Gyroporus cyanescens – Il Boleto blu

Gyroporus cyanescens
Gyroporus cyanescens
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GYROPORUS CYANESCENS (Bull.) Quél. 1886

DESCRIZIONE SOMMARIA

Gyroporus cyanescens scheda illustrativa
Gyroporus cyanescens – scheda illustrativa

Qual è il colore prevalente?

I colori di gyroporus cyanescensNell’arcobaleno dei funghi: → Giallo sporco, azzurro-indaco (al taglio).

Come riconoscere al volo Gyroporus cyanescens?

Ho trovato uno strano fungo che somiglia-ha la forma di un Porcino, ma ha il cappello di colore più chiaro e non lisico e appena lo si tocca o lo si taglia diventa immediatamente azzurro, poi blu cobalto. Di che fungo si tratta?

Gyroporus cyanescens è un fungo con la spugna (tubuli e pori), non ovunque diffuso, piuttosto sporadico e rinvenibile in pochi areali, sebbene quando presente, può presentarsi anche con nascite massicce. Fruttifica solitario o in piccoli gruppi sotto diverse essenze che comprendono sia latifoglie che aghifoglie, tra l’estate e l’autunno, su terreni aperti. Ha una superficie sempre asciutta, vellutata, con peli e flocculi, che varia dal biancastro al giallognolo con riflessi ocracei-olivastri. Si macchia intensamente di azzurro alla raccolta, tanto più intensamente quanto più l’aria è umida. È un discreto commestibile, scartando completamente il gambo, duro, coriaceo e quindi difficilmente digeribile. Può essere confuso con Gyroporus castaneus, che ha invece carne immutabile.

Il Boleto Blu

Sinonimi obsoleti:

Boletus constrictus Pers., Syn. meth. fung. (Göttingen) (1801)
Boletus cyanescens Bull., Herb. Fr. (Paris) (1788) [1787-88]
Boletus lacteus Lév., Annls Sci. Nat., Bot., sér. 3 9: 124 (1848)
Gyroporus cyanescens f. immutabilis J. Charb., C. Lej. & M. Xavier, Docums Mycol. (2001)
Gyroporus cyanescens var. lacteus Quél., Fl. mycol. France (Paris) (1888)
Gyroporus cyanescens var. sulfureus Kalamees, in Vaasma, Kalamees & Raitviir, Scripta Mycol., Tartu  (1986)
Gyroporus cyanescens var. vinosovirescens G. Riousset, Riousset & Bertéa, Docums Mycol. (1999)
Gyroporus lacteus Quél., Enchir. fung. (Paris) (1886)
Gyroporus sulfureus (Kalamees) Kalamees, Op. bot. (1989)
Leccinum constrictum (Pers.) Gray, Nat. Arr. Brit. Pl. (London) (1821)
Leucoconius cyanescens (Bull.) Beck, Z. Pilzk. (1923)
Suillus cyanescens (Bull.) P. Karst., Bidr. Känn. Finl. Nat. Folk (1882)

Gyroporus cyanescens (Bull.) Quél. 1886
Il Boleto blu

Divisione: Basidiomycota
Classe: Basidiomycetes
Ordine: Boletales
Famiglia: Gyrodontaceae
Genere: Gyroporus
Specie: Gyroporus cyanescens
Nome italiano: Boleto blu
Tipo nutrimento: SIMBIONTE-MICORRIZICO
Periodo vegetativo: Estate/Autunno
Commestibilità o Tossicità: DISCRETO COMMESTIBILE

NOMI INTERNAZIONALI

  • Inglese: bluing bolete, cornflower bolete
  • Ceco: hřib siný
  • Gallese: boled penlas
  • Tedesco: Kornblumenröhrling, Kornblumen-Röhrling
  • Estone: Sinipäkk
  • Basco: Onddo urdinkor
  • Finlandese: sinitatti
  • Ungherese: Kékesedő üregestinóru
  • Lituano: Melsvėjantysis šilbaravykis
  • Lettone: Rudzupuķu smilšbeka
  • Olandese: Indigoboleet
  • Polacco: Piaskowiec modrzak
  • Rumeno: Hrib albastru
  • Svedese: Blåsopp
  • Ucraino: Гіропор березовий синіючий

Nomi comuni italiani

Gyroporus cyanescens è un fungo che in Italia si trova in modo piuttosto localizzato. È piuttosto comune nelle regioni alpine, ma può essere rinvenuto anche in alcune aree del centro e del sud, soprattutto negli areali a suolo siliceo-granitico e sempre con una distribuzione piuttosto limitata; è conosciuto principalmente con il nome di “Boleto blu” o dall’inglese “Boleto fiordaliso“. Questi nomi fanno riferimento alla sua caratteristica più distintiva, ovvero, la tendenza a diventare di colore blu intenso quando viene maneggiato, tagliato o danneggiato. Questo cambiamento di colore è dovuto all’ossidazione di composti chimici presenti nella carne del fungo, quando entra in contatto con l’aria, in particolare quando l’umidità è elevata.

Il termine “fiordaliso” si riferisce specificamente alla sfumatura di blu fiordaliso che, appunto ricorda il colore dei petali del fiore di fiordaliso, sottolineando la bellezza e la particolarità di questo fungo. In realtà l’utilizzo del nome “Boleto fiordaliso” in Italia è piuttosto marginale e per lo più limitata ai soli conoscitori di funghi.

Secondo alcune fonti, questo fungo sarebbe conosciuto con alcuni nomi dialettali-locali tra cui: in Liguria, Pissacàn blu, un nome che richiama la sua caratteristica colorazione blu intensa. In Sicilia, Re di funci, un titolo che ne sottolinea la bellezza e la rarità, oppure Siddu di cani. In altre regioni del nord Italia, è chiamato Boleto blu o Boleto azzurro, termini generici che evidenziano la sua appartenenza alla famiglia dei Boletaceae e la sua trasformazione cromatica. In alcune zone dell’Appennino, è conosciuto come Mazzuolo azzurrino.

Etimologia

L’epiteto “cyanescens” è ben noto in ambito micologico e, sebbene diffusamente utilizzato, indica generalmente specie di funghi il cui cappello o carne tende a colorarsi di blu al tocco, al taglio o allo sfregamento. Il termine “cyanescens” infatti deriva dal greco “Kyanós”, che significa azzurro, riferendosi in particolare alla carne di questo fungo che vira all’azzurro.

Il termine “Gyroporus” invece deriva dal greco γῦρος (gýros), che significa giro o cerchio, e πόρος (póros), che significa poro o passaggio, indicando quindi la presenza di pori rotondi.

Traduzioni in italiano dei nomi internazionali di Gyroporus cianescens

I nomi comuni internazionali, così come nella lingua nostrana, derivano principalmente dalla traduzione dell’epiteto “cyanescens“, che fa riferimento al viraggio della carne verso il colore azzurro/blu, oppure dal termine “Gyroporus“, che si riferisce all’imenoforo composto da pori, simile a quello delle boletacee. Infatti, in passato, Gyroporus cyanescens era classificato come Boletus.

In quasi tutte le traduzioni nelle lingue straniere, il fungo è comunemente chiamato “boleto blu“, con varie attenuazioni e varianti. Vediamole di seguito:

  • In inglese viene chiamato “Boleto blu” o “Boleto azzurrante” e ancora “Boleto fiordaliso“.
  • In basco è detto “Fungo dal cappello scuro“.
  • In ceco e gallese, viene tradotto semplicemente come “Boleto blu” così come in Italia.
  • In finlandese viene tradotto come “Fungo azzurro” o “Fungo bluastro“.
  • In lettone viene tradotto come “Boletino marrone chiaro” o “Boletino sabbioso“.
  • In lituano è detto “Boleto bluastro” o “Boleto cianescente“.
  • In olandese è “Boleto indaco” o “Boleto bluastro“.
  • In polacco  e rumeno è detto “Boletino blu” o “Boletino bluastro“.
  • In svedese è “Fungo blu” o “Boletino blu“.
  • In tedesco è il “Boleto fiordaliso“.
  • In ungherese viene tradotto come “Stegolea cianescente” oppure “stegolea bluastro“.

LA DISTRIBUZIONE di GYROPORUS CYANESCENS

Il Gyroporus cyanescens, noto anche come Boleto blu, è un fungo simbionte-micorrizico, ovvero un tipo di fungo che forma una relazione simbiotica con le radici delle piante, chiamata micorriza. In questa relazione, il fungo facilita l’assorbimento di acqua e nutrienti, come fosforo e azoto, mentre la pianta fornisce al fungo carboidrati prodotti durante la fotosintesi.

Questo fungo ha una distribuzione prevalentemente limitata alle regioni temperate dell’emisfero settentrionale. È diffuso principalmente in Europa, Asia e Nord America, dove cresce in associazione con alberi quali Querce, Faggi e Pini.

In Europa, si trova comunemente nelle foreste di latifoglie e conifere, prediligendo suoli sabbiosi e ben drenati. In Nord America, è presente soprattutto nelle foreste orientali e centrali, mentre in Asia è distribuito in diverse aree temperate. La presenza di Gyroporus cyanescens può variare in base alle condizioni ambientali locali, come il tipo di suolo e la composizione della vegetazione.

In Italia è presente principalmente nelle regioni alpine e appenniniche centrali e calabre. Sicuramente presente in Piemonte, Lombardia, Trentino–Alto Adige, Veneto, Toscana ed Emilia-Romagna, oltre che in Calabria e Sicilia. Il fungo cresce nelle foreste di latifoglie e conifere, soprattutto in ambienti montani e collinari, preferendo suoli sabbiosi e acidi, spesso ben drenati. La fruttificazione avviene soprattutto nei mesi estivi e autunnali, all’indomani di forti temporali e con suoli ancora ben umidi o persino ancora bagnati, quasi sempre in contemporanea con i Finferli e più raramente con i Porcini edulis.

Più facile che questo Boleto Blu inizi a fruttificare una, o più facilmente due settimane, prima della comparsa dei Porcini. La sua presenza massiccia dev’essere un campanello d’allarme per i cercatori di funghi Porcini perché, queste due specie fungine hanno esigenze vegetative, necessità di umidità completamente opposte. L’una esclude l’altra.
Invece non è infrequente trovare questa specie insieme con Neoboletus erythropus/praestigiator/luridiformis, con Butyriboletus subappendiculatus, Caloboletus calopus, Tylopilus felleus, Strobilomyces strobilaceus e con alcune varietà di Xerocomus o specie simili.
L’associazione fungina però più comune è tra questa specie, appunto Gyroporus cyanescens, Cantharellus cibarius e Strobilomyces strobilaceus.
Questa specie non è ampiamente diffusa, generalmente piuttosto circoscritta, si trova solo in alcuni areali, facilmente in fresche e umide foreste di Faggio ma, nei luoghi in cui è presente, si manifesta in modo costante, dopo forti piogge, e soprattutto abbondante.


HABITAT / ECOLOGIA

L’HABITAT di Gyroporus cyanescens

Gyroporus cyanescens
Gyroporus cyanescens in foresta di Faggio delle Alpi

L’habitat ideale per il Boletu blu

Gyroporus cyanescens, come già accennato, è un fungo simbionte-micorrizico che predilige fruttificare in boschi di latifoglie e conifere, stabilendo associazioni particolari con Faggi e Abeti, meno comune tra Querce, Pini e Castagni, non fosse altro perché non ama i climi caldi, men che meno quello Mediterraneo secco e ancor meno i suoli calcarei. Preferisce suoli ben drenati, sabbiosi e acidi; cresce meglio in terreni aperti e sassosi, sebbene questa specie ami fruttificare all’indomani di abbondanti piogge, su terreni ancora moderatamente umidi.

In Europa e in Italia, questo fungo cresce solitario o in piccoli gruppi, fruttificando in estate dopo abbondanti piogge, a volte anche in grandi quantità, e continua a produrre corpi fruttiferi fino all’autunno, quando le condizioni diventano più fresche e umide. Così come non ama il troppo caldo, non ama neppure il freddo, perciò diventa più comune trovarlo in piena estate sui monti, dove il caldo non è mai eccessivo, di norma fino ai 1500/1700 mt, in autunno anche a quote collinari.

Gyroporus cyanescens prospera particolarmente in foreste mature o ambienti boschivi ben conservati, dove una vegetazione ricca e varia favorisce il suo sviluppo. Sebbene preferisca una buona esposizione alla luce, può adattarsi anche a condizioni di parziale ombra fornite da alberi ad alto fusto, purché il drenaggio e l’umidità del suolo siano adeguati.

⛔️ Le nuove specie di funghi, che fino ad ora ci erano sconosciute, vanno raccolte solamente se si è accompagnati da cercatore esperto e vanno fatte vedere ad un Ispettore ASL o Micologo professionista, non al proprio vicino di casa!⛔


SEGNI DISTINTIVI / CARATTERISTICHE

COME RICONOSCERE GYROPORUS CYANESCENS

Il carpoforo-corpo fruttifero di questo fungo è formato da un cappello emisferico-appianato, piuttosto irregolare, con una superficie pileica (del cappello) vellutata, di colore variabile da biancastro-crema-ecrù a giallognolo con riflessi ocra-oliva. Sotto il cappello si trova l’imenoforo, che ospita tubuli non aderenti al gambo, inizialmente biancastri e poi giallastri a maturità, che virano rapidamente al blu indaco se sfregati.

Il rapido viraggio al blu indaco che si verifica subito dopo una contusione o taglio, tende a sfumare nel tempo in una tonalità blu-grigiastra più tenue.

Il cappello è inizialmente emisferico, poi diventa appianato e irregolare, carnoso, con una cuticola asciutta anche in presenza di umidità. È morbido e vellutato, con peli e flocculi più scuri rispetto al fondo, che varia dal biancastro al giallognolo con riflessi ocra o olivastri. La dimensione può variare da 5 a 15 cm di diametro. L’imenoforo, cioè la parte fertile del frutto, si trova nella parte inferiore del cappello ed è costituito da tubuli, mediamente alti fino a 1,5 cm e non aderenti al gambo, che sono inizialmente biancastri e poi diventano giallastri a maturazione. I pori sono piccoli e rotondi e virano rapidamente al blu indaco se manipolati o sfregati.

Il gambo è robusto, cilindrico e ingrossato alla base, con una consistenza dura ma al tempo stesso fragile. È inizialmente pieno, ma diventa presto cavernoso e infine cavo. Può misurare dai 5 ai 10 cm in altezza e da 1,5 a 3 cm di spessore.

La carne è compatta e soda nel cappello, mentre nel gambo è inizialmente spugnosa, diventando poi fragile e cassante. Esposta all’aria, vira rapidamente all’azzurro, soprattutto in condizioni di umidità, per poi scolorire tornando a una tonalità grigio-biancastra. L’odore è tenue e piacevole, con un sapore gradevole che lascia una leggera sensazione salata.

Le spore sono ellissoidali o fusiformi, lisce e di colore giallo-brunastro. Al microscopio, presentano una superficie finemente reticolata o leggermente verrucosa. Misurano 8-10 x 4-8 µm.


COMMESTIBILITA’

UN BUON FUNGO COMMESTIBILE CHE PUÒ SORPRENDERE I MENO ESPERTI

Gyroporus cyanescens è un fungo commestibile e localmente anche apprezzato, noto per il suo sapore delicato e la consistenza carnosa. La carne è soda, con un gusto leggero e piacevole, privo di amaro, e un odore tenue che si intensifica leggermente durante la cottura. Tuttavia, è consigliabile scartare completamente il gambo, che è duro, coriaceo e quindi indigesto.

Sebbene sia commestibile, è preferibile consumarlo ben cotto, poiché alcune persone potrebbero essere sensibili ai funghi crudi o poco cotti. Il caratteristico viraggio al blu indaco, che si verifica quando il fungo viene tagliato o manipolato, non influisce sulla sua commestibilità, ma può sorprendere chi non è familiare con questo fenomeno.

Durante la cottura, la cuticola assume una tonalità verde, il che può suscitare perplessità o esitazione in chi prova questa buona specie edule per la prima volta.

Di seguito vediamo cosa dicono al riguardo gli autorevoli autori Nicola Sitta, Paolo Davoli, Marco Floriani e Edoardo Suriano, nella loro importante: “Guida ragionata alla Commestibilità dei Funghi“: Gyroporus cyanescens (compreso G. castaneus e G. castaneus var. ammonophilus)

Gyroporus cyanescens, di cui si conosce consumo occasionale in Italia senza insorgenza di problemi per i consumatori, è specie commestibile dopo completa cottura. In Francia (2017) e Polonia (2018) è elencato fra le specie idonee alla vendita. Per G. castaneus si registra un consumo tradizionale poco rilevante in varie zone d’Italia, oltre a un consumo occasionale che invece è abbastanza diffuso, probabilmente facilitato dalla somiglianza morfologica e cromatica con i porcini (compresa l’assenza di viraggio). Sono segnalati sporadici casi di intossicazione con sindrome gastrointestinale, poco documentati e in numero poco significativo rispetto all’entità del consumo alimentare; si ipotizza che possano essere dovuti a una difficoltà nel riconoscimento di condizioni di alterazione, in quanto si tratta di funghi tendenti alla disidratazione e al rinsecchimento prima che a una vera e propria marcescenza (utilizzo di esemplari non più idonei al consumo, forse in associazione a cottura insufficiente). G. castaneus risulta inserito nella lista dei funghi commercializzabili in Polonia (2018). Può essere considerato commestibile dopo completa cottura, con particolare attenzione alla valutazione dello stato di conservazione.


Sono molto simili, spesso confusi G. cyanescens, G. castaneus e G. ammophilus quest’ultimo ha in partenza una specifica pregiudiziale di tossicità gastrointestinale, insita nella stessa pubblicazione che lo eleva al rango di specie (Castro & Freire 1995); tuttavia, gli Autori riportano l’informazione relativa a casi di intossicazione senza alcun riferimento bibliografico, forse per conoscenza personale della casistica, fra l’altro senza riportare dati clinici significativi (se non un accenno alla maggiore severità in occasione di consumo ripetuto) né informazioni su numero e frequenza delle intossicazioni, stato di conservazione degli esemplari consumati, trattamenti effettuati sui funghi. Il dato tossicologico 112 viene incluso fra gli elementi diagnostici (mettendo in rilievo la tossicità della nuova specie addirittura nel titolo) e diviene una delle basi tassonomiche per elevare al rango di specie un taxon che già era descritto come varietà di G. castaneus. Inoltre, a oggi non vi è traccia di ulteriore casistica di intossicazioni successiva al lavoro di Castro & Freire (1995). In conclusione, G. ammophilus potrebbe forse essere definito a sospetta tossicità gastrointestinale, ma è molto probabile che in realtà questa specie possieda le medesime caratteristiche di commestibilità di G. castaneus, incluse le problematiche sopra descritte circa la difficoltà di riconoscimento di una condizione di cattivo stato di conservazione.

Ispettorati micologici


SPECIE SIMILI

Tra le specie che potrebbero essere confuse con Gyroporus cyanescens c’è anzitutto il Gyroporus castaneus, che si distingue per la carne che non cambia colore e rimane bianca con sfumature rosee all’aria. Quando viene contusa, la carne di G. castaneus assume tonalità leggermente gialline sotto la cuticola. Inoltre, il cappello di G. castaneus è di colore marrone castano, più uniforme e spesso con una superficie leggermente più ruvida rispetto a quella di G. cyanescens.

Un’altra specie da considerare è ► Cyanoboletus pulverulentus, che presenta una carne che vira fortemente al blu, un cappello molto scuro, pori verdi e un gambo di colore bruno-rossastro. Caloboletus radicans ha una carne biancastra che diventa amarognola e si distingue in due varietà: lacteus, di colore bianco, e sulphureus, di colore giallo-verdognolo, che si trova in aree mediterranee sotto il Leccio.

Infine, Gyroporus castaneus var. ammophilus cresce in ambienti sabbiosi costieri ed è un sosia del G. castaneus. Tuttavia, a differenza degli altri Gyroporus menzionati precedentemente, G. ammophilus potrebbe causare intossicazioni con effetti gastroenterici, rendendolo una specie sospetta di tossicità, come già detto in precedenza.

Alcune curiosità

Tra le credenze più diffuse e profondamente radicate nella cultura popolare, benché prive di qualsiasi fondamento scientifico, c’è quella secondo cui tutti i boleti con carne che diventa blu sono velenosi. Leggi in proposito questi due articoli: ►I Porcini che cambiano colore e ► Perché alcuni Porcini diventano blu?

Di seguito vediamo nel dettaglio alcune specie, oltre a quelle già menzionate, che possono essere facilmente confuse con Gyroporus cyanescens:

Gyroporus cyanescens sosia
I sosia di Gyroporus cyanescens. Autori: Herbert Baker, Joshua Hutchins (MycoMaven), Grzegorz “Spike” Rendchen, Holger Krisp,  via Wikimedia Commons

Vediamo nel dettaglio le specie sopra citate e altre possibili confusioni:

G. cyanescens potrebbe essere confuso con:

► Gyroporus castaneus (commestibile/con riserva), può essere considerato commestibile se cotto completamente, prestando particolare attenzione alla sua freschezza e allo stato di conservazione.

► Gyroporus castaneus var. ammophilus (sospetto di tossicità).

► Caloboletus radicans (tossico/non commestibile), è responsabile di casi di intossicazione con sindrome gastrointestinale. 

► Cyanoboletus pulverulentus (commestibile/ma con precauzione), puoi trovare tutti i dettagli leggendo la scheda completa ► cyanoboletus-pulverulentus-il-porcino-inchiostro


PHOTOGALLERY DI GYROPORUS CYANESCENS

IL BOLETO BLU

Gyroporus cyanescens
Gyroporus cyanescens
Gyroporus cyanescens
Gyroporus cyanescens sezionato
Gyroporus cyanescens
Gyroporus cyanescens sezionato con caratteristico viraggio blu
Gyroporus cyanescens
Gyroporus cyanescens in sezione
Gyroporus cyanescens
Gyroporus cyanescens con carne cassante e viraggio immediato al taglio di colore grigio

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NB: dove non specificamente segnalate, le fonti di questo articolo possono essere richieste via email.

Last Updated on 15/01/2026 by Alfonso Conti

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Alfonso Conti

Alfonso Conti è il Social Media Manager di Funghimagazine. Oltre che occuparsi dei nostri Social, Alfonso è anche autore di artcoli per FM. Studioso di Funghi e Natura, è anche un ottimo informatico