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Laccaria amethystina

Laccaria amethystina

Laccaria amethystina è meglio conosciuta come agarico ametistino, in riferimento al suo colore viola-ametista. É un discreto commestibile, ma sospetto di tossicità. É ubiquitario, cresce sia nei boschi di conifere che di latifoglie, soprattutto montani e collinari. Scoprila in questo dettagliato articolo

LACCARIA AMETHYSTINA Cooke, Grevillea (1884)

Laccaria amethystina scheda illustrativa
Laccaria amethystina scheda illustrativa

DESCRIZIONE SOMMARIA

Qual è il colore prevalente?

Arcobaleno dei funghi viola Laccaria amethystinaNell’Arcobaleno dei Funghi: → viola – ametista

Come riconoscere al volo Laccaria amethystina?

Laccaria amethystina è un “fungo con le lamelle” noto in Italia come agarico o laccaria amestista. É un fungo dalla commestibilità controversa, attualmente considerato un discreto commestibile, nel misto funghi, in quantità moderate. É piuttosto comune nel pieno della stagione autunnale, facilmente identificabile e assai piacevole da vedere, per via del suo colore viola-ametista e per la sua bella forma slanciata.

Frequentemente il suo nome scientifico lo si trova scritto nella forma italianizzata di Laccaria amethistina senza la “y”, ma la forma corretta è Laccaria amethystina.

Scopri la Laccaria amethystina attraverso il nostro video YouTube. Clicca sull’immagine allegata per guardarlo:

Laccaria amethystina video
Laccaria amethystina – Clicca sull’immagine per guardare il video

Laccaria amethystina – amethistina – Laccaria ametista o ametistina

Sinonimi obsoleti:

Agaricus amethystinus Huds., Fl. Angl., Edn (1778)
Agaricus amethystinus var. ioides Pers., Mycol. eur. (Erlanga) (1828)
Agaricus amethystinus var. purpurellus Pers., Mycol. eur. (Erlanga) (1828)
Agaricus lividopurpureus With. [as ‘livido-purpureus‘], Bot. arr. Brit. pl., Edn 2 (London)  (1792)
Clitocybe amethystina (Cooke) Peck, Ann. Rep. Reg. N.Y. St. Mus. (1898) [1896]
Collybia amethystina (Cooke) Quél., Fl. mycol. France (Paris) (1888)
Laccaria amethystea var. vinosostriata Ballero & Contu, Rendiconti Seminario Fac. Sci. Univ. Cagliari (1989)
Laccaria hudsonii Pázmány, Z. Mykol. (1994)
Laccaria hudsonii var. vinosostriata (Ballero & Contu) Pázmány, Notulae Botanicae, Horti Agrobotanici Cluj-Napoca (1996) [1994-95]
Laccaria laccata var. amethystina (Cooke) Rea, Brit. basidiomyc. (Cambridge) (1922)
Russuliopsis laccata var. amethystina (Cooke) J. Schröt., in Cohn, Krypt.-Fl. Schlesien (Breslau) (1889)

Laccaria amethystina Cooke, Grevillea 1884

Laccaria ametistina – Laccaria ametista

Divisione: Basidiomycota
Classe: Agaricomycetes
Ordine: Agaricales
Famiglia: Hydnangiaceae
Genere: Laccaria
Specie: Laccaria amethystina
Nome italiano: Laccaria ametistina o L. ametista
Tipo nutrimento: Saprofita
Periodo vegetativo: dall’estate alla fine dell’autunno
Commestibilità o Tossicità: Discreto Commestibile anche se sospetto

NOMI INTERNAZIONALI

  • English-Inglese: Amethyst Deceiver
  • čeština-Ceca: lakovka ametystová
  • Deutsch-Tedesco: Violetter Lacktrichterling
  • Suomi-Finlandese: lehtolohisieni
  • Français-Francese: Laccaire améthyste
  • Lietuvių-Lituano: Ametistinė lakabudė
  • Nederlands-Olandese: Amethistzwam
  • Norsk-Norvegese: Ametystsopp
  • Polski-Polacco: Lakówka ametystowa
  • Română-Rumeno: Amăgitoarea de ametist
  • Svenska-Svedese: Ametistskivling

Nomi comuni italiani

Questo fungo, nonostante sia decisamente comune, nei propri luoghi di crescita, vanta un esiguo numero di nomi comuni-dialettali. Forse perché in passato è stato considerato come una specie che può provocare sindrome gastrointestinale. I più noti sono: l’obsoleto “agarico ametistino“, “fungo ametista“, “Fungo viola“, ” Violetta”.

Etimologia

L’eptiteto “amethystina “ deriva da amethystus ametista, pietra preziosa di colore violetto (dal greco ἀμέϑυστος améthystos, composto dal prefisso privativo ἀ- a- senza e da μεϑύω methýo essere ubriaco, perché si riteneva che l’ametista avesse la virtù di preservare dall’ubriachezza):(Allium, Aster, Brimeura, Conocephalus, Elleanthus, Eryngium, Eupatorium, Festuca, Jasione, Melica) di color ametista, sui toni del violetto. 

Questo colore interessa diversi generi fungini di colore ametista-violaceo che sono: Clavaria, Clavulina, Inocybe, Laccaria, Mycogloea, Psalliota, Russula, Tricholoma.

Il genere ” Laccaria “, deriva dal latino  medievale “laccare-tingere” (dal persiano lak vernice, lacca): per la lucida colorazione di questi funghi.

Traduzioni in italiano dei nomi internazionali

Queste alcune altre varianti dei nomi comuni stranieri:

  • Nei paesi di lingua inglese è detto “deceiver” = trasformista, per via della sua mutevolezza di colore, dal momento che i suoi carpofori tendono a cambiare di colore, dal viola brillante, al più sbiadito colore ametista-rosa antico, con l’avanzare della maturazione e con le intemperie quali eventi atmosferici che sono principalmente siccità, vento e pioggia, per questo raggiunto un certo grado di maturazione.
    Il termine “deceiver” è più propriamente traducibile come “ingannatore” ovvero come un fungo che inganna anche i micologi più esperti, dal momento che i suoi colori sbiaditi, possono far pensare di aver trovato un’altra specie, ad esempio Laccaria laccata, L. proxima, L. bicolor o L. fraterna, tutte piuttosto simili ma con colori decisamente più rosati.
  • in Tedesco anche in questo caso è imbuto laccato viola, per il suo cappello imbutiforme e laccato, per la sua superficie lucida e viola.
  • in Ceco e in Russo è chiamato il fungo laccato d’ametista, sempre in riferimento alla tonalità viola, ma in questo caso di una tipologia di vernice. Esiste anche una varietà di grigio, il grigio ametista, che è stato usato per alcune versioni della famosa Vespa, scooter italiano prodotto dalla Piaggio.
  • in Francese la traduzione letterale indica il nome scientifico Laccaria amethystina.
  • in Finlandese è chiamato “i miei funghi nel bosco“.
  • in Rumeno questa specie viene chiamata localmente l’ingannatore ametista come in inglese.
  • in Olandese e Svedese è semplicemente detto fungo ametista.
  • in Polacco è la laccata ametista.
  • in Macedone è il fungo viola.

DISTRIBUZIONE

Laccaria amethystina è un fungo che non predilige un habitat particolare, benché pare che in centro e nord Europa, abbia una predilezione per i boschi di abete rosso; è abbastanza diffuso, è definibile ubiquitario, proprio per l’etorogeneità dei suoi habitat più comuni. É infatti rinvenibile sia in boschi di latifoglie, che in boschi misti, oltre che nelle foreste di conifere.

L’ingannatore ametista (Laccaria amethystina) è una specie cosmopolita; è infatti diffuso in quasi tutte le regioni europee con clima temperato, ma la sua distribuzione non si ferma qui, cresce anche in Asia, nel continente americano, inclusi gli Stati Uniti d’America al nord, e poi centro e sud America, con presenza certa in Argentina, Brasile, Colombia, Costa Rica, Panama e Venezuela. Si hanno segnalazioni anche in Africa, specialmente in Algeria, Egitto, Etiopia, Kenya, Sudafrica, Tanzania e Tunisia. Infine presente anche in Oceania tra Australia e Nuova Zelanda.

In Italia è abbastanza comune, sia nelle pianure che in montagna, essendo un fungo saprotrofo, non predilige un’habitat in particolare, non richiede la presenza di specifiche specie di alberi, arbusti  con cui micorrizzare, come già detto questa specie fruttifica sia in boschi di latifoglie, che di conifere. Numerosi i ritrovamenti in boschi di Abete rosso, più marginali in quelli di Abete bianco. Frequenti tra i Pini così come tra i Castagni, nei Faggi e tra le Querce.

 

HABITAT / ECOLOGIA

🌲🌿🍂🍁L’HABITAT della LACCARIA AMETHYSTINA

Laccaria amethystina
Laccaria amethystina in bosco di Abete rosso

L’habitat ideale per la Laccaria amethystina

Si tratta di una specie saprofita, il che significa che compie il proprio ciclo vitale nutrendosi assimilando materia organica morta in decomposizione, quindi assorbe gli elementi di cui ha bisogno, direttamente dai detriti della lettiera in decomposizione e in misura minore direttamente dal suolo.

Questo fungo non predilige nessuna tipologia di bosco in particolare, perciò è sia eterogeneo che ubiquitario, l’importante è che sia presente un grande quantitativo di nutrimento. Lo si può trovare in qualsiasi luogo in cui l’ecosistema sia ricco di materia organica-nutrimento-humus-lettiera, perciò, specialmente nelle zone più umide e riparate del bosco.

Può fruttificare sia nei boschi di latifoglie che di conifere, dalla fascia collinare  a quella montana. Tra le latifoglie, frequenta puntualmente i boschi di castagno, di querce e di faggi, ma la si può ritrovare anche sotto noccioli, aceri, tigli e altre piante. Tra le conifere, preferisce la specie Picea abies (abete rosso) ma, in linea di massima la si può trovare anche sotto altri abeti e Pini.

Solitamente, ha una crescita gregaria, gli esemplari crescono vicini, in piccoli gruppetti.

La sua temperatura ottimale di vegetazione, è all’incirca intorno ai 15 °C.

Il suo clima preferito è quello temperato, con il susseguirsi di quattro stagioni ben distinte tra loro e con una temperatura media mensile moderata. Il suo bosco ideale è il bosco mesofilo di bassa montagna.     

La stagione di fruttificazione preferita è quella più umida, quando le rugiade notturne e le piogge, ristagnano al suolo senza una rapida ed eccessiva evapotraspirazione dell’umidità che deve rimanere intrappolata nella lettiera. Dalla fine dell’estate fino al pieno dell’autunno, quando dovrebbe iniziare il periodo dell’abscissione, o defogliazione, ovvero l’inizio della caduta delle foglie dagli alberi (evento che non avviene più con regolarità ormai da molti anni), questa specie fungina può fruttificare regolarmente, all’indomani di ottime-abbondanti piogge.

💥🔥 Piccole curiosità

💥 Laccaria amethystina, è detta: il fungo ametista, l’ingannatore ametista, ma cos’è l’ametista? 💥

AMETISTA: è una varietà di quarzo, un minerale costituito da silicio e ossigeno (formula chimica SiO2). Il suo nome deriva dal greco améthystos e significa all’ incirca”non ubriacare” perché all’epoca si credeva che la pietra proteggesse il possessore dall’ubriachezza. Il colore viola è dovuto ad impurità del ferro nel suo reticolo cristallino, che si ossida in presenza di radiazioni. Questo minerale è usato come gemma e ha un significato simbolico legato alla saggezza e spiritualità.

GUARNIZIONE DI PIETANZE: essendo un fungo di un colore viola sgargiante, questo fungo può essere utilizzato per guarnire alcune pietanze, magari a base di funghi misti. Può essere fatto essicare poi frullato, da cui si ottiene una polvere, da utilizzare come guarnizione.

 INGANNATORE: Una caratteristica peculariare di questo fungo è che è un “ingannatore”, cioè è un fungo che può essere confuso con un altro fungo, data la sua vasta gamma di colori, illudendo i suoi cercatori. Laccaria amethystina “inganna” con un semplice cambio di colore, a volte dovuto anche ad una semplice forma di mimetismo. Non è però l’unica specie ingannatrice!

ALTRI FUNGHI INGANNATORI

  • Il falso chiodino, Hypholoma fasciculare, un fungo che cresce a cespi sul legno in decomposizione, il cui aspetto ricorda quello del Piopparello, ma che dai cercatori inesperti viene scambiato per un Chiodino (da qua il nome di Falso Chiodino), pur avendo colori più rossicci con sfumature giallo pallido o diffusamente arancio.
  • Il falso porcino o porcino di fiele, Tylopilus felleus.
  • L’Amanita muscaria var. regalis inganna facilmente i cercatori di Ovoli reali (Amanita caesarea) per via dell’assenza di placchette bianche sul suo cappello.
  • Il falso finferlo, Hygrophoropsis aurantica è molto simile al classico fungo Galletto ma ha colori più aranciati.
  • Il falso fungo prataiolo, Agaricus xanthodermus, simile al prataiolo, è tossico e si identifica facilmente per via del suo sgradevole odore d’inchiosto. Ha la base del gambo giallo paglierino.

⛔🖐️ La confusione tra le varie specie fungine è sempre in agguato. Non consumare mai funghi che ancora non conosci, se prima non li hai mostrati, in presenza ad un Ispettore ASL o a un Micologo professionista che possa visionarli di persona (e non attraverso a fotografie). Il parere del vicino di casa o di “esperti” che hanno visto le foto su qualche Social e si sono espressi sulla commestibilità, è pericolosissimo e va assolutamente biasimato e/o denunciato.

⛔🖐️ Le nuove specie di funghi, che fino ad ora ci erano sconosciute, vanno raccolte solamente se si è accompagnati da cercatore esperto e vanno fatte vedere ad un Ispettore ASL o Micologo professionista, non al proprio vicino di casa!

SEGNI DISTINTIVI / CARATTERISTICHE
COME RICONOSCERE L’INGANNATORE AMETISTA

Lo sporoforo-carpoforo della Laccaria amethystina è formato da un cappello, dapprima convesso, depresso, leggermente imbutiforme poi aperto spianato, ciatiforme (*a forma di coppa, depresso al centro, a forma d’imbuto), il margine ha un andamento ondulato e revoluto, irregolare, poi disteso. Presenta una  sul cappello una cuticola liscia, opaca, igrofana di colore viola-ametista vivace a giovane età, più o meno intenso, che però con clima secco e negli esemplari maturi, tende a schiarire, assumendo tonalità più rosate, di un bianco-grigio-viola-ocraceo con riflessi lilacini. Al centro si possono osservare, delle finissime squamature concolori e appressate. Il cappello ha una larghezza che varia tra 1 e i 7 cm.

La parte fertile del fungo, l’imenoforo è costituita da lamelle adnate, larghe, appena decorrenti (*che si prolungano sul gambo), di colore violetto intenso, intervallate da lamellule, generalmente anastomizzate (*collegate tra loro tramite nervature trasversali).

Le spore sono di 8-10 micron, tondeggianti, aculeate, in massa biancastre.

Il gambo è lungo dai 2 ai 10 cm, e largo da 0,2-0-8 cm; è slanciato, cilindrico e uniforme, sovente ritorto, solitamente cavo, può essere concolore al cappello o  più sbiadito, è striato longitudinalmente, lungo la sua interezza presenta delle fibrille biancastre, è lanuginoso, ha una base leggermente ingrossata ed è rivestito da residui miceliari di colore bianco. Ha una consistenza prima coriacea da giovane, poi fragile e fistolosa a maturazione. E’ farinoso alla sommità.

Ha una carne sottile, scarsa e igrofana (igrofano), elastica e acquosa nel cappello, fibrosa nel gambo, lilla-biancastra. Ha un sapore e odore leggermente fruttato-dolciastro.

COMMESTIBILITA’

TRATTASI DI FUNGO POTENZIALMENTE COMMESTIBILE, MA RITENUTO DUBBIO E SOSPETTO DI TOSSICITA’ (SINDROME GASTROINTESTINALE)

Riguardo alla commestibilità della specie Laccaria amethystina c’è davvero molto da dire.

Esistono infatti  pareri contrastanti in giro per il mondo, come potrai leggere nel prossimo paragrafo, in alcuni testi viene indicato come commestibile, mentre in altri no o dalla commestibilità incerta, non è molto apprezzato per il suo sapore e la sua consistenza acquosa, inoltre secondo alcuni studi può assorbire metalli pesanti dal suolo, in particolare l’arsenico. Oggi il suo consumo è sconsigliato per diverse segnalazioni di disturbi gastroenterici soggettivi.

In assenza di norme universali, pubblichiamo ciò che scrivono i micologi Nicola Sitta, Paolo Davoli, Marco Floriani e Edoardo Suriano nell’eccellente “Guida ragionata alla commestibilità dei funghi“:

«🍴🔴 Tutte le specie di Laccaria sono classicamente considerate commestibili, ma non si conosce l’esistenza attuale di consumo tradizionale in Italia, nonostante riscontri ottocenteschi di vendita sul mercato di Roma. Oggi si tratta di funghi che vengono consumati solo occasionalmente da singoli amatori. L. amethystina e L. laccata sono commercializzabili in Belgio (2017), in Francia (2017) insieme a L. bicolor e L. proxima, in Svizzera (2020) insieme a L. bicolor. Inoltre, varie specie di Laccaria si trovano abbastanza di frequente sui mercati asiatici e in Messico.

In Laccaria amethystina sono stati ripetutamente riscontrati contenuti molto elevati di arsenico, che da Stijve & al. (1990) erano giudicati ancora trascurabili dal punto di vista della commestibilità. Ciò soprattutto in virtù del fatto che la tossicità dell’arsenico come contaminante, e in particolar modo delle specie inorganiche dell’arsenico, rappresenta piuttosto un problema di tossicità cronica che può manifestarsi per esposizione prolungata nel tempo attraverso l’ingestione regolare e costante di alimenti contaminati.

Da un punto di vista regolatorio, a tutt’oggi la normativa UE fissa livelli massimi per l’arsenico inorganico soltanto per alimenti ad alta frequenza di consumo come il riso e diversi prodotti a base di riso, rispettivamente a 0,20 mg/ kg e 0,25-0,30 mg / kg, mentre i funghi spontanei e coltivati non sono contemplati (Regolamento CE n. 1881/2006 e successive modifiche e integrazioni).

Tipicamente i livelli di arsenico in L. amethystina si collocano tra 2,5-25 mg /kg in peso fresco (Gry & Andersson 2014), ma possono raggiungere anche 142 mg /kg in esemplari raccolti in ambienti fortemente inquinati a seguito di lavorazioni industriali (Larsen & al. 1998). Sebbene nella maggior parte delle specie fungine l’arsenico sia presente sotto forma di arsenobetaina o di arsenocolina, specie organiche dell’arsenico a tossicità nulla o molto bassa (Braeuer & Goessler 2019), in L. amethystina si trova invece principalmente come acido dimetilarsinico (DMA) (Larsen & al. 1998), una specie organica dotata di una relativa tossicità cronica, ma pur sempre inferiore a quella dell’arsenico inorganico (Braeuer & Goessler 2019). Sotto il profilo della tossicità acuta i normali livelli di arsenico in L. amethystina non sono tuttavia tossicologicamente rilevanti, mentre dal punto di vista della tossicità cronica la frequenza intrinsecamente bassa del consumo di questa specie fungina “minore” in senso alimentare consente di ritenere trascurabile il rischio di effetti a lungo termine, come già affermato da Vetter (2004) per i funghi spontanei in generale. Da sporofori di diverse specie europee di Laccaria, inclusa L. amethystina, sono stati recentemente isolati diversi alcaloidi, tra cui l’acido amminotenuazonico, un derivato 3-aciltetramico ad attività erbicida, strutturalmente analogo all’acido tenuazonico, una micotossina prodotta da funghi del genere Alternaria (Schrey & al. 2019).

Gli sporofori di Laccaria possono contenere diverse centinaia di mg di acido amminotenuazonico per kg di peso fresco (Schrey & al. 2019). In mancanza di dati tossicologici in vivo su animali, ipotizzando anche per tale metabolita una tossicità paragonabile a quella dell’acido tenuazonico in virtù dell’analoga attività fitotossica in vivo e citotossica in vitro, l’esposizione acuta in seguito al consumo di Laccaria può essere considerata innocua per la salute, in analogia a quanto riportato per l’acido tenuazonico (EFSA 2011).

In conclusione, sulla base di queste considerazioni e soprattutto in assenza di intossicazioni confermate a carico di questo genere, i funghi del genere Laccaria possono essere considerati commestibili oppure, nel caso delle specie di minori dimensioni, privi di valore alimentare».

⚠️⛔🖐️ ATTENZIONE ⚠️ Le immagini e le informazioni riportate su funghimagazine.it sono puramente indicative e non possono sostituire l’accertamento effettuato da un professionista, Ispettore micologico di una ASL o Micologo professionista.
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Guide, manuali ed articoli descrittivi hanno solo e soltanto scopo didattico. Esistono centri specializzati presso le ASL (Ispettorati Micologici) o presso le Associazioni Micologiche che sono preposti per il riconoscimento e l’accertamento della commestibilità dei funghi. ISPETTORATI MICOLOGICI IN ITALIA.
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SPECIE SIMILI A LACCARIA AMETHYSTINA

Laccaria amethystina è un fungo facilmente confondibile con altre specie simili.

Di seguito un elenco di alcune altre specie fungine che potrebbero essere confuse con questo fungo:

► Cortinarius violaceus Tossico-Velenoso, assai somigliante, ha però lamelle gialle-burrose da giovane, gialle ruvide da adulto. Non si staccano facilmente. Nonostante la sua elevata tossicità, ha un gradevole odore di farina;

► Micena purpurea – Sconsigliato il consumo –  Ben somigliante. Ha lamelle leggermente decorrenti, biancastre, intercalate da lamellule. Ha odore di mandorla amara;

► Lepista nuda – Eccellente Commestibile – Ben somigliante benché abbia forma campanulata-convessa, campanulata-umbonata poi piana-depressa al centro. Ha lamelle fitte, spesse e decorrenti biancastre-crema concolori col cappello;

► Calocybe ionides – Commestibile se ben cotto – Leggermente somigliante, ha colori più violacei-liliacei. Cappello abbastanza spesso dapprima umbonato-ottuso poi campanulato ed emisferico, successivamente piano con margine involuto e più o meno ondulato. Odore fruttato-terroso;

► Clitocybe rivulosa – Immangiabile – Abbastanza somigliante, ha colori simili ma più biancastri-crema-beige-ocra. Vive sotto le conifere. Ha cappello fino a 20 cm, da convesso a piano, occasionalmente depresso, margine involuto e spesso fessurato con lamelle color crema. Ha odore lieve;

Altri funghi della specie Laccaria possono essere facilmente confusi con la Laccaria amethystina, ciò dovuto al fatto che, come già accennato, questa specie fungina ha una vera e propria predilezione per il trasformismo. I suoi colori infatti possono variare notevolmene dal viola al lilla, dal rosa al grigio-acraceo, in virtù dello stato del tempo o dell’habitat che la ospitano.

In massima parte è il clima secco a stravolgerne i colori, facendoli virare al rosa-grigio-ocraceo. Viceversa il clima molto umido-piovoso, ne amplifica i toni violacei facendoli virare al viola scuro. Forme e colori di altre specie di Laccaria possono trarre facilmente in inganno. Di seguito alcune altre specie di Laccaria tra le più comuni in Italia:

► Laccaria Laccata,
► Laccaria bicolor,
► Laccaria proxima,
► Laccaria fraterna,
► Laccaria tortilis.

🎥 VIDEO DI LACCARIA AMETHYSTINA

Nel seguente link, puoi visualizzare un breve video su Laccaria amethystina: 👉 https://youtube.com/shorts/


PHOTOGALLERY DI LACCARIA AMETHYSTINA

LACCARIA AMETISTINA: L’INGANNATORE AMETISTA

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