Omphalotus olearius – Fungo dell’Ulivo – funghi velenosi

Omphalotus olearius
Omphalotus olearius
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OMPHALOTUS OLEARIUS (DC.) Singer, 1946

🍄 DESCRIZIONE SOMMARIA

Omphalotus olearius scheda illustrativa
Omphalotus olearius scheda illustrativa

Qual è il colore prevalente?

Banner colori omphalotus olearius
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Nell’arcobaleno dei funghi: → dal giallo-arancione ai colori arancione-rossiccio ma anche arancio-brunastro o persino marroncino ma sempre su sfondo aranciato. Con clima umido arancio brillante.

Come riconoscere al volo Omphalotus olearius?

Ho trovato ai piedi di un ulivo e di alcune querce un fungo che, appena visto ho scambiato per un Finferlo/Galletto, ma dai colori più aranciati-brillanti. Il fungo ha la forma dei Finferli, ma questi sono ammassati in gruppo, uniti al piede e nascono direttamente sul legno o radici e non a terra. Di che fungo si tratta?

Omphalotus olearius è un fungo molto comune in area mediterranea, lo si riconosce al volo perché ha una certa somiglianza con i comuni Finferli/Galletti, da cui differisce però per essere più duro-tenace e perché ha colori più aranciati-rossicci-marroncini-bruni. Non fruttifica direttamente sul terreno ma su legno in decomposizione, preferibilmente su ceppaie o ai piedi di ulivi e querce. E’ un fungo fortemente tossico!

Sinonimi obsoleti:

Agaricus olearius DC., Fl. franç., Edn 3 (Paris) (1815)
Agaricus olearius subsp. phosphoreus Battarra ex Pers., Mycol. eur. (Erlanga)(1828)
Armillariella olearia (DC.) Singer, Annls mycol.  (1943)
Clitocybe olearia (DC.) Maire, Treb. Mus. Ciènc. nat. Barcelona, sér. bot.  (1933)
Clitocybe phosphorea (Battarra ex Pers.) Bohus, Annls hist.-nat. Mus. natn. hung.  (1957)
Dendrosarcus phosphoreus Battarra ex Paulet, Traité champ. (Paris) (1793)
Dryophila olearia (DC.) Quél., Fl. mycol. France (Paris)(1888)
Dryophila phosphorea (Battarra ex Pers.) Quél., Fl. mycol. France (Paris) (1888)
Flammula phosphorea (Battarra ex Pers.) Quél., Assoc. Franç. Avancem. Sci., Congr. (1883) [1882]
Flammula phosphorea Battarra ex Quél., C. r. Assoc. Franç. Avancem. Sci.  (1883) [1882]
Pleurotus olearius (DC.) Gillet, Hyménomycètes (Alençon) (1876) [1878]

Omphalotus olearius (DC.) Singer, 1946

Divisione: Basidiomycota
Classe: Agaricomycetes
Ordine: Agaricales
Famiglia: Omphalomataceae
Genere: Omphalotus
Specie: Omphalotus olearius
Nome italiano: Fungo dell’ulivo, Fungo dell’Olivo, Falso Finferlo
Tipo nutrimento: SAPROFITA-LIGNIVORO, lignicolo, pluriennale
Periodo vegetativo: Da giugno a ottobre, fino a novembre con clima caldo
Commestibilità o Tossicità: FORTEMENTE TOSSICO, provoca sindrome livida-pardinica</

🌐 NOMI INTERNAZIONALI

  • English: Jack o’, Lantern mushroom
  • Català: Gírgola d’olivera
  • čeština: hlíva olivová
  • français: Pleurote de l’olivier
  • Deutsch: Dunkler Ölbaumtrichterling
  • hrvatski: Otrovna zavodnica
  • magyar: Világító tölcsérgomba
  • polski: Kielichowiec pomarańczowy
  • română: Buricul măslinului
  • slovenščina: Oljkov livkar
  • Türkçe: Ağulu mantar
 

🇮🇹 Nomi comuni italiani

In Italia questo fungo è comunemente conosciuto come Fungo dell’Ulivo oppure Fungo dell’Olivo, per via della sua abitudine di vegetare e fruttificare su ceppi o ai piedi di ulivi. É però anche noto come Falso Finferlo o Falso Galletto/Callinaccio, per via della sua vaga somiglianza con i funghi del genere Cantharellus, appunto i Cantarelli/Finferli.



🗣 Etimologia

L’epiteto “olearius”deriva dal latino “olea”, che significa “olivo”, riferendosi ovviamente alla sua predilezione nel vegetare su piante vive ma sofferenti o morte-ceppaie di ulivo, mentre il nome Omphalotus [Omphalotaceae] ha origini dal greco ὀμφαλός “omphalos”, che significa “ombelico” e da οὖς, ωτόϛ oús, otós orecchio, per via della depressione centrale del cappello, che in questi funghi assume una forma che ricorda un ombelico o per meglio dire, un orecchio con relativo buco “ombelico” al centro.

🈂 Traduzioni in italiano dei nomi internazionali di Omphalotus olearius, fungo dell’ulivo

I nomi comuni internazionali, così come in italiano, sono quasi tutti legati al nome scientifico, perciò suonano quasi tutti come “fungo a ombelico dell’ulivo”. Ecco alcune traduzioni:

  • Inglese: Fungo lanterna di Jack o’, lanterna per via della sua bioluminescenza.
  • Ceco e Francese: la traduzione suona come “Pleurotus dell’ulivo”.
  • Tedesco: Fungo a imbuto dell’ulivo.
  • Croato: Fungo attraente ma tossico.
  • Ungherese: Fungo a imbuto bioluminescente.
  • Polacco: Fungo a calice-imbuto arancione
  • Rumeno e Sloveno: Fungo a ombelico dell’ulivo.
  • Turco: Fungo a imbuto tossico.

💥🍄🔥 Il curioso nome Jack o’ adottato per questo fungo in tutti i paesi di lingua anglosassone, deriva dalla tradizione folkloristica ed è legata alla figura di Jack, un personaggio della cultura popolare irlandese. Secondo la leggenda, Jack era un ladro che ingannò il Diavolo e, dopo la morte, non fu accettato né in Paradiso né all’Inferno. Gli fu quindi dato un tizzone ardente per illuminare il suo cammino, che Jack sistemò in una rapa vuota, creando una sorta di lanterna. La connessione tra Jack e questo fungo è dovuta al fatto che Omphalotus olearius emette nel buio, una leggera luminescenza verdognola, rendendolo simile a una piccola “lanterna”.


🌍 LA DISTRIBUZIONE di OMPHALOTUS OLEARIUS 💡

Originario dell’area mediterranea

Omphalotus olearius è un fungo legato al clima mediterraneo. Ha una distribuzione piuttosto ampia all’interno di questo areale ma, oggi lo si può trovare anche in diverse altre aree del nostro pianeta, legate ad un clima simil-mediterraneo.

Lo si trova prevalentemente nell’Europa meridionale e principalmente in area mediterranea. É comune in Italia, Francia, Spagna, Grecia, Turchia, Siria, Libano ed Israele. Naturalmente anche in Nord Africa tra Marocco, Algeria e Tunisia.

Anche se piuttosto raro, lo si può trovare associato alle Querce anche in Europa centro-occidentale. Sporadico in Germania, Belgio, Lussemburgo e Gran Bretagna.

In Nord America viene spesso confuso con Omphalotus illudens, specie autoctona nordamericana molto simile, se non del tutto identica, tuttavia O. olearius non è presente in questo continente. Anche O. illudens ha esigenze ecologiche simili al fungo nastrano, vivendo prevalentemente in zone a clima simil-mediterraneo o anche temperato, ma sempre in boschi termofili.


🌳 HABITAT / ECOLOGIA

L’HABITAT 🌳 di Omphalotus olearius

Omphalotus olearius
Omphalotus olearius

L’habitat ideale per il Fungo dell’ulivo o Falso finferlo

Habitat – Ecologia

L’Omphalotus olearius o Fungo dell’olivo, è un fungo velenoso che può essere facilmente confuso con l’ottimo Finferlo/Galletto (Cantharellus cibariuse altre specie simili), e che quindi andrebbe conosciuto decisamente meglio, per evitare di incappare in spiacevoli pericoli.

Vegeta e fruttifica su tronchi d’albero, perciò è detto lignicolo, → ovvero che ricava il proprio nutrimento direttamente dal legno in decomposizione, ed è proprio questa caratteristica che andrebbe tenuta bene a mente, quando nel bosco ci si trova davanti questo fungo, leggermente imbutiforme con lamelle, la cui forma, ed in molti casi anche il colore, ricordano appunto quelli del Finferlo/Gallinaccio o Galletto che, al contrario, vegeta direttamente sulla terra e non su radici, ceppi o alberi.

📢 Le possibili confusioni tra specie, possono essere generate allorquando un cespo di questi questi funghi si rinviene direttamente sul terreno, dandoci l’impressione di trovarci di fronte a funghi terricoli. In realtà in questo caso il cespo non si trova direttamente sull’humus o lettiera ma, saldamente ancorato al suo cibo, che può essere una radice di pianta morta o una radice morente, perché colpita da marciume radicale, oppure un ramo in decomposizione e coperto da terra o lettiera.


💥 Non vegeta neppure sul muschio (a meno che questo non ricopra un ceppo d’albero, al caldo del sole, perciò abbastanza improbabile poiché il muschio non ama né il caldo e tanto meno il sole diretto), ma direttamente su legno, ulteriore indizio per farci evitare confusioni tra specie vagamente simili.

Dal punto di vista nutrizionale questo fungo può essere considerato un saprotrofo, ovvero saprofita lignicolo-lignivoro. Si nutre infatti di materia organica morta e in decomposizione, in particolar modo si nutre di lignina e cellulosa presenti nel legno morto.

🍄💥🧪💉 O. olearius attacca raramente piante ancora vive. Lo fa soprattutto su piante malate, indebolite, morenti, ad esempio su ulivi colpiti da Xylella fastidiosa, batterio che causa il rapido disseccamento dell’ulivo, o Pseudomonas savastanoi (Rogna dell’ulivo) altro batterio che provoca noduli sui rami, oppure  danneggiati da altri funghi parassiti che li indeboliscono fino a portarli prossimi alla morte, quali ad esempio Spilocaea oleagina (Occio di pavone) che provoca macchie fogliari, Verticillium dahliae (Verticillosi) che provoca il disseccamento dei rami, Phytophtora spp. che ostruisce i vasi conduttori della linfa elaborata e provoca il marciume radicale o Colletotrichum spp. (Antracnosi) che attacca foglie e frutti.

Il suo habitat ideale è il bosco termofilo, o comunque il bosco degli ambienti mediterranei, risultando normalmente comune tra gli ulivi o olivastri, ma lo si può trovare facilmente anche su tronchi o radici di altre latifoglie, in particolar modo di Querce varie (incluso il Leccio e la Sughera), o anche l’Orniello, il Corbezzolo o il Cisto, più raramente di Castagni o di Pini dei boschi litoranei mediterranei, dove cresce cespitoso, → ovvero fruttificando a cespi, a mazzi, con i gambi tutti riuniti in un’unica base, più raramente lo si trova solitario e, anche questo è un buon indizio per farci capire che il fungo avvistato non è un Finferlo/Galletto.

💥🍄🌳 In generale l’Omphalotus olearius / Fungo dell’ulivo non condivide l’habitat dei Galletti dei boschi mesofili ma, potrebbe condividere lo stesso habitat di specie di Finferlo tipiche degli ambienti mediterranei quali il Cantharellus alborufescens oppure il Cantharellus ferruginascens o Cantharellus pallens.

Può vegetare dal livello del mare fino in collina ma, al Sud e sulle isole lo si può rinvenire fin verso i 1.300/1.400 mt, in Centro Italia, non arriva mediamente oltre i 700/800 mt.

💥🍄 A causa del Riscaldamento Globale del Pianeta, questa specie fungina sta modificando, e soprattutto ampliando, il suo areale di distribuzione con numerosi primi ritrovamenti segnalati nella Toscana interna, in Emilia Romagna, nel basso Piemonte e Oltrepò Pavese ma, novità tra il 2023 e il 2024, i primi ritrovamenti persino a Nord del Po in Lombardia, Veneto e in Friuli, anche in totale assenza di uliveti.
✋Occorre però verificare si tratti effettivamente di O. olearius e non di O. illudens, specie considerata rara in Italia, assai diffusa in Nord America, molto simile, anche se con carpofori leggermente più piccoli, legata a Latifoglie, non necessariamente mediterranee, già da tempo segnalata in boschi temperati al di fuori della fascia climatica mediterranea.

💥🍄 Durante la caldissima estate 2024 molti utenti della nostra Chat Telegram ci hanno segnalato ritrovamenti di O. olearius in zone Appenniniche della Toscana settentrionale, fin verso gli 800/900 mt, in Emilia Romagna anche in zone basso Appenniniche, e non solo tra piano e colli, ma soprattutto nelle province di Alessandria, Cuneo, Pavia, Bergamo, Brescia, Verona, Vicenza, Udine e Trieste.

Omphalotus illudens
Omphalotus illudens

🔎 SEGNI DISTINTIVI / CARATTERISTICHE

COME RICONOSCERE OMPHALOTUS OLEARIUS / FUNGO DELL’ULIVO

Il corpo fruttifero di questo fungo ha la tipica forma dei funghi a lamelle, decisamente polimorfo, può assumere infatti forme variabili, più o meno imbutiforme, con margine spesso fessurato o persino frastagliato o leggermente lobato.

La cuticola (strato superficiale del cappello), è glabra, liscia e lucida.

Il cappello ha colori leggermente più scuri rispetto a lamelle e gambo, assumendo colorazioni che possono variare dal giallo-aranciato, all’arancio scuro o persino rossastro-brunastro, quando non anche con tonalità sul marroncino, ma sempre nella gamma dell’arancio. Può raggiungere un diametro di 5-20 cm e, a maturità risultare sia concavo che convesso, comunque quasi sempre con bordo del cappello arrotondato-arrotolato verso le lamelle (tecnicamente detto involuto).

👂 Non è insolito trovarsi di fronte cespi di questi funghi dal cappello convesso (a semisfera) ma con un evidente ombelico al centro, che può essere appena accentuato, così come molto largo, caratteristica da cui deriva il nome scientifico di questa specie, Omphalotus = dal greco omfalòs = ombelicato, provvisto di un ombelico ad orecchio.

Le lamelle sono fortemente decorrenti, → ovvero si prolungano sul gambo, fitte e di colore giallo-oro, giallo-zafferano o giallo-arancio, più chiare sulla superficie pileica, lo strato più esterno delle lamelle stesse, e sono dette bioluminescenti, → perché, nel buio della notte possono emettere un leggero irradiamento luminoso di colore verdognolo.

Il gambo è svasato verso il cappello, → ovvero, più largo in alto e stretto (→ rastremato, assottigliato) in basso, con svasatura (apertura) in corrispondenza dell’ombelico visibile sul cappello, spesso ondulato e ricurvo, oltre che omogeneo. Misura mediamente tra i 5 e 20 cm, largo tra 2 e 5 cm. Può essere spesso eccentrico → ovvero non al centro del cappello, ma spostato su di un lato, fibrilloso, → ovvero più o meno ricoperto da piccole fibre sottili, concolore con il cappello, ma decisamente più chiaro in corrispondenza delle lamelle che si allungano sul gambo.

La carne è esigua, giallastra con odore indefinito ma definibile come sgradevole.

Ha spore elissoidi 8-9,5 x 5-5,7 millesimi di millimetro con sporata-sporulata di colore bianco o bianco-crema.


🍽 COMMESTIBILITA’

OMPHALOTUS OLEARIUS E’ UN FONGO TOSSICO ASSAI PERICOLOSO

La pericolosità di questa specie è dovuta principalmente al fatto che, come già detto, può essere facilmente confuso con tutte le specie di Finferlo/Galletto, non tanto per i colori che, in questa specie sono più aranciati-brunastri, quanto per la forma polimorfa (dove polimorfo significa, variabile, indefinito), ma che, molto spesso coincide con quella dei Finferli.

🚑🏥 Il cercatore di funghi inesperto, che non ha mai frequentato un corso di micologia e che conosce vagamente i funghi (solo perché segue gruppi o singoli fungaioli sui Social, da cui crede di aver appreso come riconoscere e distinguere i funghi), potrebbe facilmente essere ingannato da questo fungo e, trovandosi di fronte funghi imbutiformi dai colori vagamente giallognoli, penserà precipitosamente di aver finalmente trovato Finferli/Galletti. Consumandoli, andrà sicuramente incontro a più o meno gravi sindromi di avvelenamento, anche serie.


► Omphalotus olearius / Fungo dell’ulivo è responsabile del maggior numero di intossicazioni o avvelenamenti dovuti al consumo di funghi, nell’intera regione mediterranea, insieme con Entoloma sinuatum.


► Oggi questo poco invidiabile record è minato dalla sempre più massiccia presenza nel Sud Italia ed Isole, di una specie fungina aliena, da poco giunta in Italia dai Tropici: la Falsa Mazza di Tamburo ( Chlorophyllum molybdites) → leggi in proposito anche Mazze di Tamburo velenose. Dai Tropici in Italia il loro sosia tossico.

Omphalotus olearius è fortemente tossico-velenoso e può provocare una sindrome livida (anche detta pardinica) → da Entoloma lividum, a breve incubazione a carico dell’apparato gastrointestinale, che nei casi più gravi può essere anche violenta, con i sintomi che possono durare anche per una settimana e che, data la somiglianza con i sintomi della sindrome falloidea, può richiedere una terapia aggressiva. Il decorso è comunque benigno.

Di seguito vediamo cosa dicono al riguardo gli autorevoli autori Nicola Sitta, Paolo Davoli, Marco Floriani e Edoardo Suriano, nella loro importante: “Guida ragionata alla Commestibilità dei Funghi“.

🔴ℹ️ Omphalotus olearius

É un fungo tossico e la sua ingestione causa sindrome gastrointestinale anche di una certa severità, con tossicità costante (si ritengono ininfluenti i pochissimi episodi segnalati di utilizzo alimentare senza alcun effetto tossico sui consumatori). In letteratura è riportata, in associazione alla violenta componente gastrointestinale, la possibile presenza di sintomatologia di tipo simil-muscarinico (es. ipersudorazione, ipersalivazione, diplopia). Ciò potrebbe essere dovuto alla presenza di contenuti variabili di muscarina anche in O. olearius, in analogia a quanto documentato per O. illudens (Genest & al. 1968), o alla presenza di altri metaboliti ad attività simil-muscarinica. A tutt’oggi infatti la presenza di muscarina in O. olearius non è mai stata dimostrata in modo inequivocabile da un punto di vista chimico-analitico, e anche per O. illudens sarebbe forse auspicabile una conferma con l’ausilio di metodi di analisi più rigorosi. In molte regioni dell’Italia peninsulare O. olearius è la specie fungina che, insieme a Entoloma sinuatum, provoca il maggior numero di intossicazioni.

⚠️ ATTENZIONE ⚠️

Ispettorati micologici

‼️🍄 SPECIE SIMILI

Omphalotus olearius, come più volte ribadito nel corso di questo articolo-scheda, per quanto non identico e, diametralmene differente all’occhio del fungaiolo informato e più esperto, può invece essere facilomene confuso con Finferli/Galletti, da cercatori inesperti che si limitano a osservarne la forma, più o meno imbutiforme ed i colori, più o meno giallognoli.

ℹ️ Ti consigliamo di leggere la nostra scheda relativa al Genere Cantharellus per capire quali sono i Finferli che potrebbero in qualche maniera esser confusi con questa specie → Cantharellus Genere varietà di Galletti.


❌ Omphalotus olearius potrebbe inoltre essere confuso con:

► 🖐 Omphalotus illudens (fortemente tossico). Descritto nella sezione ↑ Distribuzione di O. olearius, come specie Nord Americana oggi sempre più presente anche in Italia, a causa del Riscaldamento Globale del Pianeta/Globalizzazione. Presenta forme e colori quasi identiche a O. olearius, salvo avere in genere stazza più minuta e predilezione per boschi temperati non mediterranei.

► 🖐 Clitocybe gibba (buon commestibile). Di colore crema-ocraceo, è decisamente più imbutiforme, non ha margine arrotondato-arrotolato, ha lamelle decorrenti sul gambo, è un fungo terricolo e non lignicolo, è tipico degli ambienti umidi-igrofili-mesofili freschi-temperati e meno frequentemente di ambienti mediterranei.

► 🖐 Pleurotus cornucopiae (buon commestibile). É un fungo lignicolo che può essere anche coltivato, dalle colorazioni bruno-giallastre, dalla forma più a cornucopia, imbutiforme-ombelicato, con margine regolare e sottile, rivolto verso il basso. Ha gambo piuttosto biancastro, reticolato per l’inserzione anastomizzata delle lamelle più scure rispetto al gambo. Fruttifica in autunno su legno sia vivo che morto di latifoglie, raramente su aghifoglie.

► 🖐 Pleurotus citrinopileatus (buon commestibile). É a tutti gli effetti un sosia di Pleurotus cornucopiae, alcuni testi lo riportano infatti ancora come P. cornucopiae var. citrinopileatus. Si riconosce per identica forma ma colori più scuri, più intensi, più gialli, è la forma più coltivata.

► 🖐 Hohembuehelia petaloides (buon commestibile). Altro fungo lignicolo dalla forma inizialmente imbutiforme, poi a forma a spatola o di lingua, margine lobato, sottile, superficie gelatinosa, pruinosa in prossimità del gambo, colori beige-ocracei vagamente giallastri con lamelle crema-biancastre e riflessi ocracei. Cespitoso su residui degradati di latifoglie.

► 🖐 Lentinellus cochleatus (non commestibile). Fungo lignicolo piuttosto comune, cespitoso autunnale su legno di latifoglie, in particolar modo di Faggio, ha forma convessa, poi imbutiforme, lateralmente aperto, con margine a lungo involuto e lobato, superficie liscia da ocra-rossastra a bruno-fulvo-rossastro, piuttosto simile alle cromie scure di O. omphalotus. Ha lamelle fortemente decorrenti, più o meno fitte, inizialmente biancastre, poi cremo-rosato-brune. Base del gambo concolore al cappello. Ha spesso forme tortuose allungate.


📷 PHOTOGALLERY DI OMPHALOTUS OLEARIUS

FUNGO DELL’ULIVO, FALSO FINFERLO

FOTOGALLERY

Omphalotus olearius – Fungo dell’Olivo

Omphalotus olearius
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Omphalotus olearius Fungo dell'Olivo
Omphalotus olearius Fungo dell’Olivo – scheda illustrativa
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Omphalotus olearius Fungo dell’Olivo – foto: Giuseppe Pino Porcu
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Omphalotus olearius Fungo dell’Olivo – foto: Sergio Bogotto
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Omphalotus olearius Fungo dell’Olivo – foto: Giuseppe Pino Porcu
Omphalotus olearius Fungo dell'Olivo
Omphalotus olearius Fungo dell’Olivo – foto: Antonio Debegiotis

Last Updated on 25/02/2026 by Redazione FM

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