
RUSSULA VESCA Fr., (1836)
DESCRIZIONE SOMMARIA

Qual è il colore prevalente?
Nell’arcobaleno dei funghi: → Viola-bruno, Pesca o Rosa-lilacino, con sfumature Giallo-bruno (se manipolata a lungo).
Come riconoscere al volo Russula vesca?
La Russula vesca, nota anche come “Colombina di primavera” o “Colombina primaverile“, è un fungo con le lamelle, molto comune. Nel suo genere, è tra le più precoci, iniziando a fruttificare già dalla tarda primavera. È infatti la prima Russula a fruttificare sotto molte specie arboree, sia latifoglie che conifere. La colorazione del cappello, che può essere di un bel color vinoso-bruno oppure pesca, a seconda dell’habitat di ritrovamento, e la tendenza a macchiarsi di giallo-bruno alla manipolazione, sono alcuni dei caratteri utili al riconoscimento di questa specie, anche se non sempre facile da indentificare. É un ottimo commestibile dal sapore delicato, che ricorda la nocciola.
Colombina di primavera
Sinonimi obsoleti:
Russula heterophylla var. vesca (Fr.) Bohus & Babos, Annls hist.-nat. Mus. natn. hung. (1960)
Russula mitis Rea, Brit. basidiomyc. (Cambridge) (1922)
Russula vesca f. major (Bon) Bon, Docums Mycol. (1988)
Russula vesca f. montana J. Blum, Bull. trimest. Soc. mycol. Fr. (1960)
Russula vesca f. pectinata Britzelm., Hymenomyc. Südbayern (1896)
Russula vesca f. tenuis Jul. Schäff., Annls mycol. (1933)
Russula vesca f. viridata Singer, Beih. bot. Zbl., Abt. (1932)
Russula vesca var. major Bon, Bull. trimest. Féd. Mycol. Dauphiné-Savoie (1986)
Russula vesca var. neglecta Singer, Annls mycol. (1935)
Russula vesca var. romellii Singer, Z. Pilzk. (1923)
Russula vesca Fr., (1836)
Colombina di primavera, Colombina incarnata, Russula primaverile
| Divisione: | Basidiomycota |
| Classe: | Basidiomycetes |
| Ordine: | Russulales |
| Famiglia: | Russulaceae |
| Genere: | Russula |
| Specie: | Russula vesca |
| Nome italiano: | Colombina di primavera, Russula primaverile |
| Tipo nutrimento: | SIMBIONTE-MICORRIZICO |
| Periodo vegetativo: | Dalla primavera all’autunno (maggio-ottobre) |
| Commestibilità o Tossicità: | OTTIMO COMMESTIBILE |
NOMI INTERNAZIONALI
- Inglese: bare-toothed Russula, the flirt
- Catalano: Llora rosada
- Ceco: holubinka mandlová
- Gallese: tegyll brau bwytadwy
- Tedesco: Fleischroter Speise-Täubling, Speise-Täubling
- Spagnolo: rúsula comestible
- Estone: Mage pilvik
- Basco: Gibelarrosa goiztiar
- Finlandese: palterohapero
- Francese: Russule comestible
- Ungherese: Ráncos galambgomba
- Georgiano: დათუნია
- Lituano: Tikroji ūmėdė
- Norvegese: nøttekremle
- Olandese: Smakelijke russula
- Polacco: Gołąbek wyborny
- Rumeno: Holoptincă, bureți dobrești, bureți plăiești, pâinea pământului, vinețică
- Sloveno: Užitna golobica
- Svedese: Kantkremla
- Ucraino: Сироїжка їстівна
- Cinese: 菱紅菇
Nomi comuni italiani
Si tratta di una russula molto diffusa e di facile identificazione, anche grazie al suo periodo di fruttificazione (che spesso coincide con quello di altre specie più comunemente ricercate all’inizio della stagione, come ad esempio i funghi del gruppo Boletus). Oltre a essere molto apprezzata e ottimamente commestibile, in Italia, questa specie fungina vanta un gran numero di nomi comuni, oltre che di nomi locali-dialettali.
In Lombardia ad esempio, viene chiamata Moretta, Morettina, Brünèi o Rosì; in Veneto Panarola fumola; in Liguria Cumbetta o Combetta/Colombetta; in Toscana Rossella, Bigiella o Colombina; in Umbria Capraccia rossa, Capraccia paonazza, Bietta rossa o Bietta paonazza, Bietta rossa doppia, Bietta mora, Tosto, Bagghiarella, Cruccolo, Rossella, Bietta Roscetta, Palombella rossa, Palombella rosa e Laja rossa; molti altri i nomi comuni locali o dialettali.
Etimologia
L’epiteto “vesca” è comunemente conosciuto in ambito micologico ed è di norma attribuito al genere Russula, noto soprattutto per questa specie. Il termine “vesca” deriva dal latino “vescus“, che significa “mangereccio“, in riferimento alla sua riconosciuta commestibilità. Russula, invece, è il diminutivo di rússa, da russus [russus], russă, russum, aggettivo di I classe, il cui significato è rosso, rossa, ovvero: rosseggiante.
Traduzioni in italiano dei nomi internazionali di Russula vesca
I nomi comuni internazionali sono principalmente basati sulla traduzione nella lingua locale dell’epiteto latino “vesca” o di “Russula“, ma più generalmente fanno riferimento alla sua nota commestibilità con la semplice aggiunta di Colombella o Colombetta di norma associate al genere. Molti i nomi dialettali-locali europei, di fatto intraducibili.
Vediamo nel dettaglio alcune tra le varianti dei nomi comuni stranieri menzionati in precedenza:
- In inglese è detto Russula a denti nudi (per via della sua cuticola a volte un poco ritratta all’orlo, che lascia intravvedere i bordi delle lamelle (denti), è detta anche Russula della Civetta.
- In catalano è detto Pappagallo (in alternativa al nostrano Colombina) roseo o più generalmente Russula.
- In ceco è detta Colomba alle mandorle.
- In tedesco viene tradotto come Russula colore incarnato o Russula commestibile.
- In spagnolo e francese è detta semplicemente Russula commestibile.
- In olandese è la Russula gustosa o Russula saporita.
- In polacco è Piccione delizioso.
- In sloveno è detto Piccione commestibile.
DISTRIBUZIONE
Russula vesca è una specie comune su suoli leggermente acidi o neutri
Comunemente conosciuta come Russula di primavera o Russula primaverile, R. vesca è una specie fungina ampiamente diffusa. Questa specie termofila e precoce può essere trovata dalla tarda primavera fino alla metà dell’autunno, di solito tra maggio e ottobre; in genere fruttifica principalmente durante i periodi caldi. Sin da inizio primavera e in autunno, la si trova esclusivamente in boschi termofili poi, nel pieno dell’estate anche in boschi mesofili sia di latifoglie che (meno diffusamente) di conifere.
Cresce prevalentemente nelle foreste decidue europee, dal Mediterraneo alle Ebridi fino alla Scandinavia. È inoltre presente in Asia (Siberia orientale, Giappone, Corea), Nord America (Stati Uniti) e Nord Africa.
Nel nostro Pianeta esistono centinaia di specie differenti di Russule. Russula è infatti un genere di funghi molto vasto, composto da circa 750 specie di funghi ectomicorrizici assai comuni, di cui almeno 250 specie presenti anche in Italia.
HABITAT / ECOLOGIA
L’HABITAT di Russula vesca

L’habitat ideale per Russula vesca
Si tratta di una specie ecotomicorrizica, il che significa che vegeta nutrendosi grazie al rapporto di simbiosi che crea con le piante ospiti. Una delle tante tipologie di micorriza, che interessa le piante d’alto fusto degli ecosistemi forestali e che, si realizza attraverso una associazione simbiotica (di simbiosi) tra radici delle piante ed ife fungine. ► Puoi approfondire questo argomento consultando la voce di Enciclopedia → ectomicorriza.
La Russula vesca predilige i suoli silicei con pH acido o leggermente acido e in Italia è prevalentemente diffusa nel Nord, in Calabria e in Sardegna. Cresce a diverse altitudini, dalla fascia subalpina alla pianura e alla costa, formando simbiosi ectomicorrizica con varie specie arboree, sia conifere in montagna, come Pini e Abete rosso, sia latifoglie in collina e in pianura, come Quercia, Sughera, Castagno, Carpino, quercia Cerro, Rovere e Farnia, Faggio, Nocciolo e Tiglio.
Al Nord, è ben presente nei boschi pedemontani dal Cuneese-Torinese al Biellese-Vercellese-Novarese e al Lago Maggiore, dal Varesotto al Lago di Garda, coprendo le Prealpi Lombarde, e dall’Adige al Piave-Tagliamento. È frequente anche sui balconi termofili del Trentino e nei boschi attorno alle vigne. Tuttavia, è meno presente nel basso Piemonte e in Emilia Romagna, a causa della maggiore presenza di suoli calcarei.
Alcune curiosità
Russula vesca si può trovare sin dall’inizio della primavera. É la prima tra le Russule a comparire nei nostri boschi, prediligendo esclusivamente i boschi termofili in periodi freschi, per poi comparire anche nei boschi mesofili nel pieno del caldo estivo.
Come quasi tutte le Russule, non è facile da identificare. Molte Russule possiedono infatti cromie variabili, colori che possono cambiare in base all’habitat e al tipo di clima.
Secondo alcuni raccoglitori, Russula vesca è la migliore nel suo genere ed è anche quella con il peso specifico maggiore. Purtroppo, come molte altre del proprio genere, viene spesso attaccata pesantemente dalle larve dei ditteri che ne popolano principalmente il gambo.
La caratteristica della cuticola che si ritrae, rivelando le lamelle, è tipica ma, considerata un elemento poco affidabile e non distintivo, dal momento che, in caso di clima molto secco, anche altre Russule possono vedere la propria cuticola ritirarsi.
⛔️ Le nuove specie di funghi, che fino ad ora ci erano sconosciute, vanno raccolte solamente se si è accompagnati da cercatore esperto e vanno fatte vedere ad un Ispettore ASL o Micologo professionista, non al proprio vicino di casa!⛔
SEGNI DISTINTIVI / CARATTERISTICHE

COME RICONOSCERE RUSSULA VESCA
Il carpoforo-corpo fruttifero di questo fungo è formato da un cappello, frequentemente ad ombrello, al di sotto del quale si trova il cosiddetto imenoforo, che a sua volta ospita delle lamelle di colore bianco, insieme con un gambo, anch’esso per lo più bianco.
Il cappello è carnoso e sodo da giovane, con un orlo tipicamente sottile. La sua forma varia da subglobosa ad appianata, diventando depressa con l’età. Le sue dimensioni vanno da 4-5 cm a un diametro medio di 10-14 cm.
La colorazione del cappello, la tendenza a macchiarsi di giallo-brunastro nelle zone manipolate, la sporata bianca e il sapore completamente dolce, simile alla nocciola, sono tutti caratteri distintivi per il riconoscimento di questa specie.
La cuticola è asciutta e opaca, asportabile per due quinti del raggio, talvolta leggermente ritratta all’orlo con striature più scure rispetto al colore di fondo, soprattutto in condizioni di tempo asciutto. Le colorazioni del cappello variano: nelle forme tipiche sono di un bel vinoso-bruno sotto le conifere, oppure color pesca o rosa-lilacino sotto le latifoglie. Possono occasionalmente presentare sfumature di verde-grigiastro (forma viridata) o di nocciola (fo. avellanea), oppure essere quasi interamente biancastre con toni giallognoli nella variante (fo. lactea).
L’imenoforo, ovvero la parte fertile del frutto, si trova nella parte inferiore del cappello ed è costituito da lamelle leggermente decorrenti e biforcate, soprattutto all’inserzione con il gambo, relativamente fitte, intervenate, un po’ lardacee nei giovani esemplari, bianche, macchiandosi di ruggine e poi ingiallendo con l’invecchiamento o a seguito di manipolazione prolungata.
Le spore sono ovoidali, cosparse di verruche e bianche in massa, con dimensioni di 6,4-8 x 5-6,5 µm.
Il gambo è subcilindraceo, attenuato verso la base, un poco rugoloso, di colore biancastro, talvolta toccato di rosa, con macchie giallo-brunastro, pieno e poi farcito a maturazione. Può misurare fino a 6/8 cm di lunghezza e 1,5/2,5 cm di diametro.
La carne è soda e ben compatta nei giovani esemplari, di colore biancastro che tende a ingiallire al tocco e a macchiarsi di toni brunastri. Ha un sapore dolce che ricorda la nocciola, con un odore poco pronunciato.
COMMESTIBILITA’
SI TRATTA DI UN FUNGO COMMESTIBILE, EDIBILE (con parsimonia) ANCHE DA CRUDO
La Russula vesca, conosciuta anche come “Colombina di primavera” o “Russula primaverile“, è apprezzata come ottimo fungo commestibile. Come altre Russule simili, come la R. aurea, è ideale per una rapida cottura a fuoco vivace, grazie alla sua carne tenera e delicata. È anche buona da consumare cruda, ma sempre in quantità decisamente modeste, senza mai esagerare.
Data l’alta concentrazione di cadmio riscontrata in questa specie, è consigliabile consumarla in modo discontinuo e non eccessivo al fine di evitarne un accumulo indesiderato.
⛔️ Naturalmente va ricordato che il consumo di qualsivoglia fungo da crudo va effettuato con parsimonia, poiché i funghi non sono da tutti ben tollerati e/o facilmente digeribili, soprattutto da crudi ⛔️
⛔️ Se decidi di provare a mangiare questo fungo da crudo, ricordati di lavarlo prima per bene con acqua e bicarbonato e, non importa se si perderà parte del profumo, perché la sola spazzolatura non garantisce una corretta igiene; residui terrosi e/o batteri potrebbero rimanere intrappolati sul fungo e, col proliferare nei boschi di animali selvatici quali Caprioli, Cinghiali, Volpi e Tassi, la contaminazione con le loro urine o feci è altamente probabile ⛔️
Di seguito vediamo cosa dicono al riguardo gli autorevoli autori Nicola Sitta, Paolo Davoli, Marco Floriani e Edoardo Suriano, nella loro importante: “Guida ragionata alla Commestibilità dei Funghi“:
Genere Russula, sottosezione Heterophyllae (include: R. cyanoxantha, R. vesca e R. heterophylla): sono fra le specie di Russula più conosciute e in assoluto più consumate nel territorio italiano.
Le prime due sono inserite nelle liste positive dei funghi commercializzabili di numerose Regioni italiane e di diversi Paesi europei: Austria (2006), Belgio (2017), Francia (2017), Germania (2008), Romania (2019), Svizzera (2020) e Ungheria (2019). Per R. heterophylla, che è inserita solo nelle liste della Regione Marche e dell’Ungheria, va posta attenzione alla confondibilità (complessivamente improbabile ma pericolosissima) con A. phalloides a causa delle colorazioni del cappello; lo stesso dicasi per le forme a tonalità verde di R. cyanoxantha. Secondo Assisi & al. (2008) queste specie di Russula sono particolarmente digeribili e possono essere consumate anche crude; pur conoscendo la correttezza di queste affermazioni, riteniamo importante educare i raccoglitori a trattare anche queste specie con cottura completa a causa del pericolo derivante dalla confondibilità con R. olivacea.
La Russula vesca può essere cucinata in vari modi, similarmente ad altre specie di Russula commestibili. Ecco alcune opzioni:
- Saltata in padella: Taglia le Russule a fette sottili e saltale in padella con un po’ di olio d’oliva o burro, aglio e prezzemolo. Puoi aggiungere un pizzico di sale e pepe per condirla leggermente.
- In insalata: Puoi aggiungere Russula vesca cruda, tagliata a fette sottili, in insalate miste per arricchirle di sapore.
- In zuppe o stufati: Le Russule possono essere aggiunte nelle zuppe o negli stufati per dare un sapore unico al brodo. Assicurati di cuocerle a sufficienza per rendere la consistenza più morbida.
- Farcita: Puoi farcire le Russule con ingredienti come formaggio, erbe aromatiche e pangrattato, quindi cuocerle al forno fino a quando sono tenere.
️ Ricorda sempre di cuocere le Russule adeguatamente prima di consumarle, in quanto alcune varietà possono causare disturbi gastrointestinali se mangiate crude.

SPECIE SIMILI
Russula vesca è un fungo di abbastanza facile identificazione, le sue caratteristiche macroscopiche, se analizzate nel dettaglio, non dovrebbero trarre in inganno nemmeno il fungaiolo meno esperto. Tuttavia, come ogni fungo presente in natura, e considerando anche la sua caratteristica varietà di colori, potrebbe creare confusione anche tra gli esperti. Anche R. vesca potrebbe essere confusa con alcuni funghi simili, tra cui molti appartenenti allo stesso genere. Vediamone alcuni nel dettaglio.
Di seguito elenchiamo alcune tra le specie facilmente confondibili dandovi alcune dritte su come poterle distinguere.

Vediamo nel dettaglio le specie sopra citate.
Russula vesca potrebbe essere confusa con:
► Russula aurora (commestibile di scarso valore), che presenta una cuticola molto fine, poco asportabile e dalle colorazioni tenui rosastre decoloranti verso tonia avorio crema chiaro, il gambo pruinoso verso l’apice, reagisce al solfato ferroso a tonalità rosa sporco.
► Russula alutacea (commestibile), specie dai colori più vinati, bruno-vinoso, bruno-rossastro. Fruttifica da luglio a ottobre tra latifoglie e conifere.
► Russula decipiens (non commestibile, piccante-acre), specie nelle forme decolorate, si riconosce per avere le lamelle crema-ocracee, poi giallastre, sporata giallo carico e sapore nettamente acre.
► Russula liliacea (commestibile), specie simile ma con gambo con sfumature rosee. Vegeta prevalentemente sotto carpino e querce.
► Russula melliolens (commestibile senza valore), specie simile ma dai colori più rossicci, rosso carminio-rosso ocra con centro più scuro. Vegeta tra castagni e querce, poco comune al Nord.
► Russula olivacea (commestibile con cautela. Velenosa da cruda), specie simile ma dai colori variabilissimi. Cresce quasi esclusivamente sotto faggi.
► Russula persicina (pepata, Tossica), specie simile ma dalle colorazione più rossicce-porpora. Frequente sotto querce.
► Russula veternosa (non commestibile, sapore acre), specie simile ma dalle colorazioni più intense, rosa carnicino-carico. Vegeta tra le conifere da agosto a ottobre.
► Le forme decolorate al nocciola (fo. avellanea) si possono confondere con Russula heterophylla fo. adusta (commestibile), ma il portamento più massiccio di quest’ultima, le colorazioni toccate o macchiate di bronzo, le lamelle decorrenti e biforcate all’inserzione bastano per distinguerle correttamente.
PHOTOGALLERY DI RUSSULA VESCA
COLOMBINA DI PRIMAVERA, COLOMBINA PRIMAVERILE







Argomenti correlati a Russula vesca
- ATLANTE DEI FUNGHI
- Arcobaleno dei Funghi
- Ectomicorriza
- I Funghi
- Fungi
- Fungo
- Habitat
- Latifoglie
- Micorriza
- pH
- Simbiosi
- Simbionte
- VIOLA
- ROSA
Russula [email protected]
NB: E’ possibile richiedere alla redazione le fonti di provenienza di quanto riportato in questa scheda, dove già non espressamente citato.
Last Updated on 15/01/2026 by Alfonso Conti

