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Funghi Magazine - Il magazine on-line sui funghi d'Italia. Aggiornamenti funghi, articoli e notizie sui funghi, segnalazioni in tempo reale. dove nascono i funghi e la tabella sulle nascite e crescite dei funghi con il Semaforo dei Funghi

Aggiornamento Porcini 28-10-2022 – Fine dei giochi o ulteriori nascite in arrivo?

Potremo continuare a raccogliere Porcini anche durante la prima metà di Novembre? Il 2022 non vuole smettere di stupirci. Ancora ondate di caldo africano quando sui monti dovrebbe esserci la neve, ma questo cosa comporta per i funghi?

Aggiornamento Porcini 28-10-2022 – Fine dei giochi o ulteriori nascite in arrivo?

CALDO ANOMALO E AUTUNNO NON PERVENUTO

Aggiornamento Porcini 28-10-2022 – prima parte

Chissà se durante l’imminente inverno riusciremo a vedere ancora la neve?

Per come si stanno mettendo le cose, dal punto di vista meteorologico, sembrerebbero non esserci molti dubbi, probabilmente in gran parte d’Italia no!

Quello che noi Sapiens abbiamo generato sul nostro Pianeta, è qualcosa che non si era mai visto prima, qualcosa di incontrollabile, di cui abbiamo perso il controllo e che non sappiamo cosa ci riserverà già nell’imminente futuro.

Certo, per alcuni, questo avvio di stagione fredda, ancora improntato su di un caldo anomalo ma piacevole, è decisamente ben visto, soprattutto in un periodo in cui, la crisi energetica ci impone costi energetici che sono a dir poco proibitivi e, poter tenere ancora i termosifoni spenti a fine Ottobre è certamente un indubbio e gradito risparmio.

Gradito il risparmio di denaro ma, tutto sommato, anche il risparmio di emissioni di ulteriori inquinanti, dovuti alle combustioni fossili o di legna per scaldarci.

Si chiama Effetto Serra e, altro non è che una sorta di telo di nylon trasparente che abbiamo spiegato in atmosfera attorno al nostro Pianeta, per ripararci dal freddo cosmico che, soprattutto durante la stagione fredda, grava sul nostro Emisfero Settentrionale.

In realtà non si tratta di un vero e proprio telo ma, comunque di un fitto strato di sostanze inquinanti ad effetto schermo, che di fatto impediscono al freddo cosmico di giungere nei bassi strati atmosferici, e ciò accade soprattutto là dove stazionano maggiormente gli Anticicloni (→ Anticiclone).

Va da sé dunque che, in presenza di ingombranti Anticicloni di matrice Africana, ci ritroveremo, come in questi ultimi giorni di Ottobre, a dover fare i conti con temperature ancora prossime ai 30°C al Sud, ma fino a 25°C anche in Pianura Padana (→ Leggi le Previsioni Meteo).

CALDO ANOMALO-UMIDO E NASCITE DI FUNGHI RARI

Aggiornamento Porcini 28-10-2022 – parte 2

Gli effetti di un caldo che non accenna a finire, si stanno facendo notare anche nel Regno dei funghi.

Mai come quest’anno, su e giù per l’Italia si sono registrate inconsuete nascite di funghi rari, funghi che di solito fruttificano in sparute e limitate colonie, ma anche funghi che normalmente sono ben presenti, ma che non s’erano mai visti prima in molte zone d’Italia.

Attraverso numerosissime email, ma anche attrarso le nostre 2 chat Telegram (pubblica e privata), abbiamo ricevuto segnalazioni di nascite inconsuete, ovunque si sia realizzato almeno un episodio di accumuli di pioggia importanti, spalmanti su di una o più giornate.

Già a fine estate, le segnalazioni di nascite, addirittura importanti, dei cosiddetti Funghi della Carne’ (Gomphus clavatus), un fungo raro che micorriza le conifere, in particolar modo Abete bianco ed Abete rosso.

Funghi che io stesso ho potuto rinvenire e fotografare in diverse colonie in boschi del Piemonte Settentrionale, dove non si erano mai visti prima e che, ovviamente mi sono limitato a fotografare, senza raccoglierli, così com’è indispensabile fare con tutti i funghi rari che vanno tutelati e mai raccolti.

Rari anche i funghi del Genere Sparassis, in particolar modo il ‘Fungo Cavolfiore‘ (Sparassis crispa), parassita delle piante del Genere Pinus (Pini vari), rinvenuti frequentemente non soltanto in località montane alpine, ma anche dell’Appennino settentrionale.

E che dire dell’altrettanto raro, quanto apprezzatissimo ‘Fungo Reale‘ o ‘Grifola Frondosa‘, anche noto come ‘Maitake‘ (Grifos frondosus), altro fungo parassita che di solito si rinviene un anno sì ed uno no, ai piedi dei Castagni, ma quest’anno persino ai piedi di Querce e/o Faggi.

Aggiornamento Porcini 28-10-2022 Meripilus giganteus
Aggiornamento Porcini 28-10-2022 – Meripilus giganteus ai piedi di un faggio

A giudicare dalle segnalazioni giunte in redazione e dal gran numero di foto pubblicate sui Social, sembrerebbe che l’alternanza di gran caldo e temporanee abbondanti piogge, abbia dato a questi funghi la capacità di fruttificare anche nel nostro Sud Italia.

Spesso e volentieri però, le segnalazioni giunte non rappresentavano la vera ‘Grifola Frondosa’ ma il quasi sosia Fungo gigante del Faggio’ (Meripilus giganteus), all’estero noto come Poliporo gigante o Polipori neri, altro parassita, in questo caso del Faggio.

Assolutamente non rare, ma neppure troppo comuni, quest’anno abbondantissime le ‘Lingue di Bue‘ (Fistulina hepatica), segnalate ovunque, tranne che nelle siccitose Sicilia e Sardegna.

Si tratta ancora una volta di Funghi lignicoli che di solito parassitano i piedi dei Castagni ma che, quest’anno si sono rinvenuti frequentemente anche ai piedi di Querce o addirittura di Carpini.

SOVRABBONDANZA DI FUNGHI PERICOLOSI

Aggiornamento Porcini 28-10-2022 – parte 3

Ciliegina sulla torta, giusto per non farci mancare nulla, quest’anno non sono mancati i numerosissimi casi di intossicazioni da funghi pericolosi.

Pericolosi perché all’interno del proprio gruppo contengono Specie tossiche, oppure perché hanno ben più di un sosia tossico o velenoso.

E’ per esempio il caso dei funghi detti ‘Chiodini‘ o ‘Famigliole‘ che, di fatto sono tra i funghi col maggior numero di sosia pericolosi.

Durante il mese di Ottobre abbiamo ricevuto dozzine di email con allegate foto di funghi fascicolati (riuniti in gruppi al piede), con la richiesta da parte di lettori inesperti che ci chiedevano l’identificazione o peggio ancora la commestibilità.

Ora, amici miei, con i funghi non si scherza.

Chiariamo una buona volta per tutte che, la commestibilità di un fungo non ve la può certificare l’amico fungaiolo, il vicino di casa, funghimagazine o membri di un gruppo Social.

La commestibilità dei funghi la può certificare SOLAMENTE un ispettore micologico presso una ASL o presso un’Associazione Micologica. PUNTO!

Nessun esperto, micologo o no che sia, si assumerà mai la responsabilità di dirvi se un fungo è commestibile, avendolo visto soltanto in fotografia, pertanto Funghimagazine non risponderà MAI a richieste di commestibilità e, chi si arrogherà di diritto di dare pareri di commestibilità sui nostri canali Social, verrà immediatamente bannato/espulso dai gruppi.

Tornando ai funghi Chiodini, che dire delle numerosissime segnalazioni di Chiodini giganti?

Anche i funghi del Genere Armillaria (Famigliole buone) sono lignicoli-parassiti e anche loro sono risultati abbondantissimi ma, la cosa più stravagante è che in moltissimi casi li si è rinvenuti persino di dimensioni tali da far concorrenza alle più grandi Mazze di Tamburo.

E a proposito di Mazze di Tamburo, che dire dell’elevato numero di intossicazioni che, anche quest’anno si è registrato in tutta Italia, a causa del consumo di funghi apparentemente ‘Ombrelli’, ‘Bubbole’, ‘Parasole’, ‘Cucumèle’, ‘Crucole’ ma in realtà sosia non commestibili, tossici o addirittura velenosi.

L’insolito clima caldo-umido autunnale ha innescato nascite, letteralmente compulsive, di questi fungi a forma di ombrello-parasole che hanno scatenato la corsa all’acaparramento in giro per boschi, prati e persino giardini ma, a proposito di giardini, in pochi ancora sanno che, proprio i giardini sono il luogo preferito per la proliferazione di una nuova Specie di Mazza di Tamburo velenosa che è da poco giunta in Italia, direttamente dai Tropici.

Si tratta della temibile Chlorophyllum molybdites – Falsa Mazza di Tamburo, di cui abbiamo diffusamente parlato in questo articolo: Mazze di Tamburo velenose. Dai Tropici in Italia il loro sosia tossico.

Purtroppo in Italia, in troppo pochi cercatori di funghi della domenica, sanno che di Mazze di Tamburo non ce n’è una sola, ma ce ne sono diverse che gli somigliano ma che Ombrelli commestibili non lo sono.

Per esempio nella famiglia delle Agaricacee ci sono dei simil prataioli che si camuffano da piccole Mazze di Tamburo, le Lepiota sono pericolosissime perché si mimetizzano facilmente, anche se di dimensioni ridotte, queste sono per lo più tossiche, la Lepiota clypeolaria per esempio, è tossica e diffusissima, tossica anche la diffusa Lepiota brunneoincarnata, sosia quasi perfetto la tossica Lepiota cristata che, a confondere il raccoglitore ha anche un evidente umbone sul cappello e persino un anello.

Tossica è persino una vera Macrolepiota (quindi dello stesso genere delle Mazze di Tamburo), la Macrolepiota rhacodes che quest’anno è risultata essere diffusissima, tanto tra le latifoglie, quanto tra le conifere.

Molti italiani hanno poi gioito nel veder nascere Ombrelli direttamente negli orti ma, in questo caso si è trattato di tossiche Macrolepiota venenata, anche loro provviste di anello ma con gambo liscio e senza zebrature ed inconfondibili venature rosse al taglio, nel gambo.

Infine, alla base di molte intossicazioni da Ombrelli, la mancata conoscenza delle basi più elementari della micologia e quindi, del fatto che TUTTE le Mazze di Tamburo RISULTANO TOSSICHE se consumate crude o poco cotte.

CALDO ANOMALO-UMIDO = SOVRABBONDANZA DI FUNGHI?

Sicuramente sì.

Aggiornamento Porcini 28-10-2022 – parte 4

Sappiamo tutti quanti che i funghi per poter vegetare correttamente necessitano di una generosa disponibilità di nutrienti ed acqua.

Nutrienti che in effetti vengono estratti dai funghi dalle lettiere di foglie, dall’humusrizosfera, ma anche dallo strato minerale sottostante.

Un micelio fungino è in grado di bucare anche l’asfalto ed il cemento ma, poco può fare di fronte ad un durissimo strato di terra, arroventato da un caldissimo sole africano, che ormai si è impossessato anche della nostra penisola ed ancor di più delle nostre isole.

Viveversa, se il terreno risulta piacevolemente caldo-umido, si viene a ralizzare un ambiente assolutamente confortevole sia per la flora batterica, deputata alla decomposizione della sostanza organica, che per i fungi, deputati alla disgregazione sia della sostanza organica che inorganica.

Abbondanza di cibo ed acqua significano ovviamente floridità e quindi condizioni ideali per metter su casa e figli e questo fanno le colonie fungine nate dalla contemporanea schiusa di milioni di spore che stavano sul terreno, in attesa di una abbondante pioggia, a sua volta accompagnata da temperature favorevoli.

C’è poi un altro fattore che quest’anno ha fatto sì che, là dov’è piovuto maggiormente, senza però alluvioni, strampalati nubifragi distruttivi o grandinate copiose, siano nati funghi in quantità industriale.

E’ il caso per esempio della Toscana, della Campania, Basilicata, Calabria e parzialmente o temporaneamente anche del Lazio, Abruzzo, Marche, Umbria, insomma di quelle regioni del nostro Centro-Sud che sono state a più riprese interessate dal transito di vere Perturbazioni oceaniche, ingigantite dalla grandissima disponibilità di vapore acqueo presente su di un mar Mediterraneo anomalmente eccessivamente caldo.

Dopo un lungo periodo fortemente siccitoso, con suoli eccessivamente caldi, molte spore fungine, dopo essersi trasformate in SPORE DI RESISTENZA (tecnicamente dette Endospore), con la reidratazione forzata, si sono schiuse contemporaneamente ed in quantità.

Le cosiddette Spore di Resistenza sono normali spore fungine, che però cementificano il proprio guscio protettivo, così da poter resistere anche a cataclismi, in modo da garantire future sopravvivenze delle specie.

Un bagno d’acqua che permane al suolo per più giorni consecutivi, con temperature ottimali, sgretola progressivamente questo scudo fatto di duro calcio, favorendone la schiusa e la germinazione.

Dalla schiusa e dalla germinazione, si creano migliaia di filamenti miceliari primari che, durante la frenetica fase espansiva, incontrando altri miceli primari o anche miceli secondari già presenti in loco, grazie allo scambio di materiale genetico differente, possono innescare processi riproduttivi che daranno vita a nuovi e numerosi apparati riproduttivi che, al compimento del periodo necessario affinché si concluda il ciclo riproduttivo, daranno vita a nascite anche compulsive di migliaia di carpofori (i funghi che noi raccogliamo).

Carpofori che non nascono per sfamare insetti o altri animali, ivi inclusi i Sapiens, ma per poter produrre nuovi ‘semi’, nuove spore che dovranno nuovamente disseminare i suoli, per garantire future nascite e sopravvivenze delle specie.

Va da sé dunque che, in presenza di piogge importanti e caldo che ancora si attarda, tra la metà di Settembre e la metà di Ottobre, in molte zone d’Italia si sia assistito ad incessanti nascite di funghi come non le si ricordava da tempo.

FUNGHI CON LE LARVE, PERCHE’?

Aggiornamento Porcini 28-10-2022 – parte 5

Purtroppo il rovescio della medaglia dell’attuale caldo ‘anomalo’ è che, in assenza di prolungati periodi di freddo costante, durante la stagione invernale, nei suoli, intrappolati tra i caldi miceli e le radici capillari delle piante, svernano miliardi di larve di ditteri, mosche dei boschi che per poter vivere e rirpodurre hanno bisogno di rifugiarsi dentro casette calde, umide e nutrienti e, cosa c’è di meglio di un confortevole ed ottimo fungo Porcino?

In centinaia di lettori mi hanno chiesto perché ad Ottobre inoltrato si raccolgono ancora funghi ‘che camminano’, funghi pieni zeppi di larve, di vermetti che li rendono inutilizzabili.

Li vedi di fronte a te, ti fanno battere il cuore per quanto sono belli, dalla forma perfetta, apparentemente cicci e sodi ma, appena li tocchi ti accorgi che suonano vuoto, che il gambo è inconsistente, flaccido e ti si sbriciola tra le mani.

Fuori sembrano perfetti ma dentro sono completamente vuoti perché divorati da milioni di larvette di ditteri boschivi.

Purtroppo, come detto in apertura, anche questa è una delle numerose conseguenze di questi imprevedibili cambiamenti climatici che, di fatto, stanno stravolgendo tutti gli ecosistemi e le fitocenosi, prati e boschi inclusi.

Sulla conservabilità e commestibilità dei funghi con le larve, puoi leggere il mio apposito e specifico articolo: Funghi con le larve, quali pericoli per la salute?

FINE DEI GIOCHI O ULTERIORI IMPORTANTI NASCITE IN ARRIVO?

Aggiornamento Porcini 28-10-2022 – parte 6

Questa è in assoluto la domanda che in questo periodo ricevo maggiormente, tramite email o chat private.

Tra i cercatori di funghi più incalliti, non viene neppure presa in considerazione l’opzione ‘fine dei giochi’.

Tutti sperano di potersi ancora divertire a cercare o raccogliere funghi, fino a data da destinarsi.

Quando arriverà questa data da destinarsi?

Aggiornamento Porcini 28-10-2022 – parte 7

Purtroppo non troppo tardi, non fosse altro perché, nonostante il caldo anomalo, molte piante stanno perdendo le foglie, relativamente precocemente.

Relativamente perché, in realtà rispetto agli standard degli anni precedenti agli ’80, le foglie avrebbero dovuto già esser cadute tutte dagli alberi, sin dai primi giorni di Ottobre.

Dal 1980 in poi, con il progredire del Riscaldamento Globale del Pianeta, si è assistito ad un graduale spostamento in avanti della cosiddetta ‘quiescenza‘, ovvero del riposo vegetativo invernale, con completa cascola delle foglie posticipata sempre più avanti nel tempo.

Quest’anno però, l’eccesso di siccità estiva, ha indotto le piante a liberarsi di molte foglie già in piena estate, proprio per evitare di finire completamente disidratate.

Nonostante le recenti piogge (insufficienti a colmare i deficit idrici estivi, ma sufficienti ad innescare ottime nascite di funghi), molte piante stanno perdendo rapidamente le foglie, così da poter preservare grandi scorte d’acqua tra tronchi e rami.

Sappiamo che i Porcini sono funghi micorrizici anche detti simbionti, ovvero che per poter vegetare necessitano di instaurare un rapporto di simbiosi con determinate piante.

Nel rapporto di simbiosi, i funghi Porcini e altri simbionti, forniscono alle piante ospiti nutrienti ed acqua, queste in cambio restituiscono sostanze altamente energetiche, ricavate attraverso il noto processo della Fotosintesi Clorofilliana.

Fin tanto che le piante ospiti hanno foglie verdi sui rami, la Fotosintesi Clorofilliana garantisce sopravvivenza e floridità ai fungi.

Va da se dunque che, non appena le piante avranno perduto le proprie foglie, le probabilità di ulteriori nascite di funghi Porcini si assottiglieranno rapidamente.

Non tutto però è perduto!

Nonostante i piagnistei di disperazione, da parte di chi vede gli alberi dei propri boschi ingiallirsi troppo rapidamente, le scorte di nutrienti energetici-zuccherini intrappolate tra tronchi e rami degli alberi, sarebbero in grado di nutrire i Porcini ancora per qualche settimana, anche dopo la completa caduta delle foglie.

Il Trealosio ed il Fruttosio, sostanze zuccherine contenute nei vegetali (e di cui si nutrono e si costituiscono i funghi), hanno ottime funzioni anti-gelo, perciò gli alberi simbionti non è che se ne liberano troppo facilmente, per cederle ai propri funghi simbionti.

Inoltre va anche detto che, l’attuale caldo anomalo potrebbe risultare del tutto fuori luogo ed inadatto per ulteriori fruttificazioni fungine, dal momento che, un eccesso di calore, magari accompagnato pure da colpi di vento, potrebbe far disidratare le cortecce degli alberi che, per compensare queste perdite, indurranno i miceli sotterranei a pompare più acqua, diluendo le sostanze zuccherine e quindi anche l’effetto energetico del Protoplasma che gli alberi mettono a disposizione dei funghi.

Protoplasma poco zuccherino significa perciò, nascite modeste o del tutto assenti di funghi simbionti che, per poter fruttificare-riprodursi hanno certamente necessità di molto carbonio, sostanze ricche d’energia.

SEMPREVERDI E CONIFERE ANCORA BEN PRODUTTIVE

Aggiornamento Porcini 28-10-2022 – parte 9

Se da un lato, le piante a foglia caduca (caducifoglie, caducifoglio), andranno rapidamente in letargo nonostante il protrarsi del caldo anomalo fuori stagione, dall’altro le sempreverdi e le conifere potranno continuare a nutrire adeguatamente i funghi che, in assenza di freddo vero, potranno riprodursi fin nel cuore dell’inverno, salvo improvvisi arrivi di ondate di freddo vero.

Se tanto mi dà tanto, è facile prevedere che, nonostante Novembre sia alle porte, potremo continuare a raccogliere buone quantità e qualità di funghi simbioni (Porcini in primis) anche durante il mese di Novembre.

Non stupirti dunque se, da qua ai prossimi giorni, non appena i suoli ancora zuppi dalle recenti piogge (dov’è piovuto maggiormente), potranno regalare strane, inattese, ma a dir la verità, facilmente prevedibili nascite di funghi Porcini in Parchi Cittadini, Giardini, Zone Urbane con anche solo un gruppetto di pochi alberi da funghi Porcini.

A maggior ragione, nascite ulteriori o persino ottime si potranno registrare nelle nostre isole maggiori (sempre dov’è piovuto o dove pioverà) visto che, con un Mar Mediterraneo così eccessivamente caldo, i boschi rimarranno verdi ancora a lungo, grazie ad un enorme termosifone ancora acceso.

Macchia Mediterranea e Foreste Mediterranee potranno continuare a dar luogo ad ottime nascite di funghi simbionti, quindi anche di Porcini e questo accadrà soprattutto lungo le coste Tirreniche, dalla Liguria alla Costa Viola Reggina, ma anche lungo le coste Joniche della Calabria, della Basilicata e di tutto il Salento.

Se il freddo tarderà ad arrivare, ricordati che nei boschi e radure di tutto il Centro-Sud, potrai raccogliere ancora a lungo funghi Porcini, Galletti, Trombette dei Morti, Steccherini, Lardaioli, Geotropa, Pleurotus, Piopparelli e tutti quei funghi che sono tipici della stagione invernale e, che trovi descritti in questo specifico articolo: Andar per funghi in Inverno – I funghi invernali.

Aggiornamento Porcini 28-10-2022 Lardaioli Paonazzi
Aggiornamento Porcini 28-10-2022 – Funghi Lardaioli vinati, anche detti Paonazzi

MA AL NORD? CHE NE SARA’ DEI PORCINI AL NORD?

Aggiornamento Porcini 28-10-2022 – parte 10 conclusiva

Come detto, i Porcini si troveranno sicuramente in Parchi e Giardini (sta già accadendo) dove ristagnano microclimi caldo-umidi favorevoli al mantenimento sugli alberi delle foglie, ma anche tra le conifere.

Pini, Abeti, potranno ancora fornire ai funghi simbionti nutrienti ad alto tenore energetico.

Ideale sarebbe di cercare ed individuare boschi artificali di conifere, in cui le piante abbiano già superato i trent’anni di vita, che corrispondono alla maturità e quindi alla capacità di sopportare e supportare una micorriza.

Pini del tipo Pino Strobo, Abete di Douglas, persino Tzuie ed alcuni Cipressi del Nord America o Cedri del Libano, oltre che Abeti e Pini Neri o Silvestre sono e saranno in grado di nutrire a dovere funghi Porcini, anche fino a metà o fine Dicembre se, l’andamento climatico attuale rimarrà invariato nel tempo.

A questo punto ti starai precipitando a scrivermi in privato per chiedermi: «Quindi, se ho ben capito, potrò continuare a trovare Porcini anche nelle Abetaie della Valsesia, dell’Ossola, Valtellina, Orobie, Trentino Alto Adige, Cadore e Abetone?»

In linea teorica sì.

Aggiornamento Porcini 28-10-2022
Aggiornamento Porcini 28-10-2022 – Ultimi Porcini edulis di Faggeta del 2022? – Ritrovamento di fine Ottobre

Con le temperature attuali è possibile che le piante possano supportare ulteriori fruttificazioni porcine MA, è bene sottolinearlo, non illuderti troppo…

Le piante che ‘hanno già dato’, non daranno più‘. Chi deve capire capirà.

In pratica, le fruttificazioni dei Porcini, è bene ribadirlo, non avvengono per titillare, solleticare e lusingare i cercatori di funghi, ma avvengono per garantire la sopravvivenza delle specie, attraverso il meccanismo della produzione dei semi, nel nostro caso delle ‘spore’.

Là dove le piante, anche conifere, fino ad oggi non sono state in grado di supportare i funghi simbionti a causa di piogge scarse, insufficienti o disturbate dalla siccità e dal vento, in caso di buone bagnature dei suoli, potrebbero regalare simpatiche sorprese.

Questo non significa che le soprese ci saranno sicuramente. Significa che, col condizionale d’obbligo, potrebbero finalmente consentire a colonie fungine, che non sono state in grado di farlo prima, di fruttificare prima dell’arrivo del freddo vero (se mai arriverà).

A questo punto non ti resta che attivare il tasto on del tuo cervello ed ingegnarti per capire dove nuove, prime nascite di funghi Porcini tra le conifere, saranno possibili.

Oggi che l’informazione corre sul filo della luce, non ti sarà difficile sapere dove, nei mesi passati si è raccolto ‘come se non ci fosse un domani’. Ecco dimenticati questi boschi che ‘hanno già dato‘ e concentrati su quelli che ancora non lo hanno fatto.

Se sei abbastanza arguto, potrai portare a casa ancora molti altri funghi Porcini, anche e soprattutto durante l’intero mese di Novembre ma, in questo caso ti avviso che non sarò disponibile così come ho fatto durante l’intera stagione fungina estiva a darti dritte in privato.

In questo caso, trattandosi di vere e proprie ‘chicche‘, riservate agli intraprendenti e non ai pigri, purtroppo non potrò darti aiutini extra.

Io le informazioni di base te le ho appena date, ora sta a te fare 2+2 e tirare le somme.

Non dimentichiamoci poi che mancano ancora all’appello di funghi più attesi dell’intera stagione tardo autunnale:

i Porcini Rossi, Boletus pinophilus o Pinicola!

Aggiornamento Porcini 28-10-2022 Porcini Neri
Aggiornamento Porcini 28-10-2022 – Porcini aereus, foto: Carmine CS
Aggiornamento Porcini 28-10-2022 Porcini Pinicola
Aggiornamento Porcini 28-10-2022 – foto: Porcini Pinicola@Giuseppe Giamblanco

L’assenza di freddo vero, di freddo degno di nota ha ritardato all’inverosimile le nascite di questi funghi Porcini del freddo.

Funghi Porcini che hanno fatto fugaci comparse nel Torinese, in poche zone della Liguria e nell’Appennino Ligure-Emiliano ma che ad ora sono risultati quasi assenti nel Nord Piemonte, in buona parte della Lombardia, salvo poche zone già produttive, nel Triveneto e soprattutto in Sila.

Con l’arrivo dei primi freddi, dopo tanto caldo, là dov’è piovuto, sono dunque attese IMPORTANTI nascite di questi funghi Porcini tanto amati, non tanto per il blando profumo, quanto per le spettacolari forme e colori.

Attenzione però, importanti non è sinomimo di certezza! Il fatto che fino ad oggi non siano ancora nati non è garanzia, di per sé, di imminenti nascite.

Questo perché ad oggi ancora non sappiamo se gli effetti deleteri del Riscaldamento Climatico saranno così avversi da impedire a questi funghi di poter fruttificare regolarmente, prima dell’improvviso arrivo della prima neve.

Non perderti perciò i prossimi articoli di Aggiornamento Porcini perché, per tutto il mese di Novembre e, in caso di ulteriori nascite dicembrine, anche a Dicembre, potrai continuare a rimanere informato, settimanalmente, sul proseguo della stagione dei funghi Porcini & altri, del 2022.

Aggiornamento Porcini 28-10-2022 ©funghimagazine.it

8 Commenti
  1. Antonio dice

    Un articolo molto interessante per chi ha la passione dei porcini di tutti i tipi.
    Complimenti e saluti

    1. funghimagazine dice

      Grazie mille per l’apprezzamento!

  2. Riccardo dice

    Spettacolare articolo come tutti gli altri precedenti, pieno di vera passione per la Natura e lo straordinario Regno dei Funghi!
    Complimenti davvero

    1. funghimagazine dice

      Grazie mille Riccardo! Molto gentile

  3. Maria dice

    Sono una appassionata di micologia, vi ringrazio per questo bell articolo veramente istruttivo, qui nelle Marche purtroppo abetaie non ce ne sono , e quindi credo che per quest anno i boleti ci hanno salutato . Ieri mi sono recata a funghi ,ma il cestino è rimasto vuoto, il bosco di quercino e faggio dorme già ma vi assicuro che è stato anche questo anno molto generoso per la gioia di tutti noi appassionati. Grazie

    1. funghimagazine dice

      Ciao Maria e grazie anche a te per l’apprezzamento. Eh sì, bell’annata veramente per le Marche. Ricordati però che ci sono ancora i Lecci ed i boschi del Conero da poter visitare durante il mese di Novembre/Dicembre, se non arriverà la neve ma, per quest’anno sarà già un miracolo poter vederla in pieno inverno, per come si stanno mettendo le tendenze stagionali. Incrociamo le dita!

  4. diego dice

    Sei diventato un punto di riferimento importante per me; apprezzo veramente la Tua competenza e ogni volta che leggo un tuo articolo ho qualcosa da imparare. Ti chiedo se mi puoi confermare se alla foto in calce alla parte 9 sono rappresentati dei tricholoma russula, che tu chiami lardaioli vinati; ne ho trovati mezzo cestino due giorni fa in un bosco di lecci insieme a una ventina di ” leccinellum lepidum “. A me piace conservare entrambi sotto aceto dopo una breve bollitura. Ti ringrazio.

    1. funghimagazine dice

      Ciao Diego e grazie infinite per quel che hai scritto è un vero piacere saper di essere utile e soprattutto sapere di avere dei seguaci che mettono in pratica quel che leggono.
      Riguaro ai ‘lardaioli vinati’ il loro nome scientifico è: Hygrophorus russula. Tricholoma russula in realtà è un nome ufficialmente inesistente.

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