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Funghi e Clima. I cambiamenti climatici ed i funghi

Nascite di funghi e Clima, ovvero quando i cambiamenti climatici modificano il calendario delle nascite di funghi

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Funghi e Clima. Quando nascono i funghi? Quando crescono i funghi?

Esistono date precise durante l’anno in cui andar per funghi?

Queste sono tre tra le domande che i lettori di funghimagazine.it mi pongono con maggior frequenza.

Dovendo dare una risposta esaustiva direi che, in linea di massima:

esistono delle regole accettate, che vogliono che ad ogni varietà di fungo corrisponda una precisa stagione o periodo dell’anno

Questa regola però era abbastanza precisa in tempi di “normalità” climatica come quella che ha contraddistinto i decenni passati fino ai primi anni ’80.

Convenzionalmente dal 1982, sappiamo che qualcosa nel nostro clima si è sensibilmente modificato.

É iniziato il periodo dei Cambiamenti Climatici, anche noti come Global Warming, tradotto in italiano in: Riscaldamento Globale del Pianeta.

Per farti capire meglio di cosa si tratta, puoi leggere questo articolo sul Riscaldamento Globale del Pianeta e soprattutto sui Cambiamenti climatici.

Per ora ti basti sapere che, e penso te ne sarai accorto anche tu, una tra le modifiche climatiche più eclatanti è la progressiva scomparsa delle mezze stagioni.

In pratica passiamo dalla stagione calda a quella fredda, e viceversa, senza vie di mezzo, o comunque con periodo di transizione molto rapido e di breve durata.

Le regole sulle nascite e crescite dei funghi

In linea di massima possiamo dire che abbiamo 4 tipologie di nascite di funghi che corrispondono alle 4 stagioni.




I primi: i funghi primaverili

Sono i più apprezzati perché giungono in un periodo dell’anno in cui i boschi escono dal lungo letargo invernale.

Tra i cercatori di funghi c’è grande desiderio di tornare a pestare foglie ed humus alla ricerca dei tanto sospirati funghi.

I primaverili più rappresentativi sono le Verpe, le Morchelle, i Marzuoli/Dormienti ed i Prugnoli/San Giorgio.

Funghi estivi

Con il diminuire delle piogge primaverili e con l’aumento generale delle temperature fino alle classiche settimane roventi che ci portano al Ferragosto, aumentano anche le varietà di funghi presenti.

I funghi più rappresentativi dei periodi estivi sono il Porcino estatino (reticulatus/aestivalis), seguito poi dal Boletus aereus o Porcino nero, le Russule, i Galletti/Cantarelli, ed i primi funghi autunnali quale l’Amanita caesarea.

I penultimi: i funghi autunnali

L’Autunno è il periodo dell’anno in cui c’è maggior nascita e crescita di funghi commestibili e non.

La ragione è che i suoli sono ancora ben caldi, dopo i picchi di calore estivo, e le prime piogge autunnali giungono più frequenti ed abbondanti.

Alberi ed arbusti si preparano al lungo letargo invernale e necessitano di far scorte di acqua e nutrienti.

I funghi, ed in particolar modo i simbionti, che vegetano in sintonia con gli alberi legandosi alle loro radici, diventano per loro indispensabili, per poter fare maggior e miglior approvvigionamento.

Gli autunnali sono dozzine, il più rappresentativo e ricercato tra tutti è senza dubbio il Boletus edulis o Porcino autunnale ma potremmo citare dozzine di altri funghi molto ricercati ed apprezzati.

Gli ultimi: i funghi invernali

Ci sono infine i funghi invernali.

Per lo più si tratta di funghi lignicoli, ovvero che vegetano sul legno e non sul terreno.

La ragione di questa scelta è che il legno si raffredda meno rapidamente rispetto al suolo, ma soprattutto che gli alberi sono pieni di nutrienti accumulati quale scorta per l’inverno.

Alcuni tra i lignicoli più rappresentativi sono i Piopparelli, i funghi dell’Olmo ed i Pleurotus/Geloni.

Tra i funghi di terra, il Porcino autunnale o Leccinum lepidum che si attarda soprattutto nella macchia mediterranea, ci sono poi funghi Ordinali/Cardinali, Cimballi, Sanguinelli, Lardaioli, Morette e Lepista.

Ma torniamo alla questione cambiamenti climatici, ovvero:

possono i cambiamenti climatici modificare il calendario delle nascite di funghi?

La risposta è indubbiamente sì e la riprova è sotto gli occhi di tutti.

Il 2018 è stato un anno emblematico per i cambiamenti del calendario dei funghi

Lo scorso anno abbiamo assistito a nascite di funghi per così dire “disordinate”, disomogenee, ma soprattutto a sorpresa.

Con gran stupore ci siamo accorti che funghi primaverili, estivi o autunnali erano già ben presenti con largo anticipo rispetto alle attese.

Nel Nord Italia le Morchelle erano già completamente esaurite a metà Marzo, periodo in cui invece avrebbero dovuto iniziare a vegetare.

Ai primi di Aprile le primizie d’estate si concretizzavano con i Porcini reticulatus/aestivalis già ben presenti e poi in gran buttata tra Aprile e Maggio e sempre più rari tra Giugno e Luglio.

I Porcini aereus o neri erano già presenti in Sicilia e Sud Italia a primavera per poi fare le prime comparse al Nord negli ultimi giorni di Maggio.

Altre stravaganze sulle nascite di funghi

Ma la stravaganza se vogliamo più vistosa, sono stati i Porcini edulis, tipicamente autunnali e già ben presenti a Giugno sulle basse pedemontane del Nord Italia.

Insieme con gli edulis a far buona compagnia, Mazze di tamburo, Trombette dei Morti e Piede di Capra, funghi questi tipicamente autunnali.




Il 2019 promette altre modifiche ai calendari dei funghi

Quando nascono i funghi? o quando crescono i funghi? diventano domande del tutto relative cui è impossibile dare una risposta certa.

Questo in virtù dei recenti cambiamenti climatici.

Il 2019 infatti è iniziato sotto i migliori auspici dal punto di vista delle promesse meteorologiche fatte dai cosiddetti modelli matematici.

Questi modelli a più riprese ci hanno promesso eventi meteo di tipo invernale davvero estremi.

Ipotizzavano perciò irruzioni polari degne della PEG o Piccola Era Glaciale.

Si è parlato di Medicane (Uragano Mediterraneo) e di nevicate a profusione ma poi alla fine l’elefante ha partorito una manciata di topolini.

Poche e contenute le nevicate che sono giunte al Nord, è andata appena meglio in Appennino ma anche qua tutto si è concentrato in pochi episodi di rilevante entità.

I cambiamenti climatici hanno fatto sì che l’aria a carattere caldo sia predominante rispetto a quella a carattere freddo e così, già a metà febbraio ci ritroviamo con fioriture precoci al Nord Italia.

PRIMI FUNGHI PRIMAVERILI ALL’ORIZZONTE? QUANDO LE PRIME NASCITE?

Per poter sapere se le prime nascite di funghi primaverili siano o meno imminenti, occorrerebbe avere la certezza che il caldo giunto con un anomalo Anticiclone a matrice Africana possa durare e perdurare.

Qualcosa in più può dircelo il modello a larga consultazione, di previsione a lunga scadenza, ovvero stagionale.

Il modello Americano CFS V2 del NOAA-Climate Prediction Centre

Osservando le proiezioni per il trimestre Marzo+Aprile+Maggio scopriamo che:

sono previste anomalie termiche positive (di circa 1°C in più rispetto alla norma) dal Piemonte Settentrionale al Friuli e Romagna e su parte del Sud Italia.

Quando nascono i funghi? Quando crescono i funghi?
Mappa delle anomalie termiche previste in Europa nel trimestre Marzo, Aprile e Maggio 2019

Per quanto riguarda invece le precipitazioni, lo stesso modello prevede una sostanziale normalità a livello continentale con poche anomalie negative.

Queste, intese come aree con piogge di poco inferiori alla media, dovrebbero interessare il basso Piemonte, parte dell’Emilia e parte della Romagna e la Sicilia.

Quando nascono i funghi? Quando crescono i funghi?
Mappa delle anomalie pluviometriche previste in Europa nel trimestre Marzo, Aprile e Maggio 2019

In pratica non dovremmo avere grandi stravaganze climatiche nel trimestre ma, per ora, le cose stanno andando diversamente.

Se il Sud Italia attende una nuova avvezione fredda entro il prossimo fine settimana, il Nord Italia si attende altre giornate ben soleggiate ed in modo del tutto anomalo anche ben calde.




PRIME VERPE E MORCHELLE IMMINENTI

Chi abita in Sicilia, Verpe e Morchelle le sta già trovando.

Entro pochi giorni inizierà a trovarle pure in Calabria, Basilicata, Salento tarantino e Sardegna, poi anche in Campania e Lazio ma, a sorpresa il Nord Italia potrebbe prendere il sopravvento.

Con giornate così calde e soleggiate non c’è calendario che tenga.

Sì è vero, le Morchelle al Nord di solito sono attese tra metà Marzo e metà Aprile, con picco di nascite a fine Marzo ma, i funghi non seguono i calendari o le statistiche ma l’andamento climatico.

Calendari delle nascite dei funghi e statistiche di nascita dei funghi o di crescita dei funghi, vengono fatti seguendo dati raccolti negli anni passati.

Dati che sono già desueti, superati, a causa degli attuali cambiamenti climatici.

I funghi seguono pedissequamente l’andamento della natura e non ciò che suggeriscono elaborazioni computerizzate.

Possa trattarsi anche di proiezioni realizzate con i migliori algoritmi e con i più potenti elaboratori.

Le nascite e crescite di funghi avvengono in base alle temperature dell’aria e tassi di umidità disponibili

Siamo a fine stagione invernale.

Bene o male qualche nevicata ed alcune piogge ci sono state.

Le temperature, anche se fossero state superiori alla media, in inverno rimangono sempre molto contenute.

L’acqua presente nell’humus, e comunque nel terreno, rimane a lungo disponibile.

L’evaporazione dell’acqua avviene molto lentamente e l’arrivo dei primi tepori primaverili non fa altro che rendere favorevoli la prime nascite di funghi.

Quali le zone dove saranno possibili le maggiori nascite dei primi funghi primaverili, e quali quelle più svantaggiate?

Le più favorite sono di sicuro gli ambienti igrofili, ovvero caratterizzati da presenza naturale di acqua, che siano fiumi, torrenti, stagni, lanche, anse, sorgive o golene.

Qua i boschi igrofili, con l’arrivo dei primi tepori continuativi ed assenza di gelate notturne, daranno sin da subito vita a nascite di Verpe, Morchelle, Pleurotus/Geloni e perché no, anche di Piopparelli.

La Pianura Padana, grazie ai Cambiamenti Climatici si candida quale migliore zona in cui saranno possibili grandi anticipi di nascite rispetto al normale calendario.

Zone più sfavorite: i balconi collinari pedemontani

La fascia delle coltivazioni dell’uva, ovvero le zone termofile, saranno le più bistrattate.

Tutte le zone termofile infatti risentono di rapidi aumenti termici favoriti dalla buona esposizione ai raggi solari.

Non solo, ma i monti retrostanti spesso fanno da barriera ai freddi venti da Nord.

Correnti facilmente di tipo favonico, ovvero con riscaldamenti detti adiabatici dovuti alla “caduta” delle masse d’aria dai monti al piano faranno aumentare le temperature.

Qua il mix di esposizione solare, di secco favonico e di assenza di nebbie o di rugiada notturna, rende davvero proibitivo l’ambiente per le nascite di funghi.

In questi ambienti, non appena arriveranno le prime vere ed abbondanti piogge primaverili potrebbero invece esplodere improvvisamente le nascite dei primi Porcini dell’anno.

Porcini reticulatus/aestivalis o Porcini estatini necessitano di caldo ed umido

Queste condizioni ambientali si verificano per prime proprio nelle zone termofile, calde più precocemente rispetto al piano ed ai monti.

Se non giungeranno grandi avvezioni fredde invernali tardive e se le piogge primaverili saranno più che abbondanti, frequenti, allora potremo trovare i primi Porcini estivi già a fine Maggio/Giugno come lo scorso anno.

Tutto si gioca sul fil di lana tra nascite precoci o nascite ritardate.

Tutto dipende dall’andamento climatico e dalla distribuzione di caldo e piogge.

Ad ogni modo, quel che è certo è, e lo ribadisco che, oggi come oggi…

I funghi non conoscono più calendari

In linea di massima restano validi i concetti che vi sono funghi primaverili, estivi, autunnali ed invernali ma, per quanto riguarda l’esatto calendario dei funghi, nulla è più sicuro.

Dovremo prenderne atto e farcene una ragione.

Puoi scoprire dove sono previste buone nascite e crescite di funghi grazie al nostro Semaforo dei Funghi / Tabella crescita funghi.

Segui le nascite dei funghi in tempo reale in Italia, con il Semaforo dei funghi/Tabella crescita funghi 

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