Aggiornamento funghi 04-02-2024 Finferle-Lutescens
Aggiornamento funghi 04-02-2024 Finferle-Lutescens

Funghi a Febbraio? Andiamoli pure a cercare perché ce ne sono ancora! Aggiornamento funghi 04-02-2024

Funghi a Febbraio? Andiamoli pure a cercare perché ce ne sono ancora

Aggiornamento funghi 04-02-2024 – Meteofunghi, situazione

Non farti ingannare dal titolo, che non vuole essere imbroglione o accalappia-fessi.

Se stai pensando ai funghi Porcini, dovrai avere ancora un po’ di pazienza e, dato l’andamento termico del clima italiano, probabilmente di pazienza non dovrai averne per un periodo eccessivamente lungo (sicuramente inferiore agli anni passati). Se invece stai pensando ai funghi invernali, allora puoi sicuramente programmare una salutare passeggiata nei boschi, certo che qualche bel fungo invernale salterà sicuramente fuori.

Nonostante il calendario ci dica che ci troviamo appena a ridosso dei famosi “giorni della merla” (ma esistono ancora? 😳), giorni che per antonomasia dovrebbero essere i più freddi dell’anno, i termometri ci raccontano tutt’altra storia.

Ci raccontano di un ingombrante Anticiclone caldo posizionato sull’Europa occidentale che sta dispensando temperature tutt’altro che invernali. Temperature di almeno 10/15°C più alte del normale che, abbinate all’assenza di umidità e piogge, iniziano a preoccupare chiunque si occupi di agricoltura o di approvvigionamenti idrici.

Sabato 3 febbraio 2024 alle ore 16 i termometri di mezzo Piemonte e Liguria segnavano 18/20°C. Stesse temperature tra Maremma e Lazio, oltre che nel Foggiano e in Sardegna. Più calda la Provenza con 17/22°C. 18/22°C anche nella Spagna sud-occidentale e Portogallo. Sull’Europa manca il freddo vero. Per trovare temperature inferiori ai -5°C occorre andare in Lapponia e in Russia a Nord-est di Mosca.

Le nostre montagne, spelacchiate, sono brulle e prive di neve come dovrebbero esserlo tra Aprile e Maggio. Sul Monte Rosa, a 3.000 mt si scia su di un fazzoletto di neve, circondato da pietraie nere prive di coperture nevose.

Non è certo un bel quadro meteorologico e, quel che preoccupa maggiormente, è vedere in collina i primi Pruni già fioriti, pur con la prospettiva di nuovi possibili abbassamenti termici che potrebbero far morire queste piante così coraggiose.

Mentre scrivo questo articolo, il quotidiano La Stampa ci informa che la Catalogna spagnola sta andando verso lo stato d’emergenza, mentre Euronews ci informa che a Barcellona è emergenza siccità. Acqua garantita ma razionata.

Non piove da settimane, localmente anche da mesi, e non nevica sui nostri monti, col risultato che, ancora prima che possano essersi create le scorte d’acqua per l’estate, queste sono già esaurite.

Nel nord Italia, in molte zone della Sicilia e in alcune altre zone della Sardegna, la siccità non interessa solamente i campi coltivati ma anche i nostri boschi dove, a causa delle limitatissime precipitazioni invernali, ogni ruscello è asciutto e completamente privo d’acqua.

Nel corso delle ultime settimane, abbiamo fatto diversi sopralluoghi nei boschi e, con nostra grande sorpresa, ci siamo accorti di quanto siano decisamente resilienti, e quindi capaci di adattarsi, i nostri amati funghi che, in assenza di freddo vero, ora che si è placato il vento, riescono a fare di necessità virtù, sfruttando al meglio anche la semplice rugiada notturna, anche la poca umidità presente nell’aria.

Da più parti d’Italia riceviamo ancora report di bei funghi freschi di nascita. Funghi che non ti aspetteresti di poter vedere in presenza di una simile siccità o comunque di un calendario che ti dice che ci dovremmo trovare nel mese in cui dovrebbe esser presente il quantitativo minimo sindacale di funghi.

Il fatto è che, in assenza di temperature elevate, i funghi sono in grado di sfruttare le falde acquifere profonde e comunque l’umidità che si è accumulata attraverso le uniche piogge o nevicate avute e che neppure il forte vento è in grado di prosciugare, dal momento che il vento non è in grado di penetrare nel terreno e l’assenza di foglie sulle piante, impedisce a queste di far evapotraspirare (→ evapotraspirazione) la poca acqua presente nei suoli.

Durante i mesi invernali ti aspetteresti di trovare più funghi lignicoli rispetto ai funghi terricoli; la ragione è che il legno durante la stagione fredda rimane più caldo, più produttivo e sufficientemente umido o pregno d’acqua, mentre i suoli, troppo freddi, congelati o induriti, dovrebbero risultare poco ospitali e poco stimolanti per i funghi.

Quest’anno accade invece l’inverso, ovvero che il legno morto risulti troppo asciutto, seccato dal vento o dai raggi solari che, benché obliqui, sono sufficientemente caldi da riuscire a far evaporare l’acqua contenuta nel legno morto. Viceversa, i suoli, benché asciutti in superficie, appena al di sotto di un leggero strato di humus o lettiera, risultano sufficientemente bagnati e tutt’altro che gelidi.

Spugnole/Morchelle già a Febbraio

Aggiornamento funghi 04-02-2024 – Seconda parte

Tutto questo consente ai funghi di lettiera di poter ancora vegetare e fruttificare, pur nonostante negli anni passati, di questi tempi, nei boschi non si trovava alcun fungo terricolo, fino all’arrivo delle prime Spugnole/Morchelle.

Ricevo spesso, in questi ultimi giorni, messaggi da parte di lettori che mi chiedono se secondo me è assurdo pensare che quest’anno le Spugnole/Morchelle potranno già iniziare a fruttificare a partire dal mese di febbraio, anziché tra marzo ed aprile.

No, non è affatto assurdo pensarlo, naturalmente tenendo conto che buona parte delle Morchelle sono sia saprofite che simbionti-micorriziche e che le seconde, per poter fruttificare, hanno necessità che le piante simbionti si siano già risvegliate dalla quiescenza invernale, ovvero che siano già sveglie e pronte a produrre nuova vegetazione.

In particolar modo le Morchelle che vivono in stretta simbiosi con i Frassini, hanno necessità che questi siano già attivi, che pompino già linfa necessaria a far partire le prime fioriture e soprattutto che questi non siano malati-morenti perché colpiti dal Bostrico, l’insetto che, simile al Bostrico tipografo degli Abeti, attacca duramente i Frassini portandoli alla morte.

I Parassiti del Frassino - Gallerie di insetto tipografo
I Parassiti del Frassino – Gallerie di insetto tipografo – Aggiornamento funghi 04-02-2024

Date le temperature costantemente elevate, e comunque perennemente assai più alte rispetto alle medie del periodo, è facile attendersi le prime nascite di Morchelle scure-coniche (Morchella elata o Spugnola slanciata), nei boschi di Pino. Ciò avverrà sicuramente già entro la fine di questo secondo mese dell’anno e presumibilmente a partire dai boschi della Sicilia e lungo le coste tirreniche, decisamente più caldi rispetto ai boschi dei versanti adriatici.

Vorrei ricordare ai nostri lettori che le Spugnole/Morchelle non sono funghi che amano la pioggia, così come gli eccessi d’umidità, benché siano solite vegetare in ambienti igrofili, quindi ricchi d’acqua.

Questo potrebbe sembrare un controsenso ma non lo è, dal momento che questi sono funghi che vegetano e fruttificano esclusivamente su suoli ben sabbiosi, quindi ben drenanti in cui l’acqua non ha modo di ristagnare e quindi di far marcire i suoi delicatissimi carpofori, assai sensibili alle bagnature e relativi ammuffimenti.

Questi funghi sfruttano l’umidità presente negli stati inferiori della rizosfera al bisogno, evitando che i propri carpofori entrino in contatto diretto con l’acqua. Saranno perciò più che sufficienti le rugiade notturne a far fruttificare i funghi di questo genere, purché le rugiade notturne si verifichino e, l’umidità apportata dai vicini mari, è certamente ideale per le pinete litoranee italiane.

Dov’è piovuto negli ultimi 25 giorni in Italia?

Purtroppo nel corso delle due ultime decadi, in Italia è piovuto assai poco.

Tornando indietro nel tempo vediamo che il giorno 3 di febbraio si sono avute per lo più rugiade o pioviggine sulla Sardegna Nordoccidentale e meridionale, oltre che lungo la foce del Po. Poca pioggia in Sardegna centrale e meridionale e tra la Sicilia settentrionale e meridionale. Troppo poco. Il primo febbraio qualche pioggia sulla riviera romagnola e attorno ad Ostia, rugiada/pioviggine in Sardegna occidentale.

E’ andata meglio a gennaio ma comunque con piogge ovunque al di sotto delle attese.

Il 31 e 30 pioviggini sulla bassa pianura veneta e romagnola, qualche goccia in più in Cadore. Il 29 e 28 rugiade o pioviggini qua e là in Sardegna e Pianura Padana orientale, grazie alle nebbie. Il 27 due gocce di pioggia al confine tra Abruzzo e Molise e nel Valpolicella. Altre gocce di pioggia in Valpolicella il 26 e qualche fiocco di neve sui monti di confine con la Svizzera in VdA. Il 25 e 24 2 gocce di pioggia nel Valdarno, qualche fiocco di neve sui monti di confine con Svizzera e Austria.

Per trovare piogge degne del nome occorre tornare al 23 quand’è piovuto in Sicilia settentrionale, bassa Calabria, qua e là nella Puglia meridionale, Lucania interna, Agro Pontino, Marche, Valdarno e Toscana settentrionale. Il 22 nuovamente in Toscana settentrionale e Liguria di levante, con neve sui monti di confine del Torinese e in Valle d’Aosta. Il 21 piogge su Sicilia orientale e Reggino e al confine tra Lucania e Campania, oltre che nel Molise centrale.

É andata meglio tra il 20 e 19 di gennaio quand’è ben piovuto dapprima nel Friuli orientale-Carso, Marche meridionali e monti di confine tra Molise e Campania, oltre che sui monti attorno a Potenza, qualche pioggerella anche in Sardegna meridionale, Umbria, Abruzzo, Foggiano, tutta la Romagna ed Emilia orientale, Triveneto. Il giorno 20 invece le piogge sufficienti o abbondanti sulla Camapania centro-meridionale, Lucania tirrenica, Calabria a nord dell’istmo di Lamezia. Piogge non copiose ma buone anche nel Barese, Sicilia nordorientale, Sardegna meridionale, Lucania orientale. Piogge inferiori nel resto della Puglia, Molise, Abruzzo e Lazio meridionale.

Insomma, tolto il giorno 20, non è che sia piovuto un granché ma queste piogge sono state comunque sufficienti in un periodo temperato ma non sufficientemente caldo da provocare evapotraspirazione sostenuta.

Detto ciò, ci attendiamo perciò nascite di funghi essenzialmente nel nostro Sud, ad eccezione della Sicilia sudorientale nelle secchissime province di Trapani, Enna, Agrigento e Caltanissetta.

Possibile apice di nascite tra Campania centro-meridionale, Lucania tirrenica e Calabria. Qualche nascita anche in Sardegna occidentale e meridionale così come segnalto nella mappa del Semaforo dei funghi appena aggiornata in homepage.

Dove andare a cercare funghi ora e quali funghi è possibile trovare?

Aggiornamento funghi 04-02-2024 - Leccinellum lepidum
Aggiornamento funghi 04-02-2024 – Leccinellum lepidum – PH@Emanuele Codispoti/Calabria

Aggiornamento funghi 04-02-2024 – Terza parte

Dove andare a cercare funghi ora l’ho appena scritto e lo ribadisco, Italia meridionale ad eccessione del Sud della Sicilia. Qua le nascite migliori.

In quali ambienti?

Ovunque vi siano piante con foglie o aghi verdi, quindi Pinete e Sempreverdi. Ci segnalano i nostri lettori nascite inaspettate di funghi ancora terricoli in Salento, in Calabria, Sicilia settentrionale e soprattutto in Liguria.

Pinete, boschi o boschetti con Corbezzoli, Lecci, Sughere, Eriche e Ginestre oltre che Macchia Mediterranea.

Quali funghi al momento?

Tra le zone tirreniche, Liguria, Sardegna e Salento è possibile trovare facilmente i Leccini invernali (Leccinellum lepidum), questi risultano al momento ben presenti il Liguria di ponente ma ancor più presenti sui settori di Levante fin nel Viareggino-Versilia. Ci vengono segnalati ben presenti anche in tutta la provincia di Cosenza in boschi caldi mediterranei.

Aggiornamento funghi 04-02-2024 - Leccinellum lepidum
Aggiornamento funghi 04-02-2024 – Leccinellum lepidum. PH@Chicco/Liguria
Aggiornamento funghi 04-02-2024 - Leccinellum lepidum
Aggiornamento funghi 04-02-2024 – Leccinellum lepidum. PH@Chicco/Liguria
Aggiornamento funghi 04-02-2024 - Leccinellum lepidum
Aggiornamento funghi 04-02-2024 – Leccinellum lepidum. PH@Emanuele Codispoti/Calabria
Aggiornamento funghi 04-02-2024 - Leccinellum lepidum
Aggiornamento funghi 04-02-2024 – Leccinellum lepidum. PH@Emanuele Codispoti/Calabria

I funghi che non ti aspetti di poter trovare a inizio febbraio sono certamente i Paonazzi/Lardaioli vinati (Hygrophorus russula), questi ci sono stati segnalati in piccole ma abbondanti colonie in Puglia, nel Cilento e pure nel Cosentino, esclusivamente in boschi puri di Leccio/Sughera.

Altri funghi che si potrebbero definire piuttosto insoliti (anche se non eccezionali), per il periodo, sono gli Steccherini dorati o Steccherini aranciati (Hydnum repandum e H. rufescens). Questi ci sono stati segnalati, anche in forma gigante, in Liguria tra Corbezzoli e Lecci, nelle coste Laziali e sui bassi colli dei Monti di FondiGaeta-Parco degli Aurunci, ancora in Campania, soprattutto in Cilento. Alcune segnalazioni anche dal Cosentino.

Aggiornamento funghi 04-02-2024 Hydnum repandum Liguria
Aggiornamento funghi 04-02-2024 Hydnum repandum Liguria
Aggiornamento funghi 04-02-2024 Hydnum repandum Liguria
Aggiornamento funghi 04-02-2024 Hydnum repandum – PH@Chicco-Liguria

Scarseggiano invece i funghi che ci si attenderebbe di poter trovare in abbondanza in questo periodo, ovvero i Cardoncelli/Ferlenghi/Funghi di Ferula (Pleurotus eryngii var. ferulae). Questi sono stati ben presenti durante l’ultima settimana di gennaio nel basso Lazio-coste laziali, in Campania e Puglia ma, le nascite al momento risultano quasi esaurite.

I loro cugini primi i Pleurotus eryngii var. eryngii (funghi dell’Eringio marittimo) risultano invece poco presenti per via delle condizioni climatiche avverse con venti che hanno soffiato costantemente soprattutto lungo le coste e dune costiere del Tirreno.

Altri cugini primi i Pleurotus ostreatus, che in questa stagione dovrebbero risultare ben presenti nei boschi igrofili della Pianura Padana e di tutte le altre vallate fluviali d’Italia, risultano invece sacrificati dalla siccità e, come detto in apertura, dal vento che secca le piante morte o morenti che sono il loro substrato di crescita preferito.

Aggiornamento funghi 04-02-2024 - Pleurotus eryngii e Pioppini PH@Gianni Abate/Lazio
Aggiornamento funghi 04-02-2024 – Pleurotus eryngii e Pioppini PH@Gianni Abate/Lazio
Aggiornamento funghi 04-02-2024 - Pleurotus ostreatus. PH@Giuseppe Giamblanco
Aggiornamento funghi 04-02-2024 – Pleurotus ostreatus. PH@Giuseppe Giamblanco

Abbiamo monitorato personalmente una colonia di questi funghi (Geloni) durante l’intero mese di gennaio e abbiamo potuto constatare come, il freddo secco, o anche il mite tepore sempre secco, abbiano impedito a questi funghi di svilupparsi e di crescere, benché costantemente presenti su di alcune piante morte. Molti ceppi di questi funghi hanno visto le parti periferiche seccare.

Sempre in tema di funghi lignicoli tipici del periodo i Pioppini/Piopparelli che, in ambienti igrofili in cui siano presenti Pioppi e Pioppi Tremuli, non dovrebbero mancare in periodi così miti-temperati. Mancano invece là dove non è piovuto a sufficienza o dove non piove da settimane con qualche buona nascita nel basso Lazio e Campania, oltre che lungo l’intera vallata del fiume Crati.

Nelle scorse gionate, ma ormai settimane, i nostri lettori ci hanno anche segnalato quasi anomale nascite di Funghi Galletti/Finferli/Gallinacci e persino di Trombette da Morto (Craterellus cornucopioides). Trattandosi di funghi simbionti-micorrizici, le nascite di questi funghi sono avvenute in boschi “verdi” perciò in Pinete e sempreversi, prevalentemente Corbezzoli-Lecci. Essendo funghi igrofili, ovvero che amano l’umido-l’acqua, le uniche nascite del periodo si sono avute subito dopo le buone piogge del 19/21 di gennaio, ormai conclusesi sin dagli ultimi giorni del mese scorso. Nuove nascite si potranno avere ancora a Febbraio (date le miti temperature), purché torni a piovere.

In tema di Cantarelli/Craterelli, da segnalare coraggiosissime nascite di Fiammiferini/Finferle (Craterellus lutescens) in Liguria di Levante, Versilia, Coste Laziali ma soprattutto sui colli pedemontani del Piemonte settentrionale e Lombardia occidentale dove, di questi tempi ti aspetteresti di trovare terreni coperti dalla neve o da spessi strati di brina ma, in realtà neve e brina sono quasi miraggi perciò, là dove sono presenti conifere (Pino nero, Pino silvestre, Pino strobo) è ancora possibile trovare qualche coraggiosa Finferla che ancora tenta di fruttificare tra erbe coriacee ed eriche.

Aggiornamento funghi 04-02-2024 Finferle/Lutescens alto Piemonte fine gennaio 2024
Aggiornamento funghi 04-02-2024 Finferle/Lutescens alto Piemonte fine gennaio 2024

Data l’assenza di neve sui monti, o per lo meno, dato il precoce scioglimento della poca neve caduta durante l’inverno, è plausibile attendersi i primi ritrovamenti dei funghi Dormienti/Marzuoli (Hygrophorus marzuolus) sin da subito. Le prime nascite dovrebbero esser avvenute già a fine autunno-inizio inverno ma, come da prassi, questi funghi dovrebbero aver “dormito” sotto la neve, attendendo il proprio scioglimento.

Plausibile attendersi i primi ritrovamenti in Sila, sul Pollino, nelle Foreste Casentinesi e Pratomagno, oltre che attorno all’Abetone, Appennino Tosco-Emiliano e dato il precoce scioglimento delle nevi invernali, anche in Trentino Alto Adige. Per quanto possa sembrare presto, è utile iniziare a fare qualche sopralluogo in queste zone.

Spugnole/Morchelle già citate precedentemente, potrebbero esser precedute dalle prime nascite di Verpe, in zone igrofile prossime ai corsi d’acqua, se non da subito, quasi certamente entro l’ultima decade di febbraio.

Infine da segnalare possibili ulteriori ritrovamenti di Orecchie di Giuda (Auricularia auricula-judae), scarsi invece i Funghi dell’Olmo (Flammulina velutipes) sempre più sofferenti il secco ed il caldo.

Nuove specie fungine su Funghimagazine

Aggiornamento funghi 04-02-2024 – Ultima parte

Concludo questo articolo di aggiornamento funghi 04-02-2024 ricordandoti che, nel corso delle ultime settimane, su Funghimagazine sono state pubblicate diverse nuove schede monotematiche dedicate a specie fungine non ancora recensite.

In particolar modo le ultime schede pubblicate sono:

Nel corso delle ultime settimane sono state anche riscritte interamente, con aggiunta di nuove foto in fotogallery, le schede relative all’Abete bianco e all’Abete rosso.

Altre nuove schede verranno pubblicate nei prossimi giorni, in attesa che nei boschi si possano trovare molti più funghi.

Per la facilità di ricerca di informazioni e articoli sul sito ti consiglio di dare un’occhiata alla mappa del sito in versione “CATEGORIE” dove puoi trovare tutti gli articoli pubblicati suddivisi per categoria d’appartenenza.

In particolar modo ti segnalo queste sezioni che sono le più consultate in questo periodo:

A giorni, dopo che sarà tornata la pioggia in Italia, potremo tornare ad aggiornare anche le tabelle del Semaforo dei Funghi.

Aggiornamento funghi 04-02-2024@funghimagazine.it

Angelo Giovinazzo

Divulgatore scientifico, studioso di Scienze Naturali, Micologia, Geografia, Geologia. Tecnico di accoglienza turistica, ex redattore di articoli Meteo. Dal 2018 fondatore/proprietario e amministratore di funghimagazine.it

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