con una circoscrizione molto ampia e comprendente un presunto sinonimo G. pampeanus (Speg.) Singer, descritto dall’Argentina (Spegazzini 1899; Rees e Strid 2001), questo taxon è stato segnalato come fruttifero su legno morto di angiosperme (legno duro) o gimnosperme (legno tenero ) in Eurasia, Nord, Centro e Sud America, Africa e Australasia (Hesler 1969; Pegler 1977).
Opinioni recenti suggeriscono che Agaricus spectabilis come descritto da Weinmann (1824) si riferisca a → Phaeolepiota aurea (Matt.) Maire, una specie che fruttifica sul suolo (Legon e Henrici 2005).
Tuttavia, altri micologi europei mantengono G. spectabilis, con il nome più antico e sanzionato G. junonius in sinonimia (Knudsen e Vesterholt 2012; Læssøe e Petersen 2019), o riconoscono entrambe le specie, con G. spectabilis applicato a collezioni con più robuste e cespitose corpi fruttiferi, e G. junonius limitato a quelli con corpi fruttiferi più piccoli e singoli, entrambi su legni duri (Bon e Roux 2002). Sembra infatti probabile che l’applicazione dell’epiteto spectabilis si sia progressivamente spostata dalla forma terricola descritta da Weinmann (“in graminosis horti Caesarei”, Weinmann 1824; “in pratis”, in Fries 1828) alla lignicola “varietà b” che Fries aveva descritto contemporaneamente (“ad radices Quercus” Fries 1828). Per questo motivo, concordiamo con Index Fungorum nel riferirsi a questo taxon con il nome corrente di → Gymnopilus junonius».

La confusione però non si limita alla sola attribuzione dell’epiteto ufficiale ma anche al riconoscimento dell’esatta specie fungina, dal momento che, all’interno del Genere Gymnopilus esiste una gran varietà di specie fungine tutte simili tra loro, alcune tossiche, altre non commestibili, altre ancora commestibili dopo lunghissima cottura che, solo una approfondita analisi basata sul DNA può identificare incontrovertibilmente.

A proposito della confusione che regna sovrana all’interno di questo genere fungino, gli autori italiani: Nicola Sitta ● Paolo Davoli ● Marco Floriani e Edoardo Suriano, nel loro autorevole testo: Guida ragionata alla commestibilità dei funghi, citano queste confusioni-fraintendimenti come segue: «su scala mondiale si è rivelato essere un gruppo di numerose specie morfologicamente molto simili tra loro (Thorn et. al. 2020). Ciò potrebbe costituire una possibile spiegazione per la diversità che è stata riscontrata a livello biochimico, in particolare per presenza o assenza di composti con effetto allucinogeno

Nomi comuni italiani

Non esiste un nome comune italiano d’uso frequente, per questo fungo che in realtà è ai più, disgraziatamente sconosciuto, perché a tutti gli effetti si tratta di un vero e proprio sosia dei comuni funghi Chiodini.

Per praticità lo definiremo quindi: Falso Chiodino, benché la categoria dei cosiddetti “Falsi Chiodini” sia piuttosto nutrita (il Italia i più noti tra tutti sono: Hypholoma fasciculare, con il suo quasi gemello H. lateritium e Pholiota squarrosa). Ispirandoci poi al suo nome latino, potremmo chiamarlo → Falso Chiodino Giunonico o Falso Chiodino di Giunone.

Volendo utilizzare un termine un po’ desueto, riportato su alcuni vecchi testi, si potrebbe anche chiamare: “Agarico fiammeggiante” o “Agarico fiammeggiante gigante“. Mai sentito alcuno però chiamare così questo fungo in Italia.

Traduzioni in italiano dei nomi internazionali

Buffa la traduzione in italiano del nome comune utilizzato nella lingua inglese che suona come: “l’allegro Jim“, “il Jim sorridente“, (“l’allegro atleta“), ovvero “the laughing Jim” e/o “laughing gym”, in questo caso i concetti di allegria e di sorriso sarebbero legati all’attribuita azione allucinogena di questo genere di funghi. Allegro atleta è però riportato tra parentesi poiché la truduzione di laughing gym farebbe appunto pensare ad un atleta allegro ma, nella realtà “gym” altro non è che l’abbreviazione-diminutivo di Gymnopilus, perciò la traduzione più corretta è: IL GIMNOPILO CHE PROVOCA ALLEGRIA, ovvero IL GIMNOPILO ALLUCINEGONO.

Negli Stati Uniti d’America è frequente l’utilizzo di nomignoli a doppio senso per chiamare molte cose ed i funghi non sono da meno così Gymnopilo diventa = Gym o Jim, Tricholoma diventa = Trich o Trick

Altro nome anglosassone usato negli USA è: “l’arrugginito spettacolare” = “Spectacular rustgill” dal nome latino spectabilis. Naturalmente il termine “rustgill” = arrugginito, si riferisce alla manifesta caratteristica di assumere colorazioni “ruggine” soprattutto delle lamelle (forse anche per via delle scaglie color ruggine presenti sul cappello).

Per il resto, in giro per il pianeta, i nomi comuni di questo fungo riprendono per lo più il nome latino junonius dove, Iūnōnĭus [Iunonius], Iunoniă, Iunonium, aggettivo I classe, ha il significato di “figlio di Giunone”, spesso tradotto come “grande”, “notevole” o (ma qua ci troviamo nel caso in cui si parla di G. spectabilis e non di G. junonius) anche “fiammato”, “fiammeggiante”, pertanto questi nomi comuni internazionali sono la traduzione non del termine junonius, ma bensì del suo sinonimo spectabilis che in latino equivale a:  spectābĭlis [spectabilis], spectabilis, spectabile , aggettivo II classe, il cui significato è: “bello”, “mirabile”, “notevole”.

  • In Bielorussia, è detto il Gimnopilo rosso;
  • In Cina è il fungo dal nudo cappello giallo-arancione;
  • In Croazia è il Fungo meraviglioso;
  • In Francia è detto: il rimarcabile/notevole Gimnopilo;
  • Nel Galles è detto: il grande Gimnopilo rosso;
  • In Germania è detto il Beringter Flämmling, ovvero il Fiammato dall’anello;
  • In Giappone è il Chatsumutake, oppure il Koitake e pure l’Owaraitake. Funghi tutti molto simili tra loro, ma difficilmente distinguibili, tutti appartenenti al genere Gymnopilus. Ad ogni modo una traduzione soddifacente di alcuni nomi comuni giapponesi è: fungo divertente, il fungo dell’allegria, ovvero fungo allucinogeno, in parole povere;
  • In Francia è il Gimnopilo notevole;
  • In Olanda è lo Splendido fungo dal cappello fiammato;
  • In Polonia è il Gimnopilo gigante;
  • In Portogallo è il fungo dell’allegria (fungo allucinogeno);
  • In Lettonia è il fiammato notevole/grande;
  • In Slovacchia è il Fungo bellissimo;
  • In Ungheria è il Fungo color fiamma dorata;

DISTRIBUZIONE



Gimnopilus junonius è più o meno presente in tutto il Pianeta.

Talvolta ritenuto presente con forme o varietà non riconosciute ufficialmente, ma che lo renderebbero morfologicamente leggerissimamente diverso da zona a zona.

Spesso la diversità si manifesta soprattutto nella presenza o meno di sostanze amare, tossiche o allucinogene. Paese che vai, sostanza che trovi. Ciò dipenderebbe in massima parte dal tipo di substrato su cui vegeta e fruttifica questo fungo, o meglio, questo genere di funghi.

Come già anticipato precedentemente, in alcuni casi si tratta anche di specie del tutto differenti ma che, differiscono leggermente le une dalle altre, quel tanto che basta a farle confondere, dal momento che, il genere gimnopilus vanta un gran numero di specie in giro per il Pianeta.

Ad ogni modo, questo fungo è certamente presente nella forma junonius pura (quella che originariamente era considerata una specie distinta da G. spectabilis), sui Pirenei, in Francia, BeNeLux, Germania, Svezia, Australia, Nuova Zelanda, Perù e Argentina.

Oggi il suo areale di distribuzione è più cosmopolita, dal momento che include anche quello di G. spectabilis che invece è presente in quasi tutti gli stati del nostro Pianeta.

Infine, questa specifica specie non sarebbe presente nel Nord America dove, peraltro, Gimnopilus specatabilis veniva catalogato come Pholiota e, dove sarebbero invece presenti altre specie-sosia, dall’aspetto quasi identico ma differenti quali ad esempio: Gymnopilus ventricosus sulla costa occidentale, G. luteus e G. subspectabilis nel Midwest e negli stati orientali. Altra confusione e relativo garbuglio inestricabile.

Gymnopilus junonius Gymnopilus spectabilis
Gymnopilus junonius (Gymnopilus spectabilis)

HABITAT / ECOLOGIA

🌲🌿🍂🍁L’HABITAT del Falso Chiodino Giunonico

L’habitat ideale per il Gymnopilus junonius è il bosco igrofilo/mesofilo di Latifoglie

Si tratta di una specie saprofita/ligicola. Questo fungo preferisce vegetare nei boschi adeguatamente umidi, quindi tendenzialmente, negli ambienti igrofili di pianura (bosco planiziale), meglio tra golene fluviali o comunque su terreni prossimi a corsi d’acqua; stesso habitat del comune fungo Chiodino (Armillaria mellea).

Essendo un fungo lignicolo, lo si trova a vegetare principalmente su ceppi/tronchi d’albero.

Per molti anni si è creduto esistesse una differenza tra G. junonius e G. spectabils in base al substrato di vegetazione. L’epiteto spectabilis veniva infatti attribuito ai funghi di questo genere che vegetavano solamente su legno morto, in particolar modo su legno di lettiera, mentre l’epiteto junonius veniva attribuito a quei funghi che vegetavano su ceppaie o legno vivo o morto.

Oggi, grazie alle indiagini filogenetiche basate sul DNA, si è scoperto che queste differenze non esistono in quanto le due specie in questione sono state accorpate nell’unica sp. spectabilis.

Oltre che su ceppi e tronchi d’albero, questo fungo può crescere anche su legno morto completamente interrato, tanto da far credere che sia nato direttamente sul terreno e che quindi possa esser erroneamente considerato come fungo di lettiera. Di norma però il fungo cresce, sia isolato, con carpofori singoli, che cespitoso in gruppi anche molto fitti, tanto su legno vivo che su legno morto; nel caso del legno vivo naturalmente questo fungo non avrà più un comportamento da saprofita ma bensì da parassita, pertanto, andrebbe considerato come specie sapro-parassita.

I corpi fruttiferi vegetano, tanto in boschi e foreste, quanto in piccoli boschetti, parchi e persino lungo le strade su ceppi e su legno in decomposizione, in particolare su legno di Frassino, Olmo, Pioppi, Noccioli, Carpino, Betulle e Querce/Leccio/Sughere. Sporadicamente lo si può trovare anche su Eucalipto e Pini vari.

💥🔥 Una piccola curiosità

Trattandosi di fungo prevalentemente igrofilo, che condivide gli stessi habitat del comune fungo Chiodino, pur non essendo un fungo particolarmente comune in Italia, va in ogni caso prestata la massima attenzione, proprio per la facilità di fraintendimento/confusione tra specie simili/somiglianti. Ciò che lo differenzia a prima vista dal fungo Chiodino è la sua tipica colorazione con tanto di scaglie rossicce sul cappello e poi, il margine che di solito è eccedente, con residui di velo generale/universale attaccati sul bordo o, più facilmente, a residua protezione delle lamelle💥

⛔🖐️ Se ti capita di trovare degli pseudo Chiodini dall’aspetto dubbio, fermati ad osservare bene i segni distintivi del fungo che hai sotto mano, prima di metterlo inavvedutamente ed alla leggera nel cesto, perché potresti portarti a casa un sosia non commestibile o peggio ancora, tossico-velenoso.

⛔🖐️ Quasi quotidianamente, al nostro indirizzo email, nei nostri canali Social o presso le nostre chat Telegram (pubbliche o private) riceviamo fotografie di funghi (spesso assai poco chiare, con colori fasulli o mosse, a riprova dell’ulteriore superficialità con cui molti cercatori affrontano la ricerca dei funghi), da parte di inesperti cercatori che ci chiedono se i funghi raccolti sono commestibili e, solo in pochi ci chiedono esclisivamente il nome del fungo fotografato per pura conoscenza.

In tutti i casi, funghimagazine o chi per esso attraverso i Social, non può e non deve dare opinioni di commestibilità, neppure un micologo professionista può farlo, limitandosi a guardare delle fotografie.

Funghimagazine NON darà mai opinioni di commestibilità e, gli utenti che attraverso le nostre chat o canali Social (Facebook, Instagram o altri) si prendono o prenderanno la libertà di farlo, saranno immediatamente bannati-cancellati-esclusi.

SEGNI DISTINTIVI / CARATTERISTICHE

COME RICONOSCERE IL GYMNOPILUS JUNONIUS

Il cappello di questo fungo ha mediamente un diametro 6-15 cm ma, in non rari casi può raggiungere e superare anche i 20 cm, non a caso in molte lingue internazionali è anche detto Gimnofilo Gigante. Nei giovani esemplari risulta emisferico, poi convesso ed infine disteso. Il colore varia tra il giallo-ocra, giallo-ruggine, rossastro, bruno-arancio; la cuticola ha superficie fibrillosa, asciutta, scamosciata, ricoperta di scaglie, talvolta ben evidenti e di colore brunastro-rossiccio su sfondo giallo-oro. Il margine dei giovani corpi fruttiferi è incurvato, più o meno appendicolato e, non è infrequente che abbia attaccati alcuni residui del velo generale/universale.

Le lamelle sono mediamente fitte, smarginate, da adnato a sub-decorrenti al gambo; all’inizio sono color crema, poi diventano giallognole di colore giallo-ocra-marroncino e infine color ruggine, perché colorate dalle spore ormai mature. Frequentemente al di sotto delle lamelle si trovano residui, più o meno ampi del velo generale/universale.

La carne è ben soda, di colore giallo-zolfo, odore da alcuni descritto come piacevole-leggermente acidulo (G. junonius), o poco gradevole-rafanoide, (attribuito a G. spectabilis). Il sapore è sempre amarognolo o del tutto amaro.

Il gambo (stipite) misura 5-15 cm di lunghezza per 1,5-3 cm di diametro ed è normalmente obeso, poi cilindrico e spesso ingrossato al centro; pieno all’inizio, poi cavo a maturazione; di colore giallo-oro o giallo-zolfo, percorso da fibrille longitudinali di colore rossiccio-bruniccio o da squamule. Possiede un anello membranoso ascendente, al di sopra del quale si trova spesso una pruina biancastra. 

L’impronta sporale è di color marrone ruggine con spore di colore arancio-ruggine, ellissoidali o a mandorla, ruvide e prive di poro germinativo, che misurano 7–15 × 4,6–6 micron.

Gymnopilus junonius Gymnopilus spectabilis
Gymnopilus junonius (Gymnopilus spectabilis)

COMMESTIBILITA’

TRATTASI DI FUNGO DALLA COMMESTIBILITA’ ALQUANTO DUBBIA

Riguardo alla commestibilità di questo fungo, ad oggi vige una totale confusione che risulta esser peggiore di una inestricabile matassa.

Alcuni testi parlano di questo fungo come potenzialmente tossico, altri come di fungo certamente allucinogeno, altri ancora di fungo commestibile ma amaro, quindi sconsigliabile. Infine, come riportato su vari testi stranieri, di fungo commestibile dopo lunga cottura, con frequente cambio d’acqua di cottura.

Vedremo più avanti cosa dicono i più importanti siti web stranieri al riguardo, prima riportiamo quanto descritto da Nicola Sitta ● Paolo Davoli ● Marco Floriani e Edoardo Suriano, nel precisissimo pdf: Guida alla commestibilità dei funghi

«Gymnopilus spectabilis (= G. junonius auct.), conosciuto per le grandi dimensioni e il sapore amaro, su scala mondiale si è rivelato essere un gruppo di numerose specie morfologicamente molto simili (Thorn & al. 2020). Ciò potrebbe costituire una possibile spiegazione per la diversità che è stata riscontrata a livello biochimico, in particolare per presenza o assenza di composti con effetto allucinogeno. La psilocibina è stata rilevata in esemplari americani mediante TLC (Hatfield & al. 1978) mentre in esemplari di origine europea (Norvegia) o asiatica (Giappone) non sono mai state rinvenute né psilocibina né psilocina (Andersson & al. 2009). Inoltre Stijve & Kuyper (1988) non hanno rinvenuto psilocibina e psilocina in raccolte sia statunitensi, sia europee. Non esistono prove cliniche che la bisnoryangonina, pigmento di natura stirilpironica diffuso nei generi Gymnopilus e Pholiota, sia responsabile delle proprietà allucinogene di G. spectabilis riportate in letteratura (Gill & Steglich 1987): si tratta piuttosto di una congettura mutuata dall’analogia strutturale con la yangonina, uno dei principi attivi del kava (Piper methysticum), una pianta le cui radici sono utilizzate per la preparazione di una bevanda psicoattiva rituale nel Pacifico meridionale. L’attività psicotropa di G. spectabilis, responsabile di avvelenamenti in Giappone, è stata più plausibilmente attribuita alle gimnopiline, un gruppo di metaboliti di struttura isoprenoide e dal sapore amaro (Aoyagi & al. 1983) che si sono dimostrati capaci di inibire i recettori nicotinici in vitro (Kayano & al. 2014). Per l’Italia non si conoscono casi di intossicazione con sindrome allucinogena da Gymnopilus spp., e di questi funghi non esiste consumo alimentare, nemmeno occasionale. Di conseguenza, tutte le specie di Gymnopilus sono da considerare sospette e quindi non commestibili.»

Altri pareri

Dicevamo che nel resto del Pianeta esistono varie scuole di pensiero riguardo alla commestibilità di questo fungo ma, come ben spiegato dagli autori del pdf appena citato, la presenza di sostanze allucinogene o potenzialmente tossiche, varia da luogo a luogo, in base al substrato di crescita ma, soprattutto varia in base all’effettiva congruità della specie in esame.

Come si è visto, non è affatto raro che funghi ritenuti essere una determinata specie di Gymnopilus, siano in realtà altre specie affini, scambiate/fraintese tra i vari sosia.

A titolo semplicemente d’esempio, secondo il sito web Wikipedia Giappone, «il fungo Gymnopilus junonius/spectabilis è commercializzato in Francia dove viene consumato in olio d’oliva. Anche nella regione di Tohoku in Giappone, a volte mangiamo questo fungo, se li facciamo bollire e li mettiamo sotto sale e poi li conserviamo per alcuni mesi. Così facendo il veleno sarà abbattuto.».

Continuando da Wikipedia Japan, a proposito della commestibilità e della presenza di sostanze allucinogene, riportiamo quanto segue:

«L’ingestione accidentale di questo fungo provoca allucinazioni. Il componente allucinogeno psilocibina non è però stato rilevato nei funghi raccolti in Giappone e si pensa che a generare allucinazione sia quindi un altro elemento. I sintomi di avvelenamento sono stati confermati per la prima volta in Giappone, e sono stati poi riportati anche all’estero da Rokuya Imazeki.

Nel 1917 (Taisho 6), Seiichi Kawamura , che per primo confermò l’avvelenamento di funghi koitake , scoprì che potrebbero non esserci altri ceppi di funghi che causano avvelenamento e che fanno ridere e ballare a chi li consuma. Aggiunsi che volevo indagare sui sintomi e sulle specie fungine nel “Plant Research Journal”. Più tardi, nel 1922, un giovane di 20 anni nel villaggio di Hosen , nella prefettura di Gunma, mangiò un fungo che cresceva su un ceppo di quercia e subì un lieve avvelenamento. L’avvelenamento non era noto in Occidente. Si chiamava Owaraitake perché era più grande del precedente. In un caso di avvelenamento negli anni ’50, quando le persone mangiavano una zuppa a base di funghi raccolti nelle colline dietro di loro, ridevano e avevano allucinazioni, ma i loro organi respiratori, circolatori e digestivi erano del tutto normali.I sintomi durarono per circa otto ore, e c’era anche l’incontinenza.

Rapporti del 1982 e del 1984 hanno rilevato gymnopilin come componente amaro e altri componenti correlati denominati gimnopiline A e B. Negli anni ’80 si pensava che la componente amara gimnopirina avesse un effetto sul sistema nervoso centrale e che potesse essere la causa delle allucinazioni negli anni ’80, tuttavia, negli anni 2010, la ricerca presso il Centro di ricerca sulle risorse genetiche di funghi e funghi annesso alla Facoltà di Agraria dell’Università Tottori in Giappone, ha dimostrato che sebbene la gimnopirina estratta dalla coltura di St. hirsella abbia un effetto rilassante sulla muscolatura liscia, non attiva i neuroni cerebrali del ratto, d’altra parte , i componenti estratti con metanolo, attivano le cellule nervose del cervello nei ratti e sono stati scoperti attivatori delle cellule cerebrali come l’acido glutammico e sostanze sconosciute legate alla disfunzione miocardica».


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SPECIE SIMILI

Gymnopilus junonis è facilmente confondibile con tutti quei funghi che hanno un più o meno vago o marcato aspetto di fungo Chiodino.

In primo luogo va sicuramente citato il vero fungo Chiodino (Armillaria mellea) con tutte le sue specie affini: Armillaria cepistipes, A. gallica, A. ostoyae, A. tabescens. Quest’ultima più facilmente identificabile perché del tutto priva di anello.

La confusione tra le specie citate e il Gymnopilus non è assicurata in generale, ma quasi del tutto certa in presenza di giovani esemplari o di esemplari isolati ancora chiusi, in cui non è possibile vedere il colore delle lamelle ed in cui non si sono ancora ben formate le caratteristiche squamule bruno-rossicce presenti sul cappello del junonius.

Un altro fungo che cresce cespitoso, con carpofori dall’aspetto di un fungo Chiodino/Gymnopilus, è senza dubbio la Pholiota squarrosa, fungo parassita che provoca il marciume bianco, tipico delle conifere che, frequentemente cresce ai piedi degli Abeti. Questo fungo oltre ad avere la forma ed un vago aspetto di un Chiodino, ha cappelli e gambi ornati da squame, scaglie appuntite che sono rivolte verso il basso e all’indietro, per lo più concolori con cappello e gambo. Oltre all’Abete rosso, può attaccare anche Acero, Betulla, Faggio e Frassino.

Dizionario Micologico Glossario dei termini micologici Parte 17 Lettera S
Pholiota squarrosa, PH@Simon Currie
Pholiota squarrosa
Pholiota squarrosa su legno di conifera

Altri possibili sosia sono: Gymnopilus bellulus, più aranciato-rossicio; Gymnopilus piceus, tra le aghiforme, più aranciato-rossicio; Galerina marginata, ugualmente cespitosa, di colore bruno-aranciato, cresce su ceppaie-legno marcescente, soprattutto di aghifoglie.

Ancor più simili sono Pholiota adiposa, ornata con meno scaglie rispetto a P. squarrosa; Pholiota gummosa dal cappello più liscio, non ornato; Pholiota astragalina, dai colori più aranciati; Pholiota spumosa dal gambo liscio e aranciato ma con ornamenti sul gambo, così come Pholiota lenta.

É invece Giallognola la Pholiota alinicola, lignicola delle ceppaie e legno morto di latifoglie, tra cui anche l’Ontano, possiede anch’essa un anello.

Sosia piuttosto simile al junonius è Pholiota lucifera, con cappello ornato da rade squame appressate e gambo ricoperto da scaglie rossicce. In questo caso parliamo di un sosia vero.

PHOTOGALLERY DI GYMNOPILUS JUNONIUS

UN ALTRO FALSO CHIODINO

Gymnopilus junonius Gymnopilus spectabilis
Gymnopilus junonius (Gymnopilus spectabilis)
Gymnopilus junonius Gymnopilus spectabilis
Gymnopilus junonius (Gymnopilus spectabilis)
Gymnopilus junonius Gymnopilus spectabilis
Gymnopilus junonius (Gymnopilus spectabilis)
Gymnopilus junonius Gymnopilus spectabilis
Gymnopilus junonius (Gymnopilus spectabilis)
Gymnopilus junonius Gymnopilus spectabilis
Gymnopilus junonius (Gymnopilus spectabilis)

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