Lactifluus volemus

Lactifluus volemus
Lactifluus volemus
Logo Funghimagazine

LACTIFLUUS VOLEMUS (Fr.) Kuntze 1891

DESCRIZIONE SOMMARIA

Lactifluus volemus scheda illustrativa
Lactifluus volemus scheda illustrativa – NB: Anche Lactifluus rugatus, sosia di L. volemus, è comunque commestibile pur avendo latice bianco

Qual è il colore prevalente?

I colori di Lactifluus volemusNell’arcobaleno dei funghi: → Giallo-aranciato, arancio-bruno.

Come riconoscere al volo Lactifluus volemus?

Lactifluus volemus è un fungo con le lamelle, molto comune nelle stazioni di crescita, che compare già in estate avanzata per continuare a fruttificare fino all’autunno inoltrato. Si trova nei boschi di latifoglie ma non è raro trovarlo anche sotto alcune conifere. Il suo colore varia dal giallo-aranciato all’arancio-bruno, a seconda delle condizioni d’umidità dell’aria e idratazione. Come altri Lattari la sua carne secerne abbondante latice bianco. E’ un discreto commestibile, nonostante emetta odori salmastri che però, si attenuano in cottura.

Lattario vellutato o vischioso, Lattario a latice bianco, Peveraccio

Sinonimi obsoleti:

Agaricus ichoratus Batsch, Elench. fung. (Halle) (1783)
Agaricus lactifluus L., Sclerom. Suec., Fasc. (1763)
Agaricus lactifluus var. aureus Hoffm., Nomencl. fung. (Berlin) (1789)
Agaricus lactifluus var. dulcis Bull., Herb. Fr. (Paris) (1780)
Agaricus volemus Fr., Syst. mycol. (Lundae) (1821)
Agaricus volemus var. crassus Lasch, Linnaea (1829)
Amanita lactiflua (L.) Lam., Encycl. Méth. Bot. (Paris) (1783)
Galorrheus ichoratus (Batsch) P. Kumm., Führ. Pilzk. (Zerbst) (1871)
Galorrheus volemus (Fr.) P. Kumm., Führ. Pilzk. (Zerbst) (1871)
Hypophyllum ichoratum (Batsch) Paulet, Traité champ. (Paris) (1808) [1793-1829]
Lactarius aberrans Bon, Docums Mycol. (1980)
Lactarius ichoratus (Batsch) Fr., Epicr. syst. mycol. (Upsaliae) (1838) [1836-1838]
Lactarius lactifluus (L.) Quél., Enchir. fung. (Paris) (1886)
Lactarius testaceus (Pers.) Guég., Bull. Soc. mycol. Fr. (1908)
Lactarius volemus (Fr.) Fr., Epicr. syst. mycol. (Upsaliae) (1838) [1836-1838]
Lactarius volemus f. gracilis R. Heim, Revue Mycol., Paris (1962)
Lactarius volemus var. aberrans P. Bouchet, Bull. Trimestriel Féd. Franç. Soc. Sci. Nat. (1959)
Lactarius volemus var. albus Maire, in Maire & Werner, Mém. Soc. Sci. Nat. Maroc. (1937)
Lactarius volemus var. asiaticus Dörfelt, Kiet & A. Berg bis, Feddes Repert. Spec. Nov. Regni veg. (2004)
Lactarius volemus var. euvolemus Maire, in Maire & Werner, Mém. Soc. Sci. Nat. Maroc. (1937)
Lactarius volemus var. flavus Hesler & A.H. Sm., North American Species of Lactarius (Ann Arbor) (1979)
Lactarius volemus var. subrugatus Neuhoff, Pilze Mitteleuropas (Stuttgart) (1956)
Lactarius volemus var. subrugosus Peck, Ann. Rep. N.Y. St. Mus. nat. Hist. (1885)
Lactifluus ichoratus (Batsch) Kuntze, Revis. gen. pl. (Leipzig) (1891)

Lactifluus volemus (Fr.) Kuntze 1891
Lattario vellutato, o Lattario a latice bianco

Divisione: Basidiomycota
Classe: Agaricomycetes
Ordine: Russulales
Famiglia: Russulaceae
Genere: Lactifluus
Specie: Lactifluus volemus
Nome italiano: Lattario volgare, Lattario volemo, Peveraccio giallo
Tipo nutrimento: SIMBIONTE-MICORRIZICO
Periodo vegetativo: Estate/Autunno inoltrato
Commestibilità o Tossicità: DISCRETO COMMESTIBILE

NOMI INTERNAZIONALI

  • Inglese: weeping milk cap, voluminous-latex milky
  • Basco: Esnato
  • Catalano: Lleterola roja
  • Ceco: Ryzec syrovinka
  • Cinese: 多汁乳菇
  • Croato: Presnac
  • Estone: Kuldriisikas
  • Finlandese: Kultarousku, lattakääpä
  • Francese: Lactaire à lait abondant
  • Georgiano: ჭეჭკეტასოკო
  • Giapponese: チチタケ
  • Olandese: Vissige melkzwam
  • Polacco: Mleczaj smaczny
  • Rumeno: Lăptucă dulce, vinețică cu lapte
  • Spagnolo: lactario anaranjado
  • Svedese: Mandelriska
  • Tedesco: Brätling, Milchbrätling, Brot-Milchling, Birnen-Milchling
  • Turco: Tirmit mantarı
  • Ucraino: Хрящ-молочник червоно-коричневий
  • Ungherese: Kenyérgomba

Nomi comuni italiani

Lactifluus volemus è un fungo piuttosto comune e abbondante nelle sue stazioni di crescita, conosciuto sia in Italia che all’estero. Tuttavia, per via del suo odore e sapore non a tutti gradito, non è un fungo da tutti apprezzato. Ciò nonostante, questo è un fungo ricercato e noto tra gli appassionati, perché facilmente riconoscibile, conosciuto principalmente come Lattario volgare, Lattario vellutato o Lattario a latice bianco.

Il termine comune, spesso associato a questa specie su vari siti web, di Peveraccio giallo, parrebbe essere del tutto inappropriato poiché in Toscana con Peveraccio si indicano le Russule, in particolar modo Russula nigricans e Russula Cyanoxantha, sebbene spesso si riferisca genericamente a funghi del genere Russula. Inoltre con il termine di Peveraccio giallo si indica Lactarius chrysorrheus, fungo a latice giallo, quindi non al L. volemus che il latice ce lo ha bianco.

Di seguito alcuni nomi dialettali locali che potrebbero essere attributi a questa specie:

• Piemonte Terròn da lat, Tauroún da lat, Taroún rouss da lat bianch • Veneto Latèr panas • Liguria Vacchetta, Scaccia fresie • Emilia Romagna Besacân ròss • Toscana Lattajolo dolce, Lattajolo d’estate, Cacciarello tuono.

Etimologia

L’epiteto “volemus” è conosciuto in ambito micologico, ma non è altrettanto diffuso in altri contesti, in quanto si attribuisce unicamente alla specie Lactifluus volemus, precedentemente nota come Lactarius volemus. Il termine “volemus” deriva da “pirum volemum“, una varietà di grossa pera che riempie il cavo della mano, citata da Catone e altri autori latini. Questo epiteto allude alla grossa taglia e all’eccellente qualità, simili a quelle della suddetta varietà di pera.

Il termine “Lactarius” deriva da “lac, láctis“, che significa latte. Questo si riferisce alla tipica emissione di lattice al taglio o alla frattura, caratteristica distintiva del genere.

Traduzioni in italiano dei nomi internazionali di Lactifluus volemus

I nomi comuni internazionali derivano principalmente dalla traduzione dell’epiteto “volemus“, facendo riferimento alla grossa taglia e alla buona qualità del fungo, analogamente a quella di una grossa pera, oppure dal termine “Lactarius“.

Vediamo nel dettaglio alcune delle varianti dei nomi comuni nelle diverse lingue:

  • In inglese è detto “Lattario piangente” o “Lattario a latice voluminoso”, questo termine mette in risalto la quantità abbondante di latice prodotto dal fungo.
  • In catalano e croato è detto “Lattario rosso”.
  • In cinese “多汁乳菇” (duō zhī rǔ gū) si traduce in italiano come “Lattario succoso”.
  • In giapponese チチタケ” (chichitake) si traduce in italiano come “Lattario” o “Fungo a latice”.
  • In tedesco, il fungo è conosciuto come “Lattario”, “Lattario lattiginoso”, “Lattario pane” e “Lattario pera”, sempre in riferimento alle sue caratteristiche simili a quelle di una pera o alla presenza di lattice. Inoltre, il termine “Brätling” si riferisce al processo di frittura, poiché, durante la cottura, il fungo intero perde parte del lattice in secrezione.
  • In spagnolo si traduce in italiano come “Lattario arancione”.
  • In estone e finlandese si traduce in italiano come “Lattario dorato”.
  • In basco si traduce in italiano come “Latteo”.
  • In francese è il “Lattario a latte abbondante”.
  • In ungherese è detto “Fungo del pane”.
  • In georgiano ჭეჭკეტასოკო (chech’ketasoko) si traduce in italiano come “Lattario a latte abbondante”.
  • In olandese è detto “Lattario lattiginoso”.
  • In polacco si traduce come “Lattario gustoso”.
  • In rumeno si traduce in italiano come “Lattario dolce, violaceo con latte”.
  • In svedese è detto “Lattario mandorlato”.
  • In turco è “Lattario al latte abbondante”.

LA DISTRIBUZIONE LACTIFLUUS VOLEMUS

Lactifluus volemus
Lactifluus volemus

Lactifluus volemus maggiormente noto come Lattario a latice bianco è un fungo micorrizico. Questo significa che stabilisce una simbiosi con le radici di determinate piante, creando una rete di scambio di nutrienti. In questo tipo di relazione, il fungo fornisce minerali e altre sostanze nutritive alla pianta, mentre riceve zuccheri e altre sostanze organiche dalla pianta stessa.

Inoltre, Lactifluus volemus può anche essere considerato saprofita in alcuni casi, poiché può crescere su materiale organico in decomposizione, ma la sua principale modalità di nutrizione è attraverso la micorriza con le piante.

Ha una distribuzione piuttosto ampia, che si estende su diverse regioni del mondo:

In Europa è presente in Francia, Germania, Spagna-Portogallo, Italia e Regno Unito. In America del Nord negli Stati Uniti, specialmente nelle regioni orientali e montane e in Canada principalemente nelle regioni orientali e settentrionali. In Asia è presente in Giappone e Corea del Sud. Lactifluus volemus è presente anche in altre regioni del mondo come, Australia e Nuova Zelanda seppur meno comune.

In Italia, Lactifluus volemus è presente in molte regioni italiane. Nelle Alpi, è comune soprattutto nelle aree montane del Piemonte, Lombardia e Trentino-Alto Adige ma li si può trovare comunemente anche nei boschi planiziali dell’intera Pianura Padana (dove ancora presenti), in particolar modo nei boschi della Vauda-Mandria e delle Baragge in Piemonte e Parco Fluviale del Ticino. Si trova anche lungo la dorsale appenninica, dalla Liguria fino alla Calabria, dove risulta particolarmente comune nelle foreste di castagno, soprattutto delle colline toscane. Inoltre, è presente anche nei boschi di latifoglie dell’Umbria e delle Marche.

Alcune curiosità

È un fungo ubiquitario, che può trovarsi tanto in pianura, quanto in collina e montagna, senza avere preferenze specifiche riguardo all’habitat.


È uno dei due Lactifluus a lattice bianco che può essere considerato commestibile; l’altro è il Lactifluus rugatus, che risulta essere molto simile, ma con latice leggermente più giallastro e superficie del cappello meno vellutata e più rugosa.


HABITAT / ECOLOGIA

L’HABITAT di Lactifluus volemus

L’habitat ideale per il Lattario a latice bianco

Lactifluus volemus, come già accennato, è un fungo simbionte-micorrizico che predilige fruttificare in boschi di latifoglie, sebbene possa facilmente adattarsi a vari ecosistemi, purché subtropicali, con buona presenza anche in ambienti mediterranei, a patto però che vi sia buona presenza di umidità. Le sue fruttificazioni infatti, avvengono sempre in estate ed inizio autuanno quando il clima è caldo ma necessariamente umido, perciò all’indomani di abbondanti piogge, con primi carpofori visibili già a pochi giorni dall’ultima pioggia.

Risulta essere particolarmente abbondante sotto Querce, Castagni, Faggi e Carpini, ma si trova anche in associazione con le betulle. Più raramente, può essere trovato nei pressi di conifere e, quindi, in boschi misti.

Questo fungo cresce dalle aree collinari fino a quelle montane, soprattutto su suoli acidi, prediligemdo zone umide e ombrose con una buona copertura di lettiera fogliare. È comunque in grado di adattarsi a diverse condizioni climatiche, crescendo in una vasta gamma di ambienti, dal piano ai monti.

Nel caso di ritrovamenti di esemplari di L. volemus dal cappello molto scuro e rugato, poco vellutato, tra alberi del genere Pinus (Pini), si tratterà quasi certamente del consimile, quasi gemello, Lactifluus rugatus.

⛔️ Le nuove specie di funghi, che fino ad ora ci erano sconosciute, vanno raccolte solamente se si è accompagnati da cercatore esperto e vanno fatte vedere ad un Ispettore ASL o Micologo professionista, non al proprio vicino di casa!⛔


SEGNI DISTINTIVI / CARATTERISTICHE

Lactifluus volemus
Lactifluus volemus

COME RICONOSCERE LACTIFLUUS VOLEMUS

Il carpoforo-corpo fruttifero di questo fungo è formato da un cappello, tipicamente convesso, di colore variabile dal giallo aranciato al bruno. Sotto il cappello si trova l’imenoforo, che a sua volta ospita delle lamelle color crema o giallo-ocra pallido, insieme a un gambo concolore al cappello.

Il cappello è inizialmente convesso negli esemplari giovani, poi si appiana e infine diventa depresso. Non presenta umboni e ha un margine brevemente involuto (rivolto verso il basso). La cuticola è opaca, asciutta e finemente vellutata, una caratteristica che può essere osservata con l’ausilio di una lente d’ingrandimento. Con la maturità, tende a screpolarsi ed è di colore giallo-aranciato, che può scurirsi fino all’arancio-bruno a seconda delle condizioni di idratazione. Le dimensioni variano da 7 a 12 cm di diametro, ma possono raggiungere anche i 15 cm.

L’imenoforo, ovvero la parte fertile del frutto, si trova nella parte inferiore del cappello ed è costituito da lamelle adnate (attaccate al gambo in modo uniforme lungo tutto il loro margine) o brevemente decorrenti (la transizione tra le lamelle e il gambo può apparire meno netta rispetto alle lamelle adnate o libere), fitte e sinuose, intercalate da lamellule. Le lamelle sono di colore crema o giallo-ocra pallido e tendono a macchiarsi di marrone-bruno alla frattura o nei punti di emersione del lattice.

Il gambo non lanciato ma panciuto e attenuato verso la base è concolore al cappello o poco più chiaro, in particolar modo verso l’alto, opaco, a volte pruinoso e rugoso.

La carne è spessa, soda ma fragile e cassante (si rompe e si frattura facilmente formando crepe-lacerazioni, non è perciò elastica), di color biancastro con tendenza a imbrunire leggermente nelle zone sottoposte a manipolazione e frattura. Ha un odore molto forte, che rimane chiaramente percettibile anche a distanza di tempo dalla raccolta, ma che si attenua di molto durante la cottura. Il sapore è mite e gradevole.

Il latice è abbondante, denso, bianco ma vira al giallastro e poi al bruno-marrone dopo qualche minuto e con l’essiccazione.

Le spore sono quasi sferiche e traslucide, con un diametro di circa 7.5–10.0 µm. La loro superficie presenta una reticolatura con creste alte circa 0.8 µm. I basidi, di forma clavata e contenenti 4 spore ciascuno, hanno dimensioni che vanno da 40 a 62 µm in altezza e da 7.2 a 10.4 µm in larghezza.


COMMESTIBILITA’

SI TRATTA DI UN FUNGO COMMESTIBILE, A GRADIMENTO SOGGETTIVO

Lactifluus volemus, noto anche come Lattario a latice bianco, è un fungo commestibile il cui apprezzamento, come del resto per tutti i funghi dal sapore forte e deciso, può essere molto soggettivo. Può piacere molto, così come può risultare sgradito ad alcuni.

Il fungo ha un odore molto forte, soprattutto negli esemplari che vegetano in contesto ambientale molto secco, simile a quello dell’aringa affumicata, al contrario, il suo sapore è mite e a molti consumatori assai gradito, dal momento che questo fungo gode di buona popolarità in Italia.

Su diversi siti web o guide cartacee si legge ancora comunemente, che questo fungo può risultare sgradevole per via del suo forte sapore di pesce-di aringa affumicata, il che lo renderebbe sgradito a molti. Tolto che il gradimento verso alcuni sapori è del tutto soggettivo, si potrebbe obiettare che anche molti formaggi puzzano di piedi, di sudore, di marcio, alcuni sono persino pestilenziali, eppure in nessuna guida o cartellino esposto nelle vetrine si legge l’avvertenza “attenzione questo formaggio puzza e ad alcuni potrebbe risultare sgradito”, non si capisce perciò perché questo fungo si debba etichettare come fungo sgradevole, solo per via del suo sentore di pesce, d’altro canto a molti consumatori anche il pesce risulta sgradito per via del suo odore e sapore.

La preparazione e la cottura di questo fungo possono includere frittura, stufatura o utilizzo in zuppe. Il fungo è apprezzato sia per il suo particolare sapore che per la sua buona consistenza, che permane anche durante la cottura

Di seguito vediamo cosa dicono al riguardo gli autorevoli autori Nicola Sitta, Paolo Davoli, Marco Floriani e Edoardo Suriano, nella loro importante: “Guida ragionata alla Commestibilità dei Funghi“: Lactarius (incluso Lactifluus volemus)

Per il genere Lactarius viene spesso proposto un criterio generale che indica commestibili solo le specie a latice arancione o rosso alla rottura, mentre tutte le altre sarebbero da considerare non commestibili o tossiche gastrointestinali. Tale approccio tuttavia non tiene conto delle tradizioni di consumo di alimentare di alcune specie a latice bianco e non fornisce elementi di differenziazione dei diversi gradi di sicurezza alimentare o di tossicità.
Lactarius volemus, L. rugatus e altre specie morfologicamente simili, oggi tutte incluse nel genere Lactifluus:
Si tratta di funghi di cui esiste un utilizzo alimentare piuttosto diffuso su scala mondiale, spesso accompagnato dalla presenza sui mercati e dall’inserimento nelle liste di legge delle specie commercializzabili. In ambito europeo ciò accade per esempio in Austria (2006), Germania (2008), Francia (2017), Polonia (2018), Romania (2019) e Svizzera (2020).
Non ci risultano problematiche tossicologiche legate al consumo di L. volemus: la segnalazione di Karahan & al. (2016) quasi certamente non è da collegare all’ingestione di funghi.
In Italia sono conosciuti tradizionalmente, seppure in aree molto localizzate, ed esistono diversi riferimenti storici all’usanza di consumo allo stato crudo; la medesima, singolare usanza si riscontra localmente anche in Romania (Łuczaj & al. 2015) e probabilmente è diffusa anche altrove.

Ispettorati micologici


SPECIE SIMILI

Lactifluus volemus è un fungo di facile identificazione, grazie al suo aspetto e alla caratteristica di secernere un lattice bianco, tipica dei generi Lactarius e Lactifluus.

Molto simile è Lactifluus rugatus, che presenta sostanzialmente le stesse caratteristiche cromatiche, sebbene i toni siano un po’ più carichi. Tuttavia, ha dimensioni ridotte, lamelle meno fitte e un odore meno intenso, persino gradevole, più erbaceo, di carciofo, solo vagamente salmastro o di gomma. È facilmente distinguibile perché la cuticola non tende a screpolarsi col tempo, ma forma delle caratteristiche rughe sul margine, che aumentano di spessore con la maturazione o con la scarsa idratazione e possono assumere anche un aspetto concentrico. Questa particolarità gli è valsa il nome della specie, “rugatus”.

A differenza di Lactifluus volemus, il lattice di L. rugatus non cambia colore se isolato ed è meno vischioso. Inoltre, si distingue per la sua preferenza per i boschi di ambiente mediterraneo e temperato. Anche L. rugatus è da considerare commestibile.

Di seguito sono elencate alcune delle specie più facilmente confondibili con Lactifluus volemus:

Lactifluus volemus sosia
I sosia di Lactifluus volemus. Autori: L. rugatus, Emidio Borghi (profilo facebook); L. piperatus, GLJIVARSKO DRUSTVO NIS; L. helvus, Jerzy Opioła; L. delicious, Holger Krisp, via Wikimedia Commons

Vediamo nel dettaglio le specie sopra citate e altre possibili confusioni:

L. volemus potrebbe essere confuso con:

► Lactifluus piperatus (commestibile/piccante ma comunque sconsigliato), è conosciuto come “Lattario piccante”, questo fungo ha un lattice bianco che può essere piccante e amaro. Il cappello è di colore bianco a crema. 

► Lactarius helvus (tossico), ha un aspetto simile e produce un lattice che vira al bruno con l’essiccazione. Il cappello può essere di colore giallo-ocra o aranciato. Pò causare disturbi gastrointestinali.

► Lactifluus delicious (commestibile molto apprezzato), conosciuto come “Lattario delizioso”, è noto per il suo lattice arancione e il cappello verde-arancione. È commestibile e apprezzato per il suo sapore. Cresce sotto conifere come pini e abeti in boschi montani e collinari.

► Lactarius indigo (commestibile), è caratterizzato dal suo colore bluastro e dal lattice blu. È noto per il suo aspetto distintivo e per il lattice colorato. Sapore leggermente pepato.


PHOTOGALLERY DI LACTIFLUUS VOLEMUS

LATTARIO A LATICE BIANCO

Lactifluus volemus
Lactifluus volemus primo piano sulle lamelle
Lactifluus volemus
Lactifluus volemus primo piano sul latice
Lactifluus volemus
Lactifluus volemus, primo piano sul latice
Lactifluus volemus
Lactifluus volemus in bosco di Quercia. Gli esemplari in foto potrebbero essere Lactifluus rugatus
Lactifluus volemus
Lactifluus volemus in bosco di Quercia
Lactifluus volemus
Lactifluus volemus in bosco di Faggio
Lactifluus volemus
Lactifluus volemus in bosco di Faggio
Lactifluus volemus
Lactifluus volemus in bosco di Faggio
Lactifluus volemus
Lactifluus volemus – L’esemplare raffigurato in foto, potrebbe essere Lactifluus rugatus
Lactifluus volemus
Lactifluus volemus
Lactifluus volemus
Lactifluus volemus da notare il versamento di latice
Lactifluus volemus
Lactifluus volemus in bosco montano di Faggio dell’alto Piemonte
Lactifluus volemus
Lactifluus volemus da notare il versamento di latice

Argomenti correlati a Lactifluus volemus

Lactifluus [email protected]
NB: dove non specificamente segnalate, le fonti di questo articolo possono essere richieste via email.

Last Updated on 15/01/2026 by Alfonso Conti

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Alfonso Conti

Alfonso Conti è il Social Media Manager di Funghimagazine. Oltre che occuparsi dei nostri Social, Alfonso è anche autore di artcoli per FM. Studioso di Funghi e Natura, è anche un ottimo informatico